“Capitali mobili”

“Estratto” da “Qualcosa” che non va:

I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”»[1].
L’alta finanza ha creato paradisi bancari come Euroclear[2] e Clearstream[3] dove vige il segreto assoluto, conti su cui è possibile far comparire e scomparire il denaro occultandone la fonte di provenienza.[4]
I banchieri non hanno bisogno di soldi: li stampano dal nulla. Anche Norberto Bobbio, nel 1984 disse chiaramente che qualcosa non funzionava: «il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove»[5]. Fu Bobbio, in Italia, a parlare di videocrazia, plutocrazia, cleptocrazia[6] e di “potere invisibile”. Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima[7].

Eppure è sufficiente un click del mouse per riscontrare in internet quanto Bobbio denunciava,  nell’indifferenza totale di allora quanto nell’apatia odierna. Come difendere l’industria nazionale dalla speculazione e dalle svendite indiscriminate. Ampia rappresentanza delle forze politiche italiane alla conferenza del Movimento Solidarietà e dell’EIR del 28 giugno 1993[8]. E’ lungo il titolo di un dibattito che chiedeva conto circa l’incontro “segreto” del panfilo Britannia ed il relativo rischio di un probabile comportamento eversivo di diversi partecipanti e non (decisioni prese altrove). Si citano Carlo Azzeglio Ciampi, Mario Dragi, Romano Prodi, Giuliano Amato, Beniamino Andreatta che in quegli anni ricoprivano ruoli e funzioni strategiche per l’economia italiana ma soprattutto  per la ricchezza degli italiani. Le illazioni di Movisol sono pesantissime e se ci fosse maggiore coscienza da parte delle Corti, Costituzionale e dei Conti, si potrebbe avviare un processo per tradimento alla Repubblica italiana ed atti eversivi dell’ordine democratico poiché leggendo l’ampio articolo il popolo sovrano sembra esser stato tradito, ingannato e privato di poteri di controllo sulla cosa pubblica per favorire interessi privati: SpA straniere e non solo. Un piccolo “stralcio” dell’articolo:

Invece il comportamento di Andreatta è la prova che esiste un legame, come è stato detto nella introduzione, tra la strategia liberista, della “terapia d’urto” e delle privatizzazioni, e la geopolitica applicata nei Balcani per intrappolare l’Europa in uno scenario di conflitti.

Per Prodi, e Draghi si evidenziano le loro “relazioni collaborative” con Goldman Sachs, stessa relazione che detiene oggi Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La prima parte dell’articolo di Movisol evidenzia anche l’influenza, negli anni ’90, dell’agenzia americana di rating, Moody’s, in chiaro conflitto di interessi nel giudicare l’andamento del debito italiano.
Ricordiamo cosa dice l’art. 416 (associazione per delinquere) del codice penale: I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono: la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente; l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame. Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una “organizzazione”, anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere.
Per chi indaga sui reati finanziari è del tutto impossibile trovare le prove (soldi) del vantaggio acquisito dato che le leggi consentono l’uso di società off-shore e, le stesse spesso conducono a paradisi fiscali dove le leggi nazionali non hanno alcun valore e, quindi è totalmente inefficace il potere investigativo degli inquirenti. Invece, sono evidenti a chiunque i vantaggi acquisti di alcune SpA dopo le cattive privatizzazioni avvenute in Italia. Sono numerose le testimonianze e gli articoli di giornali che raccontano atteggiamenti e comportamenti eversivi da parte di banchieri, funzionari pubblici e politici, che sembrano preoccuparsi ed occuparsi, principalmente, di arricchire le tasche di talune SpA per trarne vantaggi personali a scapito dei popoli sovrani. Le privatizzazioni italiane non hanno applicato il principio della democrazia economica, anzi lo stesso è stato eluso come spesso accade quando si vuole aggirare la Costituzione italiana. Le norme italiane consentono di acquistare quote azionarie delle ex-aziende di Stato, ma il controllo delle stesse anziché essere trasferito ai cittadini (azionariato diffuso) e garantito da una mano pubblica con un arbitro imparziale si è consentito ad alcune SpA di accentrare poteri e capitali (“scatole cinesi”) per passare da legittimi monopoli di Stato ad immorali monopoli privati (plutocrazia e cleptocrazia) contraddicendo la democrazia economica e rubare a norma di legge i beni dello Stato.
In questo incontro del 1993 si legge ancora:

