Irish do it again

Irish do it again. Vote No on the Lisbon Treaty. Irlandesi rifatelo.

Il 2 ottobre 2009 gli irlandesi ri-voteranno NO o SI sul “Trattato di Lisbona”, un documento anticostituzionale che prefigura uno Stato fascista ed uccide le libertà di tutti, che non ripudia la guerra, legalizza la violazione di sovranità monetaria, tutela le SpA e non gli esseri umani. Nel luglio 2008 in Italia, i dipendenti eletti hanno votato all’unanimità senza referendum popolare, ignorando la nostra opinione. Speriamo che gli irlandesi votino NO anche per la nostra libertà.

Nessun media italiano ha avviato un dibattito pubblico sul Trattato di Lisbona invitando i costituzionalisti seriamente preoccupati.

Sta nascendo lo stato fascista europeo preconizzato da Orwell con 1984, si sbagliò solo di due decenni.

La “casta”, gli “onorevoli” non vogliono che la maggioranza dei cittadini legga il Trattato di Lisbona e lo comprenda perché nascerebbe una rivoluzione prima di domani mattina. I media non sono una fonte attendibile poiché divulgano le opinioni della “casta” e, la colpa è anche di noi cittadini apatici alla politica.

La violenza non si manifesta solo con azioni fisiche ma oggi,  soprattutto con azioni di manipolazione e controllo del consenso politico. Ben tre popoli, francesi, olandesi ed irlandesi hanno già bocciato l’idea di un unione delle SpA contro i diritti degli esseri umani (= Trattato di Lisbona scritto dall’élite). In maniera del tutto violenta ed oppressiva a distanza di poco tempo, ora, ripresentano un altro referendum popolare agli irlandesi perché l’élite ha bisogno dell’unanimità per la validità del Trattato (entrata in vigore) e per cancellare anche la nostra Costituzione ed i nostri dipendenti l’hanno già fatto, nel luglio del 2008.

Giustamente, i cittadini quando informati sono contrari alla rinuncia di diritti fondamentali e sono a favore di un’unione dei popoli rispettando le libertà altrui, tutto ciò è contro la linea politica della BCE che osteggia l’autoderminazione dei popoli.

Cambiare è un dovere morale

Cambiare è un dovere morale di tutti gli esseri umani, di quelli consapevoli e di quelli ancora legati al ‘sistema mentale’ programmato dai banchieri, dalle multinazionali e dai governi corrotti.

tratto da zeitgeist addendum:

Quando il Governo prende in prestito denaro dalla FED, o una persona prende prestiti dalla banca, il prestito va restituito insieme ad un interesse. In altre parole, quasi tutti i dollari in circolazione devono essere restituiti alla fine, ad un banca insieme all’interesse. Ma, se tutta la base monetaria viene prestata dalla Banca Centrale, espandendosi alle banche commerciali tramite prestiti, solo quello che viene definito come ‘principale’ costituirà la nuova moneta offerta. E allora dov’è il denaro che serve a coprire tutti gli interessi sul capitale? Da nessuna parte. Non esistono. Le implicazioni di tutto ciò sono sconvolgenti. L’ammontare del denaro che deve essere restituito alle banche eccederà sempre la quantità del denaro in circolazione. Questo è il motivo per cui l’inflazione è una costante in economia, in quanto c’è sempre bisogno di nuovo denaro per consentire la copertura del deficit insito nel sistema, causato dal bisogno di pagare gli interessi. Questo significa che matematicamente le insolvenze e i fallimenti fanno parte del sistema, e ci saranno sempre elementi poveri della società che rimarranno con il cerino acceso in mano. Un’analogia potrebbe essere il gioco delle sedie musicali: una volta che la musica si ferma, qualcuno rimane a bocca asciutta. E questo è il punto. Trasferisce invariabilmente la vera ricchezza degli individui alle banche in quanto se tu non sei in grado di pagare il tuo mutuo, si prenderanno le tue proprietà. Questo fa ancor più indignare, se ci si rende conto non solo che tali insolvenze sono inevitabili a causa della pratica della riserva frazionaria. Ma anche perché il denaro che la banca ti presta, non è nemmeno stato creato in maniera legale!

Nel 1969 ci fu una causa nel tribunale del Minnesota che coinvolse un uomo, Jerome Daly, che fece opposizione al rifiuto della cancellazione dell’ipoteca sulla sua casa da parte della banca che gli aveva concesso il mutuo per comprarla. La sua difesa verteva sul fatto che il contratto di mutuo richiedeva da ambo le parti, cioè da lui e la banca, l’uso di proprietà legittime per lo scambio. Giuridicamente questa viene chiamata la ‘causale’ del contratto [CAUSALE: elemento fondamentale che si fonda sullo scambio di una prestazione di una parte in cambio di un corri spetto dall’altra.] Il signor Daly, spiegò che il danaro non era in realtà di proprietà della banca, in quanto era stato creato dal nulla nel momento in cui il contratto venne sottoscritto. Ricordate cosa diceva “Il funzionamento moderno della moneta” sui prestiti? Quello che fanno quando concedono un prestito è di accettare della cambiali in cambio del credito concesso. Le riserve non vengono modificate direttamente dalle operazioni di prestito. Ma i prestiti che vengono depositati incrementano l’ammontare dei depositi bancari. In altre parole, il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”. Nel prosieguo del processo il Presidente della banca, il sig. Morgan si presentò al banco dei testimoni e dalle memorie personali di un giudice egli ricordò che Plaintiff (un presidente della banca) ammise che, congiuntamente con la FED, aveva creato denaro e il credito dei suoi impieghi attraverso un’iscrizione contabile; cioè che il denaro e il credito iniziarono ad esistere nel momento in cui loro li avevano creati. Il sig. Morgan ammise che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati Uniti che gli dava il diritto di farlo. Per legge deve esistere una forma di corrispettivo legittima che viene offerta in pagamento a sostegno della banconota. La giuria ritenne che non c’era alcuna causale legittima, e sono d’accordo. Poeticamente ha anche aggiunto: “Solo Dio può creare qualcosa di valore dal nulla”. E sulla base di questa rivelazione, la Corte non riconobbe il diritto della Banca di rifiutare la cancellazione dell’ipoteca e il sig. Daly tenne la sua casa. Le implicazioni di questo caso giuridico sono immense, in quanto ogni volta che prendi denaro in prestito da una banca sia con mutuo o in altro modo, non solo il denaro che ti viene dato è fittizio, ma è anche una forma di controprestazione illegittima. E rende nullo il contratto che obbliga la sua restituzione, in quanto la banca non ha mai avuto la proprietà del denaro necessaria per poterlo stipulare. Sfortunatamente queste considerazioni sono tenute nascoste ed ignorate e continua il ciclo continuo del trasferimento di ricchezza e di debito. E questo ci conduce alla domanda finale: Perché?

