Questa crescita è distruttiva.

Prima di ripetere cose scontate mi preme invitare giornalisti e politici che citano la “decrescita felice” di leggersi i testi che parlano dell’argomento per evitare loro figuracce. Prima di tutto, mai nessuno del Movimento per la Decrescita Felice (MDF) compie rinunce anzi è vero il contrario, cittadini che sperimentano ed accedono a nuove conoscenze utili alla crescita spirituale e materiale privilegiando la produzione di beni e la riduzione di merci inutili. Partiamo da un presupposto, i testi editi proprio dalle “edizioni per la decrescita felice” divulgano molte proposte che migliorano la qualità della vita dei cittadini, parlano di stili di vita, di tecnologie e di politiche. Non si tratta di idee innovative o nuove, ma di una filosofia politica ampiamente conosciuta poiché nasce dal concetto di “bioeconomia“, un concetto persino scontato dato che invita tutti a tener conto degli effetti negativi dell’entropia, principio fisico che si studia a scuola. Fu Aristotele a suggerire la distinzione fra economia e crematistica per spiegare come un’economia reale dovrebbe avere il fine ultimo la fabbricazione e lo scambio di beni utili agli individui ed alla società. Sappiamo bene che la televisione, la pubblicità, l’obsolescenza pianificata e la creazione del danaro dal nulla hanno come fine la soddisfazione dell’avidità di pochi. Gli ultimi trenta, quarant’anni sono stati caratterizzati dal nichilismo che mostra una società consumistica compulsiva spinta dall’industria finanziaria (bancaria) del fare senza scopo, comportamento ripetitivo inumano. Tutta l’economia classica ignora le leggi della fisica, e pertanto sembra persino banale mostrare come il pensiero politico occidentale delle rivoluzioni industriali abbia recato danni ambientali ampiamente prevedibili, e come sia del tutto scontato cambiare questo paradigma per tutelare i diritti degli individui poiché l’unica alternativa alla stupidità è la ragionevolezza, prerogativa degli esseri umani, cosi sembra. L’aumento dell’inquinamento industriale produce la morte per le specie viventi, col rischio di estinguere la nostra specie, mentre la Terra continuerà la propria evoluzione anche senza l’uomo. Prima delle rivoluzioni industriali l’impatto dell’uomo era commisurato alla capacità rigenerativa degli ecosistemi e la maggioranza delle attività antropiche usava energie rinnovabili, poi vennero le scoperte dei motori a combustione e l’opportunità di sfruttare questa energia nei settori industriali, e poi l’invenzione dell’automobile. Nikola Tesla mostrò nuove opportunità di sviluppo (corrente alternata, elettromagnetismo, trasmissione energia senza fili, etc.) con la diffusione di tecnologie intelligenti, ma le scoperte più interessanti furono scartate poiché avrebbero sostituito l’economia del petrol-dollaro, oggi quei brevetti sono serviti come spunto per altre tecnologie figlie delle sue intuizioni, mentre il “picco del petrolio” mostra la via inevitabile di un cambio epocale, ed apre le porte a scelte migliori e più sostenibili. La decrescita felice non è un obiettivo, ma l’inizio di un cambio di paradigma per approdare all’epoca della prosperanza, un’epoca dell’abbondanza frugale, non si tratta di un’opinione individuale, ma di una valutazione del periodo che stiamo vivendo, non si tratta di rinunciare a qualcosa, ma di vedere opportunità tenute nascoste dal potere invisibile. Oggi esistono tutte le tecnologie di cui gli esseri umani hanno realmente bisogno: auto produrre energia con fonti alternative, cibo (sovranità alimentare), mobilità intelligente, accesso alle conoscenze, abitazioni comfortevoli, tutto questo è possibile se la politica, se la polis intende prendersi lo spazio democratico che oggi non ha.

