Architettura e nuovi valori

31 agosto 2010 di matierno

“Estratti” da “Qualcosa” che non va:

In Italia il prof. Giacinto Auriti, ha saputo dimostrare, anche nelle sedi giudiziarie, che non è chiara la proprietà della moneta. Dopo la sua scomparsa, nel 2006, i giudici hanno ribadito[1] che la Repubblica  ha il potere di emettere e controllare la moneta, come prescrive l’art. 47 della nostra Costituzione. Ma Auriti, come accennava anche Del Mar ha ristabilito un principio giuridico ed economico: «la moneta è un bene immateriale di valore convenzionale e, allo stato attuale dei regimi monetari, gravata di debito. La moneta ha valore perché misura il valore dei beni. Poiché ogni unità di misura è convenzionalmente stabilita, la fonte dello strumento monetario è la convenzione.»

Ricordiamoci che l’economia e la moneta sono invenzioni[2]. «Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi[3]

[...]

La dinamica della crisi finanziaria e poi economica condiziona pesantemente il settore delle costruzioni: non solo perché alla base della crisi c’è lo scoppio della bolla speculativa immobiliare, o perché questo incide sul basilare ruolo che il credito ha giocato e gioca nel processo edilizio, ma perché incide su una domanda già in flessione, riducendo la capacità di spesa e d’investimento di famiglie ed operatori, minando il clima di fiducia.

[...]

Autoderminazione dei popoli intesa come vera democrazia (diretta[4] e partecipativa), ripristino delle monete libere dal debito[5] e senza interessi (banche controllate dallo Stato e non più SpA private), diritto alla vita, tutela dell’acqua[6] ed autoproduzione energetica sono i temi che nessun partito politico tradizionale farà suo come priorità assoluta.

Il raggiungimento di questi obiettivi passa attraverso la ricostruzione delle comunità locali intese come riorganizzazione degli spazi pubblici, agorà, per il dibattito libero, aperto e democratico. Le persone devono poter condividere le idee e le esperienze per il bene comune. L’obiettivo è riscoprire i reali bisogni umani: cibo, riparo sicuro, cultura, sport, amore e passioni.

[...]

Gli impegni non corrispondono ad una qualità architettonica ed urbanistica diffusa, anzi esistono troppi volumi costruiti e male, soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico. Fino a quando la ricchezza verrà misurata in moneta debito coi suoli e con l’espansione urbana si avranno altri scempi da correggere.

Eppure basterebbe fare un piano di monitoraggio dell’ambiente costruito finalizzato al recupero (riuso) per creare migliaia di posti di lavoro, ecco la vera sicurezza. L’Italia deve consolidare, dal punto di vista statico, tutti gli edifici che abbiano dai 40 anni di “età” in su. L’Italia deve ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistenze, altro che nuove case. E’ sufficiente mutare i valori monetari – convenzione arbitraria – dell’attuale consuetudine progettuale e costruttiva: un edificio di nuova costruzione dovrà valere meno di un edificio ristrutturato (sicurezza statica e salubrità: metodi POE, BREAM, Protocollo ITACA). Quindi, la misura del valore non sarà indicata dalla moneta, mezzo di scambio, ma dalla qualità e dal buon senso: volontà politica. Il risparmio energetico potrebbe essere una moneta di scambio, la ristrutturazione potrebbe essere una moneta di scambio, e così via; cioè è sufficiente una volontà popolare che indichi una nuova misura del valore figlia della qualità e non più della quantità (lo stupido PIL) per migliorare le condizioni di vita di tutti e soprattutto dei meno abbienti.

Riflettiamoci un attimo, i prezzi delle case ristrutturate non sono associati ad indicatori di qualità architettonica ma sono stabiliti da speculatori (immobiliaristi) senza scrupoli, i piani urbanistici realizzano soprattutto espansioni, crescita perché il maggiore profitto deriva dalla rendita urbana (nuove aree costruite e nuove case). Queste consuetudini progettuali esistono soprattutto perché il profitto maggiore deriva da una cultura obsoleta figlia della produzione e del costo di produzione allora ribaltiamo il paradigma: misuriamo il valore sul risparmio, riciclo ed il riuso, accadrà che progettisti e costruttori ignoreranno la rendita urbana, fondiaria e l’espansione urbana per concentrarsi sulle trasformazioni urbane all’interno di aree già edificate ma abbandonate e, l’impegno si concentrerà sugli edifici costruiti dagli anni ’50 in poi per rivalutarli e riusarli eliminando gli sprechi energetici e consolidando i volumi costruiti (sicurezza statica). In parte sta già accadendo, trasformazioni urbane in ex aree industriali ma quasi tutti i piani urbani perseguono ancora l’obsoleta crescita con la perdita di importanti suoli agricoli. Nella sostanza se abbiamo compreso che la fonte del valore monetario è la convenzione e, se siamo consapevoli che l’attuale sistema sta distruggendo risorse ed il bene comune è quindi moralmente doveroso mutare convenzione.


[1] Suprema Corte di Cassazione SS.UU civili, sentenza 21 luglio 2006 con n. 16751: “[...]lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria [...]“; http://www.altalex.com/index.php?idnot=34581
[2] SERGE LATOUCHE, l’invenzione dell’economia, Arianna editrice, 2002
[3] Estratto dal discorso di Capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce
[4] THOMAS BENEDIKTER, democrazia diretta, Sonda 2008
[5] come accennato più volte la questione non è economica ma giuridica, il mezzo di scambio di beni e merci, la moneta deve essere di proprietà della Repubblica ed emessa da un ente pubblico come prevede la Costituzione. Applicando questo principio elementare figlio della sovranità popolare si cancella il debito pubblico poiché non ci sarà più nessuno che ti presta pezzi di carta stampati dal nulla caricati persino di interessi e ti ruba la vita, il presente ed il futuro dei tuoi figli.
[6] http://www.gruppo183.org/acqua/legislazione/direttiva.pdf

‘U viecchiu, Acciaroli

8 agosto 2010 di matierno

U viecchiu, ad Acciaroli, Pollica (SA) dal 10-12 settembre 2010, variegata manifestazione ludica-culturale, musica e decrescita felice. L’associazione E’-Motivi organizza e promuove, in collaborazione col Comune di Pollica ed il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) un evento straordinario nella frazione “perla” del Cilento migliore località di mare secondo la «Guida Blu 2010».
E’-Motivi seguendo il racconto legenda di Hemingway fermatosi ad Acciaroli, il vecchio e il mare ambientato a Cuba, propone di vivere serate al ritmo di musica latina, la cultura della decrescita felice e degustazione di cibi e vini locali. Un’offerta unica nel suo genere che unisce le arti umane: raccontare, creare, musicare, cucinare, consumare consapevole, dialogare, condividere e vivere nella reciprocità. “Aperitivi slow” offriranno il punto di vista di importanti relatori: Maurizio Pallante, Marino Niola, Dario Tamburrano converseranno sulla società odierna, buone pratiche amministrative, soluzioni innovative per tutelare e la rinascita del territorio locale.
La sera, musica cubana e tanto svago con l’offerta culinaria dei menù che propongono presidi slow food.

Momento topico del Festival sarà sicuramente lo spettacolo di Teatro Canzone all’Arena del Mare con la stimatissima attrice di teatro Isa Danieli e il pianista compositore Alessandro Nidi nel quale verrà presentato uno spettacolo tratto da il Vecchio e Mare, le contaminazioni tra la musica cubana e quella dell’Italia Meridionale e il mondo di Eduardo De Filippo.

U’viecchiu, è il vecchio, cioè Antonio Masarone da Acciaroli. Ma “u viecchiu” è anche “El viejo”, cioè Santiago, da La Havana, Cuba, il protagonista de “Il vecchio e il mare”, il capolavoro del 1952 col quale Hemingway si aggiudicò il Pulitzer l’anno seguente, e che contribuì grandemente a fargli vincere il Nobel l’anno seguente ancora. Ma se “u’viecchiu” è un po’ anche “el viejo”, allora anche Cuba è un po’ Acciaroli, e viceversa. Per tre giorni Acciaroli, città slow food e bandiera blu, sarà  una piccola Cuba in festa: cibo, cultura, musica ed armonia, con “aperitivi slow” accompagnati dai vini e dai menù locali tipici del territorio cilentano, e, dalle 20.oo con musica dal vivo per le strade del borgo marinaro.

