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Posts Tagged ‘rivoluzione culturale’

Alla faccia di tutti i pessimisti; in tutto il mondo le comunità stanno alzando la testa e muovono manifestazioni di protesta contro l’immorale sistema inventato dall’élite per l’élite. Tutti i cittadini puntano il dito contro l’avidità e la cupidigia di banchieri e dipendenti eletti.

La crisi delle coscienze, la crisi dell’economia avviata dall’élite tramite l’invenzione di strumenti finanziari sta dilagando in tutti gli Stati apparentemente democratici, diciamo in tutto l’occidente. La maschera delle finte democrazie rappresentative si sta sgretolando e il ruolo di internet, dei social nertwork, e dei blog, meglio ancora il ruolo di questo strumento di condivisione sta dando maggiore accelerazione al risveglio, poiché in questi luoghi virtuali i cittadini leggono opinioni e pareri divergenti dal pensiero dominante propagandato da tutti i media.

Per la prima volta, i cittadini prendono coscienza dell’inganno psicologico della moneta debito e dell’intero sistema bancario costruito per ingannare, rubare, usurpare diritti che sembrano inviolabili, l’intera sistema capitalistico, oggi chiamato turbo-capitalismo, o neoliberalismo è ampiamente contestato persino da una parte dell’élite stessa.

Negli USA come nell’UE i burattini politici sono contestati dalle comunità. La corruzione legalizzata tramite le società off-share e i paradisi fiscali, utili a riempire i conti correnti dei burattini politici, ottime comparse cinematografiche, l’intero impero della vergogna è studiato dai popoli, condiviso col fine di risvegliare le coscienze di tutti. Non è più possibile accettare la dittatura SpA e l’avidità di tanti, viene piano, piano abbandonata per ripensare una società fatta dagli esseri per gli esseri umani su principi etici e di convivialità.

I sistemi alternativi esistono, e le comunità iniziano a sperimentare nuovi modelli ispirandosi all’economia aristotelica, alla bioeconomia, all’uso delle nuove tecnologie con fonti energetiche alternative a quelli fossili, la riscoperta dell’agricoltura naturale, la riscoperta del “saper fare” e delle tradizioni locali puntando a stili di vita per autoconsumo, liberi dai condizionamenti psicologici della pubblicità delle SpA.

I piani politici dei cittadini ribaltano il dogma religioso: vendere, vendere, vendere; e presentano piani sobri e di buon senso, mirati alla cancellazione degli sprechi e al recupero dell’esistente col fine di tutelare i territori e far crescere lo sviluppo umano.

L’introduzione di efficaci strumenti di democrazia diretta ribaltano la piramide dell’élite, e i cittadini scelgono le “priorità” da attuare, al pari dei dipendenti eletti.

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Il mondo cambierà, in un modo o in un altro! Spetta a noi decidere se partecipare o meno, se continuare a subire l’élite degenerata o introdurre l’etica nella politica. Nel mio diario ho scritto più volte circa lo strapotere dei banchieri e dell’inganno psicologico legato alla moneta debito. Le finte democrazie rappresentative sono crollate, l’attuale sistema di controllo è obsoleto, orrendo e immorale e sta crollando sotto gli occhi di tutti.

Burkina Faso, Argentina, Ecuador, Islanda, Irlanda, Grecia, Spagna sono solo alcuni paesi dove i popoli hanno compreso e deciso di riprendersi la vita partendo “dal basso” contro l’immoralità dei dipendenti eletti, contro un sistema di pensiero dominante indottrinato maliziosamente tramite la scuola, l’università e le SpA.

Tutti questi popoli chiedono di introdurre la vera democrazia, puntano l’indice contro i banchieri e la finanza virtuale e soprattutto l’usurpazione della sovranità monetaria. Tutti questi popoli chiedono di partecipare e decidere direttamente secondo un sistema di economia reale consapevoli dei limiti della natura e quindi intendono vivere seguendo aspirazioni umane: vivendo passioni, arte, musica, teatro e tanta creatività sostenibile.

E’ in corso un cambio di paradigma culturale, dall’avaria dei pochi all’approccio olistico.