Governi e banche centrali dell’ Europa continentale hanno sin ora respinto le nuove tecniche speculative della finanza derivata. Alcuni banchieri svizzeri e tedeschi sono convinti che l’offensiva condotta dagli anglo-americani con la finanza derivata sia “più pericolosa di una guerra nucleare con la Russia”. Il 24 novembre, poco dopo la crisi dello SME, il direttore generale della Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea Alexander Lamfalussy ha dichiarato ad un gruppo di banchieri a Londra: “Volete sapere perché molti colleghi delle banche centrali nutrono le mie stesse preoccupazioni che queste attività possano rappresenta- re problemi di natura sistemica nel sistema finanziario internazionale?” Lamfalussy teme il ripetersi del fenomeno verificatosi col crac borsistico del 1987: “l’attività sui mercati derivati potrebbe avere notevoli ripercussioni nei sotto- stanti mercati a pronti, al punto da accentuare proprio quella instabilità dei prezzi contro la quale si pensava di dare un’assicurazione con alcuni strumenti derivati”. […] Anche un personaggio di spicco a Wall Street come Henry Kaufman, che è stato il primo economista della Salomon Brothers, si è detto preoccupato perché la speculazione “derivata” fa intravedere “una prossima catastrofe colossale perle banche americane”. Altri così bollano queste novità nel sistema finanziario: “ventiseienni con il computer stanno costruendo la bomba all’idrogeno finanziaria.” Tuttavia non fanno nulla per controllare la situazione. La primavera scorsa Lamberto Dini condusse uno studio per il Fondo Monetario Internazionale, ma il suo rapporto è stato praticamente censurato, la stampa non ha ottenuto delle copie. Ad una mia domanda nel corso di una conferenza a febbraio, Lamberto Dini ha risposto: “Le banche americane e londinesi svolgono il grosso delle attività in questo processo. Dobbiamo determinare innanzitutto cosa stia effettivamente accadendo.

Nella sostanza, questo ampio articolo mostra con chiarezza e lucidità quanti sapevano cosa stesse per accadere prima che i subprime fossero venduti, nel 2008, e soprattutto erano consapevoli del processo di privatizzazione del mondo con strumenti finanziari progettati appositamente per rubare a norma di legge. Si capisce bene quanto le istituzioni tradizionali, Parlamento, Governi, Presidenti siano servitori di volontà altrui e che queste non siano volontà etiche, anzi.
In questo frangente si mostrano aspetti determinanti della società. La moneta, il capitale, sono mezzi che determinano la vita dei cittadini e le scelte delle istituzioni nazionali e soprattutto locali, Regioni, Province e Comuni poiché hanno la seria difficoltà di programmare e destinare i soldi utili a creare sviluppo e crescita per i cittadini. Come può esserci democrazia rappresentativa o democrazia diretta se i capitali possono apparire e sparire con un click di mouse? Come può esserci dignità umana quando chi determina la creazione di ricchezza con la moneta non è stato mai eletto? Quale cittadino ha eletto i membri della BCE, della Banca d’Italia, o i membri di un’agenzia di rating, e/o della Commissione  e/o del Consiglio europeo?
Il Comune della nostra città ha obblighi ben precisi dettati da un patto di stabilità ed i soldi per realizzare opere e servizi sono concessi da una banca, ma di chi è la banca? Come può un cittadino, partecipare alla vita politica del proprio Paese quando le principali infrastrutture, telecomunicazioni, autostrade, acqua sono gestite da manager che non hanno interessi pubblici ma badano esclusivamente a massimizzare i profitti?

