Riforme

In questo mese il mainstream schiaccia e comprime la dialettica pubblica sull’esito del referendum confermativo. L’oggetto del dibattito rappresentato nella finzione scenica è la contesa del potere. Com’é di consuetudine, i media non rappresentano una discussione seria e di merito circa la necessità di riformare la Costituzione, non mostra l’opinione di giuristi o associazioni di categoria per discutere su visioni politiche e prospettive di miglioramento delle condizioni di vita degli italiani. Com’é consuetudine i media mostrano uno spettacolo indegno sulla contesa del potere per rafforzare l’apatia dei cittadini e il becero qualunquismo tipico dei nichilisti. Gli individui più sono tenuti lontani dalla politica e più si favorisce il consolidamento dell’élite.

I cittadini meno abbienti sopravvivono ai problemi quotidiani arrangiandosi, e sono costretti a farlo per l’assenza di una corretta pianificazione politica che dovrebbe essere tesa ad affrontare le questioni sociali ed economiche, che nel meridione assumono circostanze drammatiche. Nei media assistiamo alla finzione scenica dei politicastri mentre nella vita reale, una parte sempre più ampia di italiani non riesce a condurre un’esistenza tranquilla e serena, a causa delle politiche neoliberali condotte da tutti i Governi, indipendentemente dal colore politico. Questo distacco fra realtà sociale e politici dura da diversi decenni, e in maniera del tutto incomprensibile, le persone, fino ad oggi, non sono riuscite a sostituire la classe dirigente politica attraverso la promozione di un soggetto politico serio, capace, responsabile ed onesto. La nostra società abbisogna di una scuola politica capace di introdurre l’etica nella politica finalizzata a sperimentare processi e percorsi democratici, trasparenti per selezionare i capaci e i meritevoli. Il “paradosso politico” è che se ci fosse una cittadinanza attiva in tal senso, cioè capace di affrontare seriamente i problemi italiani (istruzione, recessione, disoccupazione …) probabilmente si avrebbe un’evoluzione sociale utile a tutelare il nostro patrimonio, il paesaggio e investire in nuove tecnologie creando nuova occupazione utile.

Osservando il fatto che buona parte degli italiani soffre di ignoranza funzionale, dovremmo dedurre che siano verosimili le analisi secondo cui gli italiani abbiano sfruttato il referendum confermativo per esprimere un giudizio politico negativo sul Governo Renzi. Quindi solo indirettamente gli italiani hanno sostenuto le ragioni del Comitato del NO sulla proposta referendaria, che se fosse stata confermata dalla maggioranza dei votanti avrebbe creato problemi e tolto diritti ai cittadini.

