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La politica delle risorse sostituirà l’obsoleta religione della crescita infinita, ossia il neoliberismo. L’Italia sembra essere un paese saccheggiato e colonizzato da un’élite degenerata che ha teleguidato una classe dirigente psico programmata per accentrare poteri e ricchezze virtuali nelle mani di pochi. Alla luce dei disastri attuali prodotti da trent’anni di politiche sbagliate, oggi esiste l’opportunità di cambiare grazie all’impiego di nuove strategie e nuove tecnologie che consentono una migliore distribuzione delle ricchezza reale ed applicare un minimo di democrazia economica.

L’anno che verrà [2013] porterà una serie di cambiamenti, anche se continuasse la politica dell’austerità imposta dall’élite attuale. Oltre ai limiti dello sviluppo, siamo giunti ai limiti della pazienza ed ai limiti della sopravvivenza quotidiana. Il 28 agosto 2012 abbiamo superato il limite di risorse non rinnovabili che la Terra riesce a generare entro un anno (overshoot day). In soli otto mesi abbiamo esaurito le scorte, e per i successivi quattro rubiamo risorse al futuro.

Ci sono diversi settori che possono produrre reddito e creare nuova e migliore occupazione, cioè socialmente utile. L’industria delle costruzioni, della mobilità intelligente, e dell’agricoltura naturale sono ambiti strategici determinanti.

Un indicatore importante sarà la progettazione qualitativa ed eco-efficiente. L’industria delle costruzioni e soprattutto la progettazione architettonica sono l’ambito industriale che esprimono meglio questo concetto, poiché sono già utilizzati principi di eco design e l’analisi del ciclo vita per misurare la qualità nella progettazione stessa. E’ necessario investire in un piano di rigenerazione urbana sull’intero patrimonio edilizio esistente, con piani di recupero dei tessuti edilizi arrivati a fine ciclo vita e la conservazione dei centri storici. Esistono 26 città in contrazione, le più popolose d’Italia che abbisognano di interventi rigenerativi. L’innovazione tecnologica ci consente di misurare, prima del progetto, quali impatti ci saranno sull’ambiente, per la salute umana ed i possibili sprechi, queste informazioni qualitative determinano la scelta finale del progetto e condizionano l’economia reale. Questa rivoluzione ecologica è già partita, anche grazie agli incentivi sul “conto energia”, che oggi sono al termine, pertanto ci possono essere dei freni ad un mercato in evidente difficoltà. Se ci fosse una Repubblica sovrana con una politica monetaria e industriale si potrebbero finanziare piani nazionali per tutelare il suolo ed il patrimonio culturale dal rischio sismico: nuova occupazione. Già in questi anni sono partiti piani di decrescita energetica per raggiungere l’auto sufficienza con reti di smart-grid, questo è possibile ove si applica un mix tecnologico (sole, vento, acqua e geotermia). Negli anni trascorsi ci furono diversi strumenti giuridici chiamati “programmi complessi” che potrebbero essere finanziati nuovamente prendendo le risorse dalla negoziazione del debito estero e degli immorali interessi che si pagano sullo stesso debito. Per farlo ci vorrebbe una classe politica intellettualmente onesta e rispettosa del contratto costituzionale.

Lo stesso ragionamento circa l’eco-efficienza può essere mutuato nella mobilità, ad esempio è noto che gli italiani non hanno bisogno di nuove automobili, ma di motori eco-efficienti. Anziché incentivare la vendita di nuove auto è necessario avviare un’evoluzione tecnologica e progettuale come si sta avendo nelle tecnologie architettoniche ed energetiche, quindi bisogna sostituire i motori a combustione con i motori elettrici molto più efficienti, ma soprattutto a zero emissioni gassose. Questa scelta coinvolge tutte le auto officine che si troveranno cariche di lavoro nella sostituzione dei motori: nuova occupazione ed economia che rimane sul territorio. Una ulteriore spinta ci sarà nel mondo delle bici pedelec, a pedalata assistita, senza dubbio il mezzo di trasporto cittadino più intelligente che possiamo avere oggi.

Nell’agricoltura possiamo progettare un’evoluzione e transitare dal modello agri-industriale che riduce la capacità dei suoli di produrre cibo per mezzo degli agenti chimici inquinanti, e avviare la diffusione di massa di pratiche di agricoltura naturale che rigenerano i suoli. Questa scelta consente di avviare la nascita di nuove aziende agricole auto sufficienti energeticamente grazie alle tecnologie odierne (geotermia, micro eolico, etc..), e che producono cibo per il territorio: nuova occupazione ed economia reale che rimane sul territorio.

