Capitalismo, feudalesimo e governi dispotici

impero_della_vergognaSe fossimo curiosi e avessimo la capacità e la lucidità di osservare la nostra società, tutto ci apparirà più chiaro, più semplice e immediato, per scoprire il vicolo cieco in cui ci siamo infilati con le nostre gambe, o sarebbe meglio dire con la nostra stupidità. La monarchia è oggi! In tutto l’Occidente possiamo osservare la trasformazione sociale, e come i nostri sistemi di governo chiamati inopportunamente democratici, sono un’evoluzione del vassallaggio già presente nella nostra società. E’ “bastato” inoculare la religione capitalista, per circa trecento anni, nel pensiero degli occidentali e far credere loro che per vivere necessitano tre cose: la proprietà privata, il lavoro e i soldi. Per millenni la specie umana, e molti lo fanno ancora, ha vissuto in funzione delle leggi della natura. Per millenni l’evoluzione umana è stata determinata dalle conoscenze legate all’uso razionale delle risorse, basti pensare all’agricoltura e all’architettura.

Osservando e studiando la geografia umana prendiamo atto che le forme di governo occidentali chiamate democrazie rappresentative non hanno alcuna autonomia di pensiero sulla politica, quella vera, cioè sull’uso del territorio e delle risorse, ma sono l’espressione di un pensiero unico abbastanza noto: capitalismo; a sua volta diviso in due correnti di pensiero facenti parte dello stesso piano ideologico: la crescita continua della produttività. Il pianeta è concretamente sfruttato dalle notissime multinazionali. In questo disegno generale, la specie umana è solo una funzione strumentale che può essere utile o meno alla religione capitalista. Prima dell’invenzione della religione capitalista la società inventò le cosiddette istituzioni e sperimentò anche le prime forme di governo, la storia insegna come nacquero i primi imperi e l’uso degli eserciti in funzione della cultura imperialista dell’epoca (colonialismo). Oggi le guerre sono aumentate ma si svolgono in maniera diversa tranne una: la guerra economica e monetaria. Anch’essa è invenzione del capitalismo, e una delle prime guerre monetarie fu l’indipendenza degli Stati Uniti, altre seguirono come la guerra di annessione del Sud Italia al Nord, che favorì l’istituzione della banca d’Italia dopo lo scandalo della Banca romana. Oggi le unioni monetarie si fanno ancora attraverso le guerre, ma anche attraverso le democrazie rappresentative: Unione europea ed euro zona; anche se questa è il frutto della seconda guerra mondiale. Dopo l’impero romano, oggi esiste l’impero d’Occidente USA-UE, e la manifestazione più chiara è il cosiddetto accordo economico transatlantico figlio del WTO, che promuove la creazione di un unico impero commerciale globale.

L’élite di potere, nel corso del Novecento è stata capace di spostare le leve dei comandi dai livelli più bassi – comuni, regioni, stati – verso quelli più alti – Unione europea e NATO. E l’ha fatto legalizzando un processo decisionale della politica tipico delle società feudali. L’élite ha saputo far accettare a tutte le classi politiche che quello fosse un percorso democratico quando è l’esatto opposto. Il processo decisionale adottato dall’UE è fra i più disonesti e dispotici sistemi che uno possa immaginare poiché, come accade negli USA, le imprese private organizzate in lobbies sono fisicamente presenti presso le istituzioni, e influenzano efficacemente le decisioni su ogni argomento che ricade sui cittadini, mentre l’esecutivo, cioè Commissione e Consiglio, prevale sul Parlamento. Una direttiva europea ricade su tutti i cittadini e sui Comuni italiani. Nei singoli Stati, i Comuni, le Regioni e i Parlamenti nazionali sono solo luoghi per inserire o i burattini dell’élite locale o individui ignoranti e quindi manovrabili, poiché in quei luoghi non si deve fare politica ma rappresentare una finzione scenica per gli elettori.

Sono trascorsi decenni da quando la politica è stata spostata fuori le istituzioni e lontana dai media che invece sono pagati per rappresentare una messa in scena. Sin dai primi secoli del Novecento e come evoluzione delle compagnie del Seicento, la politica vera è svolta dalle imprese di profitto. Energia, cibo, industria, e governo del territorio sono argomenti di discussione nelle multinazionali. I piani imperiali sono trasmessi ai burattini affinché gli affari privati possano consolidarsi e spostarsi, a seconda delle occasioni e della disponibilità delle risorse del pianeta sottratte alla sovranità dei popoli, già molti secoli fa attraverso l’invenzione giuridica della proprietà privata e l’invenzione della moneta.

