Salerno, fonderie Pisano, inspiegabile…

girone-polveriDa qualsiasi lato e punto di vista venga letta questa vicenda credo faccia rimanere tutti allibiti, basiti e scandalizzati. Non c’è nessuno che abbia fatto il proprio dovere, NESSUNO, cittadini compresi. Le fonderie Pisano inquinano? SI, l’ha sentenziato il Tribunale di Salerno (n.415/2007). Le fonderie Pisano sono responsabili di danni ambientali e biologici? SI, ma nessuno ha chiesto e chiede risarcimento dei danni. Ricordiamoci un attimo qual è il colore politico che amministra la città da tanti anni: attuale Sindaco Vincenzo De Luca (ex PCI, ex PDS, ex DS ora PDmenoL), precedente Sindaco, Mario De Biase (ex PCI, ex PDS, ex DS, ora PDmenoL), prima ancora per due legislature consecutive vi era sempre De Luca e prima ancora vi era Vincenzo Giordano (ex PSI) con De Luca vice Sindaco. Insomma un vero feudo medioevale. Questo per sottolineare di chi sia la responsabilità politica se “qualcosina” non funzioni nei controlli e nella prevenzione primaria. Le denunce alla Procura della Repubblica risalgono all’anno 2003 ed oggi nel novembre 2008, le suddette fonderie sono ancora attive e lavorano. Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, responsabile civile e penale non ha ancora chiesto il risarcimento dei danni ambientali nonostante questi siano stati ben evidenziati dalla Carta geochimica ambientale redatta dal prof. Benedetto De Vivo, e nonostante il Comune di Salerno si sia costituito parte civile nel processo istruito dal PM Angelo Frattini e concluso con la condanna nei confronti di Luigi Pisano convertita in ammenda (n.415/2007).devivo__carta_geo_piombo_salerno01 Le responsabilità politiche del sig. De Luca sono evidenti visto che da Sindaco non mi risulti che sia ancora preoccupato di far controllare la salute dei cittadini adoperando il suo potere e coordinare indagini epidemiologiche e tossicologiche sulle popolazione limitrofa che da anni lamenta odori molesti, non lo ha fatto durante il processo concluso nel marzo 2007 e non capisco quale sia l’improbabile giustificazione. Le fonderie sono attive dal 1961 e questo la dice lunga sui ritardi della politica, di ARPAC, ASL/SA2 e medici di famiglia. Finora si sono mossi solo pochi cittadini sensibili denunciando l’incessante inquinamento in maniera poco incisiva e poco costruttiva visto che non si sono avuti risultati. In passato, quando il Sindaco era Mario De Biase, allora braccio destro di De Luca, vi fu persino una raccolta di firme coordinate da un ex consigliere comunale dei Verdi, ma la stranezza era che l’assessore all’ambiente fosse proprio un tesserato dei Verdi, come dire controllore e controllato erano dello stesso partito, purtroppo nulla di fatto. La parte politica del centro destra ha semplicemente sempre ignorato il problema. Ma già nel 27 novembre 2006 si potevano intuire quali fossero le reali priorità dell’amministrazione comunale. “Il PUC del Comune di Salerno – continua De Luca – è uno strumento prezioso che consentirà la delocalizzazione dell’attività produttiva ed una più generale riqualificazione dell’area di Fratte dove sono già in corso opere e lavori pubblici e privati di straordinaria importanza come la Lungoirno, la delocalizzazione MCM, la delocalizzazione dei Fonditori. Tali interventi hanno già dimostrato come sia possibile mantenere i livelli occupazionali e produttivi, rispettare l’ambiente e la salute, riqualificare il territorio con importanti ricadute economiche e sociali.” Al termine dell’incontro è stato deciso di comune accordo di costituire un Comitato Permanente che analizzi e proponga le possibili soluzioni tecniche ed amministrative per una rapida delocalizzazione dell’impianto della Fonderia Pisano tale da garantire produzione e lavoro in area idonea. Di tale comitato faranno parte un rappresentante dell’azienda, un rappresentante delle organizzazioni sindacali, gli assessori comunali De Maio e Calabrese. Questo è l’approccio del Sindaco De Luca a tutela della salute dei cittadini e cioè delocalizzare la fabbrica e non predisporre analisi del sangue dei cittadini che da anni respirano polveri tossico-nocive e che le stesse possono indurre l’insorgenza di neoplasie (cancro e tumori). Ma la sensibilità del Sindaco De Luca non finisce qua, come si può leggere da il Mattino ediz. di Salerno del 9 novembre 2008, Fausto Morrone (ex PCI, ex PDS, ex DS) afferma:  nella redazione del Puc, con una forzatura che a suo tempo denunciai già all’Autorità Giudiziaria, abbia trasformato l’area dove è ubicata la fabbrica, da “produzione e servizi” a “residenziale”, attraverso l’artificio di garantire una premialità e un incremento sostanzioso delle superfici edificabili laddove insistono attività inquinanti. In pratica nell’area della fabbrica potrebbero essere realizzate abitazioni atte ad ospitare 1.050 abitanti. 