Eversivi al potere

Secondo il dizionario Treccani l’eversivo è colui che tende a rovesciare, a sconvolgere l’assetto sociale e statale. Ebbene tutto ciò, cioè il rovesciamento dello Stato è già accaduto.

Secondo il manuale Tecnica del colpo di Stato di Eward LuttwakUn golpe consiste nell’infiltrare un segmento anche piccolo, ma cruciale, dell’ apparato statale, che poi verrà usato per togliere al governo il controllo di tutto il resto” […] “la burocrazia statale divide il suo lavoro in chiare aree di competenza, che sono assegnate a dipartimenti diversi. All’interno di ogni dipartimento c’è una catena di comando accettata, e si devono seguire procedure standardizzate. Così una pratica o un ordine ricevuti vengono trattati in maniera stereotipata: se l’ordine viene dalla fonte d’autorità appropriata, al livello appropriato, l’ordine viene eseguito […] L’apparato dello stato è dunque in qualche misura una “macchina” che si comporterà di norma in modo prevedibile e automatico”. “Il colpo di stato si attua traendo vantaggio da questo comportamento meccanico: durante il golpe, perché usa parti dell’apparato dello stato per appropriarsi il controllo delle leve; dopo, perché il valore delle leve dipende dal fatto che lo stato è una macchina“. Chi sono i congiurati migliori? Ecco come li descrive Luttwak: ” Tutto il potere, tutta la partecipazione, è nelle mani di una piccola élite istruita, benestante e sicura, e quindi radicalmente differente dalla vasta maggioranza dei suoi concittadini, praticamente una razza a parte. Le masse riconoscono questa realtà e accettano il monopolio del potere dell’élite, salvo che qualche esazione insopportabile porti a una rivolta disperata”.

Secondo la Costituzione italiana la titolarità giuridica della sovranità appartiene al popolo, e la ratifica del Trattato di Lisbona è avvenuta, nel 2008, tramite il Parlamento, quindi senza referendum popolare. Secondo diversi costituzionalisti il Trattato di Lisbona viola la Costituzione italiana poiché sovverte diversi principi irrinunciabili della nostra natura giuridica di Stato sovrano.

“Estratto” da Qualcosa che non va: E’ consuetudine dell’immaginario collettivo credere che l’obiettivo di un bilancio pubblico sia quello di far pareggiare i conti, oggi si ritiene che sia una pratica virtuosa. Questo obiettivo aritmetico nasconde una triste realtà o una cinica perversione degli economisti ortodossi e addomesticati che hanno modificato l’azione degli Enti locali. L’intero sistema europeo che condiziona la pubblica amministrazione si poggia su convinzioni errate come il Patto di stabilità, l’immorale pareggio di bilancio e il fiscal compact. Questi sciocchi criteri si traducono in tagli alla spesa pubblica e quindi un danno economico concreto ai ceti meno abbienti che facendo aumentare la depressione in Italia. Nella letteratura politica quest’azione viene comunemente valutata come la distruzione dello Stato sociale, il pilastro della nostra Costituzione. Ogni pezzo dello Stato sociale viene trasformato in merce e venduto, un’aberrazione che viola i diritti universali dell’uomo sanciti nel 1948. La conclusione di questa convinzione mentale ragionieristica è solo il frutto di una lenta e ossessiva programmazione mentale che ignora la bioeconomia, l’economia e le esigenze reali dell’umanità. Su questo pianeta le leggi per la sopravvivenza umana si leggono con la fisica, la chimica, la biologia, l’agronomia e la geologia, non con la finanza.

[…]

Senza alcun precedente nella storia repubblicana accade un evento straordinario: il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi decide di dimettersi ed il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nomina primo ministro il referente europeo della Commissione Trilaterale, Mario Monti, il 16 novembre 2011. Questo evento politico senza precedenti accade perché un indicatore finanziario, lo spread, sembrerebbe dire che lo Stato italiano rischia una irreversibile crisi finanziaria (terrorismo mediatico).

Un premier nominato da una maggioranza parlamentare viene sostituito da un indicatore finanziario?! Tali comportamenti violano palesemente i principi delle democrazie rappresentative e ricordano sempre più le regole dei feudi medioevali, ove i sovrani nominavano persone di propria fiducia rispetto alle esigenze particolari delle oligarchie.

