Energia e dintorni, fusione fredda.

Luglio 4, 2009 by matierno

prof. Emilio Del Giudice:

Censure: “non solo la fusione fredda, molte scoperte già fatte, per esempio Tesla, ottanta anni fa scoprì un modo per trasmettere l’energia elettromagnetiche senza fili e questo fu l’origine della sua disgrazia per le banche lo finanziavano in quel momento e lo avevano aiutato. Lui è stato il fondatore della Westinghouse, una grande compagnie, le banche gli tagliarono i fondi dalla sera alla mattina perché se uno si mette a trasmettere energia senza fili il contatore dove lo mette? E quella è l’energia adatta per una società che si fonda sul regalo e non sulla vendita..”

[...]“secondo me la prima cosa da fare è migliorare la tecnologia a valle. A me anche se ciò lavorato sulla fusione fredda, danno fastidio tutti gli entusiasmi[...]per me quindi la più importante rivoluzione energetica da fare è il taglio drastico dei fabbisogni energetici[...]non tagliando i bisogni ma soddisfare gli stessi con una quantità di gran lunga minore. Quando questo obiettivo è raggiunto il problema delle fonti di energia diventa di gran lunga meno grave; perché in ogni caso qualunque fonte di energia si usi se ne dovrà attingere a questa fonte di energia di gran lunga meno[...]

Cos’è la decrescita?

Maggio 31, 2009 by matierno

Il termine decrescita, ufficialmente, indica una filosofia politica alternativa al pensiero politico dominante, sia esso capitalistico, socialista, comunista. Infatti, in tutti i Paesi, cosiddetti occidentali, viene adottato e accettato, sin dal 1944, un modello di sviluppo omogeneo in base ad un indicatore come il Prodotto Interno Lordo  (PIL) che misura la produzione di merci e servizi immateriali in un anno. Il concetto di ricchezza è stato propagandato dalla Banca Mondiale (BM), dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) in maniera tale che il PIL e l’uso di una moneta stampata da una Banca Centrale fosse l’unico e vero “valore” da tenere in considerazione. Siamo arrivati al punto tale che le corporations SpA, tramite l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), governano la politica mondiale e quindi anche locale e, non sono più le pubbliche istituzioni rappresentative democraticamente elette a decidere per conto dei popoli. Il modello errato di società che ci opprime è la crescita economica e monetaria per la crescita stessa, ignorando i diritti civili. In realtà questo modello di sviluppo è precedente alla seconda guerra mondiale, sorto negli USA con la nascita della Federal Reserve e con la nascita della “personalità giuridica”, società per azioni quale modello di società che dialoga con le istituzioni e scarica di responsabilità le persone fisiche.

Pertanto sin dal dopo guerra è sorto un movimento culturale per porre critiche su questo modello sviluppo. Il dibattito politico-culturale negli anni ’50 e ’60 disse chiaramente che la misura del PIL non era sufficiente per capire il reale sviluppo e specificatamente per crescita non si doveva intendere solo quella economica e monetaria ma, anche culturale, etica, sociale e spirituale. E quindi il termine decrescita si contrappone alla crescita del PIL lasciando capire che non importa il segno positivo o negativo del PIL, poiché lo stesso non è un indice di crescita reale del Paese, ma uno stupido indicatore economico che non tiene conto dei diritti, della cultura, della salute, della qualità del cibo e della felicità umana.

Un manipolo di banchieri ed industriali è riuscito a programmare le menti di milioni di cittadini attraverso le università ed i media elevando la moneta, da essi controllata e stampata “dal nulla”, a dogma religioso, elevando la crescita monetaria ed industriale a dogma societario, a modello da imitare. Essi hanno manipolato il reale concetto di ricchezza, hanno manipolato i concetti di sviluppo e crescita. Il ricco non è quello che mangia più cibo inquinato, ma chi si nutre in maniera sana ed equilibrata. E la domanda di lavoro è l’efficace strumento di ricatto per schiavizzare gli esseri umani, opprimerli nella continua ricerca di un pezzo di carta stampato dalla Banche Centrali prestato agli Stati. La cosiddetta società “avanzata”, industriale, occidentale, dello “sviluppo” e dell’ossimoro “sviluppo sostenibile” è fondata su poche regole: una moneta privata creata dal nulla, l’assenza di etica nelle regole scritte, siano esse leggi e norme degli Stati e, trattati internazionali ed accordi commerciali internazionali. In sostanza banche e corporations usano le risorse del pianeta a loro piacimento, per conservare il potere e continuare il controllo sulla maggioranza dei popoli assoggettati da finte democrazie rappresentative istituite nella maggioranza dei territori.

La decrescita si poggia sul concetto di bioeconomia, essa si contrappone alla teoria economica classica basata unicamente sulla crescita senza tener delle leggi fondamentali della natura e, quindi della fisica. Tutti noi abbiamo sentito parlare della teoria entropica, ebbene la bioeconomia tiene conto dei danni ambientali e sanitari causati da una cattiva produzione industriale delle merci. Questo deve accadere per il semplice fatto che il Piante Terra ha risorse finite e, chi le spreca deve pagare un danno alle comunità. Oggi questo non accade perché il modello di sviluppo è basato sulla crescita per la crescita e questo non rispetta i diritti dell’uomo, invece se lo facesse dovrebbe ridistribuire quei proventi ricavati in maniera illecita, cioè ricavati dall’usurpazione delle risorse con la conseguenza rendere meno ricchi i ricchi. Purtroppo i potenti delle Terra sopravvivono grazie al nostro sostegno politico, perché essi hanno influenzato, manipolato e programmato il pensiero dominante dell’élite, purtroppo esiste un’élite perché siamo stati abituati a vedere “qualcuno sopra di noi”, siamo stati programmati a vivere come schiavi e, noi non riusciamo a vedere la gabbia mentale intorno a noi poiché condizionati da uno stile di vita eccessivo, assurdo ed inumano. Un nostro errore è che siamo abituati a delegare e, non a decidere direttamente.

