Uscire dalla strada totalitaria!

In principio fu la guerra, di solito sono sempre le guerre a cancellare o creare debiti. 1944 nacque l’economia del ricatto per gli italiani e gli europei. Ad esempio il debito pubblico degli americani, o dei cinesi, non ha lo stesso peso politico per i cittadini europei che vivono dell’euro zona (patto di stabilità e crescita). Dal piano Marshall in poi gli italiani poterono costruire un’industria e scegliere come spendere i soldi prestati. Dal 1981 in poi l’intero ceto politico italiano decise di abdicare alla sovranità economica e applicare le teorie monetariste liberali. Il Governo Forlani e il Ministro Andreatta decisero la separazione del Tesoro dalla Banca d’Italia ottenendo due risultati: (1) la privatizzazione della Banca d’Italia che nella sostanza significava togliere il controllo del credito allo Stato e (2) consegnare la Repubblica al ricatto dei mercati internazionali. Sono gli anni in cui i partiti si mischiano col mondo dei banchieri e degli imprenditori, gli anni in cui la sinistra abdica a se stessa per abbracciare la religione monetarista liberale (teoria esogena della moneta). Sono gli anni in cui la classe dirigente politica occidentale annulla la democrazia rappresentativa degli Stati per consentire alle imprese di accumulare ingenti capitali; speculando con gli strumenti finanziari, controllando le risorse del pianeta e localizzando la old economy nei luoghi ove non esistono diritti sindacali e tasse (zone economiche speciali). In Italia, seguirono gli anni ’90 con le cosiddette “riforme strutturali” neoliberali: privatizzazioni e uso del diritto privato in ambito pubblico che significò per i partiti, ma soprattutto per Sindaci e Presidenti gestione delle clientele senza subire le indagini della magistratura inquirente, poiché il voto di scambio diventò “legale”. Anni duemila gli scandali bancari rivelano l’intreccio fra partiti e banche e svelano un progetto politico portato avanti nei decenni: sospendere la democrazia rappresentativa, privare lo Stato del potere di emettere moneta e aumentare l’influenza delle imprese private tramite la finanza ed i paradisi fiscali. Nel dopo guerra i partiti avevano il potere di promuovere una politica industriale e monetaria, avevano il potere di fare la politica, cioè decidere come spendere le tasse degli italiani. Dagli anni ’90 in poi i politici (ingresso nello SME e il cosiddetto vincolo esterno (ricatto esterno), ossia Titoli di Stati acquistati dai mercati) sono stati chiusi in un recinto ben preciso: gestire la spesa pubblica per ridurla. Le borse telematiche, il linguaggio finanziario, sono la maschera e l’inganno psicologico da mostrare a tutti: cittadini ed amministratori. Gli interessi della finanza privata prevalgono sull’azione politica dell’istituzioni.

Mentre la religione liberista cominciò a governare il mondo, erano gli anni di Reagan e della Thatcher, tutti i partiti italiani abbracciarono la religione liberale e noeliberale assorbendo le agende politiche dei think tank americani. La maggior parte delle accademie economiche europee pubblicavano testi a favore delle teorie di von Hayek preferendole a quelle di Keynes, e mettendo da parte la critica sociale ed economica di Marx. Anche in questo modo si creò il pensiero dominante, o pensiero unico; mentre pochi economisti si rifiutarono di ignorare le lezioni di Marx e Keynes, e per questo furono delegittimati e isolati. Col trascorrere del tempo l’ideologia globalista finanziaria riuscì a sedurre anche i “comunisti” italiani, tant’è che in Italia i più efficaci liberisti hanno ricevuto l’energia politica anche dall’ex partito comunista che ha sostenuto i governi di Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi, Giuliano Amato, e Mario Monti. Tutto ciò mentre già negli anni ’70 emerse con estrema lucidità e corretta previsione il disastro ecologico di un’economia fondata sulla crescita continua, ignorando l’entropia e gli effetti negativi degli impatti industriali. Se Marx fu corretto nel criticare il capitale (effetti sociali), Nicholas Georgescu-Roegen fu corretto nel dimostrare la fallacia della teoria economica neoclassica (effetti ambientali).

