Un programma politico

Ho pensato di raccogliere, condividere ed aggiornare il programma politico che iniziai a scrivere nel 2008. E’ la raccolta di una ricerca sociale, di appunti sparsi, idee già attuate da molte comunità e diffuse da esperti nel vari settori, dell’ecologia, architettura, urbanistica, democrazia…

Il mio blog, il diario che tutti possono leggere, sparge periodicamente queste idee e proposte, commenti e considerazioni sulla nostra società.

L’obiettivo è molto chiaro mutare la società per il bene comune. Buona lettura a tutti coloro che intendono anche in minima parte avviare questo cambiamento reso necessario per questioni di sopravvivenza.

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Ispirazioni sostenibili

Conoscenza e buon senso per progettare una società migliore:

Tratto da W. McDonough e M. Braungart, dalla culla alla culla, BLU edizioni Torino 2003, pag. 99. Due elementi essenziali rendono possibile la nostra esistenza: massa (la Terra) ed energia (il Sole). Niente entra ed esce dal sistema planetario eccetto il calore e, talvolta, alcune meteoriti. Per il resto il sistema è chiuso e i suoi elementi fondamentali sono preziosi e finiti. Ciò che la natura ci ha messo a disposizione è tutto quello che abbiamo. E qualunque cosa gli esseri umani creino non viene eliminata.
Se i nostri sistemi continueranno a contaminare la massa biologica della Terra e a buttare via materiali tecnici (come i metalli) o a renderli inutilizzabili in breve ci ritroveremo davvero a vivere in un mondo di limiti, in cui la produzione e il consumo saranno razionati e la Terra diverrà letteralmente una tomba.
Se gli esseri umani desiderano conservare l’attuale stato di benessere, dovranno imparare ed imitare il sistema di flussi di nutrienti e il metabolismo altamente efficace della natura, «dalla culla alla culla» in cui il concetto stesso di rifiuto non esiste. Eliminare il concetto di rifiuto significa progettare tutto – prodotti, imballaggi e sistemi – fin dall’inizio in base al principio che il rifiuto non esiste. Significa che saranno le preziose sostanze nutritive contenute nei materiali a modellare il progetto e a definirlo, che la sua forma sarà determinata dall’evoluzione, non solo dalla funzione.

Tratto da Guida al consumo critico, EMI, Bologna 2008 pag. 194. Impatto Ambientale. I supermercati sono l’emblema del consumismo che stimolano in tutti i modi possibili. Già la possibilità di poter passare fra gli scaffali e mettere nel carrello tutto ciò che ci attrae rimandando a dopo l’operazione fastidiosa del pagare è uno stimolo a comprare oltre i bisogni che avvertiamo spontaneamente. Se ci aggiungiamo le promozioni del tre per due, i prezzi civetta che si fermano a 99 centesimi, le fidelity card, i regali su raccolta punti, le seduzioni per bambini alle casse, il superconsumo è assicurato. E assieme è assicurato pure il superimballaggio perché al supermercato si vende prevalentemente impacchettato per favorire i trasporti e sbarazzarsi dei commessi.
Uno studio condotto in Gran Brategna nel 2004 dal parlamentare Norman Baker, ha messo in evidenza che in ogni famiglia spende ogni anno 750 per imballaggi, un sesto della spesa per il cibo. In definitiva solo il 26% del prezzo degli alimenti è per il cibo in quanto tale. Il resto è per l’imballaggio, trasporto, pubblicità, ricarico del supermercato.