Durante la guerra civile il presidente Lincoln rifiutò l’offerta di un prestito ad alto interesse da parte della banche europee, e decise di fare ciò che i padri fondatori rinunciarono di fare, cioè di creare una moneta indipendente e intrinsecamente libera dal debito. Fu chiamata “Greenback”. Subito dopo l’adozione di questo documento interno, iniziò a circolare fra le banche private britanniche e americane, dove si affermava: “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. Non lo si potrà fare consentendo l’ingresso della Greenback, in quanto non possiamo controllarla”. (The Hazard circular, 1962).

La politica della riserva frazionaria perpetrata dalla FED che l’ha diffusa nelle pratiche della stragrande maggioranza delle banche nel mondo, è, in realtà, un sistema moderno di schiavitù. Pensateci, il denaro viene creato attraverso il debito. E cosa fanno le persone quando sono indebitate? Presentano una domanda di lavoro per saldare il loro debito. Ma se il denaro può essere solo attraverso prestiti, come può essere la società libera del debito? Non può, è questo il punto. E’ la paura di perdere il proprio patrimonio che accompagna la lotta per tenere il passo che il debito e l’inflazione ci impongono essendo cardini del sistema, tutto questo combinato con l’inevitabile carenza della stessa offerta di moneta creta da interessi che non potranno mai essere rimborsati, Lascia gli schiavi legati al salario, come se corressero su una ruota per criceti, con milioni di altri individui, di fatto potenziando un impero di cui beneficia soltanto un èlite situata in cima alla piramide. E quindi, a fine giornata, per chi stai lavorando veramente? Per le banche. Il denaro viene creato dalle banche e li deve finire. Loro sono i veri padroni, insieme alle multinazionali ed ai governi che le sostengono. Nella vecchia schiavitù era obbligatorio che le persone avessero una casa e del cibo. La schiavitù economica, invece, obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole. E’ una delle truffe più ingegnose per la manipolazione sociale che si siano mai create. E intrinsecamente, è una guerra invisibile contro il popolo. Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere schiava la società, e l’interesse è il suo sparo. E mentre la maggioranza delle persone continua a vivere ignara di tutto questo, le banche, con la collusione dei governi e delle multinazionali, continuano a perfezionare ed espandere le loro tecniche di guerra economica, creano nuove basi, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, ed anche inventando un nuovo tipo di saldato: il “killer economico”.

La politica delle risorse

dalla-cullaGeorge Orwell scrisse nel 1948, il romanzo 1984 e, pronosticò una dittatura globale che appunto doveva verificarsi nel 1984, si sbaglio solo di 20 anni circa. Il video su esposto simula un programma di controllo dei comportamenti sociali. Nell’Espresso uscì un articolo, 2020 la città digitale. David Icke, e  non solo lui, denuncia da anni la volontà di gruppi èlitari, banchieri, politici e multinazionali, per attuare una dittatura globale (nuovo ordine mondiale). Giorgio Ruffolo scrisse nel novembre 2008, èlite da buttare, puntando il dito contro la politica del duo Thatcher-Reagan, di liberalizzare i movimenti di capitale. Scrivendo anche, c’è una sola fede: incrollabile come quella dei templari, o dei massoni, la fede del supercapitalismo, liberato da ogni vincolo nazionale e da ogni preoccupazione sociale.

Dunque, mentre l’èlite sta applicando l’agenda politica per sostituire la moneta fisica con quella elettronica, cioè con un chip spychipssottocutaneo (tecnolgia RFID) per controllare e ricattare meglio le persone, noi cittadini sovrani dovremmo comprendere che senza la moneta elimineremo la maggior parte delle gabbie mentali che impediscono lo sviluppo dell’umanità.

