Il nichilismo imperante

Il nichilismo da wikipedia: Il termine nichilismo (dal latino nihil, nulla, da cui nihilismo, secondo una dizione desueta e dal latino medioevale nichil dello stesso significato) designa in senso generico l’atteggiamento o la dottrina volti a negare in modo definitivo e radicale l’esistenza di qualsiasi valore in sé e l’esistenza di una qualsiasi verità oggettiva. Nella sua versione più estrema, il nichilismo considera la realtà stessa come radicalmente inconoscibile.

Viviamo in una società che non è più una società unita e coesa, ma un massa di automi rincoglioniti che inseguono falsi miti e l’egoismo più sfrenato. La negazione dell’evidenza o peggio l’assuefazione alla realtà impedisce sostanzialmente che questo “Paese” possa darsi un regolata, una svolta, una presa sui valori costituzionali negati, oltraggiati dagli attuali rappresentanti politici. E’ chiaro che le corporation detengono il reale potere e fanno fare ciò che vogliono e quando lo vogliono ai noi sudditi. Quello che non è chiaro, perché i cittadini informati, illuminati non riescono ad organizzarsi in maniera tale da azzerare questo Paese gravemente ammalato?

Il V-Day ha dimostrato che quando si vuole si può. Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa, approvare la Class Action vera e riprenderci i governo degli Enti Locali attraverso Liste Civiche vere che introducano la democrazia diretta e governino con la filosofia della decrescita felice. Insomma la soluzione esiste, ma bisogna coltivarla. Non è sufficiente sostituire gli attuali dipendenti, non è sufficiente tagliare i partiti dagli Enti Locali, bisogna sapere bene cosa fare altrimenti si torna indietro. E’ necessario cambiare lo Statuto del proprio comune, e nello stesso tempo coltivare la partecipazione del basso, partendo dalle scuole, e dalle associazioni. E’ necessario creare dibattiti ed informare circa le decrescita felice. E’ necessario informare che ci troviamo in un punto del non ritorno, i disastri sociali ed ambientali causati dalle corporation li pagano le generazioni future, non quelle che governano oggi, ed è per questo motivo che i giovani devono scendere in campo e pensare al proprio futuro. Sono un illuso può pensare che il cinquantenne o settantenne di oggi si preoccupi realmente dei ragazzi fra i venti ed i trent’anni.

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