Salerno feudale? No è peggio!

La più grave crisi di coscienze che la città di Salerno abbia mai vissuto grazie al nichilismo imperante. Il mainstream locale elogia e acclama il potere locale come i servi più fedeli fanno coi padroni sicuri della loro ricompensa e del tozzo di pane. Il sistema feudale si reggeva su rapporti personali frutto di scambi mercantili e interessi di potere, ma per l’assenza di tecnologie i padroni avevano cura della salute dei contadini altrimenti non potevano sopravvivere. Dopo la riforma amministrativa (anni ’90) che introdusse l’uso del diritto privato in ambito pubblico (avvio processo di privatizzazione dei servizi pubblici) e l’accentramento di poteri nelle mani dei Sindaci, il voto di scambio è divenuto “prassi legale” per gestire il consenso (assunzioni clientelari nelle SpA monopoliste locali), come accadeva nel X secolo tramite la violenza. L’immoralità salernitana è peggiore del medioevo, infatti il disprezzo per la vita umana è talmente elevato che oggi si muore a norma di legge e la maggioranza dei sudditi continua a servire un padrone incoscienze e irresponsabile.

I Sindaci italiani sono l’organo responsabile dell’amministrazione e hanno il potere per tutelare l’incolumità dei cittadini ma fanno poco o nulla per la salute umana e nulla per la prevenzione primaria. Oltre i Sindaci anche le strutture sanitarie e soprattutto i medici consigliano ancora poca prevenzione primaria e i cittadini continuano a morire a norma di legge. Nell’ambito medico vi è un dibattito aperto e dopo gli scandali legati alla corruzione morale della professione medica formata anche dalle case farmaceutiche, finalmente vi sono alcuni medici (ISDE) che stanno risvegliando le coscienze e puntano alla prevenzione grazie a uno stile di vita migliore e sulla corretta informazione scientifica.

Il cosiddetto partito dei Sindaci, assimilabile all’ANCI, potremmo anche definirlo come il partito degli utili idioti, perché? Le forze politiche che hanno “sistemato” questi utili idioti sono le stesse forze che fanno le leggi a servizio delle SpA, e queste leggi non tutelano la salute umana ma i soldi delle banche, le stesse che finanziano i “partiti” anche tramite i paradisi fiscali e il sistema delle fondazioni.
Gli utili idioti protestarono in due manifestazioni nazionali, la prima a Milano (8 aprile 2010) e dicevano: “il patto di stabilità ci ostacola” e la seconda a Firenze, sempre contro l’immoralità del patto di stabilità imposto dalla dittatura europea. Com’è possibile che non si fossero accorti prima che le regole contabili non finanziano i diritti? Eppure gli stessi utili idioti hanno firmato contratti con le banche per usare strumenti finanziari, scommesse che non vinceranno mai. Sempre gli stessi utili idioti uniti con gli idioti seduti in Parlamento incostituzionale che nessuno ha eletto.
Spendere parole per cercare alibi a sostegno di questi soggetti socialmente pericolosi è inutile perché hanno costruito nel tempo una vera prigione fingendo di non sapere, evitando di parlare pubblicamente dell’usurpazione dei diritti umani noti a chiunque abbia la capacità di leggere, e mi riferisco all’usurpazione della sovranità monetaria, pensata e preparata con cura per opprimere i popoli privandoli di uno strumento tanto semplice quanto necessario a scambiare merci e beni prodotti. Poi, ogni tanto, c’è qualcuno che si ricorda del problema e pone domande al Governo (interrogazione parlamentare).

In Italia esiste un buco giurisprudenzionale, voluto, nel diritto ambientale perché le pene non sono adeguatamente commisurate ai comportamenti criminali delle SpA e non esiste un’efficace class action appositamente evitata dal Parlamento per tutelare i capitali e negare i diritti umani.
Le attuali norme sul comparto aria non hanno alcun fondamento scientifico utile alla prevenzione della salute poiché l’immissione dell’inquinamento viene misurato col peso mentre la medicina dice chiaramente che le nanopolveri entrano nel corpo umano per mezzo delle loro dimensioni. Se volessimo misurare l’inquinamento atmosferico dovremmo contare le polveri non pesarle.

Nessuno partito di utili idioti ha fatto leggi per punire gli industriali delle automobili che sono una delle cause di morte (nonostante il principio di precauzione e il principio chi inquina paga), omicidi colposi e disastri ambientali evitabili perché da circa un secolo esistono i progetti per motori elettrici che hanno rendimenti energetici migliori e soprattutto non immettono polveri che uccidono. In questi due anni assistiamo ad alcune inversioni di marcia grazie alla Tesla motor ma le resistenze sono ancora forti in attesa di nuove dipendenze, dal petrolio a qualcos’altro.
La scienza è consapevole che una buona parte delle morti è evitabile con un cambio di paradigma culturale mentre il sistema (società, scuola e università) incentiva le persone ad esser nichiliste e competitive perché l’avarizia è il motore di una società immorale.

Uno strumento che il sistema di potere usa per manipolare l’opinione pubblica è il silenzio. Dunque, è semplice condizionare le persone, è sufficiente tenerle ignoranti sullo stato collettivo di salute e non fornire dati sufficienti per comprendere le condizioni di vita. Nell’ambito dei controlli della qualità di quanto respiriamo, infatti, il Cria, centro regionale per l’inquinamento atmosferico, ha installato tre centraline a Salerno una a Pastena, una in via Vernieri, una a Fratte presso la scuola Osvaldo Conti (Fonte: Il Mattino ediz. Salerno, 8 gennaio 2009). Questo è ciò che accade in Italia, in Campania e in special modo a Salerno dove non esistono sistemi efficienti per monitorare l’aria, l’acqua e i suoli e se non esistono strumenti permanenti allora è impossibile dimostrare il nesso di causa effetto fra l’inquinamento e la morte, nonostante tutti possono intuire che si muore se l’ambiente non è sicuro. L’assenza di dati è l’arma politica per deresponsabilizzare controllori e controllati e assolvere i dipendenti eletti da cause civili e penali.
Chiunque di noi può capire questi aspetti ma la maggioranza dei cittadini non interviene per cambiare le cose e tutelare il diritto alla vita.