Mini programma: venerdì 10 settembre alle 18:30 l’antropologo Niola ed il Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, apriranno l’innovativa manifestazione – aperitivo slow – che unisce musica, decrescita felice, e gastronomia. Alle 20:00 la straordinaria attrice Isa Danieli accompagnata dal piano di Alessandro Nidi regalerà momenti di una emozionante interpretazione tratta da il vecchio e il mare di Hemingway.
Sabato 11 settembre nel piazzale del porto alle 18:00 si svolgerà un determinante incontro sulla sostenibilità del territorio e l’indipendenza energetica con ospiti di ambito nazionale: Maurizio Pallante, presidente MDF, importante saggista sull’uso razionale dell’energia e mente innovatrice per far crescere “nuove” comunità locali, Dario Tamburrano, socio ASPO Italia e, coordinatore di gruppi di traduzione per testi di rilevanza europea, presenterà la versione italiana di Post carbon cities e, Daniele Filizola, Sindaco della prima city Led italiana; i tre relatori lasceranno spunti creativi per cambiare paradigma culturale utile a gestire il territorio in maniera etica. Alle 19:30 Marino Niola ed Elisabetta Moro presenteranno il libro delle superstizioni. Dalle 20:00 l’intera frazione di Acciaroli danzerà a ritmi cubani. Domenica 13 alle 19:00 si svolgerà l’ultimo aperitivo slow e la sera musica sempre sud-americana. I gruppi: Latin jazz project, Roberto Esposito trio, Conjunto Sabroson, Cuban Stories.

sito web ‘u viecchiu

programma completo e dettagliato

Acqua e crimini contro l’umanità

23 luglio 2010 di matierno

La battaglia politica è totalitarismo contro democrazia. Le SpA che governano i burattini della sedicente democrazia rappresentativa mostrano la loro faccia sulla battaglia dell’acqua, diritto fondamentale  per la vita del pianeta e dell’uomo.

Tre anni or sono, al Convegno promosso dall’Institut international de philosophie sul «fondamento dei diritti dell’uomo», avevo avuto occasione di dire in tono un po’ perentorio, alla fine della mia relazione, che rispetto ai diritti dell’uomo il problema grave del nostro tempo era non già quello di fondarli ma di proteggerli. (Norberto Bobbio, 1965, in L’età dei diritti, Einaudi)

Il Patto sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto sui diritti  civili e politici, adottati entrambi dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 16 dicembre 1966 cominciano così: «tutti i popoli hanno il diritto di autoderminazione»; e proseguono: In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.» L’art. 3 di entrambi i patti incalzando afferma che «gli stati… debbono promuovere l’attuazione del diritto di autoderminazione dei popoli» (Norberto Bobbio, L’età dei diritti, Einaudi pag. 31)

Bobbio è stato profetico infatti il cosiddetto potere invisibile nel corso degli anni ha approvato leggi immorali che consente la gestione di beni demaniali alle SpA. E’ stata fatta un riforma amministrativa che ha introdotto l’uso del diritto privato in ambito pubblico (anni ’90) per arrivare a trarre profitti tramite il controllo diretto dello Stato ed i suoi beni.

Sempre Bobbio scrisse che ormai “il Parlamento è una camera di registrazione di decisioni prese altrove”. L’influenza delle lobby e delle organizzazioni sovranazionali è ben tangibile: delocalizzazioni, privatizzazioni e deregolamentazione cioè: uccidere, rubare e truffare a norma di legge violando sovranità, libertà e diritti umani.

Ricordiamoci che: In relazione alla loro funzione pubblica, i beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime giuridico, che li pone fuori commercio, essi sono inalienabili e imprescrittibili: non se ne può acquistare la proprietà a nessun titolo, nemmeno per usucapione. I beni demaniali sono infruttiferi: non procurano entrate, se non occasionalmente, quando siano dati per concessione..

Rispetto a quanto su citato dagli scritti di Bobbio deve apparire evidente che qualsiasi gruppo sovranazionale non rappresentativo dai popoli se compie azioni di lobby (occulta o non) sulle istituzioni pubbliche, perseguendo particolari interessi economici attenta alla sovranità dei popoli, sinonimo dell’autoderminazione. Ecco a cosa arriva il potere invisibile di BIS, BM, FMI, BCE, WTO, Aspen, Bilderberg, Trilaterale: (ANSA) – ROMA, 22 LUG – ”Quel che dice Tremonti e’ corretto: questo referendum non sta in piedi. L’acqua e’ e resta del popolo, ma i principi della gestione dell’acqua sono definiti da una direttiva europea, quindi sono applicazione di un trattato e sui trattati non ci puo’ essere referendum abrogativo.” Cosi’ AcquaLiberAtutti, il comitato contro il referendum sull’acqua, commenta le parole del Ministro dell’economia. ”Siamo lieti che anche il Ministro dell’economia si aggiunga alla lista di politici di entrambi gli schieramenti, Della Vedova, Chiamparino, Cazzola, D’Ubaldo, Formisano, Bassanini, Susta, Pirillo, Treu, Reggi, che aderiscono al ‘no’ al referendum lanciato da AcquaLiberAtutti.” ”In Italia dobbiamo imparare a confrontarci, anche in modo serrato, sulle cose concrete: i referendari devono spiegare dove prenderanno i 60 miliardi di euro necessari per rifare gli acquedotti, e come scaricheranno questi costi sulla collettivita’. Finora hanno cavalcato l’onda della paura, agitando lo spettro di multinazionali che compreranno sorgenti e di costi che aumenteranno a dismisura, ma se personaggi politici di appartenenze cosi’ diverse si espongono su un tema delicato come l’acqua, significa che i referendari hanno mentito e disinformato i cittadini. Questo e’ un boomerang che gli si ritorcera’ contro”. (ANSA).

Eccolo, il solito e vecchio ricatto della cricca (potere invisibile: BCE, FMI, BM, Bilderberg, Trilaterale…), i soldi. Le solite sciocchezze manipolatrici indotte dai proprietari delle banche: lavoro e soldi. La soluzione al problema, se ci fosse realmente un problema, di soldi è banale: stampare moneta pubblica, di proprietà del popolo, libera dal debito e dagli interessi. I dipendenti “eletti” (le persone sedute in Parlamento sono state nominate dai segretari di partito e non eletti) sono gli unici al mondo che non fanno stampare moneta pubblica, altri paesi dell’area euro usano anche monete complementari a tutela dell’economia locale.

“Estratto” da “Qualcosa che non va: Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; JF Kennedy decise di stampare moneta pubblica (ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre ricchezza reale ai popoli. Report, il 30 maggio 2010, nelle Goodnwes ha usato parole “nuove”: moneta complementare trattando il caso della WIR bank attiva dal 1934, in un’inchiesta passata trattò l’esempio della JAK bank. Mediaset in Mistero, 1 giugno 2010, ha denunciato la truffa del signoraggio bancario, ma non c’è nulla di misterioso è sufficiente cliccare sul sito di BankItalia.

C’è un aspetto giuridico molto interessante:”Quel che dice Tremonti e’ corretto: questo referendum non sta in piedi. L’acqua e’ e resta del popolo, ma i principi della gestione dell’acqua sono definiti da una direttiva europea, quindi sono applicazione di un trattato e sui trattati non ci puo’ essere referendum abrogativo.”

Se fosse vero quanto detto da Tremonti allora significherebbe che ci troviamo in un regime totalitario comu-nazi-fascista, cioè l’Unione europea, poiché la sovranità popolare sarebbe stata ceduta ad un’entità terza senza chiedere nulla al sovrano. Qualcuno si ricorda un referendum sul Trattato di Lisbona? Cioè Tremonti lascia intendere che il potere è stato spostato da Roma a Bruxelles e che il popolo non potrebbe intervenire sulle deliberazioni calate dall’alto, l’opposto di quello che dice la nostra Costituzione. La domanda sorge spontanea la nostra Costituzione è ancora in vigore? Se la risposta è SI, allora Tremonti dovrebbe dimettersi poiché egli ha giurato su quella carta che obbligatoriamente deve difendere e diffondere. Il popolo ha il potere di abrogare leggi o parti di esse: referendum abrogativo figlio della sovranità popolare e la raccolta firme abroga leggi italiane e non direttive europee.  Tremonti lascia intendere un altro aspetto giuridico controverso: le direttive europee sono superiori alle leggi italiane. Questa contraddizione giuridica ci riporta al punto di prima: la Costituzione è stata abrogata? Si può abrogare la Costituzione senza che il popolo lo sappia? Un’altra domanda sorge spontanea: Tremonti fa gli interessi delle SpA o del popolo?

Green city? E’ sufficiente applicare l’etica della natura

16 luglio 2010 di matierno

In risposta all’articolo pubblicato da Parmadaily : “la Parma del 2010 sarà una green city” , 15 luglio 2010.

