Salerno, giustizia e tutela della salute? Chi le ha viste?

fonderie_mattino_7gen09_blog

Il Mattino (mercoledì 7 gennaio 2009, ediz. Salerno) titola a pagina 29. L’Arpac alla Procura: le fonderie inquinano. Polveri sottili, secondo gli accertamenti tecnici la quantità emessa nell’atmosfera è nociva. Antonella Barone scrive: Si. Le immissioni in atmosfera, prodotte dalle fonderie Pisano, superano i limiti consenti dalla normativa. E’ questo l’allarmante risultato comunicato dall’Arpac alla Procura della Repubblica, dopo una serie di controlli, disposti a novembre scorso dal sostituto procuratore Angelo Frattini, titolare della terza inchiesta sull’inquinamento prodotto dallo stabilimento di Fratte. […] Quest’ultima inchiesta del pm Frattini, avviata a novembre scorso, si affianca all’altra condotta dal suo collega Massimo Lo Mastro, che è in corso già da un anno e che nell’ultimo periodo ha subito un’accelerazione a seguito dell’ampia delega conferita ai carabinieri del Noe, dei Nas e del personale ispettivo dell’Asl per accertare non solo l’entità delle esalazioni, ma anche l’esistenza di un nesso di casualità fra le patologie delle vie respiratorie, che sarebbero state provocate dalle esalazioni e immissioni, provenienti dallo stabilimento.

Il cittadino può misurare il livello di sensibilità del Sindaco De Luca, dell’Arpac e dell’Asl/SA2, da questa notizia, si legge da il Mattino dell’8 gennaio 2009: Le centraline per monitorare l’area? Ci sono ma non funzionano come dovrebbero proprio a Fratte. Nell’ambito dei controlli della qualità di quanto respiriamo, infatti, il Cria, centro regionale per l’inquinamento atmosferico, ha installato tre centraline a Salerno una a Pastena, una in via Vernieri, una a Fratte presso la scuola Osvaldo Conti. Ma la “sensibilità” ed il rispetto della Costituzione è “garantita”, leggete: «Come Comune non possiamo monitorare direttamente l’inquinamento – dice l’assessore Gerardo Calabrese – Intanto abbiamo avviato uno screening per trovare un suolo idoneo dove delocalizzare l’impianto ma i 200mila metri quadri richiesti dai Pisano a Salerno non ci sono. Nel Puc abbiamo inserito una norma che consente, in presenza di delocalizzazione di impianti industriali inquinanti, di poter costruire con l’indice di fabbricazione più alto del comparto proprio per favorire le Fonderie». Cosa c’entra la delocalizzazione di impianto col rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo? Perché il Comune non ha ancora chiesto il risarcimento dei danni ambientali a Pisano? Anzi l’ass. Calabrese “confessa” palesemente gli aiuti concessi e previsti nel piano urbanistico approvato. Ecco la risposta di Luigi Pisano: Ma per delocalizzare una fonderia come la nostra ci vogliono 200 milioni, chi ci aiuta.

Il condannato Pisano, con due procedimenti penali in corso, ha la faccia tosta di voler essere aiutato. Dalla relazione fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica risulta (contabilità speciale N.1728) una delibera della Corte di Conti (N.16/2002/G, adunanza 18 dicembre 2001) risulta che per le Fonderie Pisano & C siano stati destinati 1.685.842.000 di lire per mezzo della legge 219/81 (articoli 21 e 32) per stabilire la ripresa nei territori colpiti dal sisma degli anni 1980 e 1981.

Questo è il mondo politico che “ragiona” alla rovescia, la vita non ha alcun valore e si aiutano i condannati invece di applicare la Costituzione. L’inutile, vergognose e puerile scarica barile degli Enti istituzionali ed il delirio dell’a.d. delle fonderie è segnale evidente che nessuno di questi vuole prendersi le proprie responsabilità. I cittadini devono farsi coraggio e comprendere che siamo gestiti da persone senza scrupoli. I politici capiscono due cose, come disse il chimico Paul Connet a Gambettola parlando del problemi dei rifiuti, i soldi che noi non abbiamo ed i voti; ora dobbiamo organizzare i voti ed orientarli verso una Lista Civica fatta da liberi cittadini per applicare la Costituzione e cambiare le regole introducendo strumenti democratici diretti.

