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Posts Tagged ‘inceneritori’

Parma, 2 aprile 2009. Pubblico dibattito sulla gestione dei rifiuti, la Provincia di Parma, pur adottando l’Agenda21, ha già deliberato a favore di ENIA SpA per costruire un inceneritore. Sono presenti gli ass.ri all’ambiente del Comune, Cristina Sassi, e della Provincia, Giancarlo Castellani, accompagnati da ben sette tecnici sia dell’azienda sanitaria locale (AUSL) e sia dell’azienda ambientale della Regione Emilia Romagna (ARPA).

Assenti i diretti responsabili, il Sindaco di Parma Pietro Vignali ed il Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli.

1) L’Unione Europea ha adottato il principio di precauzione che stabilisce: in un clima di incertezza sanitaria ed ambientale nessun Ente pubblico può deliberare la costruzione di impianti insalubri di cui, appunto, non si conoscano i rischi in assenza di certezze scientifiche. Per tutti quegli impianti già esistenti, invece, la letteratura medica internazionale fornisce precise indicazioni sui rischi sanitari ove siano stati costruiti impianti di incenerimento. Per quale ragione nella conferenza di servizi gli Enti pubblici non hanno applicato il principio di precauzione?

letteratura medica: http://www.ncbi.nlm.n… U.S. National Library of Medicine and the National Institutes of Health. Digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 797 documenti, invece digitando waste incineration compaiono ben 2057.

Ecco un documento estratto dalla letteratura medica:
Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.
DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Un documento estratto dalla letteratura medica che insegna nelle facoltà di medicina:
(Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315) Rischi e patologie da metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica. Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità.
Esposizione a polveri, fumi, vapori e gas e flogosi cronica delle vie aeree. […] Per un corretto all’inquadramento diagnostico approccio delle broncopatie cronico professionali è pertanto necessario conoscere i fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro (fattori esogeni professionali), poi i fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita (fattori esogeni non professionali) e ancora quelli legati all’ospite (fattori endogeni). Inoltre è necessario conoscere e utilizzare correttamente le tecniche diagnostiche e statistico-epidemiologiche, essenziali per poter disporre di dati attendibili.

2) L’Unione Europea adotta il principio chi inquina paga, chi pagherà i danni ambientali e biologici?

Le bugie hanno le gambe corte

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. L’ordinamento giuridico e la nostra Costituzione adotta i seguenti principi:
Il principio del buon andamento: tale principio indica l’obbligo per i funzionari amministrativi e in generale per tutti gli agenti dell’amministrazione di svolgere la propria attività secondo le modalità più idonee ed opportune al fine della efficacia, efficienza ed economicità (RESTA) Per efficacia si intende l’idoneità dell’azione amministrativa a perseguire gli obiettivi legislativamente enucleati in tema di tutela degli interessi pubblici. L’economicità impone, invece, l’ottimizzazione dei risultati in relazione ai mezzi a disposizione. L’efficienza è la realizzazione dei propri obiettivi con il minore sacrificio possibile per gli interessi degli cittadini.

3) Dunque in relazione all’efficacia ritenete di esser stati idonei a perseguire gli obiettivi di legge che prevedono prioritariamente la prevenzione ed il riciclo dei rifiuti?
4) L’impianto di riciclo di Vedelago (TR) costa 5 milioni di euro, ritenete di aver risparmiato soldi pubblici?
5) In relazione all’efficienza oltre ai danni ambientali dei suoli, ai danni biologici causati dalle micro e nanopolveri, ai costi della TARSU, ai costi dei contributi CIP6 e del teleriscaldamento che pagheranno i cittadini, quanti sacrifici si dovranno ancora subire?

Fonte: elementi di diritto Costituzionale, edizioni Simone. Il principio di imparzialità: tale principio è desumibile dal combinato disposto degli artt. 3 e 97 Cost. e attiene sia agli aspetti organizzativi che a quelli propriamente funzionali. L’imparzialità assume non solo il significato di divieto di discriminazione, ma anche la valenza di principio positivo, che obbliga la pubblica amministrazione procedente a non privilegiare pregiudizialmente un particolare interesse, ma ad identificare e valutare tutti gli interessi coinvolti sì che la scelta finale possa atteggiarsi a risultato consapevole e coerente di una completa rappresentazione dei fatti e degli interessi in gioco.

