Démos e cràtos

Da diversi anni alcuni cittadini italiani stanno favorendo la nascita di sperimentazioni democratiche e donano il proprio tempo per condividere gli strumenti referendari e forme assembleari, convinti che i cittadini debbano sviluppare un interesse maggiore verso la res pubblica. Riteniamo che le odierne istituzioni e la società attuale così come viene percepita attraverso la democrazia rappresentativa non sia più il luogo ove il cittadino è libero di crescere e svilupparsi. L’obsoleto paradigma culturale di riferimento che permea le istituzioni politiche, le istituzioni finanziarie, ed i media esercitano un’influenza determinante nel processo educativo della società. Il periodo che stiamo vivendo è senza dubbio caratterizzato da un’assenza di democrazia nel senso più ampio del termine, sia perché gli italiani non scelgono i propri dipendenti parlamentari e sia perché le decisioni referendarie spesso sono disattese ed ignorate dai partiti e dalle istituzioni politiche, ricordiamo alcuni casi esemplari: i rimborsi elettorali, l’acqua pubblica ed il no al nucleare. I trattati internazionali che costituiscono l’Unione Europea e che hanno condotto gli italiani in un processo di riforma della società che assomiglia molto a quella feudale, non sono mai stati sottoposti al giudizio popolare.

La storia e la realtà odierna ci insegnano che esistono processi e forme di governo più corrette ed idonee per soddisfare i bisogni reali e perseguire l’interesse generale. Forme e processi che possono migliorare la rappresentanza politica ed il processo decisionale della politica. Finalmente dopo tanti anni di impegno civico si concretizzano giornate e processi che vanno nella direzione auspicata e costruita con fermezza e costanza.

Parma, 29 settembre 2013. E’ noto che nel progetto del M5S ci sia la democrazia diretta, e la maggioranza dei cittadini, votando e scegliendo, ha dato mandato elettorale per realizzare questo obiettivo. Dopo la sperimentazione di Ferrara promossa ed autogestita dagli attivisti del M5S, a Parma si replica la sperimentazione attraverso la legittimazione istituzionale favorendo l’avvio di un progetto culturale molto ampio. L’Amministrazione cittadina avvia un percorso nuovo per la cittadinanza, ed invita volontari a partecipare ad un processo “costituente”: scrivere le regole del gioco, modificare lo statuto comunale per introdurre forme e strumenti di partecipazione diretta ed assembleare.

Parma giornata democrazia 03

Ho partecipato alla giornata della democrazia svoltasi presso il palazzetto dello sport di Parma, e sono uscito con una bella sensazione, poiché i cittadini che hanno lavorato ai tavoli hanno saputo dialogare e proporre idee con l’entusiasmo e l’energia necessaria per cambiare le regole del gioco, prendendosi quella parte di sovranità sancita dalla nostra Costituzione, ma spesso osteggiata dallo status quo che non intende concedere spazi al popolo.

Parma_giornata_democrazia_02_bisPaolo Michelotto, il facilitatore chiamato ad organizzare i lavori della giornata ci ha regalato una straordinaria opportunità per sviluppare relazioni e creatività. Da diversi anni Paolo gira l’Italia per svolgere queste sperimentazioni per mostrare quanto la democrazia migliori la qualità delle decisioni politiche, e come i cittadini possano partecipare al processo decisionale. A Ferrara, lo stesso Michelotto, aveva predisposto una giornata simile per mostrare agli attivisti del M5S come si potesse svolgere un’assemblea cittadina utilizzando diversi metodi di partecipazione.

Ai tavoli cui ho lavorato tutti esprimevano il desiderio e l’auspicio che l’Amministrazione istituzionalizzasse questo tipo di assemblea cittadina, anche grazie al metodo di lavoro utilizzato, l’open space techology, che ha prodotto istant report, documenti, con una serie di priorità elaborate dai cittadini. L’organizzazione ha fornito strumenti culturali affinché chiunque potesse approfondire strumenti e forme di partecipazione, ognuno di noi ha ricevuto due libri: Vivere meglio con più democrazia, e Il Bilancio partecipativo di Thomas Benedikter.

Mi associo all’auspicio degli altri affinché questa giornata diventi un trampolino di lancio, e che al più presto nello statuto comunale ci siano tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa, i più efficaci, per garantire il diritto costituzionale di partecipare al processo decisionale della politica, perché è ormai scontato che i cittadini diventano più responsabili e più felici quando sono parte di un processo che gli garantisce di costruire la comunità e di controllare l’operato dei dipendenti eletti.

 

Crescere in armonia

Questa mattina, invitato dal Comune di Parma ho potuto mostrare un progetto divulgativo per le scuole primarie inserito in programma pre-organizzato dall’Amministrazione. Si tratta di un progetto del Comune denominato “Crescere in armonia” che vede coinvolta anche Slow Food Parma, fra i relatori Roberto Burdese pres. Slow Food Italia.

