La rivoluzione delle coscienze

Un elemento della coscienza è la consapevolezza intelligente che abbiamo in noi e che ogni giorno ci dà vita: coscienza oggettiva, o subconscio. E’ un sistema incredibilmente intelligente e attento, separato dal cervello pensante, ma opera attraverso le altri parti del cervello per mantenere in ordine il corpo; ad esempio agli aspetti della nostra salute: il cuore, la digestione, la rigenerazione cellulare e l’organizzazione del DNA. E’ necessaria una coscienza grande e illimitata per assumersi la responsabilità di tutto questo.
Questa intelligenza oggettiva sa molte più cose di quante ne sappia il sé della nostra personalità, anche se noi pensiamo di conoscerle tutte.

Dunque attingendo dall’intelligenza oggettiva potremmo “risvegliare” la nostra coscienza e uscire dal sistema di credenze indotto dall’ambiente o dal “potere invisibile” che opprime i popoli.
Se attingiamo informazioni dalla nostra coscienza possiamo sapere che la vita umana, o meglio la società ha bisogno di “nuovi” modelli teorici e pratici per consentire il reale sviluppo umano cancellando le disuguaglianze e i crimini politici.

I cittadini cooperanti in gruppi e/o comunità hanno il potere e il dovere morale di agire direttamente e progettare stili di vita bio-compatibili, creativi e stimolanti al fine di soddisfare bisogni primari. In una democrazia compiuta e matura singoli cittadini e gruppi possono scambiarsi il racconto di esperienze virtuose e deliberare direttamente senza intermediari.

La scienza ha dimostrato che la meditazione consente di attingere dalla coscienza liberandosi dai condizionamenti indotti dall’ambiente negativo. Nella storia vi sono numerosi esempi di rivoluzioni culturali che hanno prodotto impatti sulla società, per citarne due ispirate da famosissimi umanisti: Mahatma Ghandi e Martin Luther King.

Oltre la meditazione senza dubbio la formazione culturale indipendente sostiene la creazione di immagini visionarie utili a progettare una società migliore ma soprattutto una società figlia delle leggi della natura e del buon senso. La coscienza e le intuizioni hanno guidato le invenzioni di Nikola Tesla, così come quelle di Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, David Bohm, Carl Gustav Jung.

Il modello di pensiero occidentale (la produzione di massa, la competitività, il PIL, il monetarismo, e il petrolio) è al termine.
Il nuovo modello di sviluppo si sta diffondendo, un modello figlio dell’olismo e dell’approccio multiculturale (pluralismo delle idee) e cooperativo. Stiamo avendo una decrescita felice del PIL e una crescita dell’atteggiamento spirituale unito alle leggi della fisica: bioeconomia e meccanica quantistica.

Nella pratica quotidiana tecnologie intelligenti (geotermia, energia solare, micro-eolico…) sono già in commercio manca ancora una massa critica popolare che richieda con fermezza la diffusione di “nuovi” modi di trasformare l’energia e di co-gestire i beni pubblici in maniera responsabile. Questa massa critica si sta formando e sta crescendo anche in Italia, vi sono almeno tre associazioni che interpretano e vivono il cambiamento: il Movimento per la Decrescita Felice, l’Arcipelago Scec e Transition Italia; a queste bisogna aggiungere i gruppi di acquisto e i distretti di economia solidale. Lo stile di vita etico e responsabile sta crescendo.

Un esempio pratico di risveglio è rappresentato da cittadini attivi che stanno unendo la cultura del saper fare e le nuove tecnologie. Quindi vi sono numerose comunità che auto producono applicando la dieta mediterranea, scambiano beni e non merci, usano fonti di energie alternative, curano orti sinergici, riscoprono mestieri artigianali, comprano abiti prodotti in loco e ricostruiscono la filiera del tessile favorendone la scelta. Esiste anche una parte delle medie e piccole imprese che sta investendo in attività virtuose come il riciclo e il riuso delle materie prime (rifiuti). Quando il numero di azioni virtuose cresce si trasforma in massa critica e trasforma la realtà che ruota intorno a noi, migliorandola. L’effetto è un cambiamento tangibile e può coinvolgere città intere.

I circoli territoriali MDF sono associazioni sociali che autoproducono il pane in casa, coltivano orti sinergici, promuovono incontri culturali sui diritti umani e sull’uso razionale dell’energia, si muovono in bicicletta, si scambiano doni e beni sviluppando la crescita spirituale e materiale e in fine hanno un impatto virtuoso sulla comunità locale stimolando la partecipazione diretta alla vita politica del proprio Comune. Nella sostanza MDF è impegnata concretamente nel miglioramento della qualità della vita poiché crea relazioni sociali umane di qualità frutto di valori etici.