Il 4 dicembre 2016 gli italiani sono chiamati a votare su una proposta di riforma della Costituzione repubblicana attraverso referendum confermativo. Milioni di elettori che non hanno mai letto la Costituzione, ma conservano il diritto al voto, “decideranno” di votare SI o NO. E’ tutta qui la forza dell’élite capitalista che ha privatizzato il pianeta, milioni di individui resi più poveri dal pensiero unico neoliberale e incapaci di scegliere poiché hanno problemi cognitivi. Nichilismo e apatia politica sono responsabili della nostra condizione. In tutto l’Occidente gli ultimi sono l’oggetto della predazione politica e delle imprese, e sono divisi poiché facilmente addomesticati dal linguaggio mediatico e dai politicastri.

Eppure basterebbe davvero poco per migliorare la propria condizione di vita: abbandonare la religione capitalista e cominciare a sperimentare. Gli ultimi sono milioni di individui, che insieme possono tornare a essere cittadini per vivere in libertà e prosperità. Per fare ciò dovranno cominciare a occuparsi di politicauso del territorio e delle risorse.

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Considerazioni sul dibattito politico di Traversetolo (PR)

Festa politica di Traversetolo (PR), considerazioni politico culturali:

Il giorno 21 settembre durante il dibattito avviato dal titolo “economia, finanza e tasse” è emersa una tesi: il ritorno ad una “politica economica espansiva”. L’impressione ricevuta è che una rinnovata “politica economica espansiva” debba essere la politica economica del M5S. Nessun parlamentare ha avuto qualcosa da obiettare o correggere. A sostegno di questa tesi: la “politica economica espansiva”, sono state poste basi di carattere giuridico-politico e non economico, ad esempio: la sovranità monetaria. Condivisibili le critiche al sistema bancario, così come condivisibile la critica all’austerità imposta dall’UE all’interno del sistema euro. Numerose soluzioni del sistema euro suggerite durante il dibattito non sono di natura economica ma giuridica, ad esempio la scelta di aprire di un contenzioso partendo dal principio del “debito odioso”, e la cancellazione del fiscal compact, sono entrambi scelte politiche giuridiche molto condivisibili, ma non sono linee politiche economiche.

Ragionando per assurdo, se il M5S fosse maggioranza politica e trasformasse il suggerimento della “politica economica espansiva” in azione politica credo che non risolveremo alcun problema, anzi si aggraverebbe la crisi ambientale, com’è accaduto nel corso della storia. Il nostro paese sta ancora pagando i danni ambientali e sanitari delle “politiche espansive”: Ilva di Taranto, centrali Enel ed ENI e la speculazione edilizia degli anni ’50, ’60 e ’70. Inoltre l’aumento della disoccupazione è senza dubbio responsabilità di una buona parte della classe imprenditoriale italiana che sfrutta il sistema del credito, la delocalizzazione volontaria per massimizzare i profitti, e sfrutta i partiti per il proprio tornaconto di categoria a danno dello Stato. La soluzione della recessione può mai essere una politica economica degli anni ’20, ’30 prima, o quella degli anni ’50? A sostegno di questo suggerimento si citano gli USA ed il Giappone che per osteggiare la crisi hanno immesso liquidità nel sistema economico per limitare i danni. E’ vero che la disoccupazione negli USA è aumentata molto meno dell’area euro. Negli USA la FED ha salvato il sistema bancario, mentre Obama ha distribuito qualche aiuto alle imprese per contenere la disoccupazione. La BCE che non funziona come la FED ha salvato solo il sistema bancario prestando soldi alle banche commerciali per comprare Titoli di Stato. USA e Giappone, com’è noto, non hanno il patto di stabilità e tanto meno hanno MES e fiscal compact. USA e Giappone hanno anche diversi problemi sociali ed ambientali poiché anche questi Stati perseguono la crescita ignorando i limiti della natura. Gli americani vorrebbero tanto il sistema sanitario europeo, mentre i governi amano tanto privatizzare, come sta accadendo nell’euro zona, medesima ideologia.

Nell’euro zona è senza dubbio vero che l’austerità stia accelerando la recessione, e stia facendo impoverire gli italiani, ma limitarsi a suggerimenti generici dicendo che lo Stato debba tornare a spendere, si può essere d’accordo come principio, ma è del tutto anacronistico poiché la sovranità è stata ceduta a organi non eletti dai popoli, quindi la riposta corretta alla recessione è di natura politica, non economica. Se poi rileggiamo la storia economica possiamo notare che le “politiche espansive” hanno preceduto quelle liberiste nel solco dell’ideologia della crescita illimitata. Insomma criticare l’austerità è giusto e condivisibile, ma rimane il rischio che sia un dibattito improduttivo e riduttivo, poiché non si dice in quali settori investire e come produrre nuova occupazione. In Italia, buona parte delle infrastrutture strategiche sono state privatizzate, altre imprese storiche vendute, mentre altre grandi imprese hanno deciso di delocalizzare gli stabilimenti produttivi per sfruttare i vantaggi finanziari della globalizzazione e massimizzare i profitti. Nell’epoca della privatizzazione del mondo i profitti dei consigli di amministrazione delle multinazionali sono schifosamente milionari, mentre i salari dei dipendenti non coprono la sopravvivenza dei cittadini. L’industria finanziaria virtuale, la deregolamentazione, la globalizzazione hanno inventato dal nulla così tanta liquidità nelle casse delle SpA che potrebbero comprarsi due o tre pianeti, cosa significa? Il problema è etico, democratico e di giustizia sociale. E’ altrettanto noto che i governi italiani preferiscono usare i soldi pubblici per comprare armi piuttosto che tutelare il paesaggio e l’istruzione pubblica. Com’è altrettanto noto che negli Enti locali c’è uno scarso controllo politico sui piani esecutivi di gestione che diventano torte spartite fra dirigenti pubblici, imprese e politici incapaci e/o corrotti.