Dal dopo guerra in poi, la DC fu l’interlocutore principale delle religione liberale e neoliberale; e dal 1992 in poi si alternavano i Governi Berlusconi, un liberista in pectore, che ha saputo approfittare del suo ruolo da premier sia per sistemare i propri affari personali, e sia per crearne dei nuovi tramite l’ENI e l’ENEL nominando il managment di tali aziende. L’attuale governo democristiano, Letta premier, rappresenta egregiamente l’immagine liberista propugnata dai gruppi élitari quali il club Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E’ noto che le riforme politiche degli ultimi trent’anni hanno spostato i centri decisionali e di potere, da Roma a Bruxelles, e da Bruxellese alle agende dei gruppi sovranazionali, ed è in questi ambiti elitari che i gruppi politici europei ed americani hanno banalmente applicato le priorità delle imprese private che non coincidono con gli interessi generali di uno Stato democratico, ma con quelle delle SpA che si riuniscono nel WTO e che sfruttano le risorse limitate della Terra per il torna conto degli azionisti.

Nel 2011 accade qualcosa di straordinario poiché le democrazie rappresentative sono sospese (accade in Grecia e in Italia) e l’agenda élitaria dei borghesi europei nomina i primi ministri. E’ sempre il vincolo esterno che annulla l’autonomia degli Stati e detta l’agenda politica liberista. L’UE segue l’agenda élitaria, i governi nazionali firmando il Trattato di Lisbona (Italia, luglio 2008) rinunciano alla propria sovranità ed i popoli subiscono le stupide regole contabili del fiscal compact e del MES. E’ buffo leggere le opinioni dei teorici della “terza via” di Blair e Clinton (Policy Nertwork) e dell’Ulivo mondiale, quelli delle speculazioni finanziarie per intenderci (ad esempio, quelli vicini a Goldman Sachs o quelli del caso Mps in Italia), leggerli nel proporre maggiore “democrazia” nell’UE. Com’è buffo leggere che i socialisti francesi giudicano di “destra” la “terza via” inglese. I gruppi politici si muovono su parole d’ordine e slogan per semplificare la realtà, entrambi i gruppi politici si muovono nel piano ideologico della crescita: la “sinistra” intende tornare ad un capitalismo degli anni ’80, mentre la “destra” ignora gli effetti di una “globalizzazione finanziaria” e persegue sullo stessa strada. Nei dibattiti pubblici si possono vedere gli stessi uomini politici che hanno introdotto gli algoritmi matematici che hanno accelerato una crisi del sistema capitalistico e propugnano soluzioni per tutti, questi individui hanno lo stesso grembiulino di oltre oceano. E’ questa la sintesi politica dei gruppi politici europei, entrambi legati a doppio filo dagli immorali paradisi fiscali. Politici ben saldi alle poltrone politiche che muovono le regole dell’immoralità e della stupidità poiché negano il diritto ad un esistenza migliore per chiunque voglia averla.

L’austerità voluta da tutti i Governi dell’UE è stata sostenuta da diversi studi di macro economia. Di recente è accaduto un fatto a dir poco imbarazzante, un giovane dottorando Thomas Herndon stava studiando un rapporto di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, “Growth in a Time of Debt” (2010). In quel testo vi era la “prova scientifica”, secondo gli autori, che se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, diventa un ostacolo insuperabile alla crescita. Quella cifra “magica” venne adottata come un dogma, istantaneamente ripresa da organizzazioni internazionali e governi: da Angela Merkel alla Commissione europea, fino al partito repubblicano negli Stati Uniti. Herndon scoprì due categorie di errori, grossolani e dalle conseguenze disastrose. La coppia di grandi economisti aveva banalmente commesso una svista di “allineamento” nelle colonne delle cifre da addizionare usando il software Excel della Microsoft. Sicché alcuni calcoli erano sbagliati. In più — questo forse è lo sbaglio più imperdonabile — Reinhart-Rogoff avevano omesso di includere tra le nazioni esaminate ben tre casi (Canada, Australia, Nuova Zelanda) in cui la crescita economica non è stata affatto penalizzata da un elevato debito pubblico.