Le parole sono importanti poiché sono associate a concetti, a stili di vita, a modi di pensare, per cui facciamo attenzione ai concetti “tossici e manipolatori” come gli ossimori. Ecco alcuni esempi clamorosi del marketing politico: “sviluppo sostenibile“, “banca etica“, “termovalorizzatore“, “carbone pulito“, “bombe intelligenti“. La giornata è composta di 24 ore ed il nostro cervello è impiegato maggiormente ad eseguire ordini dettati dalla consuetudine della società, ma se la società è gravemente malata? Con le parole i politici burattini manipolano la percezione della realtà “giocando” con le leggi della natura. Il cittadino deve riappropriarsi del senso delle parole, ricercandone l’etimologia e l’uso nel corso dei tempi. La democrazia è stata svuotata grazie all’apatia politica. Durante questo periodo natalizio, facciamoci un regalo utile, attiviamo il cervello, leggiamo un libro e discutiamone i contenuti in famiglia, con gli amici e con i conoscenti. Democrazia è dialogo, sereno e pacifico. La conoscenza e la creatività umana saranno capaci di trovare più soluzioni possibili ai temi che riguardano la collettività. Sarà sempre così perché è un indole umana creare, allora perché deleghiamo a persone corruttibili (rappresentanti eletti) la soluzione di problemi comuni? Eppure numerose comunità al mondo dimostrano che integrando la democrazia rappresentativa con la democrazia diretta le deliberazioni sono di maggiore qualità.

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato! Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

Chiedere conto ai nostri dipendenti

Parma, 2 aprile 2009. Pubblico dibattito sulla gestione dei rifiuti, la Provincia di Parma, pur adottando l’Agenda21, ha già deliberato a favore di ENIA SpA per costruire un inceneritore. Sono presenti gli ass.ri all’ambiente del Comune, Cristina Sassi, e della Provincia, Giancarlo Castellani, accompagnati da ben sette tecnici sia dell’azienda sanitaria locale (AUSL) e sia dell’azienda ambientale della Regione Emilia Romagna (ARPA).

Assenti i diretti responsabili, il Sindaco di Parma Pietro Vignali ed il Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli.

1) L’Unione Europea ha adottato il principio di precauzione che stabilisce: in un clima di incertezza sanitaria ed ambientale nessun Ente pubblico può deliberare la costruzione di impianti insalubri di cui, appunto, non si conoscano i rischi in assenza di certezze scientifiche. Per tutti quegli impianti già esistenti, invece, la letteratura medica internazionale fornisce precise indicazioni sui rischi sanitari ove siano stati costruiti impianti di incenerimento. Per quale ragione nella conferenza di servizi gli Enti pubblici non hanno applicato il principio di precauzione?

letteratura medica: http://www.ncbi.nlm.n… U.S. National Library of Medicine and the National Institutes of Health. Digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 797 documenti, invece digitando waste incineration compaiono ben 2057.

Ecco un documento estratto dalla letteratura medica:
Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.
DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Un documento estratto dalla letteratura medica che insegna nelle facoltà di medicina:
(Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315) Rischi e patologie da metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica. Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità.
Esposizione a polveri, fumi, vapori e gas e flogosi cronica delle vie aeree. […] Per un corretto all’inquadramento diagnostico approccio delle broncopatie cronico professionali è pertanto necessario conoscere i fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro (fattori esogeni professionali), poi i fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita (fattori esogeni non professionali) e ancora quelli legati all’ospite (fattori endogeni). Inoltre è necessario conoscere e utilizzare correttamente le tecniche diagnostiche e statistico-epidemiologiche, essenziali per poter disporre di dati attendibili.

2) L’Unione Europea adotta il principio chi inquina paga, chi pagherà i danni ambientali e biologici?

Le bugie hanno le gambe corte

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. L’ordinamento giuridico e la nostra Costituzione adotta i seguenti principi:
Il principio del buon andamento: tale principio indica l’obbligo per i funzionari amministrativi e in generale per tutti gli agenti dell’amministrazione di svolgere la propria attività secondo le modalità più idonee ed opportune al fine della efficacia, efficienza ed economicità (RESTA) Per efficacia si intende l’idoneità dell’azione amministrativa a perseguire gli obiettivi legislativamente enucleati in tema di tutela degli interessi pubblici. L’economicità impone, invece, l’ottimizzazione dei risultati in relazione ai mezzi a disposizione. L’efficienza è la realizzazione dei propri obiettivi con il minore sacrificio possibile per gli interessi degli cittadini.

