Cortocircuito e bioeconomia.

Politicanti e politicastri al potere sono lo specchio di una società in decadenza. Sin dal mondo classico è noto che la conduzione della cosa pubblica dovesse essere affidata a persone degne, virtuose, altruiste e capaci di scelte giuste, poiché sin dalla nascita della società umana il bene comune, proprio perché pubblico cioè di tutti, dovesse essere tutelato da chi usa il potere per il tornaconto personale a danno degli altri. Nel corso dei secoli, la nostra specie ha inventato di tutto, il denaro, il concetto stesso di istituzione, e le forme di governo. Il numero della popolazione mondiale è davvero impressionante, e nonostante la stupidità della religione capitalista che sta distruggendo il territorio che ci da vita, per il momento la nostra specie non si è ancora estinta, anche se gli indizi fanno intuire quale sarà la nostra fine. Tale premessa dovrebbe far riflettere sulle capacità della nostra specie poiché anziché evolverci, stiamo regredendo, ma forse sarebbe più corretto ammettere che siamo già regrediti al periodo feudale, poiché sembra che i nostri rapporti personali sono determinati più dal vassallaggio e dal mercantilismo piuttosto che da valori morali.

L’invenzione giuridica di denaro e istituzioni prima, e l’affermarsi delle teorie neoliberali poi, determinano l’utilizzo del territorio che ci da vita. Spesso semplifichiamo usando il termine politica, e spesso viene usato male nei cosiddetti media, attribuendo le colpe della nostra decadenza alla politica, dimenticandosi che è solo un concetto astratto, mentre siamo certi che a distruggere l’ambiente o negare diritti alle persone sono determinate imprese e le scelte delle istituzioni controllate dai politici. Una domanda legittima è cos’è l’establishment? Sono le imprese e i politici che perseguono la religione neoliberale.

Il cortocircuito della decadenza è nella nostra ignoranza che può favorire scelte stupide contrarie all’interesse dei più deboli e bisognosi. Probabilmente, il danno più grande causato dalla religione capitalista, attraverso l’uso delle tecnologie moderne come la televisione e internet, è l’aver realizzato una regressione culturale della nostra specie, arrivando a incidere nelle capacità cognitive delle persone. Secondo le ricerche di De Mauro, molti individui non riescono a comprendere i discorsi dei politici, mentre secondo le neuroscienze, le scelte delle persone sono condizionate dalle nostre emozioni. La pubblicità e i politici lo sanno bene, e la comunicazione si concentra sviluppando retorica e demagogia, cioè i populismi che stanno emergendo in tutto l’Occidente. Socrate disse di stare attenti ai sofisti, poiché il linguaggio e la retorica non indagavano la verità ma utilizzavano le parole per convincere le persone. E’ certo e noto che un politicastro convince chi ascolta non perché abbia detto cose vere e giuste, ma perché l’elettore è disinformato o incapace di capire, e pertanto si affida alle emozioni piuttosto che al raziocinio. Tutti i regimi dispotici conoscono bene questa legge del consenso, e nei secoli l’élite si è ben guardata nel formare cittadini liberi. Il caos generato dal nulla, cioè il nichilismo dei cittadini favorisce la religione capitalista e la distruzione della nostra specie poiché la maggioranza delle persone non è in grado di selezionare una migliore classe dirigente per liberare l’Occidente da questa religione diabolica. La globalizzazione neoliberale ci sta distruggendo, ed è tempo di uscire dall’epoca sbagliata per costruirne una nuova, fatta dagli esseri umani per gli esseri umani in armonia con la natura, poiché viviamo grazie alla fotosintesi clorofilliana e non grazie alla religione capitalista.

