Cosa hanno scelto i partiti?

La rielezione di Giorgio Napolitano ha tanti significati politici ed uno solo nello stesso momento: significa che PD-PDL, Lega e montiani hanno ignorato la volontà del popolo. E’ sufficiente cercare le dichiarazioni pubbliche, della recente campagna elettorale, dei leader politici per capire come questi parlamentari abbiano preso in giro il proprio elettorato di riferimento. (Bersani: “mai col PDL”; Alfano: “mai accordo col PD”) Hanno ignorato l’evidente segnale emerso dal recente voto di febbraio. Questi partiti non hanno alcuna legittimità politica nel rimettere le lancette del tempo indietro. Il M5S ha ricevuto 8.689.458 di voti, il PD 8.644.523 di voti, il PDL 7.332.972 di voti, la lista del premier uscente, Monti, ha ricevuto solo 2.824.065 di voti. Gli aventi diritto al voto erano 46.905.154, mentre i votanti erano 35.271.541  (75,19 %), quindi 11.633.613 di cittadini non sono rappresentati in Parlamento.

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Il voto del Parlamento va rispettato, ma può essere criticato con motivazioni politiche, facendo riflettere i cittadini. I partiti tradizionali dal 2008 al 2013 hanno perso 12.826.273 di voti. Questi partiti hanno preferito rieleggere un uomo di 88 anni, un politico che li rappresenta e che non durerà 7 anni per ovvie ragioni anagrafiche. Una elezione condizionata dalla loro incapacità di cedere il passo al cambiamento, “bruciando” due loro scelte: Marini prima e Prodi dopo.

Le indicazioni di Berlusconi e le divisioni interne al PD hanno determinato la rielezione di Napolitano in evidente disprezzo verso l’opportunità di cambiare l’indirizzo politico nazionale che poteva essere raccolto con Stefano Rodotà come Presidente della Repubblica. Il recente impegno civico di Rodotà a tutela dei diritti costituzionali (acqua pubblica, no al nucleare, beni comuni) lascia intendere il contrasto interno al PD ove coesistono liberisti e social democratici, mentre il liberismo nel PDL è evidente con qualche scetticismo verso il sistema euro. Pertanto i partiti, spinti dalla forza auto conservatrice, hanno preferito Napolitano che ha recentemente sospeso la democrazia rappresentativa nominando Monti, l’uomo della Trilaterale, e respingere l’opportunità di cambiare rappresentata da un uomo che tutela i beni comuni, come Stefano Rodotà, che avrebbe aperto le istanze a un nuovo corso della politica italiana. Il significato politico della scelta è chiara: nonostante lo scetticismo dei cittadini verso il sistema euro, questi partiti non vogliono cambiare e agiscono contro  l’interesse pubblico. La sintesi politica non è tanto sul fatto euro si, euro no, quanto sul fatto che non esista ancora una maggioranza politica che abbia la forza necessaria per cambiare lo status quo. Le prossime elezioni sono importanti, ma bisogna preparare le risorse necessarie per governare la Nazione con umiltà, dedizione, sacrificio e creatività; gli slogan non sostituiscono le capacità necessarie e non presenti.

I cittadini che hanno votato PD e PDL, 15.977.495 di voti, posso ragionare sul fatto che i loro dipendenti hanno spostato le lancette del tempo indietro, a prima del voto di febbraio, impedendo un’evoluzione del nostro Paese distrutto da decenni di politiche sbagliate. Oggi hanno l’ennesima prova di quanto questi dipendenti siano fuori dalla storia. Invece gli elettori del M5S dovrebbero pretendere dai loro dipendenti maturità politica che oggi non hanno, maggiore capacità e più cultura democratica poiché per governare questo periodo di transizione ci vogliono capacità che oggi non si vedono o si vedono poco, e queste capacità sono ben presenti nella società italiana. Indignazione condivisa, entusiasmo e ambizioni personali non sono affatto sufficienti, anzi possono degenerare. Se si intende perseguire un progetto politico figlio del cambiamento con un nuovo paradigma culturale, le risorse umane andrebbero cercate e coltivate per il bene comune del Paese, anziché ignorarle o tenerle nascoste.  Anche questo aspetto dipende dalle sensibilità dei cittadini che anziché muoversi di “pancia” dovrebbero muoversi spinti dai valori costituzionali e dal raziocinio.