La domanda non sarà più quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? E la risposta, in base ai reali bisogni umani e le conoscenze odierne, è SI. La politica delle risorse non è la soluzione perfetta, ma è quella più umana, più razionale, sensata, più semplice ed efficace e, rispettosa dell’ambiente e delle altre specie viventi. L’invenzione dell’economia e della moneta hanno distrutto valori umani come raziocinio e buon senso, creando un mondo di cinici competitori, usurpazioni, aggressioni e violenze. La politica delle risorse è straordinariamente semplice, fatta da essere umani per gli essere umani. E’ la banale applicazione dell’essenza del vivere in maniera compatibile con la Terra. Facciamo un esempio: nutrimento, cuciniamo del cibo per mangiare. La domanda non è quanto costa, ma ci sono le risorse per farlo? E’ sufficiente prendere in considerazione l’analisi merceologica delle materie (risorse naturali) per capire se sia sostenibile o meno, se non si creano scompensi tali da compromettere l’esistenze delle specie viventi. per un futuro equoInsomma, è l’applicazione del concetto di eco-efficienza ed eco-sussistenza. Oggi tutte le merci sono controllate ed è possibile capirne la provenienza (codice a barre), integrando questa tracciabilità con l’analisi del ciclo vita possiamo misurarne anche gli impatti ambientali e sanitari. In genere la tecnica non è buona o cattiva, ma è l’èlite politica che fa un uso cattivo della tecnica per opprimere i popoli. Spychips ci racconta come l’èlite – corporations, politici – faccia un uso scorretto, immorale, illecito della tecnica sempre per fini, esclusivamente, di profitto. Oggi vi sono le conoscenze tecnologiche ed i metodi organizzativi e sociali per abbandonare l’uso della moneta e, passare all’uso razionale di energia e risorse. Altro esempio, anche nell’edilizia si fa l’elenco della spesa, come in cucina, per costruire edifici, strade, ponti ed anche in quel caso, i progettisti possano sapere perfettamente la provenienza dei materiali ed i loro impatti ambientali dall’estrazione fino allo smaltimento. Ed anche in questo caso la domanda deve essere, ci sono le risorse per farlo? Lo stesso vale nell’industria della meccanica. club-bilderberg-ariannaLe corporations (Commissione Trilaterale, Bilderberg, Organizzazione mondiale del commercio…) sanno bene dove  e come reperire le risorse, quali crimini compiono e, quali danni recano all’uomo ed all’ambiente. L’economia, i bilanci e la moneta sono il reale ostacolo alla risoluzione delle diseguaglianze sociali esistenti in tutto il mondo. Ma ci rendiamo conto che un sito inquinato non viene bonificato perché mancano i soldi e non perché manchino le risorse umane capaci di ripristinare i luoghi e renderli più sicuri, le corporations inquinano ed uccidono per fare profitto, la corruzione esiste per il profitto, quasi tutti i comportamenti socialmente pericolosi vengono commessi perché esiste la moneta. I banchieri (BIS, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, FED e BCE) hanno inventato questo potere ed, il potere è nella moneta. I rappresentanti politici eletti corrotti hanno accentrato questo potere nei banchieri. Eliminando la moneta si elimina questo accentramento di potere e lo stesso viene distribuito al legittimo proprietario: il popolo. Ora, l’uomo libero comprenderà che in realtà il reale potere umano è nella conoscenza e, che solo l’uso razionale e responsabile delle risorse consentirà un reale benessere per tutti i popoli. Gli eccessi e gli sprechi prodotti dalla logica del profitto monetario non esisteranno più. Emergeranno i valori umani: passione e creatività nelle soluzioni. Sarà possibile realizzare una vera democrazia, dove il dialogo prevarrà sugli interessi di profitto, poiché non più esistenti, e dalle comunità verranno fuori le idee migliori. Ricordiamoci che anche nel campo delle ricerche la logica del profitto, cioè accumulare moneta, ha impedito l’applicazione delle tecnologie migliori (leggete Nikola Tesla) poiché banchieri affaristi ed industriali hanno l’interesse di conservare quei monopoli energetici che consentono loro di conservare gli odierni vantaggi economici. Eliminando la moneta quindi emergeranno le idee migliori e questo significa far emergere e riconoscere il valore delle persone più brillanti, delle persone che tengono al bene comune, significa che potrà esserci una meritocrazia, non più raccomandati, non più sedicenti professioni e professionisti, mai più un’èlite autoreferenziale, mai più una tecnica e tecnici a servizio dell’èlite; ma una tecnica a servizio del bene comune. Tutto ciò non è utopia ed in parte sta già avvenendo, guardando l’esempio del software libero, dove ci sono persone in tutto il mondo che gratuitamente donano il loro tempo per elaborare applicazioni informatiche a servizio del bene comune.

Nel 2007, secondo i dati dell’indagine sui consumi condotta dall’Istat, la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.480 euro, 19 euro in più rispetto all’anno precedente (+0,8%). La variazione, che incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2007, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è pari in media all’1,8%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa) sia la crescita del valore del fitto figurativo1, mette in evidenza come a un aumento della spesa media mensile per consumi in termini nominali corrisponda una flessione in termini reali.

Le stime presentate sono di tipo campionario, occorre quindi tener conto dell’errore che si commette osservando soltanto una parte della popolazione (errore campionario, si vedano il glossario e le note informative). Pertanto, le differenze tra i valori osservati nei confronti spazio-temporali, riportate nelle tabelle che seguono, possono non essere statisticamente significative; per questo è fondamentale controllare gli intervalli di confidenza delle stime riportati alla fine del testo.

Nel 2007, la spesa per generi alimentari e bevande si attesta sullo stesso livello dell’anno precedente ed è pari a 466 euro (467 nel 2006).

Un’interessante obiettivo è quello di sostituire 446 euro di spesa alimentare in 446 di moneta pubblica complementare oppure buoni sconto come gli SCEC.

I DES (Distretti di Economia Solidale), unione dei Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) praticano la politica della filiera corta – consumare merci e beni prodotti a meno 100 km – spendendo soldi direttamente dal produttore col vantaggio di “strappare” un prezzo migliore ed un prodotto di maggiore qualità, qualora ci fossero anche controlli igienico sanitari preventivi ed ambientali sui suoli.  In generale le multinazionali SpA e la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) adottano metodi di controllo sulle merci tramite il famoso codice a barre, che indicano l’origine delle prodotto ed i relativi passaggi intermediari. Poi, esiste anche l’analisi del ciclo vita (LCA) delle merci, che può misurare anche gli impatti ambientali e sanitari delle merci. Nel caso della filiera agroalimentare applicare una politica delle risorse è ancora più semplice poiché l’impiego delle risorse prime è spesso prodotto localmente.

Invece in campo energetico le famiglie possono autoprodursi l’energia necessaria eliminando la spesa delle bollette energetiche e distribuire i surplus in rete (generazione distribuita). Il riciclo dei rifiuti è un uso razionale delle risorse (materie post consumo) e considerarle “materie prime seconde”.  Conoscere il quantitativo di materie prime presenti (territorio: ambito provinciale) e farne un uso sobrio (principio di sufficienza), usare solo quelle non nocive – meno chimica industriale – per la salute umana (principio di precauzione), usare maggiormente le risorse locali e meglio (ecoefficienza) significa praticare una politica delle risorse e non più la politica monetarista, degenerazione sia del capitalismo che del comunismo.

