Cuore e coscienza

“estratto” da “Qualcosa” che non va:

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. L’egoismo ed il materialismo sono i non valori che “uniscono” le coppie di “innamorati” e trasmettono i non valori ai loro figli. I giovani sono programmati dai genitori e dalla società (televisioni, amicizie) per scegliere presunti percorsi produttivi e non secondo le proprie capacità creative. E’ sufficiente verificare il grande numero di iscritti a corsi socialmente inutili come economia e giurisprudenza rispetto a quelli più rilevanti come fisica e matematica. Tale affermazione non intende svilire gli studi economici e di diritto ma prende atto del fatto che da diversi decenni l’offerta didattica di questi corsi è volta a creare perfetti servitori delle multinazionali e non esseri umani liberi. Gli studi economici si stanno trasformando in operatori di finanza e gli studi giurisprudenziali in avvocati a tutela dei criminali. Solo per citare un esempio, gli avvocati hanno studiato il diritto così com’è e non come dovrebbe essere. Oggi, per la piega che ha preso la professione sembra esser sufficiente avere un “software data base” sui codici e sulle sentenze per “risolvere il caso” dei clienti, non c’è nulla di creativo e di umano in questo aspetto. Anche le altre libere professioni si sono disumanizzate e rese servili alle multinazionali, un triste aspetto riguarda l’aggiornamento culturale dei medici proveniente soprattutto dall’industria farmaceutica[1]. Nel mondo della progettazione e delle costruzioni la professione del progettista, l’architetto, è stata completamente svuotata del suo valore umanista per mezzo di riforme amministrative e di spostamenti di competenze ad altri soggetti senza prevedere un’adeguata formazione. Non è raro vedere Sindaci che si permettono il lusso di entrare nel merito di scelte tecniche. In generale tutte le professioni sono state coinvolte da logiche devastanti di profitto ed i comportamenti etici sono rimasti come baluardo fra la minoranza di alcuni cittadini sensibili. La degenerazione è così grande che la società intera giudica le persone non per quello che sono realmente ma per i titoli che hanno conseguito, la società vede medici, ingegneri e non persone.

Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[2].

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[3].

Le corporation e gli esperti merchandising inseguono consapevolmente una fascia di consumatori con il portafoglio pieno a tal punto da costruire un mercato molto interessante, ma al tempo stesso immaturi quanto basta nei gusti per poter essere manipolati a dovere attraverso la pubblicità, il marketing e il branding. Allo stesso tempo, questi avatar del capitalismo consumistico cercano di incoraggiare la regressione degli adulti, sperando di riabituarli ai gusti e alle consuetudini dei bambini e di riuscire a vendere loro quell’inutile miriade di giochi, gadget e beni di consumo di cui nessuno ha realmente bisogno, ma che tutti acquistano per obbedire all’imperativo categorico del capitalismo: vendere, vendere, vendere. Come sottolinea la psichiatra infantile Susan Linn nel suo studio critico di quella che definisce «l’acquisizione ostile dell’infanzia», le aziende sono in gara tra loro «in modo sempre più aggressivo, per conquistare il favore del consumatori più giovani», mentre la cultura popolare «è sempre più soffocato dal cultura commerciale propinata senza sosta ai bambini, che vengono tenuti in considerazioni solo in quanto consumatori».[4]

La crescita di un uomo è soprattutto culturale e non materiale. Attribuiamo valore ai nostri laureati specializzati quando essi non sanno nulla del resto del mondo, a causa di una programmata formazione finalizzata alla massimizzazione dei profitti di qualcuno, che non coincide con l’utilità sociale. Un esempio? L’arroganza di certi ingegneri si misura dai danni sanitari causati dai loro progetti, sottaciuti da medici corrotti[5] poiché finanziati dalle stesse multinazionali. I soldi ricevuti per mezzo dei paradisi fiscali trasformano Sindaci, Assessori e tecnici in attori da premi Oscar. In Italia abbiamo ascoltato sconcezze di ogni genere poi verificate con semplici domande ben documentate. L’ignoranza diffusa sulle conoscenze scientifiche dimostra l’incapacità di valutare di fronte ad evidenze sconcertanti come il caso dei rifiuti. E la maggioranza del popolo non è in grado di valutare neanche le scelte energetiche.

Valutare è uno sforzo di riflessione orientato a riconoscere il valore di oggetti e azioni: valori propri, in sé, e valori relazionati a contesti e processi. In questo sforzo un ruolo importante è svolto dalla comparazione. Comparare significa esercitare il giudizio personale, seguire convenzioni, applicare norme, testare ipotesi in modo libero o vincolato.[6]

Per questa ragione è doveroso un percorso di conoscenza condivisa affinché si possano riprendere le elementari basi civili dettate dalla Costituzione e da un cultura figlia di un approccio olistico[7], libero e non condizionato dal potere invisibile. Vi sono strumenti efficaci come l’open space technology[8] per raggiungere obiettivi che hanno permesso di avviare progetti creativi con ampia partecipazione. La scienza dell’organizzazione sembra essere il tallone di Achille dei popoli ma internet è lo strumento che può aiutare le comunità per condividere esperienze e conoscenze altrui. La rete di internet è più di un semplice specchio della società, è una realtà virtuale che può dare una visione futura del mondo poi, saranno i cittadini a scegliere in che società vivere, continuare con l’attuale: immorale e nichilista, o una diversa poggiata sullo scambio, sul dono, sulla cooperazione e sulla reciprocità?

E’ doveroso un cambio di paradigma culturale e questo può avvenire con una diffusa presa di coscienza sulle reali capacità e potenzialità umane. Ciò che per decenni è stato chiamato “sviluppo, crescita, progresso, produttività, sviluppo sostenibile” in realtà era una maschera per nascondere obiettivi tesi per cancellare la democrazia ed accentrare ricchezze artificiali nelle mani di pochi. Ormai il re è nudo. Conoscenza e coscienza useranno risorse e tecnica nella giusta misura per il benessere collettivo. E’ necessario ripartire dalle comunità a piccola scala, riallacciare rapporti e relazioni nel quartiere su interessi condivisi, coinvolgere la scuola e le attività di base: autoproduzione del cibo, gruppi di acquisto e ricostruzione dei mercati con prodotti locali, autoproduzione energetica. Le comunità con un percorso di conoscenza e condivisione empatica possono sviluppare la resilienza necessaria per i periodi di crisi come quella attuale. La resilienza è la capacità di reagire a momenti difficili, alle avversità della vita, è la capacità di resistere o la capacità di ripararsi da un danno.


[1] MAURO DI LEO, malati di farmaci, Edizioni per la Decrescita Felice, 2010 http://www.librigei.com/product_info.php?products_id=401&osCsid=83210e6e94ef8635519d57e9908e6b5e
[2] MARCO DELLA LUNA  e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
[3] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81
[4] BENJAMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 11
[5] RENZO TOMATIS, il fuoriuscito, Sironi editore 2005
[6] DOMENICO PATASSINI, in Valutazione dell’impatto ambientale, a cura di VIRGINIO BETTINI, UTET 2002, pag. 22
[7] La posizione filosofica dell’Olismo (dal greco “holon”, cioè tutto) è basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Relativamente a ciò che può essere chiamato olistico, per definizione, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è l’organismo biologico, perché un essere vivente dato, in quanto tale, va considerato sempre come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono.
[8] L’Open Space Technology è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare workshop e meeting particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate.

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MDF a Parma

Parma, alla presentazione del circolo territoriale Movimento per la Decrescita Felice (MDF) sono intervenute circa cento persone, la sala era piena. Siamo molto soddisfatti della pronta partecipazione e soprattutto dell’interesse del pubblico manifestato anche con una discreta permanenza e disponibilità al dialogo per avviare un percorso condiviso sui progetti suggeriti dai vari relatori: Pallante, Boschini, Dal Monte.

Come accennato durante la presentazione ufficiale il circolo punta molto sulla partecipazione attiva dei cittadini. Il circolo di Parma propone di avviare un processo di transizione energetica e questo può accadere anche attraverso metodi e strumenti di partecipazione. Intendiamo mettere in rete la realtà parmense dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) inventati proprio in provincia di Parma per un’ efficace approccio all’acquisto consapevole anche per mezzo della riscoperta dei mercati con l’uso dello SCEC. Intendiamo valorizzare le associazioni del territorio che adottano la filosofia del saper fare, in linea con l’Università ideata dal gruppo di Torino.

Una città in transizione adotta linee e condotte politiche per avere un impatto zero, cioè transitare dalla dipendenza del petrolio, che sta finendo, alla fonti energetiche rinnovabili. Questo significa avviare un cambio di paradigma culturale, quello consigliato da MDF. Molte comunità nel mondo, consapevoli del “picco del petrolio“, stanno già avviando questo cambiamento.

E’ previsto un secondo evento per il 21 maggio sul tema dell’uso razionale dell’energia e può essere l’occasione di avviare un dialogo partecipativo, cooperativo con la cittadinanza e le istituzioni col fine creare nuove forme di occupazione ed avviare l’indotto di professioni virtuose. Potranno beneficiarne tutti, primi i cittadini pagando bollette energetiche più giuste, prive degli sprechi attuali dovuti a volumi costruiti obsoleti.

Seguiranno corsi del circolo sulle buone pratiche amministrative ed altri eventi per la diffusione e la conoscenza di nuovi metodi e dinamiche di gruppo (Open Space Technology) col fine di raggiungere obiettivi in maniera sempre più efficace e creativa.

Il circolo punta non solo alla proposizione di soluzione etiche ma alla partecipazione reale dei cittadini per costruire una società migliore, come abbiamo suggerito dal titolo per vivere da esseri umani.

L’altro modello

L’altro modello si riferisce ad un nuovo modello di società e tocca ogni aspetto della nostra esistenza. Si tratta di ribaltare l’attuale sistema societario totalmente alienato e fuori da ogni comprensione umana. Accenno solo brevemente ciò che i Governi fanno: usano una moneta di proprietà privata, sostengono la crescita delle merci per la crescita, promuovono guerre, opprimono i popoli ed osteggiano la vera democrazia.

ENI ed ENEL, quelle società governative – nostre – che hanno sedi in paradisi fiscali: Più offerta rispetto alla domanda, più gas di quanto ne serva. Energia: conoscere per deliberare.

Uscire dal sistema virtuale composto dalla moneta debito creata dal nulla e dall’irrazionale indicatore debito/PIL (Prodotto Interno Lordo) è la scelta politica più umana che i popoli dovrebbero fare. Non è  accettabile che la maggioranza degli uomini debbano sudare e lavorare per avere un pezzo di carta senza alcun controvalore mentre pochi banchieri, indipendenti dal controllo democratico dei popoli, ( art 105, 107, 108 trattato di Maastricht, Violazioni costituzionali nell’esercizio della politica monetaria) stampino la stessa carta straccia cliccando su un pulsante di un computer, e gli stessi soldi servano per corrompere e finanziare le guerre. Facendo uso del potere supremo insito nella sovranità popolare sancita in tutte le democrazie rappresentative, i popoli possono, in qualsiasi momento, adottare un nuovo modello di scambio per soddisfare i propri bisogni umani. democrazia-direttaPer vivere in una comunità più giusta è necessario avviare un processo di conoscenza libero da condizionamenti dei sistemi di controllo del potere attuale, avviare sperimentazioni di vera democrazia – referendum, iniziativa popolare, bilanci partecipativi vincolanti – applicando i principi insiti nella nostra Costituzione, trasparenza, decisioni collegiali, pluralismo delle idee, esprimere maggiore creatività e libertà di pensiero. Il controllo del potere opprime l’iniziativa dei cittadini e disinforma quotidianamente circa le decisioni importanti: il silenzio è la loro forma migliore. Il sistema istruttivo è costruito in modo tale da programmare menti obbedienti e totalmente asservite alla volontà di pochi.

Dopo un percorso di auto-apprendimento volto a liberare le persone dal sistema virtuale creato dall’elite politica i cittadini sapranno scegliere un sistema basato sui valori umani.

Il raffronto è facile, il programma mentale che ci hanno indotto stabilisce come prioritarie queste cose: 1. Fare soldi. 2. Trovare un lavoro per fare sempre più soldi. 3. Avere successo nel lavoro. 4. Fare sempre più soldi per comprare la macchina dei miei sogni. 5. Avere sempre un auto nuova. 6. Cercare moglie/marito e fare una famiglia. 7. Vivere bene.

Il programma dell’elite ci racconta che la ricchezza economica coincide col benessere, insomma prima possedere e poi essere. Bisogna rivalutare il concetto di ricchezza.

L’altro modello ribalta le priorità e chiede di vivere secondo le reali aspirazioni umane che non sono materialiste come invece ci insegna il sistema moneta debito – debito/PIL. depiliamociPer uscire da questa gabbia mentale è necessario usare una moneta di proprietà del popolo e calcolare il Benessere Interno Lordo (BIL) o la Felicità Nazionale Lorda (FNL) che ad esempio non tiene conto della vendita di armi.

Come tutti sanno il PIL calcola la produzione totale di merci e servizi immateriali, ma molte di queste merci non servono al benessere umano ma alla sua distruzione e per questa ragione la crescita del PIL non deve interessarci per capire dove stia andando il nostro Paese, esso è un banale indicatore economico. Ma l’economia classica appunto non tiene conto dei danni causati dall’attuale sistema di produzione industriale globale, quindi dovremmo uscire dall’economica classica per entrare nella bioeconomia che tiene conto delle leggi della fisica, come il concetto di entropia, e ragionare secondo logiche umane e non più materialistiche. Restituendo la sovranità monetaria, conditio sine qua non per ripristinare la vera democrazia, i popoli potranno da subito rientrare nell’economia reale, quella dello scambio delle merci che contano, della qualità degli alimenti, del dono, dei rapporti sociali e della cultura. Tutti noi possiamo immaginare che l’errore di accettare una moneta debito come l’euro e come la lira di prima – di proprietà di banche private – si alimenta la truffa del signoraggio bancario e della riserva frazionaria, schiavizzandoci da soli a vantaggio di quelle poche famiglie che corrompendo i rappresentanti eletti alimentano i finanziamenti illeciti alle loro corporations SpA, euroschiavi-2007le stesse che rubano risorse naturali ai Paesi stranieri, le stesse che immettono sostanze chimiche inquinanti e dannose per la salute umana negli alimenti, le stesse che hanno occultato le scoperte di Nikola Tesla e che tengono il mondo in ostaggio con l’ignoranza pianificata e la vendita di petrolio e gas.

Per sostenere la propria economia reale i popoli possono stampare una moneta di loro proprietà e distribuirne in quantità proporzionata alle merci ed ai servizi prodotti, in questo modo non ci sarà inflazione e ne aumento dei prezzi poiché tutti avranno la quantità di moneta necessaria per soddisfare i propri bisogni: istruzione, cibo, sanità, cultura, tempo libero, lavoro.

Ovviamente, seguendo l’esempio dei “rifiuti” le merci prodotte devono diminuire – bisogna ridurre i consumi – adottando sistemi come l’analisi del ciclo vita, regole di ecodesign e rispettando la salute umana. L’energia di cui abbiamo bisogno può essere prodotta con numerose tecnologie non inquinanti e/o molto meno dannose rispetto all’uso di petrolio, gas e carbone. Ogni cittadino dovrebbe autoprodursi l’energia per la propria casa.

La leggi attuali sul monitoraggio ambientale e sanitario purtroppo non prevengono e non tutelano la nostra salute poiché si consente ancora alle corporations SpA di produrre nanopolveri altamente tossiche. Con l’introduzione della vera class action i cittadini potrebbero iniziare a farsi risarcire circa i danni biologici creati dall’attuale sistema produttivo.