A questo punto il 25 aprile 2013 assume un significato importante e particolare per gli italiani. La resistenza volle liberare i cittadini dal fascismo, ma siamo proprio certi di essere liberi nell’Unione Europea del sistema euro? I partigiani sognavano la democrazia. Cos’è un’organizzazione democratica? Cosa diceva Montesquieu sulle forme di democrazia rappresentativa? Cosa diceva Rousseau sulla democrazia? Cos’è la sovranità popolare? Cos’è l’autoderminazione? Cos’è, oggi, la libertà? Confrontate la Costituzione col Trattato di Lisbona!!!

Misurare i politici sapendo come spendono le tasse: dal sito del dipartimento del tesoro, possiamo leggere un rapporto predisposto dal Ministro Barca. La dimensione del bilancio per lo sviluppo dell’UE è inferiore a quella degli Stati Uniti, sia in termini assoluti (58,3 miliardi di euro contro 252,7 miliardi di euro) sia in percentuale del PIL (0,5% contro 2,5%). La percentuale destinata a infrastrutture (trasporti, ambiente, energia), formazione, occupazione e servizi sociali è pressappoco la stessa. Il bilancio USA per lo sviluppo, d’altro canto, comprende una maggiore quota di spesa per l’edilizia e una percentuale assai maggiore per la sanità, mentre nel bilancio UE una quota maggiore è dedicata al sostegno alle imprese e alla ricerca (che negli USA sono in gran misura oggetto di intervento ordinario statale).

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Negli USA la popolazione residente è di 314.145.538, mentre nell’Unione Europea è di 499.723.520.

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Un discorso di puro buon senso

Mentre il Parlamento è prigioniero di se stesso e dei nominati, l’Italia va avanti, nonostante tutto. La grande percentuale di ricambio dei nuovi dipendenti, circa il 64%, crea un normale rallentamento delle attività. L’assenza di visione pragmatica e l’incomunicabilità fra parlamentari acuisce il danno economico agli italiani, e comunica l’incertezza del momento a tutti i cittadini che hanno votato durante le ultime elezioni politiche.

Cosa dovrebbe fare un politico che ama il proprio paese?

Comunicare la propria visione, le idee ed i progetti concreti per cambiare tutto. I cittadini non comprendono il silenzio e non comprendono la confusione attuale poiché i nuovi dipendenti sembrano impauriti e poco adeguati al ruolo a cui essi stessi si sono candidati, nessuno li ha obbligati, ma sono li a spese degli italiani. Com’è noto l’Italia ha seri problemi che richiedono risposte veloci poiché ogni giorno chiudono imprese a causa dei crediti piuttosto che dei debiti, ci troviamo in un vero paradosso frutto del sistema contabile e fiscale imposto dall’Unione Europea, inventato da PD e PDL. Per cominciare a risolvere i problemi odierni ci vogliono buon senso, umiltà, competenza, conoscenza e coraggio. Dopo un mese sembra che il Parlamento attuale non abbia queste virtù, almeno questa è l’immagine che percepisco, spero di essere in errore e lo capiremo presto, mentre famiglie ed imprese sono abbandonate al sistema europeo per nulla sociale e solidale, ma costruito soprattutto sulle tasse e l’ingiustizia degli stupidi indicatori: debito/PIL, spread, e moneta debito.

Questa Unione Europea va sostituita, l’hanno capito tutti ormai, meno che il nostro Parlamento? Il voto degli italiani ci consegna un Parlamento dove le forze politiche in campo hanno visioni diverse fra loro, dove chi ha distrutto il Paese cerca di sopravvivere a se stesso, e PD e PDL non comprendono che sono fuori dalla storia. Devo ammettere che anche il M5S è prigioniero della propria inesperienza.

Bisogna affrontare la contingenza e pagare i debiti della Pubblica Amministrazione verso i fornitori, le imprese che hanno lavorato stanno aspettando di mettere il piatto a tavola.

