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I cittadini, grazie all’invenzione dell’economia del debito, all’usurpazione della sovranità monetaria e la violazione di altri diritti come la casa, il cibo e il lavoro, stanno morendo strangolati dalla religione neoliberista inventata nei think tank e applicata da individui senza scrupoli.

La recente modifica della Costituzione che introduzione l’obbligo del pareggio di bilancio è solo l’ultima volontà dell’èlite degenerata per opprimere i popoli violando i diritti fondamentali sopra citati, cioè, secondo questi individui è più importante l’aritmetica che la felicità umana.

Nella sostanza, la mentalità della criminalità organizzata, il pizzo, entra a far parte delle logiche della pubblica amministrazione violando i principi costituzionali che hanno ispirato il diritto naturale e l’etica che tutela la vita come priorità assoluta.

E’ noto che milioni di italiani non arrivano alla fine del mese, così come i Governi stanno tagliando i servizi essenziali proprio con l’invenzione dell’economia del debito, e quindi per questioni di bilancio non è possibile, secondo la religione liberista, sostenere sanità pubblica, scuola, istruzione etc. L’élite sta continuando a spostare sovranità dai popoli verso la feudale Unione Europea controlla, com’è noto dalle SpA.

Il Parlamento italiano oltre ad aver approvato l’antidemocratico Trattato di Lisbona, nel luglio del 2008 ora approva un’iniziativa europea per proseguire il percorso del nuovo ordine mondiale e la dittatura europea.

Siamo governati da individui che non hanno alcuna coscienza civica, sono manager dell’avidità a sostegno di un progetto europeo totalitario che non prevede la democrazia, e quindi non prevede la felicità dei popoli.

L’immoralità e l’inutilità della finanza e delle borse telematiche è sotto gli occhi di tutti, questi strumenti, non solo, non prevedono la democrazia rappresentativa, ma attaccano la sovranità dei popoli alla luce del sole. Su La Repubblica: “I risultati delle urne da Parigi 1, Atene 2e Berlino 3sono ancora caldi, ma i mercati non hanno fatto attendere la loro reazione: gli investitori temono che l’Eurozona non sia più in grado di mantenere i piani di austerity promessi al mercato.” Com’è noto esiste un network di SpA che controlla il “non sistema della politica”, è proprietario dei partiti e dei media più influenti, ovviamente.

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Nella gigantesca truffa figlia dell’usurpazione della sovranità monetaria, ricordiamoci chi sono i creditori del debito pubblico, sono le SpA che non hanno interessi pubblici ma perseguono l’avidità:


Il Governo italiano nominato dalla Commissione Trilaterale si conferma amico dei banchieri e dell’élite degenerata. Il Ministro Corrado Passera, ex banca Intesa, indica la strada dell’oblio e dell’ignoranza, “puntare sulle trivellazioni” e osteggiare l’innovazione tecnologica delle fonti alternative. Proposte anacronistiche e arretrate come questa lasciano tutti basiti; l’Italia il paese del Sole che sceglie gli idrocarburi. Già nel 2010 il Governo Berlusconi pubblicava l’intenzione di trivellare l’Italia, e Passera faceva il banchiere a tempo pieno prestando soldi anche a Silvio.

Più volte ho scritto che l’Italia dovrebbe puntare alla cancellazione degli sprechi in edilizia e all’autosufficienza energetica con fonti alternative per un motivo banale che capisce anche un bambino. L’Italia, tecnicamente parlando, ha le risorse necessarie per non pagare più le bollette, sia perché esistono da tempo le tecnologie in commercio per farlo, e sia perché ci sono le risorse naturali, sole, vento e geotermia che possono applicare questo obiettivo a vantaggio di tutti i cittadini.
L’idea di puntare all’autosufficienza con le nostre risorse è fondata sulla ricerca e sull’ovvio, molte imprese italiane da tempo sostengono che questa sia la via maestra per ridurre o eliminare l’inquinamento prodotto dall’edilizia e dai trasporti per creare nuovi posti lavoro in un indotto virtuoso poiché socialmente utile.