Successivamente le scelte politiche del Governo Monti[1] saranno in totale coerenza con la religione neoliberista dei think tank americani, e non poteva essere altrimenti visto che lo stesso Monti è stato psico programmato per questi obiettivi: meno Stato sociale, maggiori e migliori privatizzazioni a favore delle SpA e riduzione della democrazia a favore del progetto europeo (accentrare poteri e governo unico mondiale)[2].

La Corte dei Conti stima che le tre agenzie di rating americane, Fitch, Moodys e S&P, nel dare valutazioni errate o forzate circa il debito italiano avrebbero prodotto un danno di circa 120 miliardi di euro.[3] Su questo aspetto indaga la Procura di Trani con l’accusa di manipolazione del mercato azionario e delle merci con giudizi falsati[4],

Hans Magnus Enzensberger: «Da un bel po’ di tempo in qua, i paesi europei non sono più governati da istituzioni legittimamente democratiche. Ma da tutta una serie di sigle che ne hanno preso il posto. Sono sigle come Efsf, Efsm, Bce, Eba o Fmi che ormai determinano qui in Europa il corso degli eventi. […] L’espropriazione politica dei cittadini europei ha in tal modo oggi raggiunto il suo apice. Il processo di espropriazione è invero iniziato molto prima, al più tardi con l’introduzione dell’euro. Questa valuta comune è il risultato di un mercimonio politico che con la massima scioltezza, si è sbarazzato di tutti i criteri e presupposti economici. […] Come ai tempi dei vecchi regimi coloniali, questi burocrati si chiamano Governatori e, allo stesso titolo dei Direttori delle banche centrali, non sono affatto obbligati a giustificare davanti alla pubblica opinione le loro decisioni. Al contrario, loro sono espressamente vincolati al segreto. Ciò che ricorda molto il principio dell’omertà, ossia quel codice d’onore a cui la mafia ubbidisce. I nostri “Padrini” europei sono quindi oggi politici sottratti ad ogni controllo giuridico e ad ogni istanza legale. Anzi, godono ormai di un privilegio che non spetta neanche a un boss della camorra: e cioè, l’assoluta immunità giuridica (così almeno è scritto negli articoli 32 bis 35 del Trattato-Esm).» (in L’Espresso, 30 agosto 2012, pag.34).

Oggi, appare evidente che la strategia politica di gruppi sovranazionali è stata quella di realizzare un’organizzazione politica istituzionale ricalcando il modello feudale, ove il reale potere è nella mani di oligarchie non elette dai popoli, muovendo correttamente le leve del potere per soddisfare avidi capricci. L’Unione Europea, non l’Europa, è la maschera istituzionale diffusa nei media addomesticati ove questa élite opera alla luce del sole, e può permettersi di propagandare un’idea totalitaria di Stato (l’UE) secondo il mantra di turno: privatizzare, vendere, alienare, delocalizzare, crescita, PIL etc. Persino il linguaggio di questa élite degenerata è analogo al celebre romanzo 1984 di Orwell: salva Italia, cresci Italia, legge di stabilità.

«L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto» (Maurice Allais, premio nobel per l’economia)

 «il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”» (dal film documentario “Zeitgeist addendum”)

 «Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale questo capitalismo finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.» (Giorgio Ruffolo)

 «L’attuale forma di produzione della “ricchezza”  sta conducendo la Terra verso la distruzione e questo pensiero sta avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del sistema capitalistico» (Emanuele Severino)

 «il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove» (Norberto Bobbio)

 «Senza regole morali siamo tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti e compiacenti della cupola di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella scientifica) che la ricchezza globale» (Marco Pizzuti)

 «Il più potente mezzo di dominio del Nord sul Sud è oggi il servizio del debito» (Jean Ziegler)

 No, no la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto.“ (dal film “The International” di Tom Tykwer, 2009)


[1] Il Governo Monti riceve la fiducia della maggioranza delle forze politiche parlamentari: da PD, PDL, Idv, FLI, Radicali italiani, Mpa, Fareitalia, SVP, Liberal democratici, Noi Sud, PSI, UV,PID, Forza del Sud

