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Posts Tagged ‘debito pubblico’

Ancora oggi, nonostante tutte le evidenze, il malcostume, e la distruzione dello stato sociale, molti cittadini credono che i propri Sindaci abbiano il potere di fare politica, senza focalizzare l’attenzione sui alcuni fatti che mostrano come la gestione della polis sia stata delegata ai manager che pensano innanzitutto al profitto. Diversi elementi possono farci comprendere, come e quanto, la nostra società sia stata rifeudalizzata, e perché generalmente Sindaci e Consigli comunali – amministratori – non pensano autonomamente ma obbediscano a decisioni prese altrove. Ovviamente ci sono anche le eccezioni di Sindaci autonomi. Nel solco del pensiero liberale laissez faire al mercato, dagli anni ’90 in poi, ci sono state diverse riforme, elezione diretta del Sindaco e introduzione del diritto privato in ambito pubblico, con la facoltà data ai Sindaci di creare SpA per la gestione dei servizi pubblici. Da molti anni l’ANCI, ha assunto il doppio ruolo di pensatoio (Ifel e Cittalia) per i Sindaci e di lobby di pressione nei confronti di Regioni e Parlamento. In buona sostanza le decisioni politiche non sono prese nelle pubbliche istituzioni, divenute camere di registrazione, ma sono nelle mani di manager e professionisti esterni; il reale potere siede altrove. Dubbi e perplessità sorgono spontanee, e per questo la vulgata popolare ritiene che l’elezione diretta dei Sindaci serva a poco o nulla; e questa sarebbe la motivazione secondo la quale, il Parlamento fece le riforme negli anni ’90 illudendo il popolo di ricevere più potere. Anche la pianificazione comunale è nelle mani degli interessi privati, nonostante i Consigli esprimano l’ultima opinione attraverso il mero rito del voto. Nella realtà, le pubbliche istituzioni locali, per scelta politica neoliberale, sono state espropriate della propria sovranità spostandola verso organizzazioni sovranazionali e private (“ce lo chiede l’Europa”). Buona parte degli atti sono un copia incolla di direttive e documenti elaborati dalle organizzazioni coordinate dall’ANCI, dalle tasse locali alla gestione dei servizi educativi e sociali. Ovviamente, la fiscalità è normata dalla legislazione nazionale. Generalmente gli amministratori, durante gli anni ’90 hanno deciso di esternalizzare, come si dice in gergo, ogni servizio ritenuto oneroso. La gestione della cosa pubblica, la polis: acqua, mobilità, energia, rifiuti, è nelle mani di società che non rispondono alla democrazia rappresentativa, non rispondono agli elettori. Il legislatore anziché introdurre la democrazia negli Enti locali ha scelto di risvegliare la peggiore organizzazione feudale ove i capi sceglievano discrezionalmente i propri servi al fine di conservare il proprio potere, e così è stato. I Sindaci nominano, secondo la propria convenienza, i dirigenti di queste SpA locali. La conseguenza di questa scellerata scelta politica, figlia dei liberali (privato meglio dello Stato), è la privatizzazione dei servizi che ha generato enormi multiulities SpA, soprattutto al centro Nord, e in buona sostanza i veri amministratori politici sono i manager di queste società che determinano tariffe e servizi.

Sindaci e Consigli comunali non gestiscono più direttamente la cosa pubblica, ma sono stati trasformati in ragionieri che devono solo ratificare un bilancio pubblico sotto le condizioni del patto di stupidità, che impedisce di fare investimenti. Nella sostanza gli organi eletti hanno serie difficoltà nel decidere come spendere le tasse dei cittadini (investimenti), e progressivamente i trasferimenti statali si riducono, mentre Governo e Parlamento non riducono gli sprechi che sarebbero evitabili. Il problema principale è senza dubbio di natura ideologica e culturale, poiché il sistema istituzionale è orientato su politiche di crescita che non sono sinonimo di miglioramento e qualità della vita, ma solo di aumento della produttività, cioè aumento del PIL. E’ noto che fra benessere e aumento del PIL non c’è alcuna relazione diretta, ma c’è fra l’aumento della produttività e l’aumento della disoccupazione poiché le innovazioni finalizzate all’aumento dei profitti e delle produttività hanno creato più disoccupati. Tutto l’impianto culturale istituzionale è condizionato da indici e parametrici dell’economia neoclassica secondo gli interessi delle imprese (l’accumulo di capitale) e non secondo l’interesse delle persone. Poiché le istituzioni sono state piegate all’interesse del capitale, e lo stesso vive e si alimenta di natura propria con la capacità immorale di creare danaro dal danaro, i politici locali che hanno rinunciato a una propria autonomia di pensiero diventano inutili a stimolare e favorire lo sviluppo umano. In una società dove tutto è merce e l’accesso a queste merci avviene attraverso il danaro, il potere reale è nelle mani delle banche e delle imprese che possiedono liquidità. Oltre a questo la classe politica non è stata capace di legiferare una seria ed efficace lotta all’evasione fiscale, mentre sono considerati prioritari gli interessi delle banche, le spese militari, le grandi infrastrutture altrettanto inutili.