3) Dunque in relazione all’efficacia ritenete di esser stati idonei a perseguire gli obiettivi di legge che prevedono prioritariamente la prevenzione ed il riciclo dei rifiuti?
4) L’impianto di riciclo di Vedelago (TR) costa 5 milioni di euro, ritenete di aver risparmiato soldi pubblici?
5) In relazione all’efficienza oltre ai danni ambientali dei suoli, ai danni biologici causati dalle micro e nanopolveri, ai costi della TARSU, ai costi dei contributi CIP6 e del teleriscaldamento che pagheranno i cittadini, quanti sacrifici si dovranno ancora subire?

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. Il principio di imparzialità: tale principio è desumibile dal combinato disposto degli artt. 3 e 97 Cost. e attiene sia agli aspetti organizzativi che a quelli propriamente funzionali. L’imparzialità assume non solo il significato di divieto di discriminazione, ma anche la valenza di principio positivo, che obbliga la pubblica amministrazione procedente a non privilegiare pregiudizialmente un particolare interesse, ma ad identificare e valutare tutti gli interessi coinvolti sì che la scelta finale possa atteggiarsi a risultato consapevole e coerente di una completa rappresentazione dei fatti e degli interessi in gioco.

6) Con quale criterio di merito il Comune di Parma, quale socio di ENIA SpA, ha potuto deliberare a favore dell’inceneritore?
7) Per quale ragione la Provincia di Parma non ha tenuto conto delle alternative all’incenerimento e cioè degli impianti di riciclo più economici e più congrui alle strategie politiche indicate dalla legge dello Stato?
8) Per quale motivo si intendono bruciare i rifiuti quando gli stessi rappresentano una risorsa che può essere trasformata e rimessa nel mercato?

Rifiuti Zero Jeff Morris Economista Analisi Ciclo Vita

9) Perché sono state ignorate 10.000 firme di cittadini residenti a Parma e provincia contrari all’inceneritore?
10) Perché esiste ancora la TARSU, tassa impropria che l’UE ha indicato di sostituire con la Tariffa puntuale (TIA)? E quale metodo intendete di usare per la TIA?
11) Perché avete ignorato l’appello dei medici emiliani che hanno chiesto una moratoria contro gli inceneritori?

12) Perché la Provincia di Parma ha fatto pubblicare una menzogna?

Disinfomazione e manipolazione,

13) Chi ha il potere amministrativo per impedire la costruzione dell’inceneritore e proporre un impianto di riciclo?

INCENERITORI E CONFLITTI AMBIENTALI
Come è andato il seminario che si è tenuto a Bologna, presso la Regione Emilia Romagna, l´11 gennaio 2010 su dinamiche in atto ed esperienze di comunicazione e di coinvolgimento in merito alla presenza di impianti di incenerimento di rifiuti, nell´ambito del progetto Moniter.
[intervento] Marco Biocca, Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, ha introdotto il suo intervento parlando dei rischi ambientali e per la salute come problema centrale per le comunità che mettono in gioco la capacità di governante locale.[…] Correlato con il tema delle incertezze tecniche è poi quello del “Principio di precauzione”. Principio da seguire quando un’attività suscita il forte dubbio di essere dannosa per la salute e l’ambiente: occorre prendere le necessarie misure precauzionali anche in assenza di una chiara relazione causa effetto dimostrata su base scientifica fra quella attività e il danno che ne potrebbe derivare. Quindi si è soffermato sulla comunicazione del rischio, che non è solo l’accesso o la diffusione di informazioni, ma è lo scambio di informazioni in merito alla valutazione e alla gestione dei rischi tra coloro che ne hanno titolo (istituzioni, politici, imprese, organizzazioni sociali, mass media, esperti, cittadini). Ha infatti affermato la tesi che la comunicazione tra tutti i soggetti interessati a gestire un rischio per la salute o per l’ambiente è la condizione migliore per trovare la strada più adeguata. Infine ha introdotto il concetto di “cittadini competenti” (ripreso da diversi altri interventi nel corso del seminario), di coloro cioè che, per interesse personale, professionale o istituzionale, hanno la possibilità attraverso le loro azioni di influire sulle scelte per la salute.