L’anno scorso grazie al circolo locale MDF Parma ho potuto partecipare ad un’esperienza molto bella, fare il pane col lievito madre insieme ai bambini delle classi primarie. Quest’anno il Comune di Parma, Nicoletta Paci vice Sindaco, ha deciso di offrire questa esperienza concreta, che mostra anche l’agricoltura sinergica, ad altre scuole primarie e pertanto in tre scuole sorgeranno tre orti sinergici. I bambini potranno vedere come si produce il cibo e potranno farlo direttamente coadiuvati da MDF, genitori e insegnanti.

Modello “Parma”

All’improssivo il mainstream ha scoperto che esistono anche i cittadini, esiste una rete sociale, esiste un’opportunità e un nuovo modo di vedere la cosa pubblica. L’élite compie questa “scoperta” per “bruciare” normali cittadini con la sovraesposizione mediatica e l’uso di strumenti soft persuasivi: gli eventi mondani, il pettegolezzo e la ripetizione ossessiva di argomenti non politici associati al MoVimento 5 stelle Parma, si tratta di una vecchia consuetudine per non parlare di acqua pubblica, democrazia diretta, energia, rifiuti zero e criminalità organizzata.

Sembra ci sia qualcosa di nuovo nella politica. Aver vinto le elezioni amministrative a Parma non ci autorizza a vivere nell’illusione che di colpo il mondo sia cambiato, non ci autorizza ad essere eccessivamente ottimisti come non ci autorizza ad essere pessimisti, la realtà politica di Parma ci fa vedere un’opportunità ed i protagonisti possono essere i cittadini, cioè la comunità di Parma cambia se cambiano gli schemi mentali dei cittadini. Non esiste il salvatore della patria, non esiste la bacchetta magica. Per avere una seria applicazione del programma elettorale di ParmainMoVimento è determinante creare una visione condivisa delle cose e avviare un processo aperto di educazione civica per mostrare nuovi modelli, nuovi schemi e nuovi approcci. Senza il lavoro di condivisione, comunicazione ed educazione qualsiasi progetto introdotto non avrebbe il successo che i cittadini meritano. ParmainMoVimento e il nuovo Consiglio comunale hanno il potere concreto di avviare un percorso diverso e sperimantale per la pubblica amministrazione.

Il gruppo di ParmainMoVimento che ha sperimentato in piccola scala la partecipazione politica, l’open space technology, l’approccio multiculturale ed ha elaborato un progetto partendo dalla visione politica della decrescita felice, potrebbe trasferire la propria esperienza a tutta la pubblica amministrazione locale.

Il gruppo che ha dato vita a questo progetto è totalmente etorogeneo, sia per la sua provenienza geografica che per l’estrazione sociale e culturale. Sembra, a piccola scala, che la realtà sociale della rete internet trovi forma e concretezza nel mondo reale. La diversità culturale che diventa ricchezza e lavora con valori e metodi condivisi.

Se il Consiglio comunale rimane coerente con la sua visione e con i comportamenti provenienti da ParmainMoVimento i cittadini potranno assistere ed essere co-partecipi del cambiamento culturale necessario per tutti, si ribalta la piramide di potere e l’etica entra nella politica, potrebbe iniziare il laboratorio di economia partecipata tanto auspicato in tante comunità d’Europa, dalla Spagna alla Grecia, dall’Islanda alla Francia.

In questi giorni la maggioranza politica del Consiglio comunale sta studiando la pubblica amministrazione e sta riflettendo su come tradurre in atti concreti il cambiamento. Normali cittadini stanno spendendo importanti energie mentali e risorse proprie per mostrare, nei prossimi mesi, come praticare il cambiamento che in tanti si aspettano.

Crescere insieme

Si è “concluso” il corso “scuola politica di educazione civica” di Parma in MoVimento. Di cosa si tratta? Da diversi anni sono impegnato in un mondo di “pazzi buoni”, un mondo di persone senza dubbio stanche di subire il “potere invisibile”, e pronte a reagire positivamente.

Spesso abbiamo riflettuto sul fatto che normali cittadini non fossero preparati alle sfide che il potere autoritario ogni giorno riserva contro di noi e che ci vogliano capacità e competenze per cambiare la società in meglio.

Crediamo che, nonostante ci siano scuola e università, purtroppo i titoli non rappresentano una condizione sufficiente a spiegare la complessità della società odierna, anzi l’esperienza concreta ci ha fatto ricredere su diverse convinzioni poiché preconcette e quindi errate.

Spesso abbiamo detto che per agire politicamente bisogna conoscere prima di deliberare. Quindi ci siamo chiesti: da dove iniziamo? Risposta: da noi stessi.