Insomma la salute dei cittadini non viene monitorata e prevenuta poiché le istituzioni preposte non impiegano risorse (le nostre tasse) per farlo e, quindi non hanno strumenti e non ci sono dati epidemiologici e tossicologici aggiornati. Le Istituzioni fanno il monitoraggio dei Pm 2,5 e Pm 1 e Pm 0,1, cioè le polveri ultra fini? Non credo proprio.

Rischi e patologie da metalli. […] Le attività estrattive, metallurgiche e lavorazione dei metalli hanno comportato anche una loro dispersione nell’ambiente di vita finendo per rappresentare un rischio anche per gruppi di popolazione generale. In alcuni casi tali fenomeni sono stati di intensità elevata causando rilevanti problemi per la salute pubblica […] Tossicocinetica. Assorbimento. […] Nell’ambito lavorativo l’esposizione a particelle metalliche (polveri e fumi) è più frequente di quella a vapori propriamente detti, ad eccezione di alcune lavorazioni come quelle che espongono a mercurio in cui è l’inalazione di vapori a causare il maggior assorbimento. Come per le altre sostanze, deposizione, ritenzione e assorbimento dei metalli nell’apparato respiratorio dipendono dalle dimensioni delle particelle inalate e della loro solubilità.
Esposizione a polveri, fumi, vapori e gas e flogosi cronica delle vie aeree. […] Per un corretto all’inquadramento diagnostico approccio delle broncopatie cronico professionali è pertanto necessario conoscere i fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro (fattori esogeni professionali), poi i fattori di rischio presenti nell’ambiente di vita (fattori esogeni non professionali) e ancora quelli legati all’ospite (fattori endogeni). Inoltre è necessario conoscere e utilizzare correttamente le tecniche diagnostiche e statistico-epidemiologiche, essenziali per poter disporre di dati attendibili. (Fonte: Luigi Ambrosi, Vito Foà, trattato di medicina del lavoro, UTET 2000, pagg. 175, 315).

il giorno 7 settembre 2007 il CAAL (Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità) promosse un incontro al Centro Sociale di Salerno per condividere importanti informazioni in materia ambientale e non solo. Parlarono il prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale, Roberto Cavallo esperto di rifiuti e consulente per ACR+ e, Lorenzo Carmassi del coordinamento nazionale sulla Class Action vera. De Vivo mostrò la carta geochimica su Salerno evidenziando il pesante inquinamento causato dalle polveri sottili. Ricordiamo che le attuali norme in materia di limiti soglia sull’inquinamento atmosferico, colpevolmente, non prevengono la formazione di polveri ultrafini (nanometriche), più nocive e pericolose, di quelle grossolane di dimensioni macro.

Il quotidiano di Caltagirone non ci racconta nulla di nuovo, ogni tanto accende un faro sul caso fonderie Pisano e non fa altro che sottolineare gli enormi e colpevoli ritardi delle Istituzioni (Sindaco e Procura). Che ci sia un nesso fra sostanze chimiche antropiche e le patologie umane, questo lo insegna la scienza. I cittadini salernitani prima di considerare la vicenda, devono dare uno sguardo al quadro generale della politica locale. La Procura salernitana non sembra brillare per efficienza, capacità, trasparenza e rispetto dei principi costituzionali visto il caos istituzionale sulla nota vicenda Salerno-Catanzaro dove il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha deciso di spostare quei pochi pubblici ministeri che svolgevano indagini sul potere politico (De Luca e suoi fedeli). Comparare il lavoro dei pm salernitani con quello di altri, caso Enel a Porto Tolle, pm Felice Casson che produce una montagna di verbali e ricerche scientifiche per dimostrare il nesso fra causa ed effetto affidando le indagini a periti specializzati e chiedere il risarcimento del danno biologico per i parenti delle vittime. Dopo anni i pm Frattini e Lo Mastro non hanno prodotto nessun risultato, perché? Per quale ragione la Procura solo adesso (la prima denuncia di un cittadino contro le fonderie mi risulta nel 2003) ricerca il nesso fra causa ed effetto? Perché la Procura non indaga sulle eventuali responsabilità civili e penali di Sindaco, Arpac ed Asl? Perché il Sindaco, responsabile della salute dei cittadini, non ordina l’immediata chiusura delle fonderie? Perché il Consiglio Comunale ha premiato, nel Piano Urbanistico Comunale (PUC), le fonderie? Qual è la relazione politica fra il PUC, il non intervento del Sindaco De Luca e le fonderie Pisano?

Ricordiamoci anche, purtroppo, che il legislatore sui reati ambientali non prevede pene adeguate ai danni e che non ha alcuna intenzione di introdurre la vera class action, strumento giuridico determinante per avere giustizia.