6) Con quale criterio di merito il Comune di Parma, quale socio di ENIA SpA, ha potuto deliberare a favore dell’inceneritore?
7) Per quale ragione la Provincia di Parma non ha tenuto conto delle alternative all’incenerimento e cioè degli impianti di riciclo più economici e più congrui alle strategie politiche indicate dalla legge dello Stato?
8) Per quale motivo si intendono bruciare i rifiuti quando gli stessi rappresentano una risorsa che può essere trasformata e rimessa nel mercato?

Rifiuti Zero Jeff Morris Economista Analisi Ciclo Vita

9) Perché sono state ignorate 10.000 firme di cittadini residenti a Parma e provincia contrari all’inceneritore?
10) Perché esiste ancora la TARSU, tassa impropria che l’UE ha indicato di sostituire con la Tariffa puntuale (TIA)? E quale metodo intendete di usare per la TIA?
11) Perché avete ignorato l’appello dei medici emiliani che hanno chiesto una moratoria contro gli inceneritori?

12) Perché la Provincia di Parma ha fatto pubblicare una menzogna?

Disinfomazione e manipolazione,

13) Chi ha il potere amministrativo per impedire la costruzione dell’inceneritore e proporre un impianto di riciclo?

INCENERITORI E CONFLITTI AMBIENTALI
Come è andato il seminario che si è tenuto a Bologna, presso la Regione Emilia Romagna, l´11 gennaio 2010 su dinamiche in atto ed esperienze di comunicazione e di coinvolgimento in merito alla presenza di impianti di incenerimento di rifiuti, nell´ambito del progetto Moniter.
[intervento] Marco Biocca, Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, ha introdotto il suo intervento parlando dei rischi ambientali e per la salute come problema centrale per le comunità che mettono in gioco la capacità di governante locale.[…] Correlato con il tema delle incertezze tecniche è poi quello del “Principio di precauzione”. Principio da seguire quando un’attività suscita il forte dubbio di essere dannosa per la salute e l’ambiente: occorre prendere le necessarie misure precauzionali anche in assenza di una chiara relazione causa effetto dimostrata su base scientifica fra quella attività e il danno che ne potrebbe derivare. Quindi si è soffermato sulla comunicazione del rischio, che non è solo l’accesso o la diffusione di informazioni, ma è lo scambio di informazioni in merito alla valutazione e alla gestione dei rischi tra coloro che ne hanno titolo (istituzioni, politici, imprese, organizzazioni sociali, mass media, esperti, cittadini). Ha infatti affermato la tesi che la comunicazione tra tutti i soggetti interessati a gestire un rischio per la salute o per l’ambiente è la condizione migliore per trovare la strada più adeguata. Infine ha introdotto il concetto di “cittadini competenti” (ripreso da diversi altri interventi nel corso del seminario), di coloro cioè che, per interesse personale, professionale o istituzionale, hanno la possibilità attraverso le loro azioni di influire sulle scelte per la salute.

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Umberto Veronesi, oncologo, nella trasmissione televisiva di RAI TRE condotta da Fabio Fazio disse che gli inceneritori inquinavano zero. E’ sufficiente avere la rete di internet a casa per consultare la letteratura medica internazionale (digitando le parole incinerator waste risultano, ad oggi, 759 documenti – aggiornamento al 7 aprile 2010 i documenti sono 2362) e,  capire che quell’affermazione non aveva alcun fondamento scientifico. In uno di questi documenti on-line:

Size distribution and number concentration of particles at the stack of a municipal waste incinerator.
Buonanno G, Ficco G, Stabile L.

DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.

[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali.[…]

Dal sito internet della fondazione veronesi fra i parterners ci sono ACEA SpA, Veolia, ENI ed ENEL. ACEA e Veolia notariamente gesticono inceneritori, ed ENI ed ENEL inquinano con le loro centrali.

nanopathologyLe affermazioni di Veronesi furono usate dai dipendenti eletti per rassicurare le popolazioni ove sono in corso di progetto e realizzazione gli inceneritori. Tutt’ora molti politici si rifanno alle affermazioni di Veronesi come fonte scientifica autorevole e sicura.