Tecnologie per autoproduzione energetica: pompe idrosoniche per la produzione di acqua calda sanitaria e scaldare i termosifoni delle case (eliminazione delle caldaia a gas)  e motori magnetici per la produzione di energia elettrica.

Democrazia, quella vera

L’assenza di democrazia – commissariato sui rifiuti – ha creato la shock economy in Campania.

Ci sono alcuni libri che ho letto in questi ultimi periodi e che consiglio a tutti gli italiani di leggere. Sono libri che fanno bene al cuore, ci mostrano un mondo migliore, più libero a cui tutti dobbiamo tendere e pretendere che questo venga insegnato in tutte le scuole.

Se non si insegna e non si parla della vera democrazia ci avvicineremo sempre più a quella dittatura descritta da George Orwell in 1984.

Innanzitutto tutti noi dovremmo conoscere i nostri diritti, e già da questo punto di vista il popolo italiano forse zoppica anche troppo. Dobbiamo risvegliare le nostre coscienze e dedicare molto più tempo al dialogo sulla tema: democrazia, cosa sia realmente e dove si pratica.

Il primo libro è di Norberto Bobbio, l’età dei diritti, poi Gustavo Zagrebelsky, imparare democrazia, Giangiulio Ambrosini, la Costituzione spiegata a mia figlia, Paul Ginsborg, la democrazia che non c’è , sono tutti editi dall’Einaudi.

Ma adesso arrivano i libri che testimoniano quello nessun media vi racconta e cioè dove si svolge la vera democrazia. Thomas Benedikter, democrazia diretta, più potere ai cittadini, Sonda e Paolo Michelotto, democrazia dei cittadini, Troll edizioni 2008.

Questi ultimi due sono la testimonianza diretta di quanta vera democrazia esiste nel mondo e purtroppo dimostrano in quale inganno orwelliano gli italiani vivano. Bobbio nei suoi scritti ci ha avvisato molte volte di quale rischio si corresse con l’accentramento di potere nelle mani di pochi. Oggi le dittature non hanno bisogno di muovere guerre contro i popoli occidentali, esse hanno la televisione e la manipolazione mentale. Per questa ragione è necessario risvegliare le coscienze, riappropriarsi degli spazi pubblici, condividere le informazioni indipendenti, creare occasioni di dibattito sui reali problemi delle comunità e soprattutto praticare la vera democrazia imitando o copiando le realtà esistenti nel mondo, come testimoniate da Benedikter e Michelotto.

La Costituzione consegna il potere supremo al popolo, e quindi ora spetta al popolo praticare l’autoderminazione col fine di vivere liberi, sereni, solidali e conviviali.

sovranita_monetaria

Perché ci prestano i soldi, se sono “nostri”?

Ma se i soldi sono “nostri” perché c’è li prestano? E perché paghiamo interessi per questo? Voi pagate interessi quando usate la vostra casa, auto?

In un sistema economico basato sulla moneta chi ne detiene la proprietà è il vero sovrano assoluto. L’origine di questa idea è nota, e risale alle teorie monetariste della destra liberal che ha saputo inculcare nel ceto politico il fatto che la moneta sia un fattore esogeno al mercato, e pertanto la moneta potesse essere controllata da soggetti privati e non più dallo Stato. In Occidente, FED e BCE (le due banche centrali di USA e UE) hanno poteri diversi ma sono entrambe influenzate dalle banche private. In Italia, la Banca d’Italia è persino controllata dalle banche private poiché la maggioranza del pacchetto azionario è nelle mani di banche private, di fatto controllori e controllati coincidono. In buona sostanza in tutto l’Occidente il sistema bancario privato ha la possibilità di controllare il credito e il debito, e quindi di influenzare il mercato. In questa società capitalista, ove la concentrazione di capitali è nelle mani di una ristretta élite di banche, assicurazioni e imprese private, le istituzioni democratiche perdono di significato. Parlamenti e Governi sono ricattati dal potere economico e finanziario, perché la “ricchezza” è misurata dalla quantità di denaro debito posseduta e poiché questo denaro è prestato dalle banche ai Governi. Con la teoria esogena della moneta gli Stati continuano a indebitarsi nei confronti del mercato che possono ricattare i popoli, e lo fanno spesso.

E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina” (Henry Ford)

L’usurpazione del controllo monetario è stata costruita nel tempo formando tutto il ceto politico alla religione liberal. Sin dai tempi del medioevo e con l’invenzione della banca stessa cominciarono truffe e inganni a cittadini e primi Stati sovrani. Nei secoli scorsi le banche truffavano i cittadini attraverso la tesaurizzazione della moneta, oppure la tosatura della moneta o signoraggio. I banchieri coniavano moneta in oro e in argento con un peso minore rispetto al valore nominale, e così accumulavano illecitamente profitti, oppure iniziavano a emettere note di banco (banconote) che millantavano l’esistenza di riserve di oro o argento che in realtà non esistevano. Un sostanziale cambio di passo avvenne nell’Ottocento con l’invenzione degli istituti finanziari per costruire le urbanizzazioni e guadagnare ingenti capitali sfruttando le rendite fondiarie e immobiliari, ciò avvenne nella Parigi (1853-1870) di Napoleone III ad opera del prefetto Haussmann.

