Usurai

Le parole sono importanti poiché sono legate ad idee e concetti utili a raccontare la realtà o a manipolarla a piacere dei potenti di turno.

La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda  tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.
Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi.
Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; durante la presidenza del Consiglio di Aldo Moro (1974-1976), fu stampata una carta moneta, 500 lire, di proprietà della Repubblica italiana, Moro fu assassinato nel maggio del 1978; JF Kennedy decise di stampare moneta pubblica (ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre ricchezza reale ai popoli.

Lo Stato ha l’obbligo costituzionale di creare moneta credito e di consentire ai cittadini di gestire i beni pubblici direttamente con forme di azionariato popolare diffuso. Il lucro per pochi contro il popolo è la forma di controllo più diffusa, cioè il sistema delle SpA e delle banche centrali private. La società di oggi è ri-feudalizzata senza i vantaggi dell’economia reale, poiché le macchine hanno sostituito gli uomini e l’informatica finanziaria controlla la globalizzazione, così come i falsari, grazie all’ingenuità dei bambini, rubavano denari alle famiglie.

Molte comunità stanno ripristinando la sovranità monetaria e stanno favorendo lo sviluppo umano tramite economie responsabili e l’uso razionale delle risorse. Solo la maggioranza degli italiani fa più fatica rispetto agli altri popoli poiché maggiormente psico-programmati al nichilismo e all’apatia politica. Alcuni esempi: “Red de Trueque Solidario” (RTS) in Argentina, il sistema LETS, il progetto SHARE (Self Help Association for a Regional Economy) nel Berkshire, il WIR in Svizzera, il Lewes e gli Stroud e Brixton pound etc. Inoltre il sistema di credito denominato JAK bank. In Italia troviamo l’esperimento virtuoso dell’Arcipelago Scec.

I cittadini hanno il dovere morale di immaginare nuovi modelli e sperimentarli.

 La figura dell’usuraio nella letteratura: Il pensiero della Chiesa, secondo cui l’usura era considerata un peccato, una colpa mortale, espressione degenerata di quel vizio capitale che è l’avarizia, ha sicuramente influenzato il giudizio comunemente sentito nei secoli secondo cui quella di chi avidamente raccoglie denaro, e ancor più chi presta a usura, è condotta disdicevole e l’usuraio, come ancor più dell’avaro, è additato al pubblico disprezzo.

«Lo scambio è un’azione sociale; il denaro è un meccanismo sociale; una misura pubblica del valore, l’unità del quale non è un moneta e neppure un biglietto, ma tutte le monete e i biglietti a corso legale all’interno di una nazione sommati insieme; il denaro, per essere equo, deve essere di quantità stabile; la stabilità può essere assicurata soltanto dalle regole e dall’autorità nazionale; se vuoi la prosperità devi aver fiducia che il governo nazionale conservi la Misura del Valore; se non ti fidi del governo, puoi certamente conservare la misura della moneta nelle tue tasche, ma non potrai guadagnare; e perseverare in questo stato di cose porterà altri, e probabilmente anche te stesso, alla rovina» (tratto da Alexander Del Mar, storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2009, pag. 136)

Cos’è l’espansione? E’ immettere forzatamente in circolazione una massa eccezionalmente grande di denaro, espandendola all’inflazione. Che cos’è la contrazione? E’ ridurre il volume del denaro, portandolo al di sotto della quantità abitualmente circolante.
Una misura di valore gonfiata è altrettanto ingiusta di una ridotta. Nessuna delle due è inevitabile, ma fino a quando una nazione si rifiuterà di regolare per legge il volume della sua valuta, la popolazione sarà sempre in pericolo di essere sottoposta all’una o all’altra di queste ingiuste misure del valore, quella gonfiata e quella ridotta. (tratto da Alexander Del Mar, storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2009, pag. 153)

(tratto da Storia d’Italia, Annali VI Economia naturale, economia monetaria, (a cura di) Ruggero Romano e Ugo Tucci, Giulio Einaudi editore, Torino 1983)

