Visione politica europea

Questa Unione europea è contro i principi della Costituzione, essa va radicalmente cambiata, poiché non è propriamente democratica e lascia prevalere il famigerato libero mercato (l’ideologia della destra liberale e liberista) sui diritti delle persone: uguaglianza e solidarietà.

Trattato di Lisbona: L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.
Trattato sul MES: Al fine di consentire al MES di realizzare il suo obiettivo, allo stesso sono conferiti nel territorio di ogni suo membro lo status giuridico ed i privilegi e le immunità definiti nel presente articolo. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del proprio status giuridico e dei propri privilegi e delle proprie immunità negli altri territori in cui opera o detiene attività.

Com’è chiaro dai Trattati, gli Stati che aderiscono al potere di emettere e controllare la moneta, applicando un diktat dell’ideologia liberale secondo la quale gli istituti bancari privati possono controllare la moneta, mentre le direttive europee possono essere influenzate dalle lobbies. I Trattati favoriscono delle imprese mentre non è prevista l’azione dello Stato per tutelare i diritti delle persone e riequilibrare il mercato stesso, sottoposto alle avide pulsioni dei soli interessi privati. In questi ultimi 20 anni i partiti hanno tradito la Repubblica ed il popolo italiano, e sotto l’influenza nefasta dell’ideologia neoliberale, le disuguaglianze territoriali sono aumentate costringendo il meridione d’Italia ad essere periferia economica dell’UE.

E’ semplice riscontrare che in questi anni l’ideologia liberista abbia prevalso sullo stato sociale messo all’angolo, oltre a questa contraddizione disumana, l’UE non è un’organizzazione democratica rappresentativa poiché il Parlamento, unico organo elettivo, non ha l’esclusivo potere di promulgare le direttive; potere legislativo che pende a favore di Commissione e Consiglio d’Europa (organi esecutivi), già questo aspetto antidemocratico dovrebbe far scatenare una rivoluzione entro domani mattina. L’ultimo Trattato di Lisbona che sostituisce quello di Maastricht è praticamente la Costituzione europea, quel Trattato internazionale va completamente rivisto, cestinato in molti articoli e molte parole poiché contraddicono la Costituzione italiana e soprattutto andrebbe introdotta la democrazia che non c’è. E’ noto che nell’UE il reale potere sia concentrato nelle mani dei tecnocrati non eletti. Nessuno strumento referendario è inserito nei trattati negando la natura stessa di democrazia.

Il pensiero politico dominante è quello di costruire un’Europa federale, come gli Stati Uniti d’America. E’ un progetto mondialista molto vecchio ampiamente descritto nei famigerati think tank anglo-americani, quelli che hanno inventato ed applicato la famigerata globalizzazione che stiamo subendo con l’aumento della disoccupazione programmata e della sospensione dei diritti universali dell’uomo. Siamo sempre più vicini alla strutturazione di uno Stato autoritario feudale, cioè dove i pochi controllano i molti negando loro il diritto all’autodeterminazione: com’è l’impero romano, sostanzialmente, o forse, ancora peggio poiché vivi nell’illusione di essere libero, ma non lo sei, psico programmato nella scuola e ricattato tramite il lavoro. Com’è altrettanto facile ricordare e mostrare questo progetto non prevede la democrazia, oggi sostituita dalle SpA che governano il WTO, la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale; chi siano queste SpA e cosa fanno è ben descritto nella Guida al consumo critico.

L’enorme problema politico italiano è che questo progetto totalitarista dell’élite degenerata non viene adeguatamente sostituito da un soggetto politico forte, sostenuto dal consenso popolare, capace di promuovere un progetto democratico vero, serio, che abbia come obiettivo il benessere dei cittadini. Attenzione, manca in Italia non che non esista un progetto politico alternativo, perché nella sostanza questo progetto non solo esiste, ma ha anche una sua applicazione concreta ed è in continua discussione. Alcuni stati Sud-Americani sono usciti dal ricatto dell’impero della Banca Mondiale e del FMI e stanno sperimentando partecipazione e tutela dei beni comuni, anche in Asia il capitalismo liberista trova critiche poiché va in conflitto con le culture locali. E’ la vecchia Europa che al momento non riesce ad accettare che questa ideologia sia giunta al termine poiché è finita un’epoca. L’epoca industriale che ha inventato il capitalismo è morta. L’avidità liberista e la stupidità radicata nel pensiero economico che ignora le leggi della natura è ormai chiara ai più. I partiti tradizionali psico programmati dall’ideologia industriale sono giunti al termine e per questo motivo non riescono più a stare nella società. Si è creato un vuoto di rappresentanza in tutta Europa.

Cosa bisognerebbe fare? Uscire dall’economia del debito. Uscire dal Trattato di Lisbona o cancellarlo azzerando totalmente i passi compiuti dall’élite degenerata. I Parlamenti dell’euro zona dovrebbero avviare un processo di coinvolgimento attivo dei popoli e chiedere loro in che tipo di Unione vorrebbero vivere. Una indicazione fu data dal popoli francese ed olandese che bocciarono il Trattato di Lisbona. Cosa significa tutto questo? Ribaltare l’atteggiamento attuale dei Governi poiché sono completamente supini ai diktat delle SpA che hanno costruito un’area commerciale liberista, l’UE per l’appunto, pronta a distruggere le economie nazionali e sfruttare le opportunità poste dal WTO, dalla Banca Mondiale e dal FMI. I capi politici oggi discutono se tornare ad un capitalismo degli anni ’80, o rimanere nello stupido schema del MES e del fiscal compact con qualche ritocco sui parametri fiscali e contabili nella speranza di attivare qualche politica energetica. Essi intendono rimanere nel piano ideologico che hanno costruito, ma facendo qualche concessione per contenere la disoccupazione creata da loro e soprattutto contenere le proteste nei confronti dell’euro zona. I leader politici non pensano minimamente di cambiare il sistema e di rispettare i diritti dei cittadini, di allargarli, anzi non solo i diritti fondamentali sono messi in discussione, cosa impensabile fino a dieci anni fa, ma stanno progettando un vero stato fascista finanziario ed hanno tutti i poteri per farlo, li abbiamo votati?! Mentre i cittadini vivono i problemi dell’incertezza economica, cresce la disoccupazione, i militari elaborano strategie e ci mostrano visioni che ricordano il gioco del risiko. Ahimé, la realtà politica è questa: cittadini che vivono in un mondo, e l’élite che vive in un altro mondo: guerre, disastri, risorse, avidità. O i cittadini cominciano a comprendere la complessità della società e la rielaborano per raggiungere una società opposta a questa (come fanno in altre nazioni), oppure sarà difficile ribaltare la piramide del potere.

Il recente voto conferma la disaffezione dei cittadini contro tutti partiti, anche il M5S è stato avvisato, ma i popoli devono organizzarsi al più presto per promuovere un’alternativa efficace in ambito europeo, non c’è molto tempo per farlo, ma bisogna farlo. Anche in Italia con grande ritardo si sta sviluppando un dibattito politico importante: ripensare le comunità partendo dalla partecipazione diretta nel tutelare i beni comuni. Per realizzare questo progetto ci vuole impegno, ci vogliono competenze ed abilità specifiche, bisogna cercarle, valorizzarle, sviluppare e sperimentarle, il prima possibile. Una visione politica alternativa esiste, si chiama bioeconomia.

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