A Salerno, il mare è inquinato, i corsi d’acqua sono inquinati, vi sono le fonderie Pisano condannate nel 2007 per inquinamento e tuttora sono oggetto di continue chiusure con i sigilli ma il Comune non chiede il risarcimento del danno ambientale mentre i cittadini tramite una class action dovrebbero chiedere il risarcimento del danno biologico. Vi sono “morti sospette” di cancro nell’area delle fonderie? Perché i residenti non muovono azioni legali dirette?

Il traffico cittadino è causa di enormi disagi e danni biologici e la Carta geomichica ambientale del prof. Benedetto De Vivo ha rilevato il superamento dei limiti soglia dei platinoidi (uscenti dalle marmitte catalitiche)  nei quartieri Pastena e Torrione, la stessa carta mostra il superamento dei limiti soglia nell’area delle fonderie Pisano, copia del testo fu inviato anche al Comune di Salerno e quindi conosce l’inquinamento dei suoli.

A Salerno manca una seria indagine tossicologica e manca la cultura della prevenzione primaria per queste ragioni è impossibile pensare a una qualità della vita proprio dove il valore della vita stessa non è preso in considerazione dalla politica e dai cittadini nichilisti.
Solo il risveglio delle coscienze può cambiare la qualità della vita e i cittadini dovrebbero usare l’arma più potente che hanno: cervello, cuore e consapevolezza.

La qualità della vita misura lo stato psicofisico delle persone, la conoscenza, i rapporti interpersonali e la partecipazione alla vita della società, questi sono solo alcuni dei nuovi indicatori che CNEL e ISTAT inizieranno a valutare, ma questi aspetti sono stati sempre indice di qualità, adesso anche lo Stato li studierà.

La partecipazione alla vita politica, indicatore di qualità, è facilmente rilevabile leggendo gli Statuti degli Enti locali. In Italia la vera democrazia è osteggiata e scoraggiata, infatti non esistono adeguati strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Statuti e il potere nega la trasparenza degli atti pubblici e non condivide adeguatamente i bilanci dei comuni e delle relative SpA locali monopoliste affinché i cittadini non capiscano quanti milioni produce l’usurpazione dei beni pubblici.

La scienza e il buon governo hanno sempre indicato l’approccio olistico quale atteggiamento positivo per creare il vero sviluppo umano, ora i cittadini hanno l’opportunità di cambiare schema mentale e avviare un percorso di crescita reale. Nei Paesi dove c’è questa consapevolezza i cittadini, grazie alla maggiore democrazia, al governo del popolo, hanno potuto condividere le opinioni e sviluppare metodi, conoscenze e pratiche di buona amministrazione. Infatti vi è maggiore prevenzione e tutela del territorio, la vera ricchezza.

Una prova di quanto affermo esiste persino a Salerno: la raccolta differenziata è svolta dai cittadini non dall’immoralità degli amministratori locali. Vincenzo De Luca, che governerà la città più della dittatura di Mussolini, tramite la rete locale televisiva che lo sostiene da 16 anni millantava che sarebbe stato impossibile raggiungere alte percentuali di raccolta in breve termine e che l’inceneritore sarebbe stato la fabbrica più sicura e controllata d’Italia. Quando ha saputo che le banche non avrebbero sostenuto il prestito senza la garanzia di bruciare rifiuti utili a calcolare l’immorale sovvenzione dei Cip6 ha dichiarato che avrebbe cambiato idea. De Luca quale commissario ai rifiuti corse anche il rischio di perdere il mandato se non avesse iniziato un’efficace raccolta. Le priorità sulla gestione dei rifiuti, i principi e i modi più ecologici per trattarli sono noti e la legge risale al 1997. E’ documentato che Comitati cittadini molto più informati dell’Amministrazione sulla corretta gestione avevano chiesto la strategia “Rifiuti Zero”. De Luca ha colpevolmente ritardato la messa in opera della raccolta differenziata “porta a porta” e in ritardo ha realizzato un impianto di compostaggio causando l’aumento della TIA e oggi i salernitani pagano la tassa rifiuti più alta d’Italia. Per la corretta gestione dei rifiuti manca ancora un impianto di riciclo e manca la “squadra di ricerca” del poco “residuato” non riciclabile che sarà reso illegale dalle norme di prevenzione dei rifiuti.
Ci rendiamo conto che quando conviene al potere bisogna fare leva sul razzismo contro i meridionali e additarli di esser incapaci persino di differenziare i rifiuti per poi scoprire il contrario quando i risultati sono maggiori rispetto al Nord.
L’esempio di Salerno è la prova certa che i cittadini sono più avanti dei loro dipendenti e che hanno la capacità di autogestirsi mentre gli amministratori sono un ostacolo concreto alla sviluppo di comunità civili e sostenibili.