Tratto da Piero Sirini, nel paragrado 5.4; Il comparto aria. Per valutare in modo corretto la natura e l’entità dell’inquinamento dell’atmosfera, inteso come alterazione delle sue caratteristiche qualitative in grado di produrre effetti negativi sulle specie animali e vegetali e, più in generali sugli ambienti biotici e biotici, si deve considerare che l’atmosfera risulta un sistema in equilibrio dinamico e in continua evoluzione. In tal senso, le caratteristiche dell’atmosfera devono essere intese come il risultato di un continuo scambio di energia, nonché di elementi e composti chimici tra l’atmosfera stessa e gli altri sistemi naturali (idrosfera, biosfera e litosfera). All’interno dell’atmosfera, inoltre, molte sostanze immesse per l’effetto di attività naturali (eruzioni vulcaniche, erosione delle rocce, trasporto eolico, incendi) o antropiche sono soggette a trasformazioni chimiche e fisiche che possono portare da un lato alla formazione di composti con caratteristiche più inquinanti di quelli da cui originano (inquinanti secondari), e dall’altro a rimozione di questi a seguito di processi di autodepurazione. I meccanismi di autodepurazione o di formazione di inquinanti secondari che hanno luogo in atmosfera possono essere di natura chimica (reazioni di ossido-riduzione, precipitazione chimica, adsorbimento …), fisica (trasporto o diluizione a opera del vento, deposizione secca e umida …) e biologica (fissazione da parte di batteri, …).Lo studio di meccanismi di trasporto degli inquinanti consente di individuare i bersagli che possono essere raggiunti da questi ultimi una volta che questi siano stati immessi in atmosfera da una o più fonti, nonché le rispettive concentrazioni. L’inquinamento atmosferico può dar luogo a effetti negativi provocati dall’alterazione delle caratteristiche dell’atmosfera stessa sia a livello locale (per esempio, aree urbanizzate, complessi industriali) sia a scala più ampia a seguito del trasportoe della diffusione degli inquinanti per effetto del moto delle masse d’aria. (Fonte: Piero Sirini, ingegneria sanitaria ambientale, McGraw-Hill, Milano 2002, pag. 164)

Nella letteratura medica gli effetti sanitari sull’uomo degli inquinanti conosciuti dalla chimica (leggasi le sostanze elencate dall’IARC, o dall’OMS) sono notissimi, ed è del tutto anomalo che le Istituzioni preposte non abbiamo finora prevenuto e tutelato correttamente il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini.

Lo studio del benessere termico non può essere disgiunto da quello della qualità dell’aria all’interno degli ambienti confinati. L’osservazione di malesseri apparentemente strani in determinate condizioni ha fatto nascere una nuova corrente di studio rivolta alla qualità chimico-fisica dell’aria, oggi nota con l’acronimo IAQ (Indor Air Quality). I materiali adottati per le costruzioni, gli arredi, i combustibili utilizzati negli impianti, …, producono tutte sostanze volatici organiche (Volatile Organic Compound, VOC) che in concentrazione non controllato possono portare a malesseri di varia natura e pericolosità. Poiché si è visto come l’organismo umano stabilisca un equilibrio chimico-fisico e biologico con l’ambiente in cui vive si intuisce come il controllo della qualità dell’aria sia parte integrante del concetto stesso di benessere ambientale. (Fonte: Giuliano Cammarata, Facoltà di Architettura, dispensa del Corso impianti tecnici edili Vol. 1, pag. 96)

Bisogna aggiungere come oggi sia stato “scoperto” dalla ricerca scientifica che la presenza di sostanze inorganiche di dimensioni nanometriche in tessuti organici, prodotte da combustioni naturali ed antropiche evitabili, siano la causa di reazioni chimico-fisiche negative per l’uomo. Queste sostanze inorganiche sono patogenetiche poiché non bio-compatibili.