Inoltre ci sono urgenze dettate dall’azione della natura che non aspettano le teorie, basti pensare alle criticità ambientali e climatiche sino ai fenomeni naturali sismici che distruggono intere comunità. La priorità è intervenire nelle aree urbane e interne del nostro territorio. Politici e politica devono dare risposte concrete ai problemi delle persone, ai bisogni reali, e un altro dramma della società moderna capitalista è l’aver distrutto la cultura politica sostituita dalla pubblicità. In Italia, non esistendo più i partiti, non esistono più scuole di formazione per la classe dirigente politica, e questo danno culturale si ripercuote contro i cittadini stessi, i quali a loro volta chiedono la distruzione dei partiti, ritenuti responsabili di tutto. E’ un cortocircuito sociale e culturale che si può osservare in diverse regioni dell’Occidente. Per migliorare la condizione umana si potrebbe adottare l’approccio monetario post-keynesiano nel restituire autonomia agli Stati – o a tutta l’UE – attraverso lo strumento monetario, ma soprattutto è determinante uscire dal piano ideologico capitalista per approdare sul piano bioeconomico, ideato da Georgescu-Roegen. L’approccio monetario post-keynesiano condotto nella bioeconomia può essere la risposta culturale per scrivere le nuove politiche economiche capaci di dare prosperità ai popoli e per creare occupare utile. In termini pratici significa territorializzare l’economia applicando processi di metabolismo urbano. Dietro questi concetti c’è tutto un programma che può dare risposte concrete ai temi dell’occupazione, dell’ambiente e soprattutto alla rinascita delle comunità locali rispettando le proprie identità.

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La politica delle risorse

dalla-cullaGeorge Orwell scrisse nel 1948, il romanzo 1984 e, pronosticò una dittatura globale che appunto doveva verificarsi nel 1984, si sbaglio solo di 20 anni circa. Il video su esposto simula un programma di controllo dei comportamenti sociali. Nell’Espresso uscì un articolo, 2020 la città digitale. David Icke, e  non solo lui, denuncia da anni la volontà di gruppi èlitari, banchieri, politici e multinazionali, per attuare una dittatura globale (nuovo ordine mondiale). Giorgio Ruffolo scrisse nel novembre 2008, èlite da buttare, puntando il dito contro la politica del duo Thatcher-Reagan, di liberalizzare i movimenti di capitale. Scrivendo anche, c’è una sola fede: incrollabile come quella dei templari, o dei massoni, la fede del supercapitalismo, liberato da ogni vincolo nazionale e da ogni preoccupazione sociale.

Dunque, mentre l’èlite sta applicando l’agenda politica per sostituire la moneta fisica con quella elettronica, cioè con un chip spychipssottocutaneo (tecnolgia RFID) per controllare e ricattare meglio le persone, noi cittadini sovrani dovremmo comprendere che senza la moneta elimineremo la maggior parte delle gabbie mentali che impediscono lo sviluppo dell’umanità.

