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I giovani europei, tranne quelli italiani, sono nelle piazze per protestare contro il potere. Partiamo dalla domanda più semplice e difficile, perché protestano e contro chi? Da Atene a Madrid, da Barcellona  a Lisbona, Parigi e Berlino fino ad arrivare in Islanda, un Paese interno che ha cacciato i banchieri e sta riscrivendo la Costituzione mentre processa il Governo per i reati commessi.

I giovani e i popoli europei protestano contro la Banca centrale, contro l’euro (la moneta debito), contro il FMI e la Banca Mondiale e contro il Trattato di Lisbona già bocciato anni fa da francesi, olandesi e irlandesi. I giovani chiedono un cosa semplice: democrazia, quella vera, trasparenza, etica e sembra strano ma chiedono di partecipare direttamente al processo decisionale, cioè democrazia, non quella rappresentativa, facciamo attenzione ma integrare il sistema con la democrazia diretta.

I greci, giustamente, prendono in giro gli italiani dicendo: sshhh fate silenzio per non svegliare gli italiani.

Vi è un aspetto positivo, cittadini attivi che sanno dov’e il vero potere e prendono bene la mira: la creazione della moneta dal nulla e i banchieri, manager, dipendenti eletti e l’intero sistema immorale dei paradisi fiscali e l’obsoleta religione neo-liberista. Questa religione nichilista ha trasformato gli uomini in bestie, schiavi.

Nelle piazze i cittadini  – place Bellecour a Lione, piazza Syntagma ad Atene, placa de Catalugna a Barcellona – spagnoli, portoghesi, inglesi, belgi tengono assemblee pubbliche permanenti discutendo dei problemi concreti: il debito pubblico, la partecipazione democratica, i governi corrotti, alcuni scrivono: “Noi siamo contro il sistema, il sistema è contro di noi

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