Uscire dalla strada totalitaria!

In principio fu la guerra, di solito sono sempre le guerre a cancellare o creare debiti. 1944 nacque l’economia del ricatto per gli italiani e gli europei. Ad esempio il debito pubblico degli americani, o dei cinesi, non ha lo stesso peso politico per i cittadini europei che vivono dell’euro zona (patto di stabilità e crescita). Dal piano Marshall in poi gli italiani poterono costruire un’industria e scegliere come spendere i soldi prestati. Dal 1981 in poi l’intero ceto politico italiano decise di abdicare alla sovranità economica e applicare le teorie monetariste liberali. Il Governo Forlani e il Ministro Andreatta decisero la separazione del Tesoro dalla Banca d’Italia ottenendo due risultati: (1) la privatizzazione della Banca d’Italia che nella sostanza significava togliere il controllo del credito allo Stato e (2) consegnare la Repubblica al ricatto dei mercati internazionali. Sono gli anni in cui i partiti si mischiano col mondo dei banchieri e degli imprenditori, gli anni in cui la sinistra abdica a se stessa per abbracciare la religione monetarista liberale (teoria esogena della moneta). Sono gli anni in cui la classe dirigente politica occidentale annulla la democrazia rappresentativa degli Stati per consentire alle imprese di accumulare ingenti capitali; speculando con gli strumenti finanziari, controllando le risorse del pianeta e localizzando la old economy nei luoghi ove non esistono diritti sindacali e tasse (zone economiche speciali). In Italia, seguirono gli anni ’90 con le cosiddette “riforme strutturali” neoliberali: privatizzazioni e uso del diritto privato in ambito pubblico che significò per i partiti, ma soprattutto per Sindaci e Presidenti gestione delle clientele senza subire le indagini della magistratura inquirente, poiché il voto di scambio diventò “legale”. Anni duemila gli scandali bancari rivelano l’intreccio fra partiti e banche e svelano un progetto politico portato avanti nei decenni: sospendere la democrazia rappresentativa, privare lo Stato del potere di emettere moneta e aumentare l’influenza delle imprese private tramite la finanza ed i paradisi fiscali. Nel dopo guerra i partiti avevano il potere di promuovere una politica industriale e monetaria, avevano il potere di fare la politica, cioè decidere come spendere le tasse degli italiani. Dagli anni ’90 in poi i politici (ingresso nello SME e il cosiddetto vincolo esterno (ricatto esterno), ossia Titoli di Stati acquistati dai mercati) sono stati chiusi in un recinto ben preciso: gestire la spesa pubblica per ridurla. Le borse telematiche, il linguaggio finanziario, sono la maschera e l’inganno psicologico da mostrare a tutti: cittadini ed amministratori. Gli interessi della finanza privata prevalgono sull’azione politica dell’istituzioni.

Mentre la religione liberista cominciò a governare il mondo, erano gli anni di Reagan e della Thatcher, tutti i partiti italiani abbracciarono la religione liberale e noeliberale assorbendo le agende politiche dei think tank americani. La maggior parte delle accademie economiche europee pubblicavano testi a favore delle teorie di von Hayek preferendole a quelle di Keynes, e mettendo da parte la critica sociale ed economica di Marx. Anche in questo modo si creò il pensiero dominante, o pensiero unico; mentre pochi economisti si rifiutarono di ignorare le lezioni di Marx e Keynes, e per questo furono delegittimati e isolati. Col trascorrere del tempo l’ideologia globalista finanziaria riuscì a sedurre anche i “comunisti” italiani, tant’è che in Italia i più efficaci liberisti hanno ricevuto l’energia politica anche dall’ex partito comunista che ha sostenuto i governi di Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi, Giuliano Amato, e Mario Monti. Tutto ciò mentre già negli anni ’70 emerse con estrema lucidità e corretta previsione il disastro ecologico di un’economia fondata sulla crescita continua, ignorando l’entropia e gli effetti negativi degli impatti industriali. Se Marx fu corretto nel criticare il capitale (effetti sociali), Nicholas Georgescu-Roegen fu corretto nel dimostrare la fallacia della teoria economica neoclassica (effetti ambientali).