La speranza di un cambiamento civile è oggi concreta poiché alla gara elettorale ha partecipato una “lista a 5 stelle” figlia della società civile che ha speso appena € 2500 e svolto azioni pratiche di educazione civica come la pulitura della città mentre gli altri la inquinavano con manifesti affissi ovunque ci fosse spazio per farlo, nell’illegalità totale. Il voto ha detto che esistono almeno 1676 cittadini e non sudditi. Alla gara hanno partecipato ben 19 liste di cui 17 hanno indicato Vincenzo De Luca con tutta la potenza economica e mediatica locale, nel Consiglio comunale non vi sarà alcuna opposizione perché De Luca è sostenuto sia dalla “destra” che dalla “sinistra”, alle precedenti elezioni del 2006, al ballottaggio, ci fu la più grande truffa elettorale perché i componenti della lista di “Centro sinistra”, avversaria di “Progressisti per Salerno” (De Luca), dopo la sconfitta furono nominati nella “Giunta De Luca” con l’evidente tradimento del mandato elettorale. Questo è il livello immorale dell’ambiente politico salernitano ove di solito buona parte dei candidati risponde solo al prezzo del loro ego e, sembra che la maggioranza di essi vada in giro con un cartellino e sia sufficiente pagare quel prezzo per comprare il loro consenso.

Nonostante tutto sembra che ci siano 1676 persone stanche del nichilismo e che siano pronte a produrre un cambio di paradigma culturale dove finalmente l’etica entra nella politica. Salerno cambia se noi cambiamo.

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La rivoluzione delle coscienze

Un elemento della coscienza è la consapevolezza intelligente che abbiamo in noi e che ogni giorno ci dà vita: coscienza oggettiva, o subconscio. E’ un sistema incredibilmente intelligente e attento, separato dal cervello pensante, ma opera attraverso le altri parti del cervello per mantenere in ordine il corpo; ad esempio agli aspetti della nostra salute: il cuore, la digestione, la rigenerazione cellulare e l’organizzazione del DNA. E’ necessaria una coscienza grande e illimitata per assumersi la responsabilità di tutto questo.
Questa intelligenza oggettiva sa molte più cose di quante ne sappia il sé della nostra personalità, anche se noi pensiamo di conoscerle tutte.

Dunque attingendo dall’intelligenza oggettiva potremmo “risvegliare” la nostra coscienza e uscire dal sistema di credenze indotto dall’ambiente o dal “potere invisibile” che opprime i popoli.
Se attingiamo informazioni dalla nostra coscienza possiamo sapere che la vita umana, o meglio la società ha bisogno di “nuovi” modelli teorici e pratici per consentire il reale sviluppo umano cancellando le disuguaglianze e i crimini politici.

I cittadini cooperanti in gruppi e/o comunità hanno il potere e il dovere morale di agire direttamente e progettare stili di vita bio-compatibili, creativi e stimolanti al fine di soddisfare bisogni primari. In una democrazia compiuta e matura singoli cittadini e gruppi possono scambiarsi il racconto di esperienze virtuose e deliberare direttamente senza intermediari.

La scienza ha dimostrato che la meditazione consente di attingere dalla coscienza liberandosi dai condizionamenti indotti dall’ambiente negativo. Nella storia vi sono numerosi esempi di rivoluzioni culturali che hanno prodotto impatti sulla società, per citarne due ispirate da famosissimi umanisti: Mahatma Ghandi e Martin Luther King.

Oltre la meditazione senza dubbio la formazione culturale indipendente sostiene la creazione di immagini visionarie utili a progettare una società migliore ma soprattutto una società figlia delle leggi della natura e del buon senso. La coscienza e le intuizioni hanno guidato le invenzioni di Nikola Tesla, così come quelle di Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, David Bohm, Carl Gustav Jung.

Il modello di pensiero occidentale (la produzione di massa, la competitività, il PIL, il monetarismo, e il petrolio) è al termine.
Il nuovo modello di sviluppo si sta diffondendo, un modello figlio dell’olismo e dell’approccio multiculturale (pluralismo delle idee) e cooperativo. Stiamo avendo una decrescita felice del PIL e una crescita dell’atteggiamento spirituale unito alle leggi della fisica: bioeconomia e meccanica quantistica.

Nella pratica quotidiana tecnologie intelligenti (geotermia, energia solare, micro-eolico…) sono già in commercio manca ancora una massa critica popolare che richieda con fermezza la diffusione di “nuovi” modi di trasformare l’energia e di co-gestire i beni pubblici in maniera responsabile. Questa massa critica si sta formando e sta crescendo anche in Italia, vi sono almeno tre associazioni che interpretano e vivono il cambiamento: il Movimento per la Decrescita Felice, l’Arcipelago Scec e Transition Italia; a queste bisogna aggiungere i gruppi di acquisto e i distretti di economia solidale. Lo stile di vita etico e responsabile sta crescendo.

Un esempio pratico di risveglio è rappresentato da cittadini attivi che stanno unendo la cultura del saper fare e le nuove tecnologie. Quindi vi sono numerose comunità che auto producono applicando la dieta mediterranea, scambiano beni e non merci, usano fonti di energie alternative, curano orti sinergici, riscoprono mestieri artigianali, comprano abiti prodotti in loco e ricostruiscono la filiera del tessile favorendone la scelta. Esiste anche una parte delle medie e piccole imprese che sta investendo in attività virtuose come il riciclo e il riuso delle materie prime (rifiuti). Quando il numero di azioni virtuose cresce si trasforma in massa critica e trasforma la realtà che ruota intorno a noi, migliorandola. L’effetto è un cambiamento tangibile e può coinvolgere città intere.

