La trasparenza svela gli imbroglioni

I politici sono degli imbroglioni, quante volte lo abbiamo detto e pensato? Sono incoerenti, promettono e non mantengono. Quanti cittadini hanno piena consapevolezza su come viene amministrato il proprio Comune, la Provincia o la Regione? Secondo me, qui le cose si complicano e spesso noi cittadini dimostriamo tutta la nostra cialtroneria, condizionati dall’ambiente (media e partiti) e poco informati. Eppure misurare la qualità dei nostri politici è davvero “facile”, sembra assurdo, ma è proprio così, non abbiamo bisogno di nessun articolo giornalistico o scandalistico per capire seriamente come i politici spendono i nostri soldi (Corte dei Conti). Il sito dell’ISTAT offre numerosi documenti per capire la nostra società, e ci sono altri centri che periodicamente pubblicano report utilissimi, anche la Banca d’Italia pubblica relazioni annuali. E’ indubbio che la semplice lettura di queste analisi non sia sufficiente, ma per lo meno iniziamo a comprendere il linguaggio delle istituzioni, ed in una fase successiva sviluppare valutazioni e confronti con persone esperte, amici e conoscenti (scomposizione della realtà complessa e semplificazione), ed in fine costruire il personale bagaglio di conoscenze (ricomposizione della realtà complessa).

L’intero processo politico del Parlamento è pubblicato sul sito internet ufficiale, c’è tutto. L’associazione openpolis offre persino una propria valutazione con tanto di indicatori di prestazione dei parlamentari. In buona sostanza l’informazione c’è ed il cittadino interessato può controllare i propri dipendenti presenti in Parlamento facendosi la propria opinione libera e non filtrata. Il problema dell’Italia è che la maggioranza degli italiani sembra non volersi fare una propria opinione, ma accetta passivamente quella dei politici che votano, una vera contraddizione poiché i controllati (politici) condizionano i controllori (cittadini).

In ambito locale possiamo fare altrettanto. Secondo gli articoli 53 e 54 del D. Lgs del 7 marzo 2005 n.82 denominato codice dell’Amministrazione digitale i siti pubblici devono essere accessibili da tutti, anche dai disabili, reperibili, facilmente usabili, chiari nel linguaggio, affidabili, semplici, omogenei tra loro.

Per cominciare a fare politica con una certa consapevolezza esiste una strada molto semplice: accedere al bilancio pubblico del proprio Comune, e successivamente scaricare dal sito istituzionale il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) poiché è lo strumento redatto dalla Giunta comunale rispetto alle linee programmatiche di mandato approvate dal Consiglio. Nel PEG sono indicati nomi dei dirigenti responsabili e le attività da svolgere, per aree tematiche, e si trova il Piano Dettagliato degli Obiettivi (PDO) per misurare la performance dei dirigenti pubblici tramite indicatori, temporali, qualitativi e quantitativi. Questi documenti: linee programmatiche di mandato, bilancio, PEG e PDO, sono pubblici e spesso si trovano on-line sul sito del proprio comune. Oggi esiste il Documento Unico di Programmazione (DUP) economica che ha durata triennale, e prevede all’interno il mandato e gli obiettivi. Infine esiste lo schema della struttura amministrativa, un diagramma che indica i settori dell’Amministrazione con i nomi dei dirigenti responsabili e loro posizioni organizzative (PO), cioè i funzionari responsabili che sono obbligati ad applicare il DUP. In questo modo i cittadini possono sapere come e dove sono state destinate le risorse pubbliche. Il cittadino elettore, partendo dalle linee programmatiche può agilmente confrontarle con gli obiettivi indicati nel PEG e nel PDO e fare una verifica di coerenza, promesse elettorale e attività dei dirigenti, poiché ciò che non c’è scritto nel PEG non si farà. Studiare questi documenti è il modo per misurare correttamente e nel merito il mandato elettorale dei dipendenti eletti, e proporre una verifica politica utile a valutare politici e dirigenti pubblici. Un funzionario pubblico è in grado di aiutare i cittadini nella lettura di questi documenti ed è sufficiente studiarli una volta per condividere lo schema di lettura di questi atti, e avviare un processo virtuoso di comprensione dei metodi della pubblica amministrazione utili a far funzionare un comune. Questo processo libero ed incondizionato è determinante per qualsiasi società veramente democratica. Immaginate per un attimo se una buona fetta dei cittadini facessero quanto descritto nei confronti del proprio Sindaco, credete che sarebbero tutti riconfermati? Ritengo che ci sarebbero diversi scompensi emotivi nella cittadinanza poiché molti dovrebbero rivedere le proprie convinzioni politiche, colti in fallo dalla propria ignoranza. La verifica politica più efficace è quella che associa l’azione amministrativa alla Costituzione italiana, credo che le sorprese sarebbe tante, per i cittadini e per gli amministratori.