Dal dopo guerra in poi, la DC fu l’interlocutore principale delle religione liberale e neoliberale; e dal 1992 in poi si alternavano i Governi Berlusconi, un liberista in pectore, che ha saputo approfittare del suo ruolo da premier sia per sistemare i propri affari personali, e sia per crearne dei nuovi tramite l’ENI e l’ENEL nominando il managment di tali aziende. L’attuale governo democristiano, Letta premier, rappresenta egregiamente l’immagine liberista propugnata dai gruppi élitari quali il club Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E’ noto che le riforme politiche degli ultimi trent’anni hanno spostato i centri decisionali e di potere, da Roma a Bruxelles, e da Bruxellese alle agende dei gruppi sovranazionali, ed è in questi ambiti elitari che i gruppi politici europei ed americani hanno banalmente applicato le priorità delle imprese private che non coincidono con gli interessi generali di uno Stato democratico, ma con quelle delle SpA che si riuniscono nel WTO e che sfruttano le risorse limitate della Terra per il torna conto degli azionisti.

Nel 2011 accade qualcosa di straordinario poiché le democrazie rappresentative sono sospese (accade in Grecia e in Italia) e l’agenda élitaria dei borghesi europei nomina i primi ministri. E’ sempre il vincolo esterno che annulla l’autonomia degli Stati e detta l’agenda politica liberista. L’UE segue l’agenda élitaria, i governi nazionali firmando il Trattato di Lisbona (Italia, luglio 2008) rinunciano alla propria sovranità ed i popoli subiscono le stupide regole contabili del fiscal compact e del MES. E’ buffo leggere le opinioni dei teorici della “terza via” di Blair e Clinton (Policy Nertwork) e dell’Ulivo mondiale, quelli delle speculazioni finanziarie per intenderci (ad esempio, quelli vicini a Goldman Sachs o quelli del caso Mps in Italia), leggerli nel proporre maggiore “democrazia” nell’UE. Com’è buffo leggere che i socialisti francesi giudicano di “destra” la “terza via” inglese. I gruppi politici si muovono su parole d’ordine e slogan per semplificare la realtà, entrambi i gruppi politici si muovono nel piano ideologico della crescita: la “sinistra” intende tornare ad un capitalismo degli anni ’80, mentre la “destra” ignora gli effetti di una “globalizzazione finanziaria” e persegue sullo stessa strada. Nei dibattiti pubblici si possono vedere gli stessi uomini politici che hanno introdotto gli algoritmi matematici che hanno accelerato una crisi del sistema capitalistico e propugnano soluzioni per tutti, questi individui hanno lo stesso grembiulino di oltre oceano. E’ questa la sintesi politica dei gruppi politici europei, entrambi legati a doppio filo dagli immorali paradisi fiscali. Politici ben saldi alle poltrone politiche che muovono le regole dell’immoralità e della stupidità poiché negano il diritto ad un esistenza migliore per chiunque voglia averla.

L’austerità voluta da tutti i Governi dell’UE è stata sostenuta da diversi studi di macro economia. Di recente è accaduto un fatto a dir poco imbarazzante, un giovane dottorando Thomas Herndon stava studiando un rapporto di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, “Growth in a Time of Debt” (2010). In quel testo vi era la “prova scientifica”, secondo gli autori, che se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita. Quella cifra “magica” venne adottata come un dogma, istantaneamente ripresa da organizzazioni internazionali e governi: da Angela Merkel alla Commissione europea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Herndon scoprì due categorie di errori, grossolani e dalle conseguenze disastrose. La coppia di grandi economisti aveva banalmente commesso una svista di “allineamento” nelle colonne delle cifre da addizionare usando il software Excel della Microsoft. Sicché alcuni calcoli erano sbagliati. In più — questo forse è lo sbaglio più imperdonabile — Reinhart-Rogoff avevano omesso di includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia, Nuova Zelanda) in cui la crescita economica non è stata affatto penalizzata da un elevato debito pubblico.

Gli effetti delle politiche liberali e neoliberali sono evidenti: l’Italia è diventata periferia economia e in particolar modo il meridione d’Italia raggiunge tassi di disoccupazione pari ai paesi emergenti, una volta chiamati in via di sviluppo. Applicando il paradigma liberale, competitività e delocalizzazioni, si è consumata una guerra economica contro le famiglie meridionali. La soluzione è politica, ed è semplice: restituire autonomia politica per ristrutturare i debiti e applicare la teoria endogena della moneta. Non c’è alcun bisogno di una guerra per “rimettere” i debiti, lo capiscono tutti i leader europei ed alcuni gruppi politici riflettono su questa opportunità, immaginando una BCE “prestatrice di ultima istanza”, un pò come fa la FED americana. Premi nobel come Krugman e Stiglitz criticano apertamente il sistema euro e mostrano le storture di una moneta a debito, non sovrana, poiché le Nazioni non decidono autonomamente del proprio destino. Krugman e Stiglitz dicono che il problema euro, prioritariamente, è politico per l’assenza di democrazia.