Le bugie hanno le gambe corte

Umberto Veronesi, oncologo, nella trasmissione televisiva di RAI TRE condotta da Fabio Fazio disse che gli inceneritori inquinavano zero. E’ sufficiente avere la rete di internet a casa per consultare la letteratura medica internazionale (digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 759 documenti – aggiornamento al 7 aprile 2010 i documenti sono 2362) e,  capire che quell’affermazione non aveva alcun fondamento scientifico. In uno di questi documenti on-line:

Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.

DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Dal sito internet della fondazione veronesi fra i parterners ci sono ACEA SpA, Veolia, ENI ed ENEL. ACEA e Veolia notariamente gesticono inceneritori, ed ENI ed ENEL inquinano con le loro centrali.

nanopathologyLe affermazioni di Veronesi furono usate dai dipendenti eletti per rassicurare le popolazioni ove sono in corso di progetto e realizzazione gli inceneritori. Tutt’ora molti politici si rifanno alle affermazioni di Veronesi come fonte scientifica autorevole e sicura.

Nel video fatto da qui Milano libera, Veronesi dice: che non faccia male alla salute non c’è niente […] ma io non sono un esperto di inceneritori […] mi occupo di salute […] i miei esperti mi hanno giurato che non c’è un effetto importante sulla salute[…]

Da Fazio disse, senza alcun contraddittorio. Fazio chiese: quanto c’è davvero il rischio di tumore, per esempio portato dai termovalizzatori? Umberto Veronesi: zero. Tutte le inchieste che abbiamo fatto, libri e libri non hanno portato a nessuno evidenza di aumento di tumori nelle popolazioni circostanti ai termovalorizzatori.

Ricordiamoci che l’Italia adotta il principio di precauzione ed in caso di incertezze i decisori politici devono optare per la scelta zero, cioè non costruire impianti a rischio.

Potenti: scelte irrazionali, per rubare al popolo.

I nostri dipendenti politici hanno condotto l’Italia fuori dal buon senso violando palesemente i più elementari diritti umani.  Veltrusconi  conosce  la Costituzione non per rispettarla ma per aggirarla.  Giustizia e legalità sono qualcosa di effimero, sono un film o una fiction da vendere e da raccontare. Le istituzioni che dovrebbero applicarla sono parcheggi per privilegiati.

Mentre in Europa gli inceneritori vengono tassati in Italia vengono premiati con miliardi di euro. Scritto da Federico Valerio venerdì 19 ottobre 2007

..In Danimarca la tassazione di incenerimento con recupero energetico e della discarica risale al 1986 e questa tassa oggi (2006) è rispettivamente di 40 e 50 euro per tonnellata trattata.

…Ogni commento sulle scelte dei nostri governi di regalare ingenti incentivi  economici ai  “termovalorizzatori” e sulla campagna mediatica finalizzata a screditare riciclo, compostaggio, riuso, appare superflua.

Spesso Danimarca, Svezia, Norvegia  sono citati come paesi modello,  in quanto da loro l’incenerimento dei rifiuti è una pratica diffusa. Questa informazione è corretta ma l’italica promozione dei “termovalorizzatori” dimentica di informarci che, nonostante ciò,  in questi paesi l’incenerimento dei rifiuti con recupero energetico è tassato, al pari della discarica. In Danimarca la tassazione di incenerimento con recupero energetico e della discarica risale al 1986 e questa tassa oggi (2006) è rispettivamente di 40 e 50 euro per tonnellata trattata.