Per avere un città verde e non scadere nella propaganda o peggio nel vendere illusioni utili solo alle SpA non c’è bisogno di fare proclami altisonanti ma solo di guardarsi dentro, essere onesti, umili e comprendere innanzitutto chi siamo e dove stiamo, due coordinate fondamentali a qualsiasi cittadino e comunità che intenda, sinceramente, riequilibrasi con la natura. Sfogliando la letteratura urbana si trovano centinaia di progetti ecologisti rimasti sulla carta perché il principio ordinatore dei Consigli comunali non è l’etica ma la rendita. Sono poche le città italiane non coinvolte dalla speculazione edilizia, si tratta di piccoli centri non considerati dai piani di sviluppo regionale “progressisti” e, dove la cultura criminosa della crescita ha inciso meno sono sorti i Parchi naturali e le “aree protette”, pensateci abbiamo bisogno di “aree protette”, ma perché il resto deve essere distrutto?

E’ sufficiente informasi meglio su piani e strategie per scoprire le enormi contraddizioni e le peggiori intenzioni figlie dell’ossimoro sviluppo sostenibile. Purtroppo uno dei principi generatori dell’Unione europea è il libero mercato e, concetti contraddittori come l’economia competitiva e, già, proprio quel fantasma inventato appositamente per ingannare i popoli e far credere che la crescita monetaria e materiale sia sinonimo di benessere. Siamo manipolati, addomesticati e ricattati dalla ricerca di un lavoro per procurarci quei pezzi di carta che non sono reale ricchezza ma l’esca di: banchieri, BCE, SpA, WTO e gruppi sovranazionali fuori controllo democratico dei popoli (CFR, Trilaterale, Bilderberg, Aspen, TABD …).

«Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale questo capitalismo finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.» (Giorgio Ruffolo)
«L’attuale forma di produzione della “ricchezza”  sta conducendo la Terra verso la distruzione e questo pensiero sta avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del sistema capitalistico» (Emanuele Severino)
«il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove» (Norberto Bobbio)
«Senza regole morali siamo tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti e compiacenti della cupola di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella scientifica) che la ricchezza globale» (Marco Pizzuti)
«Il più potente mezzo di dominio del Nord sul Sud è oggi il servizio del debito»(Jean Ziegler)

Fra gli strumenti e le pratiche previste ci sono idee condivisibili ed utili ma non potranno migliorare la qualità della vita per una ragione semplice e complessa: i cittadini non possono applicare il proprio potere supremo, cioè la sovranità popolare insita nella nostra Costituzione e questo aspetto determinante crea conflitti di ogni genere: priva il popolo sovrano di poteri di controllo diretto sulle decisioni politiche, sulla spesa pubblica, sulla partecipazione alle decisioni, sulla progettualità, sul processo creativo collettivo e sulla capacità di sviluppare una resilienza necessaria a risolvere problemi prima che questi si possano verificare. In sintesi non c’è libertà, l’UE ti fa credere di essere libero ma nella realtà sei uno schiavo che deve spendere una moneta debito, schiavo di consumare merci inutili ed a volte tossiche vendute dalle SpA.

Siamo la società della post-crescita e ci troviamo in un periodo di transizione energetica e culturale. Siamo esseri umani dotati di passione e creatività e fra gli umani non si compete, non si lotta ma si coopera, ci si sostiene, dovremmo essere l’uno reciproco all’altro. La natura e, noi siamo parte di essa, si sviluppa su principi autopoietici, cioè ricchezza è sinonimo di biodiversità mentre la competitività e lo sviluppo sostenibile invenzioni di marketing politico servono a modificare la percezione dell’uomo che a sua volta modifica anche i valori di riferimento così da non esser più naturali, umani ma distruttivi circa le energie e le risorse di tutti. Le regole del sistema socio-politico scritte dall’élite per l’élite rubano, uccidono e distruggono anche per la nostra apatia, indifferenza, nichilismo e cinismo ma un risveglio può cambiare le cose. Se la maggioranza dei cittadini fosse più sensibile, meno manipolata dal potere invisibile e più consapevole, potremmo già introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta e questo può accadere domani mattina se gli Enti locali non fossero controllati dalle SpA e se i dipendenti eletti applicassero la Costituzione italiana anziché fare gli interessi esclusivi dell’élite.

La biodiversità della biologia, cioè la crescita, lo sviluppo è in perfetta analogia con l’autoderminazione e col pluralismo delle idee, caratteristica tipica del metodo democratico utile agli esseri umani per crescere, svilupparsi culturalmente. Solo in ambienti liberi, non condizionati dall’autorità, potremmo ascoltare la comunicazione di altre persone che possono condividere conoscenza che smuove la coscienza, il potere invisibile sa bene che questo non deve avvenire e come in ogni regime totalitario fa in modo che il pensiero di persone libere non debba svegliare le coscienze addormentate. A Parma, come nella maggioranza dei comuni italiani non esiste democrazia, governo del popolo, ma la degenerata democrazia rappresentativa, un’utile rappresentazione o maschera teatrale per ingannare le masse, usurpare diritti e, consentire alle SpA di trarre profitti dalle risorse locali.

La prima cosa che Giunta e Consiglio comunale dovrebbero fare per applicare l’interesse pubblico è togliere la gestione dei servizi pubblici locali dalle mani di una SpA per consegnarli ai legittimi proprietari: i cittadini e, questo può accadere con l’introduzione di una società no-profit gestita dall’Ente, al 30% ed al 70% dai prosumer, cittadini produttori e consumatori di acqua, energia, rifiuti, trasporti.

Solo dopo aver ripristinato un minimo di democrazia locale, trasparenza, ed etica nella dialettica politica sarà possibile anche applicare tecnologie socialmente utili. Pensateci, come può una SpA (massimizzazione dei profitti) che guadagna soldi dagli sprechi (energia e rifiuti) applicare l’ecologia quando la stessa non conosce il profitto? Conoscente una pianta che scambia moneta per ricevere energia solare? Ricordiamoci che una legge (Cip 6 ’92) consente ad una SpA di guadagnare bruciando risorse come i rifiuti quando la natura non produce rifiuti, ricicla tutto. Come possiamo introdurre una ESCO (società che guadagna dal risparmio energetico) se vige un monopolio energetico che guadagna dagli sprechi?

Un recente diagramma di David Bussett, pubblicato in Technology Review N4 2010, sintetizza lo spreco di energia trasformata, ben il 44,6% del calore viene disperso, tutto quanto già previsto anche da centri di ricerca come il CURE, ideato nel 1988 da Mario Palazzetti, Tullio Regge e Maurizio Pallante.

Inoltre, insensate norme europee misurano l’inquinamento dell’aria pesandolo e, non “contando” le nanoparticelle prodotte dai processi di combustione ma ripeto si misura il peso, la massa, nonostante i manuali di medicina del lavoro spiegano che, in tossicocinetica, la nocività di certi gas dipende anche dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità delle particelle emesse (Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pag. 175) da inceneritori, fonderie, acciaierie, cementifici, trasporti etc. Le nanoparticelle sono state fotografate nel nucleo delle nostre cellule dove risiede il DNA.

Dobbiamo sapere che se volessimo realmente vivere in un luogo verde, potremmo farlo. Esiste la conoscenza, la consapevolezza e le tecnologie per non dipendere più dagli idrocarburi (petrolio e gas), possiamo evitare di costruire nuove case e rivalutare tutto il patrimonio edilizio esistente e, solo se applicassimo queste due strategie iniziali si potrebbero avere nuovi mestieri virtuosi, nuova occupazione socialmente utile.

Non serve riporre fiducia sull’attuale classe dirigente e nessuno altro dovrebbe averne, visto che sta distruggendo risorse naturali non rinnovabili e ruba il futuro alle generazioni successive, ma bisogna aver fiducia nel risveglio delle coscienze poiché sta già accadendo, è una moltitudine inarrestabile che sta cambiando la società, basti vedere le “transition town”, “Terra madre” a livello planetario e, l’esistenza di centri di ricerca come il Wuppertal in Germania, ed associazioni come MDF e molti altri gruppi in Italia, elencarli tutti sarebbe impossibile, che propongono cambi di paradigma culturale in armonia con la coscienza umana.

Energia dispersa

15 luglio 2010 di matierno

In Technology Review è stata pubblicata un’interessante mappa che mostra come si consuma e si disperde l’energia negli Stati Uniti e questo conferma quanto già si sapeva e cioè l’inutile e l’evitabile spreco dell’energia. Come si evince dal grafico di David Bussett le obsolete tecnologie della termodinamica classica non possono evitare la dispersione del calore.

Matt Mahoney titola: “una mappa preoccupante dei flussi energetici” ma quello che dovrebbe preoccupare non è la normale dispersione  e perdita dell’energia figlia delle leggi della fisica e figlia di obsolete tecnologie ma la reticenza del mondo politico e l’ostracismo immorale verso nuove tecnologie e, la mancanza di buon senso nella società.

Facendo un semplice confronto fra le riviste di libera informazione si può leggere in Nexus New Times N86 a pag. 55 che la Bloom Energy lancia celle a combustibile all’avanguardia.