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La mente è composta di due parti: la parte conscia e la mente inconscia. La prima analizza, critica e pensa in modo logico per tutto il giorno. Si trova là, dove va la nostra attenzione. La seconda controlla le funzioni biologiche, dal battito del cuore al respiro. E’ il luogo in cui sono immagazzinati i ricordi in cui risiedono saggezza, creatività e la capacità di risolvere i problemi in modo creativo. Quando dormi, la mente conscia si riposa, senza fare molto altro. L’inconscio, invece, lavora incessantemente, ti fa sognare e porta avanti il processo di elaborazione di ciò che ti è accaduto durante il giorno.
Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.
Nella maggior parte dei casi, sono proprio le convinzioni a trasformare un problema in una prigione da cui non si riesce più a evadere.
Per rendere possibile un qualsiasi cambiamento, è necessario cambiare le proprie convinzioni e costruirne di nuove: convinzioni che aiutino a mantenere il cambiamento nel futuro. Dobbiamo prima scoprire come le rappresentiamo nella nostra mente.
(RICHARD BANDLER, vivi la vita che desideri vivere con la PNL, Alessio Roberti editore 2009)

Fino ad oggi abbiamo subito una lenta e progressiva “invasione mentale” di non valori propagandati tutti giorni in ogni ambito della società: scuola, università, media, politica. Sono solo tre gli strumenti che hanno usato: misurare la ricchezza con indicatori fuorvianti: il PIL, la moneta debito e il petrolio, usare il linguaggio per psico-programmarci al nichilismo e la televisione come ordigno di distrazione e incentivo all’inutile consumismo compulsivo.

La nostra società è ingabbiata da una serie di credenze (istituzioni monetarie, religiose e politiche) che ci obbligano a stare in un piano dove le persone sono oppresse da paure indotte e appunto false credenze.

Noi siamo i punti che sono all’interno di questo piano insieme alle nostre credenze e li rimarremo a meno ché non facciamo un salto.

Una migliore valutazione circa la qualità della vita tiene conto, innanzitutto, dei consumi reali e del reddito in vista di una sostenibilità economica e bisogna creare riserve di capitale fisico, naturale, umano e sociale attribuendo dei valori corretti. Dunque, al centro della valutazione ci sono le famiglie monitorando anche i servizi forniti dallo Stato, come l’assistenza sanitaria e i servizi educativi. Le informazioni sul reddito, sul consumo e sulla ricchezza dovrebbero essere collegate fra loro ottenendo un’idea sul livello di vita delle famiglie con riferimento alle diverse dimensioni degli standard materiali di vita: il reddito, il consumo e la ricchezza. Infatti, può accadere che un nucleo familiare dal reddito basso che possiede una ricchezza superiore alla media non ha necessariamente un livello di vita inferiore a quello di un nucleo familiare al reddito medio che non possiede alcuna ricchezza. In fine, i servizi che in passato venivano svolti da membri della famiglia oggi vengono acquistati sul mercato; i servizi autoprodotti non sono considerati nelle misurazioni ufficiali del reddito e della produzione.

Ecco, invece, alcuni indicatori per misurare la qualità della vita:

a) Salute, valutazione sulla mortalità e la morbilità e il rischio
b) Istruzione, misurare le competenze e le abilità intese come capacità personali
c) Attività personali: il modo in cui le persone impiegano il proprio tempo e la natura delle loro attività personali incidono sulla qualità della vita, indipendentemente dal guadagno generato.

Inoltre misurare:

il lavoro retribuito e la qualità del lavoro
lavoro domestico non retribuito, fare acquisti e prendersi cura dei figli

Attività personali prese in considerazione: camminare, fare l’amore, l’esercizio fisico, giocare, leggere (non per lavoro), mangiare, pregare, guardare la TV, riposarsi, cucinare, parlare (non per lavoro), prendersi cura del proprio corpo, altro, lavori domestici, dormire, altri viaggi/spostamenti, fare acquisti, usare il computer (non per lavoro), prendersi cura dei figli, compiere spostamenti da/verso il lavoro, lavorare
d) Peso politico e governance: capacità di partecipare come cittadini a tutti gli effetti, di avere voce in capitolo nella definizione delle politiche
e) Rapporti sociali: i rapporti sociali incidono positivamente sulla qualità della vita sotto vari aspetti. (associazionismo, network di persone, sicurezza, protezione, sviluppo di scambi, attività economiche)
f) Condizioni ambientali
g) Insicurezza economica

Possiamo ribaltare il sistema di potere piramidale partendo dal cambio di paradigma culturale. Partiamo dai noi stessi e rispetto alle convinzioni che ci hanno indottrinato prendiamo bene la mira per progettare una società umana. Come preannunciato dai nuovi indicatori possiamo sviluppare maggiore autostima collettiva partendo dai rapporti sociali e dalla costruzione di nuove reti sociali che possono farci attingere a nuove conoscenze e nuovi stili di vita in armonia con la natura proponendo modelli virtuosi.