Abbiamo uno stile di vita talmente stupido ma non riusciamo a rendercene conto perché mentalmente condizionati, immaturi e bloccati. Subiamo passivamente gli stili di vita che le stesse corporations SpA comunicano attraverso i media che controllano. E’ incredibile ragionare sul fatto che in realtà il “maestro di vita” è quella stupida scatola chiamata televisione. I principali condizionamenti provengono dalla TV, poi dagli studi e dall’ambiente. Ambiente inteso come famiglia, relazioni sentimentali, amicizia e lavoro.

La decrescita intende semplicemente ribaltare gli stili di vita e ripristinare l’uso razionale del cervello umano e l’uso razionale dell’energia. Si intende riscoprire il piacere del vivere sociale in maniera non più egoistica ma altruistica. Riscoprire il piacere dei cibi autoprodotti, della vita conviviale, dello stare insieme per affrontare i problemi della comunità locale avendo un approccio olistico e pragmatico dei temi affrontati.

Decrescita significa riappropriarsi dei beni comuni e tutelarli. Significa bere acqua del rubinetto ma sicura, significa affidare la gestione della stessa a società realmente pubbliche fatte anche dai cittadini e non da una corporation SpA.

Per tutti questi motivi la decrescita felice non è collocabile fra gli schieramenti politici attuali, siano essi di destra o di sinistra, per la banale ragione che i diritti non sono di una parte politica, ma di tutti. Mangiare cibi sani e di qualità, bere acqua pubblica e pulita, usare l’energia razionalmente, tutto questo ed altro sono pure scelte di buon senso, sono il frutto di azioni politiche che non hanno una bandiera politica. Se ci fossero rappresentanti eletti non corrotti, questi palerebbero di come eliminare gli sprechi energetici dalla rete nazionale e locale, applicherebbero l’uso delle tecnologie e delle fonti energetiche rinnovabili. Ma tutto questo non avviene perché la riduzione dei consumi e quindi della domanda energetica è opposta alla cultura della crescita del PIL, è opposta alle strategia dei monopolisti energetici nazionali e locali che guadagnano soldi proprio dagli sprechi e dai consumi e non dai risparmi energetici. Con questo semplice esempio ci rendiamo conto di come le attuali forze politiche siano del tutto obsolete, corrotte ed immorali. Si intuisce che la decrescita è un cultura politica moderna e contemporanea perché tiene conto del vivere sobrio utile al pianeta e quindi all’essere umano. Detto ciò è necessario condividere, studiare e mostrare quanto sia possibile vivere meglio e superare tutte le barriere mentali oggi esistenti. Si può iniziare applicando la strategia “rifiuti zero”, che imita le leggi della natura eliminando gli errori di progettazione industriale delle merci e riutilizza gli scarti inserendoli nel ciclo commerciale. La strategia rifiuti zero riduce al massimo i rischi ambientali e sanitari e, sostituisce gli obsoleti inceneritori con gli impianti di riciclo, molto meno costosi e più razionali.

Negli ultimi tempi alcune comunità locali hanno proposto città sostenibili denominate “transition town” consapevoli del “picco del petrolio”. Le tradizionali fonti energetiche fossili, petrolio e gas, ovviamente finiranno. Per cui alcune comunità hanno deliberato di non usarle più e diventare anche energeticamente indipendenti.

Rifiuti Zero

Maggio 28, 2009 by matierno

Cos’è Rifiuti Zero?