[2] Ecco un altro esempio di come funzioni la truffa a danno di tutti i cittadini italiani, Il Governo emana il decreto 9 ottobre 2008 N.155 salva banche scambiando carta straccia con le ricchezze dello Stato. La pessima gestione del credito fatta dai privati di BankItalia, Mario Draghi in testa, per mezzo di strumenti finanziari viene premiata dai camerieri dei banchieri ed ecco la norma ad hoc per salvarli: Garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane

Nicoletta Cottone, L’abc del decreto salva banche, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/10/abc-decreto-salva-liquidita.shtml?uuid=aebf39ee-99d2-11dd-8785-67fee42ff026&DocRulesView=Libero): il ministero dell’Economia viene autorizzato a concedere, fino al 31 dicembre 2009, la garanzia dello Stato, a condizioni di mercato, sulle passività delle banche italiane, con scadenza fino a 5 anni e di emissione successiva all’entrata in vigore del decreto legge 157/2008, avvenuta il 13 ottobre 2008.

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Potere

tratto da il futuro della democrazia (prima ediz. 1984) di Norberto Bobbio, pag. 17: Quinta promessa non mantenuta della democrazia reale rispetto a quella ideale è l’eliminazione del potere invisibile. A differenza del rapporto tra democrazia e potere oligarchico su cui la letteratura è ricchissima, il tema del potere invisibile è stato sinora troppo poco esplorato (anche perché sfugge alle tecniche di ricerca impiegate di solito dai sociologi, come interviste, sondaggi di opinione ecc.). Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima.

a proposito della partecipazione, di Norberto Bobbio, tratto da, l’età dei diritti, Einaudi, in ET saggi 478, Torino 1990, preso dal brano, la resistenza all’oppressione, oggi, p.167

la partecipazione popolare negli stati democratici reali è in crisi almeno per tre ragioni: a) la partecipazione si risolve nella migliore delle ipotesi nella formazione della volontà della maggioranza parlamentare; ma il parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove; b) anche se il parlamento fosse ancora l’organo del potere reale, la partecipazione popolare si limita a intervalli più o meno lunghi a dare la propria legittimazione a una classe politica ristretta che tende alla propria autoconservazione, e che è via via sempre meno rappresentativa; c) anche nel ristretto ambito di un’ elezione una tantum senza responsabilità politiche dirette la partecipazione è distorta, o manipolata, dalla propaganda delle potenti organizzazioni religiose, partitiche, sindacali ecc. La partecipazione democratica dovrebbe essere efficace, diretta e libera: la partecipazione popolare nelle democrazie anche più progredite non è né efficace né diretta né libera. Dal sommarsi di questi tre difetti di partecipazione popolare nasce la ragione più grave di crisi, cioè l’apatia politica, il fenomeno tante volte osservato e deprecato della spoliticizzazione delle masse negli stati dominati dai grandi apparati di partito. La democrazia rousseauiana o è partecipante o è nulla.

Tratto da Norberto Bobbio, il futuro delle democrazia, in ET saggi 281, Einaudi Torino 1995 dal brano, democrazia rappresentativa e diretta, p.33

Parto da una constatazione su cui possiamo essere tutti d’accordo: la richiesta cosi frequente in questi anni di maggiore democrazia si esprime nella richiesta che la democrazia rappresentativa venga affiancata o addirittura sostituita dalla democrazia diretta. La richiesta non è nuova: l’aveva già fatta, com’è ben noto, il padre della democrazia moderna, Jean-Jacques Rousseau, quando aveva detto che «la sovranità non può essere rappresentata» e pertanto «il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente» .
[…]Ma allora la richiesta di un allargamento della democrazia rappresentativa e dell’istituzione della democrazia diretta è insensata? lo ritengo di no.

Tratto da Norberto Bobbio, il futuro delle democrazia, in ET saggi 281 dal brano, democrazia rappresentativa e diretta, p.40

Certamente più vicino alla democrazia diretta è l’istituto del rappresentante revocabile contrapposto a quello del rappresentante svincolato dal mandato imperativo. Infatti il cordone ombelicale che tiene avvinto il delegato al corpo elettorale non è reciso del tutto. Ma anche in questo caso non si può parlare di democrazia diretta nel senso proprio della parola. Perché vi sia democrazia diretta nel senso proprio della parola, cioè nel senso in cui diretto vuol dire che l’individuo partecipa esso stesso alla deliberazione che lo riguarda, occorre che fra gl’individui deliberanti e la deliberazione che li riguarda non vi sia alcun intermediario.