Premessa. Economia naturale, economia monetaria, economia creditizia sono formule introdotte nel dibattito storiografico da Bruno Hildebrand, e da allora gli storici ed economisti hanno dissertato e polemizzato a lungo sulla loro portata e sulla loro applicabilità all’uno o all’altro periodo storico. […] Fu Alfons Dopsch a fissare i termini del problema in un’opera del 1930 che ancora oggi ne costituisce un punto di riferimento obbligato. Egli definiva l’economia naturale come quella in cui «o lo scambio manca del tutto, e allora è economia pura, o le merci vengono barattate direttamente con merci (scambio in natura)»; e teneva in particolare a precisare che tale nozione andava distinta da quella di «economia domestica chiusa», formulata da Karl Bücher (1893) e anch’essa vivacemente contestata come estranea alla realtà storica. Non solo, ma bisognerebbe aggiungere, con Gino Luzzatto, che «sono appunto queste sopravvivenze di una economia di scambio in mezzo ad economie prevalentemente chiuse che preparano fin dal X secolo quella ancora lenta rinascita delle economie cittadine».

(Storia d’Italia, Premessa, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. XXIII)

Concretamente, nel contesto storico italiano, che cosa ha significato (che cosa significa ancora oggi) la compresenza della dimensione naturale di economia naturale ed economia monetaria? Sappiamo benissimo che l’Italia – da Bernardo Davanzati a Galiani, da Serra a Pompeo Neri, da Montanari a Gian Rinaldo Carli, passando per i Muratori, i Fabrini e gli Argelati – è stato paese fertilissimo delle monete. […] Da un magistrale lavoro del compianto Alfonso Silvestri apprendiamo che su 102 «obbligazioni» di mercanti alla fiera di Salerno del 1478, nove non erano stipulate in denaro. Riprendendo questi dati in un suo saggio, Armando Sapori argomenta: «Ultimo modo di pagamento era lo scambio di beni; non uso il termine baratto perché almeno nei casi che ho sott’occhio (cinque compravendite di diversa grandezza)  non si tratta mai di passaggio simultaneo dei beni stessi del compratore al venditore».

(Storia d’Italia, Monete e lotte sociali, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. 120)

Un vivace quadro delle categorie sociali nel comune è fornito dalle compagnie di Siena, Firenze, e di altre città evolute d’Italia, il cui sostentamento era rappresentato dai fondi monetari e dalle operazioni monetarie. Nei secoli XIII-XIV le compagnie della Toscana diventarono i nuclei principali dell’attività economica e della stratificazione sociale del comune. L’esercizio su scala europea delle operazioni monetarie dei banchieri-usurai di Siena, Piacenza, Asti, Pistoia, Firenze, le somme dei prestiti e dei giri d’affari che raggiungevano diversi milioni di fiorini d’oro, erano testimoni non soltanto dell’ampiezza delle operazioni che superavano di molto la cornice dei bilanci di comuni ordinari, ma anche della loro nuova specificità sociale. Nell’ambiente dell’Europa feudale e dell’Italia, pure feudale nel suo insieme, i capi di queste compagnie e i loro membri dirigenti più ricchi, di regola parenti o rappresentanti di famiglie imparentate o amiche dei capi della compagnia, non erano certo i Rothschild del medioevo, ma per il proprio tempo ne svolgevano il ruolo.

(Storia d’Italia, Il ritorno della coniazione locale e la ripresa dell’influenza occidentale seconda metà del secolo XI, Le zecche di Salerno e di Amalfi, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. 204)

Nel 1056, alcuni testi salernitani menzionarono per la prima volta un tarì coniato nella città. Seguono, regolarmente, menzioni simili, fino agli ultimi atti del Codex Diplomaticus Cavensis. E’ il principe Gisulfo II (1052-77) a rimettere attività la zecca di Salerno, chiusa all’inizio secolo X; e il suo esempio viene seguito da Roberto il Guiscardo, il quale si impadronisce della città nel 1077. Questa nuovo officina, oltre al tarì, conia dei folles. I tarì di buona qualità, imitano quelli di al-Mu’izz. Alcuni folles di Gisulfo II sono di tipo occidentale e si ispirano alle monete dell’arcivescovo Anno di Colonia (1056-75) che rappresentano le mura di una città; sono presenti anche i modelli bizantini.