Liberandoci dalla condizione psicologica della moneta debito figlia dell’usurpazione della sovranità monetaria e inventata per schiavizzare i popoli potremmo subito riappropriarci di una risorsa determinante: il tempo. Dobbiamo avere maggiore tempo libero da dedicare alle attività umane creative e ai rapporti sociali, determinanti per l’educazione civica e per stabilire nuovi affetti o conservare quelli presenti.

Una società normale e tecnologicamente intelligente può usufruire delle comodità che la tecnica presenta: uso razionale dell’energia e investire il tempo recuperato in attività umane soddisfacenti in linea con l’etica e coi bisogni primari.

Agendo direttamente in ambito locale possiamo progettare la comunità che desideriamo, numerosi gruppi sono riusciti a svincolarsi dal ricatto del lavoro e della moneta debito realizzando comunità efficienti partendo proprio dai valori umani e riconoscendo l’importanza di fare squadra, sviluppando la risilienza, uniti da esigenze comuni: vivere in armonia e serenità e non condizionati dalle SpA.

Questi esempi sono sparsi in tutto il mondo e poco dibattuti dai media per evitare una contaminazione virtuosa che possa risvegliare l’autoderminazione dei popoli. La crisi finanziaria, invece, ha risvegliato molti popoli (Islanda, Irlanda, Grecia, Spagna – PIIGS) sul tema della moneta e sulla reale capacità delle banche private nel condurre l’economia degli Stati.

Molte comunità stanno chiedendo agli Stati di applicare tutte le sovranità affinché i diritti non siamo più marginalizzati come, purtroppo sta accadendo in Italia e in tutto l’Occidente ed anche nel resto del mondo dove i diritti umani sono abitualmente violati per sostenere un’obsoleta produzione finalizzata alla crescita per la crescita per scopi puramente monetari, insomma nulla di etico e di intelligente.

Ricordiamo: “Libertà individuale significa avere la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sensazioni che si desiderano nella propria vita. Raggiungere la libertà individuale consiste nello sviluppare nuove abitudini e competenze e nell’abituarsi a far funzionare il cervello come noi desideriamo.

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L’Italia è il paese ri-feudalizzato dove esiste un quorum di validità antidemocratico: 50%+1 degli aventi diritto al voto. In Italia può decidere anche chi non partecipa, assurdo? La democrazia ha regole aritmetiche banali: maggioranza e minoranza di chi partecipa, mai il contrario. Democrazia vuol dire governo del popolo, lo sanno tutti.

Ebbene il 12 e 13 giugno 2011 gli italiani che non andranno a votare, grazie all’anti-democratico quorum di validità, potranno decidere per conto di chi, invece, va a votare ed esercita il proprio diritto.

Un esempio pratico? L’Italia è una repubblica parlamentare, quindi una democrazia rappresentativa. Alle elezioni politiche, 13 aprile 2008, della Camera dei Deputati hanno votato 37.874.569 di cittadini su 47.041.814 elettori (gli aventi diritto al voto). La coalizione che ha vinto, il centro destra, ha ricevuto 17.064.506 voti.

Per questo referendum vi sono 47.357.878 votanti e per la circoscrizione estero vi sono 3.236.990 votanti per un totale di 50.594.868 quindi il quorum è di 25.297.435.

Invece, per un referendum abrogativo contiamo quanti voti servono per deliberare una maggioranza, secondo l’antidemocratico quorum calcoliamo (sugli aventi diritto del 2008) che dovrebbero esprimersi 23.520.907 di abitanti più un cittadino affinché le proposte avessero la validità: cancellare leggi o parti di leggi oppure lasciarle come sono. Lo capisce anche un bambino che si tratta di una regola idiota che viola le elementari regole del buon senso e della ragionevolezza prima che della democrazia.