Nonostante l’UE non sia un modello di democrazia, bisogna ammettere che le direttive europee dal punto di vista dell’uso razionale dell’energia, sono confortanti poiché spingono verso obiettivi virtuosi. I Governi italiani negli ultimi quindici anni sono stati incapaci di spingere le fonti alternative per preferire un sostegno diretto o indiretto alla lobby degli inquinatori.
I dati relativi all’adesione del patto dei Sindaci mostra un quadro politico confortante poiché i comuni italiani sono quelli più numerosi e questo significa che c’è una volontà politica dal basso che intende inquinare meno e puntare all’autosufficienza energetica. Un Ministro che indica la strada opposta è pericoloso per i cittadini e reca danni economici tangibili.

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In molti ormai, finalmente, stanno indagando sulla natura della crisi odierna insita nel sistema politico e nell’attuale pensiero dominante propagandato per più di un secolo, un dogma religioso che nasce nell’avidità escludendo la scienza e la coscienza.

Consiglio chiunque di vedersi le inchieste, su crisi e finanza, coordinate da Roberto Reale, vicedirettore di Rainews24 e pubblicate nel suo blog Scenari, inchieste aggiornate e attualissime – il problema sono le banche - su temi costantemente censurati dai media più seguiti.

Il dibattito sul cambio di paradigma culturale è direttamente proporzionale all’accelerazione della crisi, sempre più cadono i dogmi e si aprono le coscienze in cerca di un nuovo modello.

La soluzione risiede proprio nella consapevolezza di noi stessi: chi siamo e dove siamo; pertanto è necessario ripartire dai reali bisogni umani e scoprire che esistono sistemi, anche politici, e tecnologie che ci consentono di vivere in armonia con la natura, ma prima di tutto è necessario ripensare le comunità applicando la vera economia basata sull’autosufficienza (energia e sovranità alimentare) e la sussistenza, prendere solo le risorse necessarie senza sfociare nell’obsoleta sovra-produzione, cioè maggiore offerta rispetto alla domanda.

Ad esempio, in Francia è in vigore una tassazione figlia del principio «chi inquina paga» e sul modello bonusmalus coperto da un Fondo 2010-1015, e in questo modo si realizzano e si installano, in sede pubblica e privata, dispositivi di ricarica dei veicoli a trazione elettrica e le società che se ne occupano vengono remunerate secondo il meccanismo tariffario previsto dall’Autorita` per l’energia elettrica e il gas.

Invece, in Italia si danno gli “ecoincentivi” per vendere auto a gpl, invece di dare incentivi per sostituire tutti i motori a combustione delle auto immatricolate, perché è noto che le SpA produttrici di auto con la persistenza di una tecnologia obsoleta hanno recato danni alla salute e all’ambiente con l’immissione di nanopolveri cancerose, nonostante fosse nota la possibilità di usare auto elettriche. Il cambio di tecnologia consente di far aumentare e migliorare l’occupazione introducendo sistemi e procedure virtuose poiché socialmente utili.

Oltre alla sostituzione dei pericolosi motori a combustione, è possibile incentivare “l’agricoltura naturale” che libera gli agricoltori dalla schiavitù della chimica e del petrolio, e consente di ripristinare la “filiera corta” con cibi di migliore qualità. Anche questa scelta produce nuova e migliore occupazione in un indotto virtuoso perché “noi siamo quello che mangiamo”, quindi una sana alimentazione, è noto, previene le malattie.

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Ci sono almeno due dati importanti, uno aggiornato in tempo reale e l’altro annualmente, che dimostrano una cosa ovvia, il buon senso esiste e viene perseguito nonostante l’élite degenerata tenti di rallentare la reale crescita umana; un buon senso facilmente comprensibile dalla maggioranza dei cittadini molto meno dal “potere invisibile” poiché farebbe ridurre i profitti delle SpA aderenti al dogma della crescita infinita.
Il primo dato è il numero degli Enti locali che aderiscono al “Patto dei Sindaci”, circa 3780 firmatari di cui ben 1856 sono italiani, e l’altro dato è pubblicato da Legambiente circa il rapporto dei “comuni rinnovabili 2012”, il documento rivela che aumenta la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e si riduce la quota parte petrolifera.