Paolo Barnard: “[…]Se queste mie righe sono state efficaci, a questo punto i lettori dovrebbero volgere lo sguardo a quegli ometti in doppiopetto blu che ballonzolano le sera nei nostri Tg con il prefisso On., o il suffisso PDL, PD, UDC, e dovrebbero averne, non dico pietà, ma almeno vederli per quello che sono: le marionette di un altro Potere. Ma soprattutto, i lettori dovrebbero finalmente poter connettere i punti del puzzle, e aver capito da dove vengono in realtà i problemi capitali della nostra vita di cittadini, o addirittura i drammi quotidiani che tante famiglie di lavoratori patiscono, cioè chi li decise, chi li decide oggi e come si chiamano costoro. Da qui una semplice considerazione: se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale, e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona, allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Risulta ovvio da ciò che gli attuali metodi di lotta dei Movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia, che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere. Di conseguenza lancio un appello ancora una volta:

VA COMPRESO CHE PER ARGINARE UN TITANO DI QUELLA POSTA L’UNICA SPERANZA E’ OPPORGLI UN’ORGANIZZAZIONE DI ATTIVISTI E DI COMUNICATORI ECCEZIONALMENTE COMPATTA, FINANZIATA, FERRATA, DISCIPLINATA, SU TUTTO IL TERRITORIO, AL LAVORO SEMPRE, IMPLACABILE, NEI LUOGHI DELLA GENTE COMUNE, PER ANNI.

Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (Gerge Orwell)

La democrazia rappresentativa che non c’è

Un’inchiesta che deve far riflettere. I cittadini italiani non possono scegliere i candidati al Parlamento (non esiste una legge che introduca le elezioni primarie vere) ed, i dipendenti eletti neanche discutono le proposte più importanti poiché con lo strumento di fiducia al Governo non possono essere apposte modifiche dai parlamentari cioè, l’esecutivo determina le leggi contraddicendo il principio classico della democrazia rappresentativa sulla separazione dei poteri. Questo abuso di potere dove l’esecutivo fa le leggi è contemplato nel Trattato di Lisbona approvato all’unanimità dal Parlamento italiano nel luglio 2008.

Il potere supremo appartiene al sovrano cioè al popolo ed a nessun altro. Quindi il popolo può fare qualsiasi cosa voglia, infatti ha il potere di proporre leggi e di cancellarne attraverso due strumenti: l’iniziativa popolare ed il referendum abrogativo, entrambi previsti dalla Costituzione. Queste banali informazioni non vengono divulgate appositamente e soprattutto non si vuole insegnare educazione civica per evitare che si formi un popolo civile.

Per tanto, almeno in Italia, il potere di fare leggi è, per ignoranza diffusa e voluta, solo in mano al Parlamento eletto dal popolo. Invece, una sana democrazia è integrata con strumenti di democrazia diretta atti anche a controllare l’operato dei dipendenti eletti. Ma la truffa a danno della sovranità popolare è stata contemplata nella Costituzione italiana sin dalla sua elaborazione trasformando l’iniziativa popolare in uno strumento consultivo e non vincolante per il Parlamento e, per il referendum abrogativo imponendo un quorum di validità del 50% + 1 degli aventi diritto al voto contraddicendo il principio stesso della democrazia: chi partecipa decide, caso unico al mondo per tutte le democrazie parlamentari. In altri Paesi la sovranità popolare non può essere mortifica poiché l’iniziativa ed il referendum sono normati seriamente.

tratto da il futuro della democrazia (prima ediz. 1984) di Norberto Bobbio, pag. 17: Quinta promessa non mantenuta della democrazia reale rispetto a quella ideale è l’eliminazione del potere invisibile. A differenza del rapporto tra democrazia e potere oligarchico su cui la letteratura è ricchissima, il tema del potere invisibile è stato sinora troppo poco esplorato (anche perché sfugge alle tecniche di ricerca impiegate di solito dai sociologi, come interviste, sondaggi di opinione ecc.). Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima.