Un piano nazionale di riuso e riciclo delle materie prime seconde, erroneamente chiamati rifiuti, consente di ridurre gli sprechi, di chiudere tutti gli impianti di incenerimento presenti sul territorio e di creare nuova e migliore occupazione.

L’attivazione della politica delle risorse come piano industriale nazionale che coinvolge sinergicamente tre settori: costruzioni, mobilità e agricoltura consente di avviare un processo virtuoso determinante per l’economia italiana, poiché è un’alternativa alla religione della crescita, e quindi ridurrà il prodotto interno lordo, ma consentirà di avere nuova occupazione socialmente utile e migliorerà la qualità della vita. Senza il ripristino della sovranità sarà difficile avviare una politica industriale nazionale  e questa responsabilità spetta ai cittadini che devono controllare in maniera efficace l’operato di chi amministra, ed ai dipendenti eletti che sono obbligati ad applicare la Costituzione: sovranità popolare, uguaglianza, tutela del paesaggio, dell’ambiente e della salute, democrazia economica e tutela del credito.

Questa proposta ribalta un paradigma obsoleto poiché la politica delle risorse non si pone l’obiettivo della piena occupazione in quanto tale, ma si pone la domanda di quale occupazione creare e come crearla, con quali criteri progettuali ed in quali ambiti. Ci possiamo rendere conto che nella prevenzione e nella lotta all’obsolescenza pianificata ci sono maggiori e ampi margini di intervento rispetto agli impieghi obsoleti che abbiamo erroneamente inseguito in questi ultimi trent’anni. Nella sostanza, una volta bonificati tutti i siti inquinati, fra l’altro lavoro che bisogna ancora iniziare a fare, è ragionevole rendersi conto che l’Italia ha bisogno più di contadini, restauratori, biologici, fisici piuttosto che di manager, avvocati e commercialisti.

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Che gli italiani fossero incapaci sulla gestione dei rifiuti lo sapevamo già, e che un organo sovranazionale accerti quanto il popolo già sapesse è un esercizio di ripetizione che può tornare utile. Il Corriere on-line titola: l’accusa è di «non aver creato una rete adeguata di recupero e smaltimento» Rifiuti in Campania, Italia condannata «Messi in pericolo l’uomo e l’ambiente» La Corte di giustizia Ue accoglie il ricorso presentato dalla Commissione nel 2008: congelati 500 milioni.

Quello che tutti non sanno però è che pochi giornalisti fanno, è chiarire come sia stato possibile arrivare a questi danni sanitari ed ambientali. “Ignoranti si ma stupidi no”, potremmo sintetizzare.

La Campania è stata oggetto di un particolare laboratorio politico, ampiamente usato all’estero e denominato economica dello shock. La magistratura inquirente ha dimostrato quello che una stretta minoranza della cittadinanza ha ben compreso e cioè la cattiva fede dei dipendenti eletti per rubare le casse dello Stato. Nella sostanza, per favorire gli interessi delle SpA si erano adottate misure politiche molto particolari, partendo dalla struttura del Commissariato che prendeva decisioni in deroga alle norme vigenti per impedire un’efficace trasparenza che poteva infastidire la spartizione degli appalti e degli incarichi. Analogie di questo tipo si possono notare nelle inchieste di oggi sui lavori affidati per il G8, la Maddalena e l’Aquila. Il primo diktat per rubare a norma di legge è cancellare la democrazia. Insomma, i disastri producono profitti per pochi se vengono gestiti con estrema celerità e con procedure speciali per l’affidamento dei lavori “necessari” da eseguire.

Per il caso Campania sono emerse le prove di un disastro pianificato in quanto esistevano e ci sono ancora tutti gli impianti necessari per riciclare e trattare i rifiuti urbani. Partendo dalla base, i Comuni sono responsabili della raccolta dei rifiuti, e vi sono da molti anni le direttive per eseguire una raccolta differenziata “porta a porta” a regola d’arte e non è un caso che in Campania vi siano territori senza problemi ed altri, come la città di Napoli, abbandonati all’inciviltà. Gli amministratori sono politicamente e penalmente responsabili. La soluzione più idonea, a tutela della salute umana è conosciuta ed applicata un po’ ovunque: ridurre, riusare e riciclare. Oltre il 90% dei rifiuti prodotti dall’industria è riciclabile, il restante non è pericoloso e diventerà illegale progettarlo poiché non compatibile con la natura. Il concetto stesso di rifiuto non esisterà più. Quindi non esisteranno più le discariche e neanche gli obsoleti e pericolosissimi inceneritori.

Non ci vuole una Corte europea per individuare i responsabili ma solo cittadini informati, civili e consapevoli.

