Strategie sostenibili

I nostri politici, “bravi” attori, raccontano la favola del debito pubblico come pretesto per impedire lo sviluppo umano della società, anche gli amministratori locali recitano bene la parte e raccontano di non avere soldi per realizzare opere e servizi. La favola del debito pubblico è l’inganno necessario per ricattare i popoli, ma è anche molto semplice uscire dal mondo virtuale e comprendere perché esiste un debito pubblico e chiedersi poi, nei confronti di chi? Per trovare le risposte, basta cliccare sul sito della banca d’Italia, che ormai non è più d’Italia, leggere l’art. 1 del relativo statuto; poi è necessario leggere l’art. 107 del trattato di Maastricht, gli artt. 1 e 47 della Costituzione e documentarsi sull’usurpazione di sovranità monetaria. In fine, vi è un’ampia letteratura internazionale. Spesso si sente la litania della crisi finanziaria e la scarsezza di risorsa monetaria in circolo, lo stesso Ministro Tremonti (ad Anno Zero) dice di non voler stampare la moneta della BCE per non aumentare il debito pubblico esistente.

Dopo aver compreso l’inganno, bisogna comprendere che la moneta non è ricchezza ma un semplice mezzo, uno strumento di misura del lavoro e mai il fine. Una proposta concreta per attuare politiche utili può venire da idee creative e di buon senso. Ad esempio, il risparmio energetico può esser visto come misura di valore economico = moneta; allora è possibile ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistente con la conversione in “moneta” del risparmio energetico ottenuto ed indicato nel progetto tecnico edile.

Gli Enti Territoriali dovrebbero essere i facilitatori di tale processo se fossero consapevoli dei loro obblighi costituzionali, cioè migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Le Regioni, che hanno il compito di redigere piani energetici, hanno il dovere di indicare nelle loro intenzioni anche le strategie economiche per attuare gli obiettivi prefissati, applicando etica ed ecologia.

Il Governo e gli Enti Territoriali hanno l’obbligo costituzionale di controllare il credito (art. 47 Cost.) e possono scegliere di deliberare sia di stampare moneta di Stato libera dal debito e libera dall’usura degli interessi e, sia  di produrre credito legato al risparmio energetico figlio di un’efficace progettazione. Il credito può essere riscosso da una ESCO (Energy Service Company) di proprietà pubblica ad azionario diffuso dove i cittadini eleggono direttamente il consiglio di amministrazione e, gli stessi utenti possono convertire il credito per sostenere l’economia locale. Il cittadino produttore di energia da fonti rinnovabili può spendere il credito in beni alimentari prodotti dal territorio locale. Uno scambio, come avviene normalmente attraverso una moneta.

Quanto segue documenta il tentativo di politiche atte al recupero edilizio:

“La complessità dei problemi che riguardano il recupero dei quartieri di edilizia sociale delle nostre periferie è comune alle principali città europee che si trovano a fare i conti con l’esigenza di riqualificare il vasto patrimonio costruito durante gli Sessanta e Settanta con le tecnologie di prefabbricazione pesante.” […] “Lo stato di degrado ambientale provocato dal nostro sistema di sviluppo è arrivato a livelli di emergenza che impongono il riesame delle modalità di sfruttamento delle risorse disponibili: in una sola generazione abbiamo consumato più risorse non rinnovabili di quanto non abbia fatto l’intera umanità dei secoli precedenti, creando così una crisi del sistema non più settoriale ma globale.” […] all’interno della sola Unione europea sono riconducibili agli edifici oltre il 50% del consumo totale di energia e circa il 40% dei rifiuti prodotti dall’uomo (Gallo, 200). Nel caso italiano, è stato stimato che nel 1999 i consumi energetici del settore delle costruzioni sono stati di circa il 40,5 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (TEP), pari al 30% dei consumi finali nazionali…”(tratto da Laura Elisabetta Malighetti, recupero edilizio e sostenibilità, ilsol24ore Milano 2004, pagg. 3-119)

Nonostante gli strumenti giuridici, nonostante le conoscenze tecnologiche non possiamo dire che l’Italia abbia risolto i problemi relativi all’uso dell’energia, all’abitare ecologico neanche potremmo pensare che la maggioranza delle nostre città siano vivibili, siano sostenibili.

Eppure, pensare, progettare e costruire in maniera razionale ed eco-efficiente dovrebbe essere utile e vantaggioso a tutti.

Il D.M. 22 ottobre 1997 n. 238 introduce l’istituto-strumento “Contratti di Quartiere” per realizzare recuperi dell’edilizia pubblica in Europa. Altri piani e strumenti giuridici hanno avuto seguito ma le nostre città non sembrano essere tanto migliori di prima né possiamo dire che siano divenute città ideali.

La libertà di un popolo avviene anche attraverso la conoscenza e l’applicazione di sistemi organizzativi “innovativi” (democrazia diretta e partecipativa) che consentono ai cittadini consapevoli di riappropriarsi di una crescita collettiva attraverso l’uso delle tecnologie migliori, cioè quelle che servono alle comunità per vivere in maniera sobria ed autosufficiente.

Alcune buone pratiche amministrative sono documentate e si ispirano al concetto di territorialità o a percorsi di progettazione partecipata dove i progettisti dialogano direttamente con i cittadini. Ecco alcuni commenti: “tra i sistemi di pianificazione operanti nel mondo occidentale quello italiano è forse uno dei più burocratizzati e più lontani dal mondo della vita (Giusti, 1995). Colmare il burrone tra burocrazia del piano e corpo vivo della città è un compito così grande che è meglio sperimentare e incominciare da tutte le parti. Accrescere il grado di concretezza, vicinanza alla gente, e capacità di ascolto dei sistemi di pianificazione è quindi un obiettivo che è possibile avvicinare in molti modi.” (tratto da Alberto Magnaghi – a cura di -, Giancarlo Paba, il territorio degli abitanti, Dunod Milano 1998, pag. 98)

Addirittura, Diego Caltana racconta (in il giornale dell’Architettura, dicembre 2009 n.79, Umberto Alemanni & C, pag. 26) di “35 anni di progettazione partecipata” a Vienna. “Un’esposizione dedicata al modello viennese lieve per il rinnovamento urbano racconta gli investimenti seguiti all’entrata in vigore della legge per il risanamento urbano varata nel 1974. Per contrastare gli aspetti più radicali di questo provvedimento legislativo un gruppo di sociologi, architetti e artisti, ma anche tecnici comunali e politici locali, presentano un programma di dodici punti per indirizzare il risanamento evitando che si trasformasse nella demolizione di intere aree degradate con la conseguente dispersione dei loro abitanti. Questi vennero invece coinvolti nei processi decisionali, dando vita ad un’esperienza apripista per la progettazione partecipata.”

