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Posts Tagged ‘democrazia partecipativa’

Dal giorno in cui Berlinguer rilasciò quella famosa intervista sul malcostume dei partiti si aprì la finestra su come realmente opera la democrazia rappresentativa in Italia e soprattutto su come si comportano i cosiddetti eletti dal popolo. Come sappiamo la nostra Costituzione è ben scritta sui principi, ma non contempla efficaci strumenti referendari, sia per selezionare degnamente gli eletti e sia per decidere direttamente senza gli eletti, tutto ciò nonostante nella Costituzione ci siano l’iniziativa ed il referendum, ma sono entrambi zoppi rispetto agli efficaci strumenti presenti in Svizzera.

Per tutta una serie di circostante, di atti legislativi, e di cambiamenti sociali, possiamo essere abbastanza sicuri sul fatto che la nostra società non usi più la democrazia rappresentativa per decidere le sorti dei cittadini, ma stia tornando ad essere una società feudale, ove un’oligarchia controlla le istituzioni pubbliche per soddisfare propri capricci ed interessi particolari di determinate categorie di individui. Una delle ragioni di questa regressione sociale è certamente situata nell’apatia dei cittadini stessi che si rifiutano di partecipare attivamente alla vita della propria comunità.

Come preannunciò Berlinguer i partiti sono auto implosi per assenza di vera democrazia e trasparenza, e sono stati distrutti e sostituiti da gruppi di interesse autoritari, auto referenziali, atti a selezionare una classe di servi più efficace rispetto ai vecchi partiti che costituivano comunque un problema per le SpA e per la globalizzazione, che ha il suo fulcro decisionale non nelle istituzioni, ma nelle organizzazioni sovranazionali e nei propri think tank. Quindi è difficile aspettarsi che questi gruppi di interesse abbiano come priorità la democratizzazione della società nel suo insieme.

In quest’ultimo decennio bisogna constatare che i veri democratici non risiedono nel cosiddetto partito democratico, ma nel mondo del terzo settore della società civile. Thomas Benedikter e Paolo Michelotto sono due degli animatori più accesi circa le esperienze e le pratiche di democrazia, e da circa un decennio stanno pubblicando testi significativi per tutti i cittadini e le istituzioni che intendano seriamente restituire il potere al popolo, ed intendano cominciare a prendere decisioni politiche di qualità grazie al processo virtuoso della partecipazione attiva, del pluralismo delle idee e l’accesso alla conoscenza.

Il cambiamento sociale che auspichiamo è insito proprio nella democrazia (governo del popolo), pertanto la crisi della società (una delle ragioni di questa regressione sociale è certamente situata nell’apatia dei cittadini stessi che si rifiutano di partecipare attivamente alla vita della propria comunità) e la sua soluzione dipendono unicamente dai cittadini che devono attivarsi per decidere direttamente sulle sorti della propria comunità, e possono farlo secondo gli esempi virtuosi ben descritti dai lavori pubblicati da Benedikter e Michelotto. Tutto ciò facendo attenzione al fatto che, non è vero che una decisione di una maggioranza sia migliore di quella di una minoranza, se tale decisione non ha rispettato quel percorso ben descritto da Socrate, e cioè la ricerca della verità; anzi osservando la nostra società feudale possiamo anche renderci conto del fatto che buona parte delle decisioni oggi sono determinate dalle opinioni e non dalla verità. Pertanto bisogna accettare le sperimentazioni suggerite dai democratici, poiché uno dei processi virtuosi di tali percorsi sta nel fatto che nella vera democrazia, costituita dal diaologo, dal dubbio e dalle domande, è possibile accedere a nuove conoscenze, e quindi a determinare decisini migliori; cioè è il processo democratico che può aiutare i cittadini a crescere culturalmente.

Il servizio civile di questi cittadini è di estrema importanza e rilevanza culturale, uno sforzo che dovrebbe essere premiato, elogiato, propagandato e profuso in tutto il Paese. I loro siti, blog, condividono testi ed esperienze che consentono a qualunque cittadino di accedere a conoscenze e pratiche, ahimé, ancora poco conosciute ed utilizzate.