Il monetarismo liberal ha saputo trasformare la moneta da banale strumento di misura degli scambi a sistema di valore della ricchezza; si tratta di un inganno tipico del capitalismo poiché la ricchezza non è la moneta ma la natura, cioè le risorse che nutrono le specie viventi. Tutta l’economia neoclassica si basa su teorie simili alla teologia, cioè un sistema culturale basato su credenze e fede. L’intera umanità, prima dell’invenzione del capitalismo inventò un sistema di scambio delle merci chiamato notoriamente baratto, e la fiducia degli scambi era creata al momento dalle capacità soggettive dei mercanti. L’invenzione della moneta fu una semplificazione per aiutare gli scambi ma l’invenzione della banca e il conio delle monete controllate da soggetti privati fu una nuova usurpazione a danno di mercanti e cittadini. Nel corso dei secoli un banale strumento di misura degli scambi è diventato illusoriamente strumento di potere e ricchezza. Se ci pensiamo bene, possiamo constatare che la società capitalista, cioè la nostra, è fondamentalmente condizionata da una consuetudine sbagliata, e non da regole etiche, trasparenti, democratiche e scientifiche. Oggi, chi crea una moneta dal nulla e la impone a corso forzoso (legale) riesce a ricattare gli Stati e i popoli. Governi e popoli, per una consuetudine sbagliata si indebitano e pagano persino gli interessi a chi non ha alcun merito, ma vive sfruttando i lavoratori solo per una consuetudine sbagliata iniziata da diversi secoli. I banchieri cominciarono col signoraggio mentre oggi, grazie al privilegio che viene concesso loro, applicano semplicemente un interesse composto e continuano ad accumulare ricchezza senza lavorare. L’avanguardia dei banchieri è la moneta elettronica, lo strumento più usato e controllato in Occidente e adesso anche in Asia; gli stessi stipendi sono emessi in moneta elettronica. Attraverso le nuove tecnologie, cioè rete di internet e software, si è potuto costruire un efficace mondo orwelliano che controlla i consumi di tutti. La raccolta di questi dati riesce a programmare e orientare al meglio gli obiettivi delle imprese che suggeriscono i provvedimenti normativi sia agli USA e sia all’UE, che trasformano i capricci in leggi.

Com’è noto la moneta è creata dal nulla sin dal 1971 (fine del gold standard) ed i Governi creano carta chiamata Titolo di Stato scambiata in moneta attraverso il famigerato mercato finanziario ove gli acquirenti sono banche, assicurazioni, investitori privati, tutti condizionati da agenzie di rating in conflitto di interessi. Oggi è la fiducia (giudizio arbitrario) il sistema che da valore alla moneta. Infine, il danno a carico dei popoli si completa col sistema del prestito; le banche prestano moneta (che non hanno guadagnato) attraverso la formula della riserva frazionaria obbligatoria, oggi all’8% (Basilea II). Cioè, per cento euro depositati da un cliente, le banche possono concedere prestiti per novantadue euro ad un altro cliente però facendo risultare sempre cento euro sul conto precedente, con l’evidente creazione del danaro dal nulla.

Molti cittadini credono ancora che la Banca d’Italia sia d’Italia, è sufficiente informarsi un po’ per scoprire l’acqua calda. La Banca d’Italia è una società privata, detenuta per il 95% da privati; gli Organi Amministrativi e di Controllo della Banca d’Italia, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti” (cui il 95% sono privati): in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali. In Italia si è partiti nel 1981 col ministro del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il Tesoro e la Banca d’Italia, poi con l’introduzione del Trattato di Maastricht – art. 105, 107, 108 – l’Italia ha ceduto la sovranità monetaria alla BCE SpA di cui la privata Banca d’Italia è socia.

Vi è persino un caso giudiziario che conferma la truffa del signoraggio. Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio. In tale sentenza il giudice di pace di Lecce sottolineava come la Banca d’Italia nel periodo 1996-2003 si fosse appropriata indebitamente di una somma pari a 5 miliardi di euro, e di come tale somma corrispondesse alla media di 87 euro per ogni cittadino residente in Italia al 31.12.2003. La Banca d’Italia, avverso detta sentenza, ricorreva in Cassazione. Il 21 luglio 2006 con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: “la pretesa del cittadino nei confronti dell’istituto di emissione esula dall’ambito della giurisdizione, sia essa quella del giudice ordinario, sia del giudice amministrativo, in quanto al giudice non compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sovranazionali: funzioni in rapporto alle quali non è dato configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto”.

Inoltre si fa notare, fra le tante usurpazioni perpetrate contro i popoli che la Banca centrale d’Inghilterra è anch’essa socia della BCE SpA nonostante il popolo inglese non usi l’euro, e pertanto in proporzione alla sua quota di partecipazione riceve la sua parte di signoraggio bancario.

Insomma mentre i popoli occidentali devono lavorare, ed in alcuni casi morire, per comprarsi un tozzo di pone, pochi banchieri e le loro famiglie non devono sudare per guadagnarsi da vivere e controllano l’intero sistema basato sulla crescita finanziaria.

Eppure questo sistema fittizio e virtuale che rende i popoli schiavi potrebbe crollare domani mattina, se gli stessi si ricordassero di possedere il potere supremo insito nel principio di sovranità di tutte le democrazie rappresentative. Lo Stato conserva ancora il potere di emettere moneta ma non lo fa poiché intende rispettare il vincolo esterno dell’euro zona, cioè preferisce far parte di un sistema monetario debole poiché sotto ricatto dai mercati. Un sistema bancario europeo pubblico, cioè di proprietà di una Repubblica federale funzionerebbe meglio dell’attuale sistema competitivi e concorrenziale, ove i singoli Paesi sono in contrasto fra loro. Un banca pubblica potrebbe garantire maggiore stabilità finanziaria nell’UE e finanziare direttamente il contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali, ma ciò sarebbe un sistema politica socialista, l’opposto dell’attuala approccio liberista che privilegia il famigerato mercato. Attualmente, le leggi indicano che l’unica moneta a corso legale è l’euro, ma questo sistema impedisce di rimuovere gli ostacoli di ordine economico, e impedisce finanziamenti diretti e fondo perduto, come accadeva prima dell’euro zona. Le attuale abitudini politiche limitano o violano l’attuazione della nostra Costituzione poiché se l’architettura finanziaria europea è facilmente condizionata dagli interessi privati, allora i diritti dei cittadini economicamente più deboli non sono tutelati. Il sistema attuale appare come una gabbia per le comunità più marginali mentre le corporations SpA sono incentivate ad agire sul mercato per accumulare profitti. In definitiva, per i Paesi “periferici”, la sovranità economica è molto limitata da regole che impediscono gli investimenti necessari per la rimozione delle disuguaglianze. Questa differenza favorisce i Paesi “centrali” (Germania, Austria, Olanda, Finlandia, Svezia) che vivono un evidente vantaggio competitivo al quale non intendono rinunciare.