Annunci

Salerno, fonderie Pisano, inspiegabile…

girone-polveriDa qualsiasi lato e punto di vista venga letta questa vicenda credo faccia rimanere tutti allibiti, basiti e scandalizzati. Non c’è nessuno che abbia fatto il proprio dovere, NESSUNO, cittadini compresi. Le fonderie Pisano inquinano? SI, l’ha sentenziato il Tribunale di Salerno (n.415/2007). Le fonderie Pisano sono responsabili di danni ambientali e biologici? SI, ma nessuno ha chiesto e chiede risarcimento dei danni. Ricordiamoci un attimo qual è il colore politico che amministra la città da tanti anni: attuale Sindaco Vincenzo De Luca (ex PCI, ex PDS, ex DS ora PD), precedente Sindaco, Mario De Biase (ex PCI, ex PDS, ex DS, ora PD), prima ancora per due legislature consecutive vi era sempre De Luca e prima ancora vi era Vincenzo Giordano (ex PSI) con De Luca vice Sindaco. Insomma un vero feudo medioevale. La responsabilità politica dell’Ente locale è evidente mentre la prevenzione primaria è affidata ai medici e i controlli sono svolti da ARPAC, ASL Salerno e polizia giudiziaria, vigili compresi. Le denunce risalgono al 1984 quando l’allora avvocato Alfonso Pecoraro Scanio, in un video dichiarava l’inquinamento atmosferico prodotto dalle Fonderie Pisano. Nel 2006 Pecoraro Scanio divenne Ministro dell’Ambiente, ma le fonderie hanno continuato a lavorare nell’illegalità. Le denunce dei cittadini alla Procura della Repubblica risalgono all’anno 2003 ed oggi nel novembre 2008, le suddette fonderie sono ancora attive e lavorano. Secondo la Costituzione il Sindaco assume anche il ruolo di tutore della salute pubblica. Vincenzo De Luca in qualità di Sindaco ha la responsabile civile e penale ma non ha ancora chiesto il risarcimento dei danni ambientali, nonostante questi siano stati ben evidenziati dalla Carta geochimica ambientale redatta dal prof. Benedetto De Vivo, e nonostante il Comune di Salerno si sia costituito parte civile nel processo istruito dal PM Angelo Frattini e concluso con la condanna nei confronti di Luigi Pisano convertita in ammenda (n.415/2007).devivo__carta_geo_piombo_salerno01 Le responsabilità politiche dell’Amministrazione sono evidenti e non mi risulta che sia preoccupato di far controllare la salute dei cittadini adoperando il suo potere, ad esempio coordinare indagini epidemiologiche e tossicologiche sulle popolazione limitrofa che da anni lamenta odori molesti, non lo ha fatto durante il processo concluso nel marzo 2007 e non capisco quale sia l’improbabile giustificazione. Le fonderie sono attive dal 1961 e questo la dice lunga sui ritardi della politica, di ARPAC, ASL/SA2 e medici di famiglia. Finora si sono mossi solo pochi cittadini sensibili denunciando l’incessante inquinamento in maniera poco incisiva e poco costruttiva visto che non si sono avuti risultati. In passato, quando il Sindaco era Mario De Biase, allora braccio destro di De Luca, vi fu persino una raccolta di firme coordinate da un ex consigliere comunale dei Verdi, ma la stranezza era che l’assessore all’ambiente fosse proprio un tesserato dei Verdi, come dire controllore e controllato erano dello stesso partito, purtroppo nulla di fatto. La parte politica del centro destra ha semplicemente sempre ignorato il problema. Ma già nel 27 novembre 2006 si potevano intuire quali fossero le reali priorità dell’Amministrazione comunale. “Il PUC del Comune di Salerno – continua De Luca – è uno strumento prezioso che consentirà la delocalizzazione dell’attività produttiva ed una più generale riqualificazione dell’area di Fratte dove sono già in corso opere e lavori pubblici e privati di straordinaria importanza come la Lungoirno, la delocalizzazione MCM, la delocalizzazione dei Fonditori. Tali interventi hanno già dimostrato come sia possibile mantenere i livelli occupazionali e produttivi, rispettare l’ambiente e la salute, riqualificare il territorio con importanti ricadute economiche e sociali.” Al termine dell’incontro è stato deciso di comune accordo di costituire un Comitato Permanente che analizzi e proponga le possibili soluzioni tecniche ed amministrative per una rapida delocalizzazione dell’impianto della Fonderia Pisano tale da garantire produzione e lavoro in area idonea. Di tale comitato faranno parte un rappresentante dell’azienda, un rappresentante delle organizzazioni sindacali, gli assessori comunali De Maio e Calabrese. Questo è l’approccio del Sindaco De Luca a tutela della salute dei cittadini e cioè delocalizzare la fabbrica e non predisporre analisi del sangue dei cittadini che da anni respirano polveri tossico-nocive e che le stesse possono indurre l’insorgenza di neoplasie (cancro e tumori). Ma la sensibilità del Sindaco De Luca non finisce qua, come si può leggere da il Mattino ediz. di Salerno del 9 novembre 2008, Fausto Morrone (ex PCI, ex PDS, ex DS) afferma:  nella redazione del Puc, con una forzatura che a suo tempo denunciai già all’Autorità Giudiziaria, abbia trasformato l’area dove è ubicata la fabbrica, da “produzione e servizi” a “residenziale”, attraverso l’artificio di garantire una premialità e un incremento sostanzioso delle superfici edificabili laddove insistono attività inquinanti. In pratica nell’area della fabbrica potrebbero essere realizzate abitazioni atte ad ospitare 1.050 abitanti. 