Per la prima volta in Campania, forse, le cose sono ben chiare: il Commissariamento alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Prodi-Berlusconi) ha pianificato il disastro che ha portato profitti ai vari soggetti politici ed imprenditoriali interessati a rubare, di vario colore politico, il dogma era ed è: opprimere il popolo per aumentare i profitti.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che gli attuali soggetti politici nominati in Parlamento non curano gli interessi del popolo sovrano ma eseguono scelte deliberate altrove (club Bilderberg, Commissione Trilaterale e “BCE+SpA”), il legislatore è una solo una camera di registrazione e non più di dibattito politico.

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Persino la Corte dei Conti aveva lamentato il fatto che la scrittura privata tra il ministero della Salute e la multinazionale farmaceutica Novartis fosse di fatto coperta da segreto. Non solo, sempre la Corte dei Conti aveva parlato di condizioni troppo favorecoli a Novartis, fra i quali l’assenza di penali, l’acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite (vedi allegato).Oggi possiamo leggere il contenuto di questo contratto, pur se con non pochi omissis. La scrittura risale al 21 agosto 2009, ed è firmata dal direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e dall’amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Nel testo, si regolamento l’acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa.

(Fonte: Pietro Raitano, altraeconomia)

Con 184 milioni di euro il Governo avrebbe potuto sostituire 20 inceneritori dannosi per la salute umana con 20 impianti di riciclo virtuosi per applicare i principi costituzionali ed applicare la legge dello Stato (testo unico ambientale art. 179-180) che indica prioritariamente la prevenzione ed il riciclo dei rifiuti (prevenzione primaria). In termini occupazionali il rapporto fra inceneritore ed impianto di riciclo è di circa 1 a 6. Con un investimento nel riciclo si sarebbero avuti 1200 nuovi posti di lavoro per la sola gestione degli impianti da sommare con circa il quadruplo (5000 addetti) per l’indotto delle raccolte differenziate “porta a porta” da valutare con l’estensione del territorio e con i rifiuti da raccogliere.

Ricordatevi il clima di emergenza sui rifiuti creato ad acta per speculare e pensate che la costruzione di impianto di un riciclo richiede, di solito, solo fra gli 8 ai 12 mesi di tempo per vederlo avviato ed operativo.

Un solo impianto di riciclo, in base alle tonnellate di rifiuti differenziati da riciclare può costare dai 5 ai 10 milioni di euro (taglie ideali per una provincia estesa e popolosa (1.020.000 abitanti) come quella di Salerno) mentre un inceneritore che danneggia la salute può costare, addirittura, 180 milioni di euro.

Invece no, l’esatto opposto, sprecare danaro pubblico a sostegno di una SpA che vende un vaccino inutile.

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Parma, 2 aprile 2009. Pubblico dibattito sulla gestione dei rifiuti, la Provincia di Parma, pur adottando l’Agenda21, ha già deliberato a favore di ENIA SpA per costruire un inceneritore. Sono presenti gli ass.ri all’ambiente del Comune, Cristina Sassi, e della Provincia, Giancarlo Castellani, accompagnati da ben sette tecnici sia dell’azienda sanitaria locale (AUSL) e sia dell’azienda ambientale della Regione Emilia Romagna (ARPA).

Assenti i diretti responsabili, il Sindaco di Parma Pietro Vignali ed il Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli.

1) L’Unione Europea ha adottato il principio di precauzione che stabilisce: in un clima di incertezza sanitaria ed ambientale nessun Ente pubblico può deliberare la costruzione di impianti insalubri di cui, appunto, non si conoscano i rischi in assenza di certezze scientifiche. Per tutti quegli impianti già esistenti, invece, la letteratura medica internazionale fornisce precise indicazioni sui rischi sanitari ove siano stati costruiti impianti di incenerimento. Per quale ragione nella conferenza di servizi gli Enti pubblici non hanno applicato il principio di precauzione?

letteratura medica: http://www.ncbi.nlm.n… U.S. National Library of Medicine and the National Institutes of Health. Digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 797 documenti, invece digitando waste incineration compaiono ben 2057.

Ecco un documento estratto dalla letteratura medica:
Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.
DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Un documento estratto dalla letteratura medica che insegna nelle facoltà di medicina:
(Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315) Rischi e patologie da metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica. Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità.
Esposizione a polveri, fumi, vapori e gas e flogosi cronica delle vie aeree. […] Per un corretto all’inquadramento diagnostico approccio delle broncopatie cronico professionali è pertanto necessario conoscere i fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro (fattori esogeni professionali), poi i fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita (fattori esogeni non professionali) e ancora quelli legati all’ospite (fattori endogeni). Inoltre è necessario conoscere e utilizzare correttamente le tecniche diagnostiche e statistico-epidemiologiche, essenziali per poter disporre di dati attendibili.