Molti cittadini ancora non hanno ben chiaro che occuparsi unicamente della gestione del proprio Comune non è più determinante, poiché gli Enti locali sono condizionati da direttive europee e le linee politiche scritte in quegli emendamenti provengono da organizzazioni sovranazionali non rappresentative degli interessi pubblici, ma delle solite SpA che acquistano i Titoli di Stato e, che acquistano il debito pubblico. Spesso le vicende politiche hanno mostrato che i nostri amministratori si scambiano ruoli e funzioni coi banchieri e gli stessi siedono nelle SpA che fanno i milioni con i servizi pubblici locali in regime di monopolio, altro che libero mercato, libero di rubare a norma di legge. Ma quanti hanno compreso l’enorme potere di ricatto dei “capitali mobili”?
Nel mondo odierno la mobilità è divenuta il fattore di stratificazione più efficace e ambito, la materia con cui sono quotidianamente costruite e ricostruite nuove gerarchie sociali, politiche, economiche e culturali di portata sempre più mondiale. Attraverso la mobilità acquisita dai proprietari e gestori di capitali passa una nuova – e senza precedenti nella sua radicale categoria – emancipazione del potere dai suoi obblighi: nei confronti dei dipendenti ma anche nei confronti delle giovani e più deboli generazioni e di quelle future e nei confronti dell’autoriproduzione delle condizioni di vita di tutti; in breve, la libertà del dovere di contribuire alla vita quotidiana e alla perpetuazione della comunità. […] Non essere più responsabili delle conseguenze è il beneficio più ambito e apprezzato che la nuova mobilità conferisce al capitale fluttuante e svincolato dalla dimensione locale. I costi per la gestione delle conseguenze non devono essere più presi in considerazione nei calcoli sull’«efficacia» degli investimenti. La nuova libertà del capitale richiama alla mente i proprietari assenteisti di un tempo, famigerati per il modo in cui trascuravano, suscitando forti risentimenti, i bisogni delle popolazioni che li nutrivano. L’unico interesse che il proprietario assenteista aveva per la terra che possedeva consisteva nel «sovrappiù» che se ne poteva scremare. Ma nonostante le indubbie analogie, il paragone non rende pienamente giustizia al tipo di libertà dalle preoccupazioni e dalle responsabilità che il capitale mobile del tardo Novecento ha acquisito e che il proprietario assenteista non poteva nemmeno sognarsi.[9]
Un dato statistico, condiviso da Tullio De Mauro, indica che due italiani su tre non hanno capacità di intendere quello che stanno leggendo, questo potrebbe aiutarci a capire perché la maggioranza del popolo si limita a votare due coalizioni politiche, destra e sinistra, praticamente inutili allo sviluppo umano. Possiamo esser certi: i degenerati governano il mondo e l’Italia. Per porre rimedio alla degenerazione potremmo iniziare a leggere più libri, studiare meglio la nostra lingua; vi sono due romanzi molto utili che descrivono la realtà illusoria: uno è 1984 di George Orwell e l’altro è fahrenheit 451 di Ray Bradbury entrambi hanno ispirato il film Matrix che racconta il mondo come una realtà illusoria e come tornare a vivere da esseri umani, bisogna sconnettersi da Matrix. Il film documentario Zeitgeist addendum, Il pianeta verde, La crisi, The Corporation sono altre testimonianze cinematografiche socialmente utili.


[1] FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354
[2] www.euroclear.com
[3] www.clearstream.com
[4] MARCO PIZZUTI, Rilevazioni non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009 pag. 343
[5] NORBERTO BOBBIO, l’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi Torino 1995
[6] Videocrazia: conseguente alla crescente manipolazione a livello mondiale e nazionalizzazione dell’informazione; Plutocrazia: determinata dalla concentrazione del potere politico nelle mani di pochi detentori di smisurate ricchezze personali; Cleptocrazia: quando quelle ricchezze sono il frutto di attività illecite
[7] NORBERTO BOBBIO, il futuro della democrazia (prima ediz. 1984), Einaudi,  pag. 17
[8] MOVISOL, http://www.movisol.org/draghi4.htm , Solidarietà, Anno I, Numero 2 (ottobre 1993)
[9] ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, l’etica assediata, il Mulino pag. 237

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“Estorcere” a norma di legge

Sarà un modo di “fare cassa” dopo l’eliminazione dell’ICI? Non è dato saperlo con certezza. Ecco uno degli effetti degenerativi della riforma amministrativa (anni ’90): esternalizzazione (privatizzazione) dei servizi, compresa la riscossione di somme “dovute”.

