Proposta energetica/2

I cittadini hanno tutti i mezzi per avviare un progetto di cambiamento concreto. Gli ostacoli relativi alle conoscenze e all’accesso alle tecnologie giuste non ci sono più. L’unico ostacolo rimasto è interno al nostro sistema culturale che si basa su falsi miti e credenze, il mito dell’obbedienza verso poteri obsoleti. Il mito dell’obbedienza verso istituzioni che non portano avanti il bene comune, ma gli interessi mercantili di gruppi organizzati che ci vogliono schiavi e consumatori di merci inutili. Il prezzo dell’energia (idrocarburi: petrolio e gas) aumenterà, mentre oggi possiamo arrestare questa dipendenza per trasformare quartieri e città in isole energetiche indipendenti sfruttando un mix di risorse (conti alternative) e un mix di tecnologie intelligenti.andamento_prezzo_energia_elettrica_marzo_2013Fonte immagine del grafico qui sopra.

Tre anni fa ho condiviso il post proposta energetica ove da un lato studiavo le informazioni di Terna e dall’altro pensavo fosse utile cogliere i suggerimenti relativi al modello generazione distribuita perseguibile anche attraverso le ESCo. Anche Terna nei suoi rapporti cita il modello smart grid per migliorare l’efficienza energetica.

documento_Terna

Questo segnale formale è importante poiché possiamo cogliere che all’interno del “sistema” sia passato il messaggio politico che bisogna andare nella direzione dell’auto sufficienza energetica, quanto meno nella direzione della riduzione della dipendenza energetica dagli idrocarburi.

andamento_energia_2010-2013

Il grafico confronta la domanda di energia 2010 e 2013 ed è evidente la riduzione della domanda energetica. Sappiamo che l’offerta energetica da fonti alternative è aumentata, pertanto la dipendenza dagli idrocarburi può diminuire, ed è giusto perseguire il processo di efficienza energetica a scala nazionale e locale cancellando gli sprechi. Puntando alla riduzione degli sprechi si avrà un’ulteriore e significativa riduzione della domanda di energia ed attraverso l’impiego del mix tecnologico con le fonti alternative si potrà avere una significativa riduzione dell’inquinamento ambientale ed il relativo miglioramento della qualità della vita.

Ricordiamoci che i partiti politici intendevano realizzare centrali nucleari per produrre energia convinti che le fonti alternative non potessero soddisfare la domanda di energia. L’evoluzione tecnologica sta dimostrando che quella scelta era profondamente sbagliata. Oggi abbiamo tutte le risorse per realizzare comunità autosufficienti, è un obiettivo importante che per essere realizzato ha bisogno di nuova occupazione.

Non c’è alcun dubbio che stia cominciando una nuova epoca e stiamo vivendo un lungo periodo di transizione. Anche le istituzioni stanno mostrando nuovi programmi e nuove strategie.  A Bologna si presenta il programma smart city che mostra “nuove” strategie per le “città intelligenti”, certamente un’opportunità di confronto, ma bisogna ricordare che la storia delle città è stata ampiamente condizionata dal capitale e dalla rendita urbanistica, che hanno determinato le scelte degli attori politici a sfavore dei progetti sostenibili. Mentre è noto che l’Istat ed il CNEL abbiano pubblicato il primo rapporto del Benessere Equo e Sostenibile (BES). Da questi cambiamenti dobbiamo imparare e distinguere le opportunità di un reale cambiamento dei paradigmi culturali, dalle operazioni di marketing che nel solco della crescita vestono una immagine che cela l’obsoleto paradigma. Le Amministrazioni locali possono scegliere la strada della sobrietà e dell’uso razionale delle risorse attraverso un percorso culturale ampiamente illustrato nel primo rapporto BES.

creative-commons

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Etica e valori prima di tutto

La recessione innescata dalle ideologie obsolete e le buone pratiche sono esempi per capire che bisogna cambiare i paradigmi culturali delle nostre istituzioni e nella società. Non è più accettabile leggere notizie “sportive” ove un club di calcio spende 109 milioni per acquistare un calciatore, mentre servono 104 milioni per conservare un patrimonio dell’umanità come Pompei. Il Governo italiano compra caccia bombardieri, e durante l’estate protezione civile e vigili compiono sforzi per spegnere roghi dolosi, che distruggono ecosistemi, privi dei mezzi necessari a prevenire tali danni. E’ evidente che siamo di fronte a patologie molto gravi.