20070326-fonderie-pisano-009Insomma, invece di applicare la Costituzione italiana che tutela i diritti fondamentali dell’uomo: diritto alla vita, alla libertà… in questo caso a Salerno un’azienda che inquinava e l’amministrazione lo sapeva, poiché furono i vigili urbani a riscontrare reati penali il 22 settembre del 2004, continuava la sua illecita attività senza tutelare i diritti dei cittadini, infatti dalla copia del verbale redatto dalla Polizia Municipale emergono diverse irregolarità riscontrate presso le Fonderie Pisano come il deposito di scorie, polveri provenienti dall’attività di fusione, all’aria aperta, la mancanza di VIA valutazione dell'impatto ambientale(Valutazione d’Impatto Ambientale), e sversamento di acque meteoriche di primo dilavamento, che avviene tramite caditoia sifonata, quindi senza pozzi di decantazione, nel fiume Irno. Tuttora l’azienda ha altri procedimenti penali in corso sempre per danni ambientali, e viene premiata il 22 novembre 2006 dal Consiglio Comunale di Salerno votando il PUC (nuovo Piano Urbanistico Comunale – PRG). I Consiglieri non potevano non sapere, perché l’hanno premiata? Con quale grado di coscienza e di informazioni deliberano le scelte? I rappresentanti eletti si sono resi responsabili e complici di un modo di fare politico molto “etico e virtuoso” contraddicendo Costituzione ed i principi dell’Unione Europea: principio di prevenzione, chi inquina paga. A Salerno, “fuori dall’Italia e dall’Europa”, chi inquina viene premiato. Invece, a Parma, per un caso analogo l’ex Bormioli (industria del vetro) dovrà sborsare 10 milioni di euro al Comune per bonificare l’area inquinata prima di insediare altre funzioni. Tornando a Salerno, i cittadini danneggiati, distratti, manipolati ed ingannati stanno ancora aspettando un Pubblico Ministero coscienzioso che predisponga indagini tossicologiche sulla salute delle persone ad area vasta, e che non si limiti al mero accertamento dei danni ambientali convertibili in ridicole ammende. diritto all'ambientePurtroppo anche la magistratura non è stata all’altezza della Costituzione ed anzi ha mostrato anch’essa assenza di sensibilità, così come i gruppi di famiglie residenti nei pressi dell’impianto che possono in qualsiasi momento recarsi presso laboratori pubblici o privati per ricercare l’eventuale presenza di diossine e metalli pesanti nel sangue. I cittadini hanno il dovere morale e politico di coordinandosi fra loro chiedendo di fare giustizia anche con un’azione collettiva (class action), che probabilmente entrerà in vigore nel 2009, chiedendo il risarcimento dei danni biologici a Luigi Pisano, e dei danni morali a Vincenzo De Luca ed a medici pubblici ove abbiamo omesso obblighi ed atti dovuti.ssa40379 Per quale motivo nei pressi di un piccola fonderia di città si è consentito nel tempo un continuo inurbamento, civili abitazioni, da parte dei Consigli Comunali di Salerno e Pellezzano? Perché si consente palesemente di inquinare e le istituzioni preposte non esigono controllo efficaci e tempestivi?  Si ha quasi l’impressione che questa fonderia sia protetta e che le proteste dei cittadini non contino nulla, perché? Qualcuno dichiara di aver visto camion “sospetti” entrare nello stabilimento, e ci sono fotografie che mostrano pneumatici depositati a terra, a cosa servono? I sospetti si allargano pensando al clima politico che si respira circa il business dei rifiuti speciali in Campania. Speriamo che fra i vari reati commessi da Luigi Pisano non c’è ne siamo altri. Se da questa vicenda a dir poco controversa i cittadini non imparano una lezione importante e cioè smetterla di delegare ad altri ciò che si può fare direttamente, vorrà dire che non migliorerà la gestione del bene comune. In altri Stati, 23 negli USA, in Svizzera, in Brasile, in 500 città al mondo, in Baviera, le persone hanno compreso che non bisogna più aspettare ed hanno deciso di unire le forze e di cambiare le “regole del gioco” introducendo strumenti di democrazia diretta per deliberare direttamente, per revocare il mandato elettorale ai dipendenti e per controllare direttamente l’amministrazione pubblica. E’ tempo di democrazia diretta. E’ auspicabile una nuova Assemblea di Zona sulla linea della precedente organizzata sempre da liberi cittadini per aggiornare le informazioni. Dossier fonderie Pisano aggiornato al mese di novembre 2008

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DIPNA

La libertà di iniziativa economica privata non è assoluta, ma incontra limiti oggettivi nel fatto che non deve porsi in contrasto con l’utilità sociale e non deve recare danno alla sicurezza , alla libertà, alla dignità umana. Tratto da Giangiulio Ambrosini, la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi, pag. 50.