Lo scopo dichiarato del legislatore per l’introduzione di questa tassa:

“Ridurre la quantità di rifiuti che vanno all’incenerimento o alla discarica. La tassa promuoverà il riciclo e spingerà le imprese ad applicare tecnologie con una bassa produzione di rifiuti”

L’Europa adotta il principio: chi inquina paga. In Italia,  Sindaci e Consigli Comunali come quello di Salerno premiano le aziende che inquinano.

Ma adesso “spieghiamo” la mala fede dei decisori politici ed il lassismo delle associazioni “ambientaliste” quando siedono nelle conferenze di servizio (assemblee deliberative obbligatorie nel processo decisionale della Pubblica Amministrazione). Le associazioni a delinquere, grazie all’aiuto dei colletti bianchi (laureati specialisti), sono molto informate e consapevoli delle procedure amministrative e, corrompendo un pò tutti sono in grado di scaricare responsabilità civili e penali sui dirigenti pubblici (anello debole del sistema decisionale). I colletti bianchi sanno che gli inceneritori non posso essere costruiti poiché è sufficiente applicare la Costituzione (art. 32) per prevenire e quindi evitare danni di ogni genere. Da qualche anno esiste un metodo valutativo molto efficace per prendere decisioni di qualità, ma i colletti bianchi fanno di tutto per evitare di adottare tale metodo. Questo si chiama pianificazione strategica, ed in materia ambientale si chiama Valutazione Ambientale Strategica per prevenire scelte sbagliate. E nel corso degli anni il metodo valutativo ha anche migliorato la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) includendo come elemento conoscitivo la Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS). Quello che i cittadini non sanno, ma che dovrebbero sapere per far sentire la propria voce applicando semplicemente il principio di sovranità popolare, è che esiste anche l’opzione zero. Nello specifico, parlando di inceneritori, industrie insalubri, nessun Ente pubblico è autorizzato a far costruire tali impianti quando non vi siano certezze sui rischi sanitari, poiché vige il principio di precauzione, e poi quando vi siano dati che indicano rischi e danni, a maggior ragione tali impianti vanno sostituiti con altri meno inquinati. Cercherò di esser più chiaro, la procedura valutativa corretta prevede che in un clima di incertezza (assenza di dati), sanitaria ed ambientale, si applica l’opzione zero, cioè per tutelare la salute pubblica gli Enti non possono e non devono concedere la costruzione di impianti rischiosi. Se avviene il contrario è perché non c’è un’ammenda o una pena prevista sulle scelte politiche, che sono anche insindacabili. I colletti bianchi corrotti, consapevoli delle procedure giocano su di un filo e nel caso di decisioni a loro avverse fanno ricadere la responsabilità sui dirigenti amministrativi come il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), creato ad arte, dal legislatore, per aiutare i rappresentanti eletti. Un altro metodo usato dai colletti bianchi è operare in regime di deroghe, com’è avvenuto in Campania, scavalcando le valutazioni ambientali. Inoltre, in una buona procedura amministrativa e valutativa si parte dal problema e non esclusivamente dalla “proposta risolutiva”. Nel