20070326-fonderie-pisano-009Insomma, invece di applicare la Costituzione italiana che tutela i diritti fondamentali dell’uomo: diritto alla vita, alla libertà… in questo caso a Salerno un’azienda che inquinava e l’amministrazione lo sapeva, poiché furono i vigili urbani a riscontrare reati penali il 22 settembre del 2004, continuava la sua illecita attività senza tutelare i diritti dei cittadini, infatti dalla copia del verbale redatto dalla Polizia Municipale emergono diverse irregolarità riscontrate presso le Fonderie Pisano come il deposito di scorie, polveri provenienti dall’attività di fusione, all’aria aperta, la mancanza di VIA valutazione dell'impatto ambientale(Valutazione d’Impatto Ambientale), e sversamento di acque meteoriche di primo dilavamento, che avviene tramite caditoia sifonata, quindi senza pozzi di decantazione, nel fiume Irno. Tuttora l’azienda ha altri procedimenti penali in corso sempre per danni ambientali, e viene premiata il 22 novembre 2006 dal Consiglio Comunale di Salerno votando il PUC (nuovo Piano Urbanistico Comunale – PRG). I Consiglieri non potevano non sapere, perché l’hanno premiata? Con quale grado di coscienza e di informazioni deliberano le scelte? I rappresentanti eletti si sono resi responsabili e complici di un modo di fare politico molto “etico e virtuoso” contraddicendo Costituzione ed i principi dell’Unione Europea: principio di prevenzione, chi inquina paga. A Salerno, “fuori dall’Italia e dall’Europa”, chi inquina viene premiato. Invece, a Parma, per un caso analogo l’ex Bormioli (industria del vetro) dovrà sborsare 10 milioni di euro al Comune per bonificare l’area inquinata prima di insediare altre funzioni. Tornando a Salerno, i cittadini danneggiati, distratti, manipolati ed ingannati stanno ancora aspettando un Pubblico Ministero coscienzioso che predisponga indagini tossicologiche sulla salute delle persone ad area vasta, e che non si limiti al mero accertamento dei danni ambientali convertibili in ridicole ammende. diritto all'ambientePurtroppo anche la magistratura non è stata all’altezza della Costituzione ed anzi ha mostrato anch’essa assenza di sensibilità, così come i gruppi di famiglie residenti nei pressi dell’impianto che possono in qualsiasi momento recarsi presso laboratori pubblici o privati per ricercare l’eventuale presenza di diossine e metalli pesanti nel sangue. I cittadini hanno il dovere morale e politico di coordinandosi fra loro chiedendo di fare giustizia anche con un’azione collettiva (class action), che probabilmente entrerà in vigore nel 2009, chiedendo il risarcimento dei danni biologici a Luigi Pisano, e dei danni morali a Vincenzo De Luca ed a medici pubblici ove abbiamo omesso obblighi ed atti dovuti.ssa40379 Per quale motivo nei pressi di un piccola fonderia di città si è consentito nel tempo un continuo inurbamento, civili abitazioni, da parte dei Consigli Comunali di Salerno e Pellezzano? Perché si consente palesemente di inquinare e le istituzioni preposte non esigono controllo efficaci e tempestivi?  Si ha quasi l’impressione che questa fonderia sia protetta e che le proteste dei cittadini non contino nulla, perché? Qualcuno dichiara di aver visto camion “sospetti” entrare nello stabilimento, e ci sono fotografie che mostrano pneumatici depositati a terra, a cosa servono? I sospetti si allargano pensando al clima politico che si respira circa il business dei rifiuti speciali in Campania. Speriamo che fra i vari reati commessi da Luigi Pisano non c’è ne siamo altri. Se da questa vicenda a dir poco controversa i cittadini non imparano una lezione importante e cioè smetterla di delegare ad altri ciò che si può fare direttamente, vorrà dire che non migliorerà la gestione del bene comune. In altri Stati, 23 negli USA, in Svizzera, in Brasile, in 500 città al mondo, in Baviera, le persone hanno compreso che non bisogna più aspettare ed hanno deciso di unire le forze e di cambiare le “regole del gioco” introducendo strumenti di democrazia diretta per deliberare direttamente, per revocare il mandato elettorale ai dipendenti e per controllare direttamente l’amministrazione pubblica. E’ tempo di democrazia diretta. E’ auspicabile una nuova Assemblea di Zona sulla linea della precedente organizzata sempre da liberi cittadini per aggiornare le informazioni. Dossier fonderie Pisano aggiornato al mese di novembre 2008