Ci sono tecnologie (fonti alternative e smart grid) e indicatori maturi (Benessere Equo e Sostenibile) che ci consentono di compiere un passo evolutivo nella giusta direzione: una società più equa, più civile e più responsabile, che consenta di usare razionalmente le risorse limitate e sfruttare al meglio l’energia disponibile. Progettisti, piccole imprese e piccole comunità sono in grado di cogliere questa opportunità ed alcuni di questi soggetti stanno già vivendo questo periodo di transizione.

Tramite il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) è possibile realizzare comunità sostenibili che producono beni che non sono merci, e ricostruiscono una rete sociale fondata su valori umani consentendo un adeguato sviluppo umano e creativo necessario per ricostruire un’economia reale. MDF coniuga alta tecnologia con tradizioni e identità locali per tendere alla cultura della “civiltà contadina modernizzata”.

In ambito locale famiglie ed imprese sono libere di realizzare interventi di riduzione della domanda di energia costruendo reti con fonti alternative per autoprodurre l’energia necessaria e scambiarsi gratuitamente i surplus, questo intervento elimina l’attuale dipendenza energetica e cancella sprechi e costi delle bollette. Famiglie ed imprese, per realizzare queste isole energetiche, possono creare una massa critica e innescare un clima di concorrenza fra le banche per orientare il credito su interventi virtuosi spostando i propri conti correnti verso la banca più sensibile e che offra garanzie più vantaggiose. I cittadini consapevoli del fatto che possono cancellare sprechi e dipendenza dagli idrocarburi, possono rivalutare il proprio immobile migliorando il comfort ambientale, quindi migliorando la propria vita, sulla base di progetti che migliorano l’efficienza energetica e valutando un contratto di energy performance possono raccogliere il credito necessario per raggiungere l’obiettivo virtuoso.

La recessione evidenzia le difficoltà di città grandi e medie per ragioni politiche e storiche. Puntando sull’aggiornamento culturale di politici e dirigenti pubblici è possibile ridurre i rischi della recessione e progettare città adeguate ai tempi. Prendendosi cura delle proprie città si possono creare migliaia di nuovi posti di lavoro per conservare il patrimonio esistenze, realizzare le isole energetiche con fonti alternative, ridurre la presenza delle automobili a favore delle “bici pedelec” ed introdurre l’agricoltura naturale.

Ripensando nuovi criteri fiscali e contabili che tutelino i diritti umani dalla finanza (MES e pareggio di bilancio) è possibile rimettere la polis al centro delle scelte politiche. Il legislatore deve cambiare il Tuel e consigliare gli amministratori di pensare alla felicità degli abitanti (BES) ed introdurre strumenti democrazia diretta, e di revoca del mandato. E’ noto che gli indicatori attuali, debito/PIL, spread, e l’avidità del WTO non siano compatibili con gli esseri umani e la natura del pianeta. Siamo sempre l’unica specie di questo pianeta che si lascia condizionare  dall’invenzione della moneta, mentre tutte le altre specie vivono grazie al Sole. In tal senso la recessione consente di far crescere una maggiore consapevolezza popolare sulle scelte da fare, riflettere sui propri stili di vita, spesso meccanici, compulsivi e meramente consumistici privi di valori ed identità.

BES_indicatori_paesaggio_e_patrimonio_culturale