Gli effetti delle politiche liberali e neoliberali sono evidenti: l’Italia è diventata periferia economia e in particolar modo il meridione d’Italia raggiunge tassi di disoccupazione pari ai paesi emergenti, una volta chiamati in via di sviluppo. Applicando il paradigma liberale, competitività e delocalizzazioni, si è consumata una guerra economica contro le famiglie meridionali. La soluzione è politica, ed è semplice: restituire autonomia politica per ristrutturare i debiti e applicare la teoria endogena della moneta. Non c’è alcun bisogno di una guerra per “rimettere” i debiti, lo capiscono tutti i leader europei ed alcuni gruppi politici riflettono su questa opportunità, immaginando una BCE “prestatrice di ultima istanza”, un pò come fa la FED americana. Premi nobel come Krugman e Stiglitz criticano apertamente il sistema euro e mostrano le storture di una moneta a debito, non sovrana, poiché le Nazioni non decidono autonomamente del proprio destino. Krugman e Stiglitz dicono che il problema euro, prioritariamente, è politico per l’assenza di democrazia.

La Repubblica italiana ha principi e regole per la diffusione a larga scala di semplici tecnologie per auto produrre energia con fonti alternative, per riciclare tutte le materie prime seconde (rifiuti), per spostarsi con mezzi non inquinanti e puntare alla sovranità alimentare. In modo particolare l’Italia deve affrontare, con urgenza, il tema del rischio sismico ed idrogeologico, e la pianificazione della tutela dei beni culturali (art. 9 Cost.), e questo può avvenire solo con una politica industriale pagata con moneta sovrana libera dal debito. L’Italia ha la necessità di avviare un cambio di scala territoriale e pianificare le proprie aree urbane che soffrono di degrado e abbandono. Un piano lungimirante deve puntare alla divulgazione di nuovi paradigmi educativi per sviluppare la creatività, sia per le future generazioni che per quelle attuali, un piano atto a sconfiggere l’ignoranza di ritorno e progettare comunità sostenibili puntando alla piena occupazione, alla riduzione degli orari di lavori conservando uno salario dignitoso e l’aumento del tempo libero da trascorrere con la famiglia e le persone più care (art. 35 e 36 Cost.). E’ banale mostrare che queste politiche non siano praticabili all’interno del piano ideologico liberista del Trattato di Lisbona, e che pertanto bisogna abrogare regole fiscali e contabili stupide per scriverne altre, semplici ed efficaci, partendo dal diritto di battere moneta, questione non economica e neanche contabile, ma problema di diritto costituzionale per restituire sovranità al popolo italiano (art. 1 comma 2 Cost.). Successivamente, è altrettanto banale considerare il fatto che lo Stato debba rivedere il sistema dei controlli sulla spesa pubblica per ridurre gli sprechi e prevenire la corruzione.

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Il Nuovo Ordine Mondiale della finanza

di Andrew G. Marshall, tratto da Nexus New Times N. 82 ott-nov 2009, pagg. 11-18

Nexus new Times N.82

Il 16 marzo 2009 la Itar-Tass riportava che “la Russia esprime il parere che il summit del G20 in programma in aprile a Londra dovrebbe iniziare ad approntare un sistema di gestione del processo di globalizzazione e a considerare l’eventualità di creare una valuta di riserva internazionale, ovvero una ‘valuta di super riserva’… che verrà emessa da istituti finanziari internazionali”. La Russia ha affermato che ‘appare opportuno riconsiderare il ruolo dell’FMI nel contesto di tale processo, nonché stabile l’eventualità e la necessità di adottare misure che consentano agli SDR (Diritti di Prelievo Speciali, ndt) di diventare una valuta di super-riserva riconosciuta dalla comunità internazionale”.

Il 23 marzo il Financial Times riportava che la banca centrale cinese “ha proposto di sostituire il dollaro come valuta di riserva internazionale con un nuovo sistema globale controllato dal Fondo Monetario Internazionale”, con l’intento di far si che la valuta di riserva mondiale sia “scollegata dalle singole nazioni” nonché “capace di mantenersi stabile sul lungo periodo, eliminando in tal modo gli inerenti difetti determinati dall’impiego di valute nazionali basate sul credito”. Il principale economista cinese della HSBC ha dichiarato: “Vi è una chiara indicazione che la Cina, principale detentrice dei beni finanziari in dollari statunitensi, è preoccupata del potenziale rischio inflazionistico determinato dal fatto che la Federal Reserve stampi moneta”. […]

Parte finale dell’articolo:

[…] Nelle intenzioni il controllo di tale sistema, secondo un’impronta feudale, doveva essere affidato alle banche centrali del mondo che agivano di concerto, in base ad accordi segreti raggiunti in occasione di frequenti convegni ed incontri privati. Il vertice di tale sistema doveva essere la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, in Svizzera, una banca privata di proprietà e sotto il controllo delle banche centrali mondiali, a loro volta corporazioni private.