All’interno di questo sistema politico sappiamo bene che la nuova occupazione non può essere creata per legge dallo Stato, ma da una politica industriale figlia di un ampio progetto culturale, dall’innovazione tecnologica e da progetti creativi capaci di interpretare il “picco del petrolio” e la fine dell’era industriale. Se una parte importante dell’imprenditoria italiana ha deciso di distruggere il proprio Paese per ragioni di avidità, col tacito accordo della classe politica, forse bisognerebbe immaginare una nuova classe imprenditoriale figlia di una cultura diversa dall’avidità alimentata da ideologie economiche obsolete. Il lavoro che serve al paese si crea dalla volontà dei cittadini che capiscono come investire i propri risparmi valutando progetti sostenibili e rendendosi conto dell’enorme ricchezza del Paese Italia, pertanto, conoscendo bene gli errori della storia si tratta di fare un processo diverso dalle ideologie delle politiche espansive e liberiste. Le uniche attività imprenditoriali che resistono alla recessione riguardano le nuove tecnologie, sarà un caso? Persino i distruttori del territorio investono in efficienza energetica, riuso e riqualificazione urbana, sarà un caso? Le aree protette, i parchi ed il cibo oggi rappresentano beni culturali naturali di pregio, sarà un caso? Musei, aree archeologiche e monumenti sostengono un’industria turistica che regge ancora i mercati, sarà un caso?

Se non ci rendiamo conto che la crescita è il problema del sistema non riusciremo ad accettare il fatto che bisogna organizzare la società per consentire un equilibrio fra risorse ed esseri umani. Economia del debito, borse telematiche, IVA, spread e quant’altro non sono necessari per costruire una società più efficiente, più equa, migliore. L’accesso alla conoscenza, più democrazia, valutazioni razionali, curiosità, sperimentazioni, reciprocità e cooperazione sono caratteristiche indispensabili per progettare comunità sostenibili ed un’economia reale compatibile con l’ambiente. Per questi motivi ritengo che questi suggerimenti [politica espansiva] siano del tutto obsoleti poiché ripetono schemi e metodi già visti all’opera, e non hanno portato alcun miglioramento per la qualità di vita. Fino a quando i cittadini rimangono nel piano ideologico della crescita, e fino a quando accetteremo consigli che ignorando le leggi che governano questo pianeta commetteremo sempre errori marchiani.

Ciò che condivido circa il dibattito del 21 è senza dubbio il ripristino di una politica monetaria ed industriale sovrana, ma questo è un desiderio politico che dovrebbe essere sostenuto da un cultura adeguata ai tempi che viviamo. Condivido il fatto che lo Stato torni a fare lo Stato, ma bisogna comprendere che implica una riforma dell’architettura europea nel rispetto delle Costituzioni nazionali, oggi ampiamente non rispettate. Questo progetto dovrebbe essere sostenuto da soggetti politici indipendenti dall’influenza delle borse telematiche e dalle solite lobbies che possiedono i politici, ma anche questo argomento non è di natura economica, ma etica, giuridica, politica e culturale. Ritengo che questa recessione sia proprio il frutto di una crisi dell’etica, ed una crisi culturale poiché tutti i paradigmi odierni sono crollati: PIL, espansione monetaria e petrolio.

E’ vero che la classe politica dovrebbe decidere di ridurre le tasse per le imprese e per gli italiani, com’è vero che bisogna recuperare soldi dall’evasione, dall’elusione fiscale e dagli sprechi presenti nella pubblica amministrazione per assenza di controllo circa la congruità dei prezzi e la corruzione, com’è vero che bisogna ridurre i gradi di giudizio da tre a due, bisogna introdurre la vera class action, ridurre le camere del Parlamento ad una sola per ridurre i tempi legislativi, etc. Questo breve elenco di cambiamenti necessari rappresentano sfide che si possono vincere, ma sono piccoli passi di fronte al fatto che bisogna rifondare una cultura collettiva costruita sui vizi, sull’avidità, sull’egoismo, sulla competitività e sulla stupida crescita illimitata, una cultura che sta autodistruggendo gli esseri umani. Può sembrare strano, ma la strada più lunga: ripensare i paradigmi culturali, è senza dubbio la strada migliore da intraprendere poiché consente di sviluppare e realizzare progetti creativi più efficienti finora nascosti a buona parte dei cittadini.