La Repubblica italiana ha principi e regole per la diffusione a larga scala di semplici tecnologie per auto produrre energia con fonti alternative, per riciclare tutte le materie prime seconde (rifiuti), per spostarsi con mezzi non inquinanti e puntare alla sovranità alimentare. In modo particolare l’Italia deve affrontare, con urgenza, il tema del rischio sismico ed idrogeologico, e la pianificazione della tutela dei beni culturali (art. 9 Cost.), e questo può avvenire solo con una politica industriale pagata con moneta sovrana libera dal debito. L’Italia ha la necessità di avviare un cambio di scala territoriale e pianificare le proprie aree urbane che soffrono di degrado e abbandono. Un piano lungimirante deve puntare alla divulgazione di nuovi paradigmi educativi per sviluppare la creatività, sia per le future generazioni che per quelle attuali, un piano atto a sconfiggere l’ignoranza di ritorno e progettare comunità sostenibili puntando alla piena occupazione, alla riduzione degli orari di lavori conservando uno salario dignitoso e l’aumento del tempo libero da trascorrere con la famiglia e le persone più care (art. 35 e 36 Cost.). E’ banale mostrare che queste politiche non siano praticabili all’interno del piano ideologico liberista del Trattato di Lisbona, e che pertanto bisogna abrogare regole fiscali e contabili stupide per scriverne altre, semplici ed efficaci, partendo dal diritto di battere moneta, questione non economica e neanche contabile, ma problema di diritto costituzionale per restituire sovranità al popolo italiano (art. 1 comma 2 Cost.). Successivamente, è altrettanto banale considerare il fatto che lo Stato debba rivedere il sistema dei controlli sulla spesa pubblica per ridurre gli sprechi e prevenire la corruzione.

Annunci

“Capitali mobili”

“Estratto” da “Qualcosa” che non va:

I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”»[1].
L’alta finanza ha creato paradisi bancari come Euroclear[2] e Clearstream[3] dove vige il segreto assoluto, conti su cui è possibile far comparire e scomparire il denaro occultandone la fonte di provenienza.[4]
I banchieri non hanno bisogno di soldi: li stampano dal nulla. Anche Norberto Bobbio, nel 1984 disse chiaramente che qualcosa non funzionava: «il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove»[5]. Fu Bobbio, in Italia, a parlare di videocrazia, plutocrazia, cleptocrazia[6] e di “potere invisibile”. Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima[7].

Eppure è sufficiente un click del mouse per riscontrare in internet quanto Bobbio denunciava,  nell’indifferenza totale di allora quanto nell’apatia odierna. Come difendere l’industria nazionale dalla speculazione e dalle svendite indiscriminate. Ampia rappresentanza delle forze politiche italiane alla conferenza del Movimento Solidarietà e dell’EIR del 28 giugno 1993[8]. E’ lungo il titolo di un dibattito che chiedeva conto circa l’incontro “segreto” del panfilo Britannia ed il relativo rischio di un probabile comportamento eversivo di diversi partecipanti e non (decisioni prese altrove). Si citano Carlo Azzeglio Ciampi, Mario Dragi, Romano Prodi, Giuliano Amato, Beniamino Andreatta che in quegli anni ricoprivano ruoli e funzioni strategiche per l’economia italiana ma soprattutto  per la ricchezza degli italiani. Le illazioni di Movisol sono pesantissime e se ci fosse maggiore coscienza da parte delle Corti, Costituzionale e dei Conti, si potrebbe avviare un processo per tradimento alla Repubblica italiana ed atti eversivi dell’ordine democratico poiché leggendo l’ampio articolo il popolo sovrano sembra esser stato tradito, ingannato e privato di poteri di controllo sulla cosa pubblica per favorire interessi privati: SpA straniere e non solo. Un piccolo “stralcio” dell’articolo:

Invece il comportamento di Andreatta è la prova che esiste un legame, come è stato detto nella introduzione, tra la strategia liberista, della “terapia d’urto” e delle privatizzazioni, e la geopolitica applicata nei Balcani per intrappolare l’Europa in uno scenario di conflitti.