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Da diversi anni alcuni cittadini italiani stanno favorendo la nascita di sperimentazioni democratiche e donano il proprio tempo per condividere gli strumenti referendari e forme assembleari, convinti che i cittadini debbano sviluppare un interesse maggiore verso la res pubblica. Riteniamo che le odierne istituzioni e la società attuale così come viene percepita attraverso la democrazia rappresentativa non sia più il luogo ove il cittadino è libero di crescere e svilupparsi. L’obsoleto paradigma culturale di riferimento che permea le istituzioni politiche, le istituzioni finanziarie, ed i media esercitano un’influenza determinante nel processo educativo della società. Il periodo che stiamo vivendo è senza dubbio caratterizzato da un’assenza di democrazia nel senso più ampio del termine, sia perché gli italiani non scelgono i propri dipendenti parlamentari e sia perché le decisioni referendarie spesso sono disattese ed ignorate dai partiti e dalle istituzioni politiche, ricordiamo alcuni casi esemplari: i rimborsi elettorali, l’acqua pubblica ed il no al nucleare. I trattati internazionali che costituiscono l’Unione Europea e che hanno condotto gli italiani in un processo di riforma della società che assomiglia molto a quella feudale, non sono mai stati sottoposti al giudizio popolare.

La storia e la realtà odierna ci insegnano che esistono processi e forme di governo più corrette ed idonee per soddisfare i bisogni reali e perseguire l’interesse generale. Forme e processi che possono migliorare la rappresentanza politica ed il processo decisionale della politica. Finalmente dopo tanti anni di impegno civico si concretizzano giornate e processi che vanno nella direzione auspicata e costruita con fermezza e costanza.

Parma, 29 settembre 2013. E’ noto che nel progetto del M5S ci sia la democrazia diretta, e la maggioranza dei cittadini, votando e scegliendo, ha dato mandato elettorale per realizzare questo obiettivo. Dopo la sperimentazione di Ferrara promossa ed autogestita dagli attivisti del M5S, a Parma si replica la sperimentazione attraverso la legittimazione istituzionale favorendo l’avvio di un progetto culturale molto ampio. L’Amministrazione cittadina avvia un percorso nuovo per la cittadinanza, ed invita volontari a partecipare ad un processo “costituente”: scrivere le regole del gioco, modificare lo statuto comunale per introdurre forme e strumenti di partecipazione diretta ed assembleare.

Parma giornata democrazia 03

Ho partecipato alla giornata della democrazia svoltasi presso il palazzetto dello sport di Parma, e sono uscito con una bella sensazione, poiché i cittadini che hanno lavorato ai tavoli hanno saputo dialogare e proporre idee con l’entusiasmo e l’energia necessaria per cambiare le regole del gioco, prendendosi quella parte di sovranità sancita dalla nostra Costituzione, ma spesso osteggiata dallo status quo che non intende concedere spazi al popolo.

Parma_giornata_democrazia_02_bisPaolo Michelotto, il facilitatore chiamato ad organizzare i lavori della giornata ci ha regalato una straordinaria opportunità per sviluppare relazioni e creatività. Da diversi anni Paolo gira l’Italia per svolgere queste sperimentazioni per mostrare quanto la democrazia migliori la qualità delle decisioni politiche, e come i cittadini possano partecipare al processo decisionale. A Ferrara, lo stesso Michelotto, aveva predisposto una giornata simile per mostrare agli attivisti del M5S come si potesse svolgere un’assemblea cittadina utilizzando diversi metodi di partecipazione.

