Qualità urbana


Breve estratto dalla tesi di laurea magistrale in Architettura (Uni Parma, DIA) “Rigenerazione a Salerno. La rigenerazione urbana attraverso la bioeconomia”:

1.5.1.1       Qualità urbana

La qualità urbana è un concetto relativo e dipende dal contesto culturale, e più strettamente dalla decisione, dalla valutazione. La realtà urbana che ereditiamo è certamente figlia della storia e delle decisioni politiche degli Enti locali che governano il territorio, condizionate dagli interessi privati e pubblici. Con estrema chiarezza si distinguono gli edifici storici da quelli moderni. Le decisioni politiche moderne codificate in piani e regolamenti hanno generato l’ambiente costruito in cui viviamo.

La qualità urbana essendo un’interpretazione, un’operazione culturale rispetto alle personali o condivise sensibilità, si misura o si rileva attraverso una serie di caratteristiche: l’analisi delle forme, della struttura urbana e dello spazio urbano, e le relative attività antropiche (stili di vita, produzione e commercio, cultura, mobilità e flussi di energia) in rapporto all’ambiente, osservandone le relazioni che intercorrono esprimendo un giudizio critico, positivo o negativo. Oltre ciò, è importante misurare le densità e gli standard quantitativi aggiungendo anche criteri di qualità stabilendo linee guida, raccomandazioni e codici come le “figura norma” tali da esplicitare la morfologia urbana desiderata.

La qualità è una caratteristica, cioè una conformità rispetto a specifiche richieste ed è anche un valore, se questa caratteristica è adeguata all’uso e ai bisogni richiesti. Nello spazio urbano si svolgono determinate attività, e pertanto i luoghi pubblici devono rispettare determinate caratteristiche affinché la vita nelle città possa svolgersi nel modo più adeguato. Per questo motivo lo spazio urbano viene progettato a seconda delle esigenze e delle specifiche funzioni che si svolgono, affinché tali spazi siano sicuri, piacevoli e siano accessibili. Per tendere a una buona qualità urbana, senza dubbio è necessario riconoscere che il movimento dell’uomo all’interno dello spazio urbano è l’attività più rilevante che richiede un certo impegno progettuale riconoscendo l’importanza dei suoi sensi, e la sua percezione nell’attraversare e sostare nei luoghi urbani.

Per descrivere lo spazio è necessario analizzare la forma e per essere compresa è essenziale considerare gli elementi che la caratterizzano, come l’aspetto dimensionale, il colore dei singoli oggetti costitutivi come gli edifici e le pavimentazioni, e la relazione reciproca fra questi. Il processo percettivo dell’uomo che attraversa lo spazio e i luoghi urbani è condizionato da un insieme di fattori: suoni, odori, sensazioni fisiche, condizioni climatiche, tant’è che per descrivere l’immagine del luogo percepita attraverso i sensi è necessario prendere in considerazione la percezione della luce; la percezione dei suoni; e quella degli odori. «La forma dello spazio cambia in relazione alla velocità del movimento ed alla posizione tenuta durante il movimento, e la vista è in grado di registrare tale cambiamento»[1]. Di seguito un elenco di caratteri formali dello spazio, che possono essere condizionati da diversi modalità dello spostamento: distanza percepita; varietà de luoghi; definizioni di tragitti preferenziali; percezione di barriere; conoscenza dei luoghi attraverso molteplici vedute; punti di riferimento; rapporto tra pieno e vuoto; rapporto tra figura e sfondo; effetto di ritardo legato alla percezione di barriere; effetto canale[2].

Collegamenti ai paragrafi:

Collegamenti ai capitoli:

[1] Badiani, Una metodologia di analisi degli spazi urbani, Roma, 2006, pag. 21.
[2] Ibidem.

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