People rise up!

Finalmente una manifestazione di cittadini che s’indigna contro l’attuale sistema finanziario, contro il vero potere, contro banchieri, manager e politici corrotti. Almeno duecentomila persone hanno raggiunto Roma da tutta Italia per ritrovarsi e proporre un cambiamento partendo “dal basso”. Le attuali generazioni hanno urlato: “noi non paghiamo il debito”! L’invenzione del debito pubblico frutto dell’usurpazione della sovranità monetaria (Trattato di Lisbona) è pubblicamente contestato, perché i cittadini dovrebbero pagare il falso in bilancio operato da criminali col colletto bianco?

Un corteo immenso, bellissimo, gioioso, colorato, danzante; una vera festa per i diritti umani e la libertà ha invaso la capitale. Vi erano cartelli contro il nuovo ordine mondiale, contro la BCE di Trichet e Draghi, contro il signoraggio bancario. Ho letto cartelli per la democrazia diretta e per una società più equa e più giusta, una società libera dall’ideologia della competitività e del libero mercato.

Ieri, in tutto il mondo si manifestava contro la religione neoliberista inventata da alcuni think tank americani, e indottrinata in tutte le università a partire sin dal secondo dopo guerra, affinché  questa religione della crescita infinita, sinonimo di avidità e superbia, potesse far emergere le SpA e porle sopra la piramide del potere applicando il dogma: PIL, espansione monetaria e petrolio.

I popoli hanno detto chiaramente che ribalteranno la piramide del potere per progettare una società genuinamente democrazia ponendo il sovrano al suo vertice e non più l’élite degenerata. Mentre i popoli contestavano, l’élite era riunita per salvare le banche, esatto, il club dei ricchi tirava i fili dei burattini – i Governi – per salvare l’immorale industria finanziaria che sta rubando tutti i giorni le risorse delle generazioni attuali e future.

I ministri finanziari del G20 chiedono all’Europa di trovare una soluzione alla crisi del debito nelle prossime settimane, in vista del Consiglio dei leader europei del 23 ottobre. Nella bozza di comunicato finale del G20 finanziario di Parigi si legge che “occorre lavorare ancora per massimizzare l’impatto dell’Efsf (il fondo europeo ‘salva-stati’, ndr), per indirizzare il contagio e l’esito del Consiglio europeo del 23 ottobre”.

Nel giorno ufficiale del risveglio delle coscienze va in scena il solito sistema della “scuola Gladio di Cossiga e dei servizi deviati“, ebbene, accade quello che si poteva immaginare, visto il disservizio d’ordine. Alcuni teppisti chiamati “black bloc”, ma bisogna chiamarli vili mercenari, eseguono gli ordini calati dall’alto: terrorizzare il corteo di pacifisti. La radio ci informava che in via Cavour alcuni teppisti avevano incendiato auto e rotto vetrine dei negozi, al nostro passaggio una dozzina di questi vili spunta alle nostre spalle e lancia una bomba carta fra i passanti, poi una seconda bomba carta. Alcuni manifestanti aprono una colluttazione e mettono in fuga questo gruppo di persone infiltrate con l’evidente scopo di impedire lo svolgimento dell’evento favorendo lo status quo (nel video sottostante c’è il documento di quanto affermo). I fatti documentano che questi mercenari psico-programmati sono contro i popoli e contro i temi dei manifestanti e le loro iniziative servono per tutelare l’élite degenerata. Uno di questi stupidi vili confessa anche la loro organizzazione.

Parla un “nero”: le armi erano nascoste in piazza, è da un anno che ci prepariamo. E ancora: per noi questa è una guerra, ed è appena l’inizio.
La battaglia preparata da giorni

Già da tempo l’élite pensa di impiantare microchip sottocutanei per controllare le persone e questi stupidi stanno aiutando i potenti nell’applicare la loro agenda. Guarda caso è proprio Antonio Di Pietro ad aprire il dibattito su provvedimenti ad hoc, lo stesso politico “di sinistra” che ha votato per l’antidemocratico Trattato di Lisbona, l’Europa delle banche.

Di Pietro: “Si deve tornare alla Legge Reale.Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2’, alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”.

I Governi stanno dando vita a una nuova polizia giudiziaria e con quali poteri? Ne avevamo bisogno? Sembra che la dittatura preconizzata da Orwell sia sempre più vicina e gli infiltrati violenti sono complementari a questa strategia dell’élite per giustificare leggi e provvedimenti che limiteranno la libertà delle persone. Lo schema è sempre lo stesso: azione-reazione-soluzione.

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno 2010, la legge 14 maggio 2010, n. 84 che ratifica e dà esecuzione alla dichiarazione di intenti e al trattato tra Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna per la creazione di Eurogendfor, la forza di gendarmeria europea.

E’ chiaro a tutti che questi sedicenti manifestanti sono vili mercenari coperti da forze dell’ordine deviate a servizio di frange politiche estremiste. E’ una caratteristica di tutti i Governi avere a disposizione persone psico-programmate per osteggiare il cambiamento.

I mercenari di ieri erano visibilmente ammaestrati, preparati, organizzati, riconoscibili a chiunque. Non erano ragazzi di scuola ma persone adulte consapevoli di quello che dovevano fare, il sospetto che siano lasciati liberi di agire è fondato. Una coppia di giovani milanesi mi ha raccontato che intorno alle 8 del mattino, presso la stazione di Anagnina hanno visto arrivare un centinaio di “black bloc” attrezzati per la guerriglia, sotto gli occhi dei Carabinieri che presidiavano il luogo. Nessuno è stato fermato, perquisito, nessuno.

