Far ripartire il Paese con moneta sovrana (a credito)

Il mondo occidentale è in tilt a causa dell’errato modello economico progettato sulla finanza e non sull’economia reale. I tre strumenti di misura della ricchezza: PIL, petrolio ed espansione monetaria sono obsoleti. Dal 1971 la moneta è creata dal nulla e dal 1981 il Governo italiano ha avviato un processo amministrativo immorale finito col cedere la sovranità monetaria ad enti terzi che non hanno interessi pubblici, ma solo quello di massimizzare profitti tramite strumenti finanziari, cioè un mondo virtuale che opprime i popoli e cancella i diritti umani.

«Il danaro serve a misurare il valore con precisione, e deve essere definito chiaramente e in modo trasparente e soprattutto non deve essere sottoposto a manipolazioni da parte di terzi».
Il tema del denaro, di come esso venga creato e di come ne debba essere regolamentata la quantità e la distribuzione è infatti attualissimo.
E come ha scritto Luciano Gallino nel suo ultimo, documento saggio dedicato alla speculazione finanziaria, «al fine di porre rimedio ai fallimenti che l’affliggono, l’economia reale del mondo avrebbe bisogno di altri criteri, altre misure e forse altri soggetti della creazione di denaro, pubblicamente più responsabili».[1]

[1] nota del traduttore Luca Gallesi in ALEXANDER DEL MAR, crimini monetari, in cerchi dell’acqua [4]. Excelsior 1881, 2009, pag. 31
Nel 2009 l’incidenza della povertà relativa è pari al 10,8%, mentre quella della povertà assoluta risulta del 4,7%. Tenuto conto dell’errore campionario, la povertà risulta stabile rispetto al 2008. Nel 2009, il Mezzogiorno conferma gli elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa, 7,7% per l’assoluta) e mostra un aumento del valore dell’intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%), dovuto al fatto che il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto pressoché identico, ma le loro condizioni medie sono peggiorate.[1]

I dipendenti eletti hanno l’obbligo Costituzionale di stampare moneta sovrana per soddisfare i diritti delle famiglie povere al fine di cancellare le disuguaglianze create da un modello di “sviluppo” obsoleto.

Chiunque progetti e costruisca sa bene che l’economia italiana è ferma poiché le banche non “danno credito” (cioè prestano soldi – interessi –usura) su criteri meritocratici e trasparenti ma solo alle imprese amiche del sistema immorale, le solite SpA monopoliste e alle imprese “amiche degli amici”.

Dal numero di “Edilizia e Territorio” de Ilsole24ore, 18-30 aprile 2011 si leggono questi titoli: “La crisi delle piccole imprese, schizza la domanda per accedere alle garanzia statale”; “Sul Fondo l’assalto dei piccoli”; “Per l’edilizia richieste quintuplicate – la procedura si avvia in banca”. (di Flavia Landolfi) I dati forniti dal Comitato di gestione sul settore dell’edilizia parlano chiaro e registrano un aumento di cinque volte dei finanziamenti richiesti tra il 2008 e il 2009 confermati anche proporzionalmente dagli importi accolti dal Comitato di gestione del Fondo. Tra il 2009 e il 2010 il trend continua a salire: 559 milioni nel 2009 contro 640 milioni garantiti nel 2010.

Come avrete capito c’è una crescente domanda del prestito, quindi aumento del debito privato, per rispondere alla domanda di costruire, ristrutturare. Il ruolo delle banche è determinante, com’è ovvio che sia per il servizio del credito-prestito. Come nel settore dell’edilizia così per il settore dei servizi immateriali pubblici, come i servizi sociali, l’educazione e salute pubblica, lo Stato deve tornare ad emettere moneta pubblica, della Repubblica italiana, per sostenere i diritti umani. Tutto ciò non è opinabile ma la banale applicazione della Costituzione italiana violata dall’antidemocratico Trattato di Lisbona.