ciclo dei rifiuti il problema non è inceneritori Si o No, il problema è il “rifiuto”, cos’è un “rifiuto”? E le norme, anche italiane, hanno già indicato saggiamente cosa gli Enti pubblici devono fare (Ridurre, Riusare, Riciclare), e che oggi non stanno facendo poiché corrotti ed, in male fede sostengono una serie di società SpA che guadagnano bruciando i rifiuti poiché sovvenzionate “illecimente” dallo Stato per mezzo dei Cip6, caso unico in Europa. Quello che noi chiamiamo rifiuto in realtà è un “materia prima seconda” che può essere trasformata e rimessa nel mercato. Bruciare i rifiuti per ricavare energià è un delitto contro l’umanità che andrebbe perseguito a norma di legge. La fisica ci insegna che nulla si crea nulla distrigge e tutto si trasforma, poi un’analisi del bilancio energetico ci dice che queste stupide macchine termiche (gli inceneritori) consumano più energia di quanta se ne possa ricavare, inoltre sono almeno 36 volte più costose di un impianto di riciclo e rubano soldi pubblici alle fonti energetiche rinnovabili per esser costruite e manutenute (Cip6). E tutto questo per far massimizzare profitti alle ex-municipalizzate create dai Sindaci, oggi monopoliste in materia di energia, rifiuti, acqua (servizi pubblici locali). Le società ex-munipalizzate/partecipate sono state introdotte per privatizzare i servizi pubblici locali e legalizzare il voto di scambio, infatti esse sono strumento del consenso politico = assunzioni clientelari, sono un’evoluzione della corruzione politica e della distruzione della democrazia. Questo, dei Cip6, è un scandalo tutto italiano che ha indirizzato circa 40 miliardi di euro di soldi pubblici, dal ’92 ad oggi, verso le tasche di petrolieri e presidenti di squadre di calcio contro lo sviluppo di un indotto industriale virtuoso, energie rinnovabili (sole, vento, geotermia) e, contro la salute di cittadini. Invece, Giappone, Germania e Spagna sono leader virtuosi nelle tecnologie ecologiste grazie alla volontà politica di investire in questa ricerca e creare un’industria virtuosa; Obama ha detto che anche gli USA dovranno adeguarsi. Chi in Italia ha praticato, insegnato e professato in queste discipline, uso razionale dell’energia, è stato volutamente cacciato e deriso per creare mostri accademici e trasmettere una sedicente ingegneria virtuosa. Le prime fughe dei cervelli virtuosi possiamo registrarle in architettura con Paolo Soleri che ha potuto sviluppare la propria filosofia ecologista negli USA; mentre di recente il premio nobel per la fisica Carlo Rubbia ha ricevuto ospitalità in Spagna. Senza dimenticare che la Fiat ha volutamente ignorato ingegneri come Mario Palazzetti per aver costruito macchine più efficienti e quindi meno inquinanti. Per banche/partiti SpA se sei onesto e virtuoso devi lasciare il Paese, esse vogliono solo laureati per delinquere. E’ ora di cambiare, ricominciare da zero partendo dall’etica, dalla morale, dall’educazione civica, ponendoci domande semplici: cos’è la sovranità? Cos’è la moneta? Di chi è la moneta? Cos’è il debito pubblico? Perché abbiamo un debito pubblico? Cos’è la vera democrazia? Dove si pratica? Cos’è la decrescita felice? Cos’è la vera azione collettiva (class action)?