Questi “stralci” tratti da testi ed articoli testimoniano che esistono energie creative positive, capacità progettuali, persone capaci di organizzare e realizzare opere socialmente utili e vantaggiose. Manca la volontà politica per soddisfare i reali bisogni umani e comprendere chi stia osteggiando l’umanità non è difficile. Bisogna ripensare l’intera società, riportare al centro i reali valori umani considerandoli facenti parte di un sistema chiamato: Universo, natura.

Le piante traggono vita perché c’è il sole e, non si scambiano nessuna moneta, lo stesso fanno tutti gli animali, cosa vorrà significare?

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Ispirazioni sostenibili

Conoscenza e buon senso per progettare una società migliore:

Tratto da W. McDonough e M. Braungart, dalla culla alla culla, BLU edizioni Torino 2003, pag. 99. Due elementi essenziali rendono possibile la nostra esistenza: massa (la Terra) ed energia (il Sole). Niente entra ed esce dal sistema planetario eccetto il calore e, talvolta, alcune meteoriti. Per il resto il sistema è chiuso e i suoi elementi fondamentali sono preziosi e finiti. Ciò che la natura ci ha messo a disposizione è tutto quello che abbiamo. E qualunque cosa gli esseri umani creino non viene eliminata.
Se i nostri sistemi continueranno a contaminare la massa biologica della Terra e a buttare via materiali tecnici (come i metalli) o a renderli inutilizzabili in breve ci ritroveremo davvero a vivere in un mondo di limiti, in cui la produzione e il consumo saranno razionati e la Terra diverrà letteralmente una tomba.
Se gli esseri umani desiderano conservare l’attuale stato di benessere, dovranno imparare ed imitare il sistema di flussi di nutrienti e il metabolismo altamente efficace della natura, «dalla culla alla culla» in cui il concetto stesso di rifiuto non esiste. Eliminare il concetto di rifiuto significa progettare tutto – prodotti, imballaggi e sistemi – fin dall’inizio in base al principio che il rifiuto non esiste. Significa che saranno le preziose sostanze nutritive contenute nei materiali a modellare il progetto e a definirlo, che la sua forma sarà determinata dall’evoluzione, non solo dalla funzione.

Tratto da Guida al consumo critico, EMI, Bologna 2008 pag. 194. Impatto Ambientale. I supermercati sono l’emblema del consumismo che stimolano in tutti i modi possibili. Già la possibilità di poter passare fra gli scaffali e mettere nel carrello tutto ciò che ci attrae rimandando a dopo l’operazione fastidiosa del pagare è uno stimolo a comprare oltre i bisogni che avvertiamo spontaneamente. Se ci aggiungiamo le promozioni del tre per due, i prezzi civetta che si fermano a 99 centesimi, le fidelity card, i regali su raccolta punti, le seduzioni per bambini alle casse, il superconsumo è assicurato. E assieme è assicurato pure il superimballaggio perché al supermercato si vende prevalentemente impacchettato per favorire i trasporti e sbarazzarsi dei commessi.
Uno studio condotto in Gran Brategna nel 2004 dal parlamentare Norman Baker, ha messo in evidenza che in ogni famiglia spende ogni anno 750 per imballaggi, un sesto della spesa per il cibo. In definitiva solo il 26% del prezzo degli alimenti è per il cibo in quanto tale. Il resto è per l’imballaggio, trasporto, pubblicità, ricarico del supermercato.

Le parole sono importanti poiché sono associate a concetti, a stili di vita, a modi di pensare, per cui facciamo attenzione ai concetti “tossici e manipolatori” come gli ossimori. Ecco alcuni esempi clamorosi del marketing politico: “sviluppo sostenibile“, “banca etica“, “termovalorizzatore“, “carbone pulito“, “bombe intelligenti“. La giornata è composta di 24 ore ed il nostro cervello è impiegato maggiormente ad eseguire ordini dettati dalla consuetudine della società, ma se la società è gravemente malata? Con le parole i politici burattini manipolano la percezione della realtà “giocando” con le leggi della natura. Il cittadino deve riappropriarsi del senso delle parole, ricercandone l’etimologia e l’uso nel corso dei tempi. La democrazia è stata svuotata grazie all’apatia politica. Durante questo periodo natalizio, facciamoci un regalo utile, attiviamo il cervello, leggiamo un libro e discutiamone i contenuti in famiglia, con gli amici e con i conoscenti. Democrazia è dialogo, sereno e pacifico. La conoscenza e la creatività umana saranno capaci di trovare più soluzioni possibili ai temi che riguardano la collettività. Sarà sempre così perché è un indole umana creare, allora perché deleghiamo a persone corruttibili (rappresentanti eletti) la soluzione di problemi comuni? Eppure numerose comunità al mondo dimostrano che integrando la democrazia rappresentativa con la democrazia diretta le deliberazioni sono di maggiore qualità.

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato! Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

La democrazia c’è

Coraggio, coerenza ed onesta intellettuale, virtù che sembrano esser sparite dal mondo politico. Ferrara 24 e 25 ottobre il movimento “Per il Bene Comune” (PBC) ha dimostrato di possedere tali qualità.

democrazia-cittadiniCoraggio: PBC è un movimento pragmatico fuori dagli schemi destra-sinistra, chiunque può aderire dopo aver letto il loro manifesto etico.

Appena entri,  nella sala della loro assemblea c’è in esposizione un tavolo con i riferimenti culturali, la loro bibliografia. Testi di democrazia diretta, di decrescita felice, di ecologia, di sovranità monetaria, di poteri occulti, e di cronaca giudiziaria.