Bisogna comunicare che la religione della crescita è stata la rovina dell’Unione Europea poiché l’influenza delle SpA e dei serbatoi di pensiero – think tank – hanno indottrinato e diffuso con successo, un pensiero dominante obsoleto frutto dell’avidità, pertanto, il termine crescita è stato completamente edulcorato, manipolato ed è stato creato un mantra, un dogma ripetitivo ossessivo, dove i politici attuali hanno potuto perseverare nell’obiettivo dell’avidità, cancellando la democrazia rappresentativa e instillando un processo di rifeudalizzazione delle Nazioni sostituite dalla dittatura SpA messa al vertice dell’Unione Europea, fra l’altro l’UE è un’organizzazione non democratica poiché l’organo esecutivo ha maggiori poteri del Parlamento europeo, unico organo eletto dai popoli. Nel corso dei decenni la crescita del PIL ha prodotto maggiore disoccupazione, maggiore precarizzazione, ha ridotto i diritti dei cittadini, ha indotto il fenomeno della delocalizzazione industriale ed ha aumentato le disuguaglianze sociali ed economiche. La crescita ha reso le famiglie più povere e più insicure. Dopo quarant’anni di crescita l’Italia e l’Europa stanno decisamente peggio. Dal dopo guerra ad oggi si è esaurita la spinta della crescita infinita ed il sistema è imploso su stesso, da un capitalismo figlio dell’economia reale – dagli anni ’50 agli anni ’70 – siamo entrati nell’era della finanza – anni ’80 e 2000 – che ha distrutto la democrazia rappresentativa. I Governi non prendono decisioni politiche, ma assecondano i capricci del famigerato “mercato”, che non esiste nel senso proprio del termine, cioè non esiste un luogo dell’equo scambio delle risorse, ma ci sono software ove i broker e le SpA perseguono i propri interessi e basta.

Nel 2013 le decisioni più importanti per la specie umana non sono prese con metodi razionali, scientifici, morali e democratici. Nel 2013 la specie umana, quella che si ritiene migliore di tutte le altre, subisce le decisioni politiche inventate dai capricci di un “mercato” che non esiste, cioè il nulla governa la politica. Nel 2013 tutte le specie viventi di questo pianeta si godono la natura perché essa dona ogni giorno i propri flussi di materia, e nessuna specie spreca risorse, mentre quella umana ha bloccato la propria evoluzione e sta regredendo allo stato infantile poiché amministrata da una religione politica che adopera i propri mantra: crescita, PIL, competitività, avidità, obsolescenza pianificata etc.

La cosa più assurda della nostra specie è che ha tutte le conoscenze per cogliere le straordinarie opportunità delle tecnologie odierne, ma non riesce a vedere l’evoluzione poiché non ha occhi per vedere, non ha cervello per vedere. Speriamo che il tempo sia favorevole a questa generazione poiché è necessario transitare da un’epoca ad un’altra, altrimenti la nostra specie rischia l’estinzione mentre la Terra continuerà a vivere senza di noi.

Questa transizione epocale deve avere i suoi piloti, la sua classe dirigente capace di interpretare il momento politico e ci vuole formazione e cultura adeguata per farlo. La cittadinanza deve mobilitarsi per formare nuovi cittadini capaci di interpretare questo periodo denominato “decrescita felice” ed approdare alla “prosperanza“.

Un politico serio e consapevole, cioè un politico italiano normale chiama i colleghi europei e dice una cosa scontata: «l’invenzione dell’economia del debito non può essere il sistema su cui creare un governo politico, le generazioni che stanno subendo questa scelta storica non hanno dichiarato guerra a nessuno, la seconda guerra mondiale è finita, noi non siamo la colonia di nessuno. E’ giunta l’ora di riconoscere politicamente ciò che tutti sanno: l’energia che da vita a noi tutti è gratuita. Italia, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo non potranno mai ripagare il debito pubblico, e questo lo sapete bene tutti voi che pensate di poterci tenere schiavi in un sistema immorale ed innaturale, poiché questo sistema non tiene conto delle leggi della fisica. Così come il sistema è frutto di una convenzione, di un’arbitrarietà, imposta dalla storia dagli eventi bellici, oggi possiamo riconoscere che quella scelta di colonizzare gli Stati fu sbagliata. Oggi possiamo stabilire una nuova convenzione su presupposti molto diversi e possiamo farlo partendo dalle leggi della natura, leggi che abbiamo sempre ignorato dalle valutazioni politiche.