Munitevi di etica, Costituzione, internet ed elmetto, la rivoluzione dei popoli contro le SpA è già in corso da anni.

Giovedì 7 gennaio 2010 mia madre riceve una cartella di pagamento inviata da Equitalia Polis SpA, agente della riscossione per la Provincia di Salerno via delle calabrie 19/A (ripeto una SpA), mia madre è titolare di un autoveicolo Peugeot ed Equitalia chiede di versare €254,68 (con riferimento al verbale 1661399 del 30-12-05) pena il pignoramento di beni mobili ed immobili. La cartella indica quale responsabile del procedimento il comandante dei vigili urbani di Salerno, Buscaglin Eduardo. Telefono per ben due volte al numero indicato nella cartella per chiedere informazioni nel merito poiché non si evince l’eventuale infrazione amministrativa e neanche il luogo, nessuna risposta. Chiedo informazioni ad un legale e mi dice che dovrebbe essere una violazione del codice della strada per una multa non pagata.

Mia madre conserva tutto e quindi ci mettiamo alla ricerca di una multa dell’anno 2005, la trovo con specifica al numero del verbale, si tratta di un divieto di sosta (€79,94) notificata all’interessata il 27 aprile 2006 e poi, l’importo pagato il 02 maggio 2006 presso le Poste italiane (57/084).

L’indignazione è forte, capite bene, Equitalia Polis SpA ed il responsabile del procedimento Buscaglin Eduardo ci chiedono illegittimamente di pagare €254,68 poiché qualcuno di loro non ha visto il pagamento di €79,94.

Pertanto, venerdì 8 gennaio inviamo raccomandata con ricevuta di ritorno (€5,00) ad Equitalia SpA e ci rechiamo presso il comando dei vigili urbani chiedendo del sig. Buscaglin che non c’è e, ci indicano l’ufficio dove poter protocollare la nostra richiesta di cancellazione del procedimento amministrativo poiché illegittimo.

Abbiamo perso due giorni di tempo, io e mia madre, per il disagio inventato da questi signori con l’intimidazione del pignoramento di beni mobili ed immobili. Ma penso anche a tutti quei cittadini, incontrati in questo disagio che non abbiano conservato il bollettino postale delle multe già pagate.

Questo sarebbe un Paese civile? Un Paese dove amministrazioni comunali sperano nel disordine dei cittadini per pretendere/estorcere danaro?

Fisco, una rivoluzione a Equitalia di Stefano Sansonetti (Italiaoggi): Grandi cambiamenti anche in casa di Equitalia Polis, la controllata competente per Napoli e altre zone della Campania. La poltrona di presidente, prima occupata dall’ex parlamentare missino Antonio Cantalamessa, è stata affidata a Renato Manzini, un avvocato con un passato nell’entourage dell’attuale copogruppo Pdl al senato, Maurizio Gasparri (entrambi fanno parte dell’associazione Italia Protagonista, di cui Gasparri è presidente). Il nuovo ad, invece, è Benedetto Mineo, già alla guida di Riscossione Sicilia e capo del dipartimento credito e finanze di quella regione all’epoca di Totò Cuffaro. Mineo, in Polis, ha preso il posto di Renato Scognamiglio, destinato all’Emilia Romagna. Equitalia Polis è una società molto delicata, che proprio pochi giorni fa è stata bersaglio di una nuova inchiesta della procura di Napoli, aperta dal pm Francesco Curcio, per un presunto caso di cartelle esattoriali recapitate a contribuenti defunti. Nei mesi scorsi la Polis è stata invece oggetto di un’inchiesta, condotta dal pm Valeria Gonzalez y Royero, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio e interdizione dai pubblici uffici per lo stesso Scognamiglio e Befera, all’epoca presidente della società (cedi ItaliaOggi del 17 febbraio 2009).