Mi sembra assurdo che un’inchiesta del genere (quella di Report) sulla democrazia rappresentativa non sia contestualizzata con la realtà politica odierna determinata dalla scellerata scelta del trattato di Lisbona: Processo non democratico, sovranità popolare esclusa: Fin dall’ inizio, il processo di stesura di un nuovo fondamento giuridico dell’Unione Europea è stato una presa in giro dei principi democratici. I cittadini e i parlamenti nazionali sono stati emarginati, è stato reso loro impossibile avanzare proposte ed emendamenti. La Convenzione che ha redatto la “Costituzione “ europea non era stata eletta a suffragio universale diretto ed era composta per l’86% da uomini. I suoi componenti avevano pochissimi diritti, il potere era concentrato nella Presidenza. La Convenzione era uno strumento dei Governi. La sua finalità consisteva nello stabilire modifiche costituzionali ma il processo è stato caratterizzato da una confusione totale tra potere costituente e poteri costituiti, rivelatrice del tentativo di questi ultimi di sottrarre ai cittadini europei la loro sovranità.

Per tanto, la strategia di sostituire la Costituzione italiana con il trattato di Lisbona è pubblica, tutt’ora in corso d’opera. Ed a mezzo internet si possono cercare e trovare commenti di specialisti, giornalisti e cittadini informati circa il piano sovversivo: accentrare il potere esecutivo e legislativo in una mano sola neanche eletta dal popolo (Commissione europea) e, quindi usando le parole di Michele Buono: “è la fine della democrazia”.

Per quanto riguarda le modalità di nomina, il Trattato di Lisbona definisce quanto segue: Il Consiglio europeo elegge il presidente a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta. In caso di impedimento o colpa grave, il Consiglio europeo può porre fine al mandato secondo la medesima procedura.

e ancora: Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione.

Quindi, il presidente non è eletto direttamente dal popolo (come avviene in america) bensì dai rappresentanti dei governi (organi esecutivi) degli stati membro. Nessun cittadino italiano ha mai votato il Presidente della Repubblica o un solo Ministro della Repubblica. E’ logico concludere che, per quanto riguarda il popolo italiano non esiste alcun sistema di democrazia rappresentativa in ambito europeo e la sovranità popolare viene palesemente cancellata. Quando i poteri vengono accentrati nelle mani di pochi senza alcun mandato dei popoli il nome appropriato è dittatura dell’oligarchia: Banca Centrale europea, Commissione, Consiglio e Corte. Per tutti questi organi al cittadino non viene dato un solo strumento di controllo diretto: tramite elezione, revoca, diritto di proposta e di decidere senza alcun intermediario, come invece dovrebbe avvenire secondo la sovranità popolare. I cittadini non potranno contribuire, in maniera libera, alla vita politica dell’Unione europea ma potranno vivere una libertà vigilata, come avviene nelle carceri, “liberi” di spendere una moneta debito e ricattati dalla schiavitù SpA.

cosa s’intende per nuovo ordine mondiale?

Ecco un esempio di dittatura dell’oligarchia:

[…] Sul fronte della qualità, prosegue la contraddittoria politica comunitaria che continua a non dare certezze agli agricoltori che chiedono invece risposte chiare e definite come quelle in tema di modificazioni climatiche che chiedono urgentemente un cambiamento degli orientamenti e un allargamento delle superfici coltivate a cereali oggi a set aside, ma la UE ancora non si pronuncia.
Le risposte invece arrivano dalla Commissione europea (organo sovranazionale) in tema di Ogm. Mentre in Italia 3 milioni di persone si esprimevano nella consultazione sugli OGM a favore della sicurezza alimentare, la Commissione europea, contro alle indicazioni del Parlamento Europeo (eletto dagli elettori) e dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche, ha dato il via libera definitivo alla commercializzazione del mais transgenico 59122 o “herculex”, oltre a un tipo di barbabietola da zucchero geneticamente modificata e altre due qualità di mais ibridi.

Risveglio democratico?

l'età dei dirittiNorberto Bobbio nel 1963 al Convegno promosso dall’Institut International de philosophie sul “fondamento dei diritti dell’uomo” disse: “il problema grave del nostro tempo era non già quello di fondarli ma di proteggerli.“

Grillo scrive: La democrazia in Italia non c’è più, prima di lui Paul Ginsborg ha scritto un libricino molto eloquente dal titolo la democrazia che non c’è, e prima ancora che Berlusconi attuasse il piano della P2, Bobbio scrisse chiaramente che la partecipazione democratica è distorta, manipolata, ci avvertì parlando di plutocrazia, videocrazia. Egli scrisse: la partecipazione si risolve nella migliore delle ipotesi nella formazione della volontà della maggioranza parlamentare; ma il parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove. Più chiaro di così? I Sindaci dei comuni responsabili della salute umana amministrano vere monarchie locali, opprimono i cittadini, ed offendono i diritti fondamentali dell’uomo: vita e libertà.

