Oligarchia SpA

La democrazia rappresentativa non c’è più. Secondo il rapporto “Camere aperte 2013” condotto da Openpolis la cosiddetta democrazia rappresentativa è stata sostituita da un altro sistema di potere, molto diverso, questo è quanto possiamo desumere dai dati emersi poiché non c’è più di fatto una separazione dei poteri come descritta da Montesquieu, anzi l’organo Esecutivo prevale su l’organo eletto dal popolo.

«Otto leggi su dieci sono di iniziativa del Governo, ovvero  si tratta di Decreti Legge o Disegni di legge presentati da  un Ministro. Quando è l’Esecutivo a prendere l’iniziativa di  fare una legge, ha una probabilità di successo del 34%, più  di 3 proposte su dieci passano e diventano leggi.
Se invece sono i Deputati e Senatori a presentare i Progetti di legge la probabilità scende all’1%. I cittadini e gli altri  soggetti – le Regioni e il CNEL – cui la Costituzione affida il diritto dell’iniziativa di proporre le leggi, hanno zero possibilità di vederle trasformate in legge. Questi sono i numeri  che raccontano come il potere legislativo si sia progressivamente trasferito nelle mani dell’Esecutivo, lasciando  al Parlamento il ruolo della ratifica e, nel migliori dei casi, del controllo. Se a questo si aggiunge il ricorso abnorme  alla fiducia che spessissimo impedisce il dibattito e la  modifica sulle norme dettate dal Governo, ecco che s’impone l’immagine inesorabile del “votificio”.»

I  dipendenti politici italiani si sono conformati al modello feudale dell’Unione Europea ove secondo l’antidemocratico Trattato di Lisbona gli organi esecutivi, Commissione e Consiglio, hanno maggiori poteri del Parlamento, che di fatto non può promulgare le leggi (direttive). Se nell’UE è una regola, in Italia non è così, poiché il potere di promulgare le leggi è prerogativa del Parlamento per le ragioni e per i principi sanciti dalla Costituzione italiana. L’idea che i poteri debbano essere separati è ben spiegata dalla storia, e quando questi sono mischiati c’è il ragionevole e fondato dubbio di trovarsi di fronte a regimi autoritari, ove prevalgono gli interessi dei pochi, tant’è che l’UE tutela prioritariamente gli interessi delle SpA e forse l’interesse pubblico.

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Totalitarismo per gradi

Ormai i politici, dipendenti eletti, non discutono più circa la tutela dei diritti universali dell’uomo e su come ampliarli, organi sovranazionali condizionano la vita dei popoli, essi discutono su quanto certo diritti devono essere calpestati: libertà di espressione e di pensiero, partecipazione popolare, usurpazione della sovranità monetaria, usurpazione dei beni demaniali (acqua, aria, suolo, energia).

Non so se sia mai successo ma quello che sta accadendo nel nostro Paese è delirante sotto tutti i punti vista.
Il potere esecutivo che propone norme per salvare specifici interessi in condizioni di illegalità e palese immoralità.
La causa di tutto ciò è nell’arroganza, e nella negligenza di questi soggetti politici che a volte distratti nel mangiare un panino o impegnati a litigare nel proprio interno, come dei bambini, ignorano norme e procedure ordinarie che tutti i cittadini sono tenuti a rispettare senza alcuna distinzione, accadesse il contrario ci ritroveremo a violare un principio cardine ed elementare delle democrazie rappresentative: l’uguaglianza.
In questi giorni il potere con un colpo di spugna, senza pudore alcuno, vuole cancellare l’uguaglianza e la separazione dei poteri. Il potere esecutivo, il Governo, non può proporre decreti d’urgenza che modificano le regole elementari della democrazia rappresentativa per salvare proprie liste elettorali mentre ignoravano palesemente le norme vigenti.
Questo atti pubblici accadono solo nelle dittature, gli stessi violano gli art. 3 (principio di uguaglianza), 51 (condizioni di uguaglianza per le cariche elettive), 54 (tutti i cittadini sono fedeli alla Repubblica), 72 (la Camera promulga leggi elettorali), 91 (Presidente della Repubblica presta giuramento alla Repubblica).

La separazione dei poteri

La democrazia rappresentativa che non c’è

Un’inchiesta che deve far riflettere. I cittadini italiani non possono scegliere i candidati al Parlamento (non esiste una legge che introduca le elezioni primarie vere) ed, i dipendenti eletti neanche discutono le proposte più importanti poiché con lo strumento di fiducia al Governo non possono essere apposte modifiche dai parlamentari cioè, l’esecutivo determina le leggi contraddicendo il principio classico della democrazia rappresentativa sulla separazione dei poteri. Questo abuso di potere dove l’esecutivo fa le leggi è contemplato nel Trattato di Lisbona approvato all’unanimità dal Parlamento italiano nel luglio 2008.

Il potere supremo appartiene al sovrano cioè al popolo ed a nessun altro. Quindi il popolo può fare qualsiasi cosa voglia, infatti ha il potere di proporre leggi e di cancellarne attraverso due strumenti: l’iniziativa popolare ed il referendum abrogativo, entrambi previsti dalla Costituzione. Queste banali informazioni non vengono divulgate appositamente e soprattutto non si vuole insegnare educazione civica per evitare che si formi un popolo civile.