Opuscolo degli Attac Europei sul Trattato di Lisbona e l’UE, secondo i “10 principi”

Fin dall’ inizio, il processo di stesura di un nuovo fondamento giuridico dell’Unione Europea è stato una presa in giro dei principi democratici. I cittadini e i parlamenti nazionali sono stati emarginati, è stato reso loro impossibile avanzare proposte ed emendamenti. La Convenzione che ha redatto la “Costituzione “ europea non era stata eletta a suffragio universale diretto ed era composta per l’86% da uomini . I suoi componenti avevano pochissimi diritti, il potere era concentrato nella Presidenza. La Convenzione era uno strumento dei Governi . La sua finalità consisteva nello stabilire modifiche costituzionali ma il processo è stato caratterizzato da una confusione totale tra potere costituente e poteri costituiti, rivelatrice del tentativo di questi ultimi di sottrarre ai cittadini europei la loro sovranità.
Il risultato, una combinazione di Costituzione e Trattato, è stato denominato “Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa” e presentato all’opinione pubblica come “La Costituzione europea”. Ha una consistenza di circa 500 pagine che lo rende di difficile lettura . Questa “costituzione” è stata respinta da due dei quattro referendum tenuti nel 2005. Il popolo sovrano di Francia e Olanda si è espresso per il no. Nel Lussemburgo, dove il 98% dei parlamentari aveva votato a favore, più del 40% dell’elettorato si è espresso per il No. In Francia, il 98% dei parlamentari aveva votato Sì, in Olanda l’85%. Il divario tra il popolo sovrano e i suoi “rappresentanti” non è mai stato così profondo. […] Il Trattato di Lisbona non istituisce la separazione dei poteri che è un requisito minimo della democrazia . Gli esecutivi nazionali, attraverso il Consiglio europeo, rimangono il legislatore più potente a livello UE. Il più debole resta la sola istituzione eletta a suffragio diretto, il Parlamento europeo (PE). Il Trattato di Lisbona estende il suo diritto alla co-decisione ma non in tutti i campi: sono escluse la politica estera e di sicurezza, la politica monetaria e il controllo valutario, le restrizioni al movimento di capitali, le tariffe; Euratom e, in parte, il mercato interno e la politica agricola.

Video: Rivolta al Parlamento Europeo: ciò che non abbiamo mai visto

La soluzione ai “problemi” è banale stampare la lira della Repubblica italiana poiché non crea debito pubblico, in quanto non esiste prestito. L’attuale moneta debito, euro, viene stampata senza alcun equivalente controvalore e questo determina un aspetto giuridico ed etico determinante, la modalità di creazione dell’euro, come il dollaro è la stessa dei falsari o degli imbroglioni poiché ruba valore agli esseri umani che lavorano tutti i giorni mentre i banchieri caricano il prestito persino di interessi illegittimi. L’attuale sistema bancario è contro i diritti umani e dei lavoratori e sta usurpando i beni comuni.

New Economic Foundation: “Il sistema bancario non è più al servizio dei bisogni delle persone, o dell’economia produttiva. Sta distruggendo le risorse naturali che ci affidiamo, e le risorse sociali che danno senso alla nostra vita e ci permettono di rispondere attivamente e adeguatamente alle nuove sfide in un mondo che cambia.
Se non cambia il sistema bancario, l’economia crollerà anche, con maggiori danni ambientali e sociali che ciò comporta.”

E’ sufficiente introdurre una legge che modifichi il sistema del credito dando potere di emissione allo Stato (in realtà ha già questo potere ma non lo fa) e avviare una contabilità parallela per gli Enti locali e il Governo. E’ sufficiente introdurre la lira con valore identico all’euro senza convertirla. Un caffè 0,70 = 0,70 lire; un euro = una lira. Possiamo retribuire tutti gli stipendi pubblici con la lira (zero debito pubblico) e lasciare l’euro come valuta per scambi internazionali. Possiamo finanziare tutti i diritti umani con la lira (moneta credito). Unendo la moneta credito coi nuovi indicatori della crescita (Bes) potremmo far cresce l’economia reale e far scomparire la povertà poiché viene creata proprio dagli attuali indicatori (PIL, petrolio e moneta debito).

