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Posts Tagged ‘Fiorentino Sullo’

scandalo urbanisticoSono trascorsi molti anni quando si consumò il più grande scandalo urbanistico italiano. Nel corso dei decenni, il tema è stato rimosso dal dibattito pubblico contribuendo a far perdere consapevolezza di un argomento politico fondamentale per il capitalismo italiano, poiché il regime giuridico dei suoli condiziona la vita delle persone mostrando il conflitto fra l’interesse generale dello Stato e l’avidità dei privati che sfruttano la rendita. Quando negli anni ’60 si scelse di cancellare la proposta di riforma urbanistica sul regime dei suoli, di fatto, l’Italia divenne il paese più liberista d’Europa. Si abdicò l’interesse generale favorendo l’interesse dei proprietari privati che hanno saputo condizionare la pianificazione assecondando i propri capricci, e incassare l’accumulazione del capitale senza lavorare (plusvalore fondiario). La conseguenza di questa scelta politica scellerata è sotto gli occhi di tutti: urbanistica contrattata, rinuncia alla pianificazione e consumo del suolo agricolo, speculazioni edilizie. Tutto ciò ha alimentato l’inquietudine urbana, i processi di gentrificazione con le gated community, e i danni ambientali irreversibili.

Dal secondo dopo guerra in poi, il partito comunista fu il soggetto politico scelto dai pianificatori per introdurre una riforma sul regime dei suoli, e fra il 1962 e il 1963 la proposta di Fiorentino Sullo (democristiano) fu scarta e neanche discussa. Anche il PCI ripiegò su stesso, e non seppe sostenere una riforma degna di questo nome. Il nostro Paese aprì le porte al liberalismo con conseguenze sociali, economiche e ambientali disastrose.

Oggi non esiste alcun partito interessato a riprendere il tema del regime dei suoli, nonostante questo tema sia una priorità. Ciò assume aspetti ambientali e politici drammatici, poiché la realtà territoriale e urbana mostra evidenti segnali di degrado che necessitano interventi di rigenerazione e manutenzione, per arrestare le speculazioni adottate da ignobili Consiglieri comunali, totalmente incapaci di interpretare un piano urbanistico e di applicare la Costituzione che ordina di conseguire l’interesse generale e non l’avidità di soggetti privati.

Un Paese civile ha il dovere morale e politico di riprendere il tema e riformare il regime giuridico dei suoli per applicare la Costituzione. L’urbanistica ha il dovere di tutelare il territorio e costruire diritti a tutti i cittadini, e non quello di fare profitto.

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