Fonte Zeitgeist addendum: […] nel 1969 ci fu una causa nel tribunale del Minnesota che coinvolse un uomo, Jerome Daly, che fece opposizione al rifiuto della cancellazione dell’ipoteca sulla sua casa da parte della banca che gli aveva concesso il mutuo per comprarla. La sua difesa verteva sul fatto che il contratto di mutuo richiedeva da ambo le parti, cioè da lui e la banca, l’uso di proprietà legittime per lo scambio. Giuridicamente questa viene chiamata la ‘causale’ del contratto [CAUSALE: elemento fondamentale che si fonda sullo scambio di una prestazione di una parte in cambio di un corri spetto dall’altra.] Il signor Daly, spiegò che il danaro non era in realtà di proprietà della banca, in quanto era stato creato dal nulla nel momento in cui il contratto venne sottoscritto. Ricordate cosa diceva “Il funzionamento moderno della moneta” sui prestiti? Quello che fanno quando concedono un prestito è di accettare della cambiali in cambio del credito concesso. Le riserve non vengono modificate direttamente dalle operazioni di prestito. Ma i prestiti che vengono depositati incrementano l’ammontare dei depositi bancari. In altre parole, il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”. Nel prosieguo del processo il Presidente della banca, il sig. Morgan si presentò al banco dei testimoni e dalle memorie personali di un giudice egli ricordò che Plaintiff (un presidente della banca) ammise che, congiuntamente con la FED, aveva creato denaro e il credito dei suoi impieghi attraverso un’iscrizione contabile; cioè che il denaro e il credito iniziarono ad esistere nel momento in cui loro li avevano creati. Il sig. Morgan ammise che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati Uniti che gli dava il diritto di farlo. Per legge deve esistere una forma di corrispettivo legittima che viene offerta in pagamento a sostegno della banconota.

Finanza pubblica: tecniche di oppressione: In buona sostanza tutte queste norme, leggi e procedure di finanza pubblica vanno nella direzione opposta indicata dalla Costituzione e cioè obbligare gli Enti pubblici ad usare una moneta privata ed aumentarne la crescita nel suo utilizzo anche con mezzi tecnici finanziari incomprensibili ai più.

Oggi la percezione dell’usuraio è talmente mutata che i media e soprattutto i partiti elevano l’immagine dei banchieri manipolando la realtà dei fatti su documentati. I banchieri governano la politica (Banche centrali) attraverso lo strumento usuraio del moltiplicatore monetario, piccola formula matematica, che  regola la domanda ed offerta di moneta nel sistema a riserva frazionaria usato da tutte le banche commerciali. Mentre i cittadini perdono anche la vita lavorando, altri seduti dietro un computer digitano cifre e creano “ricchezza” dal nulla. In questo periodo di crisi innescata dai banchieri circolano parole tossiche come “finanza etica o solidale”, ma tutto ciò è altrettanto paradossale ed ingannevole come il sistema finanziario inventato ad hoc per creare disuguaglianze sociali e concentrare “ricchezze” nelle mani dell’élite, come può esserci giustizia in un sistema truffaldino? Per definizione, all’interno di regole non etiche, scritte e controllate dalle banche centrali non potrà mai esserci nessuna banca etica. Solo ripristinando la giustizia cioè la sovranità monetaria potranno esserci regole etiche e quindi istituti di credito giusti poiché sotto il controllo e la gestione diretta dello Stato, dei cittadini e non più di SpA. La moneta deve tornare ad esser vista per quello che è: un mezzo e non il fine, per cui il concetto di utilità sociale è in netto contrasto l’idea di banca SpA, con la reale natura di una banca (tipografia). La manipolazione dei banchieri è stata attua nel tempo infiltrando le università per propagandare concetti finanziari che nulla hanno a che vedere con l’economia. Oggi le persone credono alla favola che le banche SpA e le borse siano cose utili dove si crea ricchezza. Siamo l’unica specie sulla Terra che usa pezzi di carta stampati dal nulla in cambio di cibo o di un riparo, siamo essenzialmente ridicoli.