La domanda non sarà più quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? E la risposta, in base ai reali bisogni umani e le conoscenze odierne, è SI. La politica delle risorse non è la soluzione perfetta, ma è quella più umana, più razionale, sensata, più semplice ed efficace e, rispettosa dell’ambiente e delle altre specie viventi. L’invenzione dell’economia e della moneta hanno distrutto valori umani come raziocinio e buon senso, creando un mondo di cinici competitori, usurpazioni, aggressioni e violenze. La politica delle risorse è straordinariamente semplice, fatta da essere umani per gli essere umani. E’ la banale applicazione dell’essenza del vivere in maniera compatibile con la Terra. Facciamo un esempio: nutrimento, cuciniamo del cibo per mangiare. La domanda non è quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? E’ sufficiente prendere in considerazione l’analisi merceologica delle materie (risorse naturali) per capire se sia sostenibile o meno, se non si creano scompensi tali da compromettere l’esistenze delle specie viventi. per un futuro equoInsomma, è l’applicazione del concetto di eco-efficienza ed eco-sussistenza. Oggi tutte le merci sono controllate ed è possibile capirne la provenienza (codice a barre), integrando questa tracciabilità con l’analisi del ciclo vita possiamo misurarne anche gli impatti ambientali e sanitari. In genere la tecnica non è buona o cattiva, ma è l’èlite politica che fa un uso cattivo della tecnica per opprimere i popoli. Spychips ci racconta come l’èlite – corporations, politici – faccia un uso scorretto, immorale, illecito della tecnica sempre per fini, esclusivamente, di profitto. Oggi vi sono le conoscenze tecnologiche ed i metodi organizzativi e sociali per abbandonare l’uso della moneta e, passare all’uso razionale di energia e risorse. Altro esempio, anche nell’edilizia si fa l’elenco della spesa, come in cucina, per costruire edifici, strade, ponti ed anche in quel caso, i progettisti possano sapere perfettamente la provenienza dei materiali ed i loro impatti ambientali dall’estrazione fino allo smaltimento. Ed anche in questo caso la domanda deve essere, ci sono le risorse per farlo? Lo stesso vale nell’industria della meccanica. club-bilderberg-ariannaLe corporations (Commissione Trilaterale, Bilderberg, Organizzazione mondiale del commercio…) sanno bene dove  e come reperire le risorse, quali crimini compiono e, quali danni recano all’uomo ed all’ambiente. L’economia, i bilanci e la moneta sono il reale ostacolo alla risoluzione delle diseguaglianze sociali esistenti in tutto il mondo. Ma ci rendiamo conto che un sito inquinato non viene bonificato perché mancano i soldi e non perché manchino le risorse umane capaci di ripristinare i luoghi e renderli più sicuri, le corporations inquinano ed uccidono per fare profitto, la corruzione esiste per il profitto, quasi tutti i comportamenti socialmente pericolosi vengono commessi perché esiste la moneta. I banchieri (BIS, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, FED e BCE) hanno inventato questo potere ed, il potere è nella moneta. I rappresentanti politici eletti corrotti hanno accentrato questo potere nei banchieri. Eliminando la moneta si elimina questo accentramento di potere e lo stesso viene distribuito al legittimo proprietario: il popolo. Ora, l’uomo libero comprenderà che in realtà il reale potere umano è nella conoscenza e, che solo l’uso razionale e responsabile delle risorse consentirà un reale benessere per tutti i popoli. Gli eccessi e gli sprechi prodotti dalla logica del profitto monetario non esisteranno più. Emergeranno i valori umani: passione e creatività nelle soluzioni. Sarà possibile realizzare una vera democrazia, dove il dialogo prevarrà sugli interessi di profitto, poiché non più esistenti, e dalle comunità verranno fuori le idee migliori. Ricordiamoci che anche nel campo delle ricerche la logica del profitto, cioè accumulare moneta, ha impedito l’applicazione delle tecnologie migliori (leggete Nikola Tesla) poiché banchieri affaristi ed industriali hanno l’interesse di conservare quei monopoli energetici che consentono loro di conservare gli odierni vantaggi economici. Eliminando la moneta quindi emergeranno le idee migliori e questo significa far emergere e riconoscere il valore delle persone più brillanti, delle persone che tengono al bene comune, significa che potrà esserci una meritocrazia, non più raccomandati, non più sedicenti professioni e professionisti, mai più un’èlite autoreferenziale, mai più una tecnica e tecnici a servizio dell’èlite; ma una tecnica a servizio del bene comune. Tutto ciò non è utopia ed in parte sta già avvenendo, guardando l’esempio del software libero, dove ci sono persone in tutto il mondo che gratuitamente donano il loro tempo per elaborare applicazioni informatiche a servizio del bene comune.

Nel 2007, secondo i dati dell’indagine sui consumi condotta dall’Istat, la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.480 euro, 19 euro in più rispetto all’anno precedente (+0,8%). La variazione, che incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2007, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è pari in media all’1,8%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa) sia la crescita del valore del fitto figurativo1, mette in evidenza come a un aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali corrisponda una flessione in termini reali.

Le stime presentate sono di tipo campionario, occorre quindi tener conto dell’errore che si commette osservando soltanto una parte della popolazione (errore campionario, si vedano il glossario e le note informative). Pertanto, le differenze tra i valori osservati nei confronti spazio-temporali, riportate nelle tabelle che seguono, possono non essere statisticamente significative; per questo è fondamentale controllare gli intervalli di confidenza delle stime riportati alla fine del testo.