Nel video fatto da qui Milano libera, Veronesi dice: che non faccia male alla salute non c’è niente […] ma io non sono un esperto di inceneritori […] mi occupo di salute […] i miei esperti mi hanno giurato che non c’è un effetto importante sulla salute[…]

Da Fazio disse, senza alcun contraddittorio. Fazio chiese: quanto c’è davvero il rischio di tumore, per esempio portato dai termovalizzatori? Umberto Veronesi: zero. Tutte le inchieste che abbiamo fatto, libri e libri non hanno portato a nessuno evidenza di aumento di tumori nelle popolazioni circostanti ai termovalorizzatori.

Ricordiamoci che l’Italia adotta il principio di precauzione ed in caso di incertezze i decisori politici devono optare per la scelta zero, cioè non costruire impianti a rischio.

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opzione_zero_non_esiste

Si chiama “la nuova Provincia”, in copertina c’è scritto pubblicazione della Provincia di Parma alle famiglie, la ricevo ogni mese “gratuitamente” a casa, c’è scritto tariffa pagata “promoposta”. Il Presidente della Provincia si chiama Vincenzo Bernazzoli (PDmenoL) che insieme al Sindaco di Parma Pietro Vignali (PDpiùL) hanno fatto il tifo per ENIA SpA affinché passasse la deliberazione per costruire un inceneritore anche a Parma. I cittadini di Parma disinformati e manipolati ora dormono sogni tranquilli e credono che fare la raccolta differenziata e costruire un inceneritore non siano antitetici. In un certo senso è anche vero e vediamo il perché.

rifiuto-riduco-ricicloInnanzitutto, è necessario porsi una domanda le materie differenziate dai cittadini che pagano ancora una tassa impropria (TARSU) che fine fanno? Il 28 aprile 2007 scrissi […] in fine non va dimenticato che l’inceneritore ha bisogno continuamente di bruciare materia altrimenti la macchina termica nel “perdere energia lavora male“, e così per assicurasi l’energia necessaria la lobby degli inceneritori si è garantita un contratto con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) e con il COREPLA (Consorzio per il Recupero della Plastica). Abbiamo fatto questa domanda qui a Parma e la risposta è tragica, infatti è la stessa ARPA Emilia Romagna che fornisce informazioni, che a sua volta le prende dal CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi), sulla percentuale di materiale differenziato che viene buttato negli inceneritori. Dalle tabelle a pag. 39 del file pdf si possono leggere i kilogrammi di materiale conferiti negli inceneritori gestiti da ENIA SpA ed HERA SpA

arpa_rifiuti_bruciati

In genere avere informazioni di questo tipo è molto difficile, posi la stessa domanda a Roberto Cavallo esperto di gestione rifiuti e mi disse che in genere nella migliore delle ipotesi il 45% delle materie differenziate va al riciclo. I dati devono fornirli le aziende che curano la filiera dalla raccolta allo smaltimento ed i Comuni devono controllare.
Insomma le persone vengono ingannate credono di aiutare l’ambiente e la salute pagando sempre una Tassa ed invece la percentuale di materia riciclata è poca. Si da persino una mano agli inceneritori poiché una buona raccolta differenziata fornisce ottimo materiale da bruciare.
E’ l’obiettivo finale quello che conta, si differenzia per riciclare e non per bruciare. L’esempio paradigmatico rimane il Consorzio Priula in Provincia di Treviso dove riciclano il 100% delle raccolte differenziate grazie al Centroriciclo di Vedelago.

Torniamo all’articolo menzognero de “la nuova Provincia”, testualmente: Nessun Paese al mondo si è posto l’obiettivo di portare a zero la percentuale di rifiuti da smaltire. Semplicemente perché è tecnicamente impossibile. La rivista ufficiale di un Ente pubblico che scrive queste cose è quantomeno immorale, se ci sono gli estremi per un denuncia forse andrebbe fatta. Non è accettabile pagare le tasse per vedersi recapitare simili menzogne.