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discorso al raduno romano

intervento del gruppo Nonsologrilli di Parma al raduno romano 20-21 settembre 2008

Risveglio umano

“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario” (G. Orwell)

Trascorriamo la nostra vita ad ascoltare ordini e subire passivamente condizionamenti sin da piccoli, a scuola, all’università, a lavoro ci hanno raccontano non puoi fare questo. In maniera del tutto ossessiva ci ripetono Non puoi, non puoi, non puoi […] I media ci programmano tutti i giorni – PIL/finanza – ed inventano paure e terrore – guerra al terrorismo, sicurezza, RFID. Ci trasmettono stili di vita consumistici e privi di valori scomparsi persino dai banchi di scuola.
Le famiglie e la società in cui viviamo mortificano sin dalla nostra giovane età la nostra libertà creativa attraverso atteggiamenti oppressivi che mortificano emozionalmente il nostro io positivo. Rimuovendo i traumi e sciogliendo i nodi di questi cattivi ricordi possiamo migliorare il nostro atteggiamento verso noi stessi e gli altri. Per ribaltare il sistema oppressivo proponiamo di fare corretta informazione in ambito scolastico.

La proposta è quella di iniziare ad usare la tecnologia più potente al mondo: il cervello umano. Crediamo sia necessario avviare un percorso condiviso di conoscenza e risveglio delle coscienze, oggi oppresse dai condizionamenti esterni da parte di opinion makers, media, istruzione scolastica che programmano le nostre menti e che volutamente ignorano le evidenze. La rete di internet consente di condividere le informazioni e di comunicare, cerchiamo di usarla al meglio rispetto a quanto stiamo facendo oggi. Già in passato molti hanno sentito l’esigenza di coordinarsi (ma per fare cosa?), di fare gruppo e di fare rete (si ricordi il raduno di Piacenza, proposta del meetup di Parma). A Salerno è stato presentato uno strumento per condividere le idee molto utile e più efficiente dall’attuale piattaforma inadeguata e costosa meetup.com. Ma il discorso tecnico di quale piattaforma usare è un “problema” inesistente, è sufficiente scegliere fra le proposte già fatte e quelle future. Dal nostro punto di vista, il primo tema da affrontare è rendersi realmente liberi, a livello collettivo e di movimento, da ogni condizionamento calato dall’alto e per far ciò dobbiamo lavorare su noi stessi e sui i gruppi locali, rivedere le nostre posizioni ed i nostri convincimenti indotti dal potere. Il movimento è giustamente percepito dall’esterno come un gregge (definizione data dai media) a servizio di un piccolo gruppo di persone che gli stessi utenti di meetup.com neanche conoscono direttamente di persona (Casaleggio). Dal punto di vista politico, crediamo che tutti intuiscono che bisognerebbe praticare la vera democrazia, ma prima di farlo dovremmo conoscerla e quindi torna utile il discorso della rete come mezzo di condivisione della conoscenza e delle informazioni. La democrazia non ha padroni, per cui qualsiasi persona consapevole comprende che usare immagini di personaggi pubblici a scopi elettorali ed accettare passivamente diktat calati dall’alto non è il comportamento di un movimento libero e trasparente, e questo tipo di comportamento rende il movimento molto criticabile. Nonostante ciò crediamo sia stato utile per costruire qualcosa di buono per iniziare un progetto comune. Le comunità consapevoli sanno come agire e cosa fare sul proprio territorio per iniziare a liberarsi veramente e vivere civilmente. Per cui chiediamo che si inizi un percorso volto alla conoscenza di noi stessi per veder praticare finalmente le enormi potenzialità inespresse dell’essere umano, auspichiamo che il futuro sarà fatto di scienza e coscienza.
Non usare più la moneta debito delle banche private, conoscere la cultura dell’altro modello socio-economico (decrescita felice), introdurre ed usare la vera class action per iniziare a togliere alle corporations SpA quel danaro rubato ai popoli, introdurre gli strumenti della vera democrazia (iniziativa popolare, referendum e bilanci partecipativi deliberativi) e studiare le public company (trasformare le ex-municipalizzate, strumenti di controllo del consenso politico) sono, dal nostro punto di vista, le azioni concrete da comprendere e portare avanti in ambito locale e nazionale. Il come e perché verrà deliberato insieme.

Ricordiamoci che il popolo può fare tutto, egli detiene il potere supremo insito nel principio di sovranità di tutte le democrazia rappresentative.

Se la smettessimo di lamentarci della nostra società, di adoperare due morali (una pubblica ed una privata) e cominciassimo da noi stessi, sarebbe un buon inizio per non creare ed inventare “problemi” che non esistono. Siamo noi stessi che consentiamo agli altri di farci del male, poiché non ci conosciamo. Una persona felice ed ottimista produce e trasmette felicità, al contrario un pessimista difficilmente riuscirà a creare qualcosa per gli altri. Democrazia è altruismo.
Gli uomini consapevoli e liberi possono scegliere […] di iniziare a vivere come essere umani nell’amore, senza paure poiché non esistono paure.


ed ecco continuando la condivisione delle conoscenze, consiglio la lettura di:

Vittorio Marchi, la scienza dell’uno, Macro Edizioni 2007


considerazioni:

Il potere farà di tutto per impedire la nascita di un movimento nazionale civico, libero, indipendente ed organizzato. Noi cittadini faremo altrettanto costruiremo questo movimento senza preconcetti di provenienze politiche, perché noi siamo civili e non militanti in forze che opprimono la nostra libertà.