Il processo sopra descritto è un passo determinante per avviare una buona verifica del mandato elettorale da svolgere a metà del mandato, e proporre revoca o conferma del mandato. In Italia la revoca del mandato non esiste. E’ necessario modificare il Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) per introdurre questo importante strumento di controllo delle moderne democrazie rappresentative. Nel Tuel è doveroso introdurre l’obbligo di istituire anche gli strumenti referendari e di iniziativa affinché i cittadini senza alcun filtro possano deliberare direttamente.

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Controllo ed oppressione

Leggi, Statuti e norme mutate nel tempo hanno cancellato lo Stato di diritto, opprimono il popolo sovrano. L’assenza di etica e morale nelle nuove regole scritte è la caratteristica di queste norme.

la pubblica amministrazioneMASSIMO VILLONE- Senatore DS
Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema. Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l’amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un’altra area. Le cose che mi interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio. Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti. Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente. Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un pò di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

Dalle dichiarazioni fuorvianti e ricche di informazioni errate, e dalle denunce (“non c’è nessuno che controlla le emissioni“) del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca emerge uno sconcertante atteggiamento di impunità e di scarica a barile; egli crede di non essere responsabile dell’ambiente e che non debba essere il Comune a controllare il territorio, ma qualcun altro. Ricordiamoci tutti che il sig. De Luca comanda a Salerno sin dalla riforma degli statuti e dalle elezione diretta del Sindaco, con una parentesi del suo “braccio destro” Mario De Biase, malamente liquidato prima delle ultime elezioni amministrative che hanno fatto vincere nuovamente l’attuale Sindaco del PD, insomma una sorta di feudo incontrastato.

Le ragioni per la revoca del mandato ci sono tutte…

Tutti ricorderete, spero, del “terremoto politico” del dicembre 2005, allora vi era la Giunta De Biase, seguace di De Luca, dove ci fu uno scossone “forte” da parte della magistratura e vi ricordate come chi indagava ed indaga era controllato dai colleghi, con violazioni nel computer del Pubblico Ministero, per spiare le attività investigative ed avvisare gli amici politici circa le mosse dell’accusa.

Le ragioni per la revoca del mandato ci sono tutte e si fondano sui principi costituzionali ampiamente violati e traditi:

colletti-sporchiUn “potere invisibile” trasversale che coinvolge rappresentanti e magistratura.
Prima di iniziare bisogna riconoscere che il “merito” di questa crisi della democrazia va ascritto al processo di revisione degli Statuti comunali ed alla revisione della Pubblica Amministrazione (PA), iniziato negli anni ’90, senza dimenticare ovviamente il ruolo storico dei partiti, che non rappresentano più le istanze del popolo, ma “forse” solo quelle delle corporation pronte a pagare qualsiasi prezzo pur di continuare a dominare il mercato. Il cancro mafia si è evoluto e come dimostrano Saverio Lodato e Marco Travaglio in Intoccabili si parla di convivenza politica da sempre. Il risultato di quel processo: poteri accentrati al Sindaco, uso del diritto privato e discrezionalità nella PA, è sotto gli occhi di tutti. Le accuse maggiori di tangentopoli erano concussione, voto di scambio, corruzione etc. Oggi non c’è più bisogno del voto di scambio, gli statuti comunali e la legge 241/90 consentono una gestione molto più verticista ed oligarchica rispetto al passato, molto efficace ai fini delle associazioni per delinquere. Le dichiarazioni dell’on. Villone in una vecchia puntata di Report spiegano bene come gestire il consenso politico e distribuire favori agli amici tramite le aziende municipalizzate/partecipate che fanno i milioni con le concessioni pubbliche, mica con concorsi di merito. Questo tipo di sistema vizioso, partito negli anni ’90, ha alimentato la corsa verso le società municipalizzate/partecipate, ha creato una serie di cortigiani al servizio del monarca pronti a “prostituirsi” per un posto di lavoro, ha creato una cooptazione diffusa, molto simile a quella praticata nel mondo universitario, che non guarda al merito ma agli interessi personali di pochi. Sembra quasi che le aziende vengano create per soddisfare i bisogni economici dei sostenitori delle campagne elettorali, e non solo, tutto in barba ai minimi principi di etica e moralità, di trasparenza e meritocrazia.
Tutti ricorderete, spero, del “terremoto politico” del dicembre 2005, allora vi era la Giunta De Biase, seguace di De Luca, dove ci fu uno scossone “forte” da parte della magistratura e vi ricordate come chi indagava ed indaga era controllato dai colleghi, con violazioni nel computer del Pubblico Ministero, per spiare le attività investigative ed avvisare gli amici politici circa le mosse dell’accusa.
C’è da dire che tutti i Tribunali soffrono di problemi gestionali, dovuti a persone “poco zelanti” e che forse dimenticano di tutelare la Costituzione, questa non è una novità, e la puntata di Anno Zero che ha mostrato il caso De Magistris, con la testimonianza della dott.ssa Forleo indicano solo la punta dell’iceberg. Salerno non credo sia immune da questi casi (Csm docet), anzi credo si sia andati oltre, alla “co-gestione del potere fra rappresentanti e magistrati”. La tristezza è che tutti sanno (dagli addetti ai lavori politici sino ai giornalisti) e fanno finta di non sapere, di non vedere, tipico di noi meridionali omertosi, abituati, addomesticati, chinati.
E tornando ai fatti, a mio avviso il mandato va revocato al Sindaco ed a tutti i consiglieri comunali che hanno approvato il Piano Urbanistico Comunale figlio della speculazione edilizia. «Affari e speculazione attireranno la malavita»; «il più grosso attentato perpetrato nei confronti di una città e dei suoi abitanti». Va giù duro il presidente degli architetti salernitani Pasquale Caprio che definisce «fuorilegge» il piano urbanistico comunale approvato ieri a palazzo Guerra. «Uno strumento importante solo per la classe padrona – sottolinea – ignobile per le situazioni equivoche che verrebbe a creare», parole che si leggevano sul Mattino dell’11 novembre 2006.
Antonio Lombardi racconta l’entusiasmo dei costruttori per l’adozione del piano regolatore. Però chiede un intervento deciso dell’amministrazione comunale per evitare che il nuovo strumento urbanistico si impantani nei meandri della burocrazia. Soddisfatti della decisione del consiglio comunale? «Come Ance siamo davvero soddisfatti perché il Puc non è solo edificazione ma anche uno strumento economico e sociale. Infrastrutture e servizi riqualificano la città e la rendono più vivibile. Bisogna elogiare l’amministrazione per la decisione e la determinazione con cui ha portato avanti l’approvazione del piano e per le larghe intese poste in essere». Quali i risvolti economici del Puc? «È uno strumento che vale 10 miliardi di euro, nei prossimi 15-20 anni a Salerno dovendo costruire diecimila alloggi verranno incentivati gli investimenti. Secondo i nostri calcoli, una volta che il Puc sarà a pieno regime, ci saranno 1500 occupati l’anno nel settore più 500 nell’indotto. ADESSO ABBIAMO ANCHE IL VERO PADRONE DEL PUC, Lombardi, così potrà pagare gli stipendi ai calciatori. ( dal Mattino del 18 novembre 2006)

Popolazione residente a Salerno 1981 abitanti 157.243
Popolazione residente a Salerno 1991 abitanti 148.932
Popolazione residente a Salerno 1999 abitanti 142.099
Popolazione residente a Salerno 2001 abitanti 144.078
Popolazione residente a Salerno al 1 gennaio 2002 138093
Popolazione residente a Salerno Marzo 2005 abitanti 135.681
Popolazione residente a Salerno al 1 gennaio 2006 134820 (Fonte: ISTAT, http://demo.istat.it/… )

Dall’andamento demografico dell’ISTAT è palesemente chiaro il calo dei residenti, sembra quasi una fuga, ma allora a chi serve approvare un Piano Regolatore basato sulla crescita urbana? Che fine fanno gli appartamenti lasciati dai residenti in fuga? Sono “scappati” dal 1981 al 1 gennaio 2007 ben 22423 salernitani, una città.

Ma sostanzialmente in questi 15 anni di “feudo” De Luca non si è avvertito un progresso sociale diffuso e nemmeno la tutela del bene comune: la salute e l’ambiente, anzi si sentono solo minacce per la costruzione di impianti inquinanti, come l’inceneritore di rifiuti urbani, realizzati con grossi conflitti d’interesse e grazie ai soldi pubblici percepiti “illecitamente” per mezzo dei CIP6.
La scelta dell’inceneritore è antieconomica, inquinante ed anti storica visto che la linea politica dell’Unione Europea rimane la prevenzione del rifiuto, della riduzione e del riciclo; ed eliminerà il concetto di recupero energetico tramite Combustibile Derivato di Rifiuti (CDR) entro il 2008.