Molto volentieri pubblico questa intervista fatta da Francesco a Stefano Montanari che spiega a grandi linee il nuovo progetto di ricerca DIPNA, e cioè capire come le nanopolveri inorganiche riescano ad entrare nel nucleo della cellula umana facendo correre grossi rischi al DNA.

Compendium of Projects in the European NanoSafety Cluster

Come tutti sanno anche gli inceneritori a recupero energetico di rifiuti, ingannevolmente chiamati solo in Italia termovalorizzatori, sono enormi produttori di nanopolveri, PM 1 e PM 0,1. In genere le nanopolveri sono prodotte da ogni processo di combustione della materia a determinate temperature, maggiore è la temperatura di esercizio dei forni e più fini diventano le polveri, causate proprio dalla trasformazione della materia.

Nella letteratura medica internazionale digitando le parole incenerator waste (inceneritore rifiuti) risultano presenti 745 documenti che aumentano col trascorrere del tempo.

Le combustioni pericolose poiché fonti di rischi sanitari da controllare, monitorare e ridurre sono anche quelle dei cementifici, delle acciaierie e fonderie.

Caso fonderie Pisano, Salerno

art. 50 comma 5. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunita’ locale

art. 54 comma 2. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumita’ dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini puo’ richiedere al prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica.

inoltre

Legge 23 dicembre 1978, n. 833(Pubblicata in G. U. 28 dicembre 1978, n. 360, S.O.)

art. 13. (Attribuzione dei comuni). – Sono attribuite ai comuni tutte le funzioni amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera che non siano espressamente riservate allo Stato ed alle regioni.

I comuni esercitano le funzioni di cui alla presente legge in forma singola o associata mediante le unità sanitarie locali, ferme restando le attribuzioni di ciascun sindaco quale autorità sanitaria locale.

il Sindaco, legittimamente, può ordinare, dove esistano specifici pericoli per la salute pubblica che impongono interventi immediati, la cessazione di attività lavorative nocive e dannose per la salute pubblica

I galli sulla monnezza. Tifosi degli inceneritori: conflitti d’interesse.

italia-sotto-rifiutiEcco un esempio banale di controllo del consenso politico attraverso i media. Obiettivo: demolire la democrazia – è stato già fatto tanti anni fa – e controllare le menti dei cittadini/sudditi per costruire gli inceneritori. E’ sufficiente assoldare un manipolo di “compiacenti”, poi il martellante, quotidiano assillo dei media farà il resto per sostenere la causa degli amici, Asm Brescia ed Aem Milano, che sono alcune delle società gestrici di inceneritori. E per farlo prendono milioni di euro dallo Stato con “l’illecito” meccanismo dei Cip6. Quando scadrà il contratto, ovviamente, chiuderanno gli impianti poiché senza incentivi non portano alcun profitto economico.

Vespa

In questo periodo di “emergenza” il Mattino sembra essere il primo tifoso degli inceneritori. I proprietari del giornale sono imparentati con Pier Ferdinando Casini. Il Cda del Mattino: Albino Majore, Gaetano Caltagirone, Azzurra Caltagirone, Francesco Caltagirone, Fabio Gera. Direttore responsabile Mario Orfeo.

girone-polveriIl Mattino, quotidiano più letto in Campania, per “l’emergenza” offre un impeccabile servizio per approfondire il tema dei rifiuti. Una squadra di tecnici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che rispondono alle domande dei lettori del giornale, lo spazio è di una pagina interna con al centro sempre un titolo particolare. In collaborazione con la città della scienza di Napoli, aumenta la potenza di fuoco politico-culturale.

Ecco gli ultras:

9 gennaio 2008 (edizione di Salerno). Lo studio (sull’inceneritore), affidato poi all’ingegnere Vincenzo Belgiorno e all’ingegnere Giorgio Donsì, ha valutato le migliori tecnologie disponibili relative all’ipotesi di realizzazione di un impianto termico finalizzato alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Provincia.

10 gennaio 2008, dall’edizione di Salerno, p.35. Giorgio Donsì e Vincenzo Belgiorno, Università degli Studi Salerno, entrambi hanno messo punto lo studio dell’impianto (d’incenerimento). Donsì: bruciare è l’unica strada.