L’obiettivo politico di scoraggiare la partecipazione politica e delegittimare la democrazia rappresentativa è stato ampiamente raggiunto e questo percorso fu studiato e programmato molti decenni fa nei soliti gruppi élitari. Già il senatore Norberto Bobbio, in Il futuro del democrazia del 1984, disse chiaramente che il Parlamento era una camera di registrazione di decisioni prese altrove. Enrico Berlinguer nel 1981 denunciò la corruzione nei partiti. Quindi già negli anni ’80 emerse drammaticamente la denuncia dell’influenza delle lobbies nei confronti dei partiti. Siamo nel 2013 e questo problema, non solo, non è stato risolto, ma nessuno intende affrontarlo seriamente, anzi sembra che si preferisca andare nella direzione opposta: legalizzare la corruzione – il voto di scambio – copiando l’immorale sistema americano ove chi ha soldi può comprare (finanziare) il partito che preferisce. «Il sistema privato odia profondamente i sindacati. Da sempre. Quella statunitense è una società dominata dalle aziende molto più di altre a lei paragonabili» scrive Noam Chomsky, in Sistemi di potere. In questi ultimi 15 anni le proposte di legge più importanti non sono state più suggerite dal Parlamento, ma dal potere esecutivo tramite il “voto fiducia” sui decreti governativi per evitare che qualche parlamentare potesse porre emendamenti, modifiche sul testo preparato dal Governo stesso. Stiamo assistendo da molti anni ad un processo di delegittimazione di ogni forma di democrazia, lento e continuo che serve ad abituare i cittadini al sistema feudale. Dopo circa 30 anni possiamo constatare che le organizzazioni del potere invisibile hanno raggiunto ogni obiettivo: la sovranità monetaria è nelle mani di organi non elettivi, la politica industriale è nelle mani di organi non elettivi (WTO). Gli organi eletti ratificano solo i bilanci con criteri e regole scritte altrove. La sostituzione delle Nazioni con la dittatura delle SpA fu studiata negli anni ’30 e migliorata negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. L’aspetto più drammatico di questo nuovo feudalesimo è l’aspetto volontario, cioè i parlamenti hanno ceduto poteri e sovranità volontariamente, tramite l’indottrinamento e la distruzione della partecipazione politica all’interno dei partiti tradizionali addomesticati, infiltrati e coordinati dall’esterno con efficaci sistemi di corruzione e cooptazione programmata, nella sostanza i partiti non sono liberi ed indipendenti, al contrario sono cagnolini da compagnia del potere invisibile raccontato da Bobbio.

Acqua, mobilità, energia e rifiuti, cioè la politica, la conduzione delle cosa pubblica deve tornare nelle mani del legittimo proprietario attraverso società ad azionariato diffuso popolare ove i cittadini possano eleggere i propri consigli di amministrazione e investire i profitti nella gestione dei servizi stessi. Un altro scandalo intollerabile si comprende osservando l’armatura urbana italiana. Le città non corrispondono ai confini amministrativi che tutti conoscono, ma sono diventate aree urbane estese, e ciò richiede un cambio di scala territoriale e amministrativo per accorpare gli Enti comunali, considerando i comuni centroidi e le loro conurbazioni. Il cambio di scala comporta un enorme vantaggio politico poiché elimina enti inutili, e consente un’efficace gestione amministrativa e territoriale rispondente alla realtà italiana.

In alcuni ambiti la gestione della politica è nelle mani dirette dei cittadini. Nella confederazione Svizzera, com’è noto, da circa 150 anni, i cittadini hanno strumenti efficaci di democrazia diretta. A Schönau, in Germania, esiste un’esperienza molto significativa poiché i cittadini decisero di acquistare la rete elettrica locale per auto produrre energia con le fonti alternative, diventando produttori e consumatori di energia. A Torraca (SA), l’Amministrazione locale decise di diventare la prima city led al mondo con fonti alternative. Due esempi, uno dal basso ed uno dall’alto col medesimo obiettivo: diventare auto sufficienti dal punto di vista dell’energia ed applicare il principio dell’uso razionale dell’energia con la naturale conseguenza di eliminare gli sprechi (riduzione dei costi) ed essere più sostenibili.

Questo per ricordaci che le soluzioni esistono, ma vanno studiate, capite e perseguite con un’energia popolare.