Si legge: ciascun Bloom Energy Service fornisce 100 kW di energia con un ingombro approssimativo pari all’area di un parcheggio per automobile. Ciascun sistema genera energia sufficiente a soddisfare le necessità di circa un centinaio di abitazioni medie o di un piccolo edificio adibito a uffici.

Mentre in Italia i nostri dipendenti eletti capiscono poco o nulla sul tema energetico, la scuola fa poco, i media discutono poco e spesso disinformano altri paesi non solo ricercano ma brevettano (copyright = business) nuove tecnologie da fonti rinnovabili.

Grazie a tutti per l’attenzione e la condivisione

14 luglio 2010 di matierno

Ecco cosa può fare un cittadino normale con internet per il bene comune, “aprire” un blog, diario personale (è gratis) per condividere idee, opinioni, conoscenze: totale visite: 34.371, 205 articoli, 295 commenti, 17 categorie, 299 tag (primo articolo aprile 2007)

Raccogliere le proprie idee e quelle altrui in un documento e condividerlo (libro) gratuitamente, “Qualcosa” che non va: 2.956 letture e 77 download in soli sei mesi.

Avviare una pagina facebook denominata “Qualcosa” che non va che “piace” a 340 persone

Chiunque può “fare” video e condividerli sul proprio canale youtube per integrare la comunicazione del diario-blog ed usare anche presentazioni ad hoc condivise in internet.

Tutto questo con la sola energia della coscienza, no money, no pubblicità, no sponsor, ma per condividere, fare rete e svegliare le coscienze addormentate.

Chiunque può fare altrettanto, chiunque altro può condividere gli stessi contenuti etici e fare rete col passaparola per il bene comune.

Altri esseri umani stanno facendo lo stesso da più tempo ed altri faranno lo stesso dopo questo messaggio. Ciò che fai in internet, realtà virtuale, può avere un impatto sulla vita reale. Se i singoli cittadini virtuali avranno un comportamento etico in rete, può darsi che anche il mondo reale sarà etico, è una possibilità dettata da una regola semplice della linguistica e dal cervello umano che “apprende” dai sensi.

Cuore e coscienza

2 luglio 2010 di matierno

“estratto” da “Qualcosa” che non va:

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. L’egoismo ed il materialismo sono i non valori che “uniscono” le coppie di “innamorati” e trasmettono i non valori ai loro figli. I giovani sono programmati dai genitori e dalla società (televisioni, amicizie) per scegliere presunti percorsi produttivi e non secondo le proprie capacità creative. E’ sufficiente verificare il grande numero di iscritti a corsi socialmente inutili come economia e giurisprudenza rispetto a quelli più rilevanti come fisica e matematica. Tale affermazione non intende svilire gli studi economici e di diritto ma prende atto del fatto che da diversi decenni l’offerta didattica di questi corsi è volta a creare perfetti servitori delle multinazionali e non esseri umani liberi. Gli studi economici si stanno trasformando in operatori di finanza e gli studi giurisprudenziali in avvocati a tutela dei criminali. Solo per citare un esempio, gli avvocati hanno studiato il diritto così com’è e non come dovrebbe essere. Oggi, per la piega che ha preso la professione sembra esser sufficiente avere un “software data base” sui codici e sulle sentenze per “risolvere il caso” dei clienti, non c’è nulla di creativo e di umano in questo aspetto. Anche le altre libere professioni si sono disumanizzate e rese servili alle multinazionali, un triste aspetto riguarda l’aggiornamento culturale dei medici proveniente soprattutto dall’industria farmaceutica[1]. Nel mondo della progettazione e delle costruzioni la professione del progettista, l’architetto, è stata completamente svuotata del suo valore umanista per mezzo di riforme amministrative e di spostamenti di competenze ad altri soggetti senza prevedere un’adeguata formazione. Non è raro vedere Sindaci che si permettono il lusso di entrare nel merito di scelte tecniche. In generale tutte le professioni sono state coinvolte da logiche devastanti di profitto ed i comportamenti etici sono rimasti come baluardo fra la minoranza di alcuni cittadini sensibili. La degenerazione è così grande che la società intera giudica le persone non per quello che sono realmente ma per i titoli che hanno conseguito, la società vede medici, ingegneri e non persone.

Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[2].

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[3].

Le corporation e gli esperti merchandising inseguono consapevolmente una fascia di consumatori con il portafoglio pieno a tal punto da costruire un mercato molto interessante, ma al tempo stesso immaturi quanto basta nei gusti per poter essere manipolati a dovere attraverso la pubblicità, il marketing e il branding. Allo stesso tempo, questi avatar del capitalismo consumistico cercano di incoraggiare la regressione degli adulti, sperando di riabituarli ai gusti e alle consuetudini dei bambini e di riuscire a vendere loro quell’inutile miriade di giochi, gadget e beni di consumo di cui nessuno ha realmente bisogno, ma che tutti acquistano per obbedire all’imperativo categorico del capitalismo: vendere, vendere, vendere. Come sottolinea la psichiatra infantile Susan Linn nel suo studio critico di quella che definisce «l’acquisizione ostile dell’infanzia», le aziende sono in gara tra loro «in modo sempre più aggressivo, per conquistare il favore del consumatori più giovani», mentre la cultura popolare «è sempre più soffocato dal cultura commerciale propinata senza sosta ai bambini, che vengono tenuti in considerazioni solo in quanto consumatori».[4]

La crescita di un uomo è soprattutto culturale e non materiale. Attribuiamo valore ai nostri laureati specializzati quando essi non sanno nulla del resto del mondo, a causa di una programmata formazione finalizzata alla massimizzazione dei profitti di qualcuno, che non coincide con l’utilità sociale. Un esempio? L’arroganza di certi ingegneri si misura dai danni sanitari causati dai loro progetti, sottaciuti da medici corrotti[5] poiché finanziati dalle stesse multinazionali. I soldi ricevuti per mezzo dei paradisi fiscali trasformano Sindaci, Assessori e tecnici in attori da premi Oscar. In Italia abbiamo ascoltato sconcezze di ogni genere poi verificate con semplici domande ben documentate. L’ignoranza diffusa sulle conoscenze scientifiche dimostra l’incapacità di valutare di fronte ad evidenze sconcertanti come il caso dei rifiuti. E la maggioranza del popolo non è in grado di valutare neanche le scelte energetiche.

Valutare è uno sforzo di riflessione orientato a riconoscere il valore di oggetti e azioni: valori propri, in sé, e valori relazionati a contesti e processi. In questo sforzo un ruolo importante è svolto dalla comparazione. Comparare significa esercitare il giudizio personale, seguire convenzioni, applicare norme, testare ipotesi in modo libero o vincolato.[6]

Per questa ragione è doveroso un percorso di conoscenza condivisa affinché si possano riprendere le elementari basi civili dettate dalla Costituzione e da un cultura figlia di un approccio olistico[7], libero e non condizionato dal potere invisibile. Vi sono strumenti efficaci come l’open space technology[8] per raggiungere obiettivi che hanno permesso di avviare progetti creativi con ampia partecipazione. La scienza dell’organizzazione sembra essere il tallone di Achille dei popoli ma internet è lo strumento che può aiutare le comunità per condividere esperienze e conoscenze altrui. La rete di internet è più di un semplice specchio della società, è una realtà virtuale che può dare una visione futura del mondo poi, saranno i cittadini a scegliere in che società vivere, continuare con l’attuale: immorale e nichilista, o una diversa poggiata sullo scambio, sul dono, sulla cooperazione e sulla reciprocità?

E’ doveroso un cambio di paradigma culturale e questo può avvenire con una diffusa presa di coscienza sulle reali capacità e potenzialità umane. Ciò che per decenni è stato chiamato “sviluppo, crescita, progresso, produttività, sviluppo sostenibile” in realtà era una maschera per nascondere obiettivi tesi per cancellare la democrazia ed accentrare ricchezze artificiali nelle mani di pochi. Ormai il re è nudo. Conoscenza e coscienza useranno risorse e tecnica nella giusta misura per il benessere collettivo. E’ necessario ripartire dalle comunità a piccola scala, riallacciare rapporti e relazioni nel quartiere su interessi condivisi, coinvolgere la scuola e le attività di base: autoproduzione del cibo, gruppi di acquisto e ricostruzione dei mercati con prodotti locali, autoproduzione energetica. Le comunità con un percorso di conoscenza e condivisione empatica possono sviluppare la resilienza necessaria per i periodi di crisi come quella attuale. La resilienza è la capacità di reagire a momenti difficili, alle avversità della vita, è la capacità di resistere o la capacità di ripararsi da un danno.