Lista delle comunità (Stati, città) che hanno adottato la strategia Rifiuti Zero.

Risponde Alessio Ciacci, assessore del Comune di Capannori (LU), 45000 abitanti, primo comune italiano che aderisce alla strategia rifiuti zero già avviata in molti Paesi nel mondo.

sovranita_monetaria

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La libertà di iniziativa economica privata non è assoluta, ma incontra limiti oggettivi nel fatto che non deve porsi in contrasto con l’utilità sociale e non deve recare danno alla sicurezza , alla libertà, alla dignità umana. Tratto da Giangiulio Ambrosini, la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi, pag. 50.

Molto volentieri pubblico questa intervista fatta da Francesco a Stefano Montanari che spiega a grandi linee il nuovo progetto di ricerca DIPNA, e cioè capire come le nanopolveri inorganiche riescano ad entrare nel nucleo della cellula umana facendo correre grossi rischi al DNA.

Compendium of Projects in the European NanoSafety Cluster

Come tutti sanno anche gli inceneritori a recupero energetico di rifiuti, ingannevolmente chiamati solo in Italia termovalorizzatori, sono enormi produttori di nanopolveri, PM 1 e PM 0,1. In genere le nanopolveri sono prodotte da ogni processo di combustione della materia a determinate temperature, maggiore è la temperatura di esercizio dei forni e più fini diventano le polveri, causate proprio dalla trasformazione della materia.

Nella letteratura medica internazionale digitando le parole incenerator waste (inceneritore rifiuti) risultano presenti 745 documenti che aumentano col trascorrere del tempo.

Le combustioni pericolose poiché fonti di rischi sanitari da controllare, monitorare e ridurre sono anche quelle dei cementifici, delle acciaierie e fonderie.

Caso fonderie Pisano, Salerno

art. 50 comma 5. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunita’ locale

art. 54 comma 2. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumita’ dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini puo’ richiedere al prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica.

inoltre

Legge 23 dicembre 1978, n. 833(Pubblicata in G. U. 28 dicembre 1978, n. 360, S.O.)

art. 13. (Attribuzione dei comuni). – Sono attribuite ai comuni tutte le funzioni amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera che non siano espressamente riservate allo Stato ed alle regioni.

I comuni esercitano le funzioni di cui alla presente legge in forma singola o associata mediante le unità sanitarie locali, ferme restando le attribuzioni di ciascun sindaco quale autorità sanitaria locale.

il Sindaco, legittimamente, può ordinare, dove esistano specifici pericoli per la salute pubblica che impongono interventi immediati, la cessazione di attività lavorative nocive e dannose per la salute pubblica

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Paul Connett (risponde alla domanda in merito alla volontà politica di costruire un inceneritore da parte di ENIA SpA, della Provincia e del Comune di Parma): se c’è un problema di questo genere lo si batte politicamente, e significa che ci vogliono molte persone arrabbiate. Il politico capisce solo due cose: uno sono i soldi che tu non hai e l’altra sono i voti, e bisogna organizzare questi voti. L’incenerimento nel XXI secolo è una cosa così stupida, stupida e bisogna far accettare a tutti quanto questa cosa sia stupida; e poi la domanda sarà: perché questi politici stanno facendo una cosa così stupida? E potrà essere perché sono stupidi o forse perché sono corrotti e qualcuno li sta pagando per questa cosa così stupida.

Patrizia Gentilini, oncoematologa: incenerire i rifiuti è un enorme business […]per i nuovi impianti non sappiamo ancora le ricadute sulla salute e quindi si fa fatica a rassicurare, come molti vogliono fare […] vorrei fare un appello all’intelligenza delle persone perché viene normalmente focalizzata l’attenzione di tutti sulla CO2 come se la CO2 fosse un veleno […] ma focalizzare l’attenzione della CO2 distoglie l’attenzione dagli inquinanti persistenti e ripeto metalli pesanti, diossine etc. che ormai sono entrati a far parte del nostro habit e si ritrovano nel nostro stesso organismo[…]

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GRAZIE FRANCESCO!!!

A Parma ci sono cittadini importanti come Francesco Barbieri della Farmacia Annunziata. Francesco non sa di questa mail che voglio dedicare a lui. Ora vi spiego perché.