Influenti opinion maker ci raccontano che il Paese è diviso, questa strategia del controllo: divide et impera vecchia come il mondo non regge più. La maggioranza del popolo italiano non è militante in partiti o religioni, la maggioranza è apatica, distratta, manipolata, disinformata e cinica e ad essi dobbiamo rivolgerci per risvegliarli: siamo esseri umani dotati di passioni, creatività ed amore, usiamole per liberarci. Iniziate a spegnere le televisioni.

Irish thanks for freedom, I love you!!!

Thank you irish for democrazy and freedom, thanks to write NO for traet Lisbon. Irish penned popular sovereignty for us, for European.

Gli irlandesi votano NO al trattato di Lisbona. Essi hanno difeso la sovranità popolare per tutti gli europei.

Il trattato è un accelerazione verso un maggiore controllo della BCE SpA che già detine “illegalmente” la proprietà della moneta contro ogni principio di sovranità grazie “all’omertà” dei Governi.

Prof. Alessandra Algostino – Università di Torino

Breve commento al Trattato di Lisbona (13 dicembre 2007) alla luce della Costituzione italiana

Il Trattato di Lisbona, che modifica il trattato sull’Unione europea (Maastricht, 1992) e il trattato che istituisce la Comunità europea (Roma, 1957), collide sotto più profili con la Costituzione italiana, come già in precedenza il Trattato che adotta una costituzione per l’Europa, di cui riprende in gran parte il contenuto.

Il principio ordinatore è l’«economia sociale di mercato fortemente competitiva» (art. 2 TUE) e la formula sulla concorrenza [presente nella versione precedente della Costituzione Europea] scompare dagli obiettivi ma riappare, con identico valore giuridico, nei protocolli («il mercato interno comprende un sistema che assicura che la concorrenza non sia falsata»).

L’economia sociale di mercato non è un’economia di mercato con finalità sociali, ma, nella prospettiva dell’ordoliberismo, una società di mercato autosufficiente, dove l’eventuale benessere sociale discende dal funzionamento del mercato.
È evidente la distanza da una Costituzione [=quella italiana] che assume come principio fondamentale l’eguaglianza sostanziale, ovvero una prospettiva nella quale la Repubblica ha il compito di «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art. 3, c. 2, Cost. it.).

Sono vari i punti di tensione fra Costituzione italiana e Trattato di Lisbona; fra i più significativi: il rispetto tout court della democrazia, la tutela dei diritti sociali e le limitazioni alle libertà economiche, il principio di ripudio della guerra.

Democrazia.
La cessione di competenze e sovranità all’Unione europea comporta l’attribuzione di una sfera di decisione ad un governo sottratto sostanzialmente al controllo dei governati, contravvenendo il principio di sovranità popolare e l’essenza della democrazia, consistente nell’identità governanti-governati (art. 1 Cost. it.).

Il Parlamento europeo, organo rappresentativo dei cittadini, è estremamente debole. Il Trattato di Lisbona amplia le ipotesi di codecisione fra Parlamento e Consiglio, ma il potere legislativo, violando il classico principio liberale della separazione dei poteri, resta sempre non solo condiviso con l’esecutivo, ma vede in posizione di preminenza l’esecutivo stesso, come è evidente solo che si consideri come titolare del potere di iniziativa legislativa sia la Commissione.

Viene violato altresì un altro classico principio della democrazia liberale (borghese): no taxation without representation [nessuna tassazione senza rappresentanza], visto la debolezza o l’esautoramento del Parlamento nel controllo sul bilancio e nelle scelte relative all’imposizione fiscale, a favore dell’esecutivo e di una Banca centrale politicamente irresponsabile e con l’obiettivo primario e imprescindibile del «mantenimento della stabilità dei prezzi».

Essenziale poi per la garanzia delle libertà dei cittadini è l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo: [invece] nell’Unione i giudici sono nominati dai governi degli Stati membri.

Non è solo la democrazia sociale che manca nell’Unione europea, ma quella liberale, ovvero l’Unione europea non è tout court democratica (come osserva il liberale Dahrendorf: «se l’UE facesse domanda di essere accolta nell’UE, questa domanda dovrebbe essere respinta per insufficienza di democrazia»).

Diritti.
L’art. 6 TUE afferma che l’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali di Nizza del 2000, con lo stesso valore giuridico dei Trattati – ma non […] inserisce [la Carta di Nizza] nei trattati – e che l’Unione «aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali» del 1950, con la precisazione che né le disposizioni della Carta né l’adesione alla Convenzione estendono le competenze dell’Unione o incidono sull’attribuzione delle sue istituzioni. [Che fine ha fatto] l’idea che «il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo» (già ex art. 2 Dich. francese del 1789 e in nuce nell’art. 2 della Cost. it. laddove si afferma che «la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo»)?

Quanto all’elenco dei diritti, è evidente la debolezza nella proclamazione dei diritti sociali e dei lavoratori; fra tutti, due esempi.

Il lavoro.
La Carta di Nizza si riferisce al «diritto di lavorare» e alla «libertà di cercare un lavoro»
: ad essere sancito è un mero diritto di libertà negativa, una possibilità dell’individuo. Il nuovo art. 5 bis TFUE [= Trattato di Lisbona] prevede che l’Unione «tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale». Non vi è obbligo o vincolo per le istituzioni: è evidente la distanza con la Repubblica «fondata sul lavoro» della Costituzione italiana e la regressione rispetto ad una Repubblica che «riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto» (art. 4, Cost. it.).