Coerenza: fui contatto da PBC per contaminarli sulle pratiche democratiche vere, ispirate al modello bilancio partecipativo (Porto Alegre) ed al modello svizzero di democrazia diretta (iniziativa popolare e referendum). PBC ha accolto le mie istanze ed ora studiano e chiedono di introdurre la democrazia diretta in Italia, praticano strumenti e metodi di democrazia partecipativa anche con la sperimentazione di un “programma partecipato” on-line che facesse emergere le opinioni di tutti, le diversità altrui e le priorità del forum-meetup di PBC aperto anche a non aderenti.

Onestà: dal sito internet di PBC è possibile leggere il loro bilancio con l’allegato dell’estratto conto bancario originale, caso più unico che raro fra i soggetti politici italiani per nulla intenzionati ad applicare la trasparenza, invece per questi “pazzi” cittadini sembra essere tutto scontato.

In questo fine settimana sono stato invitato da PBC, come osservatore e “consulente” esterno, e devo ammettere che questi cittadini, provenienti un po’ da tutta Italia – Lombardia, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Piemonte, Abruzzo, Lazio, Toscana, Veneto, Sicilia – hanno dato un pesante schiaffo morale a tutta la vecchia partitocrazia (PDL, PDmenoL, Idv, Udc, Lega, Sinistra e libertà….).

Il giorno 24 l’assemblea di PBC ha deliberato praticando semplici regole democratiche, facendo emergere e valorizzando le diversità altrui in maniera civile e composta, accentando il dissenso interno e sostenendo il valore delle opinioni. Di questi tempi, un vero miracolo.

teste_libereIl giorno 25 dedicato alle “Teste libere”, PBC ha voluto ascoltare una serie di relatori – Michelangiolo Bolognini, Medicina Democratica, per un ambiente meno nocivo, Giuseppe Carpentieri, Comitato CAAL, per un programma partecipato, Marco Cedolin, saggista e co-fondatore MDF, per una decrescita felice; Domenico Finiguerra, Assoc. Comuni Virtuosi, per la salvaguardia del nostro territorio; Gianni Flamini, giornalista e scrittore, l’ “inesistente” Piano di Rinascita Democratica; Eufrosine Messina, Presidio No Dal Molin, il Nobel a chi rinuncia alle basi militari in casa altrui; Claudio Messora, blogger, alias Byoblu, per una rete libera; Claudio Moffa, docente universitario e storico, l’Italia e i poteri forti internazionali; Luigi Sertorio, fisico teorico e scrittore, per il futuro dell’ Italia e del pianeta; Carlo Vulpio, giornalista e scrittore, per un paese consapevole.

La “stranezza” di tale movimento è propria questa, la volontà chiara e diretta di farsi contaminare da continue pratiche democratiche, per conoscere e comprendere. Dunque PBC assume l’atteggiamento opposto dei partiti odierni.

Questi cittadini hanno avviato un processo democratico virtuoso per includere tutti e far emergere, attraverso la meritocrazia insita nei processi deliberativi, le persone realmente capaci. L’etica è alla base di questo di movimento che sta dimostrando con scelte concrete di perseguire il reale cambiamento di cui ha bisogno l’Italia e soprattutto noi italiani: una rivoluzione culturale libera dai poteri forti e dagli schemi divide et impera (destra e sinistra).

Insomma, ridare la democrazia ai cittadini, questo il loro slogan, non sembra essere pura propaganda ma, questi fanno sul serio. E’ stato davvero entusiasmante ascoltare e vedere cittadini non perder tempo in questioni speciose ma attenti al dialogo, ai contenuti, al valore ed alle implicazioni etiche delle scelte politiche. La vera democrazia è realmente un metodo virtuoso che consente la condivisione culturale e la crescita delle comunità. PBC sembra essere la concreta e seria speranza politica per idee come la decrescita felice, la sovranità popolare e la vera class action, temi che da molto tempo cerco di condividere in internet per portarli all’attenzione di tutti. Ho trovato persone che ascoltano e che seriamente applicano ciò che promettono. Ho conosciuto persone che sostengono valori ed  idee e, si battono per questo e non per la conquista di una poltrona, persone che hanno compreso i trucchi del potere invisibile insiti nella perversa e falsa “democrazia rappresentativa”. E’ inutile sostenere persone oneste se non si cambiano le regole del gioco. La vera democrazia non piace ai partiti ed ai “movimenti del rinascimento” perché fa emergere le persone competenti e meritevoli. Invece a PBC sembra che interessi valorizzare le idee e formare una nuova rappresentanza politica, dipendente del popolo sovrano.

democrazia-direttaIeri la provincia di Bolzano ha tentato di introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta e col minimo scarto del 1,9% non è stato raggiunto il quorum di validità fissato al 40%. Questo risultato evidenzia il grande impegno civico di liberi cittadini e l’antidemocratico quorum di validità, soprattutto con queste alte soglie di validità.

Applicazioni di buon senso

In numerose riflessioni potrete leggere nel mio blog come il sistema politico, sociale ed economico globale influenzi, ovviamente, anche quello locale in maniera “errata” ed obsoleta per cinici interessi di controllo e potere da conservare nelle mani di pochi, i soliti.

Esiste un modo etico? E’ possibile vivere da esseri umani? Si, è possibile.

Tutti noi possiamo informarci e comprendere che le SpA amministrate dai banchieri controllano, da un lato, le risorse energetiche globali e dall’altro lato, tengono basso il livello di conoscenza dei popoli sulla fisica, la matematica ed in generale sulla reali potenzialità umane. Questo controllo sta per cedere, se non interverranno contro la rete di internet. In realtà ci stanno già pensando. Ma andiamo avanti.

Chiunque può informarsi su cosa sia la fusione fredda e comprendere che essa è attuabile (lo sviluppo di tale tecnologia, verificata le sua potenzialità, è stata tolta dal controllo pubblico – Rapporto 41 – ed ora viene sviluppata da alcune SpA), molto più economica della fissione nucleare (inquinante), è fonte energetica rinnovabile e non inquinante. Ma le buone notizie non finiscono qua. Il mondo accademico ed i tecnici dell’architettura e dell’urbanistica sono pienamente consapevoli di come realizzare città del buon senso, ecologiche. Manca la volontà politica di farlo.