[1] MAURO DI LEO, malati di farmaci, Edizioni per la Decrescita Felice, 2010 http://www.librigei.com/product_info.php?products_id=401&osCsid=83210e6e94ef8635519d57e9908e6b5e
[2] MARCO DELLA LUNA  e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
[3] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81
[4] BENJAMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 11
[5] RENZO TOMATIS, il fuoriuscito, Sironi editore 2005
[6] DOMENICO PATASSINI, in Valutazione dell’impatto ambientale, a cura di VIRGINIO BETTINI, UTET 2002, pag. 22
[7] La posizione filosofica dell’Olismo (dal greco “holon”, cioè tutto) è basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Relativamente a ciò che può essere chiamato olistico, per definizione, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è l’organismo biologico, perché un essere vivente dato, in quanto tale, va considerato sempre come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono.
[8] L’Open Space Technology è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare workshop e meeting particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate.

Manipolare per ordinare ed “orientare”

30 giugno 2010 di matierno

“estratto” da “Qualcosa” che non va:

Freud e, soprattutto il nipote Edward Bernays fu fra i primi ad insegnare alle corporations SpA[1] come manipolare le menti attraverso la pubblicità e creare bisogni indotti per fare incetta di acquisti, ideò metodi per influenzare il subcosciente (l’inconscio) al fine di manipolare l’opinione pubblica, egli ideò le locuzioni “mente collettiva” e “fabbrica del consenso” come raccontato nel suo libro, Propaganda del 1928. Joseph Paul Goebbels, chiamato Herr Doktor, fu il “Ministro della propaganda” del Terzo Reich che consentì l’ascesa al potere del partito nazista nel 1933. La televisione ha un effetto ipnotico e condiziona i nostri stili di vita. La pubblicità, cioè le multinazionali SpA, “educano” i popoli; la televisione “consiglia” chi votare e non lo fa in maniera oppressiva ma usando la programmazione neuro linguistica (PNL) nel migliore dei modi, con il suono, il colore, il gesto, in maniera inconscia e subdola anche con messaggi subliminali. La pubblicità non ordina cosa fare, manipola e persuade le persone. Le SpA per ottimizzare i profitti assumono psichiatri, psicologi, esperti della comunicazione per condizionarci usando le nostre emozioni e la consapevolezza di come funzioni il nostro cervello. Un popolo che conosce la PNL, riconosce e distingue la propaganda dal messaggio utile.

Il corpo e il cervello sono matrici di frequenze che esistono nelle forma che vediamo solo quando passano attraverso il medesimo sistema di decodificazione. I nostri 5 sensi: occhi, orecchie, naso, lingua, pelle non sono altro che l’espressione fisica (decodificata) di campi di energia. Le orecchie sono evidenti decodificatori di frequenze, poiché il timpano trasforma la vibrazione del suono in segnali elettrici che vengono poi inviati al cervello. Gli occhi trasformano la luce (energie, campi di frequenza) in segnali elettrici che poi il cervello interpreta attraverso la corteccia visiva in una realtà apparentemente tridimensionale. In effetti non è solo il cervello a essere coinvolto nella decodificazione della nostra realtà, ma anche l’intera rete del sistema informatico del DNA.[2] Il mondo fisico è una minuscola gamma di frequenze, o dimensione. Chi conosce le leggi che governano il nostro “programma” può “modificarci”  e condizionarci a suo piacimento.

La filosofia moderna ha in comune con la tradizione filosofica anche il principio della “recettività”, o “passività” del soggetto (o dell’io) rispetto alla realtà esterna. Non solo la realtà vera e propria è esterna alla mente ma è anche attiva sull’apparato percettivo-sensitivo dell’uomo. Si è già visto che questo principio consente a Cartesio di dimostrare l’esistenza, nella realtà in sé, dei corpi.
Già Aristotele aveva inteso la realtà sensibile come motore (causa agente) delle nostre sensazioni. Quando, ad esempio percepiamo un colore o un suono, o avvertiamo una resistenza, i nostri organi di senso sono passivi o recettivi rispetto a una attività esercitata su di essi dalla realtà esterna. Anche il modo in cui la scienza moderna (ad esempio nell’ottica o nell’acustica) spiega il prodursi di una sensazione, conferma questa passività del soggetto rispetto alla realtà esterna.
In questa prospettiva, la passività è propria della sensibilità umana: noi non siamo liberi di sentire o di non sentire, o di sentire diversamente, un certo contenuto sensibile (ad esempio un suono); siamo invece liberi di pensare o di non pensare, o di pensare diversamente ciò che pensiamo. Il contenuto sensibile di impone all’uomo; e gli si impone proprio perché è l’effetto dell’azione della realtà esterna sugli di organi di senso.[3]

Rileggiamo queste testimonianze (Pasolini, Agosti ed Allegri):

«Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.»[4]

«Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore. Bhè, gli effetti sono nel cuore di ognuno, per esempio, il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta.»[5]

«Ragionare con la propria testa e col proprio sentimento e non lasciarsi trascinare dalla propaganda consumista, liberi dal condizionamento delle cose inutili»; analogie fra il fascismo ed oggi, «è molto peggio adesso, sembra che ci sia la libertà. Ti ingannano, ti fanno credere di essere liberi ma siamo dominati completamente dalle multinazionali. Allora (periodo fascista) era più facile fare un ragionamento proprio perché c’era meno confusione».[6]

Il dibattito politico di questo libro ispirato agli appunti del mio diario pubblico (blog) verte su come dovrebbe essere gestita la società. Noi siamo esseri umani, entità biologiche e rispondiamo alle leggi dell’universo. Credo che ormai non ci sia alcun dubbio riguardo al fatto che lo stile di vita della maggioranza degli italiani sia del tutto condizionato dal pensiero dominante e, non sia né uno stile umano e né saggio.

La politica delle SpA agisce per impedire un’evoluzione del pensiero con una comunicazione martellante che propone comportamenti immaturi ed irresponsabili. Condizionare lo stile di vita di un bambino è semplice per le SpA, l’obiettivo è infantilizzare gli adulti e ci stanno riuscendo molto bene, dall’abbigliamento, ai comportamenti quotidiani fino alle scelte politiche immature.

Il fascismo creò l’Istituto Luce a servizio della propaganda con lo scopo di manipolare la percezione dell’opinione pubblica, oggi accade ugualmente ed un articolo di Vladimiro Polchi titola: “la TV italiana cancella la crisi anche se ora fa più paura del crimine”[7]
La propaganda del regime si articola imbrigliando tutte le forme di comunicazione, dalle tradizionali come la stampa e la fotografia ma anche emergenti come la radio ed il cinema. In entrambi gli ambiti porta novità. Per la stampa nascono nuove testate dirette da fascisti. Per la radio si fonda l’EIAR, i cui programmi di intrattenimento sono sviluppati con la supervisione dell’Ufficio per la Stampa e Propaganda prima, dal Ministero della Cultura Popolare poi. Quelli di informazione supportati dalle notizie diramate dalla Agenzia fascistizzata Stefani, a cui d’ora in poi devono attenersi anche i giornali.
Per il cinema si compie una operazione doppiamente innovativa. Si inventa il cinegiornale italiano e fascista, si crea una istituzione che lo produce: l’Istituto Luce, responsabile sia della immagine cinematografica che fotografica di Mussolini, che si raccomanda debba essere centrale in ogni circostanza della realtà. Anzi il Duce può essere fotografato solo in situazioni che lo rendono protagonista, gli danno risalto e lo immergano nel proverbiale bagno di folla.
Gli ordini sono tassativi: evitare immagini poco significative o che addirittura lo vedano in situazioni tragiche, per esempio alluvioni, terremoti, morti, o in momenti in cui compie gesti violenti di rimprovero, tantomeno va ripreso accanto a monache e preti, essendo superstizioso. Tutte le immagini di cui è protagonista devono essere positive. Non solo controllo dell’informazione. Ma anche del cinema di evasione, commerciale, i cui contenuti non devono offendere il fascismo tantomeno alludere indirettamente al suo capo in modo indegno. Al contrario di quanto avviene per Stalin, la propaganda del regime ha la sottigliezza di non produrre alcun film in cui sia presente un attore che interpreta Mussolini.[8]