Accettereste il fatto che i 9.167.245 di abitanti – quelli rimasti a casa nel 2008 – potessero eleggere il Parlamento? No, ovviamente ma quando si tratta della democrazia, cioè della volontà popolare questo accade sistematicamente: dal 1997 fino al 2005 nessun referendum ha raggiunto il quorum di validità. E’ sbagliato il diritto il voto o il quorum? Ovviamente il quorum! Sarebbe stato sufficiente aver avuto un quorum di validità del 21%, cioè 9.878.780 di voti che rappresentano, oggi, un terzo partito nazionale ma senza partito (struttura) ovviamente.

Queste regole (quorum al 50%+1) sono l’evidente prova di un Paese amministrato contro la volontà popolare e per sostenere il teatrino dell’élite. Dobbiamo svegliarci e restituire la democrazia al popolo eliminando l’immorale quorum di validità.

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Un elemento della coscienza è la consapevolezza intelligente che abbiamo in noi e che ogni giorno ci dà vita: coscienza oggettiva, o subconscio. E’ un sistema incredibilmente intelligente e attento, separato dal cervello pensante, ma opera attraverso le altri parti del cervello per mantenere in ordine il corpo; ad esempio agli aspetti della nostra salute: il cuore, la digestione, la rigenerazione cellulare e l’organizzazione del DNA. E’ necessaria una coscienza grande e illimitata per assumersi la responsabilità di tutto questo.
Questa intelligenza oggettiva sa molte più cose di quante ne sappia il sé della nostra personalità, anche se noi pensiamo di conoscerle tutte.

Dunque attingendo dall’intelligenza oggettiva potremmo “risvegliare” la nostra coscienza e uscire dal sistema di credenze indotto dall’ambiente o dal “potere invisibile” che opprime i popoli.
Se attingiamo informazioni dalla nostra coscienza possiamo sapere che la vita umana, o meglio la società ha bisogno di “nuovi” modelli teorici e pratici per consentire il reale sviluppo umano cancellando le disuguaglianze e i crimini politici.

I cittadini cooperanti in gruppi e/o comunità hanno il potere e il dovere morale di agire direttamente e progettare stili di vita bio-compatibili, creativi e stimolanti al fine di soddisfare bisogni primari. In una democrazia compiuta e matura singoli cittadini e gruppi possono scambiarsi il racconto di esperienze virtuose e deliberare direttamente senza intermediari.

La scienza ha dimostrato che la meditazione consente di attingere dalla coscienza liberandosi dai condizionamenti indotti dall’ambiente negativo. Nella storia vi sono numerosi esempi di rivoluzioni culturali che hanno prodotto impatti sulla società, per citarne due ispirate da famosissimi umanisti: Mahatma Ghandi e Martin Luther King.

Oltre la meditazione senza dubbio la formazione culturale indipendente sostiene la creazione di immagini visionarie utili a progettare una società migliore ma soprattutto una società figlia delle leggi della natura e del buon senso. La coscienza e le intuizioni hanno guidato le invenzioni di Nikola Tesla, così come quelle di Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, David Bohm, Carl Gustav Jung.

Il modello di pensiero occidentale (la produzione di massa, la competitività, il PIL, il monetarismo, e il petrolio) è al termine.
Il nuovo modello di sviluppo si sta diffondendo, un modello figlio dell’olismo e dell’approccio multiculturale (pluralismo delle idee) e cooperativo. Stiamo avendo una decrescita felice del PIL e una crescita dell’atteggiamento spirituale unito alle leggi della fisica: bioeconomia e meccanica quantistica.

Nella pratica quotidiana tecnologie intelligenti (geotermia, energia solare, micro-eolico…) sono già in commercio manca ancora una massa critica popolare che richieda con fermezza la diffusione di “nuovi” modi di trasformare l’energia e di co-gestire i beni pubblici in maniera responsabile. Questa massa critica si sta formando e sta crescendo anche in Italia, vi sono almeno tre associazioni che interpretano e vivono il cambiamento: il Movimento per la Decrescita Felice, l’Arcipelago Scec e Transition Italia; a queste bisogna aggiungere i gruppi di acquisto e i distretti di economia solidale. Lo stile di vita etico e responsabile sta crescendo.