2) L’Unione Europea adotta il principio chi inquina paga, chi pagherà i danni ambientali e biologici?

Le bugie hanno le gambe corte

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. L’ordinamento giuridico e la nostra Costituzione adotta i seguenti principi:
Il principio del buon andamento: tale principio indica l’obbligo per i funzionari amministrativi e in generale per tutti gli agenti dell’amministrazione di svolgere la propria attività secondo le modalità più idonee ed opportune al fine della efficacia, efficienza ed economicità (RESTA) Per efficacia si intende l’idoneità dell’azione amministrativa a perseguire gli obiettivi legislativamente enucleati in tema di tutela degli interessi pubblici. L’economicità impone, invece, l’ottimizzazione dei risultati in relazione ai mezzi a disposizione. L’efficienza è la realizzazione dei propri obiettivi con il minore sacrificio possibile per gli interessi degli cittadini.

3) Dunque in relazione all’efficacia ritenete di esser stati idonei a perseguire gli obiettivi di legge che prevedono prioritariamente la prevenzione ed il riciclo dei rifiuti?
4) L’impianto di riciclo di Vedelago (TR) costa 5 milioni di euro, ritenete di aver risparmiato soldi pubblici?
5) In relazione all’efficienza oltre ai danni ambientali dei suoli, ai danni biologici causati dalle micro e nanopolveri, ai costi della TARSU, ai costi dei contributi CIP6 e del teleriscaldamento che pagheranno i cittadini, quanti sacrifici si dovranno ancora subire?

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. Il principio di imparzialità: tale principio è desumibile dal combinato disposto degli artt. 3 e 97 Cost. e attiene sia agli aspetti organizzativi che a quelli propriamente funzionali. L’imparzialità assume non solo il significato di divieto di discriminazione, ma anche la valenza di principio positivo, che obbliga la pubblica amministrazione procedente a non privilegiare pregiudizialmente un particolare interesse, ma ad identificare e valutare tutti gli interessi coinvolti sì che la scelta finale possa atteggiarsi a risultato consapevole e coerente di una completa rappresentazione dei fatti e degli interessi in gioco.

6) Con quale criterio di merito il Comune di Parma, quale socio di ENIA SpA, ha potuto deliberare a favore dell’inceneritore?
7) Per quale ragione la Provincia di Parma non ha tenuto conto delle alternative all’incenerimento e cioè degli impianti di riciclo più economici e più congrui alle strategie politiche indicate dalla legge dello Stato?
8) Per quale motivo si intendono bruciare i rifiuti quando gli stessi rappresentano una risorsa che può essere trasformata e rimessa nel mercato?

Rifiuti Zero Jeff Morris Economista Analisi Ciclo Vita

9) Perché sono state ignorate 10.000 firme di cittadini residenti a Parma e provincia contrari all’inceneritore?
10) Perché esiste ancora la TARSU, tassa impropria che l’UE ha indicato di sostituire con la Tariffa puntuale (TIA)? E quale metodo intendete di usare per la TIA?
11) Perché avete ignorato l’appello dei medici emiliani che hanno chiesto una moratoria contro gli inceneritori?

12) Perché la Provincia di Parma ha fatto pubblicare una menzogna?

Disinfomazione e manipolazione,

13) Chi ha il potere amministrativo per impedire la costruzione dell’inceneritore e proporre un impianto di riciclo?

INCENERITORI E CONFLITTI AMBIENTALI
Come è andato il seminario che si è tenuto a Bologna, presso la Regione Emilia Romagna, l´11 gennaio 2010 su dinamiche in atto ed esperienze di comunicazione e di coinvolgimento in merito alla presenza di impianti di incenerimento di rifiuti, nell´ambito del progetto Moniter.
[intervento] Marco Biocca, Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, ha introdotto il suo intervento parlando dei rischi ambientali e per la salute come problema centrale per le comunità che mettono in gioco la capacità di governante locale.[…] Correlato con il tema delle incertezze tecniche è poi quello del “Principio di precauzione”. Principio da seguire quando un’attività suscita il forte dubbio di essere dannosa per la salute e l’ambiente: occorre prendere le necessarie misure precauzionali anche in assenza di una chiara relazione causa effetto dimostrata su base scientifica fra quella attività e il danno che ne potrebbe derivare. Quindi si è soffermato sulla comunicazione del rischio, che non è solo l’accesso o la diffusione di informazioni, ma è lo scambio di informazioni in merito alla valutazione e alla gestione dei rischi tra coloro che ne hanno titolo (istituzioni, politici, imprese, organizzazioni sociali, mass media, esperti, cittadini). Ha infatti affermato la tesi che la comunicazione tra tutti i soggetti interessati a gestire un rischio per la salute o per l’ambiente è la condizione migliore per trovare la strada più adeguata. Infine ha introdotto il concetto di “cittadini competenti” (ripreso da diversi altri interventi nel corso del seminario), di coloro cioè che, per interesse personale, professionale o istituzionale, hanno la possibilità attraverso le loro azioni di influire sulle scelte per la salute.