Il 31 marzo 2010 riceviamo la risposta di Equitalia SpA circa l’annullamento della cartella esattoriale. Nello specifico scrivono: “in data 22/01/2010 l’ufficio del Comune di Salerno – polizia urbana – ci ha comunicato di aver provveduto all’annullamento totale dell’iscrizione a ruolo disposto a suo carico per infrazioni codice della strada per l’anno 2005. Pertanto deve considerare non più dovute le somme identificate con i sotto indicati numeri progressivi…

Mio madre ed io non abbiamo dovuto ricorrere da un avvocato, è stato “sufficiente” inviare una richiesta scritta di cancellazione e recarsi presso gli uffici competenti. Questa esperienza insegna che esiste un’organizzazione strutturata pronta ad opprimere e “rubare” i cittadini a norma di legge. L’infrazione del codice della strada avvenuta nel 2005 era stata regolarmente pagata da mia madre, solo la sua accortezza nel conservare copia del bollettino postale dell’avvenuto pagamento ci ha fatto risparmiare soldi illecitamente pretesi. Equitalia SpA ed il responsabile unico del procedimento non hanno pagato per il loro errore, questo è solo uno dei tanti esempi di un Paese governato incivilmente, debole con le SpA e, forte ed arrogante contro i cittadini deboli.

Multe, in arrivo 22mila lettere per il condono”. Equitalia le spedirà a tutti coloro che non hanno pagato le sanzioni ricevute entro dicembre 2004. Il Comune incasserà oltre un milione e 100mila euro. Destinatari: i cittadini di Salerno che hanno ricevuto verbali per violazioni al codice della strada; scadenza pagamento condono: 50% importo 31 maggio 2010, 50% importo 31 luglio 2010.[1]


[1] Piera Carlomagno, in “Il Mattino” edizione di Salerno, mercoledì 28 aprile 2010 pag. 37

Finanza pubblica: tecniche di oppressione.

Chiunque lavori, si interessi della res pubblica non può far finta o ignorare perché si debbano approvare bilanci. Può sembrare addirittura troppo banale tale affermazione, ma non riesco ancora a comprendere quale attinenza abbiano i bisogni degli esseri umani con leggi, norme e procedure palesemente improprie e scorrette derivanti dalla finanza (formule matematiche a servizio dei banchieri e non della specie umana). Entriamo nel merito.

Chiunque può leggere un rapporto dal sito della Corte dei Conti, istituzione deputata a controllare i bilanci degli Enti pubblici e si può leggere:

Il crescente indebitamento degli enti locali, la conseguente necessità di reperire nuove risorse finanziarie, i precisi vincoli di bilancio imposti dalle norme e, le continue limitazioni ai trasferimenti dalla finanza statale alla finanza locale, costituiscono l’insieme delle cause che hanno indotto molte amministrazioni locali a ricercare nuove soluzioni tanto innovative, quanto rischiose, per far fronte alle proprie necessità finanziarie. Tra queste soluzioni fenomeno emergente di questi ultimi anni è il ricorso alle ristrutturazione del debito, spesso utilizzando lo strumento dei derivati, rivelatosi in seguito particolarmente a rischio per i costi che può comportare in presenza di imprevedibili sviluppi dei mercati finanziari.

Non ci vuole una laurea in economia per comprendere che gli Enti, per mezzo di leggi stupide ed inumane, debbano tener conto, innanzitutto, del proprio bilancio (soldi, entrate-uscite) e che gli stessi pur di pareggiare i conti per rientrare nei patti di stabilità economica stabiliti dall’Unione Europea si siano spinti ad usare strumenti finanziari (derivati…) con l’intenzione di far quadrare i conti ma peggiorando i bilanci e soprattutto svendendo beni demaniali, suoli pubblici e risorse fondamentali per la qualità della vita a vantaggio delle banche private.

scrive Amura: le scarse risorse municipali non riescono ad esaudire le richieste che vengono dal basso a proposito di welfare, sviluppo, ambiente e territorio. E nei cittadini monta un senso di frustrazione.

E poi ancora articoli che ci raccontano i debiti con l’inchiesta Derivati, Comuni in rosso Debiti per 27,2 miliardi di Sergio Rizzo. Le amministrazioni e gli effetti della finanza «creativa». L’allarme era stato già lanciato dalla Corte dei conti. Nell’articolo si legge: I Comuni che hanno contratti con le banche potenzial­mente tossici sono 737. Oltre a 40 Province e 13 Regioni. Il debito complessivo dei Comu­ni con i prodotti derivati è di 27,2 miliardi: 1.429 euro per ognuno dei 19 milioni 75.781 abitanti compresi in quei territori.

