“Vota stomaco” e abusivismo edilizio

“Vota stomaco” è la battuta adoperata in Campania durante una campagna elettorale quando nessuno ha fiducia nei candidati, giudicandoli impresentabili, e ci si rifà al “mal di mancia”. Sulla tutela del territorio il nostro legislatore spesso ci fa “voltare lo stomaco”, basti ricordare ben tre condoni edilizi (L. 47/1985;  D.L. 468/1994; art. 32 D.L. 269/2003), nonostante le leggi impongano demolizioni e persino il carcere per determinate condotte. Il Senato della Repubblica, all’unanimità (non si salva nessuno), cerca di introdurre una schifezza assoluta «l’abuso per necessità». Con un sol colpo si viola la Costituzione e si cerca di introdurre un criterio di diseguaglianza sociale contro la maggioranza degli italiani onesti, che hanno costruito un alloggio pagando tasse e rispettando le leggi.

Dal punto di vista del governo del territorio, il nostro Paese ha un gravissimo problema culturale, sociale ed economico che riguarda non solo lo scarso controllo sull’attività edilizia e urbanistica, ma la stupidità e la violenza di cittadini e amministratori ignoranti e compiacenti circa il costruire senza rispettare le regole civili, fregandosene della legalità e degli altri, e ignorando la bellezza. Questo concentrato di stupidità collettiva ha conseguenze negative: favorisce il consumo di suolo agricolo e la dispersione urbana; aumenta il rischio sismico e idrogeologico, oltre che la totale evasione fiscale; aumenta i costi di gestione per tutta la collettività. L’assurdità della nostra realtà sociale sta nel fatto che le leggi sono abbastanza chiare nel reprimere illeciti, abusi e reati edilizi e sono anche abbastanza chiare nell’individuare i responsabili, cioè cittadini da condannare e funzionari pubblici nel controllare e demolire.

L’intenzione del legislatore italiano è l’ennesima ammissione di colpa che mostra la cattiva fede degli amministratori locali, i quali non vogliono applicare le leggi dello Stato, e chiedono aiuto al Parlamento nel delegare ad altri organi dello Stato compiti e funzioni che sono di Comuni e Regioni.

Il Decreto Falanga è atteso con una certa premura dai governatori della Campania e della Sicilia. In particolare, Vincenzo De Luca ha disposto a Napoli e nelle altre quattro province campane la sospensione di ogni intervento di demolizione in attesa dell’ultimo passaggio parlamentare del Ddl 580-B, appunto al Senato. Ma l’azione di Ala e Forza Italia – che fin qui non ha incontrato ostacoli da parte del Pd e del Movimento 5 Stelle, la sesta commissione ha votato favorevolmente e all’unanimità – conosce un’opposizione formale da parte dei Verdi con i suoi coordinatori nazionali Angelo Bonelli e Luana Zanella e il responsabile territorio Sauro Turroni.

Ma lei ritiene che questo tipo di norme, per la filosofia che le ispira, possano essere criminogene e incentivare gli abusi?
Alla fine sì, perché tutti sono ormai da 25 anni a questa parte convinti che, tranne pochi sfortunati – coloro che sono stati destinatari degli ordini di demolizione – la maggior parte in un modo o in un altro se la cava. E sicuramente questa legge, per alcune ambiguità, va in quella direzione, rafforza quel convincimento. Fermo restando che non vincola i procuratori della Repubblica nel formulare i criteri alle indicazioni contenute nel testo.

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Senza parole, Stato di polizia!

età dei dirittiL’ennesima violenza sul popolo sovrano. La responsabilità di queste azioni di violenza hanno nome e cognome: Guido Bertolaso sotto incarico del Presidente del Consiglio Romano Prodi. L’articolo 1 della NOSTRA Costituzione decanta:

1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

24. Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.Democrazia=governo del popolo, non di Prodi e Bertolaso.

La sovranità è del popolo, non di Prodi e Bertolaso.

Ma sono responsabili di questo schifo anche tutti i Sindaci della Campania e tutti i Presidenti dei Consorzi deputati alla raccolta differenziata, che in questi anni non hanno fatto niente. L’atto politico più bello sarebbe quello di fare ognuno il proprio dovere, da domani mattina, da subito. Il primo passo è attuare la raccolta differenziata porta a porta in tutti i Consorzi. Cosa ci mettono in discarica se si differenzia tutto? Poco o nulla di nocivo. L’obiettivo deve essere il Piano Rifiuti Zero, ed i Consorzi possono attuarlo senza problemi, senza alibi, che cavolo hanno fatto in questi anni? Pagati e stipendiati da noi. Sono tutti nostri dipendenti, i poliziotti che hanno picchiato liberi cittadini, i Consorzi, Bertolaso e Prodi sono nostri dipendenti. Vanno tutti processati per violenza e percosse al popolo sovrano, hanno violato la Costituzione, e privato i cittadini delle loro libertà fondamentali.

In questo caso ci vuole un’azione legale di risarcimento del danno da chiedere ai Sindaci, ai Consorzi e Bertolaso, ed ai poliziotti che hanno usato violenza, hanno tutti responsabilità dirette. E sarebbe meglio farlo con un’azione legale collettiva (Class Action) da introdurre immediatamente.

Repubblica democratica: forma di governo nella quale tutte le cariche pubbliche, compresa quella che rappresenta l’unità nazionale (Capo dello Stato), si riconducono direttamente o indirettamente alla volontà e al consenso del popolo come loro unica fonte.

Sovranità: potere supremo di governo. Appartiene esclusivamente al popolo nella sua globalità e non più a Dio (concezione teocratica) o al monarca (concezione dinastica), ma può essere esercitato soltanto nei modi e nelle forme previste dalla Costituzione.
Cittadino: individuo che appartiene ad un determinato Stato ed è titolare dei diritti di partecipazione politica (che si esercitano secondo il suo ordinamento) e dei relativi obblighi

Popolo: insieme di individui, titolari esclusivi della sovranità e legati allo Stato da un rapporto di cittadinanza, che convivono in un determinato territorio sotto la potestà d’un governo retto da un ordinamento giuridico originario, indipendente ed autonomo da essi voluto.

Diritti inviolabili dell’uomo: esprimono le libertà e i valori fondamentali e irrinunciabili della persona umana. Le pubbliche autorità possono solo limitarne temporaneamente l’esercizio (col rispetto di precise garanzie), ma non sopprimerli, pena il sovvertimento dell’assetto costituzionale. Essi costituiscono sia una sfera intangibile della persona che un limite invalicabile per il legislatore. Sono, inoltre, inalienabili e non possono essere oggetto di rinuncia o perdita per mancato esercizio.

Interessi legittimi: consistono in posizioni di vantaggio nei confronti di una pubblica amministrazione (verso la quale però, si noti, si può anche avere un diritto), e sono tutelabili in giudizio solo se sussista e debba essere tutelato un corrispondente e superiore interesse pubblico.