In questi anni abbiamo promosso numerosi incontri per ascoltare e confrontarci sui temi che potevano interessare, ma ancora non avevamo predisposto un percorso educativo innovativo e creativo adatto alle nostre esigenze e cosi ci siamo detti: non c’è? Lo inventiamo noi!

La sfida non era semplice perché siamo un gruppo di cittadini eterogenei, per età, cultura, estrazione sociale, e dunque dovevamo trovare un modo per misurare il nostro impegno affinché il modello che stavano pensando potesse essere condiviso e dovevamo trovarlo; così abbiamo pensato di fare una serie di incontri tematici misurando: le ore, la partecipazione e le fonti del dibattito.

L’approccio e l’atteggiamento è stato, volutamente, non accademico ma più genuino e spontaneo, più informale per uscire dagli schemi mentali precostituiti a scuola o all’università.

Il dibattito doveva essere libero e seguire un percorso razionale, un filo conduttore che toccasse tanti temi della società odierna.

L’unico vincolo chiesto al proponente dell’incontro è stata la condivisione delle fonti per gli argomenti trattati al fine di consentire tutti di approfondire i temi.

L’obiettivo era quello di stimolare la critica, l’autocritica, stimolare la lettura di testi, il confronto, il dialogo aperto e schietto, stimolare le persone a parlare in pubblico, anche di noi stessi.

L’obiettivo è stato raggiunto perché le persone che hanno partecipato, hanno potuto ascoltare opinioni su temi, solitamente, censurati dai media e chi ha provato stimoli ha potuto approfondire l’argomento trattato o seguendo le fonti oppure autonomamente. La condivisione in questi ambiti ha sviluppato la creatività e la crescita culturale del gruppo.

Per noi è stato determinante non esporre giudizi sui partecipanti del “corso” ma misurarne solo l’impegno intenzionale affinché chiunque potesse sentirsi parte di un progetto comune senza subirne l’obsoleto “giudizio accademico”.

Ogni incontro è stato video ripreso e condiviso su youtube, ogni presentazione è stata condivisa nel forum aperto di “Parma in MoVimento”, ogni resoconto è stato condiviso in internet.

Il primo incontro si è tenuto l’8 novembre 2010, il “corso” è durato 18 ore in 9 incontri.

Gli incontri sono stati curati da quattro relatori, soci attivi di “Parma in MoVimento”, e vi hanno partecipato 37 cittadini, soci attivi compresi.

Temi degli incontri: diritto costituzionale; micro e macro-economia, moneta; strumenti del potere e manipolazioni, chi siamo e dove siamo; democrazia diretta e partecipativa, buone pratiche amministrative; decrescita felice, permacultura, bioeconomia; il sistema “PROUT”; transizione e tecnologie, pianificazione partecipata ed energie alternative; cambiare pensiero e metodi creativi.

A conclusione del percorso si sono svolti due “Open Space Technology” (OST) col fine di mettere in pratica alcune metodologie creative e di sviluppo umano.

Le caratteristiche determinanti di questa attività sono state: la vocazione innovativa per noi stessi, sperimentale e la valenza creativa, la condizione stimolante di condurre tutti insieme incontri estremamente partecipativi dove ognuno ha potuto confrontarsi apertamente e liberamente poiché non condizionati dal giudizio altrui.

Ognuno ha avuto la libertà di sbagliare e correggersi grazie al confronto schietto e al dibattito sostenuto dalle fonti.

Bibliografia di riferimento:

ALEXANDER DEL MAR, Storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2009
ANTONIO MICLAVEZ, Euflazione, Arianna editrice 2009
AAVV, BRUNO APRILE, THOMAS BENEDIKETER, Vivere meglio con più democrazia, creative commons 2011
BENJAMIN R. BARBER, Consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010
DANIEL ESTULIN, Il club Bilderberg, Arianna editrice 2009
DANIEL LERCH, Post carbon cities, Transition Italia, 2010
DAVID HOLMGREN, Permacultura, Arianna Editrice 2010
FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, colletti sporchi, BUR 2008
FERRUCCIO PINOTTI, Fratelli d’Italia, BUR 2007
FRANCO ARCHIBUGI, Introduzione alla pianificazione strategica in ambito pubblico, Alinea 2005
GUSTAVO ZAGREBELSKY, Imparare democrazia, in ET Saggi [1443] Einaudi, 2005
GIAMPAOLO FABRIS, La società post-crescita, Egea 2010
GIOVANNI ALLEGRETTI, L’insegnamento di Porto Alegre, Alinea 2003
GIUSEPPE CARPENTIERI, Qualcosa che non va, creative commons 2010
JEAN ZIEGLER,  La privatizzazione del mondo, Net, 2004
JOSEPH E.STIGLITZ, AMARTYA SEN, JEAN-PAUL FITOUSSI, La misura sbagliata delle nostre vite, Etas 2009
LORETTA NAPOLEONI, Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Saggiatore, 2008
MARCO DELLA LUNA e ANTONIO MICLAVEZ, Euroschiavi, Arianna editrice 2007
MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, Neuroschiavi, Macro edizioni 2008
MARCO PIZZUTI, Rivelazioni non autorizzate, Ed. Il punto d’Incontro, 2009
MARCO SABA, O la banca o la vita, Arianna editrice 2008
MAURIZIO PALLANTE, La felicità sostenibile, Rizzoli 2009
MAURIZIO PALLANTE, La decrescita felice, Edizioni per la Decrescita felice, 2010
MICHELE BUONO e PIERO RICCARDI, Il mondo alla rovescia, Edizioni per la Decrescita felice, 2009
NINO GALLONI, MARCO DELLA LUNA, La moneta copernicana, Nexus, 2008
NORBERTO BOBBIO, L’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi Torino 1995
PAOLO MICHELOTTO, Democrazia dei cittadini, Troll edizioni 2008
RICCARDO TRISTANO TUIS, 432 Hertz: la rivoluzione musicale, Nexus, 2010
RICHARD BANDLER, Vivi la vita che desideri vivere con la PNL, Alessio Roberti 2009
ROB HOPKINS, Manuale pratico della transizione, Arianna editrice, 2009
ROB HOPKINS, TAMZIN PINKERTON, Cibo locale, Arianna editrice, 2010
ROBERT B. LAUGHLIN, Crimini della ragione, Bruno Mondadori 2009
SALVATORE TAMBURRO, la via del denaro, Nexus, 2010
THOMAS BENEDIKTER,  democrazia diretta, Sonda 2008
VANDANA SHIVA, ritorno alla terra, Fazi editore, 2009
ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, in biblioteca paperbacks [20], il Mulino, 2010

Green city? E’ sufficiente applicare l’etica della natura

In risposta all’articolo pubblicato da Parmadaily : “la Parma del 2010 sarà una green city” , 15 luglio 2010.

Per avere un città verde e non scadere nella propaganda o peggio nel vendere illusioni utili solo alle SpA non c’è bisogno di fare proclami altisonanti ma solo di guardarsi dentro, essere onesti, umili e comprendere innanzitutto chi siamo e dove stiamo, due coordinate fondamentali a qualsiasi cittadino e comunità che intenda, sinceramente, riequilibrasi con la natura. Sfogliando la letteratura urbana si trovano centinaia di progetti ecologisti rimasti sulla carta perché il principio ordinatore dei Consigli comunali non è l’etica ma la rendita. Sono poche le città italiane non coinvolte dalla speculazione edilizia, si tratta di piccoli centri non considerati dai piani di sviluppo regionale “progressisti” e, dove la cultura criminosa della crescita ha inciso meno sono sorti i Parchi naturali e le “aree protette”, pensateci abbiamo bisogno di “aree protette”, ma perché il resto deve essere distrutto?

E’ sufficiente informasi meglio su piani e strategie per scoprire le enormi contraddizioni e le peggiori intenzioni figlie dell’ossimoro sviluppo sostenibile. Purtroppo uno dei principi generatori dell’Unione europea è il libero mercato e, concetti contraddittori come l’economia competitiva e, già, proprio quel fantasma inventato appositamente per ingannare i popoli e far credere che la crescita monetaria e materiale sia sinonimo di benessere. Siamo manipolati, addomesticati e ricattati dalla ricerca di un lavoro per procurarci quei pezzi di carta che non sono reale ricchezza ma l’esca di: banchieri, BCE, SpA, WTO e gruppi sovranazionali fuori controllo democratico dei popoli (CFR, Trilaterale, Bilderberg, Aspen, TABD …).

«Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale questo capitalismo finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.» (Giorgio Ruffolo)
«L’attuale forma di produzione della “ricchezza”  sta conducendo la Terra verso la distruzione e questo pensiero sta avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del sistema capitalistico» (Emanuele Severino)
«il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove» (Norberto Bobbio)
«Senza regole morali siamo tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti e compiacenti della cupola di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella scientifica) che la ricchezza globale» (Marco Pizzuti)
«Il più potente mezzo di dominio del Nord sul Sud è oggi il servizio del debito»(Jean Ziegler)

Fra gli strumenti e le pratiche previste ci sono idee condivisibili ed utili ma non potranno migliorare la qualità della vita per una ragione semplice e complessa: i cittadini non possono applicare il proprio potere supremo, cioè la sovranità popolare insita nella nostra Costituzione e questo aspetto determinante crea conflitti di ogni genere: priva il popolo sovrano di poteri di controllo diretto sulle decisioni politiche, sulla spesa pubblica, sulla partecipazione alle decisioni, sulla progettualità, sul processo creativo collettivo e sulla capacità di sviluppare una resilienza necessaria a risolvere problemi prima che questi si possano verificare. In sintesi non c’è libertà, l’UE ti fa credere di essere libero ma nella realtà sei uno schiavo che deve spendere una moneta debito, schiavo di consumare merci inutili ed a volte tossiche vendute dalle SpA.