Nel 2007, la spesa per generi alimentari e bevande si attesta sullo stesso livello dell’anno precedente ed è pari a 466 euro (467 nel 2006).

Un’interessante obiettivo è quello di sostituire 446 euro di spesa alimentare in 446 di moneta pubblica complementare oppure buoni sconto come gli SCEC.

I DES (Distretti di Economia Solidale), unione dei Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) praticano la politica della filiera corta – consumare merci e beni prodotti a meno 100 km – spendendo soldi direttamente dal produttore col vantaggio di “strappare” un prezzo migliore ed un prodotto di maggiore qualità, qualora ci fossero anche controlli igienico sanitari preventivi ed ambientali sui suoli.  In generale le multinazionali SpA e la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) adottano metodi di controllo sulle merci tramite il famoso codice a barre, che indicano l’origine delle prodotto ed i relativi passaggi intermediari. Poi, esiste anche l’analisi del ciclo vita (LCA) delle merci, che può misurare anche gli impatti ambientali e sanitari delle merci. Nel caso della filiera agroalimentare applicare una politica delle risorse è ancora più semplice poiché l’impiego delle risorse prime è spesso prodotto localmente.

Invece in campo energetico le famiglie possono autoprodursi l’energia necessaria eliminando la spesa delle bollette energetiche e distribuire i surplus in rete (generazione distribuita). Il riciclo dei rifiuti è un uso razionale delle risorse (materie post consumo) e considerarle “materie prime seconde”.  Conoscere il quantitativo di materie prime presenti (territorio: ambito provinciale) e farne un uso sobrio (principio di sufficienza), usare solo quelle non nocive – meno chimica industriale – per la salute umana (principio di precauzione), usare maggiormente le risorse locali e meglio (ecoefficienza) significa praticare una politica delle risorse e non più la politica monetarista, degenerazione sia del capitalismo che del comunismo.

Tecnologie per autoproduzione energetica: pompe idrosoniche per la produzione di acqua calda sanitaria e scaldare i termosifoni delle case (eliminazione delle caldaia a gas)  e motori magnetici per la produzione di energia elettrica.

La vera democrazia

Tutti conoscono il significato della parola democrazia: governo del popolo. L’articolo 1 della nostra Costituzione sancisce: la sovranità appartiene al popolo. Ebbene partendo dal semplice significato delle parole democrazia e sovranità popolare ci rendiamo conto, guardando la nostra società, che questi principi non hanno alcun riscontro con la “realtà” in cui noi viviamo. Il potere con l’uso della Programmazione Neuro Linguistica[1] manipola le masse popolari facendo credere loro di essere libere, certe libere di consumare e di spendere moneta di proprietà privata della BCE. Freud e, soprattutto il nipote Edward Benays fu fra i primi ad insegnare alle corporations SpA come manipolare le menti attraverso la pubblicità e creare bisogni indotti per fare incetta di acquisti. In un sistema socio-politico, come il nostro, che usa una moneta come mezzo di scambio per le merci, che misura la ricchezza con i soldi e col Prodotto Interno Lordo si intuisce quali siano le declinazioni delle libertà. Chi ha la proprietà del danaro possiede tutto. Per cui la violazione della sovranità monetaria sancisce la morte della democrazia rappresentativa europea. In Italia, si è partiti nel 1981 col ministro del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il Tesoro e la Banca d’Italia, l’obiettivo finale di privatizzare la Banca d’Italia è stato raggiunto negli anni successivi. Se oggi possiamo ancora rivendicare l’usurpazione della proprietà della moneta è grazie alla nostra Costituzione che afferma: “la sovranità appartiene al popolo” (compresa quella monetaria ovviamente) e che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito” (art. 47 Cost.). Tali principi sono palesemente violati dall’articolo 105/A del trattato di Maastricth “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità” che di fatto usurpa i diritti dei popoli sovrani europei. Banca d’Italia e BCE  sono di fatto società  indipendenti e fuori dal controllo del popolo. E’ sufficiente leggere la natura ed il numero dei soci partecipanti dal sito di Bankitalia, e si percepisce che essa è stata privatizzata dove lo Stato è relegato con INPS ed INAIL a 42 voti contro 540 delle banche private SpA (2008). Ed è stata relegata ad un ruolo di secondo piano come si legge dall’articolo 1 del suo Statuto: “Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le competono, nel rispetto dello statuto del SEBC“.  Il “semplice” passaggio di mano da privato a pubblico è una palese violazione costituzionale (art. 1 e 47) e dovrebbe essere un reato per “appropriazione indebita” delle riserve auree di proprietà dello Stato.
Ricordiamo due precedenti giuridici: nel 2005 Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio. E nel 2006, il 21 luglio con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: “[…]lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria[…]”. I cittadini europei sono “liberi” nella misura in cui sono obbligati a spendere un danaro privatomoneta debito – creato dal nulla e prestato agli Stati per consumare le merci prodotte dalle corporations SpA amiche dei banchieri.