Controllo ed oppressione

Leggi, Statuti e norme mutate nel tempo hanno cancellato lo Stato di diritto, opprimono il popolo sovrano. L’assenza di etica e morale nelle nuove regole scritte è la caratteristica di queste norme.

la pubblica amministrazioneMASSIMO VILLONE- Senatore DS
Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema. Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l’amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un’altra area. Le cose che mi interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio. Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti. Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente. Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un pò di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

Dalle dichiarazioni fuorvianti e ricche di informazioni errate, e dalle denunce (“non c’è nessuno che controlla le emissioni“) del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca emerge uno sconcertante atteggiamento di impunità e di scarica a barile; egli crede di non essere responsabile dell’ambiente e che non debba essere il Comune a controllare il territorio, ma qualcun altro. Ricordiamoci tutti che il sig. De Luca comanda a Salerno sin dalla riforma degli statuti e dalle elezione diretta del Sindaco, con una parentesi del suo “braccio destro” Mario De Biase, malamente liquidato prima delle ultime elezioni amministrative che hanno fatto vincere nuovamente l’attuale Sindaco del PD, insomma una sorta di feudo incontrastato.

Le ragioni per la revoca del mandato ci sono tutte…

Tutti ricorderete, spero, del “terremoto politico” del dicembre 2005, allora vi era la Giunta De Biase, seguace di De Luca, dove ci fu uno scossone “forte” da parte della magistratura e vi ricordate come chi indagava ed indaga era controllato dai colleghi, con violazioni nel computer del Pubblico Ministero, per spiare le attività investigative ed avvisare gli amici politici circa le mosse dell’accusa.

Caso Fonderie Pisano, “c’è del marcio a Salerno”.

Le Fonderie Pisano & C. di via dei Greci 44 producono ghisa dal 1961. Fonderie, acciaierie, inceneritori sono impianti insalubri di prima categoria e sono sottoposti a rigide concessioni e controlli.

età dei dirittiLa Costituzione italiana che tutela la salute (art.32) e l’ambiente (art. 9) assegna al Sindaco, prima di tutto, ed alla Regione rigidi obblighi per applicare tali principi e controllare il territorio.

Ormai da troppi anni i cittadini residenti nelle vicinanze lamentano cattivi odori e gas insalubri provenienti dalle Fonderie Pisano.

I fatti

Le informazioni raccolte per la ricostruzione della spiacevole vicenda iniziano con le prime denunce dal 30 luglio 2003.

Il 22 settembre 2004 dalla copia del verbale redatto dalla Polizia Municipale emergono diverse irregolarità riscontrate presso le Fonderie Pisano come il deposito di scorie, polveri provenienti dall’attività di fusione, all’aria aperta, la mancanza di VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), e sversamento di acque meteoriche di primo dilavamento, che avviene tramite caditoia sifonata, quindi senza pozzi di decantazione, nel fiume Irno.

Nel marzo 2007 il Tribunale di Salerno con la sentenza N.415/2007 condanna le Fonderie Pisano & C. per 1) l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi, 2) per lo scarico di acque industriali nel fiume Irno e senza essere in possesso dell’autorizzazione 3) per superamento dei limiti soglia per piombo, rame e zinco 4) per scarico sul suolo di acque meteoriche miste alle polveri derivanti dall’attività prodotta 5) per la realizzazioni di impianti produttori di fumi in atmosfera senza essere in possesso dell’autorizzazione prevista 6) per emissioni di gas e polveri atti a molestare le persone presenti in zona.

Il Comune di Salerno costituitosi parte civile nel processo conclusosi nel marzo 2007 ad oggi (giugno 2008) non ha ancora chiesto il risarcimento del danno ambientale.

Particolare più unico che raro

Come su citato la Costituzione tutela i diritti fondamentali dell’uomo: la vita, la salute, l’ambiente, la libertà.

Ma il legislatore europeo, riconosciuto dall’Italia, ha individuato dei principi di indirizzo anche per le politiche locali: principio di precauzione e principio chi inquina paga.