12 gennaio 2008, il Mattino edizione di Salerno, p.33. L’arcivescovo di Salerno Gerardo Pierro: bravo Sindaco avanti così. Si riferisce a Vincenzo De Luca che da anni intende costruire un inceneritore a Salerno. Infatti, nell’articolo, dice Pierro: “[…]la creazione del termovalorizzatore da voi inseguita da tempo, cercherà di risolvere il problema dei rifiuti […]”

Il 14 gennaio 2008 (p.24 edizione di Salerno), a centro pagina c’è scritto: inceneritori più sicuri di tante fabbriche. Pietro Salatino, ordinario di Impianti Chimici, Università Federico II, un cittadino chiede “ […]ho sentito parlare di nanoparticelle emesse molto pericolose per la salute[…]”. Risponde Salatino: “I limiti alle emissioni da un temovalorizzatore sono disciplinati dal decreto 133/2005. Tale normativa ha imposto […] Si può sostenere che l’impatto ambientale di un termovalorizzatore di nuova generazione correttamente esercito sia estremamente contenuto e sicuramente inferiore a quello di operazioni civili ed industriali con le quali conviviamo quotidianamente”.

Dalla risposta si intuisce che Salatino non sappia nulla sulle nanoparticelle, poiché non ha risposto alla domanda del lettore.

Martedì 15 gennaio 2008 (p.35 edizione di Salerno). Un cittadino chiede: vorrei sapere che rischi comporterebbe vivere quotidianamente nei pressi di un inceneritore a norma, cioè di ultima generazione. Risponde Eduardo Marinaro, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Preventive: E’ fondamentale creare un cdr di qualità. Queste valutazioni sono espresse all’unanimità da tutti i tecnici […] Insomma chi dovesse passare accanto ad un termovalizzatore dotato di tutti i requisiti prestabiliti dalla legge, assorbirebbe meno inquinanti di un malcapitato pedone che fa una passeggiata al centro.

16 gennaio 2008. Domanda del lettore: “L’inceneritore che si pensa di costruire a Salerno tratterà 450.000/500.000 tonnellate di rifiuti annui: è vero che sarà meno inquinante delle emissioni dei fornelli delle cucine a gas (professor Donsì, Il Mattino 10/1/08) ed inquinante come il passaggio di venti auto al giorno (sindaco De Luca, Il Mattino 30/12/07)?” Risponde Giorgio Donsì: “Quando si parla dell’impatto ambientale di un impianto termico di grandi dimensioni, ci si riferisce all’incremento della concentrazione al suolo di determinati inquinanti. Ciò non significa quindi che l’impianto produce in totale l’inquinamento di una cucina a gas, ma che l’effetto locale al suolo sul territorio interessato è lo stesso. Da questo punto di vista si può affermare che un termovalorizzatore dotato di un dispositivo di postcombustione e di un impianto di trattamento dei fumi è in grado di produrre una variazione minima dei parametri ambientali. In particolare, è vero che il contributo di un termovalorizzatore in termini di immissioni di ossidi di azoto e di gas acidi è inferiore, in un ambiente domestico, a quello prodotto da una cucina a gas, così come è vero che il fondo di inquinamento atmosferico prodotto dal traffico automobilistico in una strada urbana verrebbe innalzato in modo molto modesto dal contributo di un moderno impianto di combustione dei rifiuti. Da precisare che un termovalorizzatore ecocompatibile non deve essere visto come elemento unico ed onnivoro che ingerisce immondizia tal quale, ma come il punto finale di un ciclo che parte dalla selezione dei rifiuti ed utilizza tecniche di stabilizzazione diverse per le diverse frazioni. Altro punto decisivo è l’esercizio dell’impianto in condizioni controllate e trasparenti, attraverso forme di controllo che andranno sviluppate unitamente al piano di gestione dei rifiuti. Giorgio Donsì Ordinario di Impianti Chimici, Università Salerno

18 gennaio 2008. Domanda della lettrice, Carla Poma: nella fiducia di poter interpretare dubbi e perplessità […] chiedo che uno dei docenti […] potrà essere considerato un termovalorizzatore e non un semplice termodistruttore o inceneritore. Risponde Edoardo Cosenza, Preside di Facoltà di ingegneria: Il termine “termovalorizzatore” rispecchia, rispetto ai termini “termodistruttore” o “inceneneritore”, un modo diverso di intendere lo smaltimento dei rifiuti per combustione. […] Più di recente si è cominciato a guardare al rifiuto come risorsa, sia attraverso la possibilità di praticare il riciclo di materie prime che attraverso la possibilità di produrre energia attraverso il recupero energetico associato alla combustione. Di qui il termine “termovalorizzatore”. […] Tornando alla domanda specifica: l’impianto di Acerra sarà un termovalorizzatore […] naturalmente anche il termovalorizzatore produce ceneri che devono essere conferite, previo opportuno trattamento, a discarica.