Il linguaggio dei politici è volto solo a mascherare la radice del problema con proposte inconcludenti e fuorvianti. Qualunque cittadino, con un po’ pazienza, ricerca del significato delle parole e lettura di testi indipendenti arriva a cogliere l’aspetto più immorale e degenerato della crisi economica figlia dell’usurpazione della sovranità monetaria. E’ a questo punto che cresce l’indignazione poiché svela l’essenza del teatrino politico che va in scena sui media nazionali. Non esiste né destra e né sinistra ma una pletora di attori, anche penosi, che hanno la stessa idea di società degenerata basata sul nichilismo, sull’avidità e sulla crescita per la crescita e, gli attori politici si passano il testimone (alternanza delle maggioranze) col fine di approvare leggi indicate dalle SpA loro amiche.

Come dicono in molti ormai, gli attori politici non discutono più di tutelare i diritti umani o di allargarne il bacino ma, al contrario, discutono solo della percentuale di riduzione di tali diritti. L’emissione di moneta è stata consegnata ai privati e si discute solo su come gestirla, l’acqua è stata rubata ai popoli e si discute su come gestirla. Gli attori politici non discutono per niente dell’usurpazione dei diritti naturali e non rappresentano gli interessi pubblici ma quelli esclusivi di chi li ha corrotti.

Nel frattempo il “potere invisibile” va avanti: Il primo presidente della Ue, Herman Van Rompuy, ha dichiarato: “Il 2009 è anche il primo anno di governo globale, con la creazione del G20 nel bel mezzo della crisi finanziaria globale. La Conferenza sul Clima di Copenaghen sarà un altro passo avanti verso il governo globale del nostro pianeta“.

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato! Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

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Banchieri contro l’umanità

Fonte: Jennifer Millmann NBC: Hundreds of people trying to save their homes from foreclosure flocked to Connecticut’s wealthy Gold Coast this weekend to give financial kingpins a piece of their mind.  Stamford sits in the midst of one of the nation’s wealthiest areas, and among the regions particularly hard-hit by the housing market collapse. Nearby Greenwich and other suburbs are home to many of Wall Street’s wealthiest executives and financial managers. Homeowners are fed up – and many are frustrated that those who lead the companies that gave them their subprime mortgages live in luxury while they struggle so hard to meet their loan payments and not fall behind.

Fonte: traduzione di Debora Billi in crisisblogosfere:  Migliaia di persone sbattute fuori di casa o in procinto di, a causa della crisi dei mutui. Sentono parlare di bailout, salvataggi di banche, superstipendi di managers. A un certo punto si stufano. E cosa fanno? Si riversano in massa nelle zone di lusso e vanno a piantare un casino davanti alle ville degli amministratori delegati, dei finanzieri di Wall Street, dei banchieri. Succede nel Connecticut, e l’articolo di NCBC titola proprio “Torce e forconi”. Per il momento i cittadini esasperati si sono limitati a brandire cartelli, ma non è detto che in futuro non passino appunto ad altri e più consistenti utensili. 

In questo regime socio-politico, privo di una vera democrazia, si possono leggere pesanti affermazioni che rafforzano le logiche del massimo profitto contro i più elementari diritti umani.