Gli strumenti informatici di oggi consentono di misurare il livello di propaganda usata dell’èlite, sembrerebbe una contraddizione ma non lo è se pensiamo che la resistenza politica ed armata ai tempi del nazi-fascismo era mossa da una minoranza di cittadini. Oggi la resistenza all’oppressione si svolge anche con la cultura e la tecnologia, più o meno usando gli stessi strumenti dell’èlite. Chiamiamo l’indagine “dittatura test” :
Google è il più grande strumento di ricerca al mondo ed indicizza qualsiasi cosa sia informatizzata. Cioè, se un cittadino vuol ricercare qualcosa scrive una parola chiave e google la trova fornendo un dato: il numero delle volte che la parola viene ripetuta in un sito, una pagina, video, qualsiasi cosa. In questo modo sappiamo quante volte è scritta la parola ricercata oltre a sapere da chi (inteso come sito web, pagina web … ). Con questo semplice strumento un cittadino può sapere se un quotidiano abbia usato quella parola e cercarla al proprio interno (sito web della testata), questo metodo è ottimo per sapere chi la usa. Ora ricordiamoci che la Storia insegna un aspetto determinante circa la manipolazione della percezione dell’opinione pubblica: se i media non parlano di un argomento, non esiste perché appunto la maggioranza degli italiani ha fiducia in quei media e da essi si informa.
Verifichiamo l’esperimento (svolto il 15 giugno 2010), prendiamo in considerazione i siti web dei quotidiani più letti in Italia: Corriere della Sera, La Repubblica ed IlSole24ore:

digitiamo la parola chiave: “Bilderberg”

in Corriere della Sera: 5 risultati
in La Repubblica: 4 risultati
in IlSole24ore: 8 risultati
nel web in italiano: Circa 2.880.000 risultati (0,30 secondi)

parola chiave: “signoraggio”

in Corriere della Sera: 17 risultati
in La Repubblica: 16 risultati
in IlSole24ore: 42 risultati
nel web italiano: Circa 188.000 risultati (0,12 secondi)

parola chiave: “commissione trilaterale”

in Corriere della Sera: 3 risultati
in La Repubblica: 6 risultati
in IlSole24ore: 9 risultati
nel web italiano: Circa 42.600 risultati (0,21 secondi)

parola chiave: “decrescita felice”

in Corriere della Sera: 7 risultati
in La Repubblica: 2 risultati
in IlSole24ore: 4 risultati
nel web in italiano: Circa 90.400 risultati (0,23 secondi)

Aprendo i collegamenti internet dei risultati legati alla ricerca avanzata svolta con google si scopre che la parola chiave ricercata è stata scritta non da un’inchiesta giornalistica per informare, ma si tratta di un commento che un lettore ha lasciato sotto l’articolo economico, politico. L’evidente disparità fra i risultati ottenuti dai media ed i risultati ottenuti dal web (cittadini) parla chiaro: gli editori non vogliono che si parli di Bilderberg, signoraggio, commissione trilaterale e di decrescita felice mentre i cittadini di internet scrivono e parlano di questi argomenti. Qui sorge il problema e l’evidente, assenza di democrazia poiché il resto dei cittadini italiani, cioè la maggioranza non usa internet ed ha ancora fiducia verso i media tradizionali e da essi trae informazioni per compiere scelte nel momento del voto.

Come scoprire il “segreto di pulcinella” e come verificare la PNL applicata per scopi politici. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) stila ogni anno una relazione[9] ed in questo documento possiamo leggere i contenuti dell’offerta televisiva e come questa si concentri. Ecco un esempio, nella tabella 2.10, in approfondimento, per RAIUNO si possono leggere ben 21 trasmissioni religiose andate in onda sul totale di 32. L’approfondimento, per intenderci, dovrebbe essere il giornalismo di inchiesta come viene fatto da Riccardo Iacona o da un dibattito obiettivo, libero ed indipendente, sui fatti di cronaca. In Italia, l’approfondimento del primo canale televisivo è occupato da argomenti religiosi.

Un carrozzone, forse il più colossale dell’intera storia repubblicana, in cui si aggirano 297 persone fra 12mila metri quadri a Roma e 15mila e passa a Napoli: 9 piani a via Isonzo, nella capitale, e ben 25, da 600 metri quadri ciascuno (esclusi parcheggi e seminterrati), al Centro direzionale partenopeo, nella Torre Francesco di proprietà dei Caltagirone. Lo scandalo delle conversazioni fra Ciancarlo Innoncenzi, uno dei Commissari Agcom, e il premier Silvio Berlusconi, porta oggi alla luce in maniera dirompente quelle verità da tempo sottaciute sul fiume di danaro pubblico versato ogni anno dagli italiani per mantenere l’Autorità che non riesce, di fatto, nemmeno a controllare fino in fondo se stessa. […] Elio Lannutti: «l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è un carrozzone costoso e pletorico, ideato per assecondare, già nella fase delle designazioni spartitorie con il “manuale Cancelli”, gli appetiti dei partiti e degli apparati. L’Agcom non ha mai tutelato diritti ed interessi dei cittadini nella delicata funzione delle difesa del pluralismo dell’informazione, né gli interessi dei consumatori contro truffe, abusi e frodi del settore telefonico, come dimostra l’indagine Fastweb, con milioni di famiglie truffate da telefonate satellitari mai effettuate». Ma l’autentica goccia che ha fatto traboccare il vaso è oggi: «l’indagine avviata dalla Procura di Trani sulle carte di credito revolving a tassi usurai.» Ed è stato proprio a partire da quelle indagini che la Procura Pugliese si è casualmente imbattuta nelle conversazioni telefoniche fra Innocenzi ed il premier finalizzate alla chiusura di Annozero.[10]

In Italia la televisione domina il panorama informativo. Secondo l’ISTAT nel 2005 solo il 58,1% della popolazione italiana dichiarava di leggere i quotidiani almeno una volta alla settimana. Di questi, solo il 43,9 % degli uomini e il 24,5% delle donne ha dichiarato di leggere quotidiani 5 o più volte a settimana. Al contrario, il 94,5% dichiarava di guardare la TV. […] Un punto importante da sottolineare: lo spartiacque fra l’informazione “seria” e il pettegolezzo è sempre più labile (in alcuni casi inesistente), anche nel caso della TV pubblica, e i programmi istituzionalmente destinati ad informare spesso dedicano tempo ed enfasi esagerate a notizie minori. Al contrario, sempre considerando la percentuale di tempo dedicato alle categorie tematiche, nei telegiornali italiani l’Economia ha uno spazio maggiore solo rispetto alle previsioni del tempo. [11]

Ecco un esempio di comportamento criminoso della cultura dei consumi e della produttività vista come “benessere”. Pensiamo al periodo natalizio e l’invenzione del “Babbo di Natale”, nel mese di dicembre si verifica il massimo picco di consumi e crediamo che siano tutti voluti da noi e indispensabili? Le famiglie affogheranno i bisogni insoddisfatti nell’acquisto compulsivo di merce inutile, a volte tossica, per riempire un senso di vuoto che tornerà il giorno dopo la fine delle vacanze. I bambini diversamente dagli adulti non hanno ancora sviluppato la capacità di discernere il bene dal male, ciò che utile dall’inutile.  E’ noto che le SpA pagano ingenti consulenze a psichiatri e psicologi per studiare metodi sempre più persuasivi col fine di “entrare nella testa” dei bambini che a loro volta “costringeranno” i loro genitori a comprare quel prodotto grazie a piccoli “traumi” indotti. Eppure il codice penale parla chiaro: Circonvenzione di persone incapaci : La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall’art.643 del codice penale. Consiste nell’abusare dei bisogni, passioni o dell’inesperienza di persona minore o in stato d’infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto.

Molte frustrazioni e conflitti interiori possono insorgere fra la coscienza e ciò che noi crediamo. Il popolo italiano sembra essere molto stressato e nervoso quando si parla di politica, spesso ci si lascia divedere, forse anche perché non riesce a distinguere bene le bugie dalla verità. Questa incapacità di valutare è uno degli effetti dell’infantilizzazione degli adulti programmata dalle multinazionali per privare le persone della libertà di scegliere e distinguere. Noi crediamo che ci siano politici degni del nostro consenso e che questo basti a risolvere le questioni ma, forse, la nostra coscienza sa che la verità è altrove e che noi non facciamo abbastanza per il bene comune, forse la nostra coscienza sa che dovremmo cambiare atteggiamento ed essere più critici sulle nostre credenze e verificare i numerosi dubbi che ci inseguono.

Le cattive intenzioni di partiti politici, banchieri ed SpA si manifestano tutti i giorni con strumenti tecnologici sempre più efficienti per l’inumana cultura della sovrapproduzione e della crescita infinita. Da sempre le carte di credito, gli assegni circolari ed i bancomat sono stati inventanti non per una comodità dell’utente ma per tracciare i comportamenti e gli stili di vita, queste informazioni finiscono in una banca dati e “vendute” alle SpA interessate per “consigliare acquisti”. Le banche usano informazioni personali dei correntisti per progettare speculazioni edilizie fino a promuovere piani di marketing di singole merci. Mentre da un lato le SpA educano docenti corrotti ed università facendoli parlare di sciocchezze come competitività e libero mercato, da un altro lato i banchieri, violando il diritto alla privacy dei cittadini, pianificano con i loro architetti addomesticati costruzioni di ogni genere, poiché sanno bene chi può comprare e permettersi un appartamento sull’area che essi immaginano e, conoscono sin dal principio la capacità produttiva e di spesa del cittadino-compratore, ecco come nascono i quartieri ghetto per poveri e per ricchi. L’obiettivo dichiarato di alcuni banchieri e multinazionali è quello di eliminare la moneta di carta per sostituirla con un microchip RFID sottocutaneo[12]. Oggi la tecnologia RFID viene usata per tracciare le merci, è una modernizzazione del codice a barre[13], e per tracciare anche gli animali domestici.