19 gennaio Corriere del Mezzogiorno, inserto del Corriere della Sera.

“tre giorni di traffico inquinano più dell’impianto in un anno”. Vincenzo Belgiorno: “brucerà immondizia a 1.200 gradi senza produrre diossina”

19 gennaio La Città, di Salerno (del gruppo editoriale L’Epresso-La Repubblica)

Un’associazione temporanea di imprese, tra la società A2A – nata dalla fusione tra l’Asm Brescia e l’Aem Milano – e Salerno Energia spa, per l’affidamento in concessione della gara per la costruzione del “termovalorizzatore” per i rifiuti in località Piana di Sardone. […] Salerno Energia spa – di proprietà al 100% del Comune di Salerno – concorrerebbe con il 49% delle azioni mentre A2A avrebbe il 51%.

da Ecceterra, Fondazione Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Repubblica. La Fondazione Veronesi, fondata dal professor Umberto Veronesi, vive grazie al contributo di importantissime aziende sia nazionali che multinazionali impegnate nei più svariati settori. Dal petrolio, alla costruzione di inceneritori, alla distribuzione di acque minerali in bottiglia, alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia italiana.

PAUL CONNETT ha poi attaccato duramente le affermazioni del prof. Veronesi ( “Veronesi dovrebbe chiedere scusa agli italiani”) secondo le quali gli inceneritori non presenterebbero “rischi cancerogeni”. Tale affermazione, ha detto Connett E’ PRIVA DI FONDAMENTO SCIENTIFICO visto che gli inceneritori emettono sostanze come i metalli pesanti, le diossine e i furani e le nanopolveri ORMAI RICONOSCIUTE “SOSTANZE CANCEROGENE” DALLA COMUNITA’ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE. CONNETT ha rincarato: “ O IL PROFESSOR VERONESI E’ IN CONTATTO CON DIO O… CON COLORO CHE COSTRUISCONO GLI INCENERITORI!”.

“Risposta in differita” di Ernesto Burgio, medico e membro ISDE (Medici per l’Ambiente). Tratto dal Bollettino dell’Assise di Napoli, novembre 2007, p.11.

nanopathologyNessuna persona seria e responsabile può affermare che un impianto che brucia migliaia di tonnellate di rifiuti possa non produrre e immettere in atmosfera e nella catena alimentare grandi quantità di diossine, PCB, furani, metalli pesanti, nanoparticelle, che rappresentano i prodotti di reazioni di qualsiasi combustione incompleta. Anche perché sono totalmente destituite di fondamento le rappresentazioni “teoriche” dei processi di combustione dei rifiuti, secondo cui “grazie alle alte temperature raggiunte” si avrebbe la definitiva dissociazione molecolare e l’eliminazione dei principali inquinanti, visto che è assodato che, se anche nelle zone con temperature superiori a 1200° avviene la dissociazione molecolare di molti inquinanti tradizionali, è nelle zone più a valle, in cui le temperature raggiunte sono molto minori, che si formano – attraverso sequenze di aggregazione molecolare – alcune tra le sostanze più tossiche e pericolose mai prodotte dall’uomo: gli idrocarburi poli-aromatici (IPA), cioè contenenti più anelli benzenici, gli idrocarburi clorurati ad alto peso molecolare, gli idrocarburi bromurati, gli idrocarburi misto bromo/clorurati ecc., tutti cancerogeni e/o mutageni e/o perturbatori endocrini […]Gli ioni metallici vaporizzati nella zona di fiamma, inoltre, aderiscono al particolato ultrafine (che li “traghetterà” all’interno dei nuclei cellulari) mentre, per reazione di associazione con i radicali dell’ossigeno, si formano prodotti come la formaldeide, la cloroformaldeide, il fosgene: tutte sostanze estremamente tossiche e/o cancerogene. […]

Non so davvero quanto tempo ci vorrà per convincere taluni esperti: speriamo che non si verifichi quello che è successo con l’amianto o con il fumo da sigaretta. Speriamo che taluni tecnici la smettano di sostenere che dai moderni “termovalorizzatori” l’aria esce addirittura ripulita (li ho sentiti con le mie orecchie!), che le diossine vengono “definitivamente” scisse dalle alte temperature, che le “polveri sottili” (per inciso: sarebbe meglio parlare sempre di particolato (ultra)fine e non di “polveri sottili”, termine che evoca processi di semplice disintegrazione meccanica della materia… perché come abbiamo visto le nanoparticelle sono aggregati molecolari che si formano, grazie anche all’azione catalitica dei metalli, nelle zone post-fiamma e che si trasformano in micidiale veicolo per le molecole tossiche su-elencate) vengono inesorabilmente fermate da sistemi di abbattimento sempre più sofisticati e potenti. È sempre più evidente, invece, che il particolato ultrafine, di fatto selezionato dai filtri che intercettano solo il particolato più grossolano, è quello più pericoloso e responsabile di infarti, ictus cerebrali, neoplasie, malattie neurodegenerative. Insomma: tutta la letteratura scientifica più recente ha dimostrato che in tutti i tipi, vecchi e nuovi, di impianti di incenerimento, nelle zone post-fiamma, si formano molecole tra le più pericolose mai prodotte dall’uomo e particolato ultrafine, che veicola tali micidiali sostanze all’interno delle nostre cellule e del nostro Dna.

Notizie “dal fronte”: chiuso l’inceneritore di Terni, produceva veleni killer

dal forum “amici di Beppe Grillo”

Da ilsole24ore. L’ inceneritore municipale di Terni è stato posto sotto sequestro dalla magistratura che ha anche inviato informazioni di garanzia al sindaco della città, Paolo Raffaelli, ai componenti del consiglio di amministrazione dell’Asm, la società che lo gestisce, e ad alcuni tecnici, in tutto nove persone. Ne ha dato notizia un comunicato del Comune, nel quale è detto che le informazioni di garanzia emesse nell’ambito di un’inchiesta condotta da tempo dal sostituto procuratore Elisabetta Massini riguardano 13 reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore.

Da La Repubblica

da Peacelink. A Terni l’inceneritore produce diossina

I tifosi dell’Asm Brescia (Vincenzo De Luca, Donsì, Belgiorno e tutti gli altri) dovrebbero sapere che: a Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania. Ma il Registro tumori dell’Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell’Asl, di cui è anche finanziatore.

La manipolazione attraverso i media per favorire l’inceneritore.

italia-sotto-rifiutiL’intervista di Gianni Colucci pubblicata da “il Mattino” giovedì 10 gennaio 2008 (p.35 edizione di Salerno), fatta all’ingegnere Giorgio Donsì, ex rettore dell’Università di Salerno, rappresenta la classica manipolazione per convincere le persone, per metterle a tacere sul tema dell’impatto ambientale. Solo con una corretta informazione i cittadini potranno comprendere bene il tema proprio per evitare di farsi prendere in giro.

Lo studio dell’impatto è redatto da Giorgio Donsì e Vincenzo Belgiorno.

Le affermazioni “clamorose” di Giorgio Donsì: 1. Ecco uno spot pubblicitario pieno di parole tecniche che se fatte leggere da uno specialistica direbbe: dicono tutto e non dicono niente, è come vendere un cellulare, una macchina, è solo pubblicità. Donsi: combustione a griglia di ultima generazione, con camera di post combustione e sistemi di abbattimento degli acidi e di filtrazione delle polveri fini con uno stadio finale di filtrazione a manica, nonché ulteriori predisposizioni impiantistiche necessarie per il controllo degli ossidi di azoto, dei metalli e dei composti organici clorurati. 2 Donsì: bruciare è l’unica strada E’ il titolo dell’intervista, ed evidenzia la menzogna, poiché tutti sanno che non è vero. Bruciare non l’unica strada, esiste il Trattamento Meccanico Biologico, invece, bruciare è solo quella più scorretta, la più costosa, la meno rispettosa della salute umana e dell’ambiente. 3. Donsì: abiterei accanto a una struttura del genere e non me accorgerei, saremo tutti felici e più tranquilli se persone come Donsi e Belgiorno andassero a vivere dai loro colleghi a Brescia accanto all’inceneritore, e non si occupassero più di salute, poiché hanno dimostrato a tutti di non sapere nulla.

Il tema è l’impatto sanitario ed ambientale.

Documento fondamentale per una corretta valutazione ambientale e sanitaria è la Valutazione d’Impatto Sanitario (VIS) che è parte integrante e va in allegato alla Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA). Tale documento, solo per il momento non è obbligatorio, ma lo sarà.

