Soluzioni e idee per un Paese più bello

Il mainstream non fa altro che ripetere ossessivamente l’opinione dei politici, difficilmente si ascoltano voci diverse e soprattutto proposte ragionevoli. Diversamente accade nelle librerie, ci sono migliaia di “voci” inascoltate, idee brillanti, opinioni ragionevoli, semplici e di facile applicazione. Purtroppo l’Italia non è un paese di lettori, questo ci dicono i dati, ma non vuol dire che l’interesse a leggere possa diminuire ancora o persino aumentare.

Nei libri che leggo ho già trovato tante soluzioni pratiche e creative per risolvere ogni problema sociale che ci riguarda, e come l’ho fatto io, molto altri l’hanno fatto, ma i molti lettori nella realtà sono pochissimi rispetto agli aventi diritto al voto e spesso la maggioranza degli italiani non è molto attenta alle questioni politiche, anzi.

Maurizio Pallante ha scritto un altro libro sulla decrescita felice e come sempre racconta fatti e opinioni con una straordinaria lungimiranza, speranza creativa e innovativa. Chiunque intenda cambiare il sistema e sente di dover cambiare paradigma culturale per scoprire “nuovi” modi di pensare e agire ha trovato pane per i suoi denti.

Come premessa è necessario descrivere tre capovolgimenti culturali, strettamente correlati tra loro, operati da un sistema economico che ha identificato il senso del lavoro con la crescita della produzione di merci e, di conseguenza, la ricchezza con il denaro, cioè la capacità di acquistare merci. Il primo è la sussunzione del concetto di beni (gli oggetti e i servizi che rispondono a un bisogno o soddisfano un desiderio) nel concetto di merci (gli oggetti e i servizi che si comprano). In conseguenza di questa sussunzione,  nell’immaginario collettivo si è radicata la convinzione che tutte le merci siano beni, anche quelle che non rispondono a nessun bisogno e non soddisfano nessun desiderio (per esempio il cibo che si butta, l’energia termica che si spreca in un edificio pieno di spifferi e coibentato male), e che la maggior parte dei beni si possano più vantaggiosamente ottenere sotto forma di merci: ciò che serve si deve, o conviene, comprarlo. (Meno e meglio, pag. 73)

Roberto Cavallo, esperto in gestione dei rifiuti, ci consegna un testo che aiuta comunità e cittadini nel mettere in pratica gesti quotidiani virtuosi per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti. Un libro semplice e simpatico, ricco di dati, spunti e riflessioni che ci aiutano a praticare la decrescita felice poiché i rifiuti sono solo materie prime seconde da riutilizzare, mentre il concetto di rifiuto stesso può esser cancellato applicando il riciclo totale e le regole di ecodesign nella progettazione delle materie.

l’Italia è il terzo consumatore al mondo di acqua minrale. […] La preforma è trasportata nell’impianto di imbottigliamento in confezioni da 20.000 pezzi e li sarà poi soffiata al momento del riempimento. Fermiamoci un momento. Ma dove sono le fabbriche che fanno le preforme? Quanto distano le fabbriche che fanno le preforme dagli stabilimenti che imbottigliano? E poi dall’imbottigliamento ai centri di stoccaggio? E dai centri di stoccaggio ai magazzini centrali? E dai magazzini centrali ai punti vendite? […] le fabbriche che producono preforme sono in Polonia, in Lituania e che le poche fabbriche italiane importano il polimero dalla Russia, dalla Germania o addirittura dagli Stati Uniti. (Meno 100 chili, pag. 89)
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