Con questi presupposti le Nazioni potranno riavere uno strumento, una moneta sovrana e non più a debito, e potranno stabilire una propria politica industriale partendo dalle risorse reali e dai principi di bioeconomia per evitare i danni ambientali prodotti dal nichilismo e dalla miopia di politici inadeguati e corrotti dalle SpA tramite il sistema dei paradisi fiscali. Si tratta di un’evoluzione delle teorie politiche, né liberiste e né keynesiane, ma che tengano conto delle risorse limitate e dell’innovazione tecnologica delle fonti energetiche alternative. Si tratta di politiche che riconoscono la concreta opportunità di eliminare le diseguaglianze e di consentire a chiunque volesse farlo di vivere in equilibrio con la natura, gli Stati hanno il dovere di porsi questo obiettivo minimo. Mai più uno Stato condizionato dalle borse telematiche e dall’usura bancaria, mai più uno Stato condizionato dall’invenzione di sciocche regole finanziarie che stanno distruggendo ecosistemi negando l’autoderminazione dei popoli.

Bisogna integrare gli indicatori obsoleti con il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e far decrescere gli sprechi figli di indirizzi politici sbagliati: ridurre le spese militari, sostituire le SpA che gestiscono i servizi locali con società public company (azionariato popolare diffuso) senza scopo di lucro, cancellare gli sprechi dell’inefficienza energetica con un piano di decrescita energetica delle fonti fossili e progettare la diffusione di reti intelligenti (smart-grid) con fonti alternative, sostituire gli inceneritori con gli impianti di riciclo totale, finanziare la prevenzione primaria nell’ambito sismico e idrogeologico, sostituire l’agri-industria con l‘agricoltura naturale, ridurre il numero dei motori a combustione per eliminare l’inquinamento da nanopolveri e ripensare la mobilità privata, spostare i soldi di grande opere inutili verso la ricerca e l’innovazione. Introdurre la vera class action. Bisogna adeguare la scuola e l’università ai nuovi paradigmi dell’educazione che non può essere più di tipo militare-industriale, ma di sviluppo creativo lasciando libero il “pensiero divergente”. E’ tempo di democrazia diretta

I chiacchieroni che governano da sempre

In un paese normale, non stiamo parlando dei politici italiani, chi perde le elezioni fa autocritica e lascia il posto di potere. In Italia il segretario del partito più potente, nel senso che amministra comuni, province e regioni, anziché ammettere la sconfitta, cosa fa? Sfida verbalmente il leader non eletto e non candidato di un soggetto politico “anomalo”, nel senso che non è un partito strutturato, ma un movimento di opinione che porta avanti idee e progetti concreti.

In un paese normale, Bersani, durante la sua conferenza stampa post elezioni, avrebbe dovuto ammettere la sconfitta entrando nel merito perché egli è l’immagine della sconfitta, ed una persona che vuole bene al suo paese avrebbe detto che lasciava il vertice del partito avviando un periodo di transizione. Bersani doveva analizzare il voto in profondità perché c’è il 25% del M5S, ma c’è anche il 25% di chi non ha votato. PD e PDL non hanno più la legittimità politica dalla maggioranza degli italiani, essi sono minoranza.

Poiché il risultato politico ha sconvolto e sconvolge i politici navigati mi permetto da dare gratuitamente qualche consiglio: primo non cercate alleanze col M5S poiché rimarrete scottati. Secondo consiglio: dedicato agli amministratori politici, Sindaci e Presidenti di Regioni, prendete il programma del M5S ed applicatelo: sostituite tutti gli inceneritori con gli impianti di riciclo totale, fate un piano di decrescita energetica per ridurre la dipendenza dagli idrocarburi e sviluppate reti smart-grid, avviate processi di partecipazione popolare al processo decisionale della politica, aiutate i comuni che hanno difficoltà di bilancio per mezzo dello stupido patto di stabilità, sostituite il PIL col Benessere Equo e Sostenibile come criterio per conoscere la società.

Nella sostanza chi amministra conosce bene le proposte del M5S, sono note da anni, se avete capito il voto degli italiani dovete semplicemente eseguire la volontà popolare, i dipendenti eletti sono pagati per fare questo, meno chiacchiere e più fatti concreti di buon senso, ripeto buon senso.