Ai tavoli cui ho lavorato tutti esprimevano il desiderio e l’auspicio che l’Amministrazione istituzionalizzasse questo tipo di assemblea cittadina, anche grazie al metodo di lavoro utilizzato, l’open space techology, che ha prodotto istant report, documenti, con una serie di priorità elaborate dai cittadini. L’organizzazione ha fornito strumenti culturali affinché chiunque potesse approfondire strumenti e forme di partecipazione, ognuno di noi ha ricevuto due libri: Vivere meglio con più democrazia, e Il Bilancio partecipativo di Thomas Benedikter.

Mi associo all’auspicio degli altri affinché questa giornata diventi un trampolino di lancio, e che al più presto nello statuto comunale ci siano tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa, i più efficaci, per garantire il diritto costituzionale di partecipare al processo decisionale della politica, perché è ormai scontato che i cittadini diventano più responsabili e più felici quando sono parte di un processo che gli garantisce di costruire la comunità e di controllare l’operato dei dipendenti eletti.

 

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Finalmente! Dopo anni di dibattiti virtuali spesi nei forum denominati meetup (gruppo 280; 20 novembre 2006 dibattito sulla democrazia diretta), si iniziano a raccogliere i primi frutti di tanta semina, e sono frutti democratici davvero belli. Con la regia di Paolo Michelotto, acceso democratico, il gruppo politico emiliano romagnolo del MoVimento 5 stelle, e grazie all’iniziativa dei ferraresi a 5 stelle, ha sperimentato, per la prima volta, una giornata democratica, democracy day, a Ferrara. Le tecniche impiegate sono state: la parola al cittadino, il world cafè, e l’open space technology.

Il 21 aprile 2009 ebbi l’opportunità di partecipare a la parola al cittadino di Paolo e apprezzarne la semplicità e l’efficacia dell’azione. Finalmente queste pratiche hanno contaminato le persone e stanno avendo fiducia un pò da tutti gli attivisti del movimento. Anche altri gruppi come PBC, da tempo, stanno attuando pratiche democratiche genuine ed efficaci.

L’obiettivo di imparare facendo è stato raggiunto. A Ferrara molti cittadini hanno potuto verificare quanto la democrazia sia efficace e come gli strumenti usati possano far emergere idee, proposte, opinioni e condividerle velocemente e facilmente. E’ scontato che i partecipanti in un secondo momento debbano approfondire, a casa con lo studio e la ricerca, i temi che li stimolano di più.

Breve considerazione su alcuni contenuti. Ogni proponente ha avuto un minuto per spiegare la propria idea. Al mattino i partecipanti hanno scelto prioritario quanto segue: condivisione e raccolta in un ‘data base’ delle iniziative (interpellanze, delibere, leggi …) di tutti i dipendenti eletti a 5 stelle affinché tutti gli attivisti possano prenderne visione e migliorarli, valutarne i contenuti culturali, condividerli fra i gruppi nascenti, copiare le migliori istanze etc. Questa idea è stata la più votata, 184 voti.

Al pomeriggio ho proposto di dibattere sul cambio di paradigma culturale. Alcuni mi hanno chiesto cosa significasse. Bhé con stupore questa proposta ha raccolto 95 consensi, non pensavo di raccoglierne così tanti su un tema nuovo per il movimento, dato che la più votata ha avuto 162 voti (vuoti programmatici del movimento).

Alcuni temi proposti, fra i più votati, evidenziano i nodi del movimento: la cultura, la formazione e le capacità, democrazia nel movimento, la partecipazione. I partecipanti hanno evidenziato il desiderio di migliore il movimento e di renderlo più democratico. Sono sorte diverse contraddizioni fra gli slogan e l’agire quotidiano, ma anche la volontà di superare certi problemi interni.

documento resoconto della giornata condiviso da Michelotto

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Anche in Italia cominciano a vedersi i primi esempi di vera democrazia “dal basso” e com’è ovvio che sia non sono i partiti tradizionali a diffondere metodi e strumenti democratici ma singoli cittadini e gruppi genuini che danno vita a vere liste civiche, cioè non maschere dei partiti.