Un esempio pratico di risveglio è rappresentato da cittadini attivi che stanno unendo la cultura del saper fare e le nuove tecnologie. Quindi vi sono numerose comunità che auto producono applicando la dieta mediterranea, scambiano beni e non merci, usano fonti di energie alternative, curano orti sinergici, riscoprono mestieri artigianali, comprano abiti prodotti in loco e ricostruiscono la filiera del tessile favorendone la scelta. Esiste anche una parte delle medie e piccole imprese che sta investendo in attività virtuose come il riciclo e il riuso delle materie prime (rifiuti). Quando il numero di azioni virtuose cresce si trasforma in massa critica e trasforma la realtà che ruota intorno a noi, migliorandola. L’effetto è un cambiamento tangibile e può coinvolgere città intere.

I circoli territoriali MDF sono associazioni sociali che autoproducono il pane in casa, coltivano orti sinergici, promuovono incontri culturali sui diritti umani e sull’uso razionale dell’energia, si muovono in bicicletta, si scambiano doni e beni sviluppando la crescita spirituale e materiale e in fine hanno un impatto virtuoso sulla comunità locale stimolando la partecipazione diretta alla vita politica del proprio Comune. Nella sostanza MDF è impegnata concretamente nel miglioramento della qualità della vita poiché crea relazioni sociali umane di qualità frutto di valori etici.

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Roma, “Costituente ecologista“, sono stato invitato a presentare un lavoro sulla convenzione monetaria. Gli ispiratori di questo incontro intendono costruire un nuovo soggetto politico imitando l’esperienza francese che ha unito gli interessi ambientalisti e legalitari costituendo la terza forza politica del paese.

Ho avuto l’opportunità di mostrare una visione diversa del mondo con indicatori “nuovi” e più vicini ai bisogni reali degli esseri umani.

Ho potuto coordinarmi con Dario Tamburrano (ASPO Italia) e Pierluigi Paoletti (Arcipelago SCEC) per rappresentare una visione “complementare” del cambio di paradigma culturale proposto da ognuno di noi.

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Ieri sera ero a Pavia, invitato da un’associazione studentesca (UDU) per parlare di consumo. Ringrazio i ragazzi che hanno voluto affrontare questo tema, oggi, sempre più contemporaneo. Gli studenti, egregiamente, hanno voluto introdurre il tema riproducendo parte di un’inchiesta, Buon appetito, di Michele Buono e Piero Riccardi andata in onda su Report. In maniera corretta quell’inchiesta cercava di far luce sugli impatti ambientali causati da un modello industriale-agricolo che soddisfa, prioritariamente, la logica obsoleta della crescita e non della qualità del cibo.

Grazie a quella introduzione ho potuto aggiungere al tema in oggetto un aspetto poco dibattuto, forse radice del consumismo: l’indottrinamento psicologico della pubblicità, delle SpA e delle università. E’ cosa certa che le SpA governino il mondo e che le stesse arruolino psicologici per manipolare l’opinione pubblica con un solo obiettivo: massimizzare i profitti e nulla più. Parafrasando un libro di Buono e Riccardi edito proprio da Edizioni per la Decrescita Felice noi viviamo in un “mondo alla rovescia” dove il superfluo costa meno  del necessario. Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) tenta di riappropriarsi dei diritti umani e inizia un percorso per vivere da esseri umani, partendo proprio dal necessario e i Circoli Territoriali sono piccole comunità dove i cittadini fanno autoproduzioni di cibo, sviluppano la resilienza ed incidono nella realtà locale grazie, anche, ai comportamenti virtuosi.

Se riusciamo ad avere un visone di insieme, economica, politica e sociale ci rendiamo conto che la maggioranza delle persone è schiava di un sistema e solo partendo dal basso cooperando fra cittadini liberi potremmo ricostruire comunità sostenibili perché consapevoli di chi siamo e dove stiamo. Nel mondo numerose comunità stanno già operando questo cambiamento culturale con ottimi risultati: nutrirsi di cibo di qualità, avere relazioni personali di qualità, eliminazione degli sprechi energetici, maggior tempo libero per se stessi e gli altri, prevenzioni primaria delle malattie e quindi un’elevata qualità della vita.

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