La schiavitù oggi

POMIGLIANO (Reuters) – Sono iniziate stamani alle 8,00 presso lo stabilimento Gianbattista Vico della Fiat di Pomigliano le operazioni di voto per il referendum sull’accordo siglato fra il Lingotto e i sindacati Uilm-Fim-Ugl-Fismic sul futuro del sito partenopeo.
Unica sigla che si è sottratta alla firma è la Fiom, braccio metalmeccanico della Cgil, sostenendo che la proposta dell’azienda viola le leggi, anche costituzionali, annullando i diritti dei lavoratori soprattutto in materia di sciopero e malattia.

estratto da “Qualcosa” che non va: In un Paese normale, la moneta viene vista come strumento di scambio e non come ricchezza. In un Paese normale i cittadini dovrebbero auto-prodursi tutto ciò che è possibile. Ad esempio, le tecnologie ci aiutano ad autoprodurre energia necessaria e scambiarsi i surplus in una rete pubblica ma, questa semplice affermazione si oppone alle attuali logiche del potere perché è dominato dall’accentramento dei poteri nelle mani di pochi, oligarchia (UE) e, dall’usurpazione dei diritti umani (privatizzazione) e, tutto ciò sta accadendo per mezzo del controllo del debito pubblico, creato appositamente per ricattare i popoli e non i Governi, servitori del sistema. Persino i giudici italiani hanno ammesso la truffa che va avanti per bieca consuetudine, cioè si è fatto sempre così[1].

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. «I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia». I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. […] Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte.[2]

Un esempio virtuoso per la soluzione alla radice del problema economico: durante la guerra civile il presidente Lincoln rifiutò l’offerta di un prestito ad alto interesse da parte della banche europee, e decise di fare ciò che i padri fondatori rinunciarono di fare, cioè di creare una moneta indipendente e intrinsecamente libera dal debito. “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. Non lo si potrà fare consentendo l’ingresso della Greenback, in quanto non possiamo controllarla”. (The Hazard circular, 1962)[3].


[1] GENIUS SECULI – Zeitgeist Addendum in Italiano ITA, http://video.google.it/videoplay?docid=6561068664203649137#docid=1395849087953543353
[2] ENRICO BERLINGUER, la questione morale, intervista a La Repubblica 28 luglio 1981
[3] Tratto dal film documentario gratuito, Zeitgeist addendum,

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