Siamo la società della post-crescita e ci troviamo in un periodo di transizione energetica e culturale. Siamo esseri umani dotati di passione e creatività e fra gli umani non si compete, non si lotta ma si coopera, ci si sostiene, dovremmo essere l’uno reciproco all’altro. La natura e, noi siamo parte di essa, si sviluppa su principi autopoietici, cioè ricchezza è sinonimo di biodiversità mentre la competitività e lo sviluppo sostenibile invenzioni di marketing politico servono a modificare la percezione dell’uomo che a sua volta modifica anche i valori di riferimento così da non esser più naturali, umani ma distruttivi circa le energie e le risorse di tutti. Le regole del sistema socio-politico scritte dall’élite per l’élite rubano, uccidono e distruggono anche per la nostra apatia, indifferenza, nichilismo e cinismo ma un risveglio può cambiare le cose. Se la maggioranza dei cittadini fosse più sensibile, meno manipolata dal potere invisibile e più consapevole, potremmo già introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta e questo può accadere domani mattina se gli Enti locali non fossero controllati dalle SpA e se i dipendenti eletti applicassero la Costituzione italiana anziché fare gli interessi esclusivi dell’élite.

La biodiversità della biologia, cioè la crescita, lo sviluppo è in perfetta analogia con l’autoderminazione e col pluralismo delle idee, caratteristica tipica del metodo democratico utile agli esseri umani per crescere, svilupparsi culturalmente. Solo in ambienti liberi, non condizionati dall’autorità, potremmo ascoltare la comunicazione di altre persone che possono condividere conoscenza che smuove la coscienza, il potere invisibile sa bene che questo non deve avvenire e come in ogni regime totalitario fa in modo che il pensiero di persone libere non debba svegliare le coscienze addormentate. A Parma, come nella maggioranza dei comuni italiani non esiste democrazia, governo del popolo, ma la degenerata democrazia rappresentativa, un’utile rappresentazione o maschera teatrale per ingannare le masse, usurpare diritti e, consentire alle SpA di trarre profitti dalle risorse locali.

La prima cosa che Giunta e Consiglio comunale dovrebbero fare per applicare l’interesse pubblico è togliere la gestione dei servizi pubblici locali dalle mani di una SpA per consegnarli ai legittimi proprietari: i cittadini e, questo può accadere con l’introduzione di una società no-profit gestita dall’Ente, al 30% ed al 70% dai prosumer, cittadini produttori e consumatori di acqua, energia, rifiuti, trasporti.

Solo dopo aver ripristinato un minimo di democrazia locale, trasparenza, ed etica nella dialettica politica sarà possibile anche applicare tecnologie socialmente utili. Pensateci, come può una SpA (massimizzazione dei profitti) che guadagna soldi dagli sprechi (energia e rifiuti) applicare l’ecologia quando la stessa non conosce il profitto? Conoscente una pianta che scambia moneta per ricevere energia solare? Ricordiamoci che una legge (Cip 6 ’92) consente ad una SpA di guadagnare bruciando risorse come i rifiuti quando la natura non produce rifiuti, ricicla tutto. Come possiamo introdurre una ESCO (società che guadagna dal risparmio energetico) se vige un monopolio energetico che guadagna dagli sprechi?

Un recente diagramma di David Bussett, pubblicato in Technology Review N4 2010, sintetizza lo spreco di energia trasformata, ben il 44,6% del calore viene disperso, tutto quanto già previsto anche da centri di ricerca come il CURE, ideato nel 1988 da Mario Palazzetti, Tullio Regge e Maurizio Pallante.

Inoltre, insensate norme europee misurano l’inquinamento dell’aria pesandolo e, non “contando” le nanoparticelle prodotte dai processi di combustione ma ripeto si misura il peso, la massa, nonostante i manuali di medicina del lavoro spiegano che, in tossicocinetica, la nocività di certi gas dipende anche dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità delle particelle emesse (Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pag. 175) da inceneritori, fonderie, acciaierie, cementifici, trasporti etc. Le nanoparticelle sono state fotografate nel nucleo delle nostre cellule dove risiede il DNA.

