Capitalisti

Mi sembra di averlo scritto tante volte quanto e come la religione capitalista sia una credenza dannosa alla specie umana. Tutto l’Occidente è gravemente contagiato da questa credenza e il resto del mondo ne sta pagando le conseguenze sociali e ambientali.

Da circa trent’anni tale religione è cresciuta anche in Asia, ma soprattutto ha conseguito enormi successi per i suoi sacerdoti liberali. Nella nostra società è facile ascoltare slogan contro lo Stato, contro il pensiero socialista e comunista nonostante tali ideali non abbiano trovato alcuna affermazione in Italia, dal secondo dopo guerra in poi. Il Novecento è senza dubbio il secolo di Adam Smith. Oggi, le diseguaglianze sociali ed economiche sono fra le più grandi di sempre. Un grande successo dei liberali è proprio questo aspetto culturale e psicologico, far imprecare le menti deboli su argomenti inventati, carichi di pregiudizi e ignoranza; e mentre i poveri imprecano contro lo Stato, le imprese, grazie alle politiche liberali, possono aprire i propri stabilimenti nei luoghi dove non si pagano tasse. La messa in scena delle forze politiche indignate perché aumenta la disoccupazione in Italia, è solo una rappresentazione teatrale, poiché le leggi italiane suggeriscono agli imprenditori di fare profitto sfruttando i paradisi della religione liberale. Ad esempio, localizzarsi in Polonia dentro una Zona Economica Speciale (ZES).

Le ZES sono strumenti della globalizzazione neoliberista per l’accumulazione capitalista programmando l’agglomerazione di attività e funzioni. Tali Amministrazioni innescano la competitività fra territori e città regioni, e sono i motori del capitalismo. Le politiche neoliberiste dei territori e delle città urbane estese hanno conseguenze economiche e sociali, nel senso che aumentano le disuguaglianze fra i territori stessi e aumentano la povertà nelle periferie economiche.

Farnesina ZES Polonia
Pagine web della Farnesina per promuovere ZES in Polonia.

In Italia, gli attori politici recitano i propri sermoni con termini come crescita, competitività, riduzione della spesa pubblica per ridurre la disoccupazione (come se questa fosse la soluzione), mentre lo stesso Governo italiano spinge gli imprenditori privati nel localizzare le imprese nei territori con agevolazioni fiscali per aumentare i profitti, ma a danno della collettività poiché licenziano in Italia. Da molti anni il Governo italiano coordina, attrae e assiste le imprese verso le Zone Economiche Speciali. In sostanza i governi italiani usano la disuguaglianza di riconoscimento (diverso trattamento dei diritti dei lavoratori all’interno dell’euro zona) come strumento per far crescere i ricavi delle imprese sacrificando la dignità umana, grazie alla svalutazione salariale che è una forma di sfruttamento, di schiavitù, proprio come accadeva nella società feudale.

La diabolica classe politica europea, serva delle grandi imprese, propone di introdurre le ZES anche in Italia, per legalizzare la svalutazione salariale, cioè la schiavitù anche qui, e spostare nuovamente le imprese dall’Oriente verso l’Occidente in luoghi dove, o non si pagano le tasse o si versa un’aliquota forfettaria, e dove non ci sono diritti sindacali.

In Italia, da molti anni sono individuate forme analoghe alle ZES, e si chiamano Zone Franche Urbane (ZFU). Osservando la localizzazione delle ZFU, concentrare nel meridione d’Italia, non è un caso che questi spazi utilizzati dal liberalismo non sortiscano alcun effetto sulla riduzione del tasso di disoccupazione.

UE crescita economica per Regione
UE, crescita economica per Regione, fonte Eurostat.
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