Questa valutazione non vuole assolvere gli amministratori locali teleguidati dalle lobbies, anzi i Sindaci, rispetto agli enormi poteri che hanno, possono decidere di far morire tutte le SpA locali e adottare i modelli gestionali sopra citati, coinvolgendo i cittadini, ma per fare questo dovrebbero uscire dal modello feudale che ha consentito loro di gestire le clientele. Poiché tutti i servizi locali, solitamente sono gestiti da SpA ove le quote sono detenute da più comuni, sarebbe sufficiente modificare lo statuto di queste società per cambiare indirizzo e gestione, sarebbe sufficiente introdurre merito, trasparenza, capacità ed azionariato popolare con l’obbligo di reinvestire gli utili sul territorio, mettere un tetto massimo agli stipendi, etc. Questo è un processo culturale evolutivo pertanto ci vogliono politici capaci di interpretare questo cambiamento utile alla cosa pubblica che introduce etica e abilità finora inutilizzate.

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Secondo una stima del Governo italianoservono 40 miliardi per 15 anni per tutelare il territorio”. Dove prendere questi soldi? Nel sistema di usurocrazia dell’UE, i cittadini italiani e le imprese tengono in piedi l’Italia e l’Unione stessa versando circa 411 miliardi di tasse. Ogni anno si pagano ben 84 miliardi di soli interessi sul debito (2011); ecco dove prendere i soldi, è sufficiente chiedere uno sconto del 50% sugli interessi per avere risorse immediate, e non distribuite negli anni come si prevede. E’ sufficiente non regalare 42 miliardi destinati ai soli interessi e spostarli sulla prevenzione primaria per salvare vite umane (rischio sismico, idrogeologico). E’ così difficile? Non credo, è sufficiente delibarlo: basta usura (interessi sul debito pubblico).

Il Governo italiano, così come per gli altri Paesi “periferici”, andando a rinegoziare il debito avrà l’opportunità di ricavare miliardi per finanziare interventi socialmente utili. Inoltre con una seria e vera lotta all’evasione (stimata in 120 miliardi) si trovano risorse per la spesa in conto capitale e per gli investimenti.  In questo modo, nell’immediato il Governo, se lo volesse, potrà pagare tutti i creditori degli Enti pubblici che falliscono per ritardi della Pubblica Amministrazione e potrà finanziare gli investimenti.

Manca la volontà politica per fare tutto ciò e non è affatto necessario aumentare le tasse per dare energia alle famiglie ed alle imprese, anzi è vero il contrario, ed è sufficiente riprendersi i soldi dell’usura, i soldi elusi ed evasi nei paradisi fiscali (“capitali mobili“) per far ripartire il Paese.

Secondo il Fondo europeo per l’ambiente servono 1,2 mld per vent’anni affinché si possano tutelare siti precedentemente individuati. Anziché essere così timidi, nell’approccio sopra descritto è possibile avere risorse per far ripartire il Paese puntando alla conservazione di tutta la Nazione, ed in questo ambito si potranno creare decine di migliaia di posti di lavoro per restituire i beni ambientali e culturali a tutti i cittadini.tabella-debito-pubblico-e-spesa-interessi1

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Secondo il dizionario Treccani l’eversivo è colui che tende a rovesciare, a sconvolgere l’assetto sociale e statale. Ebbene tutto ciò, cioè il rovesciamento dello Stato è già accaduto.

Secondo il manuale Tecnica del colpo di Stato di Eward LuttwakUn golpe consiste nell’infiltrare un segmento anche piccolo, ma cruciale, dell’ apparato statale, che poi verrà usato per togliere al governo il controllo di tutto il resto” […] “la burocrazia statale divide il suo lavoro in chiare aree di competenza, che sono assegnate a dipartimenti diversi. All’interno di ogni dipartimento c’è una catena di comando accettata, e si devono seguire procedure standardizzate. Così una pratica o un ordine ricevuti vengono trattati in maniera stereotipata: se l’ordine viene dalla fonte d’autorità appropriata, al livello appropriato, l’ordine viene eseguito […] L’apparato dello stato è dunque in qualche misura una “macchina” che si comporterà di norma in modo prevedibile e automatico”. “Il colpo di stato si attua traendo vantaggio da questo comportamento meccanico: durante il golpe, perché usa parti dell’apparato dello stato per appropriarsi il controllo delle leve; dopo, perché il valore delle leve dipende dal fatto che lo stato è una macchina“. Chi sono i congiurati migliori? Ecco come li descrive Luttwak: ” Tutto il potere, tutta la partecipazione, è nelle mani di una piccola élite istruita, benestante e sicura, e quindi radicalmente differente dalla vasta maggioranza dei suoi concittadini, praticamente una razza a parte. Le masse riconoscono questa realtà e accettano il monopolio del potere dell’élite, salvo che qualche esazione insopportabile porti a una rivolta disperata”.

Secondo la Costituzione italiana la titolarità giuridica della sovranità appartiene al popolo, e la ratifica del Trattato di Lisbona è avvenuta, nel 2008, tramite il Parlamento, quindi senza referendum popolare. Secondo diversi costituzionalisti il Trattato di Lisbona viola la Costituzione italiana poiché sovverte diversi principi irrinunciabili della nostra natura giuridica di Stato sovrano.