Bisogna ricordarsi che è prioritaria la felicità degli individui e delle comunità, mentre la moneta deve tornare ad essere strumento [governato dallo Stato] non un fine, per questo motivo non è importante dare priorità al numero di merci prodotte in un anno, ma sapere come sono state prodotte, quanta energia hanno consumato, con quali materiali e la loro provenienza, etc. E’ importante che gli individui possano avere l’opportunità di sviluppare creatività ed impiegare il tempo in attività utili a preservare il bene comune, e migliorare le relazioni umane sviluppando abilità e capacità virtuose, quelle che usano razionalmente l’energia, l’artigianato, e danno l’opportunità di unire cuore e buon senso. L’economia è questo, ed auspichiamo che nasca un soggetto politico che abbia queste caratteristiche culturali, che si preoccupi di produrre norme e leggi affinché gli individui tornino ad essere liberi di evolversi facendo crescere spirito e mente. Per fare questo bisogna uscire dal monetarismo e dal materialismo, caratteristiche che appartengono a tutte le accademie economiche sia di destra che di sinistra, ideologie che vivono sullo stesso piano ideologico obsoleto, quello della crescita delle merci e del consumo compulsivo, poiché ignorano appositamente la bioeconomia e le leggi della fisica.

Bisogna uscire dall’obsolescenza pianificata e dell’inutile sovrapiù poiché possiamo fare meno e meglio riducendo l’impatto ambientale di merci inutili, facendo aumentare la produzione di beni auto prodotti, come ad esempio l’energia necessaria tramite fonti alternative con l’impiego di un mix tecnologico. I cittadini hanno a disposizione tutte le tecnologie per vivere in armonia con la natura. Bisogna avviare un processo culturale che consente agli individui ed alle comunità di fruire queste tecnologie, perché ci permetteranno di vivere meglio e trascorre più tempo con le persone che amiamo, tutto questo può accadere percependo un salario dignitoso ed adeguato.

Misurare la ricchezza?

“estratto” da “Qualcosa” che non va

Proviamo ad analizzare l’istituzione che ci governa. In questo periodo il sito ufficiale della Banca Centrale Europea (BCE) ha condiviso un cartone animato e dei documenti[1] per spiegare ai docenti delle scuole ed ai suoi allievi la propria funzione all’interno dell’Unione Europea.
Quel cartone animato è una buona applicazione di Programmazione Neuro Linguistica[2] (PNL)[3], in questo caso indottrinamento, per introdurre un programma sbagliato (disinformazione) nella testa dei ragazzi. Il cartone racconta mezze verità, non dice tutta la verità, del resto è realizzato dalla BCE che non ha interessi pubblici ma quello delle sue filiali, ed in Italia sono le SpA. La BCE è un istituto autonomo e non trasparente poiché non ha obblighi di rivelare tutti i contenuti delle proprie delibere. Il video propaganda della BCE dice che: per mantenere la stabilità dei prezzi a medio termine sotto il 2% essi seguono due fattori:

1) crescita economica (PIL[4]) e prezzo del petrolio
2) quantità di moneta circolante

[…]

Petrolio: nessuno al mondo può conoscere e comprendere il prezzo del petrolio perché, nessuno al mondo conosce il quantitativo di greggio nei giacimenti e dove siano i nuovi con esattezza. La teoria più affidabile, ma per l’appunto si chiama teoria, è il picco di Hubbert che si basa sulla domanda e sull’offerta di petrolio. Essa dice che se la richiesta (consumi) di greggio supera l’offerta (giacimenti, estrazione) allora ci troviamo in un punto di picco (di massimo), questo punto dovrebbe rappresentare un periodo di crisi economica.

La curva di produzione. La teoria di Hubbert non si applica soltanto a qualcosa che accadrà, o potrebbe accadere, nel futuro. Piuttosto, è una descrizione di casi storici ben noti. Più di una volta è stato possibile osservare sperimentalmente che la produzione di una risorsa esauribile segue una “curva a campana”. Storicamente, forse il primo di questi è stata la produzione di olio di balena negli Stati Uniti nel secolo diciannovesimo.[5]
Le aziende petrolifere non hanno interesse nel dichiarare con esattezza la reale capacità produttiva (giacimenti). Esistono solo stime (ipotesi) diffuse fra i media e nel mercato turbato periodicamente da queste dichiarazioni. Anzi, il prezzo degli idrocarburi (petrolio e gas) è strettamente legato ad interessi bellici col fine di controllare e scoprire nuovi giacimenti.

