Marino? Colpo da manuale

“Se non ci fossero i fessi i buoni non campassero”, dice un detto popolare campano. In questo caso i fessi sono i cittadini elettori mentre i buoni sono nell’élite degenerata.

Le dimissioni del Sindaco della capitale sono l’esempio di come l’élite orienta e manipola consensi ed opinione pubblica. Abbiamo assistito a un’azione classica del potere, quello vero. In termini stretti Marino è stato dimesso dalla sua maggioranza di partito, non per gli scontrini come millantano i media. Le dimissioni sono state programmate e orchestrate secondo il modello consolidato del comportamentismo politico (modello Easton). Sin dagli anni ’50 i partiti e i media assumono un ruolo strategico nella società e con comportamenti precisi, tutti uguali. Partiti e media sono i soggetti che selezionano domande e contenuti per la società e si chiamano regolatori di accesso (gatekeepers). Gli attuali suggeritori dei contenuti operano in una cosiddetta scatola nera (black box), ed è il luogo dove vengono prese le decisioni all’insaputa dei regolatori di accesso, che sono strumenti esecutori. Questo modello è in piedi sin dagli anni ’50 e cominciò anche prima, ma solo dal secondo dopo guerra in poi si ebbe un’efficace diffusione grazie alla televisione e alla pubblicità.

Nel “caso Marino”abbiamo assistito ad un esempio classico di come funzioni il sistema. Il centro decisionale del sistema – black box – lancia l’ordine ed i regolatori di accesso (gatekeepers), media e partiti, obbediscono a tale impulso raggiungendo l’obiettivo muovendosi all’interno delle tre classiche componenti: la comunità politica, il regime e l’autorità. E’ questo il comportamentismo politico, un insieme di agenti eterodiretti dall’esterno lavorano sulla società per condizionare usi, costumi e credenze. La leva principale è l’emotività e non la razionalità. Da circa sett’anni il centro decisionale muove i gatekeepers per far regredire gli adulti allo stato infantile. E’ un sistema di natura feudale, verticista, che agisce sulle istituzioni standone fuori, ma si nutre dell’ignoranza funzionale delle masse, condizione necessaria per conservare le proprie posizioni.

Per il centro decisionale è fondamentale che i cittadini vivano in uno stato di regressione mentale altrimenti tutto il sistema crollerebbe.

Non è affatto un caso che si stanno sviluppando movimenti populistici con leader carismatici caratterizzati da un’ideologia non ben definita, con l’obiettivo di raggiungere una mobilitazione di massa, l’impiego di una politica di “paura” mista a ricompense, decisioni arbitrarie e l’assenza del pluralismo. Questi movimenti rientrano palesemente nei regimi autoritari poiché si caratterizzano sul pluralismo limitato e non responsabile, e l’assenza di un’ideologia ma con la presenza di una mentalità, ossia l’insieme di credenze, valori ed atteggiamenti “rivoluzionari” che vengono coltivati per giustificare e sostenere il leader ed il movimento stesso.

Aristotele, Platone, Socrate, Machiavelli, Montesquieu, Bodin, Weber, Heidegger, Arendt potrebbero ridere e/o dispiacersi osservando la nostra società totalmente avvolta e travolta dal capitalismo, e regredita allo stato infantile per essere facilmente plasmata dalla pubblicità. Socrate e Platone sapevano benissimo che bisognava stare attenti a coloro i quali parlavano alla pancia del popolo, così com’è noto che solo la cultura ci consente di compiere scelte consapevoli, mentre l’etica è la guida delle scelte.

Le motivazioni per sostituire Marino? Sono abbastanza ovvie. Il “caso Marino” è l’esempio classico di come prima le persone scelgono un Sindaco e poi intervengono i getekeepers orientando il futuro del processo decisionale della politica agendo sull’emotività delle masse. Gli interessi dell’élite sono sia sul passato presente – gestione dei servizi locali – e sia sul futuro. Il Giubileo? E’ il miele che l’orso doveva mangiarsi da solo.

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