democrazia-direttaThomas Benedikter, in democrazia diretta più poteri ai cittadini, racconta un pò le esperienze di vera democrazia in Svizzera ed altrove circa i diritti referendari di iniziativa popolare arrivando a formulare una proposta di legge per la Provincia di Bolzano col fine di introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta oggi esistenti nel mondo. Le associazioni Democratici Diretti e Movimento di Partecipazione da anni trattano il tema. Un interessante libro che raccoglie le esperienze di democrazia diretta e partecipativa è il testo di Paolo Michelotto, democrazia dei cittadini.

appunti in internet e considerazioni sulla democrazia

Beppe Grillo scrive la prefazione del libro di Elio Lannutti di Idv, la Repubblica delle banche ed a pag. 64 c’è il titolo del paragrafo Il danaro dal nulla, dove Lannutti ricopia un lungo intervento di David Icke (meetup italiano di Icke Group) che spiega come le banche usino la moneta debito per schiavizzare i popoli.

Icke: Oggi gli iniziati e gli uomini dell’elite controllano, la politica, le guida-cospirazione-globalebanche, gli affari, i servizi segreti, gli eserciti, l’istruzione, e i media di tutto il mondo. Forse il più importante dei settori, in termini di controllo, è quello delle banche: la creazione e la manipolazione del denaro.

Da dove crediamo che vengano i soldi per finanziare le guerre ed i politici?

E’ necessario comprendere che non c’è democrazia in un sistema virtuale dove il controllo e l’emissione di moneta è in mano a poche persone, BCE SpA, e non più in mano al popolo violando palesemente il principio di sovranità insito in tutte le democrazie rappresentative. Per cui la radice del problema è di natura giuridico-economica: la moneta debito. L’invenzione della moneta debito ed il sistema debito/PIL serve esclusivamente per schiavizzare i popoli e “finanziare” i partiti amici.

Sfogliando le pagine del su citato libro si “scoprono” le fonti e le citazioni per scrivere il libro di Lannutti, presidente dell’Adusbef una delle 16 CNCU che ha appoggiato la famosa FALSA Class Action, in opposizione alla VERA Class Action sostenuta dal Coordinamento Reset Class Action National Group.

A pag. 24 si cita Marcello Pamio di disinformazione.it, a pag. 59 si cita Antonella Randazzo, a pag. 143 Milena Gabanelli e Report, a pag. 39 e a pag. 234 si cita Andrea Cinquegrani de La Voce della Voci e/o Voce della Campania, la stirpe dei Draghi, a pag. 227 finalmente si parla di signoraggio bancario e a pag. 229 si parla riserva frazionaria.

Insomma il libricino di Lannutti passa l’esame, ed è una discreta raccolta di articoli, commenti ed opinioni che condannano definitivamente le banche italiane e non solo ma l’interno sistema politico camerieri dei banchieri. Peccato per l’ombrello politico di Idv e per la battaglia sulla class action.

fratelli d'ItaliaAvere la possibilità di leggere a mezzo internet gli scritti e vedere i video delle persone che da anni svelano il potere invisibile e vanno alla radice della corruzione politica: sovranità monetaria, l’elite politica degli illuminati, opus dei […] è di fondamentale importanza per seguire la strada della corretta informazione.

I media e gli opinion maker ci hanno raccontato che il problema dell’Italia si chiama Berlusconi, ma svegliamoci il problema dell’Italia è l’ignoranza degli italiani, nessun sano di mente darebbe un centesimo in mano a Veltrusconi. L’elite ha prima inventato la moneta debito creata dal nulla, e gli italiani non sanno cosa sia. Poi tentano col Trattato di Lisbona di fare un unico Stato fascista e gli italiani non sanno cosa sia. Poi commercializzeranno i microchip sottocutanei e gli italiani non sanno nulla.