Nel video sottostante ci sono i momenti in cui questi vili teppisti sono spuntati alle nostre spalle (in via Cavour), nel gruppo dei “neri” non ci sono ragazzini, non ci sono donne, fra questi c’è la persona che ha lanciato una bomba carta nel corteo, c’è la persona che ha ferito il manifestante finito all’ospedale. E’ sufficiente premere pausa, vederlo e rivederlo. I teppisti sono stati contestati dal corteo e allontanati. Non c’era un’organizzazione per segnalare questi individui facilmente riconoscibili e conducibili presso le stazioni di polizia, tutto ciò sarebbe stato evitato se il comitato organizzatore e il  Questore avessero voluto farlo predisponendo le “sentinelle volontarie”.

I teppisti presenti in via Cavour erano visibilmente armati di spranghe e bombe carta. Una persona ha usato le mani per allontanare l’ordigno artigianale finendo all’ospedale per l’esplosione. Durante il corteo non vi erano “sentinelle” per sorvegliare persone sospette. Questura, Prefetto e Comitato organizzatore sono pienamente responsabili dei disordini poiché non hanno predisposto un regolare servizio di sorveglianza tramite volontari – “sentinelle” – per guardare il corteo e prevenire incidenti. La disorganizzazione era voluta. Bastava coordinare volontari, polizia in borghese e forze dell’ordine per fermare tutti i “black bloc” prima che arrivassero nel corteo.

E’ sufficiente unire i pezzi del puzzle per capire il disegno politico: i media daranno spazio agli scontri e i temi – democrazia diretta, sovranità monetaria, energie alternative, tutela dei beni comuni – degli indignati saranno cancellati. Non importa, i manifestanti hanno capito la strategia e nei prossimi giorni il dibattito sui temi tornerà nelle piazze.

L’unica notizia positiva è che il tentativo di terrorizzare le persone è fallito. I cittadini non erano impauriti, ma hanno isolato, contestato e reagito contro gli infiltrati. Le persone sono consapevoli che parti dello Stato sono corrotte e pagate dall’élite. I temi del risveglio non saranno manipolati e la rivoluzione culturale è solo appena iniziata. Il cambiamento ci sarà e finalmente anche in Italia ci sarà la democrazia diretta, liberi dal debito e dall’usura dei banchieri.

aggiornamento del 21 ottobre (di Gianluca De Feo, in l’Espresso): Il ministero era stato avvertito di quello che sarebbe successo a Roma. E conosceva uno per uno i capetti degli incapucciati, tenuti sotto stretto controllo da anni. Ma ha scelto di non ‘filtrare’ il loro arrivo a Roma. […] Anzitutto la prevenzione. Il black bloc è composto da una piccola rete di collettivi, sempre gli stessi, tenuti sotto stretta sorveglianza da almeno 15 anni. Abbiamo un servizio segreto interno, le Digos e il Ros dei carabinieri, che si occupano prioritariamente di loro: dopo la sconfitta dell’ultima colonna brigatista nel 2003, gli anarchici insurrezionalisti restano l’unica minaccia. Dei loro leader si conosce tutto: nomi, luoghi, relazioni. Ogni attività, ogni spazio di incontro sono monitorati da unità specializzate, che dispongono di risorse e strumenti tecnologici. Quello che sarebbe accaduto e chi lo avrebbe realizzato era noto da diversi giorni, almeno da una settimana: il vertice dell’intelligence e quello del Viminale sapevano.

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15 ottobre

15 10 2011, united for global change

Sono felice di partecipare alla manifestazione del 15 ottobre 2011 che ha come oggetto del dibattito tutti i temi che ho scritto nel mio libro Qualcosa che non va, pubblicato on-line il 12 febbraio 2010 e aggiornato nell’ottobre 2010.

Il titolo di un paragrafo è la straordinaria sintesi coincidente con le “rivendicazioni” di sabato 15 ottobre, I temi della politica contemporanea: democrazia diretta, sovranità monetaria, salute, acqua, energia.

Sono tutti argomenti dello straordinario laboratorio politico denominato gruppo 280.

L’11 gennaio 2007 così scrivevo: E’ auspicabile la nascita di un nuovo soggetto politico per la rinascita del Paese, che poggi sui principi fondanti della nostra costituzione e li porti realmente avanti, la salute, l’ambiente, la democrazia, la libertà, la cultura, la legalità. Inoltre approfondire due concetti importanti la sostenibilità e la decrescita. Che non sia un partito costituito sull’impianto dei vecchi partiti, che non sia un soggetto anche nella forma, come un partito classico, basta eliminare i vertici, senza presidenti, ma solo referenti di passaggio. […]Non bisogna inventarsi nulla per cambiare le cose, basta fare il copia incolla di Porto Alegre, città di 1,3 milioni di abitanti, che dal 1989 attraverso i Bilanci Partecipativi, i cittadini, oggi arrivano a decidere come spendere il 25% del bilancio comunale, le proprie tasse. Da trecento anni nel New England, negli USA, i cittadini attraverso un referendum revocano il mandato al Sindaco inefficiente.
Quindi partendo da piccoli strumenti di democrazia diretta locale e nazionale, si inizia a bilanciare il rapporto di potere fra delegato e cittadino. La decisione non spetta più solo ed esclusivamente al rappresentate, ma ad entrambi, cittadino e politico. Questa nuova possibilità consente a chiunque voglia partecipare al processo decisionale di controllare anche il buon andamento delle decisioni prese, controllando la spesa corrente e futura.

L’8 aprile 2009 pubblicavo l’aggiornamento di un programma politico comunale, ci sono tutte le proposte del 15 ottobre 2011