Infatti dal giornale degli industriali, ilsole24ore, si legge: Le spinte protezionistiche «tendono a intensificarsi» a livello globale sebbene «ad oggi non si rilevino evidenze importanti di un aumento delle misure concrete». Lo afferma la Bce nel suo bollettino mensile. «Il sostegno alla globalizzazione – sostiene l’Eurotower – si indebolisce in diverse regioni del mondo. Un fenomeno prevedibile, dal momento che le spinte protezionistiche tendono a rafforzarsi nei momenti di tensione economica e finanziaria». È importante tuttavia «arginare le richieste di misure» di questo tipo perché la Storia insegna che «l’impatto del protezionismo sulla crescita e sul benessere delle persone è sostanzialmente negativo».

Tali affermazioni sono ovviamente di parte, non hanno alcun significato per i cittadini che vivono nell’economia reale se non, appunto per i banchieri che tutelano esclusivamente i loro interessi. E’ del tutto oltraggioso per la dignità umana lasciar il reale potere, insito nel batter moneta nell’attuale sistema monetario che misura la ricchezza anche col PIL, alle banche centrali controllate da società private SpA usurpando il diritto dei popoli. o-banca-o-vitaGli organi che controllano il sistema monetario accentrando questo enorme potere, dittatura, nelle mani di persone non elette dai popoli, si chiamano Banca dei regolamenti internazionali (BIS) [Banca d’Italia membro della BIS, Mario Draghi], Banca Mondiale (BM) [Robert Zoellick] e Fondo Monetario Internazionale (FMI) [Dominique Strauss-Khan]. Questi enti controllano le banche centrali, Federal Reserve (FED) e Banca Centrale europea (BCE) [Jean-Claude Trichet], e prestano danaro privato ai popoli caricandolo di interessi illegittimi. Si tratta di persone i cui volti quasi nessuno vedrà nei telegiornali, se non raramente, e nessuno farà caso alle scelte di questi personaggi che in realtà hanno il reale potere di controllare le vite dei popoli e, non i Governi o i parlamenti come ci lasciano credere; sempre se accettiamo questo sistema monetario e, purtroppo esso è ancora accettato da tutti i partiti presenti sia nel parlamento europeo che italiano. euflazioneFino a quando esisterà una moneta debito privata creata dal nulla non ci sarà alcuna democrazia rappresentativa, ma si tratta solo di un teatro per far credere alle persone di contare qualcosa quando ogni tanto firmano un contratto in bianco, alla cieca, partecipando alle elezioni politiche. In realtà, in un vera democrazia i popoli, anche attraverso gli strumenti di democrazia diretta, hanno maggiori poteri di controllo sul mandato elettorale e sugli eletti e, hanno il diritto di elaborare proposte di legge per gli Enti istituzionali. Nel mondo ci sono molti esempi di pratiche democratiche vere, ma quasi mai il potere invisibile consente di incidere sulla moneta, e questo accade soprattutto per l’assenza di consapevolezza collettiva sul rapporto società-moneta. Solo una piccola percentuale di cittadini ha la reale percezione del sistema monetario. Ci si lamenta, giustamente, dell’esistenza delle guerre e dell’ingiustizia sociale? Quale crimine più grande al mondo se non quello di accentrare il potere monetario nelle mani di poche persone non rappresentative del popolo, ma solo di se stessi e di società di profitto (banche, corporations)? I partiti parlano di democrazia? Ma di cosa parlano? I rappresentati eletti sono “liberi” di decidere come spendere moneta debito privata e di tassare i popoli per ripagare gli illegittimi interessi figli dell’inganno creato dal sistema bancario che produce moneta dal nulla per mezzo del sistema a ‘riserva frazionaria’. Tale sistema è stato  creato per consentire ai banchieri di inventare una ricchezza che non esiste, l’economia stessa è immaginazione dell’uomo, essa non ha nulla a che fare con la natura e con la Terra. L’economia è il metodo più scorretto per rubare risorse alla natura recando danni irreversibili alle specie viventi, ma la contraddizione è che l’uomo è parte della natura. Avete mai visto una pianta usare una moneta per alimentarsi? Perché l’uomo, parte della natura come le piante, usa una moneta? Economisti e  banchieri hanno inventato un paradosso, cioè il sistema del debito pubblico, ed hanno avuto successo perché i politici, ovviamente corrotti, hanno taciuto; i media, controllati direttamente o indirettamente da banche e corporations, hanno taciuto; la maggioranza gli economisti  ha taciuto. Come qualsiasi associazione per delinquere il loro successo è basato sul segreto, sulla menzogna e sulla manipolazione. Tutte queste persone producono ricchezza dal nulla ed i loro fedeli non devono lavorare per garantirsi merci, beni e servizi. Tutto il resto del mondo deve lavorare almeno 8 ore al giorno per mettere il piatto a tavola.