I circoli territoriali MDF sono associazioni sociali che autoproducono il pane in casa, coltivano orti sinergici, promuovono incontri culturali sui diritti umani e sull’uso razionale dell’energia, si muovono in bicicletta, si scambiano doni e beni sviluppando la crescita spirituale e materiale e in fine hanno un impatto virtuoso sulla comunità locale stimolando la partecipazione diretta alla vita politica del proprio Comune. Nella sostanza MDF è impegnata concretamente nel miglioramento della qualità della vita poiché crea relazioni sociali umane di qualità frutto di valori etici.

“Capitali mobili”

“Estratto” da “Qualcosa” che non va:

I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”»[1].
L’alta finanza ha creato paradisi bancari come Euroclear[2] e Clearstream[3] dove vige il segreto assoluto, conti su cui è possibile far comparire e scomparire il denaro occultandone la fonte di provenienza.[4]
I banchieri non hanno bisogno di soldi: li stampano dal nulla. Anche Norberto Bobbio, nel 1984 disse chiaramente che qualcosa non funzionava: «il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove»[5]. Fu Bobbio, in Italia, a parlare di videocrazia, plutocrazia, cleptocrazia[6] e di “potere invisibile”. Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima[7].

Eppure è sufficiente un click del mouse per riscontrare in internet quanto Bobbio denunciava,  nell’indifferenza totale di allora quanto nell’apatia odierna. Come difendere l’industria nazionale dalla speculazione e dalle svendite indiscriminate. Ampia rappresentanza delle forze politiche italiane alla conferenza del Movimento Solidarietà e dell’EIR del 28 giugno 1993[8]. E’ lungo il titolo di un dibattito che chiedeva conto circa l’incontro “segreto” del panfilo Britannia ed il relativo rischio di un probabile comportamento eversivo di diversi partecipanti e non (decisioni prese altrove). Si citano Carlo Azzeglio Ciampi, Mario Dragi, Romano Prodi, Giuliano Amato, Beniamino Andreatta che in quegli anni ricoprivano ruoli e funzioni strategiche per l’economia italiana ma soprattutto  per la ricchezza degli italiani. Le illazioni di Movisol sono pesantissime e se ci fosse maggiore coscienza da parte delle Corti, Costituzionale e dei Conti, si potrebbe avviare un processo per tradimento alla Repubblica italiana ed atti eversivi dell’ordine democratico poiché leggendo l’ampio articolo il popolo sovrano sembra esser stato tradito, ingannato e privato di poteri di controllo sulla cosa pubblica per favorire interessi privati: SpA straniere e non solo. Un piccolo “stralcio” dell’articolo:

Invece il comportamento di Andreatta è la prova che esiste un legame, come è stato detto nella introduzione, tra la strategia liberista, della “terapia d’urto” e delle privatizzazioni, e la geopolitica applicata nei Balcani per intrappolare l’Europa in uno scenario di conflitti.

Per Prodi, e Draghi si evidenziano le loro “relazioni collaborative” con Goldman Sachs, stessa relazione che detiene oggi Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La prima parte dell’articolo di Movisol evidenzia anche l’influenza, negli anni ’90, dell’agenzia americana di rating, Moody’s, in chiaro conflitto di interessi nel giudicare l’andamento del debito italiano.
Ricordiamo cosa dice l’art. 416 (associazione per delinquere) del codice penale: I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono: la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente; l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame. Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una “organizzazione”, anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere.
Per chi indaga sui reati finanziari è del tutto impossibile trovare le prove (soldi) del vantaggio acquisito dato che le leggi consentono l’uso di società off-shore e, le stesse spesso conducono a paradisi fiscali dove le leggi nazionali non hanno alcun valore e, quindi è totalmente inefficace il potere investigativo degli inquirenti. Invece, sono evidenti a chiunque i vantaggi acquisti di alcune SpA dopo le cattive privatizzazioni avvenute in Italia. Sono numerose le testimonianze e gli articoli di giornali che raccontano atteggiamenti e comportamenti eversivi da parte di banchieri, funzionari pubblici e politici, che sembrano preoccuparsi ed occuparsi, principalmente, di arricchire le tasche di talune SpA per trarne vantaggi personali a scapito dei popoli sovrani. Le privatizzazioni italiane non hanno applicato il principio della democrazia economica, anzi lo stesso è stato eluso come spesso accade quando si vuole aggirare la Costituzione italiana. Le norme italiane consentono di acquistare quote azionarie delle ex-aziende di Stato, ma il controllo delle stesse anziché essere trasferito ai cittadini (azionariato diffuso) e garantito da una mano pubblica con un arbitro imparziale si è consentito ad alcune SpA di accentrare poteri e capitali (“scatole cinesi”) per passare da legittimi monopoli di Stato ad immorali monopoli privati (plutocrazia e cleptocrazia) contraddicendo la democrazia economica e rubare a norma di legge i beni dello Stato.
In questo incontro del 1993 si legge ancora:

Governi e banche centrali dell’ Europa continentale hanno sin ora respinto le nuove tecniche speculative della finanza derivata. Alcuni banchieri svizzeri e tedeschi sono convinti che l’offensiva condotta dagli anglo-americani con la finanza derivata sia “più pericolosa di una guerra nucleare con la Russia”. Il 24 novembre, poco dopo la crisi dello SME, il direttore generale della Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea Alexander Lamfalussy ha dichiarato ad un gruppo di banchieri a Londra: “Volete sapere perché molti colleghi delle banche centrali nutrono le mie stesse preoccupazioni che queste attività possano rappresenta- re problemi di natura sistemica nel sistema finanziario internazionale?” Lamfalussy teme il ripetersi del fenomeno verificatosi col crac borsistico del 1987: “l’attività sui mercati derivati potrebbe avere notevoli ripercussioni nei sotto- stanti mercati a pronti, al punto da accentuare proprio quella instabilità dei prezzi contro la quale si pensava di dare un’assicurazione con alcuni strumenti derivati”. […] Anche un personaggio di spicco a Wall Street come Henry Kaufman, che è stato il primo economista della Salomon Brothers, si è detto preoccupato perché la speculazione “derivata” fa intravedere “una prossima catastrofe colossale perle banche americane”. Altri così bollano queste novità nel sistema finanziario: “ventiseienni con il computer stanno costruendo la bomba all’idrogeno finanziaria.” Tuttavia non fanno nulla per controllare la situazione. La primavera scorsa Lamberto Dini condusse uno studio per il Fondo Monetario Internazionale, ma il suo rapporto è stato praticamente censurato, la stampa non ha ottenuto delle copie. Ad una mia domanda nel corso di una conferenza a febbraio, Lamberto Dini ha risposto: “Le banche americane e londinesi svolgono il grosso delle attività in questo processo. Dobbiamo determinare innanzitutto cosa stia effettivamente accadendo.