Come si è potuto testimoniare la polizia municipale nel 2004 controlla l’azienda Pisano e scopre varie irregolarità molti gravi. Quindi l’Ente Comune non poteva non sapere.

la costituzione spiegata a mia figliaNel novembre del 2006 il Consiglio Comunale di Salerno approva il nuovo piano regolatore generale (PUC Piano Urbanistico Comunale) e si evince che il Consiglio contraddice il principio dettato dall’Unione Europea chi inquina paga poiché addirittura il piano premia l’azienda Pisano, infatti viene previsto un cambio di destinazione d’uso dei suoli di proprietà di Pisano, da area industriale ad area edificabile.

Dal meetup di Salerno

Questa è la versione aggiornata della relazione/ricerca distribuita ai cittadini durante Assemblea di Zona del settembre 2006.
Sono stati inseriti fatti aggiornati all’anno 2008, stralcio della sentenza di condanna, la carta geochimica ambientale di Salerno, nuove immagini e controlli on-line fatti all’Agenzia Europea dell’Ambiente.

Caso Pisano volantino A4 sintetico fronte/retro

Lettera aperta all’on.Marco Pecoraro Scanio

Illustrissimo Senatore Marco Pecoraro Scanio,
sono Giuseppe Carpentieri, cittadino salernitano, ci siamo conosciuti in occasione della manifestazione chiamata La Scienza in piazza, il 16 giugno 2006, p.zza Flavio Gioia. C’erano Grillo e Montanari. Si ricorda?
La scrivo affinché si faccia chiarezza e si ponga fine allo scempio ambientale che da anni ha strangolato la valle dell’Irno, mi riferisco al caso fonderie Pisano e non solo.
Non le chiedo un semplice intervento per raccontarci cosa sia successo e cosa stia accadendo, al di là dei procedimenti giudiziari in corso. Come cittadino in primis, mi preoccupa la tutela della salute, mia, della mia famiglia, di tutti i cittadini e degli operai delle fonderie Pisano, grandi esclusi dai media locali e non solo.
Il 3 settembre 2006 in una Assemblea di Zona organizzata e promossa dai cittadini si è discusso del problema fonderie e si è deciso di intervenire, da soli contro tutti, poiché stanchi di essere presi in giro. Come cittadini da un lato non spetta a noi dare giudizi definitivi della lunga e penosa vicenda, e dall’altro, ahimè, abbiamo ben compreso a quale gioco siamo sotto posti, qui i grandi assenti, prima di tutto siete stati voi politici. La mia non vuole essere un’accusa strumentale, ma è una certezza. La mancata azione preventiva ha fatto si che l’intero territorio sia stato inquinato in maniera irreversibile.
L’elenco dei diritti costituzionali violati, per primo il diritto alla salute, sarebbe inutile farlo.
Per cui le chiedo, di svolgere semplicemente il suo dovere, quale concittadino, di impegnarsi in prima persona.
Le chiedo di far attivare, tramite le Asl, un’indagine epidemiologica circoscritta all’intera area della valle dell’Irno, quindi i Comuni di Salerno, Pellezzano e Baronissi.
Le chiedo di far visitare in primis i dipendenti dell’azienda Pisano, ed i gruppi familiari che vivono di fianco alla suddetta ditta. Sono le persone che da anni hanno respirato veleni e quindi speriamo di salvarle.
Le chiedo di far attivare un serio controllo ambientale sull’intero territorio. Ci sono numerosi alberi da frutto in orti privati in quell’area, chissà quanti di questi frutti contaminati da polveri sottili sono stati ingeriti?
Sono questi gli aspetti e le questioni più urgenti per cominciare a comprendere il livello d’inquinamento e l’impatto dal punto di vista sanitario.
Dal lato giudiziario, i cittadini hanno le idee abbastanza chiare, e saranno loro a decidere quali strade intraprendere. Le responsabilità di tale scempio sono evidenti, nessuno escluso. E’ evidente il mancato ruolo di controllore da parte di tutte le Istituzioni, locali e non. Altrimenti non si capisce come può un’azienda, priva di V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale), continuare ad operare. Questo emerge in data 22/09/04 da un verbale della polizia Municipale. Ed il Sindaco di allora, pur avendo il potere di farla chiudere nulla fece, e così anche il Ministro dell’Ambiente.
Intervenga subito!
Distinti saluti
Giuseppe Carpentieri

un collegamento sul meetup nazionale per compiere ricerche sull’epidemiologia, la prevenzione ambientale e medica

Tutela della salute: Assente

32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti . Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge . La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Con il termine principio di precauzione si intende una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse, in materia di tutela dell’ambiente naturale, difesa della sicurezza alimentare e della salute umana e animale.