Fino ad oggi la tecnica brevettata (copyright e royalties), la tecnologia, è stata lo strumento per aumentare la produttività (impiego dei robot) e massimizzare i profitti degli azionisti grazie alla delocalizzazione industriale (sfruttamento di manodopera a basso costo ed “esternalizzazioni”), e l’invenzione di algoritmi matematici finanziari per scommettere sul destino delle Nazioni. Anche l’aumento della disoccupazione figlia dell’impiego dell’innovazione tecnologica era stata annunciata (Rifkin, la fine del lavoro). La tecnica delle regole bancarie è servita a produrre ricchezza dal nulla, usarla come un arma contro i popoli (economia del debito). Bisogna cancellare royalties e copyright e rifondare le istituzioni. Dal tempo dei greci sino al medioevo i popoli erano molto più liberi, l’invenzione delle banche, la televisione e l’uso odierno dell’informatica non hanno reso le persone più libere, oggi siamo ad un bivio: possiamo leggere la storia e capire gli errori del passato, ammettere la regressione mentale che stiamo subendo e ripartire svegliando le coscienze addormentate.

La quantità di energia che arriva ogni secondo sulla Terra è uguale al prodotto della costante solare per l’area di un disco che ha raggio eguale a quello della Terra (6370 km = 6,37×106m): 1350W/m2π(6,37×106 m)2 =170×109 MW. La potenza solare intercettata dalla Terra è 170 miliardi di megawatt. Energia per tutti, è tutta gratis. Abbiamo le conoscenze per usare al meglio questa energia, e dare lavoro in tanti ambiti ignorati e denigrati: conservazione dei beni culturali, rischio sismico, tutela del territorio etc. Tutte le specie viventi grazie a questo dono hanno un’esistenza normale senza la stupida invenzione dell’economia del debito, senza il fiscal compact o del patto di stabilità ribattezzato di stupidità, tutte idiozie create ad hoc dall’élite per schiavizzare i popoli. Anziché inventarsi l’immorale obbligo del pareggio di bilancio le istituzioni dovrebbero misurare l’uso razionale delle risorse, poiché la vita degli individui dipende solo da quello: dagli ecosistemi e dalla fotosintesi clorofilliana. La domanda non è quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? Fisica, chimica e biologia si insegnano nei Licei, cioè le conosce di base per una vita sana, semplice e razionale, sono ampiamente divulgate nei programmi di base. Le scelte politiche dei nostri dipendenti pagati con le nostre tasse non sono minimamente condizionate dalle conoscenze biologiche, anzi dicasteri dell’ambiente e dell’agricoltura sono senza “portafogli”, un dicastero della bioeconomia neanche ad immaginarselo. E questi giornalisti continuano a porsi domande demenziali: “a cosa serve la “decrescita felice”? C’è la disoccupazione in aumento figuriamoci la decrescita felice.”

Per essere maggiormente chiari possiamo lavorare 4, 5 ore al giorno (la domenica nessuno dovrebbe lavorare), ricevere un salario ugualmente dignitoso e trascorre ore coi nostri figli, perché il nostro scopo non è produrre merci inutili, ma raggiungere il benessere che non coincide con la massimizzazione dei profitti altrui, ma col nostro stato psicofisico e la qualità delle relazioni. Se viviamo in una città inquinata dai gas di scarico di auto e industrie figuriamoci cosa possiamo aspettarci, giusto? Come si concilia un salario di €2000/€2500 netti con 4 ore di lavoro? Si concilia, dipende solo dalla nostra volontà politica e dal proporre un cambio radicale. E’ sufficiente ricordare che negli anni ’60 fino agli anni ’80 le nostre famiglie erano prevalentemente monoreddito potendo accedere alla casa e fare un’esistenza più dignitosa di quella odierna. Non si tratta di tornare al capitalismo degli anni ’60-’80, ma di riconoscere che possiamo transitare ad un nuovo sistema che privilegia il fare bene rispetto al fare senza fine (vendere, vendere, vendere), e soprattutto in questo periodo fare meno e meglio (l’opposto dell’obsolescenza pianificata). Si tratta di un modello evolutivo – virtuoso – che rispetta le leggi della fisica e offre nuove opportunità di impieghi utili.