Attraverso la propaganda e gli opinionisti continuano a dividere gli italiani fra chi sta con Silvio e chi contro per alimentare un’infantile dualità. Ci programmano ogni volta che vogliono e ci fanno fare lodevoli ed inutili lotte civili per dare sfogo alla rabbia accumulata, per farci sentire appagati dopo averla svolta, e mentre in realtà i “problemi” vengono creati ad arte per sottolineare la dualità: divide et impera.neuro-schiavi-macro Attraverso la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) usano le emotività collettive e nascondono le origini della corruzione. Ci mostrano furbescamente i corrotti e non i corruttori, ci mostrano i difetti dei politici e ci impediscono di agire direttamente grazie ad un sistema chiuso: no alle primarie vere, no alla democrazia diretta. Ci mostrano le mezze verità per convincerci delle loro ragioni, per farci votare chi dicono loro o per dirti non andare a votare.

Non ho mai visto i TG nazionali difendere la sovranità popolare degli italiani e dire chiaramente la nascita dei problemi, così come non lo fanno gli intellettuali di destra e di sinistra, sodali fra loro.

Democrazia vera, energia e decrescita sono strettamente connesse.

  • La decrescita si basa sul concetto di bioeconomia. Di contro oggi viviamo in un sistema virtuale poggiato sulla moneta debito e sul debito/PIL che non misura la felicità nazionale.
  • L’assenza di vera democrazia impedisce agli uomini liberi e consapevoli di emergere e di poter condividere la conoscenza.
  • Il mondo governato dell’elite della finanza virtuale investe le principali risorse nell’accaparramento delle fonti energetiche di loro uso frequente oggi petrolio e gas, ma le stesse corporations SpA che detengono la conoscenza sono pronte ad usare le tecnologie “migliori” e non inquinanti.

Uscire della matrix dell’elite finanziaria significa vivere in un mondo democratico che usi il buon senso e la ragionevolezza umana. Per cui una politica che non tiene conto dei diritti fondamentali dell’uomo, come avviene oggi, e che adegua i diritti alla politica stessa è disumano. per un futuro equoE’ la politica che deve essere adeguata ai diritti. Appena 25 anni fa i consumi non erano così sfrenati come oggi. Un politico illuminato, nel senso buono, se ne frega del PIL e misura il BIL (Benessere Interno Lordo) o la Felicità Nazionale Lorda (FNL) che tiene conto della vera ricchezza e cioè della qualità della salute e dell’ambiente, la cultura, il tempo libero per socializzare…

Più armi si vendono e più cresce il PIL, più ammalati di cancro ci sono e più cresce il PIL, più incidenti ci sono e più cresce il PIL. Solo in una vera democrazia potrà emergere un soggetto politico portatore dei valori umani, per cui una comunità che usa regole democratiche, come le primarie vere, i bilanci partecipativi, i referendum in maniera del tutto virtuosa farà emergere le competenze, e le conoscenze genuine, sincere e vere finora volutamente oppresse dall’elite e tenute nascoste nella società civile.

la scomessa della decrescitaDa sempre ci sono comunità che praticano la decrescita, o meglio il buon senso, ma il sistema socio-economico regionale, nazionale e globale continua ad essere quello della moneta debito e del debito/PIL. Per cui è bene sapere che i comportamenti virtuosi all’interno di un sistema consumistico non incidono sulla società, rimane un atteggiamento volontaristico che non porta benefici definitivi all’umanità. Un cambiamento a sostegno di una società più umana ha bisogno un soggetto politico realmente democratico e trasparente, genuino, fatto dalla gente per la gente e che inizi a parlare di cose “nuove”: democrazia diretta, decrescita, class action vera

Nel concreto provate ad immaginare la Regione Campania che non usa più l’euro, ma una moneta di proprietà del popolo e calcola il BIL e non più il PIL. Questo è un cambiamento reale. Ed è possibile grazie al cospicuo numero di cittadini che hanno compreso il cambiamento da fare per uscire da matrix ed entrare nel mondo reale ed umano.

Se conosciamo la PNL sapremo come guarirci dalle paure indotte e sapremo leggere le loro manipolazioni e menzogne. Impariamo a giudicare la politica dai fatti, e per valutarla è necessaria la conoscenza proveniente da un’informazione non filtrata. Abbiamo la possibilità di verificare le manipolazioni di tutti, con piccole ricerche anche a mezzo internet.