Nella sostanza, questo ampio articolo mostra con chiarezza e lucidità quanti sapevano cosa stesse per accadere prima che i subprime fossero venduti, nel 2008, e soprattutto erano consapevoli del processo di privatizzazione del mondo con strumenti finanziari progettati appositamente per rubare a norma di legge. Si capisce bene quanto le istituzioni tradizionali, Parlamento, Governi, Presidenti siano servitori di volontà altrui e che queste non siano volontà etiche, anzi.
In questo frangente si mostrano aspetti determinanti della società. La moneta, il capitale, sono mezzi che determinano la vita dei cittadini e le scelte delle istituzioni nazionali e soprattutto locali, Regioni, Province e Comuni poiché hanno la seria difficoltà di programmare e destinare i soldi utili a creare sviluppo e crescita per i cittadini. Come può esserci democrazia rappresentativa o democrazia diretta se i capitali possono apparire e sparire con un click di mouse? Come può esserci dignità umana quando chi determina la creazione di ricchezza con la moneta non è stato mai eletto? Quale cittadino ha eletto i membri della BCE, della Banca d’Italia, o i membri di un’agenzia di rating, e/o della Commissione  e/o del Consiglio europeo?
Il Comune della nostra città ha obblighi ben precisi dettati da un patto di stabilità ed i soldi per realizzare opere e servizi sono concessi da una banca, ma di chi è la banca? Come può un cittadino, partecipare alla vita politica del proprio Paese quando le principali infrastrutture, telecomunicazioni, autostrade, acqua sono gestite da manager che non hanno interessi pubblici ma badano esclusivamente a massimizzare i profitti?

Molti cittadini ancora non hanno ben chiaro che occuparsi unicamente della gestione del proprio Comune non è più determinante, poiché gli Enti locali sono condizionati da direttive europee e le linee politiche scritte in quegli emendamenti provengono da organizzazioni sovranazionali non rappresentative degli interessi pubblici, ma delle solite SpA che acquistano i Titoli di Stato e, che acquistano il debito pubblico. Spesso le vicende politiche hanno mostrato che i nostri amministratori si scambiano ruoli e funzioni coi banchieri e gli stessi siedono nelle SpA che fanno i milioni con i servizi pubblici locali in regime di monopolio, altro che libero mercato, libero di rubare a norma di legge. Ma quanti hanno compreso l’enorme potere di ricatto dei “capitali mobili”?
Nel mondo odierno la mobilità è divenuta il fattore di stratificazione più efficace e ambito, la materia con cui sono quotidianamente costruite e ricostruite nuove gerarchie sociali, politiche, economiche e culturali di portata sempre più mondiale. Attraverso la mobilità acquisita dai proprietari e gestori di capitali passa una nuova – e senza precedenti nella sua radicale categoria – emancipazione del potere dai suoi obblighi: nei confronti dei dipendenti ma anche nei confronti delle giovani e più deboli generazioni e di quelle future e nei confronti dell’autoriproduzione delle condizioni di vita di tutti; in breve, la libertà del dovere di contribuire alla vita quotidiana e alla perpetuazione della comunità. […] Non essere più responsabili delle conseguenze è il beneficio più ambito e apprezzato che la nuova mobilità conferisce al capitale fluttuante e svincolato dalla dimensione locale. I costi per la gestione delle conseguenze non devono essere più presi in considerazione nei calcoli sull’«efficacia» degli investimenti. La nuova libertà del capitale richiama alla mente i proprietari assenteisti di un tempo, famigerati per il modo in cui trascuravano, suscitando forti risentimenti, i bisogni delle popolazioni che li nutrivano. L’unico interesse che il proprietario assenteista aveva per la terra che possedeva consisteva nel «sovrappiù» che se ne poteva scremare. Ma nonostante le indubbie analogie, il paragone non rende pienamente giustizia al tipo di libertà dalle preoccupazioni e dalle responsabilità che il capitale mobile del tardo Novecento ha acquisito e che il proprietario assenteista non poteva nemmeno sognarsi.[9]
Un dato statistico, condiviso da Tullio De Mauro, indica che due italiani su tre non hanno capacità di intendere quello che stanno leggendo, questo potrebbe aiutarci a capire perché la maggioranza del popolo si limita a votare due coalizioni politiche, destra e sinistra, praticamente inutili allo sviluppo umano. Possiamo esser certi: i degenerati governano il mondo e l’Italia. Per porre rimedio alla degenerazione potremmo iniziare a leggere più libri, studiare meglio la nostra lingua; vi sono due romanzi molto utili che descrivono la realtà illusoria: uno è 1984 di George Orwell e l’altro è fahrenheit 451 di Ray Bradbury entrambi hanno ispirato il film Matrix che racconta il mondo come una realtà illusoria e come tornare a vivere da esseri umani, bisogna sconnettersi da Matrix. Il film documentario Zeitgeist addendum, Il pianeta verde, La crisi, The Corporation sono altre testimonianze cinematografiche socialmente utili.