Dal sito eddyburg (sorto da un’idea del prof. Edoardo Salzano) si può leggere: Eco-Densità, la densificazione ecologica, è uno degli strumenti fondamentali per assicurare abitabilità futura alla città e rendere i suoi quartieri più adattabili, sani ed economicamente competitivi di fronte ai cambiamenti globali determinati dal mutamento climatico e dal pesante sfruttamento dei combustibili fossili. il_territorio_degli_abitantiLa densificazione ecologica ha molteplici ruoli nel contribuire a ridurre l’impronta ecologica della città. Una maggiore densità edilizia consuma meno energia e acqua. Gli abitanti di quartieri più densi e a funzioni miste si muovono di più a piedi e in bicicletta, guidano meno la macchina. La densità significa usare meno superficie per alloggiare più persone, e quindi riduce la pressione dell’insediamento diffuso sulla regione e le terre agricole produttive.

Principi Guida diEco-Densità

1. Utilizzare la sostenibilità ambientale come criterio principale per prendere le decisioni urbanistiche e edilizie riguardanti la città.

2. Costruire un quadro strategico di interventi, strutture e servizi (uno structure plan) basato su densificazione, edilizia verde, sistemi energetici, alimentari e dei trasporti sostenibili.
3. Sfruttare tutte le attività, sistemi e servizi consentiti o resi più efficienti dalla densità, come l’energia condivisa, gli spostamenti a piedi, in bicicletta e coi mezzi pubblici, una grande diversificazione dei beni ambientali.

4. Migliorare l’accessibilità alla casa in proprietà e in affitto attraverso un incremento dell’offerta, della gamma di tipi, delle dimensioni, qualità, posizione, e attivando programmi mirati in tutti i quartieri della città.

5. Pianificare spazi e servizi che devono cresce parallelamente alla densificazione, a sostegno di quartieri abitabili, sani e sicuri, pensando in modo creativo alla diversificazione e varietà di spazi pubblici e fasce di rispetto.

E’ ormai chiaro che si possono realizzare/trasformare quartieri e quindi città intere eliminando gli sprechi energetici, riducendo la domanda di energia ed, usando fonti attive come la fusione fredda per generare quell’energia necessaria.

La perfetta combinazione dell’uso di strumenti di democrazia partecipativa e diretta per amministrare i territori con la conoscenza delle migliori tecnologie consente ai cittadini di progettare una società migliore fatta per gli esseri umani.

Tecnologie del buon senso:

Secondo l’EPA, l’Ente per la Protezione Ambientale statunitense, non esiste oggi sul mercato un sistema di riscaldamento e di condizionamento più efficiente dal punto di vista energetico e più pulito per l’ambiente rispetto alla tecnologia geotermica (report EPA-DOE: Space Conditioning : The Next Frontier – 430-R-93-004). Gli impianti geotermici infatti consentono di ridurre il consumo di energia fino al 40% confrontati con pompe di calore aria-aria e fino al 75% confrontati con il riscaldamento elettrico ed a gasolio. In estate poi si può utilizzare il calore estratto dall’ambiente per avere acqua calda quasi a costo zero, e comunque durante tutto l’arco dell’anno si può risparmiare anche il 30% sulla produzione di acqua calda rispetto ai sistemi elettrici ed a gas.

La trigenerazione implica la produzione contemporanea di energia meccanica (elettricità), calore e freddo utilizzando un solo combustibile. Le tradizionali centrali termoelettriche convertono soltanto 1/3 dell’energia del combustibile in elettricità. Ciò che resta si perde sotto forma di calore. L’effetto negativo, derivante da questo spreco, sull’ambiente è evidente. Ne consegue l’esigenza di incrementare l’efficienza della produzione elettrica.

sistemi solari attivi passivi negli edificiBisogna ribaltare il falso concetto di ricchezza e di sviluppo propagandato dai banchieri in mala fede. Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, ormai è cosa certa, utile a sedicenti capitalisti “verdi” per continuare a rubare le risorse di tutti.

Per tanto invece di produrre profitti dai consumi energetici e dagli sprechi è possibile farlo dal risparmio energetico e dall’eliminazione degli sprechi stessi, questa è la funzione delle società ESCO.

Prendiamo ad esempio il caso amministrativo dei servizi pubblici locali. I cittadini pagano consumi consegnando risorse monetarie alle attuali SpA che operano in regime di monopolio per mezzo di concessioni pubbliche “regalate” dai Sindaci. Spesso in queste SpA si trovano gli amici nominati dai Sindaci. In questo sistema e con queste regole immorali difficilmente si potranno cambiare le cose, per cui è necessario cambiare regole e modello di sviluppo.

Introducendo strumenti etici di democrazia diretta e partecipativa, la società civile può inserire il modello delle società ad azionariato diffuso, dove gli utenti sono proprietari, con la funzione di guadagnare risparmiando energia (bisogno popolare). Tramite contratti pubblici sul modello del conto energia è persino possibile ristrutturare l’intero patrimonio edilizio a costo zero per i cittadini. Ma ancor di più, applicando la sovranità monetaria (artt. 1 e 47 Cost.) è possibile offrire servizi e merci a tutti senza creare debito pubblico.

Insomma, in questo modo è possibile arrivare al modello di produzione energetica distribuita opposto all’attuale modello dei monopolisti nazionali governati da potenti SpA multinazionali.

Riassumendo, in una comunità realmente libera, dove la moneta è di proprietà del popolo e dove esistono strumenti democratici veri è possibile predisporre piani politici virtuosi, eliminando il ricatto del debito pubblico ed offrendo merci e servizi realmente necessari a tutti i cittadini. La conoscenza delle migliori tecnologie consentirà di non usare mezzi inquinanti e di produrre beni alimentari sani, mezzi di trasporto ecologici, abitazioni che consumano pochissima energia e verde pubblico ben mantenuto. Il costo di questi servizi è pagato interamente dalla partecipazione attiva di tutti potendo scambiare i servizi in qualsiasi modo o, con un pezzo di carta di proprietà del popolo (quindi diverso dall’euro che produce debito) o con la banca del tempo.

Rifiuti Zero

Cos’è Rifiuti Zero?

rifiuto-riduco-riciclo“I rifiuti non sono un problema tecnologico ma un problema di progettazione industriale“
, prof. Paul Connett.
La “natura” è un sistema in equilibrio, che si basa su di un modello a catena chiusa, detto anche di tipo circolare; quello che si presenta come uno scarto di una pianta o di un’animale diventa il cibo per una altro organismo vivente. La natura non conosce il concetto di rifiuto come noi umani lo consideriamo e prima delle rivoluzioni industriali neanche l’uomo produceva rifiuti, parliamo di circa 150 anni fà. Quello che a noi viene propagandato come sviluppo e crescita in realtà è un regresso, in quanto le attuali attività antropiche hanno creato un disequilibrio nell’ecosistema. Le merci che noi compriamo sono frutto di un processo industriale di tipo lineare. Alla base della filosofia industriale il rifiuto non è contemplato come voce di profitto e/o danno economico, lasciando ricadere gli effetti negativi sulle popolazioni e sui consumatori. Estrazione delle materie prime, trasformazione (assemblaggio e produzione), commercializzazione, utilizzo (consumo) ed infine “rifiuto”. Questo tipo di sistema ha creato uno stile di vita vizioso, non compatibile con la natura. Noi umani abbiamo dimenticato che siamo parte della natura stessa. guida al consumo criticoPer poter continuare a soddisfare i nostri bisogni in questo modo abbiamo necessità di un altro pianeta Terra da cui approvvigionarsi delle materie prime.
Dal 1987 un gruppo di ricerca si è occupato di misurare l’impronta ecologica, ridurre gli sprechi e conservare le risorse in tutti gli Stati Uniti ed in Canada. Questo gruppo ha condiviso la sua esperienza lavorando con aziende, governi ed organizzazioni no-profit. Questi ricercatori usano un indice ambientale dei consumatori basato sul ciclo vita dei rapporti economici ed il relativo stile di vita. Tramite questo indice calcolano i rifiuti, l’energia e gli impatti delle sostanze tossiche causati dalle tre fasi di produzione, uso e smaltimento di merci e servizi acquistati ogni anno da parte dei consumatori. Il gruppo attraverso i suoi studi ha evidenziato l’insostenibilità dell’attuale sistema socio-politico e proposto un’alternativa imitando i processi naturali, in quanto i rifiuti sono un segno di inefficienza. La strategia proposta prende il nome di rifiuti zero (Zero Waste). Questo obiettivo esprime la necessità di progettare un circuito chiuso per il sistema sociale/industriale. Con l’uso dei termini “rifiuti zero” si vuole esprimere anche “zero rifiuti solidi”, “zero rifiuti pericolosi”, “zero sostanze pericolose” e “zero emissioni”.
La strategia suggerisce che il concetto attuale di rifiuto deve essere eliminato. I rifiuti dovrebbero essere pensati come “residui di prodotto” o più semplicemente come una “potenziale risorsa”, per contrastare la nostra base di accettazione dei rifiuti come un normale corso degli eventi. L’opportunità per la riduzione dei costi, l’aumento dei profitti e la riduzione dell’impatto ambientale si evidenziano quando si riducono questi prodotti residuali e le risorse come cibo per il sistema industriale e naturale. Ciò comporta la riprogettazione dei prodotti e dei processi al fine di eliminare le loro proprietà pericolose che li rendono inutilizzabili ed ingestibili, in quantità tali da non sovraccaricare le industrie e l’ambiente.
Per ottenere Rifiuti Zero occorrono tre cose:
1. responsabilità industriale (a monte)
2. responsabilità della comunità (a valle)
3. una buona leadership politica (per saldare insieme entrambe le cose)
Ad esempio un’industria che produce macchine fotocopiatrici la Xerox, recupera le vecchie macchine dismesse o non funzionanti da tutto il mondo per poterle smontare in enormi depositi e poterne recuperare oltre 95% dei materiali i quali vengono riutilizzati o riciclati per le future macchine fotocopiatrici; con un risparmio del 76 milioni di dollari ottenuti per il solo anno del 2000. dalla-cullaAlla comunità spetta la responsabilità di conferire i materiali in discarica rispettando sei principi cardine: evitare di generare rifiuti attraverso iniziative di prevenzione dei rifiuti, ad esempio con l’acquisto di prodotti che presentano l’imballaggio ridotto al minimo, acquistando prodotti che realmente verranno utilizzati ed in caso di disuso donare o rivendere il prodotto ancora utilizzabile. Consegnare presso aree di raccolta materiali riutilizzabili, come ad esempio prodotti tecnologici non di ultima generazione. Materiali compostabili, cioè tutti i materiali di natura organica dai quali è possibile produrre biogas e compost. Materiali riciclabili, composti da materiali che possono essere riciclabili per la loro natura chimica ed in quanto separabili. Individuazione e separazione dei materiali tossici. In fine tutti quei materiali che oggi non sappiamo recuperare rientrano nella categoria dei residuali.

italia-sotto-rifiutiIn Italia il concetto di comunità è stato manipolato per garantire facili profitti economici a pochi soggetti industriali divenuti monopolisti del ciclo integrato dei rifiuti. Invece negli Stati Uniti i suoli delle discariche sono di proprietà pubblica, inoltre la gestione delle stesse o di un impianto di riciclo può anche essere affidato ad un soggetto privato diverso da quello addetto alla raccolta. In questo modo separando i ruoli della filiera del ciclo dei rifiuti si evitano conflitti e concorsi di interesse a vantaggio della comunità che paga le tasse.
Gli studi statistici ed economici hanno evidenziato fino ad ora che l’unico modo per poter raggiungere in breve termine l’obiettivo rifiuto zero è l’adozione della raccolta domiciliare “porta a porta”, tramite lettura di un microchip che misura il peso e/o numero di bidoncini svuotati. (Fonte: P. Gentilini e N. Belosi, Le buone pratiche, Bollettino dell’Assise di Napoli, ott.-nov. 2007, pag. 18). Dall’analisi dei dati, la raccolta domiciliare con separazione secco/umido, sia per l’intero campione, sia per le diverse fasce di grandezza dei comuni, presenta in modo netto i migliori risultati rispetto agli altri sistemi di raccolta perché comporta:
– la minore produzione di rifiuti pro capite, in ossequio al primo criterio di prevenzione alla produzione di rifiuti;
– le maggiori rese di raccolta differenziata, in ossequio ai criteri di massimo recupero di materia e di minimo smaltimento;
– i minori costi pro capite del servizio di igiene urbana,in ossequio al criterio di economicità.
Le altre alternative attuali al sistema “porta a porta” sono la raccolta stradale (cassonetti) e quella mista, entrambe inefficaci. Inoltre la raccolta mista è quella con peggiori rapporti costi/benefici poiché non riesce ad ottenere le priorità indicate dalle norme mantenendo in vita entrambi i metodi, stradale e domiciliare, che vanno in conflitto tra di loro.

E’ necessario chiarire che le industrie producono due tipi di “rifiuti”: urbani e speciali. Oggi il 90% dei “rifiuti” urbani non sono più un rifiuto perché riciclabili, compostabili e riutilizzabili, per cui solo il 10% residuale deve essere studiato da centri di ricerca e rimesso nel mercato come gli altri. Questo 10% non rappresenta un pericolo per la salute umana poiché inerte ma purtroppo oggi vengono inceneriti recando danni ambientali. I “rifiuti” speciali per ben l’85% sono riciclabili e solo il restante 15% va conferito in discariche speciali.
Quindi per applicare la strategia rifiuti zero la politica deve rendere illegali le merci non riciclabili, imponendo nuove regole di progettazione industriali dei prodotti e favorendo le università con i centri di riciclo dove poter studiare un modo di recuperare le attuali merci residuali. Al progetto rifiuti zero partecipano interi Stati, contee, regione, città di milioni di abitanti e piccoli centri urbani sparsi in tutto il mondo. In Italia, Capannori (LU) è stato il primo Comune a deliberare tale strategia, seguito successivamente da altri. Poiché la strategia è lungimirante ha prodotto dei risultati nel tempo al di sopra delle aspettative ipotizzate e, prevede continui miglioramenti, ad esempio l’intero Stato della California raggiungerà l’obiettivo rifiuti zero entro il 2020.

pubblicato in La Voce di Parma, 13 maggio 2009.  Scritto da Vincenzo Bruno ed in collaborazione col sottoscritto (Giuseppe Carpentieri).

Progettare una società migliore

Esistono almeno 4 elementi da inserire nei programmi politici di ogni cittadino. Quattro fari per iniziare a cambiare in meglio la società degenerata che ruota intorno a noi, questi servono a sconnettere le menti connesse al sistema, per svegliare la maggioranza delle coscienze delle persone passive, egoiste e ciniche.

per un futuro equoQuesti elementi sono: adottare una politica delle risorse, introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Enti territoriali, introdurre una vera azione risarcitoria collettiva (class action), introdurre la sovranità monetaria. Appena quattro elementi, niente di più semplice, per iniziare a vivere da esseri umani, liberi ed in una vera democrazia. Puntualmente ed ovviamente nessun media, nessun partito politico, nessun guru spiega e/o sostiene i quattro elementi; e quindi la maggioranza dei cittadini fa fatica ad essere sconnessa dal sistema e, liberata dai condizionamenti indotti dall’esterno (potere invisibile). L’assenza di dialogo e di informazioni su questi temi aiuta il potere invisibile ad auto conservarsi e durare nel tempo.

E’ sufficiente applicare uno dei quattro elementi per cambiare la società in meglio. La vera class action – modello americano, quello raccontato dal film Erin Brockovich – è lo strumento giuridico più potente che ci sia, in mano ai cittadini danneggiati-truffati per togliere soldi alle multinazionali. Nel capitalismo di rapina italiano è fondamentale avere uno strumento capitalista come la vera class action. Se in Italia ci fosse tale strumento, i cittadini siciliani di Priolo, i cittadini campani del ‘triangolo della morte’ (caso rifiuti tossici in Campania), i cittadini pugliesi di Taranto (ILVA), i cittadini veneti nell’area di Porto Tolle, (ENEL) i cittadini truffati dalle banche (crack cirio, parmalat) ed altri ancora avrebbero la soddisfazione di veder applicata la giustizia. La sovranità monetaria (applicazione dell’art.47 Cost.) cancellerebbe il debito pubblico e darebbe risorse monetarie per la costruzione dei servizi necessari a tutti gli italiani, senza chiedere in prestito un pezzo di carta stampato dal nulla (oggi la moneta viene stampata senza alcun controvalore, le banche non danno nulla in cambio di moneta = mutui, prestiti illegittimi = scambio iniquo) e caricato di interessi non esisterebbe il sistema del debito e, neanche la relativa inflazione (tassa occulta) legata al sistema della riserva frazionaria. L’introduzione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa applicherebbe, banalmente, l’articolo 1 della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo e, la sovranità monetaria è una parte importante di questa. Strumenti di vera democrazia sono applicati in Svizzera, in 23 stati degli USA, in Brasile ed altrove. La politica delle risorse è, forse, l’elemento più importante. Applicare la politica delle risorse significa che le comunità ed i popoli sono diventati maturi e consapevoli delle potenzialità umane. corporationLa gestione ecologica delle risorse significa eliminare gli sprechi e prevenire le ingiustizie sociali causate oggi dalla “democrazia” SpA delle corporation-banche che controllano l’economia globale. A monte di questo ragionamento riassunto nei quattro elementi, c’è un altro discorso molto più importante che renderebbe applicabili i quattro temi: conoscenza e consapevolezza. Il potere opera proprio in questa direzione e controlla idee ed opinioni della maggioranza dei cittadini. Non troverete mai dibattiti ed approfondimenti sugli argomenti citati, in televisione, nei periodi di massimo ascolto e, in confronti sinceri e liberi. Apatia politica, assenza di senso civico e della comunità, abbinate con l’ignoranza sono il nutrimento efficace per il potere esistenze (banche, partiti, multinazionali). Le condizioni di vita non mutano in meglio per l’inciviltà della maggioranza dei popoli. I Governi scegliendo il tipo di istruzione da indottrinare nelle scuole, consente ai potentati economici una buona manipolazione per continuare a produrre schiavi addomesticati. Per programmare le menti di tutti a sostegno di un’unica cultura dominante sulle altre: il profitto monetario.

Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore. Bhè, gli effetti sono nel cuore di ognuno, per esempio, il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta. Mentre fino a ieri credevo mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso. Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrà un’altra, ho solo questa e loro mi fanno andare a lavorare, cinque volte, sei giorni a settimana e mi lasciano un miserabile giorno, per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?” (Silvano Agosti)

la scienza dell'unoLa società oggi è composta da una serie di istituzioni. Dalle istituzioni politiche a quelle giuridiche, a quelle religiose. Fino alle istituzioni delle classi sociali, dei valori familiari e della specializzazione professionale. E’ ovvia la profonda influenza che queste sovrastrutture hanno nel dare forma ai nostri giudizi e alle nostre opinioni. Fra tutte le istituzioni sociali in cui siamo nati, diretti e condizionati…non sembra esser alcun sistema dato per scontato, e così poco compreso, come quello monetario. Dopo aver raggiunto proporzioni quasi religiose, le istituzioni monetarie riconosciute esistono come una sorta di dogma, fra i più forti mai esistiti. Come viene creato il danaro, le politiche che vengono perseguite e quali sono i veri effetti sulla società, sono però argomenti trascurati dalla maggior parte della popolazione. […] “La schiavitù non è nient’altro che la proprietà del lavoro che implica prendersi cura dei lavoratori, mentre il piano europeo è che il capitale deve controllare il lavoro, controllando i salari. Questo si può fare attraverso il controllo della moneta. […]La schiavitù economica, invece, obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole. E’ una delle truffe più ingegnose per la manipolazione sociale che si siano mai create. E intrinsecamente, è una guerra invisibile contro il popolo. Il debito è l’arma utilizzata per conquistare e rendere schiava la società, e l’interesse è il suo sparo. E mentre la maggioranza delle persone continua a vivere ignara di tutto questo, le banche, con la collusione dei governi e delle multinazionali, continuano a perfezionare ed espandere le loro tecniche di guerra economica, creano nuove basi, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, ed anche inventando un nuovo tipo di saldato: il “killer economico”. (Zeitgeist addendum)

Una società più umana, ragionevole, responsabile e conviviale.

Una rivoluzione culturale in tre mosse.

1) Sconnettersi dall’attuale sistema

neuro-schiavi-macroPer sconnettere il cervello dall’attuale di sistema socio-politico è necessario riconsiderare e rivalutare l’attuale stile di vita delle nostre comunità figlie dell’inganno culturale programmato dal potere invisibile. E’ immorale misurare la ricchezza col quantitativo di danaro posseduto e col Prodotto Interno Lordo (PIL), quindi bisogna raccogliere tutte le informazioni sul tema: sovranità monetaria, riserva frazionaria e signoraggio bancario; poi rivalutando il concetto ricchezza bisogna considerare che è possibile vivere anche senza danaro. Infatti la reale ricchezza è vivere in un ambiente sano e sicuro, nutrendosi di cibi locali, anche autoprodotti; la reale ricchezza è conoscenza e relazioni sociali. Per uscire dalla gabbia mentale dell’attuale sistema culturale dominante è necessario una sana diffidenza verso il potere costituito. dalla-cullaBisogna togliere ogni tipo di fiducia verso i partiti, le banche ed i media. Non fidatevi ciecamente dell’università e della scuola. Spegnete la televisione, leggete molto criticamente i giornali on-line, non li comprate. Leggete o rileggete la nostra Costituzione, usiamo un vocabolario e ricerchiamo i vocaboli poco comprensibili, poniamoci domande semplici, ma efficaci: cos’è la sovranità? Cos’è la democrazia? Cos’è la moneta? Cos’è il debito pubblico?

Mettiamo in discussione le nostre convinzioni politiche, se ne abbiamo, risvegliamo la nostra coscienza.

2) Attivarsi per fare massa critica

democrazia-cittadiniUna volta sconnessi dal sistema culturale attuale è necessario condividere il nuovo modello culturale con altri, amici, parenti e conoscenti per raggiungere una massa critica. I cittadini hanno il diritto di organizzare il consenso politico intorno al nuovo modello socio-politico figlio di una cultura della decrescita felice combinata con l’introduzione di una “nuova” forma di governo per gli italiani e cioè introdurre strumenti di democrazia diretta per integrare la democrazia rappresentativa. La scelta del metodo con cui operare è fondamentale. Usare la vera democrazia (trasparenza, tolleranza, tempi certi, voto, diritto di proposta, dialogo aperto e sincero) è la chiave di volta per sviluppare le virtù sociali dell’essere umano come la creatività. La qualità del metodo scelto consente di pervenire a deliberazioni di maggiore o minore qualità, il metodo scelto a monte consente di far sviluppare o regredire un gruppo o una comunità di persone. Metodi democratici e tecniche organizzative quali la pianificazione strategica consentono a chiunque di valutare e scegliere meglio rispetto a metodi obsoleti quali i gruppi di potere oligarchici ed aggressivi. Un gruppo realmente democratico rispetta le potenzialità di tutti e consente di unire le energie vitali degli individui con lo scopo di perseguire gli obiettivi prefissati. La diversità è la reale forza dei gruppi di persone (comitati, associazioni…), la passione e la volontà di agire è energia fondamentale per ascoltare i diversi punti di vista, le diverse esperienze utili ad innovare e costruire un “nuovo” modello di società che risponda ai reali bisogni degli essere umani (vivere meglio di oggi) riscoprendo l’unione con la natura e l’universo.

3) Promuovere liste civiche libere

Dopo aver raggiunto una massa critica, i cittadini, usando gli strumenti di vera democrazia creano liste civiche libere dal potere invisibile per cambiare la società. L’uso di un manifesto etico (norme sui conflitti di interesse) delle primarie vere (diritto di autocandidatura), del contratto del mandato elettorale sono strumenti utili e necessari ai sostenitori della lista per praticare la trasparenza necessaria a convogliare consenso politico ed un nuovo modo di fare politica dal basso.

la scienza dell'unoCome vivere sconnessi dal sistema ed essere più felici. Chiunque sia consapevole dell’immorale sistema economico mondiale che ha reso schiavi interi popoli, può serenamente vivere diversamente. La conoscenza è la chiave di volta per operare virtuosamente. Oggi esiste la tecnologia necessaria per liberare i popoli, esiste il modo per usare l’energia razionalmente, esiste il modo per non sprecare risorse. I cittadini possono unirsi ed usare monete complementari, eleggere rappresentanti dipendenti dal sistema umano (decrescita e democrazia diretta), usare le tecnologie alternative (sole, vento, geotermia, elettromagnetismo = motore magnetico), auto produrre cibo di qualità (Gruppi di Acquisto Solidali, GAS), auto produrre energia e scambiarsela in rete (ESCO, Energy Saving Company, società che ristrutturano case o grandi volumi per eliminare gli sprechi energetici e guadagnare risparmiando), informarsi in rete (internet è accesso alla conoscenza libera) e da editori puri liberi (esistono piccole cooperative editoriali che trattano temi censurati) dal sistema banche-corporations SpA. La conoscenza e la consapevolezza possono orientare le scelte politiche di piccole comunità come di un Paese intero, basta volerlo realmente, basta iniziare a praticare la decrescita e la vera democrazia; molti lo stanno già facendo, uniamoci e facciamolo tutti.