Le multinazionali hanno già realizzato delle simulazioni in alcuni centri commerciali dotati di videocamere e mostrano il funzionamento degli RFID: il segnale invia continuamente informazioni alla banca, in tempo reale, che studia il comportamento del cittadino quando si avvicina alla marce sapendo in anticipo se può comprarlo o meno. E’ lo stesso approccio analitico dei naturalisti con gli animali. Questa volta è una banca che analizza l’uomo-compratore.

Microchip sotto pelle per vivere 120 anni (ANSA) – VENEZIA, 15 GIU – Per sperare di vivere a lungo, anche 120 anni, si potrà andare in giro con un microchip che segnala la comparsa di qualsiasi anomalia. Anche l’anomalia di una sola cellula cancerogena. A quel punto, in qualsiasi parte del mondo si trovi, il paziente verrà avvertito e curato. Parola di don Luigi Verzé, al quale oggi il governatore Luca Zaia ha confermato l’impegno della Regione Veneto per la realizzazione a Lavagno (Verona) di ‘Quo Vadis’, il centro di ricerca nel campo della longevità.[14]


[1] Il secolo del se’: macchine della felicità, http://www.youtube.com/watch?v=N3vAHoJk8H8
[2] DAVID ICKE, guida alla cospirazione globale, Macro edizioni 2009, pag.51
[3] EMANUELE SEVERINO, Razionalismo ed empirismo in La filosofia dai Greci al nostro tempo, BUR 2004, pag. 133
[4] PIERPAOLO PASOLINI, “Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973
[5] SILVANO AGOSTI, discorso tipico dello schiavo, http://www.youtube.com/watch?v=5YANjIKfNEo 9 marzo 2008
[6] PARIDE ALLEGRI, comandante partigiano http://www.youtube.com/watch?v=PdUGmQoUqN4 , 18 aprile 2008
[7] in La Repubblica 5 giugno 2010, pag. 9
[8] LA GRANDE STORIA,  Propaganda, di Enzo Antonio Cicchino in onda su RAITRE, http://www.lagrandestoria.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-07d81f56-20f9-4a6a-bcc0-001654614023.html?refresh_ce
[9] Agcom, relazione annuale attività svolta e suoi programmi di lavoro, 2009, pag. 178 del file pdf condiviso in rete: http://www.agcom.it/Default.aspx?message=viewrelazioneannuale&idRelazione=17
[10] RITA PENNAROLA, la parentopoli, dentro clientele, sprechi e voragini dell’Agcom, in La Voce aprile 2010 pag. 4
[11] Ambrosetti, il sistema (non) decisionale e il ruolo dei media, 2008
[12] KATHERINE ALBRECHT LIZ MCINTYRE, spychips, Arianna editrice 2008
[13] Fonte wikipedia: I codici a barre sono un insieme di elementi grafici a contrasto elevato disposti in modo da poter essere letti da un sensore a scansione e decodificati per restituire l’informazione contenuta.
[14] http://it.notizie.yahoo.com/10/20100615/tod-microchip-sotto-pelle-per-vivere-120-5946e98.html

L’energia del buon senso

29 giugno 2010 di matierno

“estratto” da “Qualcosa” che non va:

Il dibattito politico dice da 70 anni che: non c’è lavoro? Si inventa, siamo esseri umani creativi. Numerosi addetti nascono dall’indotto della ricerca e del riciclo dei materiali. Altri impieghi sono necessari nella riduzione della domanda di energia e nella diagnosi energetica del patrimonio edilizio esistenze. I dati di Terna[1] confermano che l’Italia non ha bisogno di importare energia: “quasi stazionaria la domanda di energia elettrica in Italia: – 0,1% sul 2007” e, gli usi finali ci mostrano uno spreco enorme per l’inefficienza dei volumi costruiti e dei trasporti.

E’ utile rivedere sul sito internet della RAI un’inchiesta di Michele Buono e Piero Riccardi, “a tutto gas”, andata in onda su RAITRE il 29 ottobre 2006, in Report, consentì a tutti di capire il “motivatore” della “produzione” energetica dell’ENI. Enzo Mangini, giornalista di “Carta”, rispondendo alle domande di Buono, disse:« Stando a questo master plan è probabile che in Italia si creerà una bolla di offerta di gas, cioè ci sarà più gas di quello che l’Italia sarà capace di consumare». L’azienda mostrava che il loro interesse era produrre più energia rispetto al reale fabbisogno: più offerta rispetto alla domanda, lo stesso modus operandi delle banche per mezzo del moltiplicatore monetario. Tutto ciò per soddisfare gli interesse di azionisti (SpA) e non un interesse pubblico. Inoltre è davvero interessante leggere un’inchiesta di Altreconomia[2] che documenta la presenza di società off shore in paradisi fiscali riconducibili ad ENI ed ENEL, lo stesso sistema di “scatole cinesi” adottato da Parmalat. Anche in questo caso è evidente che gli interessi privati degli azionisti siano opposti agli interessi pubblici.

L’Italia deve ristrutturare l’esistente poiché progettato e costruito male. La maggioranza dei piccoli comuni ha bisogno di mantenere, recuperare e tutelare i propri territori, difenderli dagli speculatori e da opere costose ed inutili. Essi hanno bisogno di prevenzione primaria. Impiegare risorse umane in queste idee significa creare nuovi addetti in attività virtuose ed utili al bene comune. I soliti pessimisti e corrotti ci diranno: mancano i soldi. Bene, per la legge fondamentale della domanda e dell’offerta si stampa carta pubblica, libera dal debito e dagli interessi, in maniera proporzionata all’offerta di merci e servizi immateriali prodotti. Il valore indotto della moneta viene attribuito quando si riceve e non quando si crea.

Nonostante gli interessi di cartello dei monopoli nazionali esiste un modo per avviare la rivoluzione energetica, si tratta “solo” di volerlo fare. Oggi le stesse SpA che inquinano hanno avviato società ESCO[3] ma queste non funzioneranno mai. Cos’è una ESCO? E’ un società che trae profitti attraverso la ristrutturazione e la gestione energetica di grandi volumi con una particolarità, non guadagna dai consumi ma dal risparmio, l’opposto di quello che fanno le attuali aziende monopoliste. Le ESCO italiane non hanno avuto il giusto successo perché gli istituti di credito condizionano il mercato. Sono sempre le banche responsabili visto che emettono moneta.

Ma cittadini consapevoli possono decidere di chiudere i conti correnti ed aprirli in banche finanziando il progetto tecnico della ESCO con l’obiettivo di ristrutturare gratuitamente i propri condomini. Infatti i singoli condomini non devono spendere soldi per vedersi rivalutato l’intero immobile poiché la ESCO guadagnano dalla gestione energetica. Facciamo un esempio concreto: il risultato di una diagnosi energetica svolta in un condominio di 4-5 piani composto da 8-16 famiglie ci consente di capire che si stanno sprecando tot kW annui che corrispondono a 20-25mila euro annui sprecati in consumi evitabili. Gli sprechi rappresentano il finanziamento della futura ristrutturazione ed il contratto di conto energia[4] consentirà di “produrre” e vendere i surplus energetici per 20 anni (profitto). La ESCO gestisce l’intero processo senza coinvolgere il portafogli dei condomini. Per avere una reale convenienza la ESCO dovrebbe ristrutturare più di un condominio poiché le condizioni non sono sempre favorevoli e, soprattutto le banche non sono ancora disposte a sostenere tale mercato perché spesso finanziano obiettivi politici opposti. In questo ambito entra in gioco la volontà popolare, com’è avvenuto in un caso famoso in Germania, dove i cittadini sono diventati proprietari della rete elettrica locale facendo pressione alla banca del paese, Schönau. Come abbiamo visto le banche vivono solo se hanno soldi in cassa. Fare massa critica e spostare i propri conti correnti in maniera massiccia è un ottimo incentivo per finanziare idee virtuose.