Questo buon senso sarebbe potuto crescere più velocemente se noi avessimo avuto un Parlamento e un Governo adeguati alle opportunità che le idee semplici mostrano a tutti. Ad esempio bisognerebbe avere un “conto energia” maggiormente prolungato nel tempo e meglio incentivato, anziché ridurlo progressivamente, inoltre la percentuale delle detrazioni fiscali (55%) andrebbe alzata all’80% o al 90% anziché prevederne una riduzione fino al 36%. Tutti interventi fiscali che non producono debito pubblico perché si autofinanziano, ma incentivano il buon senso, muovono economia reale, e fanno crescere posti di lavoro in settori socialmente utili.

I cittadini possono fare molto in tal senso, basta non delegare le nostre libertà a gruppi politici corrotti e inadeguati e impegnarsi a sviluppare le reali capacità umane. I fatti dimostrano che le idee diffuse ampiamente, persino, negli anni ’70 erano valide, la Terra ha limiti fisici evidenti ed esistono tecnologie che ci consentono di vivere in armonia con la natura, oggi esistono persino programmi politici, metodi e indagini, che ci aiutano a capire come trasformare e produrre le merci per ridurre al minimo gli impatti, in diversi casi possiamo trasformare l’energia senza inquinare.

L’insieme di queste politiche annunciate e intraprese dagli Enti locali condurrà alla riduzione o alla cancellazione degli sprechi perché l’energia sarà impiegata in maniera più razionale e ci sarà come effetto la riduzione del Prodotto Interno Lordo (PIL), ma nello stesso tempo un aumento della qualità vita, quindi una decrescita felice. E’ banale ricordarlo, ma una casa che disperde energia contribuisce a far crescere il PIL, ma peggiora il comfort abitativo, mentre una ristrutturazione adeguata fa decrescere il PIL, ma migliora il comfort. Ricordo anche che è stata confrontata sia la domanda dell’energia che il costo nel ciclo vita di un edificio, secondo la consuetudine costruttiva – 50 anni -, e risulta scoveniente non intervenire per eleminare i costi, poiché è molto maggiore la domanda di energia (edifico in classe D, E, F, G) rispetto a quella impiegata per estrarre le materie prime e smaltire l’edificio stesso, fine ciclo vita.

Dobbiamo far crescere questo buon senso e puntare all’autosufficienza energetica, alla sovranità alimentare e monetaria, la moneta non è ricchezza, ma un mezzo banale per scambiarsi le merci, mentre bisogna far crescere la quota parte di beni autoprodotti e servizi immateriali presi in gestione diretta dalla comunità locale.

Sono costretto ad usare il virgolettato nel titolo poiché in Italia il concetto di democrazia è stato completamente svuotato di significato grazie al “potere invisibile” (banche, partiti, media). Col termine “democratici” non mi riferisco al sedicente partito democratico e né ad altri soggetti politici.

I democratici veri sono cittadini consapevoli che stanno cercando, senza il potere mediatico ed economico, di introdurre la democrazia anche in Italia, eh già, perché in Italia e non sono l’unico a pensarlo, ma non esiste né la democrazia rappresentativa e né la democrazia diretta.

Il nostro Paese è stato addomesticato nel corso dei decenni dalle potenti SpA che fanno e disfano ciò che vogliono violando diritti considerati inalienabili solo da quei cittadini civili che conoscono la Costituzione, mentre il potere invisibile ruba e uccide a norma di legge tutti i giorni.

I democratici stanno promuovendo una raccolta firma per introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta che consentirebbero al sovrano, cioè a noi, di mettere in pratica la sovranità, oggi inesistente, anche per l’inefficacia sia del referendum che dell’iniziativa. I partiti non sono a servizio dei popoli, ma sono taxi delle SpA per promulgare leggi a servizio dell’élite, tutto ciò è noto, e pertanto è naturale introdurre mezzi efficaci per consentire alla società civile di autogestirsi integrando la democrazia rappresentativa.