Ovviamente, le attuali “soluzioni” proposte per risolvere la crisi finanziaria globale avvantaggiano i soggetti che tale crisi hanno provocato, a scapito di coloro che sono destinati a subirne in massima parte gli effetti: diseredati, poveri e indebitati di tutto il mondo.

Suddette soluzioni proposte rappresentano le dimostrazioni e l’attuazione dei definitivi scopi generazionali dell’élite globale e, di conseguenza, rappresentano le condizioni meno favorevoli per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Di fondamentale importanza è che la popolazione mondiale agisca con incisività contro tali “soluzioni” e inauguri una nuova era dell’ordine mondiale, l’Ordine Mondiale del Popolo; la soluzione risiede nel governo e nelle economie a livello locale, affinché la popolazione rivesta un ruolo di maggior peso nel determinare il futuro e la struttura della propria economia politica e, quindi della propria società.

Grazie a questa alternativa di economie politiche locali, in congiunzione con inedite popolazione globale e democratizzazione internazionale delle comunicazioni tramite internet, in prospettiva disponiamo dei mezzi e della possibilità di plasmare la più diversificata estrinsecazione di culture e società che l’umanità abbia mai conosciuto.

La risposta risiede nell’interiorizzazione del destino e del potere umano di ciascun individuo, nonché un rifiuto dell’esteriorizzazione del destino e del potere umano verso un’autorità globale a cui hanno accesso esclusivo solo alcuni soggetti selezionati.

Interiorizzare il destino e il potere umano significa comprendere il dono della mente umana, la quale ha la facoltà di impegnare il pensiero oltre il mero dato materiale, come cibo e riparo, e di avventurarsi nel regno del concettuale.

Ogni individuo possiede – nel proprio intimo – la capacità di valutare criticamente sé stesso e la propria esistenza. Ora è giunto il momento di utilizzare tale facoltà con l’obiettivo di interiorizzare le nozioni di destino e di potere umani.

Per quale motivo ci troviamo qui? Dove ci stiamo dirigendo? Dove dovremmo dirigerci? In che modo arriveremo in tale luogo?

Le presunte risposte a tali quesiti ci vengono offerte da un ristretta élite globale, la quale paventa le ripercussioni di quanto accadrebbe se la popolazione mondiale iniziasse a trovare da sé una risposta ad essi.

Io non conosco le risposte, tuttavia so che esse risiedono nella mente e nello spirito degli esseri umani che hanno vinto e continueranno a vincere le più importanti sfide poste all’umanità e che senza dubbio trionferanno sul Nuovo Ordine Mondiale.

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato! Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

Banchieri contro l’umanità

Fonte: Jennifer Millmann NBC: Hundreds of people trying to save their homes from foreclosure flocked to Connecticut’s wealthy Gold Coast this weekend to give financial kingpins a piece of their mind.  Stamford sits in the midst of one of the nation’s wealthiest areas, and among the regions particularly hard-hit by the housing market collapse. Nearby Greenwich and other suburbs are home to many of Wall Street’s wealthiest executives and financial managers. Homeowners are fed up – and many are frustrated that those who lead the companies that gave them their subprime mortgages live in luxury while they struggle so hard to meet their loan payments and not fall behind.

Fonte: traduzione di Debora Billi in crisisblogosfere:  Migliaia di persone sbattute fuori di casa o in procinto di, a causa della crisi dei mutui. Sentono parlare di bailout, salvataggi di banche, superstipendi di managers. A un certo punto si stufano. E cosa fanno? Si riversano in massa nelle zone di lusso e vanno a piantare un casino davanti alle ville degli amministratori delegati, dei finanzieri di Wall Street, dei banchieri. Succede nel Connecticut, e l’articolo di NCBC titola proprio “Torce e forconi”. Per il momento i cittadini esasperati si sono limitati a brandire cartelli, ma non è detto che in futuro non passino appunto ad altri e più consistenti utensili. 