Dobbiamo sapere che se volessimo realmente vivere in un luogo verde, potremmo farlo. Esiste la conoscenza, la consapevolezza e le tecnologie per non dipendere più dagli idrocarburi (petrolio e gas), possiamo evitare di costruire nuove case e rivalutare tutto il patrimonio edilizio esistente e, solo se applicassimo queste due strategie iniziali si potrebbero avere nuovi mestieri virtuosi, nuova occupazione socialmente utile.

Non serve riporre fiducia sull’attuale classe dirigente e nessuno altro dovrebbe averne, visto che sta distruggendo risorse naturali non rinnovabili e ruba il futuro alle generazioni successive, ma bisogna aver fiducia nel risveglio delle coscienze poiché sta già accadendo, è una moltitudine inarrestabile che sta cambiando la società, basti vedere le “transition town”, “Terra madre” a livello planetario e, l’esistenza di centri di ricerca come il Wuppertal in Germania, ed associazioni come MDF e molti altri gruppi in Italia, elencarli tutti sarebbe impossibile, che propongono cambi di paradigma culturale in armonia con la coscienza umana.

MDF a Parma

Parma, alla presentazione del circolo territoriale Movimento per la Decrescita Felice (MDF) sono intervenute circa cento persone, la sala era piena. Siamo molto soddisfatti della pronta partecipazione e soprattutto dell’interesse del pubblico manifestato anche con una discreta permanenza e disponibilità al dialogo per avviare un percorso condiviso sui progetti suggeriti dai vari relatori: Pallante, Boschini, Dal Monte.

Come accennato durante la presentazione ufficiale il circolo punta molto sulla partecipazione attiva dei cittadini. Il circolo di Parma propone di avviare un processo di transizione energetica e questo può accadere anche attraverso metodi e strumenti di partecipazione. Intendiamo mettere in rete la realtà parmense dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) inventati proprio in provincia di Parma per un’ efficace approccio all’acquisto consapevole anche per mezzo della riscoperta dei mercati con l’uso dello SCEC. Intendiamo valorizzare le associazioni del territorio che adottano la filosofia del saper fare, in linea con l’Università ideata dal gruppo di Torino.

Una città in transizione adotta linee e condotte politiche per avere un impatto zero, cioè transitare dalla dipendenza del petrolio, che sta finendo, alla fonti energetiche rinnovabili. Questo significa avviare un cambio di paradigma culturale, quello consigliato da MDF. Molte comunità nel mondo, consapevoli del “picco del petrolio“, stanno già avviando questo cambiamento.

E’ previsto un secondo evento per il 21 maggio sul tema dell’uso razionale dell’energia e può essere l’occasione di avviare un dialogo partecipativo, cooperativo con la cittadinanza e le istituzioni col fine creare nuove forme di occupazione ed avviare l’indotto di professioni virtuose. Potranno beneficiarne tutti, primi i cittadini pagando bollette energetiche più giuste, prive degli sprechi attuali dovuti a volumi costruiti obsoleti.

Seguiranno corsi del circolo sulle buone pratiche amministrative ed altri eventi per la diffusione e la conoscenza di nuovi metodi e dinamiche di gruppo (Open Space Technology) col fine di raggiungere obiettivi in maniera sempre più efficace e creativa.

Il circolo punta non solo alla proposizione di soluzione etiche ma alla partecipazione reale dei cittadini per costruire una società migliore, come abbiamo suggerito dal titolo per vivere da esseri umani.

La decrescita felice arriva a Parma

Il giorno sabato 10 aprile 2010 presso il centro culturale MU, di strada del Taglio 2 alle ore 15:00, il circolo MDF Parma si presenterà alla cittadinanza intera per mostrare un’idea di società e con l’intenzione di poter consigliare a chi fosse interessato, ed a nostro modesto parere, uno stile di vita più consono alla specie umana.

Il territorio parmense è certamente fortunato dal punto di vista culturale e sociale poiché è il luogo dove nacque il primo Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) – Fidenza 1994 – ed oggi esiste un Distretto di Economia Solidale (DES) composto da ben 47 GAS con circa 800 famiglie.

L’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la Decrescita Felice (MDF) nasce con l’intenzione di porsi, nei confronti della cittadinanza tutta e degli Enti pubblici e privati, come soggetto interlocutore e facilitatore circa le tematiche inserite nello scopo sociale.

relatori:

L’obiettivo che ci poniamo è proporre un cambio di paradigma culturale nella società. A nostro parere esistono soluzioni concrete più etiche e sostenibili a sostegno dell’economia locale in senso di risparmio ed autoproduzione energetica, riduzione e riciclo dei rifiuti, consumo critico a sostegno dei produttori locali ed altro ancora.

Nel dibattito saranno condivise idee già realizzate, buone pratiche amministrative, ed idee future da realizzare per innovare la progettualità, ridurre la disoccupazione e vivere in maniera ragionevole in armonia con la Natura.