Le guerre imperiali nell’antichità miravano alla conquista degli schiavi. Oggi, scrive Jeremy Rifkin, “l’americano medio dispone ogni giorno di una quantità di energia che potrebbe essere prodotta da 58 schiavi”. Benito Li Vigni, nel suo libro “Le guerre del petrolio” (Editori Riuniti, 2004), ha svelato i retroscena di molte guerre, fra cui quella in Iraq del 2003. [6]

Non è un caso che l’11 settembre 2001 abbia portato enormi profitti alle SpA petrolifere. Non è un caso che il prezzo dei barili di greggio salga e scenda continuamente con differenze anche di 100 dollari e che lo stesso coinvolge anche il prezzo  del gas anche se non dovrebbe farlo poiché sono fonti energetiche diverse. Le ragioni sono politiche e non scientifiche.
L’energia – le fonti energetiche (petrolio, gas, carbone…) è stata trattata per troppo tempo come un bene economico analogo agli altri.[7]

Un’inchiesta “caccia al petrolio: 700 trivelle bucano l’Italia” di Luigi Carletti ha documentato il boom delle trivelle per l’estrazione degli idrocarburi in Italia[8] con tutti i rischi ambientali che si possono calcolare (mappa delle concessioni per le trivellazioni), altro che il paese del sole e del mare. Il Governo – Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente – ha rilasciato 95 nuove trivellazioni di cui 71 a terra (25000 kmq, un’area grande come la Sicilia), 24 a mare (11000 kmq), 65 istanze per nuove ricerche 24 a terra (7000 kmq) e 41 a mare (23000 kmq). Le compagnie italiane e straniere (Shell, Audax, San Leon Energy, Bombora Energy Pty Lmt, Puma petroleum) si sono messe in fila, dalla pianura padana alla Sicilia, parchi e zone tutelate dall’Unesco.

[…]

Oggi esiste molta disinformazione televisiva ma non è vero che non ci sia la corretta informazione, in senso assoluto. La rete di internet non è accessibile a tutti e la maggioranza dei cittadini non sa usarla (digital divide), infine sono pochi i cittadini che abitualmente si recano presso biblioteche ed emeroteche pubbliche per attingere a tutti i livelli di informazione e soprattutto pochi fanno un approfondimento (lettura di libri) degli argomenti che riguardano tutti, educazione civica.

Bisogna tener presente un aspetto quanto meno contraddittorio circa l’attuale sistema di misura del “benessere” e della crescita. Le cronache politiche, sociali ed economiche commentano e registrano il fenomeno della delocalizzazione produttiva[9] dell’industria. Il PIL nazionale come potrebbe avere un segno positivo se i Governi, le banche e le organizzazioni sovranazionali fanno di tutto per spostare la produzione in luoghi privi di regole (deregulation)?
Un sistema sociale, che misura la ricchezza con una moneta, è giusto se e solo se questa convenzione misura il valore con regole etiche e controllate dal sovrano, cioè dal popolo. Un sistema che abbia come costante e che preveda sia l’inflazione e sia la deflazione è immorale poiché sposta ricchezza dai molti, il popolo, verso i pochi. In un sistema monetario i limiti alla libertà sono posti da una domanda immorale: quanto costa? Tutto viene ridimensionato e condotto in termini di costi e quindi monetari, compresa la corruzione resa più facile ed a buon mercato con l’invenzione della moneta. L’assenza di chiarezza, cioè di dialogo e corretta informazione ed il disinteresse, forse sono le ragioni principali che sostengono la criminosa condotta di banchieri e di dipendenti eletti circa il meccanismo moderno di creazione di moneta, oggi, generatore delle azioni politiche dell’élite.


[1] http://www.ecb.int/ecb/educational/pricestab/html/index.it.html
[2] La programmazione neuro linguistica (PNL o, in inglese, NLP da Neuro-linguistic programming) è una tecnica psicologica che postula la possibilità di influire sugli schemi comportamentali di un soggetto tramite la manipolazione di processi neurologici attuata tramite l’uso del linguaggio.
[3] RICHARD BANDLER e OWEN FITZPATRICK, PNL è libertà, Alessio Roberti editore, 2006
[4] fonte wikipedia: Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l’anno) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette); non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il valore dei beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.
[5] ASPO Italia, di UGO BARDI http://www.aspoitalia.it/introduzione-alla-teoria-di-hubbert-mainmenu-32
[6] Alessandro Marescotti, La guerra e il petrolio: le ragioni strutturali dell’aumento dei prezzi, 21 agosto 2004 http://www.peacelink.it/pace/a/6413.html
[7] ANTONIO ZECCA, CHRISTIAN ZUBERTI, cambiare la testa è possibile anzi inevitabile, in Limes N.6 2007
[8] http://tv.repubblica.it/le-inchieste/caccia-al-petrolio-700-trivelle-bucano-l-italia/49154?video
[9] fonte wikipedia: La delocalizzazione produttiva è un fenomeno legato al sistema produttivo moderno, sviluppatosi nell’ultimo ventennio dello scorso secolo e divenuto uno dei pilastri portanti della nostra economia. […]La motivazione che spinge i produttori verso la delocalizzazione produttiva è essenzialmente una massimizzazione dei profitti ed una minimizzazione dei costi che nello specifico si riferisce a manodopera a basso costo, materie prime a basso costo, sgravi fiscali, ecc.