In questo regime socio-politico, privo di una vera democrazia, si possono leggere pesanti affermazioni che rafforzano le logiche del massimo profitto contro i più elementari diritti umani.

Infatti dal giornale degli industriali, ilsole24ore, si legge: Le spinte protezionistiche «tendono a intensificarsi» a livello globale sebbene «ad oggi non si rilevino evidenze importanti di un aumento delle misure concrete». Lo afferma la Bce nel suo bollettino mensile. «Il sostegno alla globalizzazione – sostiene l’Eurotower – si indebolisce in diverse regioni del mondo. Un fenomeno prevedibile, dal momento che le spinte protezionistiche tendono a rafforzarsi nei momenti di tensione economica e finanziaria». È importante tuttavia «arginare le richieste di misure» di questo tipo perché la Storia insegna che «l’impatto del protezionismo sulla crescita e sul benessere delle persone è sostanzialmente negativo».

Tali affermazioni sono ovviamente di parte, non hanno alcun significato per i cittadini che vivono nell’economia reale se non, appunto per i banchieri che tutelano esclusivamente i loro interessi. E’ del tutto oltraggioso per la dignità umana lasciar il reale potere, insito nel batter moneta nell’attuale sistema monetario che misura la ricchezza anche col PIL, alle banche centrali controllate da società private SpA usurpando il diritto dei popoli. o-banca-o-vitaGli organi che controllano il sistema monetario accentrando questo enorme potere, dittatura, nelle mani di persone non elette dai popoli, si chiamano Banca dei regolamenti internazionali (BIS) [Banca d’Italia membro della BIS, Mario Draghi], Banca Mondiale (BM) [Robert Zoellick] e Fondo Monetario Internazionale (FMI) [Dominique Strauss-Khan]. Questi enti controllano le banche centrali, Federal Reserve (FED) e Banca Centrale europea (BCE) [Jean-Claude Trichet], e prestano danaro privato ai popoli caricandolo di interessi illegittimi. Si tratta di persone i cui volti quasi nessuno vedrà nei telegiornali, se non raramente, e nessuno farà caso alle scelte di questi personaggi che in realtà hanno il reale potere di controllare le vite dei popoli e, non i Governi o i parlamenti come ci lasciano credere; sempre se accettiamo questo sistema monetario e, purtroppo esso è ancora accettato da tutti i partiti presenti sia nel parlamento europeo che italiano. euflazioneFino a quando esisterà una moneta debito privata creata dal nulla non ci sarà alcuna democrazia rappresentativa, ma si tratta solo di un teatro per far credere alle persone di contare qualcosa quando ogni tanto firmano un contratto in bianco, alla cieca, partecipando alle elezioni politiche. In realtà, in un vera democrazia i popoli, anche attraverso gli strumenti di democrazia diretta, hanno maggiori poteri di controllo sul mandato elettorale e sugli eletti e, hanno il diritto di elaborare proposte di legge per gli Enti istituzionali. Nel mondo ci sono molti esempi di pratiche democratiche vere, ma quasi mai il potere invisibile consente di incidere sulla moneta, e questo accade soprattutto per l’assenza di consapevolezza collettiva sul rapporto società-moneta. Solo una piccola percentuale di cittadini ha la reale percezione del sistema monetario. Ci si lamenta, giustamente, dell’esistenza delle guerre e dell’ingiustizia sociale? Quale crimine più grande al mondo se non quello di accentrare il potere monetario nelle mani di poche persone non rappresentative del popolo, ma solo di se stessi e di società di profitto (banche, corporations)? I partiti parlano di democrazia? Ma di cosa parlano? I rappresentati eletti sono “liberi” di decidere come spendere moneta debito privata e di tassare i popoli per ripagare gli illegittimi interessi figli dell’inganno creato dal sistema bancario che produce moneta dal nulla per mezzo del sistema a ‘riserva frazionaria’. Tale sistema è stato  creato per consentire ai banchieri di inventare una ricchezza che non esiste, l’economia stessa è immaginazione dell’uomo, essa non ha nulla a che fare con la natura e con la Terra. L’economia è il metodo più scorretto per rubare risorse alla natura recando danni irreversibili alle specie viventi, ma la contraddizione è che l’uomo è parte della natura. Avete mai visto una pianta usare una moneta per alimentarsi? Perché l’uomo, parte della natura come le piante, usa una moneta? Economisti e  banchieri hanno inventato un paradosso, cioè il sistema del debito pubblico, ed hanno avuto successo perché i politici, ovviamente corrotti, hanno taciuto; i media, controllati direttamente o indirettamente da banche e corporations, hanno taciuto; la maggioranza gli economisti  ha taciuto. Come qualsiasi associazione per delinquere il loro successo è basato sul segreto, sulla menzogna e sulla manipolazione. Tutte queste persone producono ricchezza dal nulla ed i loro fedeli non devono lavorare per garantirsi merci, beni e servizi. Tutto il resto del mondo deve lavorare almeno 8 ore al giorno per mettere il piatto a tavola.