“Estratto” da Qualcosa che non va: E’ consuetudine dell’immaginario collettivo credere che l’obiettivo di un bilancio pubblico sia quello di far pareggiare i conti, oggi si ritiene che sia una pratica virtuosa. Questo obiettivo aritmetico nasconde una triste realtà o una cinica perversione degli economisti ortodossi e addomesticati che hanno modificato l’azione degli Enti locali. L’intero sistema europeo che condiziona la pubblica amministrazione si poggia su convinzioni errate come il Patto di stabilità, l’immorale pareggio di bilancio e il fiscal compact. Questi sciocchi criteri si traducono in tagli alla spesa pubblica e quindi un danno economico concreto ai ceti meno abbienti che facendo aumentare la depressione in Italia. Nella letteratura politica quest’azione viene comunemente valutata come la distruzione dello Stato sociale, il pilastro della nostra Costituzione. Ogni pezzo dello Stato sociale viene trasformato in merce e venduto, un’aberrazione che viola i diritti universali dell’uomo sanciti nel 1948. La conclusione di questa convinzione mentale ragionieristica è solo il frutto di una lenta e ossessiva programmazione mentale che ignora la bioeconomia, l’economia e le esigenze reali dell’umanità. Su questo pianeta le leggi per la sopravvivenza umana si leggono con la fisica, la chimica, la biologia, l’agronomia e la geologia, non con la finanza.

[…]

Senza alcun precedente nella storia repubblicana accade un evento straordinario: il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi decide di dimettersi ed il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nomina primo ministro il referente europeo della Commissione Trilaterale, Mario Monti, il 16 novembre 2011. Questo evento politico senza precedenti accade perché un indicatore finanziario, lo spread, sembrerebbe dire che lo Stato italiano rischia una irreversibile crisi finanziaria (terrorismo mediatico).

Un premier nominato da una maggioranza parlamentare viene sostituito da un indicatore finanziario?! Tali comportamenti violano palesemente i principi delle democrazie rappresentative e ricordano sempre più le regole dei feudi medioevali, ove i sovrani nominavano persone di propria fiducia rispetto alle esigenze particolari delle oligarchie.

Successivamente le scelte politiche del Governo Monti[1] saranno in totale coerenza con la religione neoliberista dei think tank americani, e non poteva essere altrimenti visto che lo stesso Monti è stato psico programmato per questi obiettivi: meno Stato sociale, maggiori e migliori privatizzazioni a favore delle SpA e riduzione della democrazia a favore del progetto europeo (accentrare poteri e governo unico mondiale)[2].

La Corte dei Conti stima che le tre agenzie di rating americane, Fitch, Moodys e S&P, nel dare valutazioni errate o forzate circa il debito italiano avrebbero prodotto un danno di circa 120 miliardi di euro.[3] Su questo aspetto indaga la Procura di Trani con l’accusa di manipolazione del mercato azionario e delle merci con giudizi falsati[4],

Hans Magnus Enzensberger: «Da un bel po’ di tempo in qua, i paesi europei non sono più governati da istituzioni legittimamente democratiche. Ma da tutta una serie di sigle che ne hanno preso il posto. Sono sigle come Efsf, Efsm, Bce, Eba o Fmi che ormai determinano qui in Europa il corso degli eventi. […] L’espropriazione politica dei cittadini europei ha in tal modo oggi raggiunto il suo apice. Il processo di espropriazione è invero iniziato molto prima, al più tardi con l’introduzione dell’euro. Questa valuta comune è il risultato di un mercimonio politico che con la massima scioltezza, si è sbarazzato di tutti i criteri e presupposti economici. […] Come ai tempi dei vecchi regimi coloniali, questi burocrati si chiamano Governatori e, allo stesso titolo dei Direttori delle banche centrali, non sono affatto obbligati a giustificare davanti alla pubblica opinione le loro decisioni. Al contrario, loro sono espressamente vincolati al segreto. Ciò che ricorda molto il principio dell’omertà, ossia quel codice d’onore a cui la mafia ubbidisce. I nostri “Padrini” europei sono quindi oggi politici sottratti ad ogni controllo giuridico e ad ogni istanza legale. Anzi, godono ormai di un privilegio che non spetta neanche a un boss della camorra: e cioè, l’assoluta immunità giuridica (così almeno è scritto negli articoli 32 bis 35 del Trattato-Esm).» (in L’Espresso, 30 agosto 2012, pag.34).