Leggete pure cosa pensa la chiesa sulla questione finanziaria, senza parole: Quindi il garbato botta e risposta tra Tremonti e monsignor Fisichella. Il presidente della Pontificia accademia della vita e il ministro dell’Economia dibattono sull’enciclica ‘In caritas veritate’ di Benedetto XVI. Sullo sfondo, la questione dei paradisi fiscali: Fisichella citando l’enciclica, spiega non c’è nulla di male se portare capitali all’estero vuol dire creare sviluppo e benessere. Mentre Tremonti ovviamente parla di nuovo ordine mondiale costantemente: Gubbio (Perugia), 12 set. – (Adnkronos) – “Abbiamo corso il rischio di avere gli effetti disastrosi di una guerra senza aver combattuto una guerra. Siamo andati vicini a una rottura del sistema, molto vicini all’interruzione radicale dei meccanismi finanziari con effetti sociali. E ne siamo usciti evitando gli effetti di una guerra che non abbiamo mai dichiarato con il principio di un nuovo ordine mondiale. E’ iniziato il disegno di una nuova ‘tabula mundi’”.

E dopo l’inquietante visione della Chiesa sui paradisi fiscali, leggete cosa pensa una persona molto informata sui fatti e sulle tecnologie finanziarie, Moisés Naìm, sugli stessi.

Tratto da Ferruccio Pinotti e Luca Tescaroli, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354 (intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit) colletti-sporchi: Quando menzionammo il fatto che quasi ogni giorno sembra che vengono inferti colpi mortali al sistema dell’illecito, con le televisioni che danno notizia di arresti eccellenti di trafficanti di ogni genere, anche di riciclatori, Naìm risponde: “Peccato però che la mole dei traffici sporchi non faccia che crescere a vista d’occhio, e quindi, per quanto abbiamo ripetuto finora, ciò significa che aumenta di pari passo il riciclaggio di denaro. Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”.

Presa una certa visione sulla questione moneta, paradisi fiscali e finanza, qui sorgono dubbi e perplessità, se i soldi sono così importanti perché non si applica la Costituzione? (art.47 La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.) Perché non si cancellano questi stupidi patti di stabilità? La Corte dei Conti parla chiaro: crescente indebitamento degli enti locali, la conseguente necessità di reperire nuove risorse finanziarie. La questione è tutta qui: cos’è il debito pubblico? Perché c’è un debito pubblico? Se i soldi sono nostri perché ce li prestano?

Ecco alcuni principi fondamentali che sono stati messi in secondo piano per stupide leggi finanziarie:
Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Dal sito della Banca d’Italia si legge: Per conseguire la stabilità dei prezzi, la banca centrale influisce sulle condizioni del mercato monetario e, quindi, sul livello dei tassi di interesse a breve termine. Ed è altrettanto semplice vedere o rivedere Genius Seculi per comprendere che un sistema intrinsecamente inflazionistico non può tenere i prezzi stabili e, l’andamento del debito pubblico è, ovviamente, in costante aumento in tutti Paesi che adottano una Banca centrale privata col sistema della riserva frazionaria, non può essere diversamente. Infatti, in gergo la chiamano proprio economia del debito. L’illecito (poiché viola gli artt. 1 e 47 Cost.) scambio fra BCE e Governo con moneta privata creata dal nulla e titoli di Stato è aggravato di interessi e, questo lascia intendere a tutti che il debito è inestinguibile poiché, per pagare il debito ci vogliono altri pezzi di carta stampati dal nulla di proprietà della BCE. Cos’è l’usura? Il sistema inventato dalla FED è stato anche avallato dal neo presidente USA Obama che ha riconfermato il governatore della FED, insomma in perfetta linea con l’amministrazione Bush che premiava le persone che dovevano controllare la sicurezza nazionale (vedi 11 settembre). 3 settembre 2009 (MoviSol)Annunciando il rinnovo del mandato per Ben Bernanke a capo della Fed, il 25 agosto, il Presidente Obama ha chiaramente segnalato la propria intenzione di continuare la politica di salvataggio del sistema monetario liberista anglo-olandese e di bancarotta dello stato Americano. La decisione non era nemmeno urgente, perché il mandato di Bernanke scade tra cinque mesi. Potrebbe benissimo averlo fatto per limitare l’impatto negativo delle cifre del deficit, annunciate nel pomeriggio dello stesso giorno. Obama non poteva fare diversamente dato che negli USA vige il sistema “democrazia SpA” cioè i partiti sono aziende e possono ricevere fondi privati, solo questo dovrebbe bastare per comprendere che non esiste alcuna democrazia rappresentativa negli USA. Obama è stato finanziato anche dalle banche che hanno fatto fallire l’economica mondiale, le stesse che hanno finanziato anche il suo concorrente per la presidenza. Il sistema USA è il trionfo dei conflitti di interesse ed il funerale dell’etica e della morale.