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Umberto Veronesi, oncologo, nella trasmissione televisiva di RAI TRE condotta da Fabio Fazio disse che gli inceneritori inquinavano zero. E’ sufficiente avere la rete di internet a casa per consultare la letteratura medica internazionale (digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 759 documenti – aggiornamento al 7 aprile 2010 i documenti sono 2362) e,  capire che quell’affermazione non aveva alcun fondamento scientifico. In uno di questi documenti on-line:

Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.

DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Dal sito internet della fondazione veronesi fra i parterners ci sono ACEA SpA, Veolia, ENI ed ENEL. ACEA e Veolia notariamente gesticono inceneritori, ed ENI ed ENEL inquinano con le loro centrali.

nanopathologyLe affermazioni di Veronesi furono usate dai dipendenti eletti per rassicurare le popolazioni ove sono in corso di progetto e realizzazione gli inceneritori. Tutt’ora molti politici si rifanno alle affermazioni di Veronesi come fonte scientifica autorevole e sicura.

Nel video fatto da qui Milano libera, Veronesi dice: che non faccia male alla salute non c’è niente […] ma io non sono un esperto di inceneritori […] mi occupo di salute […] i miei esperti mi hanno giurato che non c’è un effetto importante sulla salute[…]

Da Fazio disse, senza alcun contraddittorio. Fazio chiese: quanto c’è davvero il rischio di tumore, per esempio portato dai termovalizzatori? Umberto Veronesi: zero. Tutte le inchieste che abbiamo fatto, libri e libri non hanno portato a nessuno evidenza di aumento di tumori nelle popolazioni circostanti ai termovalorizzatori.

Ricordiamoci che l’Italia adotta il principio di precauzione ed in caso di incertezze i decisori politici devono optare per la scelta zero, cioè non costruire impianti a rischio.

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Questo non è un mondo normale. In un Paese civile nessuno darebbe un centesimo a certe persone, invece…

Non c’è dubbio che i mali maggiori siano l’ignoranza, l’irresponsabilità e l’incoscienza dei cittadini apatici alla politica.

Report Pm10 – 04 giu 06 – parte01

Rassegna stampa caso fonderie Pisano

Aggiornamento, assemblea di Zona novembre 2008

la costituzione spiegata a mia figliaVediamo cosa dice la Costituzione: La libertà di iniziativa economica privata non è assoluta, ma incontra limiti oggettivi nel fatto che non deve porsi in contrasto con l’utilità sociale e non deve recare danno alla sicurezza , alla libertà, alla dignità umana. Tratto da Giangiulio Ambrosini, la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi, pag. 50.

Inoltre ricordiamoci tre principi costituzionali fondamentali:

  • Principio di legalità: tale principio sancisce la corrispondenza dell’attività amministrativa alle prescrizioni di legge.
  • Principio di buon andamento: tale principio indica l’obbligo per i funzionari amministrativi, e in genere per tutti gli agenti dell’amministrazione, di svolgere la propria attività secondo le modalità più idonee ed opportune al fine della efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa.
  • Principio di ragionevolezza: alla luce della legge 241/90 l’azione amministrativa, al di là del rispetto delle prescrizioni normative, deve adeguarsi ad un canone di razionalità operativa, sì da evitare decisioni arbitrarie ed irrazionali.

diritto amministrativoIl Sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione comunale; egli, pertanto, è legittimato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 50 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti in presenza o meglio per far fronte ad un pericolo imminente ed attuale. L’articolo 50, comma 5°, D.Lgs. 267/2000 si collega con l’articolo 54 del D.Lgs. 267/2000 il quale al comma 2° dispone che il Sindaco, nella qualità di ufficiale del Governo, può adottare provvedimenti contingibili ed urgenti con lo scopo, la finalità di reprimere e prevenire pericoli che minacciano la pubblica incolumità. […] In sostanza, gli articoli 54 e 50 T.U. attribuiscono al Sindaco lo stesso tipo di potere; il primo fa riferimento ad un’ipotesi più generica, ossia alla tutela dell’incolumità dei cittadini. Il secondo, invece, fa riferimento ad un ambito circoscritto e più delimitato, ovvero la sanità e l’igiene pubblica.