Inoltre si fa spregio delle norme più elementari previste dalle leggi e cioè la partecipazione dei cittadini in materia ambientale. Una sentenza della Corte di Conti dell’87: uno «degli strumenti di prevenzione (dell’ambiente) è proprio quello della responsabilizzante informazione dell’opinione pubblica sulle problematica della tutela del bene ambientale». Ed in questo concetto sono pienamente coinvolti i media locali.
la pubblica amministrazioneRimangono irrisolti i problemi della città semplicemente perché non sono stati mai affrontati, perché non interessa risolverli. Invece, sono stati risolti i problemi economici degli amici ampiamente assunti nelle aziende municipalizzate/partecipate che gravano con i loro stipendi su tutta la comunità salernitana. Attualmente la società Salerno Sistemi SpA al 51% pubblica ed al 49% è privata. Grazie alla legge Galli, Salerno Sistemi gestisce un bene demaniale, cioè nostro, come l’acquedotto, diritto inalienabile, e consente di far guadagnare ad un’azienda privata con le vendita dell’acqua. Un privato, scelto arbitrariamente, guadagna soldi tramite la gestione di un bene demaniale, nella bolletta noi paghiamo i consumi dell’acqua. La Costituzione consente di far guadagnare i privati che hanno in concessione i beni demaniali solo in maniera occasionale, il contrario di quello che succede con la Salerno Sistemi SpA. L’esempio calzante è il gestore del lido, che guadagna, pagando l’affitto della spiaggia pubblica, solo nel periodo estivo, mica tutto l’anno come fa Salerno Sistemi SpA.
democrazia-cittadiniIl mandato va revocato poiché il Sindaco, responsabile della salute pubblica, tramite ordinanza non ha chiuso le fonderie Pisano trovate sprovviste, dagli stessi vigili urbani, di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA). Inoltre non ha previsto, impugnando il principio di precauzione dell’UE, insieme ai medici dell’ASL nessuna indagine epidemiologica e tossicologica per verificare lo stato di salute dei suoi concittadini. Ed invece, contraddicendo il principio dell’Unione Europea: chi inquina paga; ha persino premiato l’azienda Pisano cambiando la destinazione d’uso dei suoi suoli, nel PUC approvato nel 2006, da area industriale ad area edificabile.

Non ci illudiamo che con la revoca del mandato a questo o a quel potente di turno risolva i problemi dei salernitani. Auspico sempre l’introduzione della revoca, meglio di niente. I partiti sono i taxi delle lobby e delle corporation. A mio avviso solo con un vera partecipazione dal basso si potranno cambiare le regole dello Statuto del Comune introducendo sani principi di democrazia diretta. Attualmente il Sindaco è un monarca e la corporation, con una semplice tangente, si compra il personaggio di turno, dobbiamo rendere sconveniente la corruzione distribuendo il potere decisionale al vero sovrano: il popolo. Quale corporation si sognerebbe di comprare una città intera? E’ troppo alto il prezzo da pagare. Sostengo sempre l’introduzione di:

* referendum (propositivo) legislativo;
* referendum abrogativo;
* referendum (propositivo) legislativo e abrogativo
* Bilanci Partecipativi deliberativi (non consultivi);
* Elezione diretta del difensore civico dai cittadini
* Sostituire le aziende municipalizzate/partecipate s.p.a., concessionarie della gestione di beni demaniali, con vere public companies (società pubbliche) noprofit con l?obbligo di reinvestire gli utili in servizi pubblici a tutela della salute e dell’ambiente nel territorio locale;
* Inserire nel regolamento edilizio l’analisi del ciclo vita (LCA) e la certificazione energetica degli edifici;
* proporre di cambiare la legge elettorale per la parte riguardante le circoscrizioni col fine di consentire ad ogni cittadino di candidarsi liberamente, senza l’aiuto dei partiti. (?)

Chi avrà visto la puntata di Report del 14 ottobre 2007 si sarà chiesto sicuramente, ma il Comune ha preso degli Swap (derivati) dalla banche? E chi controlla? Report a sue spese ha pagato dei consulenti finanziari altamente specializzati ed ha fatto calcolare l’indebitamento di alcuni Enti, ed il Comune di Salerno? E’ messo male come il Comune di Napoli? Il fallimento economico del Comune ricade ovviamente sui cittadini, abbiamo tutto il diritto di conoscere la situazione economica dell’Ente e delle sue società municipalizzate/partecipate.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris