Energia, si può fare!

In letteratura esiste una sterminata documentazione, persino commerciale, che può informare e formare qualunque persona interessata e curiosa che intende farsi un’idea circa l’uso razionale dell’energia. A partire dai libri scolastici sulla termodinamica fino ai corsi universitari. Nelle biblioteche c’è tutto!

A mezzo internet possiamo conoscere la situazione di partenza, è facile, basta cliccare sul sito Agenzia internazionale dell’energia e conoscere sia il bilancio energetico e sia gli usi finali.

In Italia la prima legge sul risparmio energetico è stata la n.10/91, rimasta inapplicata per anni. Oggi siamo giunti alle norme nZEB (Nearly Zero Energy Building) per gli edifici a energia quasi zero. Per l’energia basta poco. Ciò vuol dire che nonostante una inadeguata classe politica, esistono leggi e norme che favoriscono il risparmio energetico mentre tutta la progettazione è orientata dall’uso razionale dell’energia. Nonostante tutta questa conoscenza i cittadini non riescono a qualificare i propri immobili a causa dell’aumento della povertà. Il legislatore ha predisposto incentivi fiscali per favorire il risparmio energetico attraverso la deduzioni, ma nei condomini le condizioni economiche dei ceti meno abbienti, la perdita del lavoro, impediscono le ristrutturazioni. Infine, non esiste un reale interesse nell’applicare il risparmio energetico poiché le aziende locali fornitrici di energia guadagnano attraverso gli sprechi.

La sostenibilità in edilizia è determinata dalla progettazione che disegna un involucro dell’edificio capace di garantire il comfort degli spazi interni con l’impiego di materiali a basso impatto ambientale. La progettazione deve tener presente i principi di eco-efficienza e di sufficienza energetica. Negli edifici esistenti si predispone la diagnosi energetica per misurare il reale fabbisogno. Allo stato attuale dei flussi energetici è importante ridurre la domanda di energia da fonte fossile (petrolio e gas) perché esistono sprechi evitabili con l’impiego di diversi “accorgimenti” e l’impiego di nuove tecnologie. L’eco-efficienza e la sufficienza energetica si raggiungono adeguando l’involucro dell’edificio ai nuovi standard che prescrivono la riduzione degli sprechi. Facendo manutenzione degli edifici esistenti è possibile ridurre la domanda di energia impiegando tecnologie che sfruttano le fonti alternative, raggiungendo due obiettivi: migliore comfort abitativo e cancellazione degli sprechi conseguendo un risparmio economico.

Come si evince dai digramma dei flussi di energia dell’IEA, l’Italia dipende dagli idrocarburi e il dovere delle istituzioni è ridurre drasticamente tale dipendenza attraverso politiche industriali e strumenti finanziari ad hoc. Le motivazioni sono banali, gli idrocarburi sono fonti non rinnovabili, oltre che inquinanti e con scarsa capacità di produrre occupazione utile rispetto all’indotto delle fonti energetiche alternative che possiedono anche la virtù di non inquinare durante il loro esercizio.

 

IEA Balance Italia energia
Italia, bilancio energetico, fonte IEA.

 

 

IEA usi finali Italia energia
Italia, usi finali, fonte IEA.

Dal diagramma degli usi finali si osserva che una buona parte degli idrocarburi è impiegata nei trasporti e negli edifici. L’aspetto “curioso” è che sia nei trasporti e sia per gli edifici, da anni, le tecnologie per migliorare l’impiego finale ci sono. L’inerzia politica che conserva la dipendenza energetica dagli idrocarburi produce danni economici.

Gli edifici potrebbero diventare persino piccole centrali di energia, e messe in rete rappresentano una grande centrale realizzando in maniera efficace la cosiddetta rete distribuita.

E’ un interesse pubblico primario programmare l’auto sufficienza energetica, conservare la dipendenza dagli idrocarburi è un interesse privato delle imprese e rappresenta un danno economico per il Paese e per i cittadini, che pagano inutilmente una dipendenza resa obsoleta grazie all’innovazione tecnologica, che attraverso l’impiego di un mix tecnologie ci rende liberi da poteri privati sovranazionali.