In buona sostanza tutte queste norme, leggi e procedure di finanza pubblica vanno nella direzione opposta indicata dalla Costituzione e cioè obbligare gli Enti pubblici ad usare una moneta privata ed aumentarne la crescita nel suo utilizzo anche con mezzi tecnici finanziari incomprensibili ai più. Lo Stato aumenta il suo debito ed in cambio concede economia reale alle banche private mentre esse in cambio danno pezzi di carta stampati “dal nulla” (senza alcun controvalore, una volta era l’oro), cioè le banche non scambiano merci o beni tangibili, reali ed anche per questa ragione è possibile muovere causa contro gli istituti di credito com’è avvenuto nel 1969 negli USA (testo Zeitgeist Addendum), facendo invalidare un contratto di mutuo bancario. La poca disponibilità di moneta non consente di assolvere i compiti indicati dalla Costituzione ma, per risolvere il problema è sufficiente far prevalere buon senso e ragionevolezza al posto dell’economia inventata che oggi opprime i diritti di tutti i popoli.

La protesta La Lega porta i sindaci in piazza. «Il patto di stabilità ci ostacola». Sì da 400 primi cittadini: al prefetto le fasce tricolore. Milano non c’è. I sindaci lombardi ci riprovano: stamattina alle 10 sono scesi in piazza, prima per un faccia a faccia con i cittadini, poi in corteo fino alla prefettura di Milano. Un breve corteo: pochi minuti a piedi separano piazza San Babila, luogo del concentramento, da Palazzo Diotti in corso Monforte, dove alle 11 vengono consegnate simbolicamente le fasce con il tricolore al prefetto Gian Valerio Lombardi. (8 aprile 2010)

Antonio Miclavez con euflazione, suggerisce una soluzione del problema. Ma anche la JAK bank sembra essere una buona soluzione, una banca che non crea profitti, simile alla soluzione proposta da Miclavez. La condizione necessaria, però è che la banca sia dello Stato per annullare  il debito.

Purtroppo l’ignoranza di noi cittadini, sul tema della sovranità monetaria, si associa alla corruzione dei politici servi dei banchieri e, consentiamo che i nostri diritti fondamentali vengono usurpati tutti i giorni, costretti anche a morire, a volte, per procurarci quei pezzi di carta stampati dal nulla e strumento di debito pubblico poiché prestati a noi, per mezzo di una consuetudine illegittima ma consolidata e sostenuta nel tempo dai nostri dipendenti eletti spesso ignoranti ma anche molto corrotti.

Speculazioni edilizie, assenza di servizi primari, come sanità, istruzione sono tutti comportamenti illeciti figli di una cultura del consumo, della rendita, dell’avarizia che ha radici nel dogma religioso della moneta, quel mezzo divenuto, illegalmente, di proprietà privata. Quando il Trattato di Lisbona diventerà legge, la nostra Costituzione che ci tutela almeno sulla carta, passerà in secondo piano ma, soprattutto si legalizzerà l’usurpazione della sovranità monetaria ed il sistema economico inventato dai banchieri basato sulla crescita per la crescita dovrà esser accettato. La salvezza sarà uscire dall’Unione Europea ed imitare molti Paese liberi che usano vera democrazia e moneta popolare. Ma in questi giorni una speranza è affidata al popolo irlandese se voterà di nuovo NO all’antidemocratico Trattato di Lisbona.