Ma la cosa più assurda fra tutte, e la maggioranza degli italiani ignora, non bisogna fare nessuna rivoluzione, nessuno sforzo. E’ sufficiente applicare la nostra Costituzione (art. 1 e 47). Noi italiani non abbiamo alcun debito pubblico poiché il presunto “debito” è frutto di un’usurpazione che viola i nostri principi costituzionali. Nessuno può prestare un pezzo di carta di proprietà privato ad uno Stato sovrano e caricarlo di interessi. E gli stessi, tanto meno possono essere saldati con gli stessi pezzi di carta (paradosso). Dal punto di vista dell’etica, le tasse possono essere accettate  solo per pagare i servizi pubblici. La pesante ed oltraggiosa contraddizione è che questo presunto debito pubblico vincola tutte le deliberazioni politiche. Si dice: per impedire l’inflazione, ma è una bugia figlia dell’ignoranza o della mala fede, poiché il sistema bancario a ‘riserva frazionaria’ è intrinsecamente inflazionistico. Cioè ci sarà sempre inflazione se si consente alle banche commerciali private di creare moneta dal nulla, ovunque e sempre. Invece, in un sistema senza una banca centrale privata, è possibile stampare moneta in maniera proporzionata alla produzione di merci, beni e servizi immateriali, cioè evitando l’inflazione della moneta stessa.

Fatto l’inganno approvata la legge (art. 105/A Trattato di Maastricht)

Fonte Zeitgeist addendum: La società oggi è composta da una serie di istituzioni. Dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche, a quelle religiose. Fino alle istituzioni delle classi sociali, dei valori familiari e della specializzazione professionale. E’ ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali in cui siamo nati, diretti e condizionati…non sembra esser alcun sistema dato per scontato, e così poco compreso, come quello monetario. Dopo aver raggiunto proporzioni quasi religiose, le istituzioni monetarie riconosciute esistono come una sorta di dogma, fra i più forti mai esistiti. Come viene creato il danaro, le politiche che vengono perseguite e quali sono i veri effetti sulla società, sono però argomenti trascurati dalla maggior parte della popolazione. In un mondo in cui l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza planetaria, in un mondo in cui 34.000 mila bambini muoiono ogni giorno per povertà e malattie che si possono prevenire, e dove il 50% della popolazione mondiale vive con meno di 2 dollari al giorno… una cosa è chiara: c’è qualcosa di profondamente sbagliato. E consapevoli o no, il sangue che da vita a tutte le nostre istituzioni, e quindi alla nostra società stessa, è il danaro. Quindi comprendere le istituzioni del sistema monetario è fondamentale per comprendere perché il nostro stile di vita è così. Sfortunatamente, l’economia è spesso considerata caotica e noiosa. E lo scorrere di notizie in gergo economico, insieme a grafici e calcoli matematici che spaventano, è un ottimo deterrente per il suo studio. Comunque, la realtà è che: la complessità associata con il sistema finanziario è soltanto una maschera progettata per nascondere uno dei meccanismi socialmente più paralizzanti che l’umanità abbia mai introdotto.

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