Adriano Bono canta viva la decrescita

Chiedere conto ai nostri dipendenti

Parma, 2 aprile 2009. Pubblico dibattito sulla gestione dei rifiuti, la Provincia di Parma, pur adottando l’Agenda21, ha già deliberato a favore di ENIA SpA per costruire un inceneritore. Sono presenti gli ass.ri all’ambiente del Comune, Cristina Sassi, e della Provincia, Giancarlo Castellani, accompagnati da ben sette tecnici sia dell’azienda sanitaria locale (AUSL) e sia dell’azienda ambientale della Regione Emilia Romagna (ARPA).

Assenti i diretti responsabili, il Sindaco di Parma Pietro Vignali ed il Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli.

1) L’Unione Europea ha adottato il principio di precauzione che stabilisce: in un clima di incertezza sanitaria ed ambientale nessun Ente pubblico può deliberare la costruzione di impianti insalubri di cui, appunto, non si conoscano i rischi in assenza di certezze scientifiche. Per tutti quegli impianti già esistenti, invece, la letteratura medica internazionale fornisce precise indicazioni sui rischi sanitari ove siano stati costruiti impianti di incenerimento. Per quale ragione nella conferenza di servizi gli Enti pubblici non hanno applicato il principio di precauzione?

letteratura medica: http://www.ncbi.nlm.n… U.S. National Library of Medicine and the National Institutes of Health. Digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 797 documenti, invece digitando waste incineration compaiono ben 2057.

Ecco un documento estratto dalla letteratura medica:
Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.
DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Un documento estratto dalla letteratura medica che insegna nelle facoltà di medicina:
(Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315) Rischi e patologie da metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica. Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità.
Esposizione a polveri, fumi, vapori e gas e flogosi cronica delle vie aeree. […] Per un corretto all’inquadramento diagnostico approccio delle broncopatie cronico professionali è pertanto necessario conoscere i fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro (fattori esogeni professionali), poi i fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita (fattori esogeni non professionali) e ancora quelli legati all’ospite (fattori endogeni). Inoltre è necessario conoscere e utilizzare correttamente le tecniche diagnostiche e statistico-epidemiologiche, essenziali per poter disporre di dati attendibili.

2) L’Unione Europea adotta il principio chi inquina paga, chi pagherà i danni ambientali e biologici?

Le bugie hanno le gambe corte

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. L’ordinamento giuridico e la nostra Costituzione adotta i seguenti principi:
Il principio del buon andamento: tale principio indica l’obbligo per i funzionari amministrativi e in generale per tutti gli agenti dell’amministrazione di svolgere la propria attività secondo le modalità più idonee ed opportune al fine della efficacia, efficienza ed economicità (RESTA) Per efficacia si intende l’idoneità dell’azione amministrativa a perseguire gli obiettivi legislativamente enucleati in tema di tutela degli interessi pubblici. L’economicità impone, invece, l’ottimizzazione dei risultati in relazione ai mezzi a disposizione. L’efficienza è la realizzazione dei propri obiettivi con il minore sacrificio possibile per gli interessi degli cittadini.

3) Dunque in relazione all’efficacia ritenete di esser stati idonei a perseguire gli obiettivi di legge che prevedono prioritariamente la prevenzione ed il riciclo dei rifiuti?
4) L’impianto di riciclo di Vedelago (TR) costa 5 milioni di euro, ritenete di aver risparmiato soldi pubblici?
5) In relazione all’efficienza oltre ai danni ambientali dei suoli, ai danni biologici causati dalle micro e nanopolveri, ai costi della TARSU, ai costi dei contributi CIP6 e del teleriscaldamento che pagheranno i cittadini, quanti sacrifici si dovranno ancora subire?

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. Il principio di imparzialità: tale principio è desumibile dal combinato disposto degli artt. 3 e 97 Cost. e attiene sia agli aspetti organizzativi che a quelli propriamente funzionali. L’imparzialità assume non solo il significato di divieto di discriminazione, ma anche la valenza di principio positivo, che obbliga la pubblica amministrazione procedente a non privilegiare pregiudizialmente un particolare interesse, ma ad identificare e valutare tutti gli interessi coinvolti sì che la scelta finale possa atteggiarsi a risultato consapevole e coerente di una completa rappresentazione dei fatti e degli interessi in gioco.

6) Con quale criterio di merito il Comune di Parma, quale socio di ENIA SpA, ha potuto deliberare a favore dell’inceneritore?
7) Per quale ragione la Provincia di Parma non ha tenuto conto delle alternative all’incenerimento e cioè degli impianti di riciclo più economici e più congrui alle strategie politiche indicate dalla legge dello Stato?
8) Per quale motivo si intendono bruciare i rifiuti quando gli stessi rappresentano una risorsa che può essere trasformata e rimessa nel mercato?