Età degli edifici e consumi energetici

 

Annunci

SI può fare, il 17 aprile

batti quorum

Il 17 aprile il popolo italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio potere sovrano, direttamente, per abrogare una parte di una legge inserita nel famigerato sblocca Italia. L’azione referendaria è partita da 9 Consigli regionali che ci chiedono di dire SI per fermare l’estrazione di idrocarburi presso alcune piattaforme poste entro le 12 miglia marine delle nostre coste. Il quesito è finalizzato a rivedere la concessione estrattiva per evitare che le piattaforme svolgano la propria attività senza limiti di tempo, caso unico al mondo, dove uno Stato concede le proprie risorse illimitatamente, pertanto se si raggiunge il quorum e vince il SI viene abolito questo privilegio. Oltre all’aspetto delle concessioni, c’è il problema ambientale dello smaltimento, se vince il SI a fine concessione le imprese dovranno smaltirle correttamente le piattaforme, se vince il NO c’è il rischio del danno ambientale per il mancato smaltimento, in quanto le imprese difficilmente dichiareranno la fine vita del giacimento.

Gli idrocarburi estratti diventano di proprietà delle compagnie private. Il gas estratto all’interno delle 12 miglia è poco meno del 3% del gas necessario al fabbisogno nazionale e il petrolio è solo lo 0,95%. Questo significa che la sostituzione di questo piccolo quantitativo di idrocarburi si copre con l’efficienza energetica negli edifici e l’innovazione tecnologica dei mezzi di trasporto privati e l’uso del trasporto pubblico.

001
Fonte immagine, Lavagna, LCA in edilizia, Hoepli.

 

Il referendum ha una valenza politica e culturale straordinaria poiché sancisce l’opportunità di esprimere un giudizio politico sull’azione di Governo, e mostra una guerra politica interna al Partito democratico che alle ultima elezioni europee è stato il partito più votato nella sua coalizione europea, guida la Repubblica italiana, guida quasi tutte le Regioni d’Italia e la maggioranza dei comuni italiani.

Il primo enorme scoglio è il raggiungimento dell’anti democratico quorum, e se questo fosse raggiunto il popolo boccerà la posizione politica di Renzi, che non solo sostiene le lobbies degli idrocarburi ma è contro l’uso del referendum. Un giudizio anticipato circa l’azione di Governo, che potrà subire un’ulteriore bocciatura circa il successivo referendum consultivo costituzionale. Renzi è premier senza esser passato dalle urne, come tutti sanno, ma soprattutto è colui che ha scalato il PD con la promessa di rottamare la vecchia politica, ma sta dimostrando di esser in linea con la vecchia direzione facendo gli interessi dell’élite europea e accelerando riforme costituzionali feudali per consentire alle imprese di tutelare adeguatamente i propri interessi privati a danno dell’interesse generale del Paese e dei cittadini (il referendum contro gli idrocarburi e gli scandali circa le dimissioni del Ministro Guidi sono la prova di tutto ciò, senza dimenticare i favori fatti alle banche). Il PD è il partito che non solo è il potere in Italia, ma dimostra tutta la sua contraddizione nell’epoca che volge al termine. La cronaca politica mostra che il suo segretario nazionale e primo ministro preferisce farsi scrivere gli atti politici da imprese obsolete, piuttosto che favorire un cambiamento epocale. In sostanza il PD non esprime una propria opinione politica, è l’antitesi di un partito. In molti evidenziamo che l’immagine di questo Governo è quella di Renzi, furbo, arrogante, autoritario, come i precedenti Governi degli ultimi vent’anni, in perfetta continuità verso il progetto europeo che si priva della democrazia e della trasparenza per rifeudalizzare la società.

Il PD non è l’unico “partito” a soffrire d’identità politica, poiché i movimenti d’opposizione prendono voti per non avere una propria identità e soffiano sull’apatia per raggiungere ruoli istituzionali. La fine degli ideali politici ha inventato i finti partiti e favorito la società capitalista dove il profitto è il fine e le democrazia liberali sono l’ambito entro il quale gli interessi privati prevalgono sull’interesse generale.

Questo referendum è molto più potente e importante di quanto i media, sostenitori di Renzi, vogliono far credere poiché parlare di energia significa fare politica con la P maiuscola.

L’Italia può diventare realmente auto sufficiente!!! Le città possono diventare reti intelligenti dove gli edifici si scambiano energia attraverso l’impiego di un mix di tecnologie che sfruttano le fonti alternative. Non è utopia, SI può fare, esistono le tecniche costruttive per realizzare quest’obiettivo.