I danni di questa crescita infinita furono ampiamente preconizzati, oggi abbiamo l’opportunità di vedere questa crisi con maggiore consapevolezza e uscire da questa gabbia mentale invisibile creata da un’élite degenerata che ha saputo negarci un futuro sostenibile ponendo seri rischi sulle future generazioni. Possiamo riprenderci il nostro destino, se lo vogliamo!

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Notizie positive, i consumi calano

Una persona in sovrappeso o grassa che compie un digiuno volontario fa una scelta positiva. Una persona magra che “digiuna” perché non ha cibo non compie una scelta e vive in miseria. Bhé, lo stile di vita degli italiani rientra nel primo esempio e per tanto dobbiamo metterci “a dieta” volontariamente scegliendo bene cosa mangiare per avere una qualità di vita migliore.

Il fatto che nel 2012 siano calati i consumi è da prendere come notizia positiva. E la crisi è un’opportuna per cambiare paradigma culturale rivedendo radicalmente i nostri stili di vita per aumentare la qualità della nostra vita. Spicca il dato positivo della riduzione dei rifiuti.

Com’è noto il pensiero di Confindustria è obsoleto e mira unicamente a massimizzare i profitti contrapponendosi agli interessi dei cittadini consumatori. Il cittadino intende risparmiare (cancellare sprechi) e magari autoprodurre l’energia di cui ha bisogno, mentre le SpA mirano a conservare gli oligopoli e il mainstream usa una comunicazione utile alle SpA.

Ridurre i consumi fa calare il PIL, com’è ovvio che sia. Ma se la riduzione del PIL dell’energia è legata alla cancellazione degli sprechi? Migliora o peggiora la qualità della vita? E se dopo la cancellazione degli sprechi l’energia necessaria fosse autoprodotta dai cittadini con fonti alternative? Migliora o peggiora la qualità della vita?

Poveri? Ma che, ricchi, anzi ricchissimi ….

Sono stato a Milano presso la fiera di “Fai la cosa giusta”, conoscevo questo evento di nome. Ho girato per gli stand dove si promuovevano prodotti biologici, applicazioni di buon senso e stili di vita coincidenti con la filosofia della decrescita felice. C’erano numerosi produttori di formaggi, salumi, pane, ortaggi, case editrici, alcune tecnologie utili, associazioni, comitati, gruppi di acquisto solidale etc.

Un amico ha voluto “intervistarmi”con la sua videocamera. Mi è parso naturale rispondergli così: i meridionali sono ricchi, anzi ricchissimi ma non lo sanno. E’ normale che nella città  dello spreco, quale Milano è, nasca una Fiera dell’ovvio, è normale perché le buone intenzioni di “Fai la cosa giusta” non sono altro che la tradizione culturale italiana ancora radicata nelle province di Salerno, Avellino, Matera, Potenza, Crotone, Lecce, Taranto, Cagliari, Nuoro, Siracusa, Trapani, Teramo, Campobasso, Macerata, Bari.

Evidenzio che le province sono ricche e non i capoluoghi perché è nei territori contadini che vive questa formidabile ricchezza composta da piccoli borghi sostenibili, per definizione, che resistono con difficoltà al pensiero dominante – progressismo, crescita infinita – diffuso cinicamente da Milano e Roma attraverso l’inutile televisione.

I Sindaci dei piccoli comuni dovrebbero visitare “Fai la cosa giusta” e sorridere di fronte agli stand che gli vendono l’ovvio e la loro tradizione, i Consiglieri ed i cittadini di questi piccoli centri dovrebbero sapere che la “Milano da bere” invidia i loro luoghi, la loro natura e i loro stili di vita, perché i “nordici” hanno tanta voglia di normalità e di buon senso, hanno voglia di quella vita delle nostre tradizioni contadine e di famiglie unite dall’amore per la terra. Il problema è d’identità: chi siamo e dove stiamo. Il lusso e la moneta non creano identità ma distruggono gli esseri umani. Ovvio? Allora perché le comunità non esistono più? Perché i cittadini votano coalizioni politiche che perseguono il dogma religioso della crescita infinità? Perché i cittadini non risvegliano le proprie coscienze e perché non partecipano direttamente alle politiche locali?