I cittadini, se ancora non l’hanno capito, devono sapere che un qualsiasi laureato in ingegneria non ha alcuna conoscenza specifica in campo sanitario, per questa ragione ci sono i medici. girone-polveriGli ingegneri non hanno svolto alcun esame elementare di biologia, o di medicina, non conoscono minimamente gli impatti sulla salute. Solo in alcuni corsi svolgono un esame di “ingegneria ambientale e sanitaria” utile per la progettazione di impianti secondo le norme vigenti, ma che ai fini di un profilo culturale volto alla tutela della salute umana non danno nulla. Ecco un esempio concreto fra progettazione di impianti e norme, comparto aria: l’Unione Europea, cioè la politica, fissa i limiti soglia, fino a ieri vi era l’obbligo di monitorare le PM10 (polveri sottili totali) altamente nocive e cancerogene, per giunta è anche scorretto calcolare le polveri totali a peso, poiché all’interno delle PM10 ci sono le PM2,5, 1 e 0,1. Per cui gli ingegneri a norma di legge progettano impianti che limitano l’emissione solo delle PM10. Invece, gli scienziati di tutto il mondo sapevano e sanno che questo limite non tutela la salute, poiché esistono le PM2,5, le PM1 e le PM0,1. Oggi la norma è cambiata: misurare PM 10 e PM 2,5. Gli ingegneri progettano filtri per limitare – non bloccare – l’emissione delle PM 2,5, questo è il loro ruolo. Invece, i medici sanno bene che esistono gli impatti sanitari di tutte le polveri sottili e le PM 0,1 sono molto più pericolose delle PM 2,5. Per cui a norma di legge si muore lo stesso. Ma nonostante ciò bisogna dire che l’UE adotta i principi di precauzione e di prevenzione, che se semplicemente rispettati, molti impianti nocivi sarebbero eliminati per lasciare spazio a tecnologie migliori. Questa è una delle tante ragioni secondo cui affidare la tutela della salute ad un ingegnere è scorretto, sotto tutti i punti di vista. Ma vi sembra normale che per una decisione importante, ci si debba affidare al parere del progettista dell’impianto o del consulente dell’azienda che lo deve realizzare? Ma cosa volete che vi dica, che inquina e faccia male? Questo si chiama conflitto di interessi.

La VIS appunto è redatta da medici specialistici, come epidemiologici, oncologi, tossicologi. Il risultato della VIS è determinante ai fini del processo decisionale politico, cioè ai fini della valutazione su di una determinata opera da realizzare.

In Italia, i politici, cioè i decisori, si affidano storicamente a professionalità fuorvianti e sbagliate per prendere decisioni importanti. In materia ambientale e sanitaria i maggiori esperti, persone che hanno titoli e professionalità proprie per l’ambiente e la salute sono: i laureti in scienze ambientali (branca della biologia), gli agronomi, i tossicologi, gli oncologi, gli epidemiologici. La cosa grave è che tutto ciò non è un segreto.

Detto ciò, poiché le informazioni fra gli addetti ai lavori circolano, e vi sono numerosi scambi di conoscenza, vuol dire che per fare le scelte migliori “sarebbe sufficiente” leggere le indagini ed i registri pubblicati dai ricercatori e dagli scienziati di tutto il mondo. Una domanda ingenua: per quale ragione i politici italiani chiamano “tecnici compiacenti” che omettono di parlare delle tecnologie alternative all’incenerimento ed attaccano violentemente l’ambiente e la salute?

La gravità di tutto ciò sta nella continuata irregolarità delle procedure amministrative e valutative da parte degli Enti pubblici, i Sindaci prima di tutti, obbligati a tutelare l’ambiente e la salute. Una corretta e seria procedura in materia ambientale obbliga l’amministrazione in primis ad applicare i principi dettati dall’UE: precauzione e prevenzione, e poi a prendere in considerazione tutte le tecnologie esistenti, ed in terzo luogo: rendere partecipe la popolazione che ha il diritto di presentare prescrizioni e proposte, e solo alla fine si potrà prendere una decisione.

Stiamo assistendo ad uno spettacolo indegno per la democrazia poiché si pretende di costruire l’edifico dall’ultimo piano, cosa impossibile. Il monarca De Luca ha deciso ufficiosamente, violando i diritti inviolabili dell’uomo, di costruire un impianto calpestando tutte le procedure con l’aiuto dei media nazionali e locali che manipolino l’opinione pubblica, cosicché seppur chiamata a scegliere, deciderà male.

Una parentesi sui diritti costituzionali, democrazia e procedure amministrative.

La struttura del Commissariato campano, illecita poiché viola i principi costituzionali, ha consentito facili guadagni, per la parte impiantistica, alla società consortile FIBE – Ati Fisia impianti SpA (mandataria), Babcock Kommunal Gmbh (mandante), Deutsche Babcock (mandante), Evo Oberhausen Ag (mandante), Impregilo SpA (mandante).. Il Commissario è alle strette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per cui nei 14 anni di “emergenza” sono stati responsabili sia il Governo di destra che di sinistra, in sfregio ai diritti universali dell’uomo.

Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto Pubblico presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”: Il protrarsi dello stato di emergenza e dei poteri eccezionali attribuiti a rami della pubblica amministrazione estranei al circuito democratico del consenso (si pensi al ruolo ed ai poteri extra ordinem del Commissario delegato all’emergenza rifiuti) hanno determinato una sospensione dell’ordine costituzionale delle competenze […] sulla posizione della Corte costituzionale e di parte della dottrina, nella quale si ribadisce che i principi costituzionali, ed in senso più ampio, i principi generali dell’ordinamento giuridico, seppur in regime di emergenza, non si sospendono, né possono essere derogati da provvedimenti eccezionali adottati dal Commissario delegato di turno.

Alcuni principi costituzionali in materia amministrativa

  • Il principio di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.)
  • Il principio della tutela delle autonomie locali (art. 5 Cost.)

Un’amministrazione che non tiene conto delle differenti proposte pervenute per la soluzione di un problema è parziale, favorendo aziende rispetto ad altre, violando il principio dell’articolo 97 Cost. Quindi, di fatto, un’amministrazione parziale non fa l’interesse pubblico ma quella di una società privata. Dalle cronache degli ultimi giorni è facile notare come la violazione del diritto alla corretta informazione sta facendo enormi pubblicità ai costruttori e gestori degli inceneritori, che non rappresentano alcuna soluzione, anzi. La pubblicità sulle reti RAI pagate dai cittadini sta alimentando l’affare illecito dei rifiuti, infatti gli impianti di incenerimento vanno avanti solo poiché percepiscono aiuti di Stato in maniera “illecita” (Cip6) ed avviene solo in Italia. Volutamente la RAI ha omesso di parlare di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), poiché non consente affari al potere invisibile.

La lunga durata del Commissariato Campano, ben 14 anni e non è ancora finito, per la gestione dei rifiuti, in primis, ha violato il principio di tutte le democrazie: la sovranità, sancita dall’art. 1 della Costituzione, e poi l’autonomia locale. I fatti, sorretti anche da indagini della magistratura e da una Commissione parlamentare, hanno dimostrato che la violazione di questi principi hanno favorito gli affari del Consorzio FIBE.

Omicidi colposi

La “crisi” ambientale creata ad arte ha coperto il reale e grave danno accertato sul territorio campano, lo sversamento illecito di rifiuti speciali nei suoli fra Caserta e Napoli. La corruzione di aziende private provenienti in prevalenza dal Nord Italia, prolungata nel tempo, sta avendo come effetto una serie di omicidi colposi. Le aziende sapevano di inquinare e l’inosservanza delle norme avrebbe fatto risparmiare milioni di euro ai loro bilanci con colpevole spregio per la vita umana dei cittadini campani.

Nell´elenco sono indicate le aziende e le località di provenienza: Brindisi, vari comuni del Torinese (Chivasso, Robassomero, Orbassano), San Giuliano Milanese e Opera (Milano), Cuzzago di Premosello (Milano), Riva di Parabbiago (Milano), Pianoro (Bologna), Parona (Pavia), Mendicino (Cosenza), San Gregorio (Reggio Calabria), e Roma.
Qualche dato tra gli altri. In particolare, nel 1990, arrivano 16 tonnellate di scarti di collante acrilico dalla Sicaf di Cuzzango di Premosello (Novara); stesso periodo, 21 tonnellate di fanghi dell´impianto di depurazione di Ferolmet di San Giuliano Milanese (Milano). Sempre a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, Pianura resta l´eden dei rifiuti speciali: 22 tonnellate di morchie di verniciatura, resine e fanghi arrivano dalla provincia di Padova; 25 tonnellate di rifiuti speciali cosmetici scaduti da Tocco Magico di Roma; altre 50 tonnellate di morchie di verniciatura dalla Sicaf di Premosello (Novara). E ancora: vi finiscono sepolte 79 tonnellate di rifiuti speciali industriali da Centro Stoccaggio Ferrara di Robassomero (Torino); 113 tonnellate di polveri di amianto bricchettate da Centro di stoccaggio Ferrara di Robassomero (Torino); 552 tonnellate di fanghi di verniciatura della Ferolmet di San Giuliano Milanese (Milano). E, infine, 1.106 tonnellate di scorie e ceneri di alluminio dalla Fonderie Riva di Parabbiago (Milano). Il pm Buda sta svolgendo anche un monitoraggio presso diversi uffici pubblici (Asl, ospedali, Inail, eccetera) per verificare le relazioni tra i casi di tumori e altre malattie e la situazione di inquinamento. Nei prossimi giorni il magistrato nominerà diversi consulenti per accertamenti scientifici. Non è escluso che si prelevino campioni di tessuto da famiglie di cittadini di Pianura per confrontarli con gli esami delle persone colpite in quell´area da mali incurabili. (25 gennaio 2008)