“I rifiuti non sono un problema tecnologico ma un problema di progettazione industriale“
, prof. Paul Connett.
La “natura” è un sistema in equilibrio, che si basa su di un modello a catena chiusa, detto anche di tipo circolare; quello che si presenta come uno scarto di una pianta o di un’animale diventa il cibo per una altro organismo vivente. La natura non conosce il concetto di rifiuto come noi umani lo consideriamo e prima delle rivoluzioni industriali neanche l’uomo produceva rifiuti, parliamo di circa 150 anni fà. Quello che a noi viene propagandato come sviluppo e crescita in realtà è un regresso, in quanto le attuali attività antropiche hanno creato un disequilibrio nell’ecosistema. Le merci che noi compriamo sono frutto di un processo industriale di tipo lineare. Alla base della filosofia industriale il rifiuto non è contemplato come voce di profitto e/o danno economico, lasciando ricadere gli effetti negativi sulle popolazioni e sui consumatori. Estrazione delle materie prime, trasformazione (assemblaggio e produzione), commercializzazione, utilizzo (consumo) ed infine “rifiuto”. Questo tipo di sistema ha creato uno stile di vita vizioso, non compatibile con la natura. Noi umani abbiamo dimenticato che siamo parte della natura stessa. Per poter continuare a soddisfare i nostri bisogni in questo modo abbiamo necessità di un altro pianeta Terra da cui approvvigionarsi delle materie prime.
Dal 1987 un gruppo di ricerca si è occupato di misurare l’impronta ecologica, ridurre gli sprechi e conservare le risorse in tutti gli Stati Uniti ed in Canada. Questo gruppo ha condiviso la sua esperienza lavorando con aziende, governi ed organizzazioni no-profit. Questi ricercatori usano un indice ambientale dei consumatori basato sul ciclo vita dei rapporti economici ed il relativo stile di vita. Tramite questo indice calcolano i rifiuti, l’energia e gli impatti delle sostanze tossiche causati dalle tre fasi di produzione, uso e smaltimento di merci e servizi acquistati ogni anno da parte dei consumatori. Il gruppo attraverso i suoi studi ha evidenziato l’insostenibilità dell’attuale sistema socio-politico e proposto un’alternativa imitando i processi naturali, in quanto i rifiuti sono un segno di inefficienza. La strategia proposta prende il nome di rifiuti zero (Zero Waste). Questo obiettivo esprime la necessità di progettare un circuito chiuso per il sistema sociale/industriale. Con l’uso dei termini “rifiuti zero” si vuole esprimere anche “zero rifiuti solidi”, “zero rifiuti pericolosi”, “zero sostanze pericolose” e “zero emissioni”.
La strategia suggerisce che il concetto attuale di rifiuto deve essere eliminato. I rifiuti dovrebbero essere pensati come “residui di prodotto” o più semplicemente come una “potenziale risorsa”, per contrastare la nostra base di accettazione dei rifiuti come un normale corso degli eventi. L’opportunità per la riduzione dei costi, l’aumento dei profitti e la riduzione dell’impatto ambientale si evidenziano quando si riducono questi prodotti residuali e le risorse come cibo per il sistema industriale e naturale. Ciò comporta la riprogettazione dei prodotti e dei processi al fine di eliminare le loro proprietà pericolose che li rendono inutilizzabili ed ingestibili, in quantità tali da non sovraccaricare le industrie e l’ambiente.
Per ottenere Rifiuti Zero occorrono tre cose:
1. responsabilità industriale (a monte)
2. responsabilità della comunità (a valle)
3. una buona leadership politica (per saldare insieme entrambe le cose)
Ad esempio un’industria che produce macchine fotocopiatrici la Xerox, recupera le vecchie macchine dismesse o non funzionanti da tutto il mondo per poterle smontare in enormi depositi e poterne recuperare oltre 95% dei materiali i quali vengono riutilizzati o riciclati per le future macchine fotocopiatrici; con un risparmio del 76 milioni di dollari ottenuti per il solo anno del 2000. Alla comunità spetta la responsabilità di conferire i materiali in discarica rispettando sei principi cardine: evitare di generare rifiuti attraverso iniziative di prevenzione dei rifiuti, ad esempio con l’acquisto di prodotti che presentano l’imballaggio ridotto al minimo, acquistando prodotti che realmente verranno utilizzati ed in caso di disuso donare o rivendere il prodotto ancora utilizzabile. Consegnare presso aree di raccolta materiali riutilizzabili, come ad esempio prodotti tecnologici non di ultima generazione. Materiali compostabili, cioè tutti i materiali di natura organica dai quali è possibile produrre biogas e compost. Materiali riciclabili, composti da materiali che possono essere riciclabili per la loro natura chimica ed in quanto separabili. Individuazione e separazione dei materiali tossici. In fine tutti quei materiali che oggi non sappiamo recuperare rientrano nella categoria dei residuali.

In Italia il concetto di comunità è stato manipolato per garantire facili profitti economici a pochi soggetti industriali divenuti monopolisti del ciclo integrato dei rifiuti. Invece negli Stati Uniti i suoli delle discariche sono di proprietà pubblica, inoltre la gestione delle stesse o di un impianto di riciclo può anche essere affidato ad un soggetto privato diverso da quello addetto alla raccolta. In questo modo separando i ruoli della filiera del ciclo dei rifiuti si evitano conflitti e concorsi di interesse a vantaggio della comunità che paga le tasse.
Gli studi statistici ed economici hanno evidenziato fino ad ora che l’unico modo per poter raggiungere in breve termine l’obiettivo rifiuto zero è l’adozione della raccolta domiciliare “porta a porta”, tramite lettura di un microchip che misura il peso e/o numero di bidoncini svuotati. (Fonte: P. Gentilini e N. Belosi, Le buone pratiche, Bollettino dell’Assise di Napoli, ott.-nov. 2007, pag. 18). Dall’analisi dei dati, la raccolta domiciliare con separazione secco/umido, sia per l’intero campione, sia per le diverse fasce di grandezza dei comuni, presenta in modo netto i migliori risultati rispetto agli altri sistemi di raccolta perché comporta:
- la minore produzione di rifiuti pro capite, in ossequio al primo criterio di prevenzione alla produzione di rifiuti;
- le maggiori rese di raccolta differenziata, in ossequio ai criteri di massimo recupero di materia e di minimo smaltimento;
- i minori costi pro capite del servizio di igiene urbana,in ossequio al criterio di economicità.
Le altre alternative attuali al sistema “porta a porta” sono la raccolta stradale (cassonetti) e quella mista, entrambe inefficaci. Inoltre la raccolta mista è quella con peggiori rapporti costi/benefici poiché non riesce ad ottenere le priorità indicate dalle norme mantenendo in vita entrambi i metodi, stradale e domiciliare, che vanno in conflitto tra di loro.