Salerno, TARSU: opprimere i sudditi a norma di legge

italia-sotto-rifiutiNella piccola ‘oligarchia feudale consiliare’ salernitana chi possiede un’abitazione di edilizia popolare non superiore ai 90 mq arriva a pagare una TIA (tassa sui rifiuti) alla società Salerno Energia SpA, società al 100% controllata dal Comune che dovrebbe gestire l’inceneritore immaginato dal Sindaco, cifre come 428 euro, da versare in quattro “comode” rate da 107 l’una. Questa è la gestione politica del Sindaco Vincenzo De Luca, che con grave e colpevole ritardo solo nel 2008 inizia una raccolta “differenziata sperimentale”. De Luca predica sciocchezze nei canali televisivi locali paragonando un’industria insalubre come l’inceneritore, che vorrebbe costruire, ad una “fabbrica sicura” e preleva tanti soldi direttamente nelle tasche dei cittadini disinformati, attraverso la TIA. De Luca non è nuovo a manipolazioni ed omissioni gravissime. Il tema della corretta gestione dei rifiuti, l’ho raccontato molte volte nel mio blog.

Purtroppo come ognuno può intuire, l’ignoranza è uno dei migliori strumenti di controllo che il potere possa usare contro i sudditi. E per questo una cittadinanza ignara non protesta contro un inganno che va avanti da troppo tempo. Dal dossier di cittadinanzattiva è possibile leggere come gli altri come abbiano alzato la tassa: Il Decreto Legislativo n.22 del 1997 (c.d. Decreto Ronchi) ha introdotto la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), quale corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. La TIA avrebbe dovuto (ha già subito ripetute proroghe) sostituire la TARSU (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani) a partire dal 2006 per i comuni con più di 5 mila abitanti e dal 2008 per gli altri comuni e per i comuni in deficit di bilancio. La TIA è finalizzata ad una gestione eco-compatibile ed economica dei rifiuti, incentivando, mediante riduzioni ed agevolazioni, la raccolta differenziata, sia da parte delle famiglie che delle aziende. Dal dossier del 2006 si legge che il costo medio nazionale è di 206 euro (TARSU o TIA).

La TARSU e la TIA sono entrambi improprie poiché stabiliscono la misura della tasse misurando i mq dell’abitazione dei cittadini, e poiché ognuno può intuire che non c’è alcun nesso logico fra l’estensione di una casa ed il conferimento dei rifiuti l’Unione Europea ha giustamente indicato di usare una tariffazione puntale pesando i rifiuti indifferenziati e conferiti nei bidoncini muniti di chip o codice stabilendo il corrispettivo da pagare.

Ma a Salerno invece si opprimono i cittadini a norma di legge poiché nonostante la presenza di isole ecologiche che pesano i rifiuti conferiti, il Sindaco De Luca pretende di usare ancora la TARSU prima e la TIA dopo, e così non importa lo stile di vita del cittadino poiché a Salerno Energia SpA servono quei soldi prelevati indiscriminatamente e direttamente nelle tasche di tutti per mezzo di un sistema vecchio, inadeguato e “truffaldino” e cioè la misurazione dei metri quadrati dell’abitazione. Non bisogna fare molti chilometri per vedere un’amministrazione onesta e virtuosa, basta arriva a Mercato San Severino – “più ricicli più risparmi” – che da anni misura il peso dei rifiuti urbani tramite il ‘codice a barre’ facendo pagare il giusto ai propri cittadini. Gli esercenti che conferiscono maggiore materia pagano di più mentre i cittadini che hanno consumi moderati molto meno. E per vedere la normalità è sufficiente ricercare il Consorzio Priula della Provincia di Treviso dove tramite chip posti nei cassonetti gli addetti alla raccolta differenziata ‘porta a porta’ riescono a gestire in tempo reale la materia da riciclare e conferirla presso il Centro riciclo di Vedelago dove si recupera il 100% dei materiali post consumo.

In generale, il potere poggia su tre pilastri: il meccanismo del profitto, i meccanismi della persuasione, i meccanismi della regolazione dei rapporti – tre pilastri cui corrispondono tre campi del sapere e della tecnica applicata: l’economia, la psicologia collettiva (includente l’informazione pubblica e la religione come instrumentum regni), il diritto (la legislazione e la giurisdizione). L’insegnamento pubblico (ossia quello accessibile alla generalità delle persone) di queste tre discipline è organizzato in modo tale da tenerle separate, così da strutturare, nei loro rispettivi cultori, formae mentis chiuse su se stesse, e da prevenire chi le studia possa arrivare a una loro visione di insieme, che possa capire a che cosa effettivamente ciascuna di esse serve, integrandosi con le altre, ai fini del potere. […] nessuno gli spiega come ogni potere politico reale si regga su un consenso prodotto mediante la violazione delle proprie leggi ufficiali. Il consenso e il sostegno politico sono prodotti con la distribuzione del dividendo degli abusi. Il politico è il primo a sapere che la democrazia è un’illusione; il giudice è il primo a sapere che la legalità è un’illusione; l’economista è il primo a sapere che è un’illusione il libero mercato; tutti e tre sanno però che il loro prestigio e il loro potere si basano sul mantenimento di queste illusioni. (Marco Della Luna, Antonio Miclavez, euroschiavi, la Banca d’Italia la grande frode del debito pubblico i segreti del signoraggio, 3 ediz. Arianna editrice 2007 pag. 16)