A Castelleone (CR) nasce “DOSSOenergia SRL”: società ad azionariato diffuso, che tramite ben 64 soci finanziatori realizzerà e gestirà per 20 anni l’impianto fotovoltaico sul tetto della Palestra Comunale Dosso in Castelleone, per la produzione di circa 64.000 KWh/anno di energia “pulita”, da fonte rinnovabile, prodotta in loco ed utilizzata per i servizi comunali. I 64 soci, per la maggior parte cittadini di Castelleone e iscritti ai GAS del territorio, partecipano al progetto acquistando quote unitarie minime di euro 1000, fino ad un massimo di 20 quote (equivalenti al valore di un impianto domestico) e godranno per 20 anni dei benefici economici degli incentivi previsti da Conto Energia. È il primo esempio di progetto di collaborazione tra pubblico/privato realizzato in Italia, su iniziativa di GASenergia (Gruppi di Acquisto Solidale), totalmente a finanziamento privato.[5]

Ancora non ci siamo resi conto che questo modello può creare un indotto economico con almeno mezzo milione di nuovi posti di lavori e rendere i cittadini liberi di auto-prodursi energia eliminando la dipendenza (costi ed oppressione politica) da soggetti autoritari ed, i nemici politici che osteggiano questa strategia sono ben noti, si chiamano: ignoranza collettiva, ENI, ENEL e Governi compiacenti.

Vi ricordate il microcogenaratore in Germania? Il motore che fa insieme calore ed elettricità e non fa sprecare niente? Se l’è inventato Mario Palazzetti, ingegnere, più di ottanta brevetti alle sue spalle; negli anni ’70 lavorava al centro ricerche Fiat. E’ in pensione adesso l’ingegnere e abita in Val di Susa.  Il piccolo cogeneratore era un progetto Fiat, si chiamava Totem e fu presentato al Salone delle tecnica di Torino del 1975. «Io mi interessavo dei problemi di fondo – racconta Mario Palazzetti – : riciclo del materiali, energia e mi era balzato all’occhio questo enorme mare di energia che veniva dispersa di fronte alla produzione di energia elettrica e così che avevo coniato slogan “deve c’è una fiamma deve esserci un motore”, ovvero la produzione di energia elettrica.[6]

La libertà di pensiero ha consento di fare crescere in Giappone ed in Cina il treno a levitazione magnetica[7] molto più efficiente ed ecologico dei treni ad alta velocità progettati prima in Francia e poi diffusi in Spagna ed in Italia. Facciamo un confronto col treno a levitazione magnetica per capire: “[…] esaminiamo brevemente la nozione di tecnologia a “impulso”. L’esempio più noto è il sistema ferroviario Maglev, ampiamente utilizzato in Giappone e Cina, il quale sfrutta un sistema di propulsione a impulso magnetico: è talmente efficiente che consente ai treni non solo elevate velocità ma anche di scalare pendenze superiori al 10 per cento! I magnetici pulsanti inducono correnti elettriche inverse nelle piastre di alluminio che costituiscono il binario. Le correnti indotte creano i propri campi magnetici opposti a quelli del treno. Tramite l’ausilio di sensori ottici, i campi pulsano in fase “on” proprio quando il magnete passa il punto mediano delle piastre e, per repulsione, sospingono il treno avanti. La tecnologia Maglev opera con questa elettricità pulsata per far procedere il treno, riducendo al minimo la quantità di potenza richiesta.[8]

[...]

All’irrazionale condotta politica degli inceneritori di proprietà di potenti lobby si contrappongono piani di maggiore buon senso. Persino il Giornale dell’Architettura parla, nel suo Rapporto Infrastrutture del 2008[9], di generazione distribuita ed il ruolo dei prosumer ampiamente anticipata ed auspicata dal Wuppertal Institut[10] e dal Movimento per la Decrescita Felice. I prosumer sono i cittadini produttori e consumatori di energia ed il passo successivo è certamente l’azionariato diffuso, un cittadino un’azione, per controllare e gestire direttamente i servizi pubblici locali senza l’intermediazione delle multinazionali. Generazione distribuita significa passare dalle grandi centrali elettriche a piccoli impianti di condominio o di quartiere che trasformano l’energia, la gestiscono e la distribuiscono alle utenze finali.

In realtà esiste sia la conoscenza e sia le tecnologie, per una mobilità ecologica ma questa non crea dipendenza e non consuma petrolio, e pertanto le lobby automobilistiche, prima che arrivi il picco di petrolio, misurano i tempi per rubare tutte le risorse economiche possibili.
In Giappone l’Axle corporation[11] ha presentato una motocicletta ibrida con motore magnetico, la Tesla motor[12] ha presentato un’auto roadster con tecnologia similare. Tutte tecnologie derivanti dai brevetti di Nikola Tesla, colui che inventò la radio, la televisione, e la free-energy[13].

In ambiti ristretti del mondo accademico c’è piena consapevolezza che sia possibile perseguire a breve termine la piena indipendenza energetica sul reale fabbisogno dei volumi costruiti con l’eliminazione degli sprechi e la produzione attiva con un mix-tecnologico da fonti rinnovabili, sole, geotermia, acqua, vento. Con ritardo sta per iniziare anche in Italia la micro-trigenarazione diffusa, cioè piccoli impianti per condomini e case che possono “produrre” sia calore e sia freddo. Alcune comunità, comuni e paesi, stanno elaborando piani politici sulla transizione energetica.[14]

Il Picco del Petrolio fu teorizzato per la prima volta da King Hubbert nel 1956.  Il picco avviene nel momento in cui viene raggiunta la massima capacità di estrazione dai giacimenti disponibili nel mondo.  Una volta raggiunto il picco la produzione entra in una fase di declino progressivo e definitivo. In termini pratici il raggiungimento del picco significa la fine della disponibilità di petrolio a basso prezzo (a volte viene confuso con la fine del petrolio in quanto risorsa). Nelle società industrializzate e fortemente dipendenti dal petrolio il raggiungimento del picco senza adeguata preparazione potrebbe portare a una crisi energetica globale e al crollo del sistema economico.[15]

Questo obiettivo già ideato ed ipotizzato negli anni ‘90 non può essere raggiunto con l’attuale classe dirigente poiché significherebbe andare contro gli interessi dei grandi monopolisti che finanziano tutti i partiti. Si ricordi che la prima legge sul risparmio energetico fu del 1991, se nel 2010 è cambiato poco vuol dire che la volontà politica è conservare la dipendenza.


[1] Terna, comunicato stampa, Roma 16 luglio 2009, http://www.terna.it/linkclick.aspx?fileticket=kC6jCJsPHSw%3D&tabid=720
[2] ANDREA BARANES e PIETRO RAITANO, un paradiso per tutti, in Altreconomia luglio-agosto 2008
[3] Le Energy Service Company (anche dette ESCO) sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di se’ il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. I risparmi economici ottenuti vengono condivisi fra la ESCO ed il Cliente finale con diverse tipologie di accordo commerciale.
[4] Conto energia è il nome comune assunto dal programma europeo di incentivazione in conto esercizio della produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica.
Il meccanismo del conto energia prevede l’erogazione di un incentivo commisurato all’energia elettrica prodotta dagli impianti. Le risorse per l’erogazione delle tariffe incentivanti sono coperte tramite il gettito della componente tariffaria A3. Gli impianti devono avere una potenza minima di 1 kW, essere collegati alla rete elettrica ed entranti in esercizio dopo il 30/09/2005 a seguito di nuova costruzione, potenziamento o rifacimento totale. Le tariffe incentivanti sono costanti per 20 anni, si sommano ai ricavi derivanti dall’energia immessa in rete in caso di cessione oppure ai risparmi sulla bolletta in caso di autoconsumo (possibilità di aderire al regime di “scambio sul posto” per gli impianti fino a 200 kW) – tratto da “FV fotovoltaici”, N.2 anno VII, Artenergy publishing, Cormano (MI), mar-apr 2010, pag. 93.
[5] http://www.dossoenergia.it/dossoenergia/index.php 26 aprile 2010
[6] MICHELE BUONO e PIERO RICCARDI, il mondo alla rovescia, Edizioni per la Decrescita felice, 2009, pag. 94
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Treno_a_levitazione_magnetica
[8] J.J. HURTAK PhD  e Desiree Hurtak PhD, propulsione ET e velivoli ad alta frequenza, in Nexus New Times N. 83, 2009 pag. 44
[9] http://www.scribd.com/doc/8256429/Rapporto-Infrastrutture-Ott-2008
[10] Una produzione elettrica decentrata. La produzione elettrica diventa così un’attività economica regionale: i consumatori si trasformano sempre più in produttori di energia. Si instaura un sistema che porta frutti anche a livello sociale: piccole centrali elettriche, materie prime locali, reti di fornitura regionali richiedono la partecipazione della cittadinanza, rafforzano le competenze del luogo e, comunque sono sistemi più democratici delle strutture centralizzate. In WUPPERTAL INSTITUT, per un futuro equo, Feltrinelli, 2007 pag. 181
[11] http://peswiki.com/index.php/Directory:Axel_Corporation%27s_Hybrid_Bike
[12] http://www.teslamotors.com/
[13] MASSIMO TEODORANI, Tesla lampo di genio, Macro edizioni
[14] ROB HOPKINS, manuale pratico della transizione, Arianna editrice, 2009
[15] http://scandianotransizione.wordpress.com/i-concetti-chiave/