discorso al raduno romano

intervento del gruppo Nonsologrilli di Parma al raduno romano 20-21 settembre 2008

Risveglio umano

“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario” (G. Orwell)

Trascorriamo la nostra vita ad ascoltare ordini e subire passivamente condizionamenti sin da piccoli, a scuola, all’università, a lavoro ci hanno raccontano non puoi fare questo. In maniera del tutto ossessiva ci ripetono Non puoi, non puoi, non puoi […] I media ci programmano tutti i giorni – PIL/finanza – ed inventano paure e terrore – guerra al terrorismo, sicurezza, RFID. Ci trasmettono stili di vita consumistici e privi di valori scomparsi persino dai banchi di scuola.
Le famiglie e la società in cui viviamo mortificano sin dalla nostra giovane età la nostra libertà creativa attraverso atteggiamenti oppressivi che mortificano emozionalmente il nostro io positivo. Rimuovendo i traumi e sciogliendo i nodi di questi cattivi ricordi possiamo migliorare il nostro atteggiamento verso noi stessi e gli altri. Per ribaltare il sistema oppressivo proponiamo di fare corretta informazione in ambito scolastico.

La proposta è quella di iniziare ad usare la tecnologia più potente al mondo: il cervello umano. Crediamo sia necessario avviare un percorso condiviso di conoscenza e risveglio delle coscienze, oggi oppresse dai condizionamenti esterni da parte di opinion makers, media, istruzione scolastica che programmano le nostre menti e che volutamente ignorano le evidenze. La rete di internet consente di condividere le informazioni e di comunicare, cerchiamo di usarla al meglio rispetto a quanto stiamo facendo oggi. Già in passato molti hanno sentito l’esigenza di coordinarsi (ma per fare cosa?), di fare gruppo e di fare rete (si ricordi il raduno di Piacenza, proposta del meetup di Parma). A Salerno è stato presentato uno strumento per condividere le idee molto utile e più efficiente dall’attuale piattaforma inadeguata e costosa meetup.com. Ma il discorso tecnico di quale piattaforma usare è un “problema” inesistente, è sufficiente scegliere fra le proposte già fatte e quelle future. Dal nostro punto di vista, il primo tema da affrontare è rendersi realmente liberi, a livello collettivo e di movimento, da ogni condizionamento calato dall’alto e per far ciò dobbiamo lavorare su noi stessi e sui i gruppi locali, rivedere le nostre posizioni ed i nostri convincimenti indotti dal potere. Il movimento è giustamente percepito dall’esterno come un gregge (definizione data dai media) a servizio di un piccolo gruppo di persone che gli stessi utenti di meetup.com neanche conoscono direttamente di persona (Casaleggio). Dal punto di vista politico, crediamo che tutti intuiscono che bisognerebbe praticare la vera democrazia, ma prima di farlo dovremmo conoscerla e quindi torna utile il discorso della rete come mezzo di condivisione della conoscenza e delle informazioni. La democrazia non ha padroni, per cui qualsiasi persona consapevole comprende che usare immagini di personaggi pubblici a scopi elettorali ed accettare passivamente diktat calati dall’alto non è il comportamento di un movimento libero e trasparente, e questo tipo di comportamento rende il movimento molto criticabile. Nonostante ciò crediamo sia stato utile per costruire qualcosa di buono per iniziare un progetto comune. Le comunità consapevoli sanno come agire e cosa fare sul proprio territorio per iniziare a liberarsi veramente e vivere civilmente. Per cui chiediamo che si inizi un percorso volto alla conoscenza di noi stessi per veder praticare finalmente le enormi potenzialità inespresse dell’essere umano, auspichiamo che il futuro sarà fatto di scienza e coscienza.
Non usare più la moneta debito delle banche private, conoscere la cultura dell’altro modello socio-economico (decrescita felice), introdurre ed usare la vera class action per iniziare a togliere alle corporations SpA quel danaro rubato ai popoli, introdurre gli strumenti della vera democrazia (iniziativa popolare, referendum e bilanci partecipativi deliberativi) e studiare le public company (trasformare le ex-municipalizzate, strumenti di controllo del consenso politico) sono, dal nostro punto di vista, le azioni concrete da comprendere e portare avanti in ambito locale e nazionale. Il come e perché verrà deliberato insieme.

Ricordiamoci che il popolo può fare tutto, egli detiene il potere supremo insito nel principio di sovranità di tutte le democrazia rappresentative.

Se la smettessimo di lamentarci della nostra società, di adoperare due morali (una pubblica ed una privata) e cominciassimo da noi stessi, sarebbe un buon inizio per non creare ed inventare “problemi” che non esistono. Siamo noi stessi che consentiamo agli altri di farci del male, poiché non ci conosciamo. Una persona felice ed ottimista produce e trasmette felicità, al contrario un pessimista difficilmente riuscirà a creare qualcosa per gli altri. Democrazia è altruismo.
Gli uomini consapevoli e liberi possono scegliere […] di iniziare a vivere come essere umani nell’amore, senza paure poiché non esistono paure.


ed ecco continuando la condivisione delle conoscenze, consiglio la lettura di:

Vittorio Marchi, la scienza dell’uno, Macro Edizioni 2007


considerazioni:

Il potere farà di tutto per impedire la nascita di un movimento nazionale civico, libero, indipendente ed organizzato. Noi cittadini faremo altrettanto costruiremo questo movimento senza preconcetti di provenienze politiche, perché noi siamo civili e non militanti in forze che opprimono la nostra libertà.