Un politico intellettualmente corretto avrebbe preso atto che gli italiani hanno scelto il programma del M5S e in questi giorni i leader di PD e PDL anziché accusarsi a vicenda della sconfitta elettorale e dell’emorragia impressionante di voti avrebbero dovuto prendere il telefono per fare cose concrete copiando il programma del M5S, lo stanno facendo? No, ma potreste farlo, bhè fatelo, anziché terrorizzare gli italiani con indicatori finanziari obsoleti e fuorvianti.

Dittature moderne

dittatureParma, 14 giugno 2009. Campagna elettorale, ballottaggio per le elezioni provinciali. Discorso politico di Vincenzo Bernazzoli, presidente uscente e candidato, accompagnato da Debora Serracchiani, neo eletta al Parlamento europeo. Alla fine del comizio, Marco chiede se è possibile porre domande. La moderatrice risponde che i politici scesi dal palco potranno confrontarsi in separata sede poiché il comizio era volto al termine.
Bernazzoli si avvicina a Marco, il quale si presenta e pone le sue domande. Il Presidente uscente risponde solo alla prima domanda sulla gestione dei rifiuti poiché interviene un signore a distrarlo e portarselo via.

Leggete pure, con i nostri soldi la Provincia di Parma che tipo di propaganda compie.

Poi, Marco volge verso Serracchiani accerchiata dalle persone per firmare autografi, egli attende e nella folla pone una domanda sul Trattato di Lisbona. All’improvviso rispunta il signore di prima che aveva distratto Bernazzoli ed inizia una vera messa in scena. La neo eletta viene accerchiata da militanti del PD per portarla via, non comprendiamo la ragione, e inizia una sorta di inseguimento. Alcuni militanti spingono, e strattonano ed afferrano per le mani e le braccia Marco e Vincenzo per impedire loro di porre una semplice domanda alla dipendente pubblica Debora Serracchiani che nonostante la palese violazione di norme etiche, comportamentali e del codice civile acconsente al maltrattamento di due ragazzi che volevano porre una semplice domanda. A nulla sono avvalsi gli appelli alla Costituzione italiana, diverse persone hanno deciso di insultare, intimidire ed accerchiare quattro persone che civilmente hanno posto legittime domande ai loro dipendenti intervenuti in una pubblica piazza e per giunta in una campagna elettorale pronti a raccogliere voti e consensi. Lo spiacevole episodio ha messo in luce un’enorme crisi di coscienze e l’assenza di cultura democratica di parte degli intervenuti all’assemblea pubblica. In un Paese civile è normale porre domande a candidati politici e dipendenti pubblici. Siamo rimasti sconcertati ed atterriti per la reazione di una parte del pubblico “violento” ed addomesticato e, pronto a violare i diritti costituzionali. Una parte dell’elettorato del PD che, a questo punto non conosce le più elementari regole democratiche.

Controllo ed oppressione

Leggi, Statuti e norme mutate nel tempo hanno cancellato lo Stato di diritto, opprimono il popolo sovrano. L’assenza di etica e morale nelle nuove regole scritte è la caratteristica di queste norme.

la pubblica amministrazioneMASSIMO VILLONE- Senatore DS
Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema. Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l’amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un’altra area. Le cose che mi interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio. Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti. Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente. Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un pò di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

Dalle dichiarazioni fuorvianti e ricche di informazioni errate, e dalle denunce (“non c’è nessuno che controlla le emissioni“) del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca emerge uno sconcertante atteggiamento di impunità e di scarica a barile; egli crede di non essere responsabile dell’ambiente e che non debba essere il Comune a controllare il territorio, ma qualcun altro. Ricordiamoci tutti che il sig. De Luca comanda a Salerno sin dalla riforma degli statuti e dalle elezione diretta del Sindaco, con una parentesi del suo “braccio destro” Mario De Biase, malamente liquidato prima delle ultime elezioni amministrative che hanno fatto vincere nuovamente l’attuale Sindaco del PD, insomma una sorta di feudo incontrastato.

Le ragioni per la revoca del mandato ci sono tutte…

Tutti ricorderete, spero, del “terremoto politico” del dicembre 2005, allora vi era la Giunta De Biase, seguace di De Luca, dove ci fu uno scossone “forte” da parte della magistratura e vi ricordate come chi indagava ed indaga era controllato dai colleghi, con violazioni nel computer del Pubblico Ministero, per spiare le attività investigative ed avvisare gli amici politici circa le mosse dell’accusa.