Dalle notizie dei quotidiani e sul web, ciò che manca e lascia sconforto sono due parole: cittadini e precauzione. Il nuovo sequestro delle Fonderie Pisano (dal Mattino) sicuramente blocca l’emissione degli inquinanti, ma non ripara il danno causato da anni di cattiva gestione. Non restituisce ai cittadini la dignità di poter vivere sapendo di non dover morire fra trent’anni di cancro, tumore, o spendere soldi per i farmaci, per l’asma, la leucemia, e problemi cardiovascolari.
Intanto la chiusura è durata 24 ore. (dal Mattino)
Siamo a fine 2006, le Fonderie Pisano sono attive dagli anni ’60 (secolo scorso), perchè ci si accorge dell’inquinamento solo da pochi anni? I giudici stabiliranno le eventuali responsabilità degli amministratori dell’azienda. Ma chi doveva controllare è esente da colpe? La protesta dei cittadini non è iniziata ieri. Da una breve ricostruzione, risulta una denuncia fatta nel 2003, ma un’altro cittadino presente all’Assemblea del 3 settembre, ha dichiarato di aver sporto denuncia già dal 1993.
Non si capisce perché nessuno abbia predisposto una seria indagine epidemiologica su tutta l’area della valle dell’Irno. Le indagini giudiziarie sono solo una goccia nel mare di problemi causati dall’irresponsabilità di amministratori e non.
Come al solito i cittadini devono badare a loro stessi senza l’aiuto delle Istituzioni, Asl e politici davanti a tutti. Dov’erano i politici quando si continuava ad inquinare? Dov’erano i medici della Asl, pagati con le nostre tasche?
I grandi assenti e responsabili del controllo della nostra salute hanno un nome ed un cognome. Il magistrato fa il magistrato, il medico dovrebbe fare il medico, il politico dovrebbe controllare. I responsabili politici sono i Sindaci che hanno amministrato, i direttori della Asl, e l’ARPAC. Quindi i cittadini oltre a prendersela con chi inquina direttamente dovrebbero sapere che questi enti pagati dallo Stato, cioè da noi, se avessero fatto semplicemente il loro dovere non ci troveremo in una situazione così grave. Perché gli operai non si rivolgono ai loro sindacati, all’INAIL per farsi controllare il sangue, i polmoni e tutto il resto? E magari vanno da diversi medici, così per paragonare i vari studi, non si sa mai che risultassero sani da una parte e malati dall’altra, sono cose che capitano. E già, perché altri assenti sono proprio i sindacati, io credo che il diritto alla salute sia più importante del lavoro, a cosa serve il lavoro se poi fra vent’anni devi morire per un male che potevi evitare? Magari cercando un lavoro più sano, più cautelato. Il territorio inquinato in maniera irreversibile non tornerà più come prima. I metalli sversati non compatibili col terreno rendono l’area pericolosa per salute, soprattutto le polveri ultrafini depositate e presenti nelle piante circostanti. Piantare, in quell’area, un albero da frutto e cibarsene è pericoloso. Rendersi conto della pericolosità è semplice, basta analizzare un limone, coltivato in zona, e verificare la presenza del particolato (Pm10, Pm2,5. Pm1) e quale origine abbia. La stessa sostanza, il particolato, è sicuramente presente nelle persone che lavorano, nell’impianti, e le persone che vivono nelle zone circostanti. Ma c’è una differenza, chi lavora usa delle precauzioni, i cittadini no. Quindi è probabile che l’operaio attento abbia respirato meno sostanze rispetto al normale cittadino. Le sostanze più inquinanti e pericolose sono quelle che non si vedono ad occhio nudo, poiché più fini, più piccole e quindi riescono a passare meglio nei polmoni e poi nel sangue. Le fonderie che in prevalenza producono ghisa hanno forni che lavorano a temperature relativamente alte. Sono inquinanti, ma possono adottare seri provvedimenti per ridurre questo tipo di sostanze (particolato).

Rischio d’inquinamento da polveri nel comparto della fonderie, Regione Marche, INAIL

dal sito dell’APAT, governo, fonderie di II fusione, strategie di miglioramento, prevenzione e controllo dell’inquinamento

videoconferenza di Stefano Montanari, direttore scientifico della Nanodiagnostics s.r.l.