Ma la cosa più assurda fra tutte, e la maggioranza degli italiani ignora, non bisogna fare nessuna rivoluzione, nessuno sforzo. E’ sufficiente applicare la nostra Costituzione (art. 1 e 47). Noi italiani non abbiamo alcun debito pubblico poiché il presunto “debito” è frutto di un’usurpazione che viola i nostri principi costituzionali. Nessuno può prestare un pezzo di carta di proprietà privato ad uno Stato sovrano e caricarlo di interessi. E gli stessi, tanto meno possono essere saldati con gli stessi pezzi di carta (paradosso). Dal punto di vista dell’etica, le tasse possono essere accettate  solo per pagare i servizi pubblici. La pesante ed oltraggiosa contraddizione è che questo presunto debito pubblico vincola tutte le deliberazioni politiche. Si dice: per impedire l’inflazione, ma è una bugia figlia dell’ignoranza o della mala fede, poiché il sistema bancario a ‘riserva frazionaria’ è intrinsecamente inflazionistico. Cioè ci sarà sempre inflazione se si consente alle banche commerciali private di creare moneta dal nulla, ovunque e sempre. Invece, in un sistema senza una banca centrale privata, è possibile stampare moneta in maniera proporzionata alla produzione di merci, beni e servizi immateriali, cioè evitando l’inflazione della moneta stessa.

Fatto l’inganno approvata la legge (art. 105/A Trattato di Maastricht)

Fonte Zeitgeist addendum: La società oggi è composta da una serie di istituzioni. Dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche, a quelle religiose. Fino alle istituzioni delle classi sociali, dei valori familiari e della specializzazione professionale. E’ ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali in cui siamo nati, diretti e condizionati…non sembra esser alcun sistema dato per scontato, e così poco compreso, come quello monetario. Dopo aver raggiunto proporzioni quasi religiose, le istituzioni monetarie riconosciute esistono come una sorta di dogma, fra i più forti mai esistiti. Come viene creato il danaro, le politiche che vengono perseguite e quali sono i veri effetti sulla società, sono però argomenti trascurati dalla maggior parte della popolazione. In un mondo in cui l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza planetaria, in un mondo in cui 34.000 mila bambini muoiono ogni giorno per povertà e malattie che si possono prevenire, e dove il 50% della popolazione mondiale vive con meno di 2 dollari al giorno… una cosa è chiara: c’è qualcosa di profondamente sbagliato. E consapevoli o no, il sangue che da vita a tutte le nostre istituzioni, e quindi alla nostra società stessa, è il danaro. Quindi comprendere le istituzioni del sistema monetario è fondamentale per comprendere perché il nostro stile di vita è così. Sfortunatamente, l’economia è spesso considerata caotica e noiosa. E lo scorrere di notizie in gergo economico, insieme a grafici e calcoli matematici che spaventano, è un ottimo deterrente per il suo studio. Comunque, la realtà è che: la complessità associata con il sistema finanziario è soltanto una maschera progettata per nascondere uno dei meccanismi socialmente più paralizzanti che l’umanità abbia mai introdotto.

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