Un impegno

Durante la transizione che stiamo vivendo palare di destra e sinistra è fuorviante. Parlare di fine del capitalismo, globalizzazione, liberismo e bioeconomia è illuminante, ma in Italia non si parla di questi temi, nei media si discute ancora di destra e sinistra e si confonde l’economia con la finanza. Parlare del fatto che siamo a cavallo di un’epoca e siamo alla fine dell’era industriale è illuminante, ma in Italia si parla ancora di destra e sinistra e non si accetta il fatto che la vita su questo pianeta è determinata dalla leggi della fisica, e non dall’inganno psicologico indotto dalla religione finanziaria, una credenza diffusa per condizionare istituzioni pubbliche e popoli.

Alcuni Paesi europei ed extraeuropei consapevoli della fine di un’epoca stanno compiendo scelte strategiche nel settore dell’energia, ad esempio come ridurre la dipendenza dagli idrocarburi (petrolio e gas), e diverse città europee stanno avviando piani e programmi in tal senso, anche sperimentando forme di “rigenerazione urbana”, ma in Italia si parla di destra e sinistra e di “stop al consumo del suolo”, con toni immaturi, solo perché le lobbies delle costruzioni, dopo la seconda ondata di speculazione edilizia (1997 – 2008), non riescono più a vendere gli alloggi costruiti, ma l’argomento che tiene banco nei media è la “lotta” fra destra e sinistra, le riforme, lo spread, la crescita. Il 24 febbraio 2013 durante le elezioni politiche, 11.634.228 di cittadini hanno preferito non dare deleghe, invece chi ha ricevuto le deleghe sta usando quei voti per farsi i propri affari negando i diritti costituzionali, anche a quegli 11.634.228 di cittadini rimasti a casa. Durante la transizione che stiamo vivendo palare di destra e sinistra è fuorviante, ed i cittadini, anziché preoccuparsi del proprio presente futuro, si limitano ad urlare, lamentarsi, a litigare l’uno contro l’altro e in questo modo favoriscono proprio quell’élite che li tiene in schiavitù.

La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda  tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione. Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia.[1]

Durante la transizione che stiamo vivendo i cittadini hanno la libertà di condizionare il sistema del credito, possono usare guadagni e risparmi per applicare la scienza della sostenibilità, possono creare nuova occupazione utile al bene comune e migliorare la qualità della propria vita, possono accedere a tutti i livelli di conoscenza e realizzare progetti importanti. Compiere questo passo richiede un impegno: svelare tutte le credenze di questa società progettata male, tutte le credenze “economiche” e politiche che finora hanno programmato i pensieri di buona parte dei cittadini addomesticati. Il giorno in cui i cittadini applicheranno la Costituzione italiana questo sarà un dei paesi più belli al mondo, questo bel sogno fino a quando la Costituzione ci sarà ancora, forse fra pochi anni non ci sarà più, grazie al silenzio degli ignavi!!!


[1] Jean-François Brient e Victor León Fuentes, http://www.delaservitudemoderne.org/testo.html

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