Il 15 agosto 1971, Nixon annuncia a Camp David, con decisione unilaterale, di sospendere la convertibilità del dollaro in oro.  Da allora i paesi continuano a stampare denaro, fondandolo sul nulla, perché on esiste alcun valore di riferimento che possa far capire quanto vale il biglietto di banca stampato.

Questo tipo di sistema è virtuale, poiché la moneta è presente solo nei computer, essa è creata dal nulla senza alcun equivalente contro valore in oro, cioè una merce tangibile e reale, e col sistema del prestito (moltiplicatore monetario, formula matematica) e della riserva frazionaria: all’8%, accordi Basilea II. La creazione della moneta debito col moltiplicatore monetario consente alle banche private di prestare soldi anche se non esistono realmente creando inflazione, cioè facendo perdere valore alla moneta in circolazione. Il sistema è intrinsecamente inflazionistico poiché i lavoratori chiederanno altra moneta, e quindi altri debiti per lo Stato.

Ad esempio: il Governo chiede in prestito 1 miliardo di euro alla BCE in cambio di Titoli di Stato, e le banche commerciali SpA socie di  Banca d’Italia possono inserire la quota parte, come riserva frazionaria (un quantitativo obbligatorio di soldi contanti da tenere in cassa, l’8%) col fine di prestare danaro, concedere mutui e vendere strumenti finanziari. Per esempio, ad Intesa San Paolo SpA (a.d. Corrado Passera) spetterebbe il 30,3% del miliardo di euro e cioè 303 milioni di carta, moneta stampata ed Unicredit SpA (a.d. Alessandro S. Profumo) 157 milioni (quote e partecipazioni al 31 gennaio 2008). L’unico obiettivo di una SpA è massimizzare i profitti e quindi 303 milioni inseriti in cassa come riserva consente di creare inflazione monetaria ed indebitare lo Stato.

Altro esempio: un signore A deposita 100 euro in banca, un signore B può chiedere in prestito 92 euro (riserva frazionaria all’8%, accordi Basilea II). Ora nella banca risultano esserci 100 euro di A (lavoro) più 92 prestati a B dal nulla e caricati di interessi. Se A tornasse  indietro per ritirare 100 euro fisici (di carta) non li troverebbe.  In questo modo le banche creano soldi dal nulla mentre i cittadini devono sudare col proprio lavoro.  Questa è la regola immorale per cui una banca concede mutui per l’acquisto di case  (bene primario) chiedendo garanzie di beni reali ai cittadini senza rischiare nulla. Le banche prestano soldi senza un equo scambio.

Zeitgeist addendum: Nel 1969 ci fu una causa nel tribunale del Minnesota che coinvolse un uomo, Jerome Daly, che fece opposizione al rifiuto della cancellazione dell’ipoteca sulla sua casa da parte della banca che gli aveva concesso il mutuo per comprarla. La sua difesa verteva sul fatto che il contratto di mutuo richiedeva da ambo le parti, cioè da lui e la banca, l’uso di proprietà legittime per lo scambio.