Anche grazie a questi cittadini, non militanti, oggi vale la pena lottare per il bene comune: ridare la democrazia agli italiani, che ancora non l’hanno vista!

La sovranità appartiene al popolo, solo che non lo sa!!!

E’ possibile produrre reddito cambiando paradigma culturale? Si! Persino una parte dell’élite ha compreso l’errore concettuale del pensiero dominante e alcune aziende hanno predisposto conoscenze e tecnologie per affrontare questo periodo storico che vede la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova. Uno studio del CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociologiche e di Mercato) rivela: “Boom per gli impianti trainati dall’energy technology, tengono le finiture sostenute dalla riqualificazione, mentre è profondo rosso per strutture e opere murari affossate dalla nuova costruzione.”

In realtà una cultura diversa dal pensiero dominate già esisteva, ma è stata appositamente messa da parte per cavalcare fino alla fine le opportunità monetarie del petrol-dollaro.

Prima di tutto, come spesso ho scritto è necessario cambiare gli schemi ed i modi di pensare. Se la religione neoliberista poggiava la sua forza sull’avidità e l’usurpazione dei diritti è giunto il momento di uscire dallo schema obsoleto per entrare nella cooperazione e nella reciprocità riconoscendo cose ovvie, i limiti fisici della natura e il rispetto di noi stessi: gli ecosistemi.

La ricchezza, quella vera, è insita nella consapevolezza, nelle nostre capacità creative, nel rispetto e nella gestione ragionevole delle risorse. Oggi esistono metodi e criteri che misurano l’analisi del ciclo vita dando indicazioni più precise circa i metodi che trasformano le materie ed i relativi impatti sull’ambiente.

E’ noto che gli interventi sull’uso razionale dell’energia si autofinanziano. Cosa significa? I fondi necessari per ristrutturare e recuperare un edificio sono ricavati dagli sprechi energetici e dagli incentivi. Sommando i soldi degli incentivi per le fonti alternative con gli sprechi delle bollette energetiche è possibile rivalutare il proprio patrimonio edilizio. Il risultato di questa strategia ha un impatto virtuoso sulla società così ampio e vistoso che produce un cambio sociale radicale. Non esiste debito pubblico e non c’è possibilità che il “mercato” ricatti tale strategia, anzi è vero il contrario, cioè una cittadinanza consapevole può condizionare le strategie politiche dei banchieri perché le banche senza conti correnti e depositi non vivono.

Nel blog zerosette ho già scritto che in Italia ci sono circa 17,5 milioni di edifici costruiti prima del 1976, poi 6 milioni costruiti fra il 1976 e il 1991 e 3 milioni costruiti dopo il 1991. Ben il 68% dell’energia assorbita dagli edifici è per il riscaldamento, con un calcolo empirico sappiamo che questa energia è sprecata poiché se facessimo una diagnosi ai volumi costruiti sarebbero classificati in categorie G, F o D, e cioè tutti questi volumi costruiti sforerebbero i limiti soglia di consumo consentiti per legge. Questi sprechi fanno aumentare il Prodotto Interno Lordo (PIL) e diminuire la qualità della vita perché la fonte primaria utilizzata è, solitamente, un idrocarburo o peggio ancora l’incenerimento di rifiuti urbani.

I vantaggi: a fine strategia cancellazione delle bollette energetiche e autosufficienza con le fonti alternative. Rivalutazione del proprio alloggio e migliore qualità del comfort abitativo. Nuova occupazione socialmente utile: avvio della filiera dei materiali biocompatibili, progettisti, impiantisti, installatori, operai specializzati e semplici, elettrotecnici, periti, muratori etc.

Smart grid: partendo dal basso il quartiere può rappresentare l’isola energetica, 1 MW, è il centro di consumo di energia che diventerà anche il produttore poiché appartiene a una rete che può scambiare bi-direzionalmente energia, ciascuna isola è connessa a isole adiacenti. A livello superiore c’è il distretto energetico, celle (nodi secondari) da 10 MW, che ha la funzione di regolare il distretto e di metterlo in collegamento col nodo primario, e poi appunto c’è il nodo primario – cabina di trasformazione di alta tensione da 100 MW.