E’ necessario chiarire che le industrie producono due tipi di “rifiuti”: urbani e speciali. Oggi il 90% dei “rifiuti” urbani non sono più un rifiuto perché riciclabili, compostabili e riutilizzabili, per cui solo il 10% residuale deve essere studiato da centri di ricerca e rimesso nel mercato come gli altri. Questo 10% non rappresenta un pericolo per la salute umana poiché inerte ma purtroppo oggi vengono inceneriti recando danni ambientali. I “rifiuti” speciali per ben l’85% sono riciclabili e solo il restante 15% va conferito in discariche speciali.
Quindi per applicare la strategia rifiuti zero la politica deve rendere illegali le merci non riciclabili, imponendo nuove regole di progettazione industriali dei prodotti e favorendo le università con i centri di riciclo dove poter studiare un modo di recuperare le attuali merci residuali. Al progetto rifiuti zero partecipano interi Stati, contee, regione, città di milioni di abitanti e piccoli centri urbani sparsi in tutto il mondo. In Italia, Capannori (LU) è stato il primo Comune a deliberare tale strategia, seguito successivamente da altri. Poiché la strategia è lungimirante ha prodotto dei risultati nel tempo al di sopra delle aspettative ipotizzate e, prevede continui miglioramenti, ad esempio l’intero Stato della California raggiungerà l’obiettivo rifiuti zero entro il 2020.

pubblicato in La Voce di Parma, 13 maggio 2009.  Scritto da Vincenzo Bruno ed in collaborazione dal sottoscritto.

Milano 19-04-09 Incontro sulla Democrazia Diretta

Aprile 21, 2009 by matierno

Milano 19-04-09 Incontro sulla Democrazia Diretta: esperimenti

alla fine del convegno organizzato da Max Gaetano e dal Meetup David Icke di Milano, abbiamo realizzato una simulazione di “Parola ai Cittadini” su temi nazionali, poichè la maggioranza dei partecipanti veniva da fuori Milano.

Questi i temi proposti per 3 minuti, discussi con 2 domande da parte del pubblico di 1 minuto ciascuna e risposta finale del proponente. Ci sono stati altri temi proposti, ma non discussi per mancanza di tempo.

N° Nome Titolo domanda Voti
3 peppe abolizione quorum 63
4 rino abolizio. fonti energie Non rin. 56
10 max introd. Bil. Partecip. 52
9 vincenzo adsl gratis per tutti 47
5 francesco abolizione eserciti 46
7 ugo abolizione soc. segrete 40
1 francesco abolizione moneta 37
8 adriano reddito cittadinanza 35
6 enrico abolizione paradisi fiscali 30
2 cosimo riforma moneta 28
11 giorgio libertà totale movimento 27

qui a seguire altri temi non discussi per mancanza di tempo

20 piero legge come giustizia
15 marco riaprire case chiuse
14 manuele abolizione Carne
13 francesco trasporti san. Istruz. Casa
12 ugo trasf. Vaticano in Groenlandia
19 flora riduzione orario lavoro
18 lino sovranità monetaria
17 gianfranco legalizzazione mariuana
16 bera erogaz. prestiti non privata

Un programma politico per Salerno

Aprile 8, 2009 by matierno

Questo è l’aggiornamento al 2009 di una proposta politica fatta nel 2007.

Prima di iniziare è necessario chiarire alcune cose: chiunque abbia la velleità di condurre attivamente una strategia politica deve conoscere le regole del gioco a cui vuole partecipare. Quindi è necessario conoscere la regola principale: la Costituzione italiana ed i suoi valori. Poiché “la gara” si svolge a livello locale e non nazionale, riteniamo sia necessario sapere bene cosa si vuole introdurre, ed è importante conoscere lo Statuto comunale ed il funzionamento degli Enti Territoriali, per tanto l’attivazione di una scuola politica di educazione civica (file 01, file 02, file 03) si rende necessaria per formare ed auto formare un gruppo di cittadini consapevoli. L’elaborazione di un manifestino etico che individui anche conflitti di interesse è altresì importante per evitare di candidare persone “impresentabili”. Bisogna evitare di commettere l’errore di imbarcarsi strani personaggi che intendono avviarsi ad una ” professione”e dunque bisogna essere chiari e praticare la trasparenza. Ci impegniamo a sostituire l’attuale classe dirigente e dare sovranità al popolo, introdurre i mezzi necessari affinché chiunque, da domani, possa controllare come vengono spesi i soldi pubblici, e dare a tutti la possibilità di partecipare al processo decisionale della politica.

Salerno è un città media meridionale con circa 138.000 abitanti, e con la sua Provincia arriva ad 1.020.000 abitanti.
Sul territorio comunale non ci sono più i grandi gruppi industriali, stanno chiudendo e delocalizzando tutti o quasi, infatti l’attuale l’Area a Sviluppo Industriale va sempre più riconvertendosi ad area commerciale. Dal punto di vista urbano è una città bella solo nella suo centro storico, parzialmente recuperato, mentre la parte moderna, costruita oltre il fiume Irno e sulle colline, è figlia della più selvaggia speculazione edilizia che va dagli anni del secondo dopo guerra sino ad oggi. Anche l’attuale Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvato nel 2006, sembra privo di una idea di città futura, e mostra solo di voler costruire parti di città, esso è basato sulla crescita urbana, cosa strana visto che i dati ISTAT ci mostrano di una “fuga” di 15.000 abitanti verso altre mete negli ultimi quindici anni, forse dove la qualità della vita è migliore e/o dove le abitazioni costano meno. Il PUC ha subito forti critiche socio-politiche oltre che tecniche. Il Presidente dell’Albo degli architetti, nel 2006, disse: «questo piano è un regalo alla criminalità organizzata»
Il territorio urbano si presenta degradato ed inquinato grazie a scelte urbane sbagliate, dalla scarsa qualità architettonica degli edifici, soprattutto di quelli moderni, sino alle passate attività industriali dismesse ed a quelle presenti ancora attive. Le sue risorse naturali: il mare, i corsi d’acqua ed il suolo sono inquinati, così come hanno dimostrato la Carta geochimica ambientale ed i rilievi periodici dell’Asl e dell’ARPA. Vige sempre un divieto di balneabilità sulla costa cittadina, come dire: si abbiamo il mare ma non conviene fare il bagno, tutto ciò è assurdo.
La mobilità è una ferita sempre aperta, e non si è mai deciso di affrontare il problema alla radice, cioè realizzare una rete stradale che poggi la sua filosofia sulla sostenibilità e non sullo sviluppo sostenibile. Si dovrebbe mettere al primo posto la tutela della salute e non delle automobili. Questo modo di ragione può imporre di costruire una città sostenibile.
Ritengo che la grande disoccupazione, giovanile e non, sia figlia di uno strano isolamento culturale che attanaglia la scuola, l’università, le categorie professionali ed i suoi imprenditori locali ricchissimi di conflitti d’interesse. Le risorse naturali della Provincia, riconosciute da tutto il mondo, costiera amalfitana e cilentana, sono ostaggio dell’egoismo, del cinismo e del nichilismo locale che privilegia l’attuale sistema socio-politico basato sulla cooptazione, la parentela ed il servilismo verso i partiti politici. Introdurre un elemento di rottura contro questa prassi consolidata è estremamente difficile, ma se intendiamo creare un futuro sereno per i nostri figli è necessario non solo educare ai valori di una società basata sulla decrescita felice ma praticare la strada del merito e del sacrificio. I limiti dello sviluppo insensato sono sotto gli occhi di tutte le persone correttamente informate, e Salerno non è una città che brilla per questo. Essa è carente di biblioteche civiche, e di movimenti culturali consapevoli, dove i giovani possano attingere informazioni libere per poi discuterne. Salerno è la città dello svago, una sorta di paese dei balocchi che inganna il passante, mostrando di notte una felicità incosciente che ogni mattina fa i conti con la disoccupazione e la camorra. A Salerno è forte il senso del lamento e del disagio, ma non della critica costruttiva, non del ragionamento. In questo contesto è necessario fornire gli strumenti utili affinché i cittadini possano costruire un dibattito serio e motivato, volto al cambiamento reale del fare politica e della partecipazione al processo decisionale, fino ad oggi relegata ai soli partiti e divenuti forse, anche per questo motivo comitati di affari.

“Se non ti interessi di politica, sarà la politica ad interessarsi di te”

Nel corso dei miei studi universitari (Laboratorio di Progettazione urbanistica) , ispirato dal tema del corso, ho concentrato la mia attenzione su una proposta di città sostenibile. La letteratura urbana è ricca di esempi utili. L’idea è quella di realizzare una città di 30.000 abitanti con tecniche di sostenibilità sfruttando e rivalutando i suoli già esistenti. Salerno, solo per cominciare,  soffre di una densità abitativa elevata in alcuni quartieri e di una dispersione dei nuclei abitati “arroccati” irrazionalmente sulle colline, al di là del fatto che gli spazi urbani dei quartieri sono stati progettati senza le giuste distante per una rete stradale normale, l’esempio più banale che possono mostrare, considerando le strade principali, è l’assenza di una giusta distanza fra la carreggiata stradale e l’edificio, manca il verde privato, manca la pista ciclabile, il verde urbano, il parcheggio. Noterete come nelle vie principali  in poco spazio, fra l’edificio e la carreggiata, c’è solo un  marciapiede dove si concentra un alberello e l’illuminazione pubblica, spesso due persone che camminano in entrambi i versi fanno fatica. In alcune aree è possibile porre rimedio in altre è molto difficile. Attraverso la pratica di una pianificazione partecipata si può far valere il giusto diritto alla casa, anche a quei cittadini oggi obbligati a vivere in “civili” abitazioni degradate in quartieri privi degli standard urbanistici (servizi essenziali), c’è quasi l’imbarazzo della scelta da dove iniziare. Non ci vuole uno specialista per comprendere che bisogna ridisegnare la città in molte parti col fine di porre rimedio alle scelte errare degli anni ‘30, ‘50, ‘70 ed ‘80 senza dimenticare l’ultimo scellerato PUC appena approvato. E’ sufficiente aprire i cassetti dell’ufficio tecnico di piano del Comune di Salerno per vedere piani urbanistici sul modello  garden-city, appositamente, ignorati solo per rubare ai cittadini ignari. Ed oggi invece di rimediare si continuano a perseguire gli interessi di pochi.

La censura di Facebook (Faccia libro, o il libro delle facce)

Aprile 8, 2009 by matierno

Senza alcun preavviso, mentre condividevo un link sulla bacheca di un amico (contatto) non esistevo più su FB. Non ho capito la ragione di questa censura improvvisa ed inaspettata. FB detta alcune regole d’uso e non mi sembra di averne violate. Stavo semplicemente usando la funzione di condivisione di un link nella bacheca di 5 amici e chi conosce la rete di internet, ciò non può essere considerato spam.

Dunque, questo è un fatto clamoroso per il social network più famoso al mondo. Ma digitando in google le parole censura facebook si è aperto un mondo che non conoscevo, non sono l’unico e non sarò l’ultimo ad essere cacciato senza ragione.

Le possibilità sono solo due: o c’è un errore di programma o, c’è il vecchio sistema del controllo globale già operato in microsoft.

Ricordiamo che: [...]si è scoperto che con i sistemi Nt software Micro, una volta usato all’interno di un ambiente ethernert, raccoglieva informazioni private delle compagnie che ricevono e inviano dati direttamente al quartier generale. Un altro controllo ha portato alla scoperta che il programma leader nel mondo WORD era, all’insaputa dei suoi utenti, capace di segnale ogni documento prodotto, così da rendere identificabile l’autore. E infine, l’ultimo trucco rivelato è stato il ritrovamento di una chiave segreta nel sistema OS, la quale permetteva alla NSA (National Security Agency – organo spionistico del Governo americano) di decriptare tutti i documenti criptati in ogni computer del mondo. Microsoft aveva installato una porta di accesso alla NSA nel sistema Windows. (Fonte: Vittorio Marchi, la scienza dell’uno, Macro edizioni, pag.227)

Quando FB cancella un utente, cancella ogni cosa del suo passato in rete. Per cui chi condivide informazioni importanti per creare una nuova coscienza collettiva, libera ed indipendente dal sistema, accadrà che i suoi fruitori perderanno ogni traccia di quella coscienza libera. In sostanza il potere previene il dissenso politico e, questo sta accadendo anche in youtube. Ora si è andati anche oltre ogni immaginazione con la proposta di accentrare questo potere nelle mani di una sola persona: il Presidente degli USA. I Senatori statunitensi John Rockfeller (partito democratico) ed Olympia Snowe (partito repubblicano) hanno avanzato una proposta di legge che prevede il conferimento di poteri di “vita e morte” sulla grande rete al Presidente USA, tutto in nome e per conto del Cyber security Act 2009, attraverso il quale si vuole affrontare drasticamente il problema della sicurezza informatica.

Per cui affidarsi solo a FB come mezzo di condivisione significa sostanzialmente accelerare quel processo di dittatura globale che si sta prospettando. Usate FB ma anche altri social network e, certo è che nel cda di FB c’è un Rothschild.

Mi spiace per FB, ma non ero un ‘pesce grosso’, avevo solo 313 contatti e 4 gruppi aperti, che ho potuto salvare. Ringrazio molti per la solidarietà ricevuta, spero di riprendere i vecchi contatti e di continuare a condividere idee e conoscenze. E speriamo che gli informatici ideatori dell’open source, velocemente, condivideranno un social-network migliore di questo e, soprattutto libero dal controllo globale.

Genius Seculi, “zeitgeist addendum” doppiato

Marzo 17, 2009 by matierno

Ringraziamo chi ha doppiato e riadattato zeitgeist addendum alla nostra realtà economica.

Questi video educativi andrebbero condivisi in tutte le scuole medie superiori, nelle università, nella associazioni, nei comitati ed in gruppi spontanei.

In maniera del tutto semplice ed accessibile a tutti possiamo comprendere come viene creata la moneta dal nulla, di chi è la Banca d’Italia, cos’è il debito pubblico? E quale gigantesco inganno si celi dietro le banche centrali e la complicità di tutti i governi che si sono succeduti, dall’accordo di Bretton Woods (1944) ad oggi.

Il ’signoraggio secondario’ viene spiegato in tutte le salse e diffuso in ogni libro di economia politica ed è l’inganno più grande che ci possa esistere. Gli allievi di economia non percepiscono l’inganno perché non si insegna etica all’università, ma finanza e cioè matematica finanziaria. Gli allievi percepiscono la funzione del moltiplicatore monetario ma non le implicazioni etiche e morali e, la violazione dei diritti di umani, dove ci sono individui senza coscienza che con un click stampano moneta dal nulla mentre altri muoiono per avere in cambio quel pezzo di carta. Questa è una forma di schiavitù moderna.

Svegliamoci, l’economia è solo un’invenzione.

Febbraio 27, 2009 by matierno

Questo video di RAInews24 è del 28 novembre 2008,  ed inizia prendendo spunto da Zeitgeist addendum.

Quali sono gli effetti della moneta sull’uomo? Cos’è la vera democrazia? Perché consentiamo a persone mai elette (FMI, BM, BCE) di decidere sulla nostra vita? Perché continuiamo a farci prendere in giro sulla favola del debito pubblico?

L’ideologia auto-referenziale. L’universo mentale implicito da cui principalmente trae alimento la visione economica e che rende adeguato il funzionamento dell’economia come pratica, si organizza intorno a tre livelli interdipendenti: un livello antropologico, un livello sociale, e un livello fisico-tecnico. Quest’ultimo, che si presenta come il fondamento dell’ideologia economica nel suo insieme sembra piuttosto un effetto ottico provocato – artificialmente creato – dagli altri due. [...] la produzione è il frutto del lavoro sulla natura per la soddisfazione dei bisogni; la divisione del lavoro è la combinazione tra ingegnosità e produzione; lo scambio è necessaria conseguenza della divisione del lavoro, in quanto consente ad ogni singolo individuo di soddisfare i propri bisogni; il baratto è il seguito naturale dello scambio e l’origine della moneta, la moneta è la conseguenza dello scambio attraverso la specializzazione funzionale delle merci; il salario è sia lo scambio di forza-lavoro contro i mezzi di sussistenza per coloro che non hanno la proprietà dei mezzi di produzione, sia il prezzo del lavoro nella sua forma monetaria. Potremmo proseguire ulteriormente l’elenco, fino a includervi tutti i concetti significativi della teoria economica. Il punto è che a determinare questa costruzione di senso – per quanto essa sia l’esito di prassi e rappresentazioni inscritte in una storia secolare – non è né un “realtà” naturale o materiale, né una scelta puramente convenzionale. (tratto da Serge Latouche, l’invenzione dell’economia, Arianna editrice, 2002, pag. 3o-32)

L’espansione monetaria del sistema a riserva frazionaria è intrinsecamente inflazionistica. Attraverso l’espansione della base monetaria, senza che ci sia un proporzionale incremento di beni e servizi, si riuscirà sempre a far diminuire il potere d’acquisto. In effetti dando una rapida occhiata all’andamento del valore storico del dollaro USA, raffrontato con quello dell’offerta di moneta, si evidenzia questo definitivamente. La correlazione è inversa ovviamente. Un dollaro nel 1913 corrispondeva a 21,6 dollari del 2007. Si tratta di una svalutazione del 96% iniziata con l’introduzione della banca centrale (Federal Reserve). Ora se pensate che questa realtà dell’inflazione intrinseca e permanente sia assurda ed antieconomica, la vostra concezione verrà sminuita se consideriamo come il nostro sistema finanziario funziona realmente. Nel nostro sistema il denaro è debito, e il debito è denaro. (Zeitgeist addendum)

Luigi Zingales, in L’Espresso 5 marzo 2009, pag.15 scrive: “L’amministrazione Obama [...] ha finalmente approvato un piano di soccorso per le famiglie a rischio di prendere casa. Il piano fornisce un sussidio alla maggior parte dei proprietari, ma non risolve il nocciolo del problema: molte famiglia hanno un mutuo di gran lunga più elevato del valore della loro casa. [...] i creditori potrebbero cercare di rivalersi in tribunale, molto spesso non lo fanno perché il costo eccede il beneficio. Il risultato è che milioni di mutui sono a rischio default. Questo default infliggerebbe perdite ancora più elevate ai creditori. In una vendita forzata il prezzo di una casa scende dal 30 al 50 per cento. Se il mercato viene inondato da queste vendite rischia di scendere ancora di più con con conseguenze disastrose per le banche e l’economia in generale.”

Povere banche mi verrebbe da dire.

Ma ecco la risposta al problema mutui: nel 1969 ci fu una causa nel tribunale del Minnesota che coinvolse un uomo, Jerome Daly, che fece opposizione al rifiuto della cancellazione dell’ipoteca sulla sua casa da parte della banca che gli aveva concesso il mutuo per comprarla. La sua difesa verteva sul fatto che il contratto di mutuo richiedeva da ambo le parti, cioè da lui e la banca, l’uso di proprietà legittime per lo scambio. Giuridicamente questa viene chiamata la ‘causale’ del contratto [CAUSALE: elemento fondamentale che si fonda sullo scambio di una prestazione di una parte in cambio di un corri spetto dall’altra.] Il signor Daly, spiegò che il danaro non era in realtà di proprietà della banca, in quanto era stato creato dal nulla nel momento in cui il contratto venne sottoscritto. Ricordate cosa diceva “Il funzionamento moderno della moneta” sui prestiti? Quello che fanno quando concedono un prestito è di accettare della cambiali in cambio del credito concesso. Le riserve non vengono modificate direttamente dalle operazioni di prestito. Ma i prestiti che vengono depositati incrementano l’ammontare dei depositi bancari. In altre parole, il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”. Nel prosieguo del processo il Presidente della banca, il sig. Morgan si presentò al banco dei testimoni e dalle memorie personali di un giudice egli ricordò che Plaintiff (un presidente della banca) ammise che, congiuntamente con la FED, aveva creato denaro e il credito dei suoi impieghi attraverso un’iscrizione contabile; cioè che il denaro e il credito iniziarono ad esistere nel momento in cui loro li avevano creati. Il sig. Morgan ammise che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati Uniti che gli dava il diritto di farlo. Per legge deve esistere una forma di corrispettivo legittima che viene offerta in pagamento a sostegno della banconota. La giuria ritenne che non c’era alcuna causale legittima, e sono d’accordo. Poeticamente ha anche aggiunto: “Solo Dio può creare qualcosa di valore dal nulla”. E sulla base di questa rivelazione, la Corte non riconobbe il diritto della Banca di rifiutare la cancellazione dell’ipoteca e il sig. Daly tenne la sua casa. Le implicazioni di questo caso giuridico sono immense, in quanto ogni volta che prendi denaro in prestito da una banca sia con mutuo o in altro modo, non solo il denaro che ti viene dato è fittizio, ma è anche una forma di controprestazione illegittima. E rende nullo il contratto che obbliga la sua restituzione, in quanto la banca non ha mai avuto la proprietà del denaro necessaria per poterlo stipulare. Sfortunatamente queste considerazioni sono tenute nascoste ed ignorate e continua il ciclo continuo del trasferimento di ricchezza e di debito. E questo ci conduce alla domanda finale: Perché? Durante la guerra civile il presidente Lincoln rifiutò l’offerta di un prestito ad alto interesse da parte della banche europee, e decise di fare ciò che i padri fondatori rinunciarono di fare, cioè di creare una moneta indipendente e intrinsecamente libera dal debito. Fu chiamata “Greenback”. Subito dopo l’adozione di questo documento interno, iniziò a circolare fra le banche private britanniche e americane, dove si affermava: “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. Non lo si potrà fare consentendo l’ingresso della Greenback, in quanto non possiamo controllarla”. (The Hazard circular, 1962). (Zeitgeist addendum)

Il Manifesto dei Diritti della Terra. Questa lettera fu scritta dal capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce. Il documento qui integralmente riprodotto è senz’altro una delle più elevate espressioni di sintonia dell’uomo col creato ed esprime la ricchezza universale dei “popoli nativi”, dei veri “indigeni” di ogni luogo della terra ed è la risposta che il Capo Tribù di Duwamish inviò al Presidente degli Stati Uniti che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa.

Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni. Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi? Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.

Progettare una società migliore

Febbraio 25, 2009 by matierno

Esistono almeno 4 elementi da inserire nei programmi politici di ogni cittadino. Quattro fari per iniziare a cambiare in meglio la società degenerata che ruota intorno a noi, questi servono a sconnettere le menti connesse al sistema, per svegliare la maggioranza delle coscienze delle persone passive, egoiste e ciniche.

Questi elementi sono: adottare una politica delle risorse, introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Enti territoriali, introdurre una vera azione risarcitoria collettiva (class action), introdurre la sovranità monetaria. Appena quattro elementi, niente di più semplice, per iniziare a vivere da esseri umani, liberi ed in una vera democrazia. Puntualmente ed ovviamente nessun media, nessun partito politico, nessun guru spiega e/o sostiene i quattro elementi; e quindi la maggioranza dei cittadini fa fatica ad essere sconnessa dal sistema e, liberata dai condizionamenti indotti dall’esterno (potere invisibile). L’assenza di dialogo e di informazioni su questi temi aiuta il potere invisibile ad auto conservarsi e durare nel tempo.

E’ sufficiente applicare uno dei quattro elementi per cambiare la società in meglio. La vera class action – modello americano, quello raccontato dal film Erin Brockovich – è lo strumento giuridico più potente che ci sia, in mano ai cittadini danneggiati-truffati per togliere soldi alle multinazionali. Se in Italia ci fosse tale strumento, i cittadini siciliani di Priolo, i cittadini campani del ‘triangolo della morte’, i cittadini pugliesi di Taranto, i cittadini veneti nell’area di Porto Tolle, i cittadini truffati dalle banche (crack cirio, parmalat) ed altri ancora avrebbero la soddisfazione di veder applicata la giustizia. La sovranità monetaria cancellerebbe il debito pubblico e darebbe risorse monetarie per la costruzione dei servizi necessari a tutti gli italiani. L’introduzione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa applicherebbe banalmente l’articolo 1 della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo e, la sovranità monetaria è una parte importante di questa. La politica delle risorse è, forse, l’elemento più importante. Applicare la politica delle risorse significa che le comunità ed i popoli sono diventati maturi e consapevoli delle potenzialità umane. A monte di questo ragionamento riassunto nei quattro elementi, c’è un altro discorso molto più importante che renderebbe applicabili i quattro temi: conoscenza e consapevolezza. Il potere opera proprio in questa direzione e controlla idee ed opinioni della maggioranza dei cittadini. Non troverete mai dibattiti ed approfondimenti sugli argomenti citati, in televisione, nei periodi di massimo ascolto e, in confronti sinceri e liberi. Apatia politica, assenza di senso civico e della comunità, abbinate con l’ignoranza sono il nutrimento efficace per il potere esistenze (banche, partiti, multinazionali). Le condizioni di vita non mutano in meglio per l’inciviltà della maggioranza dei popoli. I Governi scegliendo il tipo di istruzione da indottrinare nelle scuole, consente ai potentati economici una buona manipolazione per continuare a produrre schiavi addomesticati. Per programmare le menti di tutti a sostegno di un’unica cultura dominante sulle altre: il profitto monetario.

Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore. Bhè, gli effetti sono nel cuore di ognuno, per esempio, il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta. Mentre fino a ieri credevo mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso. Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrà un’altra, ho solo questa e loro mi fanno andare a lavorare, cinque volte, sei giorni a settimana e mi lasciano un miserabile giorno, per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?” (Silvano Agosti)

La società oggi è composta da una serie di istituzioni. Dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche, a quelle religiose. Fino alle istituzioni delle classi sociali, dei valori familiari e della specializzazione professionale. E’ ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali in cui siamo nati, diretti e condizionati…non sembra esser alcun sistema dato per scontato, e così poco compreso, come quello monetario. Dopo aver raggiunto proporzioni quasi religiose, le istituzioni monetarie riconosciute esistono come una sorta di dogma, fra i più forti mai esistiti. Come viene creato il danaro, le politiche che vengono perseguite e quali sono i veri effetti sulla società, sono però argomenti trascurati dalla maggior parte della popolazione. […] “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. […]La schiavitù economica, invece, obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole. E’ una delle truffe più ingegnose per la manipolazione sociale che si siano mai create. E intrinsecamente, è una guerra invisibile contro il popolo. Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere schiava la società, e l’interesse è il suo sparo. E mentre la maggioranza delle persone continua a vivere ignara di tutto questo, le banche, con la collusione dei governi e delle multinazionali, continuano a perfezionare ed espandere le loro tecniche di guerra economica, creano nuove basi, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, ed anche inventando un nuovo tipo di saldato: il “killer economico”. (Zeitgeist addendum)