Dittature moderne

dittatureParma, 14 giugno 2009. Campagna elettorale, ballottaggio per le elezioni provinciali. Discorso politico di Vincenzo Bernazzoli, presidente uscente e candidato, accompagnato da Debora Serracchiani, neo eletta al Parlamento europeo. Alla fine del comizio, Marco chiede se è possibile porre domande. La moderatrice risponde che i politici scesi dal palco potranno confrontarsi in separata sede poiché il comizio era volto al termine.
Bernazzoli si avvicina a Marco, il quale si presenta e pone le sue domande. Il Presidente uscente risponde solo alla prima domanda sulla gestione dei rifiuti poiché interviene un signore a distrarlo e portarselo via.

Leggete pure, con i nostri soldi la Provincia di Parma che tipo di propaganda compie.

Poi, Marco volge verso Serracchiani accerchiata dalle persone per firmare autografi, egli attende e nella folla pone una domanda sul Trattato di Lisbona. All’improvviso rispunta il signore di prima che aveva distratto Bernazzoli ed inizia una vera messa in scena. La neo eletta viene accerchiata da militanti del PD per portarla via, non comprendiamo la ragione, e inizia una sorta di inseguimento. Alcuni militanti spingono, e strattonano ed afferrano per le mani e le braccia Marco e Vincenzo per impedire loro di porre una semplice domanda alla dipendente pubblica Debora Serracchiani che nonostante la palese violazione di norme etiche, comportamentali e del codice civile acconsente al maltrattamento di due ragazzi che volevano porre una semplice domanda. A nulla sono avvalsi gli appelli alla Costituzione italiana, diverse persone hanno deciso di insultare, intimidire ed accerchiare quattro persone che civilmente hanno posto legittime domande ai loro dipendenti intervenuti in una pubblica piazza e per giunta in una campagna elettorale pronti a raccogliere voti e consensi. Lo spiacevole episodio ha messo in luce un’enorme crisi di coscienze e l’assenza di cultura democratica di parte degli intervenuti all’assemblea pubblica. In un Paese civile è normale porre domande a candidati politici e dipendenti pubblici. Siamo rimasti sconcertati ed atterriti per la reazione di una parte del pubblico “violento” ed addomesticato e, pronto a violare i diritti costituzionali. Una parte dell’elettorato del PD che, a questo punto non conosce le più elementari regole democratiche.

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