tratto da Zeitgeist addendum:

Motivare. Se le persone soddisfacessero le necessita della vita senza schiavitù, debiti, baratto, commercio, loro si comporterebbero diversamente. Tu vuoi tutte quelle cose senza un prezzo. Allora non vuoi un prezzo. Cosa dovrebbe motivare le persone? L’uomo ottiene tutto quello che vuole, e sarà lui ad impadronirsene verso il sole. Questo è un velo che abbiamo davanti agli occhi. I popoli nella nostra cultura sono indottrinati a credere che il sistema monetario produce incentivi, motivazioni. “Se loro avessero accesso a tutto, perché dovrebbero voler qualcosa? Perderebbero il loro incentivo”, dicono. Questo è quello che ti hanno insegnato per far parte del sistema. Se elimini il denaro, ci saranno differenti incentivi, molto differenti. Quando i popoli devono far fronte ai bisogni della vita, i loro incentivi cambiano. Che dire della luna e delle stelle? Nuove sfide compariranno. Se fai un disegno che ti piace, ti piacerà darlo ad altre persone, non vendendoglielo.

Educazione. Penso che prevalentemente l’educazione di oggi consista essenzialmente nelle formazione professionale di una persona. E’ molto specializzata, non è mica generale. Le persone non sanno abbastanza su diverse cose. Non manderebbero la gente in guerra se queste sapessero molte cose. Credo che l’educazione sia per lo più meccanica e quindi non serve la risoluzione di nuove problemi. Gli insegnanti spesso non danno i mezzi emotivi riguardanti lo specifico campo, sul come avere un pensiero critico. In un’economia basata sulle risorse, l’educazionse sarebbe molto diversa. Le nostre maggiori preoccupazioni sociali sarebbero lo sviluppo mentale, la motivazione personale, portati al massimo potenziale. Perché crediamo che l’intelligenza  è la ricchezza del mondo, perché questa divente il contributo di ognuno. Più intelliegenti saranno i bambini, migliore sarà la tua vita. Perché contribuiranno costruttivamente all’ambiente ed alla tua vita. Perché tutto quello che noi elaboriamo in un’economia basata sulle risorse sarebbe stato applicato alla società, non c’è motivo per cui opporsi.

Civilizzazione. Patriottismo, armi, navi, tutto quello è segno che non siamo ancora civilizzati. I bambini chiedono ai loro genitori: “Non vedi la necessità delle macchine? Papà non puoi vedere che le guerre sono inevitabili quando produciano carenze?” Non è ovvio? Naturalmente il bambino capirà che la sua volonta sarà usata per servire l’establishment. Non siamo in una società abominevole e malata che non vogliamo faccia parte dei libri di storia. Direbbero soltanto che grandi nazioni hanno preso terre da nazioni più piccole, usato la forza e la violenza. Avrete solo una storia di comportamenti sbagliati lungo tutto il percorso fin dall’inizio del mondo civilizzato. Questo finché tutte le nazioni lavoreranno insieme all’unificazione mondiale dei beni comuni per tutti gli esseri umani, e senza qualcuno sottomesso ad altri. Senza stratificazione sociale sia che si tratti di elitarismo tecnico o di qualsiasi altro tipo, sradicato dalla faccia della Terra. Lo Stato non fa niente perché non c’è uno Stato.

I valori della nostra società, che si sono manifestati nelle continue guerre, la corruzione,  le leggi oppressive, la stratificazione sociale, comportamenti irrazionali, distruzione ambientale, ed una despotica indifferenza sociale orientata al profitto delle classi dominanti, è fondamentalmente il risultato di una ignoranza collettiva di due delle più basiche intuizioni umane che si possono avere in questa realtà.  Gli emergenti e simbiotici aspetti delle leggi naturali . La vera natura della realtà è che tutti i sistemi – se sono conoscenza, società, tecnologia, filosofia o qualsiasi altra invenzione – saranno quando disinibite sottoposti ad un continuo e veloce cambiamento. Quello che consideriamo normale oggi come la telematica e il trasporto, erano stati impensabili nelle epoche antiche. Allo stesso modo il futuro avrà tecnologie, realizzazioni e strutture sociali che noi non possiamo mai conoscere nel presente. Siamo andati dall’alchimia alla chimica, dall’universo geocentrico a quello eliocentrico,  da credere che i demoni siano causa di malattie alla medicina moderna. Lo sviluppo non sembra dar segni di cedimenti, ed è questa consapevolezza che ci porta e guida verso la crescita e il progresso. Una conoscenza empira statica non esiste, piuttosto è la conoscenza sulla nascita di tutti i sistemi che dobbiamo riconoscere. Questo significa che dobbiamo essere aperti a nuove informazioni ogni volta, anche se minaccia il nostro attuale sistema, e quindi, la nostra identità.

[…]

E’ ora di pretendere l’unità, i nostri sistemi sociali corrotti vanno messi da parte, e dobbiamo lavorare insieme per creare una società globale sostenibile dove ognuno di prender cura di tutti ed ognuno è veramente libero. Le tue convinzioni o fedi personali, quando ci possono essere forti, sono insensate quando si tratta dei bisogni vitali. Ogni uomo nascendo è nato nudo, avendo bisogno di calore, cibo, acqua, un riparo. Tutto il resto non è indispensabile. Perciò il più importante problema a portata di mano è quello di una gestione intelligente delle risorse. Questo non può mai essere compiuto in un sistema monetario, per il perseguimento del profitto e dell’interesse personale e nel quale lo squilibrio è intrinseco ed inerente. Allo stesso tempo i politici sono inutili. I nostri veri vitali problemi sono tecnici non politici.

(Fonte Zeitgeist addendum)