Oggi, appare evidente che la strategia politica di gruppi sovranazionali è stata quella di realizzare un’organizzazione politica istituzionale ricalcando il modello feudale, ove il reale potere è nella mani di oligarchie non elette dai popoli, muovendo correttamente le leve del potere per soddisfare avidi capricci. L’Unione Europea, non l’Europa, è la maschera istituzionale diffusa nei media addomesticati ove questa élite opera alla luce del sole, e può permettersi di propagandare un’idea totalitaria di Stato (l’UE) secondo il mantra di turno: privatizzare, vendere, alienare, delocalizzare, crescita, PIL etc. Persino il linguaggio di questa élite degenerata è analogo al celebre romanzo 1984 di Orwell: salva Italia, cresci Italia, legge di stabilità.

«L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto» (Maurice Allais, premio nobel per l’economia)

 «il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”» (dal film documentario “Zeitgeist addendum”)

 «Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale questo capitalismo finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.» (Giorgio Ruffolo)

 «L’attuale forma di produzione della “ricchezza”  sta conducendo la Terra verso la distruzione e questo pensiero sta avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del sistema capitalistico» (Emanuele Severino)

 «il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove» (Norberto Bobbio)

 «Senza regole morali siamo tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti e compiacenti della cupola di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella scientifica) che la ricchezza globale» (Marco Pizzuti)

 «Il più potente mezzo di dominio del Nord sul Sud è oggi il servizio del debito» (Jean Ziegler)

 No, no la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto.“ (dal film “The International” di Tom Tykwer, 2009)


[1] Il Governo Monti riceve la fiducia della maggioranza delle forze politiche parlamentari: da PD, PDL, Idv, FLI, Radicali italiani, Mpa, Fareitalia, SVP, Liberal democratici, Noi Sud, PSI, UV,PID, Forza del Sud

[2] Ecco un altro esempio di come funzioni la truffa a danno di tutti i cittadini italiani, Il Governo emana il decreto 9 ottobre 2008 N.155 salva banche scambiando carta straccia con le ricchezze dello Stato. La pessima gestione del credito fatta dai privati di BankItalia, Mario Draghi in testa, per mezzo di strumenti finanziari viene premiata dai camerieri dei banchieri ed ecco la norma ad hoc per salvarli: Garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane

Nicoletta Cottone, L’abc del decreto salva banche, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/10/abc-decreto-salva-liquidita.shtml?uuid=aebf39ee-99d2-11dd-8785-67fee42ff026&DocRulesView=Libero): il ministero dell’Economia viene autorizzato a concedere, fino al 31 dicembre 2009, la garanzia dello Stato, a condizioni di mercato, sulle passività delle banche italiane, con scadenza fino a 5 anni e di emissione successiva all’entrata in vigore del decreto legge 157/2008, avvenuta il 13 ottobre 2008.

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Era il 13 luglio quando consigliavo di approfittare del periodo estivo per leggere testi sull’economia e sulla moneta. In questo mese di agosto assistiamo una forte accelerazione degli attori – nel senso cinematografico – politici per ridurre i diritti, privatizzare tutto e accentrare poteri nelle mani di persone non elette dai popoli. Tutto accade alla luce del Sole mentre gli italiani sono al mare per distrarsi e non pensare al proprio futuro. Al ritorno delle vacanze gli italiani troveranno più tasse e meno diritti a vantaggio delle solite SpA che governano il mondo.

In questa settimana di ferragosto i titoli dei media sono stati a dir poco terroristici circa il default dell’Italia per spiegare – manipolando – la proposta di riduzione sui costi essenziali a garantire i servizi dei cittadini. Tale proposta è stata scritta dei banchieri della BCE e non dal Governo. Fossimo consapevoli di questi comportamenti scoppierebbe una vera rivoluzione poiché stiamo leggendo da tutti i media che persone non elette dai popoli, Trichet, Draghi, Van Rompuy, stanno decidendo sulla vita di milioni di cittadini e che i dipendenti eletti, nel Parlamento italiano, non fanno nulla per fermare questo scempio perché hanno ceduto la sovranità monetaria a istituzioni non rappresentative degli interessi pubblici senza il permesso del popolo sovrano (tradimento alla Repubblica).

E’ incredibile ma tutti i media stanno commentando questa notizia: ridurre il deficit pubblico vendendo beni demaniali e servizi pubblici alle SpA. Rileggete bene: ridurre il deficit pubblico non il debito pubblico poiché quasi nessuno spiega il significato dei termini e la differenza fra debito e deficit. “Tutti” gli stati che hanno abdicato il potere di emettere moneta sovrana ad una banca centrale hanno anche un debito. Il deficit è la differenza fra la spesa dei servizi statali (Enti, servizi, stipendi …) e gli introiti dello Stato, quindi ridurre il deficit significa ridurre lo Stato. Lo Stato siamo noi. La soluzione dei politici? Incentivare la cessione di altre sovranità, sempre meno diritti e più SpA (tradimento alla Repubblica). Hanno persino stimato il valore di questi servizi: 102 miliardi, per consegnare il controllo diretto di energia, acqua, rifiuti e trasporti nelle mani del “mercato”, cioè dei soliti potentati per controllare meglio le vite dei cittadini e aumentare la dipendenza nei confronti dei privati e usurpare altra sovranità popolare. La soluzione? E’ semplice, trasformare queste società in cooperative di proprietà dei cittadini – gli utenti che pagano le bollette – con l’obbligo di reinvestire gli utili sul territorio locale (democrazia economica – art. 47 Cost.) . Guarda caso la soluzione è opposta all’idea presentata dalla BCE.