[1] FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354
[2] www.euroclear.com
[3] www.clearstream.com
[4] MARCO PIZZUTI, Rilevazioni non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009 pag. 343
[5] NORBERTO BOBBIO, l’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi Torino 1995
[6] Videocrazia: conseguente alla crescente manipolazione a livello mondiale e nazionalizzazione dell’informazione; Plutocrazia: determinata dalla concentrazione del potere politico nelle mani di pochi detentori di smisurate ricchezze personali; Cleptocrazia: quando quelle ricchezze sono il frutto di attività illecite
[7] NORBERTO BOBBIO, il futuro della democrazia (prima ediz. 1984), Einaudi,  pag. 17
[8] MOVISOL, http://www.movisol.org/draghi4.htm , Solidarietà, Anno I, Numero 2 (ottobre 1993)
[9] ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, l’etica assediata, il Mulino pag. 237

Il nulla governa e si mostra

“Estratto” da “Qualcosa” che non va, giugno 2010 pag. 84.

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. […] Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[1].

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[2].


[1] MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
[2] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81


(Corriere della Sera)Utilizzare il corpo per costruire o facilitare la propria carriera politica?«È assolutamente legittimo», è la replica del deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, ospite di Klauscondicio, a una domanda di Klaus Davi.

(La Repubblica)Stracquadanio: “Legittimo usare corpo se si vuole fare carriera in politica”

(Rainews24) Per Stracquadanio è lecito usare il corpo in politica

« Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla»
( Mork ad Atreiu nel film)

Totalitarismo per gradi

Ormai i politici, dipendenti eletti, non discutono più circa la tutela dei diritti universali dell’uomo e su come ampliarli, organi sovranazionali condizionano la vita dei popoli, essi discutono su quanto certo diritti devono essere calpestati: libertà di espressione e di pensiero, partecipazione popolare, usurpazione della sovranità monetaria, usurpazione dei beni demaniali (acqua, aria, suolo, energia).

Non so se sia mai successo ma quello che sta accadendo nel nostro Paese è delirante sotto tutti i punti vista.
Il potere esecutivo che propone norme per salvare specifici interessi in condizioni di illegalità e palese immoralità.
La causa di tutto ciò è nell’arroganza, e nella negligenza di questi soggetti politici che a volte distratti nel mangiare un panino o impegnati a litigare nel proprio interno, come dei bambini, ignorano norme e procedure ordinarie che tutti i cittadini sono tenuti a rispettare senza alcuna distinzione, accadesse il contrario ci ritroveremo a violare un principio cardine ed elementare delle democrazie rappresentative: l’uguaglianza.
In questi giorni il potere con un colpo di spugna, senza pudore alcuno, vuole cancellare l’uguaglianza e la separazione dei poteri. Il potere esecutivo, il Governo, non può proporre decreti d’urgenza che modificano le regole elementari della democrazia rappresentativa per salvare proprie liste elettorali mentre ignoravano palesemente le norme vigenti.
Questo atti pubblici accadono solo nelle dittature, gli stessi violano gli art. 3 (principio di uguaglianza), 51 (condizioni di uguaglianza per le cariche elettive), 54 (tutti i cittadini sono fedeli alla Repubblica), 72 (la Camera promulga leggi elettorali), 91 (Presidente della Repubblica presta giuramento alla Repubblica).

La separazione dei poteri

Crisi di coscienze a Salerno

Questo periodo elettorale ha acceso le luci dei media nazionali su un personaggio molto discusso: Vincenzo De Luca. Ahimè, le ragioni non sono nobili.
Non so come i cittadini salernitani sentano e percepiscano tale dibattito che, da un lato non fa certamente bene all’immagine della cittadinanza ma, da un altro lato potrebbe far entrare un po’ di luce e speranza nelle coscienze addormentate di tanti apatici cittadini.
Salerno può essere vista, e non è la prima volta che accade nella sua storia, come esempio di declino morale e civico; forse più in basso di così non si potrebbe andare e pertanto come tutte le crisi, passato il periodo, si potrebbe costruire una solida struttura civica. Gettare tutte le colpe e cercare il capro espiatorio è il modo più infantile per non parlare del problema: assenza di etica e di educazione civica.

Tullio De Mauro, principe dei linguisti italiani, torna alla carica con una nuova edizione del suo libro “La cultura degli Italiani”. I suoi dati dicono che il 70% degli italiani è pressoché analfabeta o analfabeta di ritorno: fatica a comprendere testi, non legge niente, nemmeno i giornali. Per il sapere un 70% di somari `e una maggioranza deprimente; e per la politica costituisce un’asinocrazia travolgente e facile da travolgere.

Insomma, sembra che gli italiani non abbiano capacità di processare parole e concetti.