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Crisi di coscienze a Salerno

Questo periodo elettorale ha acceso le luci dei media nazionali su un personaggio molto discusso: Vincenzo De Luca. Ahimè, le ragioni non sono nobili.
Non so come i cittadini salernitani sentano e percepiscano tale dibattito che, da un lato non fa certamente bene all’immagine della cittadinanza ma, da un altro lato potrebbe far entrare un po’ di luce e speranza nelle coscienze addormentate di tanti apatici cittadini.
Salerno può essere vista, e non è la prima volta che accade nella sua storia, come esempio di declino morale e civico; forse più in basso di così non si potrebbe andare e pertanto come tutte le crisi, passato il periodo, si potrebbe costruire una solida struttura civica. Gettare tutte le colpe e cercare il capro espiatorio è il modo più infantile per non parlare del problema: assenza di etica e di educazione civica.

Tullio De Mauro, principe dei linguisti italiani, torna alla carica con una nuova edizione del suo libro “La cultura degli Italiani”. I suoi dati dicono che il 70% degli italiani è pressoché analfabeta o analfabeta di ritorno: fatica a comprendere testi, non legge niente, nemmeno i giornali. Per il sapere un 70% di somari `e una maggioranza deprimente; e per la politica costituisce un’asinocrazia travolgente e facile da travolgere.

Insomma, sembra che gli italiani non abbiano capacità di processare parole e concetti.

Il popolo italiano appese in pubblica piazza il corpo esamine di Benito Mussolini ma, la maggioranza fu fascista e sostenne il regime, il popolo gettò le monetine su Bettino Craxi ma, tutti sapevano dell’assenza di trasparenza nella gestione dei partiti e della cosa pubblica, Silvio Berlusconi è certamente indegno di rappresentare un Paese ma è stato eletto più di una volta. Facendo i paragoni dimensionali, per il numero di cittadini, a Salerno esiste lo stesso regime autoritario sostenuto da una volontà popolare e questo aspetto se indagato in fondo dimostra come in Italia non esiste alcuna democrazia rappresentativa ma solo comitati di affari che periodicamente si competono la poltrona della dittatura SpA. La democrazia, spesso lo dimentichiamo, è il governo del popolo ed il metodo democratico è quello che consente di scegliere le migliori idee e persone, in Italia non esiste nulla di tutto ciò. I cittadini non possono decidere direttamente ed i partiti non sono associazioni trasparenti. In Italia, periodicamente i cittadini si recano alle urne, anche con percentuali alte ma nessuno può scegliere i propri candidati all’interno dei partiti, essi votano persone che non conoscono e che rispondono alla volontà di altri soggetti, spesso SpA o comitati di affari che vogliono la legge ad hoc o la delibera ad hoc. Questo accade in Italia da sempre, mentre in altri Paesi magari i cittadini votanti saranno anche di meno ma, quelli attivi sono tanti e si fanno sentire attraverso strumenti di democrazia diretta. All’estero esiste una partecipazione al processo deliberativo più efficace e reale mentre in Italia i cittadini sono più ignoranti e disinformati sia sulla politica in generale e sia sui candidati circa i loro conflitti di interessi. All’estero esistono dibattiti politici pubblici sui poteri occulti mentre in Italia le persone non sanno neanche cosa sia la sovranità monetaria e cosa sia la massoneria. Molti, in tema di massoneria, i più “informati”  pensano alla loggia P2 e non sono capaci di andare oltre. Purtroppo, in Italia il consenso politico viene costruito con la televisione. La percentuale media di lettori italiani è molto bassa rispetto al resto d’Europa, poi a Salerno è drammatica. In un contesto del genere è sembrato ovvio e facile per un populista come De Luca e per chi lo sostiene aver creato un’apposita televisione che parlasse la lingua del potere e, lo ospitasse costantemente senza alcun contraddittorio per manipolare la percezione dell’opinione pubblica, tutto in perfetto stile come da propaganda nazi-fascista. In 15 anni e più l’impatto sui salernitani è evidente.