In definitiva il Sindaco è responsabile civilmente e penalmente in materia di salute pubblica.

Ora ripensate alle parole nel video su mostrato, ed ai concetti ed ai principi su citati: legalità, buon andamento, efficacia, efficienza, ragionevolezza , li ha avete fissati bene in mente? Accostateli con calma all’immagine del sig. De Luca, con calma. Se avete una coscienza sveglia troverete l’uscita del tunnel, nel quale Salerno è richiusa.

Ora sappiamo anche, che in questo periodo la Procura di Salerno non gode di buona salute, visto l’allontanamento ingiustificato e, la grave ingerenza politica nei confronti di quei magistrati (Apicella e Nuzzi) che in passato avevano anche chiesto l’arresto per Vincenzo De Luca e Mario De Biase. Nel nostro Paese si è ormai concretizzata una dittatura “dolce”.  Il popolo sovrano ha il potere supremo, solo che non lo sa, per ripristinare principi di uguaglianza e giustizia attraverso comportamenti ed atteggiamenti radicati nell’etica. I partiti/banche ovviamente non hanno alcun interesse ad andare verso una democrazia compiuta e matura, ove ci siano strumenti di democrazia diretta e, dove i giudici (Corte Costituzionale e dei Conti) sono eletti direttamente dal popolo su base meritocratica.

CAAL: Salerno, De Luca e l’inquinamento

Rifiuti: che fare? E carta geochimica ambientale

sempre in questo blog sullo stesso tema:

Tutela del diritto alla vita

Salerno, giustizia e tutela della salute? Chi le ha viste?

Salerno, fonderie Pisano, inspiegabile…

Ve lo ricordate bene il sig. De Luca che vuole costruire un inceneritore a Salerno? Obama ha vinto le elezioni parlando anche di rifiuti zero.

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Il Mattino (mercoledì 7 gennaio 2009, ediz. Salerno) titola a pagina 29. L’Arpac alla Procura: le fonderie inquinano. Polveri sottili, secondo gli accertamenti tecnici la quantità emessa nell’atmosfera è nociva. Antonella Barone scrive: Si. Le immissioni in atmosfera, prodotte dalle fonderie Pisano, superano i limiti consenti dalla normativa. E’ questo l’allarmante risultato comunicato dall’Arpac alla Procura della Repubblica, dopo una serie di controlli, disposti a novembre scorso dal sostituto procuratore Angelo Frattini, titolare della terza inchiesta sull’inquinamento prodotto dallo stabilimento di Fratte. […] Quest’ultima inchiesta del pm Frattini, avviata a novembre scorso, si affianca all’altra condotta dal suo collega Massimo Lo Mastro, che è in corso già da un anno e che nell’ultimo periodo ha subito un’accelerazione a seguito dell’ampia delega conferita ai carabinieri del Noe, dei Nas e del personale ispettivo dell’Asl per accertare non solo l’entità delle esalazioni, ma anche l’esistenza di un nesso di casualità fra le patologie delle vie respiratorie, che sarebbero state provocate dalle esalazioni e immissioni, provenienti dallo stabilimento.

Il cittadino può misurare il livello di sensibilità del Sindaco De Luca, dell’Arpac e dell’Asl/SA2, da questa notizia, si legge da il Mattino dell’8 gennaio 2009: Le centraline per monitorare l’area? Ci sono ma non funzionano come dovrebbero proprio a Fratte. Nell’ambito dei controlli della qualità di quanto respiriamo, infatti, il Cria, centro regionale per l’inquinamento atmosferico, ha installato tre centraline a Salerno una a Pastena, una in via Vernieri, una a Fratte presso la scuola Osvaldo Conti. Ma la “sensibilità” ed il rispetto della Costituzione è “garantita”, leggete: «Come Comune non possiamo monitorare direttamente l’inquinamento – dice l’assessore Gerardo Calabrese – Intanto abbiamo avviato uno screening per trovare un suolo idoneo dove delocalizzare l’impianto ma i 200mila metri quadri richiesti dai Pisano a Salerno non ci sono. Nel Puc abbiamo inserito una norma che consente, in presenza di delocalizzazione di impianti industriali inquinanti, di poter costruire con l’indice di fabbricazione più alto del comparto proprio per favorire le Fonderie». Cosa c’entra la delocalizzazione di impianto col rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo? Perché il Comune non ha ancora chiesto il risarcimento dei danni ambientali a Pisano? Anzi l’ass. Calabrese “confessa” palesemente gli aiuti concessi e previsti nel piano urbanistico approvato. Ecco la risposta di Luigi Pisano: Ma per delocalizzare una fonderia come la nostra ci vogliono 200 milioni, chi ci aiuta.