Da diversi anni esistono associazioni culturali che diffondono tali metodi: i Democratici diretti ed il Movimento partecipazione di Genova, a questi si aggiungono PartecipAzione cittadini Rovereto. In Europa l’associazione democracy international controlla l’andamento politico e democratico degli Stati chiedendo l’introduzione di strumenti di democrazia diretta anche nell’Unione europea poca incline all’autoderminazione dei popoli.

La partecipazione e suoi strumenti sono di due tipi: la democrazia diretta pura e senza filtri e la democrazia partecipativa applicabile in ambito locale col bilancio partecipativo inventato a Porto Alegre dai movimenti cittadini ed istituzionalizzato con una riforma amministrativa.

Due libri raccontano molto bene le esperienze di partecipazione nel mondo: Paolo Michelotto, democrazia dei cittadini, Troll e Thomas Benedikter, democrazia diretta, Sonda.

In questo periodo abbiamo assistito a due sperimentazioni molto interessanti, la Rete dei cittadini nel Lazio che imita il progetto di Lista Partecipata ed ora il progetto di lista civica a Rovereto.
Inoltre, da diversi anni l’Associazione Rete Nuovo Municipio diffonde la conoscenza di strumenti partecipativi agli Enti locali, soprattutto Comuni attraverso tecniche di pianificazione partecipata, sempre derivanti dalle procedure deliberative del bilancio partecipativo.

Sintetizzando ecco gli strumenti del potere supremo, della sovranità popolare irrinunciabile ed indispensabile per parlare di democrazia, governo del popolo, in assenza di tali strumenti si parla giustamente di regime totalitario e di dittature.

Gli strumenti:

  • iniziativa popolare
  • referendum abrogativo
  • bilancio partecipativo deliberativo

Per poter esser efficaci e non una presa in giro questi strumenti non devono avere i limiti presenti nelle norme italiane.

  • L’iniziativa popolare deve essere vincolante per i dipendenti eletti, cioè essi devono avere l’obbligo di valutarla in un tempo ragionevole e se non fossero d’accordo la decisione torna al popolo sovrano con referendum confermativo senza quorum di validità.
  • Il referendum abrogativo non deve avere quorum di validità.
  • Il bilancio partecipativo deliberativo è quello strumento che consente ai cittadini di proporre e decidere come spendere una parte o tutto il bilancio del proprio comune, le proprie tasse. Esso non deve essere consultivo.

E’ determinante comprendere il concetto del quorum poiché è alla base dell’elementare principio democratico: chi partecipa decide e mai il contrario. Si tratta delle regole elementari del metodo democratico che poggia su criteri aritmetici: maggioranza, minoranza; e poi dialogo, informazione e partecipazione al processo decisionale. In Italia, con l’inganno, i cittadini usano strumenti di democrazia diretta inefficaci: l’iniziativa ed il referendum mentre in Svizzera gli stessi strumenti sono alla base della vita politica condivisa. Solo in Italia esiste un quorum di validità del 50%+1 degli aventi diritto al voto e, solo in Italia numerose iniziative popolari giacciono nei cassetti senza esser valutate dal Parlamento. Solo in Italia gli strumenti di partecipazione previsti per gli Enti locali non fanno parte degli Statuti ma solo le ridicole Consulte, istituto giuridico scritto per distruggere la partecipazione dei cittadini e far aumentare l’apatia politica che aiuta i partiti tradizionali prezzolati dalle banche. In Svizzera accade il contrario per mezzo di strumenti efficaci, infatti i dipendenti eletti contano molto meno dato che il popolo sovrano possiede strumenti decisionali e di controllo realmente efficaci.

Negli USA esiste persino la revoca del mandato, utilissimo strumento di controllo sugli eletti per mezzo del bilancio a metà mandato elettorale. Tale metodo di controllo sarebbe l’ideale in tutti gli Enti territoriali e cioè la verifica a metà mandato elettorale sulle promesse fatte tramite il programma elettorale e la verifica delle stesse sul bilancio economico locale. Di solito è la Corte dei Conti l’organo di controllo sulle casse locali e nazionali ma la lentezza della macchina non consente un’efficace controllo se non ad errori già fatti. I cittadini sovrani hanno il diritto e dovere morale di controllare i bilanci degli Enti locali e per tanto il bilancio di mandato sarebbe un utilissimo strumento preventivo sulla corruzione. Per mezzo di un referendum popolare si potrà revocare il mandato al Sindaco od al Presidente per truffa a danni dello Stato, per reale negligenza sul programma elettorale ed associazione per delinquere prima che un giudice si possa pronunciare.

La vera democrazia è fortemente osteggiata dal potere invisibile (organizzazioni sovranazionali, logge massoniche deviate, servizi segreti deviati, SpA e banche) per ovvie ragioni dato che attraverso questa forma governativa le lobby perderebbero controllo sulle masse e quindi potere. Gli strumenti servono ad integrare la democrazia rappresentativa e non vanno a sostituirla.

La democrazia rappresentativa non c’è più. La Costituzione italiana nonostante affermi che il potere supremo appartenga al popolo, ha previsto troppi poteri per i dipendenti eletti e strumenti inefficaci per il sovrano e; queste regole antidemocratiche, col tempo, hanno creato e stabilito una casta, un’oligarchia autoritaria che opprime il popolo sovrano. Bisogna democratizzare sia la Costituzione e sia tutti gli Statuti degli Enti territoriali inserendo i più avanzati strumenti di democrazia diretta per integrare l’obsoleta democrazia rappresentativa. I fatti dimostrano che i partiti tradizionali, corrotti ed immorali, non rappresentano la volontà popolare ma quella delle multinazionali.

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Sono stato invitato, il giorno 20 marzo, dal Movimento cinque stelle Campania a parlare di energia e democrazia, al mattino presso la biblioteca civica comunale di Cava dè Tirreni (SA) e nel pomeriggio presso il Centro sociale di Salerno.

Questa è una breve intervista pubblicata da Giuseppe Ardito di Cava dè Tirreni.

La Campania ha tutte le risorse per avviare un progetto utile: l’autosufficienza energetica. L’uso razionale dell’energia è previsto sin dalla legge 10/91 ed il primo punto determinante è ridurre la domanda energetica eliminando gli sprechi esistenti e ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistente per mezzo di ESCO (Energy Service COmpany) ad azionariato diffuso di proprietà dei cittadini e non SpA di nomina politica. Le ESCO hanno l’obiettivo opposto delle attuali SpA locali e cioè produrre profitti dal risparmio, invece le società monopoliste attuali sono contente degli sprechi poiché giovano al conto bancario degli amici dei Sindaci nominati nei consigli di amministrazione senza merito.

La Regione ha il dovere politico di redarre un Piano energetico che punti all’autosufficienza con l’uso di tecnologie ad energie rinnovabili: geotermia (ricchissima la Campania), il Sole, il vento e l’acqua (fiumi, canali irrigui).

La Regione può ispirarsi a leggi e delibere già esistenti: Provincia di Bolzano, l’Emilia Romagna e la Lombardia ed adattarle al territorio per renderle più efficienti.

Partendo dall’attuale consumo-fabbisogno energetico regionale è possibile capire dove intervenire per eliminare gli sprechi. Tale obiettivo crea un enorme indotto nel settore in termini di addetti: occupati. La Germania è sicuramente un esempio virtuoso da imitare, nonostante non sia il paese del Sole.

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I cittadini hanno il potere supremo (art.1 Cost.). In numerose comunità del mondo le regole scritte (Statuti) includono strumenti efficaci di democrazia diretta. Per mezzo di questi strumenti giuridici i cittadini deliberano in maniera efficace sugli argomenti più svariati: ambiente, sanità, istruzione, sport. Quello che sembra essere un sogno solo per gli italiani è pura realtà, secolare in Svizzera, e pratica comune in 23 Stati degli USA, in Brasile, ma anche in alcuni centri in Austria, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Pensate che i cittadini dell’east-coast degli USA a metà mandato elettorale applicano il “bilancio di mandato” ai propri Sindaci ed accade che lo stesso viene anche revocato se egli non ha attuato le promesse elettorali o alcune priorità deliberate dal basso. Ricordiamo che in Italia prima che un Sindaco o Presidente di Regione venga rimosso al di fuori delle gare elettorali accade solo per intervento dall’alto per gravi reati contro la pubblica amministrazione (gravi passività  di bilancio ed associazione per delinquere).

Dunque, all’estero è la qualità della democrazia ad essere elevata e come dimostra la “recente” (1989) e straordinaria esperienza di Porto Alegre (Brasile) sono sempre i cittadini a promuovere il cambiamento della società mai i partiti.

In Campania assistiamo alla continua distruzione dello “stato di diritto” e dello “stato sociale”. Solo una comunità unita e coesa intorno ai valori dell’etica e della democrazia potrà  introdurre tutti quegli strumenti di democrazia diretta e partecipativa utili ad applicare la sovranità popolare col fine di consentire un’efficace scelta delle idee e delle proposte di grande rilevanza sociale e per il bene comune. In sostanza la democrazia è un metodo per selezionare le idee e le persone migliori (elezioni primarie).

Nonostante tutto, in Campania, esiste ancora una cittadinanza attiva che mira al bene comune e la stessa potrà contribuire allo sviluppo di tutti se e solo se dotata di strumenti efficaci quali l’iniziativa popolare ed il referendum per evitare manipolazioni e ricatti del potere invisibile.

La Svizzera è la Confederazione della vera democrazia dove i cittadini votano quattro volte all’anno anche a mezzo posta per evitare possibili truffe telematiche. L’informazione sui temi è libera ed indipendente ed i cittadini ricevono periodicamente anche dai comitati referendari tutte le notizie necessarie per prendere una decisione. Una democrazia dei cittadini è efficace quando non esiste quorum di validità poiché il principio del governo del popolo è chi partecipa decide. L’abitudine civica dei cittadini svizzeri è davvero straordinaria ed incoraggiante ed i loro cantoni sono diventati il simbolo dell’educazione civica.

Un’esperienza simile sta accadendo a Porto Alegre quando i movimenti civici hanno deciso di cambiare lo statuto del comune ed introdurre la pratica delle assemblee popolari deliberative per scegliere come spendere parte del bilancio comunale senza intermediazione dei rappresentati eletti (Bilancio Partecipativo).

Ecco gli strumenti efficaci:

  • iniziativa popolare I consigli possono visionare entro un tempo ragionevole e se non approvano parte referendum propositivo popolare (senza quorum di validità)
  • referendum abrogativo (vincolante senza quorum di validità)
  • bilanci partecipativi deliberativi (non consultivi e vincolanti)

L’iniziativa ed i referendum sono tipici per ambiti territoriali vasti (Regione, Province) mentre i bilanci partecipativi sono tipici per i Comuni.

Il virtuosismo della democrazia diretta è straordinario “costringe” i cittadini a diventare persone attive ed informate affinché si possano fare scelte compiute.  Tutti possono intuire che una democrazia è matura quando esiste una corretta informazione. Qualcuno pensa l’Italia e parte con così quale illusione. Intanto siamo l’unico Paese al mondo dove il conflitto di interesse è tangibile persino nelle case degli italiani (digitale terrestre).

In condizioni normali i cittadini ascoltano le informazioni direttamente dai comitati referendari e non dalla televisione. Lo spazio pubblicitario è equamente distribuito in appositi moduli informativi spediti a casa in tempi utili per consentire a tutti di approfondire gli argomenti anche attraverso internet. Nessuno si sognerebbe di prendere una decisione ascoltando le opinioni di politici che siedono in televisione. Di solito i politici sono pagati e programmati per mentire, questo in Italia avviene in maniera subdola perché i partiti non sono obbligati a pubblicare i propri bilanci ed in questo caso è sufficiente togliere ogni tipo di fiducia.

La nostra Costituzione prevede due strumenti di democrazia diretta ma sono una presa in giro, ecco perché:

Iniziativa popolare
Nella legge di iniziativa popolare non c’è l’obbligo di indire referendum se il Parlamento respinge l’istanza votata dai cittadini, questa assenza di regola mortifica il principio di sovranità popolare.

Referendum abrogativo
La presenza di una altissimo quorum di validità, 50%+1 degli aventi diritto al voto (caso unico al mondo), sul referendum abrogativo contraddice il più elementare principio democratico, cioè chi partecipa decide.

Per rendere efficaci gli strumenti attuali è sufficiente eliminare il quorum di validità ed obbligare il Parlamento a calendarizzare le iniziative popolari con diritto di referendum proposito in caso di modificate o rigetti da parte dei dipendenti eletti. Questa riforma non dovrebbe avere colore politico o una stupida e retorica ideologia poiché si tratta di applicare solo la Costituzione.

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In Italia, il governo del popolo ancora non esiste, ma purtroppo solo la degenerata democrazia rappresentativa. Da qualche decennio ci sono fermenti di vera democrazia a Rovereto, a Bolzano, a Grottammare (AP), a Colorno (PR) dove si tenta di introdurre e praticare strumenti di democrazia diretta e partecipativa.

Consiglio vivamente di spegnere le televisioni e, la lettura di due libri di educazione civica: Thomas Benedikter, democrazia diretta, Sonda e, Paolo Michelotto, democrazia dei cittadini, Troll edizioni. Dopo la lettura gli effetti saranno tutti positivi.

Esiste un soggetto politico neonato, denominato “Per il Bene Comune” (PBC) che ha voluto affidarmi la “coordinazione” di un processo partecipato a mezzo internet. PBC usa un forum di discussione aperto a qualsiasi cittadino, anche non iscritto al movimento, per discutere liberamente. In questo contesto ho proposto una sperimentazione di “programma partecipato”. Il processo, ispirato al famoso bilancio partecipativo di Porto Alegre, è stato preso nella sua essenza deliberativa e diviso in tre fasi:

La democrazia nella sua essenza non delega a nessuno ma delibera su come spendere i soldi degli stessi cittadini per il bene comune.

Ecco cosa vogliono, fra le tante proposte scritte, i cittadini del forum-meetup di PBC:

1. (99%) Applicazione strategia RIFIUTI ZERO
2. (98%) Tutela e sovranità pubblica del ciclo dell’acqua
3. (93%) Promozione filiera corta prodotti agricoli e accordi tra aziende agricole locali e punti vendita
4. (92%) Stop al consumo di territorio
5. (90%) Introdurre la vera Class Action
6. (89%) Introdurre tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Enti Territoriali
7. (88%) decrescita felice
7. (88%) Facilitazione amministrativa nell’impiego di energie rinnovabili
9. (86%) Freno alla costruzione di nuovi centri commerciali e rivalutazione del piccolo commercio locale
9. (86%) Più alberi sul territorio, piantumazione in aree marginali (parcheggi, svincoli stradali), più orti,
9. (86%) Utilizzo del sito Internet del Comune per rendere trasparente l’attività della pubblica amministrazione
12. (84%) Favorire la diffusione di cisterne per raccolta acqua piovana per irrigazione orti e giardini
13. (83%) Introdurre per PBC una scuola politica di educazione civica: Capire come funzione la pubblica amministrazione
14. (82%) Incentivo all’efficienza energetica degli edifici
15. (81%) Compost da rifiuti organici
15. (81%) Miglioramento del trasporto pubblico (navette con orari coordinati con scuole e ferrovie)

La democrazia rappresentativa non può essere sostituita dalla democrazia, per questa ragione si rende necessaria l’introduzione di una legge per le vere elezioni primarie a tutti i soggetti politici.

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