Il dovere di un governante è quello di garantire la felicità del proprio popolo e non il pareggio di bilancio poiché la moneta è carta igienica mentre la vita su questa pianeta è offerta dal Sole. Se i cittadini hanno bisogno di un ospedale nuovo, di una biblioteca civica, di mettere in sicurezza un fiume dov’è il problema? I soldi? Ma li abbiamo inventati per questa ragione, la domanda non dovrebbe essere quanto costa ma ci sono le risorse (materiali, terreno, impatto ambientale, ciclo vita …) per farlo?

Un esempio concreto. Sulle cronache locali si legge: “Task force contro i piromani”, “emergenza incendi nel Cilento” (in La Città, 13 agosto 2011, pag. 24), poi si legge che la Giunta Caldoro taglia fondi per i forestali. Un altro esempio, il Sindaco di Cagliari esclama: “già fatichiamo a sostituire l’amianto nelle scuole“. Il 14 settembre 2011 viene approvata la manovra finanziaria (previsti 59 miliardi) del Governo Berlusconi, e secondo l’ANCI la conseguenza dei tagli di 6,2 miliardi sul 2012 sarebbero devastanti per i cittadini. Il 54,7 dei comuni potrebbe aumentare l’addizionale irpef allo 0,8%.

Andrea Fumagalli (docente di economia politica, Pavia): “Non è necessario essere esperti di economia per capire che difficilmente tali manovre di politica economica potranno avere successo. Al contrario, il rischio è che la situazione si avviti in una spirale viziosa senza uscita con la necessità ogni anno di adottare politiche fiscali ancor più recessive.
I grandi investitori istituzionali sanno perfettamente tutto ciò. Il raggiungimento del bilancio in pareggio dell’Italia o degli altri paesi europei non interessa. Ciò che a loro interessa è, in primo luogo, che lo spazio per la speculazione finanziaria rimanga sempre aperto e in secondo luogo che nuova liquidità venga continuamente e costantemente iniettata nel circuito dei mercati finanziari, al fine di accrescere la solvibilità delle transazioni. Infine, in terzo luogo, si vuole che venga garantito il pagamento delle tranches di interessi. La Bce mente sapendo di mentire.”

dal dibattito televisivo emergono le opinioni divergenti che possono essere sintetizzate così: Fumagalli chiede che la democrazia torni a deliberare poiché la finanza condiziona negativamente la vita dei popoli. Fumagalli dice che la sua logica (questo debito non lo abbiamo contratto noi e quindi non lo paghiamo) non è accettata dall’accademia degli economisti italiani, però è una logica dettata dal cuore e da un ragionamento su una serie di analisi. Fumagalli: l’economia sconquassa qualsiasi forma di diritto e rompe qualsiasi forma di democrazia. De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, critica l’intervento di Fumagalli e dice che le obbligazioni vanno pagate.

Poi, non dimentichiamo come i Governi si sono opposti all’introduzione della vera class action che toglie capitali a chi inquina e uccide senza avviare processi nei Tribunali. Questi esempi servono a dimostrare, con semplicità, l’enorme distanza fra la vita reale e il mondo illusorio dell’élite europea e italiana che ragiona, prioritariamente, in termini di costi, in termini di bilancio, ponendo la carta moneta al di sopra delle vite umane e del buon senso. Ricordiamolo, parliamo di carta moneta a debito – Trattato di Lisbona – che oggi è stampata proprio come facevano i falsari a seguito del superamento del “gold standard”; cioè stampare moneta dal nulla senza un controvalore in oro. Stampare moneta come avviene oggi era un reato, oggi non lo è più anzi si insegna all’università; esportare attività finanziarie era un reato. Quindi, ridurre il deficit significa cancellare i servizi per fare prevenzione e tutela del territorio. Per eliminare gli sprechi è sufficiente cancellare i paradisi fiscali, consentire agli inquirenti di controllare le banche e arrestare i criminali, non bisogna mai confondere la spesa pubblica con il comportamento illecito delle persone.