Progettare una società migliore

Esistono almeno 4 elementi da inserire nei programmi politici di ogni cittadino. Quattro fari per iniziare a cambiare in meglio la società degenerata che ruota intorno a noi, questi servono a sconnettere le menti connesse al sistema, per svegliare la maggioranza delle coscienze delle persone passive, egoiste e ciniche.

per un futuro equoQuesti elementi sono: adottare una politica delle risorse, introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Enti territoriali, introdurre una vera azione risarcitoria collettiva (class action), introdurre la sovranità monetaria. Appena quattro elementi, niente di più semplice, per iniziare a vivere da esseri umani, liberi ed in una vera democrazia. Puntualmente ed ovviamente nessun media, nessun partito politico, nessun guru spiega e/o sostiene i quattro elementi; e quindi la maggioranza dei cittadini fa fatica ad essere sconnessa dal sistema e, liberata dai condizionamenti indotti dall’esterno (potere invisibile). L’assenza di dialogo e di informazioni su questi temi aiuta il potere invisibile ad auto conservarsi e durare nel tempo.

E’ sufficiente applicare uno dei quattro elementi per cambiare la società in meglio. La vera class action – modello americano, quello raccontato dal film Erin Brockovich – è lo strumento giuridico più potente che ci sia, in mano ai cittadini danneggiati-truffati per togliere soldi alle multinazionali. Nel capitalismo di rapina italiano è fondamentale avere uno strumento capitalista come la vera class action. Se in Italia ci fosse tale strumento, i cittadini siciliani di Priolo, i cittadini campani del ‘triangolo della morte’ (caso rifiuti tossici in Campania), i cittadini pugliesi di Taranto (ILVA), i cittadini veneti nell’area di Porto Tolle, (ENEL) i cittadini truffati dalle banche (crack cirio, parmalat) ed altri ancora avrebbero la soddisfazione di veder applicata la giustizia. La sovranità monetaria (applicazione dell’art.47 Cost.) cancellerebbe il debito pubblico e darebbe risorse monetarie per la costruzione dei servizi necessari a tutti gli italiani, senza chiedere in prestito un pezzo di carta stampato dal nulla (oggi la moneta viene stampata senza alcun controvalore, le banche non danno nulla in cambio di moneta = mutui, prestiti illegittimi = scambio iniquo) e caricato di interessi non esisterebbe il sistema del debito e, neanche la relativa inflazione (tassa occulta) legata al sistema della riserva frazionaria. L’introduzione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa applicherebbe, banalmente, l’articolo 1 della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo e, la sovranità monetaria è una parte importante di questa. Strumenti di vera democrazia sono applicati in Svizzera, in 23 stati degli USA, in Brasile ed altrove. La politica delle risorse è, forse, l’elemento più importante. Applicare la politica delle risorse significa che le comunità ed i popoli sono diventati maturi e consapevoli delle potenzialità umane. corporationLa gestione ecologica delle risorse significa eliminare gli sprechi e prevenire le ingiustizie sociali causate oggi dalla “democrazia” SpA delle corporation-banche che controllano l’economia globale. A monte di questo ragionamento riassunto nei quattro elementi, c’è un altro discorso molto più importante che renderebbe applicabili i quattro temi: conoscenza e consapevolezza. Il potere opera proprio in questa direzione e controlla idee ed opinioni della maggioranza dei cittadini. Non troverete mai dibattiti ed approfondimenti sugli argomenti citati, in televisione, nei periodi di massimo ascolto e, in confronti sinceri e liberi. Apatia politica, assenza di senso civico e della comunità, abbinate con l’ignoranza sono il nutrimento efficace per il potere esistenze (banche, partiti, multinazionali). Le condizioni di vita non mutano in meglio per l’inciviltà della maggioranza dei popoli. I Governi scegliendo il tipo di istruzione da indottrinare nelle scuole, consente ai potentati economici una buona manipolazione per continuare a produrre schiavi addomesticati. Per programmare le menti di tutti a sostegno di un’unica cultura dominante sulle altre: il profitto monetario.

Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore. Bhè, gli effetti sono nel cuore di ognuno, per esempio, il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta. Mentre fino a ieri credevo mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso. Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrà un’altra, ho solo questa e loro mi fanno andare a lavorare, cinque volte, sei giorni a settimana e mi lasciano un miserabile giorno, per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?” (Silvano Agosti)

la scienza dell'unoLa società oggi è composta da una serie di istituzioni. Dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche, a quelle religiose. Fino alle istituzioni delle classi sociali, dei valori familiari e della specializzazione professionale. E’ ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali in cui siamo nati, diretti e condizionati…non sembra esser alcun sistema dato per scontato, e così poco compreso, come quello monetario. Dopo aver raggiunto proporzioni quasi religiose, le istituzioni monetarie riconosciute esistono come una sorta di dogma, fra i più forti mai esistiti. Come viene creato il danaro, le politiche che vengono perseguite e quali sono i veri effetti sulla società, sono però argomenti trascurati dalla maggior parte della popolazione. […] “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. […]La schiavitù economica, invece, obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole. E’ una delle truffe più ingegnose per la manipolazione sociale che si siano mai create. E intrinsecamente, è una guerra invisibile contro il popolo. Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere schiava la società, e l’interesse è il suo sparo. E mentre la maggioranza delle persone continua a vivere ignara di tutto questo, le banche, con la collusione dei governi e delle multinazionali, continuano a perfezionare ed espandere le loro tecniche di guerra economica, creano nuove basi, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, ed anche inventando un nuovo tipo di saldato: il “killer economico”. (Zeitgeist addendum)

La politica delle risorse

dalla-cullaGeorge Orwell scrisse nel 1948, il romanzo 1984 e, pronosticò una dittatura globale che appunto doveva verificarsi nel 1984, si sbaglio solo di 20 anni circa. Il video su esposto simula un programma di controllo dei comportamenti sociali. Nell’Espresso uscì un articolo, 2020 la città digitale. David Icke, e  non solo lui, denuncia da anni la volontà di gruppi èlitari, banchieri, politici e multinazionali, per attuare una dittatura globale (nuovo ordine mondiale). Giorgio Ruffolo scrisse nel novembre 2008, èlite da buttare, puntando il dito contro la politica del duo Thatcher-Reagan, di liberalizzare i movimenti di capitale. Scrivendo anche, c’è una sola fede: incrollabile come quella dei templari, o dei massoni, la fede del supercapitalismo, liberato da ogni vincolo nazionale e da ogni preoccupazione sociale.

Dunque, mentre l’èlite sta applicando l’agenda politica per sostituire la moneta fisica con quella elettronica, cioè con un chip spychipssottocutaneo (tecnolgia RFID) per controllare e ricattare meglio le persone, noi cittadini sovrani dovremmo comprendere che senza la moneta elimineremo la maggior parte delle gabbie mentali che impediscono lo sviluppo dell’umanità.

La domanda non sarà più quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? E la risposta, in base ai reali bisogni umani e le conoscenze odierne, è SI. La politica delle risorse non è la soluzione perfetta, ma è quella più umana, più razionale, sensata, più semplice ed efficace e, rispettosa dell’ambiente e delle altre specie viventi. L’invenzione dell’economia e della moneta hanno distrutto valori umani come raziocinio e buon senso, creando un mondo di cinici competitori, usurpazioni, aggressioni e violenze. La politica delle risorse è straordinariamente semplice, fatta da essere umani per gli essere umani. E’ la banale applicazione dell’essenza del vivere in maniera compatibile con la Terra. Facciamo un esempio: nutrimento, cuciniamo del cibo per mangiare. La domanda non è quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? E’ sufficiente prendere in considerazione l’analisi merceologica delle materie (risorse naturali) per capire se sia sostenibile o meno, se non si creano scompensi tali da compromettere l’esistenze delle specie viventi. per un futuro equoInsomma, è l’applicazione del concetto di eco-efficienza ed eco-sussistenza. Oggi tutte le merci sono controllate ed è possibile capirne la provenienza (codice a barre), integrando questa tracciabilità con l’analisi del ciclo vita possiamo misurarne anche gli impatti ambientali e sanitari. In genere la tecnica non è buona o cattiva, ma è l’èlite politica che fa un uso cattivo della tecnica per opprimere i popoli. Spychips ci racconta come l’èlite – corporations, politici – faccia un uso scorretto, immorale, illecito della tecnica sempre per fini, esclusivamente, di profitto. Oggi vi sono le conoscenze tecnologiche ed i metodi organizzativi e sociali per abbandonare l’uso della moneta e, passare all’uso razionale di energia e risorse. Altro esempio, anche nell’edilizia si fa l’elenco della spesa, come in cucina, per costruire edifici, strade, ponti ed anche in quel caso, i progettisti possano sapere perfettamente la provenienza dei materiali ed i loro impatti ambientali dall’estrazione fino allo smaltimento. Ed anche in questo caso la domanda deve essere, ci sono le risorse per farlo? Lo stesso vale nell’industria della meccanica. club-bilderberg-ariannaLe corporations (Commissione Trilaterale, Bilderberg, Organizzazione mondiale del commercio…) sanno bene dove  e come reperire le risorse, quali crimini compiono e, quali danni recano all’uomo ed all’ambiente. L’economia, i bilanci e la moneta sono il reale ostacolo alla risoluzione delle diseguaglianze sociali esistenti in tutto il mondo. Ma ci rendiamo conto che un sito inquinato non viene bonificato perché mancano i soldi e non perché manchino le risorse umane capaci di ripristinare i luoghi e renderli più sicuri, le corporations inquinano ed uccidono per fare profitto, la corruzione esiste per il profitto, quasi tutti i comportamenti socialmente pericolosi vengono commessi perché esiste la moneta. I banchieri (BIS, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, FED e BCE) hanno inventato questo potere ed, il potere è nella moneta. I rappresentanti politici eletti corrotti hanno accentrato questo potere nei banchieri. Eliminando la moneta si elimina questo accentramento di potere e lo stesso viene distribuito al legittimo proprietario: il popolo. Ora, l’uomo libero comprenderà che in realtà il reale potere umano è nella conoscenza e, che solo l’uso razionale e responsabile delle risorse consentirà un reale benessere per tutti i popoli. Gli eccessi e gli sprechi prodotti dalla logica del profitto monetario non esisteranno più. Emergeranno i valori umani: passione e creatività nelle soluzioni. Sarà possibile realizzare una vera democrazia, dove il dialogo prevarrà sugli interessi di profitto, poiché non più esistenti, e dalle comunità verranno fuori le idee migliori. Ricordiamoci che anche nel campo delle ricerche la logica del profitto, cioè accumulare moneta, ha impedito l’applicazione delle tecnologie migliori (leggete Nikola Tesla) poiché banchieri affaristi ed industriali hanno l’interesse di conservare quei monopoli energetici che consentono loro di conservare gli odierni vantaggi economici. Eliminando la moneta quindi emergeranno le idee migliori e questo significa far emergere e riconoscere il valore delle persone più brillanti, delle persone che tengono al bene comune, significa che potrà esserci una meritocrazia, non più raccomandati, non più sedicenti professioni e professionisti, mai più un’èlite autoreferenziale, mai più una tecnica e tecnici a servizio dell’èlite; ma una tecnica a servizio del bene comune. Tutto ciò non è utopia ed in parte sta già avvenendo, guardando l’esempio del software libero, dove ci sono persone in tutto il mondo che gratuitamente donano il loro tempo per elaborare applicazioni informatiche a servizio del bene comune.