Francesco ha voluto pagare l’intera due giorni di Gambettola offrendo, a chi voleva partecipare, la possibilità di ascoltare e conoscere la corretta gestione dei rifiuti al convegno promosso dalla Macroedizioni e coordinato da Stefano Montanari.

E’ stata un’enorme possibilità approfondire il tema sotto tutti i punti di vista: medico, ambientale, tecnologico e politico.

RIfiuto: RIduco e RIciclo per vivere meglio, che si terrà a Gambettola, a pochi chilometri da Cesena, il 25 e il 26 Ottobre 2008. Attraverso l’intervento di oltre quindici autorevoli scienziati e ricercatori, tra cui Paul Connett, teorico della famosa “Strategia Rifiuti Zero”, Stefano Montanari, scienziato e divulgatore di fama internazionale nonché coordinatore del convegno, Paolo Ermani, vicepresidente del Movimento della Decrescita Felice, Gianni Tamino, biologo e già membro del Parlamento Europeo e Jusy Iuliano, giornalista campana, l’obiettivo sarà quello di far emergere le strategie per una gestione responsabile dei rifiuti.

Se tutti i cittadini di Parma fossero come Francesco altro che inceneritori avremmo una città verde, ma realmente verde. So che ci sono altri come lui, bisogna cercarli.

relazioni da scaricare:
Gentilini, salute in cenere?, 26ott08 Gambettola
Gianni Tamino, la natura è a rifiuti zero, convegno a Gambettola 25-26 ottobre 2008

Francesco sta condividendo le interviste:

25-26 ottobre 2008 Gambettola (FC)

INTERVISTA a ROSSANO ERCOLINI (ReteNazionaleRifiutiZero)

INTERVISTA PROF. GIANNI TAMINO

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Non è accettabile per un Paese che pretende di definirsi democratico e civile, ascolare in televisione dipendenti che fanno un uso sfrenato della propria ignoranza, con arroganza e presunzione inaudite coprendo di ridicolo una comunità intera, Salerno, agli occhi di tutti. Al di là della buona fede o della mala fede, un Sindaco disinformato deve avere la dignità di tacere.

In questo video ci sono interventi di Lorenzo Tomatis, Gennaro Valerio, Stefano Montanari, e Patrizia Gentilini.

Lorenzo Tomatis: Di origine triestina e laureato a Torino nel 1953, dopo periodi di tirocinio in igiene e anatomia patologica a Torino e in cancerogenesi sperimentale a Chicago, iniziò a lavorare alla Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro dell’OMS (IARC) di Lione alla fine degli anni 60. Dirigeva l’Unità di Cancerogenesi e si pose subito il problema della socializzazione delle osservazioni scientifiche sui rischi di cancro ambientale, per lo più sepolte nelle biblioteche universitarie. Nacquero cosi le autorevoli Monografie IARC per la valutazione dei rischi cancerogeni. Nella produzione delle monografie Renzo – avant la lettre – seppe introdurre due grosse novità: l’approccio multidisciplinare e la coesistenza del rigore con trasparenza e comunicazione ai non addetti ai lavori di certezze e incertezze scientifiche. Renzo divenne successivamente direttore della IARC, e la sua direzione segnò una vera e propria esplosione (anche in istituzioni che collaboravano con la IARC, tra cui diverse italiane) di ricerche per produrre nuove conoscenze per la prevenzione primaria dei tumori e per convertire le nozioni acquisite in intervento operativo. La produzione letteraria di Renzo – a cavallo tra la saggistica e il romanzo – descrive le contraddizioni, le debolezze e i vizi del milieu scientifico. I contenuti si evolvono linearmente da Il Laboratorio (Einaudi 1965) a Il fuoriuscito (Sironi 2005). Il primo è centrato sulle contraddizioni del giovane scienziato schiacciato tra la melmosa pigrizia culturale dell’accademia italiana e le ambigue lusinghe del sistema scientifico americano. I libri più recenti raccontano le pressioni del potere economico sulla ricerca nel mondo della tossicologia e della epidemiologia e gli irrisolti conflitti di interesse dei ricercatori.

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