Serge Latouche scrive: […] è probabilmente necessario uscire dall’euro, se non è possibile correggere le storture. Dobbiamo riappropriarci della moneta che dovrebbe ritrovare il suo posto. (in Il Manifesto, 27 luglio 2011, pag. 16)
Loretta Napoleoni: […] un’alternativa è quella di creare un sistema bancario parallelo a quello esistente, finanziato e di proprietà dello Stato per garantire i risparmiatori […] (in Rainews24)
Loretta Napoleoni: […] sicuramente l’euro allargato è morto, si tratta solamente di mesi. Ci sarà un ritorno alle valute nazionali, per quanto riguarda ai paesi deficitari, la prima è la Grecia e questo equivarrà a un default. […] Il 2012 è l’anno critico […]
Luciano Gallino: […] le organizzazione cui i governi mostrano di aver ceduto la sovranità economica, quali il Fmi, la Bce, la Commissione europea e le agenzie di valutazione, non godono di alcuna legittimazione politica. (in Corriere della Sera, 14 luglio 2011)
Zygmunt Bauman: […] se lei fa un incidente in macchina l’economia ci guadagna. I medici lavorano. I fornitori di medicinali incassano e così il suo meccanico. Se lei invece entra nel cortile del vicino e gli dà una mano a tagliare la siepe compie un gesto antipatriottico perché il Pil non cresce. Questo è il tipo di economia che abbiamo rilanciato all’infinito. Se un bene passa da una mano all’altra senza scambio di denaro è uno scandalo.

Per tenere in piedi questa recita i media fanno leva su argomenti persuasivi come l’evasione fiscale e gli sprechi della politica. Ovviamente non spiegano che in questo sistema il crimine è favorito sia dal diritto societario che consente l’uso delle scatole cinesi, l’uso delle società off shore e l’uso dei paradisi fiscali. Ovviamente i media non spiegano che i sistemi finanziari sono stati inventati, progettati e proposti proprio dalle banche centrali, enti privati e autonomi, utili a coprire corruttori e corrotti. Nessun pubblico ministero può indagare o inseguire i soldi – le prove della corruzione – poiché si trovano di fronte al segreto bancario dei paradisi fiscali.

Oggi tramite il terrorismo mediatico chiamato default, questi attori politici propongono un governo economico nelle mani di un Presidente dell’Unione Europea che nessuno conosce e che è stato nominato dal club Bilderberg.

Già oggi l’Unione Europea è costituita da Enti non eletti dai popoli: Commissione, Consiglio, BCE, quindi già oggi l’UE non è un’organizzazione democratica rappresentativa e che viola il principio di separazione dei poteri. Nell’UE il potere esecutivo ha il potere di promulgare le leggi. Se i popoli non faranno sentire la propria voce, il futuro potrà essere quello di una dittatura autoritaria, le premesse ci sono tutte.

Mentre gli italiani vengono terrorizzati e ricattati, altri popoli hanno fatto enormi passi verso la libertà e la vera democrazia, due casi emblematici: il popolo islandese che ha condannato banchieri e governanti e il Chiapas. Dal 2007 a Vicam, nello stato di Sonora (Messico) si sono ritrovati fianco a fianco indiani di settantasei popoli venuti da dodici paesi d’America. Europei e americani, diversi ma uniti da una coscienza collettiva. Noi italiani dobbiamo cambiare paradigma culturale e informarci meglio su come altri popoli stanno lottando per la libertà.

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Ancora una volta non ci vuole molto per svelare il clima di ipocrisia e sciatteria dei media che tentano di nascondere i reali motivi della crisi economia, addirittura con atteggiamenti puerili i politici si battono il petto per aver deliberato di non spendere gli spiccioli dei conti pubblici: “tagli alla politica” (La Stampa, Resto del Carlino….), manovra finanziaria: Alle Regioni vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012 (sito web Corriere della Sera, 26 maggio 2010), Forges Davanzati: “manovra lacrime e sangue, imposta dall’Unione europea”. I conti non tornano (finanza pubblica: tecniche di oppressione) e, come potrebbero mai tornare dato che sono gravati da un illecito debito più gli interessi figli dell’usurpazione della sovranità monetaria?

Partiamo dalla fine, dagli interessi che vanno dati alle banche per il prestito monetario: “Abbiamo capito che bisogna tagliare […] Ma il bilancio bisogna farlo quadrare. E come si fa se le necessità di spesa sono sempre superiori a quel che hai in cassa? Da cui devi togliere ogni anno 70 miliardi di interessi sul debito?” (Milena Gabanelli, 11 aprile 2010 in Report)

Tremonti, Ministro dell’Economia (25/10/09) : «tanto per dirvi un dato noi ci abbiamo ogni anno da emettere titoli pubblici per 500 miliardi di euro questo vuol dire che devi avere una domanda, una richiesta per cifre di questo tipo.» (L’era del debito, di Stefania Rimini in Report del 29 ottobre 2009). Ecco quanto scambiamo all’anno con la BCE: 500 miliardi.