L’Italia può transitare da un sistema centralizzato a un sistema decentralizzato controllato e di proprietà dei cittadini.

loncadina MDF referendum 17 aprile NO TRIV_02

Demenza al Governo

Voglio essere buono col Governo italiano, anche se non lo merita.

Le dichiarazioni deliranti di alcuni esponenti del Governo sulla crisi ambientale e sociale, in corso nel Giappone, sono demenziali.

Da wikipedia:

La demenza è un disturbo acquisito e con base organica delle funzioni intellettive che sono state in precedenza acquisite: memoria (a breve e lungo termine) e almeno una tra pensiero astratto, capacità critica, linguaggio, orientamento spazio temporale, con conservazione dello stato di coscienza vigile.

Non riesco a trovare parole più appropriate per definire l’analisi “politica” del Governo italiano sulla crisi nucleare nipponica causata da un’apocalisse.

A questo bisogna aggiungere il decreto sulle rinnovabili che “sospende” l’indotto lavorativo sugli impianti da fonti alternative e coinvolge anche il settore dell’edilizia che ha investito nel risparmio energetico. Quindi si aggiungono dichiarazioni demenziali, sulla crisi nucleare, a provvedimenti irresponsabili.

Le contestazioni vanno però avanti. «Valuteremo il provvedimento per come verrà pubblicato. Pertanto, aspettiamo di vederlo in Gazzetta ufficiale». Così i legali delle associazioni di imprese che contestano il provvedimento commentano il via libera del Quirinale. Secondo l’avvocato Stefania Piscitelli «la strategia più veloce potrebbe essere di aspettare che un’azienda non riceva l’incentivo in modo da poter sollevare la questione di fronte alla Corte costituzionale». Poi, come «ultimo grado» rivolgersi alla «Corte Ue». Non è escluso – ipotizza la Piscitelli – che siano anche «le regioni a impugnare» il decreto. Le associazioni di settore sono mobilitate contro «un provvedimento che – fanno sapere – ci vedrà scomparire». Giovedì mattina, Assoenergie future, Assosolare e il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (Gifi), hanno indetto una manifestazione pubblica a Roma con collegamenti via web con le realtà locali e le aziende.

Giusto per intenderci stiamo commentando provvedimenti, come molti altri nel passato, che rappresentano un concreto danno economico (mancato incasso) all’indotto delle rinnovabili (circa 15 mila addetti sull’impiantistica e installatori-progettisti in Italia). L’indotto è collegato all’industria edile italiana avviata al rinnovamento culturale e tecnico per la realizzazione di edifici che hanno un ridotto impianto ambientale (qualificazione energetica ed analisi ciclo vita).

Un esempio pratico? Come può esserci credito bancario sulla ristrutturazione-costruzione ex-novo se non vi è più guadagno dalla produzione di energia alternativa? Si torna alla mera speculazione edilizia? Ricordate le virtuose Esco? Cosa accadrà?

Dal 2010 l’energia fotovoltaica costa meno dell’energia nucleare.

Energie rinnovabili

L’ultima puntata di Riccardo Iacona, sole vento alberi, è stata dedicata alle energie rinnovabili.

Ormai credo e spero si sappia tutto sulle tecnologie eco-efficienti. L’Italia è un Paese bloccato sotto questo aspetto per ragioni politiche e non di certo per l’assenza di capacità, potenzialità e creatività.

Anzi l’Italia  nonostante “lo sterminio dei cervelli italiani” da parte dei partiti politici ottimi camerieri di interessi specifici di certe SpA, vi sono ancora fisici e scienziati di talento che hanno dimostrato la validità della fusione nucleare fredda, subito “rapita” ed occultata agli occhi della massa popolare.

La questione è politica: 1. consapevolezza popolare e massa critica  2. cambiare l’attuale classe dirigente 3. applicare il buon senso

Il Movimento per la Decrescita Felice si propone di consigliare uno stile di vita in linea con i reali bisogni degli esseri umani, uscire dalle dipendenze psicologiche ed energetiche delle SpA e riappropriarsi della vita, del territorio in armonia con la Natura attraverso azioni concrete che coinvolgono amministratori e cittadini.