Rifiuti Zero Jeff Morris Economista Analisi Ciclo Vita

9) Perché sono state ignorate 10.000 firme di cittadini residenti a Parma e provincia contrari all’inceneritore?
10) Perché esiste ancora la TARSU, tassa impropria che l’UE ha indicato di sostituire con la Tariffa puntuale (TIA)? E quale metodo intendete di usare per la TIA?
11) Perché avete ignorato l’appello dei medici emiliani che hanno chiesto una moratoria contro gli inceneritori?

12) Perché la Provincia di Parma ha fatto pubblicare una menzogna?

Disinfomazione e manipolazione,

13) Chi ha il potere amministrativo per impedire la costruzione dell’inceneritore e proporre un impianto di riciclo?

INCENERITORI E CONFLITTI AMBIENTALI
Come è andato il seminario che si è tenuto a Bologna, presso la Regione Emilia Romagna, l´11 gennaio 2010 su dinamiche in atto ed esperienze di comunicazione e di coinvolgimento in merito alla presenza di impianti di incenerimento di rifiuti, nell´ambito del progetto Moniter.
[intervento] Marco Biocca, Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, ha introdotto il suo intervento parlando dei rischi ambientali e per la salute come problema centrale per le comunità che mettono in gioco la capacità di governante locale.[…] Correlato con il tema delle incertezze tecniche è poi quello del “Principio di precauzione”. Principio da seguire quando un’attività suscita il forte dubbio di essere dannosa per la salute e l’ambiente: occorre prendere le necessarie misure precauzionali anche in assenza di una chiara relazione causa effetto dimostrata su base scientifica fra quella attività e il danno che ne potrebbe derivare. Quindi si è soffermato sulla comunicazione del rischio, che non è solo l’accesso o la diffusione di informazioni, ma è lo scambio di informazioni in merito alla valutazione e alla gestione dei rischi tra coloro che ne hanno titolo (istituzioni, politici, imprese, organizzazioni sociali, mass media, esperti, cittadini). Ha infatti affermato la tesi che la comunicazione tra tutti i soggetti interessati a gestire un rischio per la salute o per l’ambiente è la condizione migliore per trovare la strada più adeguata. Infine ha introdotto il concetto di “cittadini competenti” (ripreso da diversi altri interventi nel corso del seminario), di coloro cioè che, per interesse personale, professionale o istituzionale, hanno la possibilità attraverso le loro azioni di influire sulle scelte per la salute.

Dittature moderne

dittatureParma, 14 giugno 2009. Campagna elettorale, ballottaggio per le elezioni provinciali. Discorso politico di Vincenzo Bernazzoli, presidente uscente e candidato, accompagnato da Debora Serracchiani, neo eletta al Parlamento europeo. Alla fine del comizio, Marco chiede se è possibile porre domande. La moderatrice risponde che i politici scesi dal palco potranno confrontarsi in separata sede poiché il comizio era volto al termine.
Bernazzoli si avvicina a Marco, il quale si presenta e pone le sue domande. Il Presidente uscente risponde solo alla prima domanda sulla gestione dei rifiuti poiché interviene un signore a distrarlo e portarselo via.

Leggete pure, con i nostri soldi la Provincia di Parma che tipo di propaganda compie.

Poi, Marco volge verso Serracchiani accerchiata dalle persone per firmare autografi, egli attende e nella folla pone una domanda sul Trattato di Lisbona. All’improvviso rispunta il signore di prima che aveva distratto Bernazzoli ed inizia una vera messa in scena. La neo eletta viene accerchiata da militanti del PD per portarla via, non comprendiamo la ragione, e inizia una sorta di inseguimento. Alcuni militanti spingono, e strattonano ed afferrano per le mani e le braccia Marco e Vincenzo per impedire loro di porre una semplice domanda alla dipendente pubblica Debora Serracchiani che nonostante la palese violazione di norme etiche, comportamentali e del codice civile acconsente al maltrattamento di due ragazzi che volevano porre una semplice domanda. A nulla sono avvalsi gli appelli alla Costituzione italiana, diverse persone hanno deciso di insultare, intimidire ed accerchiare quattro persone che civilmente hanno posto legittime domande ai loro dipendenti intervenuti in una pubblica piazza e per giunta in una campagna elettorale pronti a raccogliere voti e consensi. Lo spiacevole episodio ha messo in luce un’enorme crisi di coscienze e l’assenza di cultura democratica di parte degli intervenuti all’assemblea pubblica. In un Paese civile è normale porre domande a candidati politici e dipendenti pubblici. Siamo rimasti sconcertati ed atterriti per la reazione di una parte del pubblico “violento” ed addomesticato e, pronto a violare i diritti costituzionali. Una parte dell’elettorato del PD che, a questo punto non conosce le più elementari regole democratiche.