Il popolo italiano appese in pubblica piazza il corpo esamine di Benito Mussolini ma, la maggioranza fu fascista e sostenne il regime, il popolo gettò le monetine su Bettino Craxi ma, tutti sapevano dell’assenza di trasparenza nella gestione dei partiti e della cosa pubblica, Silvio Berlusconi è certamente indegno di rappresentare un Paese ma è stato eletto più di una volta. Facendo i paragoni dimensionali, per il numero di cittadini, a Salerno esiste lo stesso regime autoritario sostenuto da una volontà popolare e questo aspetto se indagato in fondo dimostra come in Italia non esiste alcuna democrazia rappresentativa ma solo comitati di affari che periodicamente si competono la poltrona della dittatura SpA. La democrazia, spesso lo dimentichiamo, è il governo del popolo ed il metodo democratico è quello che consente di scegliere le migliori idee e persone, in Italia non esiste nulla di tutto ciò. I cittadini non possono decidere direttamente ed i partiti non sono associazioni trasparenti. In Italia, periodicamente i cittadini si recano alle urne, anche con percentuali alte ma nessuno può scegliere i propri candidati all’interno dei partiti, essi votano persone che non conoscono e che rispondono alla volontà di altri soggetti, spesso SpA o comitati di affari che vogliono la legge ad hoc o la delibera ad hoc. Questo accade in Italia da sempre, mentre in altri Paesi magari i cittadini votanti saranno anche di meno ma, quelli attivi sono tanti e si fanno sentire attraverso strumenti di democrazia diretta. All’estero esiste una partecipazione al processo deliberativo più efficace e reale mentre in Italia i cittadini sono più ignoranti e disinformati sia sulla politica in generale e sia sui candidati circa i loro conflitti di interessi. All’estero esistono dibattiti politici pubblici sui poteri occulti mentre in Italia le persone non sanno neanche cosa sia la sovranità monetaria e cosa sia la massoneria. Molti, in tema di massoneria, i più “informati”  pensano alla loggia P2 e non sono capaci di andare oltre. Purtroppo, in Italia il consenso politico viene costruito con la televisione. La percentuale media di lettori italiani è molto bassa rispetto al resto d’Europa, poi a Salerno è drammatica. In un contesto del genere è sembrato ovvio e facile per un populista come De Luca e per chi lo sostiene aver creato un’apposita televisione che parlasse la lingua del potere e, lo ospitasse costantemente senza alcun contraddittorio per manipolare la percezione dell’opinione pubblica, tutto in perfetto stile come da propaganda nazi-fascista. In 15 anni e più l’impatto sui salernitani è evidente.

Le istituzioni salernitane: il Comune ed il Tribunale, sono state coinvolte in scandali che hanno avuto un  pesante impatto circa la loro credibilità in relazione ai principi costituzionali (Salerno fuori legge, feb 2006). Nel corso degli anni non ricordo un dibattito serio e genuino circa il fenomeno dell’apatia politica delle masse che interpretasse il distacco dalla vita politica come un serio declino democratico per la gestione della cosa pubblica anziché preferire di partecipare solo al rito sporadico del voto.
I cittadini non si rendono conto che non partecipando attivamente, non informandosi da fonti indipendenti dal potere, essi così facendo sono i primi nemici di se stessi. In un clima del genere, a Salerno, è possibile addomesticare facilmente qualsiasi gruppo di cittadini col sistema di sempre: voto di scambio. Il candidato promette un’assunzione in una SpA creata ad acta e famiglie intere si prodigano nella ricerca dei voti. In Italia funziona così.

Democrazia diretta e partecipativa, decrescita felice, sovranità monetaria sono argomenti sconosciuti alla maggioranza dei cittadini che non riescono ad immaginare una società diversa da questa e nonostante paghino tasse e servizi a caro prezzo non riescono a capire che il male della loro condizione siede nella loro ignoranza ed inciviltà.
I salernitani si lamentano per il costo esagerato dei parcheggi pubblici ma non fanno nulla, si lamentano perché la città è inquinata ma non fanno nulla, si lamentano del traffico ma non fanno nulla, si lamentano di essere poveri e circa la scarsa occupazione ma non fanno nulla. Potrei continuare. Il dissenso anche se legittimo raramente è accompagnato da discorsi ben strutturati, sostenuti da indagini e da proposte politiche alternative. Vi è una seria incapacità di cooperare e costruire una risposta politica genuina mettendo al centro gli interessi pubblici e non i soliti comitati di affari. Anche chi osteggia lo status quo di De Luca non sembra farlo per interessi condivisi e collettivi ma a sostegno di altri interessi non palesati. A Salerno manca la politica “dal basso”, dei cittadini e, gli stessi sembrano incapaci di organizzarsi. Non conosco le ragioni profonde dell’assenza di un attivismo civico che abbia la volontà di farsi ascoltare e comprendere e, che mostri un’alternativa ma, la realtà politica salernitana sembra essere un deserto dove qualsiasi potere nascosto ed autoritario può dirigersi per mete tranquille. Auspico di essere in errore.

E’ possibile che lo “sconfinamento” di De Luca possa far cadere le gabbie mentali dei salernitani poiché costretti a vedere il vero volto del loro guru per quello che egli rappresenta realmente: totale incompetenza, arroganza, ignoranza e cattiva fede nell’amministrare la cosa pubblica. A partire dalle clientele messe in opera nelle SpA che gestiscono i servizi pubblici locali, che sono un enorme spreco di danaro pubblico ricadente sulle bollette di tutti, la gestione dei rifiuti, il piano urbanistico ed altro ancora.

Xenofobia e razzismo esistono da sempre anche nel Sud, ma la manifestazione di questa grave forma di ignoranza non toccava i rappresentanti del popolo. Non c’era un Bossi o un Borghezio del Sud, per intenderci.
Il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca che qui vedete urlare nei confronti di un extracomunitario: i documenti caccia i documenti, consente di prendere una misura della sua arroganza e violenza. De Luca violento e forte con i deboli e silente col vero potere. La piazzata che è stata condivisa su youtube non è l’unica fatta ma solo una delle tante.
La tristezza e la miseria umana di questa persona è cosa di poco conto se sappiamo che egli stato sempre eletto quando si è candidato, perché come in ogni regime che si rispetti gode di un totale asservimento dei media locali che lo hanno aiutato e sostenuto nel far credere che il problema dei salernitani è rappresentato da alcuni ambulanti. La vera miseria umana è questa credenza.