Il condannato Pisano, con due procedimenti penali in corso, ha la faccia tosta di voler essere aiutato. Dalla relazione fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica risulta (contabilità speciale N.1728) una delibera della Corte di Conti (N.16/2002/G, adunanza 18 dicembre 2001) risulta che per le Fonderie Pisano & C siano stati destinati 1.685.842.000 di lire per mezzo della legge 219/81 (articoli 21 e 32) per stabilire la ripresa nei territori colpiti dal sisma degli anni 1980 e 1981.

Questo è il mondo politico che “ragiona” alla rovescia, la vita non ha alcun valore e si aiutano i condannati invece di applicare la Costituzione. L’inutile, vergognose e puerile scarica barile degli Enti istituzionali ed il delirio dell’a.d. delle fonderie è segnale evidente che nessuno di questi vuole prendersi le proprie responsabilità. I cittadini devono farsi coraggio e comprendere che siamo gestiti da persone senza scrupoli. I politici capiscono due cose, come disse il chimico Paul Connet a Gambettola parlando del problemi dei rifiuti, i soldi che noi non abbiamo ed i voti; ora dobbiamo organizzare i voti ed orientarli verso una Lista Civica fatta da liberi cittadini per applicare la Costituzione e cambiare le regole introducendo strumenti democratici diretti.

Insomma la salute dei cittadini non viene monitorata e prevenuta poiché le istituzioni preposte non impiegano risorse (le nostre tasse) per farlo e, quindi non hanno strumenti e non ci sono dati epidemiologici e tossicologici aggiornati. Le Istituzioni fanno il monitoraggio dei Pm 2,5 e Pm 1 e Pm 0,1, cioè le polveri ultra fini? Non credo proprio.

Rischi e patologie da metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica. Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità.
Esposizione a polveri, fumi, vapori e gas e flogosi cronica delle vie aeree. […] Per un corretto all’inquadramento diagnostico approccio delle broncopatie cronico professionali è pertanto necessario conoscere i fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro (fattori esogeni professionali), poi i fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita (fattori esogeni non professionali) e ancora quelli legati all’ospite (fattori endogeni). Inoltre è necessario conoscere e utilizzare correttamente le tecniche diagnostiche e statistico-epidemiologiche, essenziali per poter disporre di dati attendibili. (Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315).

il giorno 7 settembre 2007 il CAAL (Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità) promosse un incontro al Centro Sociale di Salerno per condividere importanti informazioni in materia ambientale e non solo. Parlarono il prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale, Roberto Cavallo esperto di rifiuti e consulente per ACR+ e, Lorenzo Carmassi del coordinamento nazionale sulla Class Action vera. De Vivo mostrò la carta geochimica su Salerno evidenziando il pesante inquinamento causato dalle polveri sottili. Ricordiamo che le attuali norme in materia di limiti soglia sull’inquinamento atmosferico, colpevolmente, non prevengono la formazione di polveri ultrafini (nanometriche), più nocive e pericolose, di quelle grossolane di dimensioni macro.

Il quotidiano di Caltagirone non ci racconta nulla di nuovo, ogni tanto accende un faro sul caso fonderie Pisano e non fa altro che sottolineare gli enormi e colpevoli ritardi delle Istituzioni (Sindaco e Procura). Che ci sia un nesso fra sostanze chimiche antropiche e le patologie umane, questo lo insegna la scienza. I cittadini salernitani prima di considerare la vicenda, devono dare uno sguardo al quadro generale della politica locale. La Procura salernitana non sembra brillare per efficienza, capacità, trasparenza e rispetto dei principi costituzionali visto il caos istituzionale sulla nota vicenda Salerno-Catanzaro dove il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha deciso di spostare quei pochi pubblici ministeri che svolgevano indagini sul potere politico (De Luca e suoi fedeli). Comparare il lavoro dei pm salernitani con quello di altri, caso Enel a Porto Tolle, pm Felice Casson che produce una montagna di verbali e ricerche scientifiche per dimostrare il nesso fra causa ed effetto affidando le indagini a periti specializzati e chiedere il risarcimento del danno biologico per i parenti delle vittime. Dopo anni i pm Frattini e Lo Mastro non hanno prodotto nessun risultato, perché? Per quale ragione la Procura solo adesso (la prima denuncia di un cittadino contro le fonderie mi risulta nel 2003) ricerca il nesso fra causa ed effetto? Perché la Procura non indaga sulle eventuali responsabilità civili e penali di Sindaco, Arpac ed Asl? Perché il Sindaco, responsabile della salute dei cittadini, non ordina l’immediata chiusura delle fonderie? Perché il Consiglio Comunale ha premiato, nel Piano Urbanistico Comunale (PUC), le fonderie? Qual è la relazione politica fra il PUC, il non intervento del Sindaco De Luca e le fonderie Pisano?