Per tanto, almeno in Italia, il potere di fare leggi è, per ignoranza diffusa e voluta, solo in mano al Parlamento eletto dal popolo. Invece, una sana democrazia è integrata con strumenti di democrazia diretta atti anche a controllare l’operato dei dipendenti eletti. Ma la truffa a danno della sovranità popolare è stata contemplata nella Costituzione italiana sin dalla sua elaborazione trasformando l’iniziativa popolare in uno strumento consultivo e non vincolante per il Parlamento e, per il referendum abrogativo imponendo un quorum di validità del 50% + 1 degli aventi diritto al voto contraddicendo il principio stesso della democrazia: chi partecipa decide, caso unico al mondo per tutte le democrazie parlamentari. In altri Paesi la sovranità popolare non può essere mortifica poiché l’iniziativa ed il referendum sono normati seriamente.

tratto da il futuro della democrazia (prima ediz. 1984) di Norberto Bobbio, pag. 17: Quinta promessa non mantenuta della democrazia reale rispetto a quella ideale è l’eliminazione del potere invisibile. A differenza del rapporto tra democrazia e potere oligarchico su cui la letteratura è ricchissima, il tema del potere invisibile è stato sinora troppo poco esplorato (anche perché sfugge alle tecniche di ricerca impiegate di solito dai sociologi, come interviste, sondaggi di opinione ecc.). Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima.

Mi sembra assurdo che un’inchiesta del genere (quella di Report) sulla democrazia rappresentativa non sia contestualizzata con la realtà politica odierna determinata dalla scellerata scelta del trattato di Lisbona: Processo non democratico, sovranità popolare esclusa: Fin dall’ inizio, il processo di stesura di un nuovo fondamento giuridico dell’Unione Europea è stato una presa in giro dei principi democratici. I cittadini e i parlamenti nazionali sono stati emarginati, è stato reso loro impossibile avanzare proposte ed emendamenti. La Convenzione che ha redatto la “Costituzione “ europea non era stata eletta a suffragio universale diretto ed era composta per l’86% da uomini. I suoi componenti avevano pochissimi diritti, il potere era concentrato nella Presidenza. La Convenzione era uno strumento dei Governi. La sua finalità consisteva nello stabilire modifiche costituzionali ma il processo è stato caratterizzato da una confusione totale tra potere costituente e poteri costituiti, rivelatrice del tentativo di questi ultimi di sottrarre ai cittadini europei la loro sovranità.

Per tanto, la strategia di sostituire la Costituzione italiana con il trattato di Lisbona è pubblica, tutt’ora in corso d’opera. Ed a mezzo internet si possono cercare e trovare commenti di specialisti, giornalisti e cittadini informati circa il piano sovversivo: accentrare il potere esecutivo e legislativo in una mano sola neanche eletta dal popolo (Commissione europea) e, quindi usando le parole di Michele Buono: “è la fine della democrazia”.

Per quanto riguarda le modalità di nomina, il Trattato di Lisbona definisce quanto segue: Il Consiglio europeo elegge il presidente a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta. In caso di impedimento o colpa grave, il Consiglio europeo può porre fine al mandato secondo la medesima procedura.

e ancora: Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione.

Quindi, il presidente non è eletto direttamente dal popolo (come avviene in america) bensì dai rappresentanti dei governi (organi esecutivi) degli stati membro. Nessun cittadino italiano ha mai votato il Presidente della Repubblica o un solo Ministro della Repubblica. E’ logico concludere che, per quanto riguarda il popolo italiano non esiste alcun sistema di democrazia rappresentativa in ambito europeo e la sovranità popolare viene palesemente cancellata. Quando i poteri vengono accentrati nelle mani di pochi senza alcun mandato dei popoli il nome appropriato è dittatura dell’oligarchia: Banca Centrale europea, Commissione, Consiglio e Corte. Per tutti questi organi al cittadino non viene dato un solo strumento di controllo diretto: tramite elezione, revoca, diritto di proposta e di decidere senza alcun intermediario, come invece dovrebbe avvenire secondo la sovranità popolare. I cittadini non potranno contribuire, in maniera libera, alla vita politica dell’Unione europea ma potranno vivere una libertà vigilata, come avviene nelle carceri, “liberi” di spendere una moneta debito e ricattati dalla schiavitù SpA.

cosa s’intende per nuovo ordine mondiale?

Ecco un esempio di dittatura dell’oligarchia:

[…] Sul fronte della qualità, prosegue la contraddittoria politica comunitaria che continua a non dare certezze agli agricoltori che chiedono invece risposte chiare e definite come quelle in tema di modificazioni climatiche che chiedono urgentemente un cambiamento degli orientamenti e un allargamento delle superfici coltivate a cereali oggi a set aside, ma la UE ancora non si pronuncia.
Le risposte invece arrivano dalla Commissione europea (organo sovranazionale) in tema di Ogm. Mentre in Italia 3 milioni di persone si esprimevano nella consultazione sugli OGM a favore della sicurezza alimentare, la Commissione europea, contro alle indicazioni del Parlamento Europeo (eletto dagli elettori) e dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche, ha dato il via libera definitivo alla commercializzazione del mais transgenico 59122 o “herculex”, oltre a un tipo di barbabietola da zucchero geneticamente modificata e altre due qualità di mais ibridi.