Bisogna avvisare i cittadini dei piccoli centri che lo sviluppo propagandato nelle scuole e nelle università, competitività e crescita, sono solo cattive parole e che non bisogna copiare i pessimi esempi finanziari dei capoluoghi di provincia che stanno rubando il bene comune per donarlo alle SpA.

Impedite che l’idea progressista entri nelle nostre menti perché ci sveglieremo nell’incubo nichilista di molti lombardi e piemontesi.

Se vogliamo crescere veramente, allora iniziamo a condividere le esperienze di buon senso in corso d’opera nei piccoli comuni italiani da Sud a Nord, ognuno con la propria creatività e vitalità perché la vera ricchezza è nella biodiversità, anche politica, a tutela del bene comune.

Compra!!!

Dove ci stanno portando? In che modo ci hanno reso così schiavi ed automi? Vi sembrano parole forti: schiavitù ed apatia politica? Eppure noi non siamo né cittadini e né civili poiché non siamo stati capaci di opporre resistenza al regime dell’avidità psicoprogrammata, e non siamo stati capaci, finora, di progettare un mondo diverso da quello che stiamo subendo. Eppure il potere dell’élite si basa “solo” sul potere psicologico che esercita su di noi attraverso lo strumento della moneta debito e del lavoro (schiavitù).

Allora, ripeto la domanda: in che modo ci hanno reso così schiavi ed automi? Sono certo che ognuno di noi saprebbe dare una risposta, una sua verità.

E sono certo che alcuni di voi stanno pensando: molti non sanno di esser schiavi poiché credono di essere felici acquistando l’auto nuova, o andando in vacanza al mare, poi col trascorrere degli anni, chiusi nella propria stanza si guardano intorno e lasciano montare un senso di insoddisfazione, di noia, ed a volte di paranoia. Ora si avvicina il periodo natalizio e le famiglie affogheranno i bisogni insoddisfatti nell’acquisto compulsivo di merce inutile, a volte tossica, per riempire un senso di vuoto che tornerà il giorno dopo la fine delle vacanze. Che dire, siamo praticamente psico-programmati dall’ambiente, inteso come società, stili di vita, amicizie, lavoro, amori e soprattutto circondati da ordini e direttive comportamentali indotte dalla comunicazione commerciale dei media. La tristezza è che molti si accorgono di questi messaggi sempre meno subliminali ma non fanno proprio nulla per cambiare stile di vita.
Le SpA da decenni fanno uso di tecniche di programmazione neuro linguistica per vendere le loro merci, oggi, soprattutto attraverso la televisione. Edward Louis Bernays nipote di Freud fu il primo spin doctor ad usare le teorie dello zio per manipolare le masse.
I bambini diversamente dagli adulti non hanno ancora sviluppato la capacità di discernere il bene dal male, ciò che utile dall’inutile.  E’ noto che le SpA pagano ingenti consulenze a psichiatri e psicologi per studiare metodi sempre più persuasivi col fine di “entrare nella testa” dei bambini che a loro volta “costringeranno” i loro genitori a comprare quel prodotto grazie a piccoli “traumi” indotti. Eppure il codice penale parla chiaro: Circonvenzione di persone incapaci : La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall’art.643 del codice penale. Consiste nell’abusare dei bisogni, passioni o dell’inesperienza di persona minore o in stato d’infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto. Completa la fattispecie la circostanza per cui la condotta dell’incapace deve consistere in un atto dannoso per sé o per altri. Il reo è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire quattrocentomila a quattro milioni. Procedibilità d’ufficio, perseguibile dal Tribunale Monocratico.

Le tecniche di PNL sono sconosciute ai popoli ma ampiamente usate nel campo politico ed istruttivo. Le usano i Governi, le SpA ed i docenti universitari e purtroppo non per aiutare le persone ma per schiavizzarle. I cittadini informati si liberano “facilmente” delle “gabbie mentali”: costruite ad arte per impedire uno sviluppo libero ed autonomo delle persone, soprattutto per impedire una libera capacità di critica utile a discernere il vero del falso e compiere scelte consapevoli.