Le istituzioni salernitane: il Comune ed il Tribunale, sono state coinvolte in scandali che hanno avuto un  pesante impatto circa la loro credibilità in relazione ai principi costituzionali (Salerno fuori legge, feb 2006). Nel corso degli anni non ricordo un dibattito serio e genuino circa il fenomeno dell’apatia politica delle masse che interpretasse il distacco dalla vita politica come un serio declino democratico per la gestione della cosa pubblica anziché preferire di partecipare solo al rito sporadico del voto.
I cittadini non si rendono conto che non partecipando attivamente, non informandosi da fonti indipendenti dal potere, essi così facendo sono i primi nemici di se stessi. In un clima del genere, a Salerno, è possibile addomesticare facilmente qualsiasi gruppo di cittadini col sistema di sempre: voto di scambio. Il candidato promette un’assunzione in una SpA creata ad acta e famiglie intere si prodigano nella ricerca dei voti. In Italia funziona così.

Democrazia diretta e partecipativa, decrescita felice, sovranità monetaria sono argomenti sconosciuti alla maggioranza dei cittadini che non riescono ad immaginare una società diversa da questa e nonostante paghino tasse e servizi a caro prezzo non riescono a capire che il male della loro condizione siede nella loro ignoranza ed inciviltà.
I salernitani si lamentano per il costo esagerato dei parcheggi pubblici ma non fanno nulla, si lamentano perché la città è inquinata ma non fanno nulla, si lamentano del traffico ma non fanno nulla, si lamentano di essere poveri e circa la scarsa occupazione ma non fanno nulla. Potrei continuare. Il dissenso anche se legittimo raramente è accompagnato da discorsi ben strutturati, sostenuti da indagini e da proposte politiche alternative. Vi è una seria incapacità di cooperare e costruire una risposta politica genuina mettendo al centro gli interessi pubblici e non i soliti comitati di affari. Anche chi osteggia lo status quo di De Luca non sembra farlo per interessi condivisi e collettivi ma a sostegno di altri interessi non palesati. A Salerno manca la politica “dal basso”, dei cittadini e, gli stessi sembrano incapaci di organizzarsi. Non conosco le ragioni profonde dell’assenza di un attivismo civico che abbia la volontà di farsi ascoltare e comprendere e, che mostri un’alternativa ma, la realtà politica salernitana sembra essere un deserto dove qualsiasi potere nascosto ed autoritario può dirigersi per mete tranquille. Auspico di essere in errore.

E’ possibile che lo “sconfinamento” di De Luca possa far cadere le gabbie mentali dei salernitani poiché costretti a vedere il vero volto del loro guru per quello che egli rappresenta realmente: totale incompetenza, arroganza, ignoranza e cattiva fede nell’amministrare la cosa pubblica. A partire dalle clientele messe in opera nelle SpA che gestiscono i servizi pubblici locali, che sono un enorme spreco di danaro pubblico ricadente sulle bollette di tutti, la gestione dei rifiuti, il piano urbanistico ed altro ancora.

Xenofobia e razzismo esistono da sempre anche nel Sud, ma la manifestazione di questa grave forma di ignoranza non toccava i rappresentanti del popolo. Non c’era un Bossi o un Borghezio del Sud, per intenderci.
Il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca che qui vedete urlare nei confronti di un extracomunitario: i documenti caccia i documenti, consente di prendere una misura della sua arroganza e violenza. De Luca violento e forte con i deboli e silente col vero potere. La piazzata che è stata condivisa su youtube non è l’unica fatta ma solo una delle tante.
La tristezza e la miseria umana di questa persona è cosa di poco conto se sappiamo che egli stato sempre eletto quando si è candidato, perché come in ogni regime che si rispetti gode di un totale asservimento dei media locali che lo hanno aiutato e sostenuto nel far credere che il problema dei salernitani è rappresentato da alcuni ambulanti. La vera miseria umana è questa credenza.

Il Sindaco vigila l’operato della polizia giudiziaria (municipale) e esplica le funzione della stessa. L’ipotesi documentata dal video è di abuso di ufficio.

De Luca: … ma sono perché la magistratura non mi rompa le scatole quando decido di fare una variante urbanistica nel Consiglio comunale della mia città, è chiaro?!…

Per il momento, in questo Paese, esiste ancora la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura. I Consigli eletti sono sovrani e deliberano in ossequio alla Costituzione. I magistrati sono soggetti alla legge come tutti i cittadini italiani. I giudici, o meglio gli inquirenti (Pm) intervengono solo se c’è notizia di reato. Queste cose De Luca le conosce bene e quando alza la voce, come spesso accade, è per difendere interessi, nascondere qualcosa e manipolare l’opinione pubblica. Ormai, tutto ciò dovrebbe essere chiaro.