La salute.
La Costituzione italiana, all’art. 32, afferma: «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»; la Carta di Nizza stabilisce che «ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali». La norma costituzionale italiana sancisce un diritto alla tutela della salute e alle cure gratuite in caso di indigenza, la norma “costituzionale” europea prevede un diritto di accesso alle cure mediche se, e nella misura in cui, queste sono previste a livello nazionale. Quale prestazione è vincolata a fornire l’Unione europea? Nessuna. Quale prestazione l’Unione europea vincola gli Stati a fornire? Nessuna. Il diritto è svuotato del suo contenuto.

Non può inoltre non leggersi un contrasto nella proclamazione delle norme cosiddette economiche; si vedano l’art. 41 della Cost. it.: «l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali», [mentre nella] Carta di Nizza [si legge soltanto]: «è riconosciuta la libertà di impresa».

Pace e guerra.
Nel Trattato di Lisbona ricorre il riferimento al «mantenimento della pace», ma in nessun luogo si sancisce il ripudio della guerra (art. 11 Cost. it.), anzi, l’art. 28 A TUE prevede che «l’Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari», da utilizzarsi in «missioni al suo esterno per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale conformemente ai principi [n.d.r.: solo ai principi] della Carta delle Nazioni Unite».

Invece della promozione delle organizzazioni internazionali che siano volte ad assicurare la pace e la giustizia fra le Nazioni (art. 11 Cost. it), si legge l’impegno per gli Stati membri a migliorare progressivamente le loro capacità militari (art. 28 A TUE).

Aggiungo soltanto alcune cose tratte dai miei appunti:

1) Nell’articolo appena citato (28 TUE) vi è una forte insistenza sul mantenimento della “sicurezza”.
Non sfugge a nessuno il fatto che, almeno dall’11 settembre 2001, a livello locale, nazionale e internazionale vi sia stata una crescente enfasi sulla sicurezza, con il diffondersi di norme antiterroristiche che derogano ampiamente ai diritti civili. Di solito vengono introdotte come norme temporanee che poi divengono permanenti, inizialmente sono applicate ai cittadini stranieri e poi a tutti i cittadini. Viene bypassato persino il principio dell’habeas corpus che risale addirittura alla Magna Charta Libertatum concessa dal re inglese Giovanni Senzaterra nel 1215.
Secondo tale principio, come esso è stato riportato nell’art. 9 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’ONU nel 1948 (sessant’anni fa giusti giusti!) “Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato”. Tale principio fondamentale sta venendo sempre più spesso eluso dalle norme antiterroristiche.

2) Il Trattato di Lisbona, come si è detto, è un’edizione pochissimo modificata del Trattato precedente (“Trattato che adotta una Costituzione europea”), ma non fa più riferimento al termine “Costituzione”.
Ciò, in effetti, è corretto, perché non si può chiamare Costituzione un testo che non sarà sottoposto al voto popolare (manca un soggetto costituente democratico: il popolo europeo).
Ciò è anche voluto, perché in questo modo si evita di far votare il testo a tutti i popoli europei (voterà soltanto il popolo irlandese, come si diceva nei primi post di questa discussione).

Purtroppo, però, in caso di conflitto con le norme delle Costituzioni nazionali (ad esempio, con la Costituzione Italiana), il Trattato di Lisbona – una volta approvato da tutti gli Stati membri – prevarrà. Ossia, se la legge italiana è in qualche modo contraria ad una direttiva o a un regolamento comunitari, essa viene automaticamente disapplicata. In caso di conflitto delle norme comunitarie con i principi stessi della Costituzione italiana, l’unica possibilità è quella di recedere dal Trattato di Lisbona e quindi uscire dalla stessa Unione Europea (oppure… modificare la Costituzione adeguandola alle norme europee!)

3) Per capire come si sia arrivati a questa pericolosa situazione, occorre tener conto del fatto che l’Unione Europea è nata per ragioni economiche e non per ragioni politiche. Dal Trattato di Roma (che ha istituito la Comunità Economica Europea) a quello di Maastricht, l’interesse principale è sempre stata l’integrazione economica degli Stati membri. Così il Trattato di Lisbona, che riprende e modifica detti Trattati precedenti, subordina la politica all’economia, il che è esattamente il contrario di quanto la Costituzione Italiana si propone. La nostra Costituzione ha alla sua base un progetto di trasformazione sociale nel senso di una sempre maggiore eguaglianza dei cittadini. Lo sviluppo economico è al servizio di questo progetto.
Viceversa la finalità principale del Trattato di Lisbona è la garanzia di un’economia di mercato fortemente competitiva e il progetto di trasformazione sociale è inesistente. I cittadini, da titolari di diritti, divengono così soggetti con dei bisogni che potranno essere soddisfatti soltanto in ragione delle loro possibilità economiche.

4) Viene poi negata realtà e quindi rappresentanza al conflitto sociale (negazione peraltro portata avanti anche nella campagna elettorale di Veltroni!). Ossia, si postula che gli interessi dei lavoratori coincidano con quelli dei datori di lavoro e si promuove l’idea di concertazione, trascurando completamente la diversa forza delle parti. Questa è un’idea neocorporativista, di derivazione fascista. Il Trattato di Lisbona riconosce il diritto di sciopero, ma anche quello di serrata, non previsto dalla nostra Costituzione.

Montecitorio SpA, stop alla dittatura delle corporations.

Il nostro Paese non è libero.

club-bilderberg-ariannaL’Europa non è libera.

La BCE SpA governa l’economia europea poiché stampa e presta i soldi agli Stati, rendendoli schiavi.

I Comuni non sono liberi poiché devono sottostare alle decisione della borsa italiana, i Sindaci vengono nominati dalle banche.

Abbiamo bisogno di strumenti semplici, come la vera class action che toglie soldi alle corporations SpA, quelle che uccidono, truffano tutti i giorni, e darli ai cittadini. E strumenti semplici come la democrazia diretta.

I cittadini possono usare il potere supremo insito nella sovranità e liberarsi, ma prima devono informarsi. Gli italiani credono di essere liberi perché le multinazionali li ingannano ogni giorno.