Influenti opinion maker ci raccontano che il Paese è diviso, questa strategia del controllo: divide et impera vecchia come il mondo non regge più. La maggioranza del popolo italiano non è militante in partiti o religioni, la maggioranza è apatica, distratta, manipolata, disinformata e cinica e ad essi dobbiamo rivolgerci per risvegliarli: siamo esseri umani dotati di passioni, creatività ed amore, usiamole per liberarci. Iniziate a spegnere le televisioni.

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I V-Day “democrazia” all’italiana, le parole sono importanti.

Ho partecipato ad entrambi i V-Day promossi da Beppe Grillo ed attuati dai forum “meetup”. Ma cosa sono in realtà questi V-Day?

Il primo era un’iniziativa di legge popolare (vietare l’accesso in Parlamento ai condannati) ed il secondo una richiesta di indire referendum abrogativo contro tre leggi (finanziamento pubblico all’Editoria, legge Gasparri, Ordine giornalisti) in parole povere azioni di democrazia diretta.

Ad oggi, chi mi riconosce per strada, conoscenti, amici, come sostenitore delle iniziative mi chiede a cosa siano servite tutte quelle firme, ed entrando nello specifico le persone non sanno minimamente cosa  sia un’iniziativa popolare e quale differenza ci sia con un referendum, non parliamo poi se accenno alle parole democrazia diretta.

I “meetup” si sono lasciati sfuggire un’importante opportunità, far parlare ed “insegnare” la vera democrazia agli italiani mostrando a tutti ciò che la maggioranza non conosce, l’assenza di regole democratiche vere. In Italia, i cittadini non possono neanche scegliere i propri dipendenti da eleggere perché non esiste una legge che prevede l’obbligo, per i partiti o le coalizioni, di predisporre elezioni primarie vere, cioè col diritto di autocandidatura e  di spazi pubblicitari uguali per tutti.

A cosa sono servite le firme? Primo V-Day. La legge dice di raggiungere un quorum minimo di 50 mila firme per consentire ad un gruppo di cittadini di presentare un disegno di legge in Parlamento.

Pochi sanno che la legge non obbliga il Parlamento a prendere in considerazione tale disegno. Anche in altri Paesi esiste lo strumento d’iniziativa popolare ma con una leggera differenza, il Parlamento ha l’obbligo di valutare la proposta e può respingerla, se lo fa, c’è l’obbligo di indire referendum popolare, cioè il potere di decidere viene restituito al legittimo proprietario il popolo sovrano.

La maggior parte delle iniziative popolari presentate dal 1996 al 2001 finora non sono state discusse.

V2-Day. La legge indica un quorum di 500 mila firme per ogni proposta abrogativa. Dopo la validità della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, i referendum vengono inseriti in un calendario e votati ma in Italia esiste un secondo quorum di validità che richiede la partecipazione obbligatoria del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, caso unico al mondo.

Il quorum di validità sulla partecipazione al voto referendario è una regola che contraddice il principio democratico chi vota decide, come se il 17% dei non votanti alle ultime elezioni avessero deciso la maggioranza parlamentare.

Per tanto, il quorum di validità alla partecipazione si presta come strumento di boicottaggio degli avversari politici al comitato promotore ed invitano i cittadini a non andare a votare anziché entrare nel merito delle proposte  e dibattere (=democrazia). Quindi, tale comportamento antidemocratico scredita l’istituto del referendum e soprattutto la sovranità popolare.

Per raggiungere il quorum di validità sul voto referendario la legge prevede spazi pubblicitari al comitato promotore, ovviamente è noto a tutti che i media italiani godono di un’autorevolezza ed “indipendenza” esemplari.

In Italia ben 20 referendum consecutivi dal 1997 non hanno raggiunto il quorum. Questi risultati, per mezzo del quorum al 50% + 1 hanno vanificato e mortificato qualsiasi impegno civile da parte di cittadini e forze politiche che hanno voluto dare un contributo alla partecipazione politica del Paese. Il quorum va abolito.

Altra regola dolente e mortificante nei confronti del popolo: non esiste alcun quorum di validità se il Parlamento indice referendum confermativo facoltativo sulle leggi costituzionali (art. 138 comma 2), è già accaduto con un referendum costituzionale, era sufficiente il voto di un italiano per cambiare la nostra Costituzione. In quell’occasione il popolo respinse la proposta calata dall’alto.

 

Queste sono le regole “democratiche” italiane che “consentono” al popolo sovrano di poter cambiare qualcosa direttamente rimanendo al di fuori del Parlamento.

Bisogna reagire a tutto questo chiedendo più democrazia senza concedere spazio al potere invisibile, come avviene in tutti i Paesi civili dove cittadini consapevoli si adoperano per partecipare chiedendo l’introduzione di strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Statuti degli Enti Territoriali col fine di applicare il principio fondamentale di tutte le democrazia: la sovranità popolare. In Italia bisogna inventarsi un soggetto politico che abbia come priorità il cambiamento delle regole per introdurre la vera democrazia.