Nel 2007, secondo i dati dell’indagine sui consumi condotta dall’Istat, la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.480 euro, 19 euro in più rispetto all’anno precedente (+0,8%). La variazione, che incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2007, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è pari in media all’1,8%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa) sia la crescita del valore del fitto figurativo1, mette in evidenza come a un aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali corrisponda una flessione in termini reali.

Le stime presentate sono di tipo campionario, occorre quindi tener conto dell’errore che si commette osservando soltanto una parte della popolazione (errore campionario, si vedano il glossario e le note informative). Pertanto, le differenze tra i valori osservati nei confronti spazio-temporali, riportate nelle tabelle che seguono, possono non essere statisticamente significative; per questo è fondamentale controllare gli intervalli di confidenza delle stime riportati alla fine del testo.

Nel 2007, la spesa per generi alimentari e bevande si attesta sullo stesso livello dell’anno precedente ed è pari a 466 euro (467 nel 2006).

Un’interessante obiettivo è quello di sostituire 446 euro di spesa alimentare in 446 di moneta pubblica complementare oppure buoni sconto come gli SCEC.

I DES (Distretti di Economia Solidale), unione dei Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) praticano la politica della filiera corta – consumare merci e beni prodotti a meno 100 km – spendendo soldi direttamente dal produttore col vantaggio di “strappare” un prezzo migliore ed un prodotto di maggiore qualità, qualora ci fossero anche controlli igienico sanitari preventivi ed ambientali sui suoli.  In generale le multinazionali SpA e la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) adottano metodi di controllo sulle merci tramite il famoso codice a barre, che indicano l’origine delle prodotto ed i relativi passaggi intermediari. Poi, esiste anche l’analisi del ciclo vita (LCA) delle merci, che può misurare anche gli impatti ambientali e sanitari delle merci. Nel caso della filiera agroalimentare applicare una politica delle risorse è ancora più semplice poiché l’impiego delle risorse prime è spesso prodotto localmente.

Invece in campo energetico le famiglie possono autoprodursi l’energia necessaria eliminando la spesa delle bollette energetiche e distribuire i surplus in rete (generazione distribuita). Il riciclo dei rifiuti è un uso razionale delle risorse (materie post consumo) e considerarle “materie prime seconde”.  Conoscere il quantitativo di materie prime presenti (territorio: ambito provinciale) e farne un uso sobrio (principio di sufficienza), usare solo quelle non nocive – meno chimica industriale – per la salute umana (principio di precauzione), usare maggiormente le risorse locali e meglio (ecoefficienza) significa praticare una politica delle risorse e non più la politica monetarista, degenerazione sia del capitalismo che del comunismo.

Tecnologie per autoproduzione energetica: pompe idrosoniche per la produzione di acqua calda sanitaria e scaldare i termosifoni delle case (eliminazione delle caldaia a gas)  e motori magnetici per la produzione di energia elettrica.