Una famiglia italiana composta da tre persone con un’abitazione di proprietà di 100 metri quadrati ha speso nel 2008 in media 223 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Rispetto al 2007 l’aumento è stato del 2,8%. La media annua più bassa (126 euro) si è registrata in Molise, mentre quella più alta in Campania (301 euro).

A maggio 2010, De Luca, progetta un altro aumento fra il 20-25%. In assoluto i cittadini più tartassati sono i siracusani con €407 ma ora De Luca si accinge a battere il record negativo con €438 (aumento 20% programmato): salernitani primi fra i tartassati.

La settimana europea sulla riduzione dei rifiuti dal 22 al 30 novembre 2008, SERD 2008, coordinata dall’ACR+

Accolgo con piacere l’iniziata segnalatami da Roberto Cavallo volta ad informare circa la riduzione e prevenzione dei rifiuti, primo passo per tendere ad una società a rifiuti zero.

Per cui copio incollo la nota di Sergio Cappelli

Dal 22 al 30 novembre 2008 si terrà la Settimana europea sulla riduzione dei rifiuti, SERD 2008, coordinata dall’ACR+ (Associazione europea delle Città e Regioni per il riciclaggio e la gestione sostenibile delle risorse).
L’Italia si è ufficialmente candidata a partecipare alla Settimana con un gruppo di istituzioni ed associazioni già impegnate sul fronte della gestione sostenibile dei rifiuti: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Federambiente, Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, Rifiuti 21 Network, Legambiente, Comuni virtuosi.
La campagna informativa, a cura del Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, è basata sulla campagna europea «-kg» dell’ACR+ ed ha come obiettivo quello di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile l’importanza delle politiche e delle pratiche di riduzione dei rifiuti nonché fornire una lista di consigli utili per ridurre i rifiuti mostrando la diversità di azioni possibili in diversi luoghi e per diversi soggetti implicati.

Le iniziative possono essere sia di tipo informativo e di comunicazione, per la diffusione dei contenuti della Campagna (kit informativo), che azioni concrete e dimostrative, ad esempio:
• diffusione del kit informativo a mezzo siti web, mailing list, media locali
• allestimento di un punto informativo ad hoc o in occasione di manifestazioni pubbliche già in calendario,
• incontri con la stampa locale sul tema della prevenzione rifiuti
• incontro pubblico sul tema della prevenzione rifiuti (in generale o su di uno specifico flusso di beni),
• distribuzione di borse in tela per la spesa, pannolini riutilizzabili, ecc.
• organizzazione di una giornata di scambio di beni usati tra cittadini
• raccolta straordinaria di beni usati con fini benefici

Intervista di Francesco al prof. Gianni Tamino, biologo al convegno Rifiuto: Riduco Riciclo di Gambettola (FC) 25-26 ottobre

un mio piccolo contributo alla campagna, una presentazione elaborata verso gennaio 2008:

Oggi il CentroRiciclo di Vedelago (TV) dichiara di riciclare anche l’indifferenziato.

letteratura medica internazionale: inceneritori e cancro

La domanda sorge spontanea: in un clima di incertezza come fa la politica a rassicurare i cittadini? Perché ci si ostina a costruire e sovvenzionare impianti che non danno certezze? Eppure metodi e procedure deliberative ispirate ai principi di prevenzione e precauzione dicono chiaramente che bisogna scegliere l’opzione zero (si sceglie di non costruire) in caso di evidenti e grosse incertezze soprattutto quando si parla di salute.