Per Prodi, e Draghi si evidenziano le loro “relazioni collaborative” con Goldman Sachs, stessa relazione che detiene oggi Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La prima parte dell’articolo di Movisol evidenzia anche l’influenza, negli anni ’90, dell’agenzia americana di rating, Moody’s, in chiaro conflitto di interessi nel giudicare l’andamento del debito italiano.
Ricordiamo cosa dice l’art. 416 (associazione per delinquere) del codice penale: I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono: la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente; l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame. Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una “organizzazione”, anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere.
Per chi indaga sui reati finanziari è del tutto impossibile trovare le prove (soldi) del vantaggio acquisito dato che le leggi consentono l’uso di società off-shore e, le stesse spesso conducono a paradisi fiscali dove le leggi nazionali non hanno alcun valore e, quindi è totalmente inefficace il potere investigativo degli inquirenti. Invece, sono evidenti a chiunque i vantaggi acquisti di alcune SpA dopo le cattive privatizzazioni avvenute in Italia. Sono numerose le testimonianze e gli articoli di giornali che raccontano atteggiamenti e comportamenti eversivi da parte di banchieri, funzionari pubblici e politici, che sembrano preoccuparsi ed occuparsi, principalmente, di arricchire le tasche di talune SpA per trarne vantaggi personali a scapito dei popoli sovrani. Le privatizzazioni italiane non hanno applicato il principio della democrazia economica, anzi lo stesso è stato eluso come spesso accade quando si vuole aggirare la Costituzione italiana. Le norme italiane consentono di acquistare quote azionarie delle ex-aziende di Stato, ma il controllo delle stesse anziché essere trasferito ai cittadini (azionariato diffuso) e garantito da una mano pubblica con un arbitro imparziale si è consentito ad alcune SpA di accentrare poteri e capitali (“scatole cinesi”) per passare da legittimi monopoli di Stato ad immorali monopoli privati (plutocrazia e cleptocrazia) contraddicendo la democrazia economica e rubare a norma di legge i beni dello Stato.
In questo incontro del 1993 si legge ancora:

Governi e banche centrali dell’ Europa continentale hanno sin ora respinto le nuove tecniche speculative della finanza derivata. Alcuni banchieri svizzeri e tedeschi sono convinti che l’offensiva condotta dagli anglo-americani con la finanza derivata sia “più pericolosa di una guerra nucleare con la Russia”. Il 24 novembre, poco dopo la crisi dello SME, il direttore generale della Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea Alexander Lamfalussy ha dichiarato ad un gruppo di banchieri a Londra: “Volete sapere perché molti colleghi delle banche centrali nutrono le mie stesse preoccupazioni che queste attività possano rappresenta- re problemi di natura sistemica nel sistema finanziario internazionale?” Lamfalussy teme il ripetersi del fenomeno verificatosi col crac borsistico del 1987: “l’attività sui mercati derivati potrebbe avere notevoli ripercussioni nei sotto- stanti mercati a pronti, al punto da accentuare proprio quella instabilità dei prezzi contro la quale si pensava di dare un’assicurazione con alcuni strumenti derivati”. […] Anche un personaggio di spicco a Wall Street come Henry Kaufman, che è stato il primo economista della Salomon Brothers, si è detto preoccupato perché la speculazione “derivata” fa intravedere “una prossima catastrofe colossale perle banche americane”. Altri così bollano queste novità nel sistema finanziario: “ventiseienni con il computer stanno costruendo la bomba all’idrogeno finanziaria.” Tuttavia non fanno nulla per controllare la situazione. La primavera scorsa Lamberto Dini condusse uno studio per il Fondo Monetario Internazionale, ma il suo rapporto è stato praticamente censurato, la stampa non ha ottenuto delle copie. Ad una mia domanda nel corso di una conferenza a febbraio, Lamberto Dini ha risposto: “Le banche americane e londinesi svolgono il grosso delle attività in questo processo. Dobbiamo determinare innanzitutto cosa stia effettivamente accadendo.

Nella sostanza, questo ampio articolo mostra con chiarezza e lucidità quanti sapevano cosa stesse per accadere prima che i subprime fossero venduti, nel 2008, e soprattutto erano consapevoli del processo di privatizzazione del mondo con strumenti finanziari progettati appositamente per rubare a norma di legge. Si capisce bene quanto le istituzioni tradizionali, Parlamento, Governi, Presidenti siano servitori di volontà altrui e che queste non siano volontà etiche, anzi.
In questo frangente si mostrano aspetti determinanti della società. La moneta, il capitale, sono mezzi che determinano la vita dei cittadini e le scelte delle istituzioni nazionali e soprattutto locali, Regioni, Province e Comuni poiché hanno la seria difficoltà di programmare e destinare i soldi utili a creare sviluppo e crescita per i cittadini. Come può esserci democrazia rappresentativa o democrazia diretta se i capitali possono apparire e sparire con un click di mouse? Come può esserci dignità umana quando chi determina la creazione di ricchezza con la moneta non è stato mai eletto? Quale cittadino ha eletto i membri della BCE, della Banca d’Italia, o i membri di un’agenzia di rating, e/o della Commissione  e/o del Consiglio europeo?
Il Comune della nostra città ha obblighi ben precisi dettati da un patto di stabilità ed i soldi per realizzare opere e servizi sono concessi da una banca, ma di chi è la banca? Come può un cittadino, partecipare alla vita politica del proprio Paese quando le principali infrastrutture, telecomunicazioni, autostrade, acqua sono gestite da manager che non hanno interessi pubblici ma badano esclusivamente a massimizzare i profitti?