Con questo sistema si creano soldi necessari a corrompere qualunque politico, finanziare le guerre, e sostenere le corporations SpA amiche. Comprendiamo che se queste sono le premesse non esiste alcuna democrazia rappresentativa dato che i partiti sono i migliori camerieri dei banchieri. Questo sistema finanziario virtuale frutto di un’usurpazione è alla base della crisi finanziaria mondiale dei Paesi che subiscono la dittatura di Banche Centrali che emettono moneta dal nulla di proprietà privata. Ma esistono sistemi più democratici? Si esistono. Il popolo ovviamente deve poter esercitare ogni forma di sovranità e quindi deve essere proprietario della moneta che produce con una “Banca del popolo” ed, il quantitativo deve essere proporzionale alle merci ed i servizi immateriali prodotti per impedire l’inflazione. Inoltre è sufficiente applicare principi e regole già esistenti in molti Stati, 23 negli USA dove c’è l’iniziativa, “Town Meeting” nel New England, in Brasile  col bilancio partecipativo diffuso poi in 500 città nel mondo, in Svizzera, in Baviera coi referendum locali ed Amburgo con la nuove legge elettorale ed il nuovo Statuto comunale di Chelsea scritto dai cittadini. Quindi in una vera democrazia, il cittadino è il proprietario della moneta, egli deve poter scegliere i propri candidati attraverso il sistema delle “primarie aperte” (diritto di autocandidatura) e deve poter scrivere il programma elettorale del proprio partito (programma partecipato). Ogni cittadino ha diritto di proposta (iniziativa popolare), e cioè proporre un disegno di legge. Nonostante in Italia siano previsti gli istituti dell’iniziativa popolare e del referendum abrogativo, questi confrontati con altri Paesi, risultano inefficaci poiché le regole che li attuano sono inefficaci ed ingannano il popolo. Altrove se dei cittadini raccolgono le firme per un’iniziativa popolare da presentare in Parlamento, esso ha l’obbligo di discuterla e se la rigetta viene indetto referendum propositivo dove i cittadini possono approvare la legge senza l’antidemocratico quorum di partecipazione per validità del referendum, che invece in Italia è al 50% + 1 degli aventi diritto al voto, caso unico al mondo. In Brasile esiste in ambito locale il Bilancio Partecipativo deliberativo dove i cittadini decidono direttamente come spendere il 25% del bilancio comunale. Il processo decisionale si articola in un anno solare durante la programmazione di assemblee deliberative popolari dove i cittadini elaborano il Piano degli Investimenti in base alle priorità da loro scelte. I rappresentanti eletti e gli uffici tecnici si impegnano ad eseguire le opere edilizie ed i servizi deliberati dal sovrano, il popolo, per l’anno successivo. Negli USA vi sono Stati che hanno tradizioni di democrazia diretta da oltre 300 anni, infatti la pratica dei Town Meeting, forme di assemblee popolari, servono anche per controllare il mandato dei Sindaci e non di rado i cittadini revocano il mandato – recall election – ai loro dipendenti ove non abbiano attuato parte del programma elettorale o per gravi motivi di corruzione e/o bancarotta. Purtroppo in Italia negli Statuti degli Enti Territoriali spesso si legge che i rappresentanti amministrano senza vincolo di mandato, così come accade per i Parlamentari. Ovviamente è più facile mutare gli Statuti degli Enti che la Costituzione per inserire strumenti e regole di democrazia diretta. I popoli che hanno grande tradizione di vera democrazia ci dimostrano che devono essere i cittadini a voler inserire strumenti efficaci, così come accaduto in Svizzera, in Brasile dal 1989 ed in alcuni stati degli USA. I sani principi costituzionali come sovranità popolare, tutela dei diritti umani, principio di uguaglianza e trasparenza rimangono fermi sulla carta se non c’è un popolo che li rivendica e li tutela tutti i giorni. La responsabilità del declino italiano è anche di un popolo funzionale e servo del potere che delega ogni cosa. Il potere crea “problemi” per dividere i cittadini, crea infantili dualità “destra” e “sinistra” per auto conservarsi: divide et impera. I rappresentanti eletti stanno di fatto spostando importanti poteri in ambito europeo dove i cittadini non possono controllare nulla e lo stanno accentrando nelle mani di pochi facendo degenerare quel minimo di democrazia rappresentativa oggi presente. E’ necessario risvegliare le coscienze addormentate e riappropriarsi della propria esistenza e dei reali valori umani finora inespressi.

E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina” (Henry Ford)


[1] La Programmazione Neuro Linguistica è una metodologia di sviluppo personale sviluppata nei primi anni ’70 da Richard Bandler e dal linguista John Grinder e grazie al contributo scientifico diretto o indiretto di tanti altri studiosi (tra cui Gregory Bateson[senza fonte]). Si tratta, a detta dei sostenitori di tale metodologia, di una metafora proposta come lettura della realtà che fornisce un modello non solo analitico, ma anche operativo. Ovvero, in altri termini, faciliterebbe il cambiamento, tramite un insieme di tecniche e strumenti (frutto anche dell’integrazione tra psicologia, linguistica, cibernetica e teoria dei sistemi) relativi alla comunicazione, alla percezione e all’esperienza soggettiva.

[2] Il moltiplicatore monetario è il rapporto tra la variazione della moneta e la variazione della base monetaria che ne è la causa. Supponiamo che si crei nuova base monetaria per 100 euro. Questa moneta viene accreditata sul conto di una banca 1 (per esempio perché la banca centrale ha acquistato titoli da un cliente della banca 1).

[3] I titoli di stato sono, di fatto, delle obbligazioni. L’emittente è lo stato che riceve un prestito, per un certo periodo, da chi acquista il titolo. Alla scadenza del titolo lo stato rimborsa, oltre al capitale, anche un interesse. Gli interessi possono essere corrisposti anche durante la vita del titolo sotto forma di cedole.

Perché ci prestano i soldi, se sono “nostri”?

Ma se i soldi sono “nostri” perché c’è li prestano? E perché paghiamo interessi per questo? Voi pagate interessi quando usate la vostra casa, auto?

In un sistema economico mondialista, globale, basato sulla moneta chi ne detiene la proprietà è il vero sovrano assoluto. Sia la FED (banca centrale americana privata) che la BCE SpA, anch’essa privata, hanno il controllo e la proprietà della moneta oggi in uso. Queste corporations SpA sono i veri sovrani del mondo globalizzato. Non importa cosa i Parlamenti ed i Governi decidano poiché il sistema economico e finanziario misura la ricchezza sulla quantità di danaro debito posseduta e poiché questo danaro è di proprietà delle Banche centrali ecco spiegato il continuo indebitamento degli Stati, e cioè dei popoli.

E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina” (Henry Ford)

L’usurpazione della moneta dei popoli è stata costruita nel corso dei secoli, da sempre il sistema bancario, o meglio chi detiene il controllo della moneta ha truffato i popoli col vecchio sistema del signoraggio. Il valore reale della moneta, banale mezzo di scambio, lo determina chi stampa la stessa e chi l’accetta, infatti sono i popoli che si indebitano da soli accettando la carta moneta delle corporations private. Il signoraggio è la differenza fra il valore nominale di facciata ed il costo di stampa della moneta, valore intrinseco. Ad esempio, cento euro – come scritto sulla banconota – meno tre centesimi del costo di stampa. La BCE SpA chiede anche gli interessi agli Stati per l’uso della loro moneta. Inoltre, da diversi anni la stampa della moneta è slegata dal controvalore in oro, come al contrario accadeva una volta, e cioè le banche potevano stampare moneta solo se possedevano un controvalore equivalente in oro. In fine la truffa a danno dei popoli si completa col sistema del prestito, le banche prestano moneta di loro proprietà e la misura dell’indebitamento, o la misura del loro guadagno, è nella riserva frazionaria obbligatoria, oggi all’8% (Basilea II). Cioè, per cento euro depositate da un cliente, le banche concedono prestiti per novantadue euro ad un altro cliente però facendo risultare sempre cento euro sul conto precedente, con l’evidente creazione del danaro dal nulla.

Molti cittadini credono ancora che la Banca d’Italia sia d’Italia, è sufficiente informarsi un po’ per scoprire l’acqua calda. La Banca d’Italia è una società privata, detenuta per il 95% da privati; gli Organi Amministrativi e di Controllo della Banca d’Italia, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti” (cui il 95% sono privati): in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali

In Italia si è partiti nel 1981 col ministro del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il Tesoro e la Banca d’Italia, poi con l’introduzione del Trattato di Maastricht – art. 105, 107, 108 – l’Italia ha ceduto la sovranità monetaria alla BCE SpA di cui la privata Banca d’Italia è socia.

Vi è persino un caso giudiziario che conferma la truffa del signoraggio. Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio. In tale sentenza il giudice di pace di Lecce sottolineava come la Banca d’Italia nel periodo 1996-2003 si fosse appropriata indebitamente di una somma pari a 5 miliardi di euro, e di come tale somma corrispondesse alla media di 87 euro per ogni cittadino residente in Italia al 31.12.2003.La Banca d’Italia, avverso detta sentenza, ricorreva in Cassazione. Il 21 luglio 2006 con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: “la pretesa del cittadino nei confronti dell’istituto di emissione esula dall’ambito della giurisdizione, sia essa quella del giudice ordinario, sia del giudice amministrativo, in quanto al giudice non compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sovranazionali: funzioni in rapporto alle quali non è dato configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto”.

Inoltre si fa notare, fra le tante usurpazioni perpetrate contro i popoli che la Banca centrale d’Inghilterra è anch’essa socia della BCE SpA nonostante il popolo inglese non usi l’euro, e pertanto in proporzione alla sua quota di partecipazione riceve la sua parte di signoraggio bancario.

Insomma mentre i popoli occidentali devono lavorare, ed in alcuni casi morire, per comprarsi un tozzo di pone, pochi banchieri e le loro famiglie non devono sudare per guadagnarsi da vivere e controllano l’intero sistema basato sulla crescita finanziaria.

Eppure questo sistema fittizio e virtuale che rende i popoli schiavi potrebbe crollare domani mattina, se gli stessi si ricordassero di possedere il potere supremo insito nel principio di sovranità di tutte le democrazie rappresentative, potrebbe aprire la banca del popolo e stampare una moneta di loro proprietà, come era una volta. Certo le leggi dello Stato indicano che l’unica moneta a corso legale è l’euro, ma la legge è una palese violazione della nostra Costituzione poiché se la moneta appunto è privata, come su spiegato, l’uso della stessa rende il popolo schiavo di una corporations SpA contrariando il principio costituzionale basato sulla nostra libertà e sull’autoderminazione del popolo stesso. In definitiva gli italiani, popolo sovrano, non possono accettare di usare una moneta privata ed hanno il potere di liberarsi dalla schiavitù in qualsiasi momento, basta essere informati e consapevoli.

Montecitorio SpA, stop alla dittatura delle corporations.

Il nostro Paese non è libero.

club-bilderberg-ariannaL’Europa non è libera.

La BCE SpA governa l’economia europea poiché stampa e presta i soldi agli Stati, rendendoli schiavi.

I Comuni non sono liberi poiché devono sottostare alle decisione della borsa italiana, i Sindaci vengono nominati dalle banche.

Abbiamo bisogno di strumenti semplici, come la vera class action che toglie soldi alle corporations SpA, quelle che uccidono, truffano tutti i giorni, e darli ai cittadini. E strumenti semplici come la democrazia diretta.

I cittadini possono usare il potere supremo insito nella sovranità e liberarsi, ma prima devono informarsi. Gli italiani credono di essere liberi perché le multinazionali li ingannano ogni giorno.