Ricordiamoci anche, purtroppo, che il legislatore sui reati ambientali non prevede pene adeguate ai danni e che non ha alcuna intenzione di introdurre la vera class action, strumento giuridico determinante per avere giustizia.

Tratto da Piero Sirini, nel paragrado 5.4; Il comparto aria. Per valutare in modo corretto la natura e l’entità dell’inquinamento dell’atmosfera, inteso come alterazione delle sue caratteristiche qualitative in grado di produrre effetti negativi sulle specie animali e vegetali e, più in generali sugli ambienti biotici e biotici, si deve considerare che l’atmosfera risulta un sistema in equilibrio dinamico e in continua evoluzione. In tal senso, le caratteristiche dell’atmosfera devono essere intese come il risultato di un continuo scambio di energia, nonché di elementi e composti chimici tra l’atmosfera stessa e gli altri sistemi naturali (idrosfera, biosfera e litosfera). All’interno dell’atmosfera, inoltre, molte sostanze immesse per l’effetto di attività naturali (eruzioni vulcaniche, erosione delle rocce, trasporto eolico, incendi) o antropiche sono soggette a trasformazioni chimiche e fisiche che possono portare da un lato alla formazione di composti con caratteristiche più inquinanti di quelli da cui originano (inquinanti secondari), e dall’altro a rimozione di questi a seguito di processi di autodepurazione. I meccanismi di autodepurazione o di formazione di inquinanti secondari che hanno luogo in atmosfera possono essere di natura chimica (reazioni di ossido-riduzione, precipitazione chimica, adsorbimento …), fisica (trasporto o diluizione a opera del vento, deposizione secca e umida …) e biologica (fissazione da parte di batteri, …).Lo studio di meccanismi di trasporto degli inquinanti consente di individuare i bersagli che possono essere raggiunti da questi ultimi una volta che questi siano stati immessi in atmosfera da una o più fonti, nonché le rispettive concentrazioni. L’inquinamento atmosferico può dar luogo a effetti negativi provocati dall’alterazione delle caratteristiche dell’atmosfera stessa sia a livello locale (per esempio, aree urbanizzate, complessi industriali) sia a scala più ampia a seguito del trasportoe della diffusione degli inquinanti per effetto del moto delle masse d’aria. (Fonte: Piero Sirini, ingegneria sanitaria ambientale, McGraw-Hill, Milano 2002, pag. 164)

Nella letteratura medica gli effetti sanitari sull’uomo degli inquinanti conosciuti dalla chimica (leggasi le sostanze elencate dall’IARC, o dall’OMS) sono notissimi, ed è del tutto anomalo che le Istituzioni preposte non abbiamo finora prevenuto e tutelato correttamente il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini.

Lo studio del benessere termico non può essere disgiunto da quello della qualità dell’aria all’interno degli ambienti confinati. L’osservazione di malesseri apparentemente strani in determinate condizioni ha fatto nascere una nuova corrente di studio rivolta alla qualità chimico-fisica dell’aria, oggi nota con l’acronimo IAQ (Indor Air Quality). I materiali adottati per le costruzioni, gli arredi, i combustibili utilizzati negli impianti, …, producono tutte sostanze volatici organiche (Volatile Organic Compound, VOC) che in concentrazione non controllato possono portare a malesseri di varia natura e pericolosità. Poiché si è visto come l’organismo umano stabilisca un equilibrio chimico-fisico e biologico con l’ambiente in cui vive si intuisce come il controllo della qualità dell’aria sia parte integrante del concetto stesso di benessere ambientale. (Fonte: Giuliano Cammarata, Facoltà di Architettura, dispensa del Corso impianti tecnici edili Vol. 1, pag. 96)

Bisogna aggiungere come oggi sia stato “scoperto” dalla ricerca scientifica che la presenza di sostanze inorganiche di dimensioni nanometriche in tessuti organici, prodotte da combustioni naturali ed antropiche evitabili, siano la causa di reazioni chimico-fisiche negative per l’uomo. Queste sostanze inorganiche sono patogenetiche poiché non bio-compatibili.

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