Molti cittadini ancora non hanno ben chiaro che occuparsi unicamente della gestione del proprio Comune non è più determinante, poiché gli Enti locali sono condizionati da direttive europee e le linee politiche scritte in quegli emendamenti provengono da organizzazioni sovranazionali non rappresentative degli interessi pubblici, ma delle solite SpA che acquistano i Titoli di Stato e, che acquistano il debito pubblico. Spesso le vicende politiche hanno mostrato che i nostri amministratori si scambiano ruoli e funzioni coi banchieri e gli stessi siedono nelle SpA che fanno i milioni con i servizi pubblici locali in regime di monopolio, altro che libero mercato, libero di rubare a norma di legge. Ma quanti hanno compreso l’enorme potere di ricatto dei “capitali mobili”?
Nel mondo odierno la mobilità è divenuta il fattore di stratificazione più efficace e ambito, la materia con cui sono quotidianamente costruite e ricostruite nuove gerarchie sociali, politiche, economiche e culturali di portata sempre più mondiale. Attraverso la mobilità acquisita dai proprietari e gestori di capitali passa una nuova – e senza precedenti nella sua radicale categoria – emancipazione del potere dai suoi obblighi: nei confronti dei dipendenti ma anche nei confronti delle giovani e più deboli generazioni e di quelle future e nei confronti dell’autoriproduzione delle condizioni di vita di tutti; in breve, la libertà del dovere di contribuire alla vita quotidiana e alla perpetuazione della comunità. […] Non essere più responsabili delle conseguenze è il beneficio più ambito e apprezzato che la nuova mobilità conferisce al capitale fluttuante e svincolato dalla dimensione locale. I costi per la gestione delle conseguenze non devono essere più presi in considerazione nei calcoli sull’«efficacia» degli investimenti. La nuova libertà del capitale richiama alla mente i proprietari assenteisti di un tempo, famigerati per il modo in cui trascuravano, suscitando forti risentimenti, i bisogni delle popolazioni che li nutrivano. L’unico interesse che il proprietario assenteista aveva per la terra che possedeva consisteva nel «sovrappiù» che se ne poteva scremare. Ma nonostante le indubbie analogie, il paragone non rende pienamente giustizia al tipo di libertà dalle preoccupazioni e dalle responsabilità che il capitale mobile del tardo Novecento ha acquisito e che il proprietario assenteista non poteva nemmeno sognarsi.[9]
Un dato statistico, condiviso da Tullio De Mauro, indica che due italiani su tre non hanno capacità di intendere quello che stanno leggendo, questo potrebbe aiutarci a capire perché la maggioranza del popolo si limita a votare due coalizioni politiche, destra e sinistra, praticamente inutili allo sviluppo umano. Possiamo esser certi: i degenerati governano il mondo e l’Italia. Per porre rimedio alla degenerazione potremmo iniziare a leggere più libri, studiare meglio la nostra lingua; vi sono due romanzi molto utili che descrivono la realtà illusoria: uno è 1984 di George Orwell e l’altro è fahrenheit 451 di Ray Bradbury entrambi hanno ispirato il film Matrix che racconta il mondo come una realtà illusoria e come tornare a vivere da esseri umani, bisogna sconnettersi da Matrix. Il film documentario Zeitgeist addendum, Il pianeta verde, La crisi, The Corporation sono altre testimonianze cinematografiche socialmente utili.


[1] FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354
[2] www.euroclear.com
[3] www.clearstream.com
[4] MARCO PIZZUTI, Rilevazioni non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009 pag. 343
[5] NORBERTO BOBBIO, l’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi Torino 1995
[6] Videocrazia: conseguente alla crescente manipolazione a livello mondiale e nazionalizzazione dell’informazione; Plutocrazia: determinata dalla concentrazione del potere politico nelle mani di pochi detentori di smisurate ricchezze personali; Cleptocrazia: quando quelle ricchezze sono il frutto di attività illecite
[7] NORBERTO BOBBIO, il futuro della democrazia (prima ediz. 1984), Einaudi,  pag. 17
[8] MOVISOL, http://www.movisol.org/draghi4.htm , Solidarietà, Anno I, Numero 2 (ottobre 1993)
[9] ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, l’etica assediata, il Mulino pag. 237