La rigenerazione urbana: lo stato dell’arte


Breve estratto dalla tesi di laurea magistrale in Architettura (Uni Parma, DIA) “Rigenerazione a Salerno. La rigenerazione urbana attraverso la bioeconomia”:

1        La rigenerazione urbana: lo stato dell’arte

Il quadro culturale inizia con una narrazione storica della rigenerazione urbana e prosegue con le tecniche e gli interventi. La storia dell’urbanistica può essere interpretata osservando quelle esperienze che rientrano nella concezione della rigenerazione. Scavando nelle esperienze del passato[1], conoscendo le tecniche urbanistiche[2] e le tipologie d’intervento è possibile selezionare progettualità utili alla conoscenza dell’approccio rigenerativo[3].

La prima parte del quadro culturale sviluppa una ricostruzione storica, la tecnica e la composizione urbanistica[4]. Le nozioni di tecnica e di composizione urbanistica rappresentano il riferimento progettuale per rigenerare le città e i tessuti urbani esistenti.

La letteratura sulla rigenerazione è molto vasta circa le esperienze straniere[5]; solo negli ultimi anni troviamo i primi esempi italiani[6], e tale documentazione consente un’ampia rappresentazione della rigenerazione. La necessità culturale è quella di trovare un quadro di riferimento italiano anche se difficile da individuare, sia perché spesso si tratta di espansioni delle città[7]  piuttosto che interventi dentro i tessuti edilizi esistenti, sia perché esiste una difficoltà economica innescata dalla fattibilità condizionata dall’economia neoclassica (Micelli, 2011). Anche quando si è intervenuti nei centri storici o nel recupero delle aree industriali dismesse si è fatto poco per combattere le rendite di posizione (Berdini, 2014), e si è fatto poco per sostenere piani urbani sociali (Jacobs, 2009), per costruire e divulgare la bellezza[8] e il decoro urbano. Una parte centrale e rilevante si concentra sulla forma urbana[9]  e l’isolato[10] e l’opportunità di recupero edilizio[11]. Parte integrante della rigenerazione è l’uso razionale dell’energia[12], tema trattato all’interno del concetto di bioeconomia. La città è vista come un organismo e pertanto non mancano argomenti come l’energia e soprattutto l’approccio bioeconomico (Georgescu-Roegen, 2003).

Un chiaro riferimento rigenerativo è invece riscontrabile nell’approccio conservativo dei centri storici, ove la scuola italiana ha sviluppato un’efficace capacità di lettura dei tessuti edilizi esistenti, ed è il modello della scuola Muratori[13]. L’approccio analitico (Natali, 2001) e la corretta osservazione della realtà suggeriscono interventi adeguati.

La seconda parte del quadro culturale intende soffermarsi sul contesto urbano. La rappresentazione demografica delle città, le discipline giuridiche[14] ed economiche[15]  che necessariamente condizionano l’urbanistica. La conclusione di questo quadro intende suggerire un’innovazione culturale secondo la concezione bioeconomica al fine di liberare il disegno urbano da discipline ritenute “negative” dallo scrivente.

Struttura logica della tesi:

  1. [Quadro culturale] Lo stato dell’arte della rigenerazione. Le sfide, la storia, il recupero, il disegno, il contesto territoriale, le politiche urbane, gli aspetti legislativi, progetto e tecniche, tipologie e interventi (da 1.1 a 1.5).
  2. [Quadro di conoscenza] Salerno, gli strumenti urbanistici, il Piano Territoriale (PTCP) e il Piano Urbanistico Comunale (PUC) (da 2 a 2.1).
  3. [Analisi preliminare] Analisi del sistema territoriale (da 3.1.1 a 3.1.2); analisi critica (3.1.4 e 3.1.6), analisi urbana (da 3.2.2 a 3.2.6).
  4. [Progetto] Possibili scenari di progetto e master plan (4.2 e 4.3).
  5. [Quadro economico e fattibilità] Stima economica, costi e quadro bioeconomico.

Sul diario è pubblicata solo la prima parte [Quadro culturale]

Collegamenti ai capitoli:

[1] Fonti bibliografiche per approfondire: Aymonino, 2009; Di Biagi, 2009.
[2] Gabellini, 2002; Giorgieri & Ventura, 2007.
[3] Donti, 1985; Magnaghi, 1998; Babalis, 2006; Boyd & Folke, 2011; Perrone & Gorelli; Reale, 2012; Pallagst, et al.; Gaeta, et al., 2013; Russo, 2014.
[4] Carbonara, 1954; Rigotti, 1973; Benevolo, 2009; Zevi, 2012.
[5] Roberts & Sykes, 2000; Newman, et al., 2009; Beatley; Colantonio & Dixon; Coyle, 2011; Shilling & Alan; Eraydin & Tasan-Kok; Beatley; Eraydin & Tasan-Kok, 2012; Maretto; Leary & McCarthy, 2013; Russo, Calafati, Girardet, 2014.
[6] Musco, 2009; Russo, 2014; Munarin & Velo, 2016.
[7] Campos Venuti, 1993; Salzano, 2003; Benevolo, 2010.
[8] Consonni, 2013; Milesi, 2015.
[9] Reale, 2008; Malcovati, 2012; Barattucci, 2013.
[10] Rigotti, 1973; Panarei, et al., 2008; Giorgieri & Ventura, 2007.
[11] Grecchi & Malighetti, 2008.
[12] Alexander, 1977; Dessì, 2007; Lima; Asquini, et al., 2010; de Santoli, 2011.
[13] Fonti bibliografiche per approfondire: Caniggia & Maffei, 1984; 2008.
[14] Pagliari, 2002; D’ Angelo, 2012; Colombo, et al., 2013.
[15] Camagni, 1993; Iotti, 2009; Gallerani, 2011; Galbraith, 2015.

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