Il Sindaco vigila l’operato della polizia giudiziaria (municipale) e esplica le funzione della stessa. L’ipotesi documentata dal video è di abuso di ufficio.

De Luca: … ma sono perché la magistratura non mi rompa le scatole quando decido di fare una variante urbanistica nel Consiglio comunale della mia città, è chiaro?!…

Per il momento, in questo Paese, esiste ancora la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura. I Consigli eletti sono sovrani e deliberano in ossequio alla Costituzione. I magistrati sono soggetti alla legge come tutti i cittadini italiani. I giudici, o meglio gli inquirenti (Pm) intervengono solo se c’è notizia di reato. Queste cose De Luca le conosce bene e quando alza la voce, come spesso accade, è per difendere interessi, nascondere qualcosa e manipolare l’opinione pubblica. Ormai, tutto ciò dovrebbe essere chiaro.

Conoscenza ed etica

L’etica è quell’atteggiamento giusto che misura la qualità della nostra vita e se vale la pena o meno di viverla. La democrazia è quell’agorà e quel metodo condiviso per deliberare scelte collettive dove il singolo individuo può esprimersi liberamente. Le scelte sono connesse alla presenza o meno di etica nella maniera di informarsi e di formarsi. In questi frangenti sappiamo se siamo liberi di comprendere e di scegliere per noi e per gli altri e questo aspetto è direttamente legato all’accesso della conoscenza. Chi controlla la conoscenza e l’informazione determina il livello di democrazia di una comunità ed oggi esiste una forte contraddizione data dal fatto che ognuno può accedere alla conoscenza senza “filtro” (internet e biblioteche) ma pochi lo fanno. In sostanza la cultura è anche “fondazione” di etica legata alla coscienza umana.

Aristotele: il fine dell’uomo non è solo quello di sopravvivere, ma di vivere bene, cercando di realizzare i propri desideri e la felicità, ecco che né la famiglia, né il villaggio posson bastare, ecco che il villaggio si ingrandisce, o si unisce ad altri villaggi, insomma: ecco la città, la polis, che non è solo un agglomerato di case e famiglie, ma qualcosa di più ampio e profondo. Alla base di questa tendenza comune, secondo Aristotele, è la natura dell’uomo, che è socievole, e che è fatto per vivere nelle città. Per questo lo chiama anche animale politico. […]l’arte degli acquisti, la crematistica (da chrèmata, che significa gli averi). Questa sapienza particolare è indispensabile per il buon vivere e regge l’indispensabile attività dello scambio dei beni che è uno dei motivi principali del costituirisi delle città. Ma a questo tipo di sana crematistica, si oppone la sua degenerazione che è l’accumulazione di beni e denaro, che Aristotele considera ingiusta e vergognosa, indegna di uomini liberi ed equilibrati. E’ questa crematistica la vera economia moderna, che tuttavia origina proprio dalle città, dallo sviluppo dei mercati e dalla nascita di un capitalismo mercantile antico.

L’attuale società sembra essere poco inclina alla cultura, all’etica ed alla coscienza, figuriamoci alla democrazia.
Nonostante questa crisi di coscienza, tante comunità nel mondo dimostrano una qualità civica collettiva per mezzo di strumenti efficaci di partecipazione attiva. I cittadini hanno l’opportunità di alzare il livello culturale ed etico delle proprie scelte grazie alla loro capacità di ascolto in democrazia diretta. Il virtuosismo della condivisione di opinioni (pluralismo delle idee) in un contesto ordinato e di uguaglianza aiuta la libera circolazione delle idee e stimola nuove ed importanti energie mentali e creative. Conoscenze mai rilevate possono essere lette e discusse a tutti e fra tutti. I libri ed internet sono strumenti di accesso alla conoscenza e come tali non devono essere censurati, regolati o circoscritti, accadesse il contrario vivremmo in una dittatura che lede i diritti universali dell’uomo.

La scuola, l’università ed i media sono quegli strumenti, controllati dai Governi e dalle SpA, che formano il pensiero delle masse ed, il livello di credibilità che i popoli nutrono verso i Governi influenza le nostre scelte finali. La fiducia riposta nelle istituzioni condiziona la qualità della vita. Anche per queste ragioni il potere circoscrive e censura la conoscenza manipolata che diffonde attraverso la scuola e l’università.
Il dogma religioso della moneta e la massimizzazione dei profitti orientano le leggi col fine di censurare il pluralismo delle idee e la conoscenza per questo motivo esistono brevetti, copyright e diritto d’autore. Una volta, la dittatura per vietare la libera conoscenza usava anche la violenza fisica, oggi è sufficiente mettere un prezzo sopra un brevetto.
Quando la conoscenza viene secretata col copyright solo chi possiede ingenti capitali può farne uso.  Queste considerazioni dovrebbero farci riflettere e comprendere che oggi non c’è libertà per tutti e nessuna giustizia e né una sorta di democrazia rappresentativa. Se tutti i cittadini non avranno libero accesso al pluralismo delle idee essi non potranno scegliere ma solo, essere psico-programmati da dogmi imposti dal potere.
Cooperazione, reciprocità e senso civico della comunità sono stimoli positivi che possono aiutarci in un percorso di conoscenza libero e non condizionato. Anche internet, con i social-network, può essere utile. Una curiosità collettiva può aiutarci ad essere critici e costruttivi cogliendo utili informazioni sui nostri consumi e comprendere i fattori che condizionano il nostro stile di vita.