L’opportunità di realizzare la “generazione distribuita” rappresenta probabilmente la più importante e concreta occasione di tendere alla piena occupazione poiché l’indotto culturale dell’uso razionale dell’energia coinvolge anche l’agricoltura naturale, ci aggiungiamo sia a cambiare stile vita e sia a promuove la mobilità sostenibile.

C’è ancora qualcuno che vive nella credenza illusoria di dover vendere automobili nuove quando nella realtà c’è l’opportunità di sostituire tutti i motori combustibili esistenti con motori elettrici e questo significa nuova formazione e nuove opportunità per tutti gli artigiani meccanici ed elettrici.

Riducendo notevolmente le emissioni inquinati grazie alle auto elettriche e all’efficienza energetica degli edifici sarà più conveniente e più facile riportare l’agricoltura naturale nelle città per soddisfare parte della domanda ortofrutticola.

Più volte ho scritto e detto che non esiste alcuna vera crisi economica, poiché mi risulta difficile comprendere come possano fallire una mucca, un pomodoro o una casa. Tutti i termini usati dai media – liberalizzazioni, competitività, pil, spread, hedge fund, derivati – non contemplano l’etica, le leggi della fisica sono ignorate così come il semplice buon senso.

Infatti è doveroso distinguere l’uso del termine “crisi” che fanno gli economisti accademici e il mainstream dal contesto sociale che stiamo vivendo, e cioè la fine del “pensiero dominante” inventato nell’epoca industriale per rubare risorse naturali non rinnovabili e accentrare poteri nelle mani di pochi (UE).

I finanzieri embedded usano questo periodo storico per accrescere il loro potere contro i popoli, semplicemente truffandoli, usando terminologia tecnica per nascondere intenzioni e progetti poco accettabili poiché spesso si tratta di violare diritti considerati acquisiti. Mentre l’élite degenerata porta avanti la sua agenda politica le nuove tecnologie mostrano un’opportunità straordinaria per compiere un salto qualitativo utile a tutti gli esseri umani.

Per uscire dalla “crisi” bisogna cambiare paradigma culturale, semplicemente.

I popoli hanno a disposizione conoscenze, esperienze e tecnologie per essere veramente liberi e vivere in pace senza più distruggere gli ecosistemi, non è un bellissimo sogno, ma la pura realtà alla portata di ogni comunità. Non è un messaggio illusorio, ma la banale verità.

Chi ha potuto conoscere, ricercare e approfondire i paradigmi obsoleti del “pensiero dominate” – la religione neoliberista – non è mai entrato in crisi e sa come uscire dall’inganno psicologico che l’élite degenerata propina quotidianamente per conservare il controllo, perché consapevole del fatto che il castello di carta può sgretolarsi anche domani mattina.

Lo status quo è messo in discussione in più parti del mondo e alcune comunità sono già libere dall’inganno del sistema attuale o si avviano verso la liberazione.

Internet come strumento di condivisione delle esperienze sta accelerando un risveglio globale delle coscienze e questo l’élite lo sa bene, per questa ragione facebook, lo strumento spionistico più potente al mondo, è sotto controllo.

Chi controlla le masse misura periodicamente il livello di consapevolezza umana per attuare strategie che impediscano il realizzarsi di una massa critica troppo forte che potrebbe ribaltare la piramide di potere precostituita.

Cancellare l’élite è più semplice di quanto si possa immaginare perché non esiste una forza visibile che può contrastare le coscienze civiche risvegliate, non esiste alcuna barriera.

Alcune comunità stanno già praticando  il cambiamento di paradigma perché hanno saputo rinunciare all’avidità.