Un esempio banale di come giocare con le emotività collettive per creare prima una shock.
Il meetup/280 segnala il Trattato di Lisbona il 10 marzo 2008, il blog di Grillo lo mostra a cose fatte. Ecco come alimentare la rabbia dei cittadini, cioè mostrando la scelta errata e contestata dei politici.
Anziché aprire una discussione nei tempi giusti, quindi molto prima che il Governo lo approvasse, si decide di far scatenare le emotività dei cittadini mostrando gli errori politici a cose fatte.

Il caso rifiuti Campania è l’esempio più eclatante – Stato di polizia 1, Stato di polizia 2, Stato di polizia 3 – tutti sapevano dei piani errati e nessuno ha fatto nulla. Ora si gioca con le forti emotività dei cittadini esasperati per manipolarli ed orientare il consenso politico. Anche il non voto è un orientamento politico volto a togliere consensi da una parte o dall’altra e/o impedire la nascita di un nuovo competitore politico come un movimento genuino.

Il potere fa esattamente ciò che vuole per conservarsi: IMPEDIRE CHE UOMINI USINO LA RAGIONE.

I problemi creati ad arte dall’elite servono per ingabbiare gli automi ribelli, impegnarli in lotte, ed in quella ristretta cerchia di persone che aspirano alla libertà. Il “ricatto lavoro” è il primo mezzo per “accontentare”, “ indirizzare”, e rendere schiave le persone ed impedire loro la crescita di una “pericolosa” autostima e consapevolezza. Viviamo in un modo illusorio esattamente come descritto dal film Matrix. La gabbia mentale è la moneta debito, quanti italiani sanno che i soldi da loro posseduti sono di proprietà della BCE SpA privata ed ogni volta che li usiamo aumenta il debito pubblico? Quanti cittadini sanno che siamo noi ad alimentare tale debito poiché siamo stati programmati a non sapere ed accettare un pezzo di carta che non vale nulla?
Siamo noi che diamo valore all’euro della BCE quando l’accettiamo. Certo ci sono gli accordi come il Trattato di Maastricht, ma qualcuno l’ha mai letto? Il popolo sovrano è stato consultato in Occasione del Trattato di Lisbona? Meno male che l’Irlanda ha votato NO.
Quanti sanno che il PIL non calcola la felicità dei popoli?

Dovremmo smetterla di vivere come automi programmati ed iniziare a vivere da essere umani. Dovremmo pensare ai nostri reali bisogni non quelli indotti da altri. Siamo essere umani dotati di passioni, amore e creatività. PIL e finanza non hanno nulla a che fare con noi, sono programmi mentali ideati dall’elite.

Il potere supremo è in mano al popolo, solo che lui non lo sa, ignoranza ed assenza di autostima collettiva gli impediscono di agire, di parlare e dire la verità.

moneta-liberaI rappresentanti – Presidente Regione, Provincia e Sindaci e consigli – eletti hanno il potere e dovere costituzionale e morale di fare gli interessi del popolo sovrano, quindi possono chiedere al proprio Governo e Parlamento di usare una moneta di proprietà del popolo sostitutiva dell’euro e/o a doppio corso legale. Non fatevi ingannare e manipolare dal Trattato di Maastricht, poiché il Trattato di Lisbona è stato bocciato e questo significa che la nostra malata Costituzione rimane ed è la nostra prima legge da applicare. Ed essa dice chiaramente che abbiamo il potere e dovere morale di usare una moneta di nostra proprietà e che la banca centrale nazionale deve essere sotto controllo pubblico e non privato come ora. Le cose vanno male per volontà politica di tutti, compreso il popolo suddito, e non per diritto, i camerieri dei banchieri ignorano la nostra volontà, “bene”, sostituiamoli con altri che rispettino la Costituzione e colgano l’obiettivo primario della sovranità monetaria. Ad oggi non vedo un soggetto politico che abbia come priorità numero 1 tale obiettivo, se non c’è inventiamolo.

Il popolo sovrano può chiedere di fare questo ai loro dipendenti e licenziare chi non accetta l’applicazione dell’articolo 1 della nostra costituzione. Molti politici e loro sodali e fedeli si lavano spesso la bocca con la parola corruzione, chi non ha ancora realizzato che la fonte principale economica di ciò sono i proventi dal signoraggio bancario delle banche centrali privati è ignorante o in mala fede.

L’ignoranza si può rimediare, la mala fede no.