Nella teoria neoclassica, gli oggetti teorici non sono le azioni umani così come le conosciamo, ma “i prezzi e le quantità”. Essa in tal modo opera una cesura con la storia e i gruppi umani: la teoria neoclassica della crescita è giustamente celebre per non avere alcunché di umano. (Edmund S. Phelps, Théorie macroéconomique pour économie moderne, Conferenza Nobel, in “Revue de l’OFCE”, 102, estate 2007)

Dunque, esiste un modo equo per misurare la reale ricchezza, crescita spirituale e materiale degli esseri umani con indicatori rispettosi delle leggi della natura. Esistono idee creative e innovative per cambiare paradigma culturale e migliorare la qualità della vita di tutti. E’ “sufficiente” cancellare l’avarizia dalle leggi e introdurre l’etica nella politica. Il cambiamento richiede impegno. Il primo passo è la decisione di fare questo processo la cosa più importante della propria vita. Questo significa staccarsi dai programmi consueti, dalle abitudini obsolete. E’ necessario cambiare routine e smettere di essere ciò che siamo stati prima. Bisogna desiderare di reinventarsi poiché siamo di fronte una grave crisi di coscienze, economica, sociale e politica. Per iniziare un cambiamento dobbiamo prestare attenzione ai nostri pensieri e focalizzare chi siamo e dove stiamo.

Nell’edilizia è sufficiente ribaltare i valori, un esempio banale: oggi, un terreno agricolo può valere 1 e un terreno edificabile può valere 5; una ristrutturazione può valere 1 e una costruzione ex-novo può valere 5. Ribaltiamo i valori ed avremo ridotto il consumo dei suoli agricoli con un maggiore risparmio energetico dell’ambiente costruito. Tutto questo può essere incentivato con una moneta credito.

Articolo 47 Costituzione italiana. Ricordiamoci che: Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale Università di Salerno: “[…] La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese. Si tratta di una norma ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”. La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa ed il mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.[…]“

Ed anche che: “[…] lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria […]“ (Suprema Corte di Cassazione SS.UU civili, sentenza 21 luglio 2006 con n. 16751).

Applicando la Costituzione i cittadini potranno riappropriarsi delle società che gestiscono i beni comuni e non tramite SpA ma tramite società che reinvestono gli utili sul territorio. I cittadini possono diventare proprietari e gestori delle aziende locali e nazionali in tutti i ruoli strategici: telecomunicazione, media, acqua, rifiuti, energia e mobilità.

Finanziare i comportamenti virtuosi: le Regioni tramite una legge possono emettere moneta sovrana (libera del debito e dagli interessi) per finanziare la prevenzione primaria in tema di salute (strumenti di misura e controllo dei comporti aria, suolo e acqua), la formazione professionale, sostenere i diritti delle famiglie povere, la tutela del territorio (rischio idrogeologico) e la ristrutturazione dell’intero patrimonio edilizio esistente eliminando gli sprechi energetici per raggiungere l’auto-sufficienza. Ecco il valore della nuova convenzione (moneta): i principi costituzionali e i comportamenti virtuosi. Per ogni comportamento socialmente utile “segniamo” un segno positivo e per ogni spreco un segno negativo. Ricordiamo che l’amore, la passione e la trasmissione del sapere non possono essere misurati con i vecchi indicatori (PIL).

Si tratta di passare dalle privatizzazioni fatte per usurpare proprietà pubbliche ed i diritti dei cittadini all’azionariato diffuso per applicare la democrazia economica, cancellando gli strumenti immorali del diritto societario, cancellando le scatole cinesi, i patti di sindacato etc.

E’ sufficiente incriminare il sistema delle società off-share, delle fondazioni politiche finanziate dalla BCE e dei paradisi fiscali, spezzare il legame dipendenti eletti-banchieri.

Quindi, con una serie di proposte possiamo ripristinare la legalità e consentire ai cittadini di partecipare direttamente ai mezzi di controllo del Paese: la sovranità appartiene al popolo, solo che non lo sa!

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“Capitali mobili”

“Estratto” da “Qualcosa” che non va:

I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”»[1].
L’alta finanza ha creato paradisi bancari come Euroclear[2] e Clearstream[3] dove vige il segreto assoluto, conti su cui è possibile far comparire e scomparire il denaro occultandone la fonte di provenienza.[4]
I banchieri non hanno bisogno di soldi: li stampano dal nulla. Anche Norberto Bobbio, nel 1984 disse chiaramente che qualcosa non funzionava: «il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove»[5]. Fu Bobbio, in Italia, a parlare di videocrazia, plutocrazia, cleptocrazia[6] e di “potere invisibile”. Può darsi che io sia particolarmente influenzato da quel che accade in Italia, dove la presenza del potere invisibile (mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare) è, permettetemi il bisticcio, visibilissima[7].

Eppure è sufficiente un click del mouse per riscontrare in internet quanto Bobbio denunciava,  nell’indifferenza totale di allora quanto nell’apatia odierna. Come difendere l’industria nazionale dalla speculazione e dalle svendite indiscriminate. Ampia rappresentanza delle forze politiche italiane alla conferenza del Movimento Solidarietà e dell’EIR del 28 giugno 1993[8]. E’ lungo il titolo di un dibattito che chiedeva conto circa l’incontro “segreto” del panfilo Britannia ed il relativo rischio di un probabile comportamento eversivo di diversi partecipanti e non (decisioni prese altrove). Si citano Carlo Azzeglio Ciampi, Mario Dragi, Romano Prodi, Giuliano Amato, Beniamino Andreatta che in quegli anni ricoprivano ruoli e funzioni strategiche per l’economia italiana ma soprattutto  per la ricchezza degli italiani. Le illazioni di Movisol sono pesantissime e se ci fosse maggiore coscienza da parte delle Corti, Costituzionale e dei Conti, si potrebbe avviare un processo per tradimento alla Repubblica italiana ed atti eversivi dell’ordine democratico poiché leggendo l’ampio articolo il popolo sovrano sembra esser stato tradito, ingannato e privato di poteri di controllo sulla cosa pubblica per favorire interessi privati: SpA straniere e non solo. Un piccolo “stralcio” dell’articolo:

Invece il comportamento di Andreatta è la prova che esiste un legame, come è stato detto nella introduzione, tra la strategia liberista, della “terapia d’urto” e delle privatizzazioni, e la geopolitica applicata nei Balcani per intrappolare l’Europa in uno scenario di conflitti.

Per Prodi, e Draghi si evidenziano le loro “relazioni collaborative” con Goldman Sachs, stessa relazione che detiene oggi Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La prima parte dell’articolo di Movisol evidenzia anche l’influenza, negli anni ’90, dell’agenzia americana di rating, Moody’s, in chiaro conflitto di interessi nel giudicare l’andamento del debito italiano.
Ricordiamo cosa dice l’art. 416 (associazione per delinquere) del codice penale: I tratti caratteristici di questa fattispecie di reato sono: la stabilità dell’accordo, ossia l’esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell’associazione. La stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente; l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame. Parte della dottrina e della giurisprudenza richiede altresì l’esistenza di un terzo requisito, vale a dire il fatto che l’associazione sia dotata di una “organizzazione”, anche minima, ma adeguata rispetto al fine da raggiungere.
Per chi indaga sui reati finanziari è del tutto impossibile trovare le prove (soldi) del vantaggio acquisito dato che le leggi consentono l’uso di società off-shore e, le stesse spesso conducono a paradisi fiscali dove le leggi nazionali non hanno alcun valore e, quindi è totalmente inefficace il potere investigativo degli inquirenti. Invece, sono evidenti a chiunque i vantaggi acquisti di alcune SpA dopo le cattive privatizzazioni avvenute in Italia. Sono numerose le testimonianze e gli articoli di giornali che raccontano atteggiamenti e comportamenti eversivi da parte di banchieri, funzionari pubblici e politici, che sembrano preoccuparsi ed occuparsi, principalmente, di arricchire le tasche di talune SpA per trarne vantaggi personali a scapito dei popoli sovrani. Le privatizzazioni italiane non hanno applicato il principio della democrazia economica, anzi lo stesso è stato eluso come spesso accade quando si vuole aggirare la Costituzione italiana. Le norme italiane consentono di acquistare quote azionarie delle ex-aziende di Stato, ma il controllo delle stesse anziché essere trasferito ai cittadini (azionariato diffuso) e garantito da una mano pubblica con un arbitro imparziale si è consentito ad alcune SpA di accentrare poteri e capitali (“scatole cinesi”) per passare da legittimi monopoli di Stato ad immorali monopoli privati (plutocrazia e cleptocrazia) contraddicendo la democrazia economica e rubare a norma di legge i beni dello Stato.
In questo incontro del 1993 si legge ancora:

Governi e banche centrali dell’ Europa continentale hanno sin ora respinto le nuove tecniche speculative della finanza derivata. Alcuni banchieri svizzeri e tedeschi sono convinti che l’offensiva condotta dagli anglo-americani con la finanza derivata sia “più pericolosa di una guerra nucleare con la Russia”. Il 24 novembre, poco dopo la crisi dello SME, il direttore generale della Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea Alexander Lamfalussy ha dichiarato ad un gruppo di banchieri a Londra: “Volete sapere perché molti colleghi delle banche centrali nutrono le mie stesse preoccupazioni che queste attività possano rappresenta- re problemi di natura sistemica nel sistema finanziario internazionale?” Lamfalussy teme il ripetersi del fenomeno verificatosi col crac borsistico del 1987: “l’attività sui mercati derivati potrebbe avere notevoli ripercussioni nei sotto- stanti mercati a pronti, al punto da accentuare proprio quella instabilità dei prezzi contro la quale si pensava di dare un’assicurazione con alcuni strumenti derivati”. […] Anche un personaggio di spicco a Wall Street come Henry Kaufman, che è stato il primo economista della Salomon Brothers, si è detto preoccupato perché la speculazione “derivata” fa intravedere “una prossima catastrofe colossale perle banche americane”. Altri così bollano queste novità nel sistema finanziario: “ventiseienni con il computer stanno costruendo la bomba all’idrogeno finanziaria.” Tuttavia non fanno nulla per controllare la situazione. La primavera scorsa Lamberto Dini condusse uno studio per il Fondo Monetario Internazionale, ma il suo rapporto è stato praticamente censurato, la stampa non ha ottenuto delle copie. Ad una mia domanda nel corso di una conferenza a febbraio, Lamberto Dini ha risposto: “Le banche americane e londinesi svolgono il grosso delle attività in questo processo. Dobbiamo determinare innanzitutto cosa stia effettivamente accadendo.

Nella sostanza, questo ampio articolo mostra con chiarezza e lucidità quanti sapevano cosa stesse per accadere prima che i subprime fossero venduti, nel 2008, e soprattutto erano consapevoli del processo di privatizzazione del mondo con strumenti finanziari progettati appositamente per rubare a norma di legge. Si capisce bene quanto le istituzioni tradizionali, Parlamento, Governi, Presidenti siano servitori di volontà altrui e che queste non siano volontà etiche, anzi.
In questo frangente si mostrano aspetti determinanti della società. La moneta, il capitale, sono mezzi che determinano la vita dei cittadini e le scelte delle istituzioni nazionali e soprattutto locali, Regioni, Province e Comuni poiché hanno la seria difficoltà di programmare e destinare i soldi utili a creare sviluppo e crescita per i cittadini. Come può esserci democrazia rappresentativa o democrazia diretta se i capitali possono apparire e sparire con un click di mouse? Come può esserci dignità umana quando chi determina la creazione di ricchezza con la moneta non è stato mai eletto? Quale cittadino ha eletto i membri della BCE, della Banca d’Italia, o i membri di un’agenzia di rating, e/o della Commissione  e/o del Consiglio europeo?
Il Comune della nostra città ha obblighi ben precisi dettati da un patto di stabilità ed i soldi per realizzare opere e servizi sono concessi da una banca, ma di chi è la banca? Come può un cittadino, partecipare alla vita politica del proprio Paese quando le principali infrastrutture, telecomunicazioni, autostrade, acqua sono gestite da manager che non hanno interessi pubblici ma badano esclusivamente a massimizzare i profitti?