Il reale sviluppo umano, ciò di cui abbiamo prioritariamente bisogno, è possibile quando ci sono condizioni e atteggiamenti che ribaltano schemi mentali e consuetudini obsolete. Il cervello è una straordinaria fonte sfruttata poco o male. Una società visibilmente in difficoltà, come quella europea e italiana, può crescere facendo un autoanalisi sui singoli individui e avviando un percorso di comparazione con gli altri gruppi liberi da preconcetti. In un contesto dove c’è pluralismo delle idee, i cittadini possono far crescere creatività e sviluppare la resilienza necessaria.

Ad esempio, il territorio italiano ricco di straordinarie preesistente storiche e naturali è, in diversi casi, visibilmente abbandonato a se stesso. Partendo da questa banale considerazione e notando il numero di individui che cercano lavoro sembra assurdo credere che non esistano opportunità di crescita in questo paese, infatti non è così. Nel concreto esiste sia la domanda e l’offerta di lavoro, ma il Parlamento sembra non interessi sviluppare progetti in tal senso ed il popolo anziché notare l’ovvio, spesso si limita a porre critiche senza agire direttamente.

Per uscire dalla “crisi” bisogna interrompere il flusso costante di stupidaggini che il mainstream ripete, perché dibatte di argomenti irrilevanti, quindi bisogna rompere gli schemi mentali obsoleti e crearne nuovi più seri e concreti. Avviando nuovi modi pensare che sono molto più flessibili e potenti dei modi di pensare tradizionale è possibile iniziare una rivoluzione che cambierà la società.

Un altro esempio, è ormai visibile a ognuno di noi che stiamo vivendo nel periodo del “picco del petrolio”. Il problema dell’uso razionale dell’energia pur essendo noto da decenni, non è stato affrontato e risolto da nessun membro della classe dirigente ed il legislatore non ha adottato alcun un piano energetico nazionale che consentisse a tutti i cittadini di poter usare le migliori tecnologie per uscire dalla dipendenza degli idrocarburi.

Solo i Comuni, negli ultimi due anni, stanno adeguando o approvando piani energetici per incentivare l’uso delle fonti alternative e per ridurre gli sprechi.

Inoltre, il cibo sprecato in Italia rappresenta circa il 3% del PIL , un’assurdità immorale mai vista.

Se i cittadini fossero maggiormente consapevoli degli sprechi e delle opportunità è molto probabile che si possa raggiungere la piena occupazione in pochi anni. Ci sono obiettivi significativi che abbisognano dell’impiego di milioni di persone: bisogna eliminare gli sprechi energetici in edilizia e bisogna raggiungere l’autosufficienza energetica con fonti alternative, bisogna riappropriarsi della sovranità alimentare e monetaria, bisogna manutenere l’intero territorio per ridurre il rischio idrogeologico e sismico, bisogna conservare l’intero patrimonio storico e paesaggistico, e pertanto a me viene da ridere quando ascolto le parole di un embedded che sia al Governo o altrove, quando ripetono termini insignificanti come competitività, liberalizzazioni ribaditi come fossero pappagalli, “ignorando” che la vita su questo pianeta esiste grazie al sole, l’energia chimica, la biologia e quindi abbiamo la prova provata che i popoli non hanno bisogno di manager disumanizzati o di Governi embedded, ma unicamente di consapevolezza.

In Cina le persone viaggiano col treno a levitazione magnetica, la Tesla motor produce auto elettriche che possono compiere 300 miglia con una ricarica. Le abitazioni di oggi possono produrre più energia di quanto hanno bisogno e possono scambiare i surplus energetici in una rete denominata “smart grid”. Con l’agricoltura naturale possiamo produrre tutto il cibo di cui abbiamo bisogno senza l’impiego della chimica industriale. Tutte queste azioni una volta richiedevano una dipendenza dalle SpA con l’uso del petrolio pagando un costo, un caro prezzo, mentre nella realtà l’energia di cui abbiamo è gratis. Oggi possiamo usare tutte le tecnologie che ci consentiranno di cancellare la dipendenza dalle SpA, ma soprattutto di usare l’energia in maniera razionale, senza costi e senza distruggere gli ecosistemi e noi stessi.

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