Se è vero che l’élite finanziaria bancaria suggerì di sopprimere le costituzioni socialiste, non bisogna dimenticare che il vulnus politico culturale della nostra Costituzione è insito nel vecchio conflitto fra idee liberali e socialiste. Già nell’allora assemblea costituente si consumò il conflitto culturale fra le forze liberali e quelle socialiste e comuniste. L’occupazione degli USA sul territorio italiano fu determinante nel far prevalere le idee liberali, e approvare una Costituzione repubblicana che inseriva l’Italia nella sfera atlantica. La Carta è la sintesi di un compromesso, e gli usi e i costumi della società furono condizionati dall’ideologia capitalista sorta nelle idee illuministe del Settecento e dell’Ottocento. Se oggi viviamo in una società classista, razzista, nichilista e cioè capitalista, che preferisce gli individui culturalmente regrediti alle persone che seguono una condotta morale, è perché la classe dirigente ha scelto la società nichilista piuttosto che l’umanità. La società capitalista dei beceri consumi contro la specie umana in armonia col pianeta. La conseguenza negativa circa la riduzione dei diritti ai cittadini; e l’aumentato le disuguaglianze sociali ed economiche, è l’effetto della religione liberale sull’umanità. Questa religione ha prodotto leggi per favorire il mercato e il profitto delle imprese private a danno dello Stato sociale, e a danno dei ceti economicamente più deboli (aumento della povertà). Negli ultimi due decenni le Costituzioni sono state sospese per fare spazio al mostro dell’UE a trazione neoliberale, mentre già nel titolo III della Carta circa i rapporti economici (artt. 35-47), le imprese hanno potuto perseguire legittimamente la propria avidità. Di recente poi, il legislatore ha modificato l’articolo 81, per introdurre l’obbligo del pareggio di bilancio secondo gli stupidi dettami della religione liberale professata dai Trattati europei. Oggi le pulsioni liberali reazionarie rappresentate dall’élite finanziaria globale si muovono per rimuovere dalle Costituzioni quel compresso al ribasso per le idee socialiste e comuniste. Alcuni fatti concreti si sono già consumati attraverso diverse circostanze: la cessione della sovranità monetaria (1981 avvio del processo di privatizzazione della Banca d’Italia), la manipolazione dell’opinione pubblica sfruttando le emozioni delle persone circa la corruzione nei partiti, il Parlamento costituito da partiti anti-sistema (Lega Nord, Forza Italia, M5S) per approvare una serie di riforme neoliberali, le privatizzazioni (PdS, Forza Italia) e l’introduzione del diritto privato in ambito pubblico (DS, Forza Italia), il sistema elettorale maggioritario (PD, Forza Italia) e la distruzione dell’immagine pubblica dello Stato. Nel concreto il concetto di Stato sociale è stato totalmente annientato, privato del potere di emettere moneta per aiutare se stesso e i più poveri; da decenni lo Stato non promuove politiche industriali applicando l’interesse generale. Inoltre, Governi e Parlamenti che si alternano usano la fiscalità generale e le cosiddette leve fiscali (detrazioni, incentivi) per sostenere gli interessi dei privati (banche e multinazionali), ma lo fanno tutti: maggioranze e opposizioni. E’ il trionfo dell’ideologia liberale di Smith (laissez faire) con la conseguente affermazione del sistema sociale feudale. Spesso sono i cittadini a coltivare logiche di vassallaggio e di servitù volontaria.

La Carta andrebbe riformata per ampliare i diritti e sostenere lo scopo sociale delle azioni politiche, che invece sono state del tutto abbandonate, poiché la Costituzione stessa ha favorito lo sviluppo di politiche liberali, liberiste e neoliberiste, basti pensare all’usurpazione del ruolo delle istituzioni pubbliche nel processo decisionale della politica, e alle privatizzazioni attuate nel solco costituzionale, basti pensare alla mercificazione dei suoli e alla privatizzazione del governo del territorio attuate nel solco costituzionale. Mentre la religione liberale deindustrializzava l’Italia e l’Europa, per ricollocarsi nei luoghi senza diritti sindacali, Parlamento e Governo, applicando e interpretando la Costituzione, hanno distrutto il ruolo industriale dell’Italia e l’hanno fatto calpestando i principi, secondo i quali, invece, bisognava fare l’opposto e cioè rimuovere gli ostacoli di ordine economico per sostenere lo sviluppo umano. Ancora oggi, più di prima c’è la necessità di tutelare la salute e l’ambiente. L’accordo a ribasso per i valori socialisti ha favorito l’ideologia liberale, e così senza efficaci strumenti referendari, senza leggi per favorire la partecipazione e attraverso il titolo III, abbiamo coltivato e costruito una società materialista e nichilista, preferendo relazioni mercantili e commerciali fra i cittadini stessi. In questo percorso degenerativo che ha visto prevalere e vincere in tutto l’Occidente la religione liberale, le teorie socialiste sono state comunque sconfitte, poiché fra le due visioni votate alla crescita continua, quella più efficace è stata la teoria economica neoclassica liberale. Entrambe le visioni hanno influito negativamente sullo spirito umano, favorendo una società costruita sull’aumento della produttività, fregandosene del reale sviluppo umano, dell’ambiente e della salute.

Una vera riforma, oltre che rimuovere i conflitti innescati dai Trattati neoliberali dell’UE, è quella di introdurre la felicità e la bioeconomia in Costituzione al fine riequilibrare il rapporto fra uomo e natura. In fine, nell’agire politico delle persone sarebbe auspicabile divulgare ed educare tutti noi ai principi costituzionali sviluppando scelte etiche, poiché se il Paese non funziona, la responsabilità è nostra, del nostro egoismo, della nostra ignoranza e arroganza.

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Povertà e disoccupazione, fonte immagine Openpolis, Poveri noi
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