Molti cittadini ancora non hanno ben chiaro che occuparsi unicamente della gestione del proprio Comune non è più determinante, poiché gli Enti locali sono condizionati da direttive europee e le linee politiche scritte in quegli emendamenti provengono da organizzazioni sovranazionali non rappresentative degli interessi pubblici, ma delle solite SpA che acquistano i Titoli di Stato e, che acquistano il debito pubblico. Spesso le vicende politiche hanno mostrato che i nostri amministratori si scambiano ruoli e funzioni coi banchieri e gli stessi siedono nelle SpA che fanno i milioni con i servizi pubblici locali in regime di monopolio, altro che libero mercato, libero di rubare a norma di legge. Ma quanti hanno compreso l’enorme potere di ricatto dei “capitali mobili”?
Nel mondo odierno la mobilità è divenuta il fattore di stratificazione più efficace e ambito, la materia con cui sono quotidianamente costruite e ricostruite nuove gerarchie sociali, politiche, economiche e culturali di portata sempre più mondiale. Attraverso la mobilità acquisita dai proprietari e gestori di capitali passa una nuova – e senza precedenti nella sua radicale categoria – emancipazione del potere dai suoi obblighi: nei confronti dei dipendenti ma anche nei confronti delle giovani e più deboli generazioni e di quelle future e nei confronti dell’autoriproduzione delle condizioni di vita di tutti; in breve, la libertà del dovere di contribuire alla vita quotidiana e alla perpetuazione della comunità. […] Non essere più responsabili delle conseguenze è il beneficio più ambito e apprezzato che la nuova mobilità conferisce al capitale fluttuante e svincolato dalla dimensione locale. I costi per la gestione delle conseguenze non devono essere più presi in considerazione nei calcoli sull’«efficacia» degli investimenti. La nuova libertà del capitale richiama alla mente i proprietari assenteisti di un tempo, famigerati per il modo in cui trascuravano, suscitando forti risentimenti, i bisogni delle popolazioni che li nutrivano. L’unico interesse che il proprietario assenteista aveva per la terra che possedeva consisteva nel «sovrappiù» che se ne poteva scremare. Ma nonostante le indubbie analogie, il paragone non rende pienamente giustizia al tipo di libertà dalle preoccupazioni e dalle responsabilità che il capitale mobile del tardo Novecento ha acquisito e che il proprietario assenteista non poteva nemmeno sognarsi.[9]
Un dato statistico, condiviso da Tullio De Mauro, indica che due italiani su tre non hanno capacità di intendere quello che stanno leggendo, questo potrebbe aiutarci a capire perché la maggioranza del popolo si limita a votare due coalizioni politiche, destra e sinistra, praticamente inutili allo sviluppo umano. Possiamo esser certi: i degenerati governano il mondo e l’Italia. Per porre rimedio alla degenerazione potremmo iniziare a leggere più libri, studiare meglio la nostra lingua; vi sono due romanzi molto utili che descrivono la realtà illusoria: uno è 1984 di George Orwell e l’altro è fahrenheit 451 di Ray Bradbury entrambi hanno ispirato il film Matrix che racconta il mondo come una realtà illusoria e come tornare a vivere da esseri umani, bisogna sconnettersi da Matrix. Il film documentario Zeitgeist addendum, Il pianeta verde, La crisi, The Corporation sono altre testimonianze cinematografiche socialmente utili.


[1] FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354
[2] www.euroclear.com
[3] www.clearstream.com
[4] MARCO PIZZUTI, Rilevazioni non autorizzate, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2009 pag. 343
[5] NORBERTO BOBBIO, l’età dei diritti, in ET Saggi [478], Einaudi Torino 1995
[6] Videocrazia: conseguente alla crescente manipolazione a livello mondiale e nazionalizzazione dell’informazione; Plutocrazia: determinata dalla concentrazione del potere politico nelle mani di pochi detentori di smisurate ricchezze personali; Cleptocrazia: quando quelle ricchezze sono il frutto di attività illecite
[7] NORBERTO BOBBIO, il futuro della democrazia (prima ediz. 1984), Einaudi,  pag. 17
[8] MOVISOL, http://www.movisol.org/draghi4.htm , Solidarietà, Anno I, Numero 2 (ottobre 1993)
[9] ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, l’etica assediata, il Mulino pag. 237