Cos’è un debito? Cos’è un credito? Chi riscuote il debito pubblico? L’attuale sistema mondiale usa indici per misurare la crescita, quali il PIL, il deficit ed il rapporto debito/PIL. Tutti questi indicatori non sono etici e stimolano essenzialmente la massimizzazione dei profitti contrapponendosi ai diritti umani e civili dei popoli. E’ questo sistema che adotta la violenza prevaricatrice di una finta competitività ed un finto libero mercato, pure invenzioni di marketing politico figlie della religione capitalismo. Col passaggio dalla moneta debito alla moneta credito tutti questi indicatori non esisterebbero più e soprattutto non ci sarebbero più ricatti da parte di enti sovranazionali non rappresentativi della volontà popolare. Semplici domande e sono semplici anche le risposte ma è notevole l’inganno psicologico che cela la più grande truffa della storia dell’umanità. La questione del debito è giuridica mentre far quadrare i conti è questione contabile.

indice di sviluppo umano (ISU)

La difficoltà sta nel fatto che molti si sentono colpiti nell’orgoglio, soprattutto i titolati in economia poiché pisco-programmati e disinformati sul meccanismo della “creazione della moneta dal nulla” (cioè senza alcun controvalore equivalente), può capitare che i docenti non facciano studiare ed approfondire l’effetto devastante del moltiplicatore monetario (formula usata per il sistema di prestito a riserva frazionaria). Anche se a svelarne i trucchi ovviamente sono stati gli economisti informati, chi poteva farlo? Maurice Allais[1] dice: «L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto»
In questi corsi certamente non si insegna etica e neanche il significato giuridico legato al potere di emettere moneta, costituzionalmente di competenza della Repubblica (art. 47) e non degli enti non controllati dai popoli come avviene oggi tramite la Banca Centrale europea tramite la sua filiale Banca d’Italia controllata da banche commerciali SpA e non più dal Governo.
Nella sostanza non esisterebbe alcun debito pubblico grazie all’uso di una moneta pubblica di proprietà del portatore, cioè del popolo sovrano.
Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; JF Kennedy decise di stampare moneta pubblica (ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre ricchezza reale ai popoli.
Report, il 30 maggio 2010, nelle Goodnwes ha usato parole “nuove”: moneta complementare trattando il caso della WIR bank attiva dal 1934, in un’inchiesta passata trattò l’esempio della JAK bank. Mediaset in Mistero, 1 giugno 2010, ha denunciato la truffa del signoraggio bancario, ma non c’è nulla di misterioso è sufficiente cliccare sul sito di BankItalia.
Compreso questo aspetto viene da sorridere leggendo che sia sufficiente tagliare i costi per risolvere la crisi e chi accosta gli argomenti è chiaramente disinformato, alimentando un clima di menzogne e caos.
Per uscire dalla crisi è doveroso informare i cittadini (Genius Seculi) circa la truffa del debito pubblico, inestinguibile per definizione in un sistema intrinsecamente inflazionistico come quello attuale. Il debito esiste perché si è dato potere ad una Banca centrale di prestare denaro privato ai Governi e per restituire il debito i cittadini chiedono altra moneta, un circolo vizioso dove i banchieri rubano economia reale grazie ai servizi resi da consulenti finanziari psico-programmati nelle università vendendo contratti di strumenti finanziari, scommesse sul debito, agli Enti pubblici.
E’ la tecnica della matematica finanziaria la regina di queste truffe, la stessa che si insegna nei corsi universitari e nei master, non si tratta più di economia ma di rubare a norma di legge.
Avete mai visto un pomodoro fallire? Avete mai visto una pianta usare la moneta per ricevere sole? I Governi scambiano Titoli di Stato con le banche centrali e le SpA che acquistano i titoli di debito sono le stesse che finanziano le campagne elettorali dei partiti di governo. I paradisi fiscali sono i luoghi “nascosti” dove spartire i proventi di queste truffe.
Il sistema è un gioco di prestigio con vasi comunicanti, il fluido è la moneta, elettronica e cartacea. La scena del teatro è più o meno questa: democrazie rappresentative ed organizzazioni del commercio con relative produzioni di merci. I proventi sono ricavabili generalmente dalla crescita dei consumi indotti per mezzo della pubblicità (programmazione neuro linguistica) e dal ricatto del debito pubblico utile a ricevere concessioni (sfruttamento delle risorse) in regime di monopolio nei Paesi “occupati”; insomma una forma sottile di dittatura SpA basata sullo scambio: tu (politico) fingi di rappresentare il popolo ed io (banchiere) ti sostengo per mezzo di un moneta che troverai nei paradisi fiscali a cui la polizia (sostenuta da me banchiere) non potrà accedere.

I paradisi fiscali e gli strumenti finanziari rappresentano il modo più efficace di far perdere le tracce e distribuire soldi per corrompere politici e, pagare la politica delle multinazionali SpA: guerre e controllo del debito. Intervista a Moisés Naìm, economista, direttore di Foreign Policy, già executive director della Banca Mondiale ed autore di Illicit:« Peccato anche che il numero dei territori che offrono servizi off shore cresca. Sì, arresteranno pure qualcuno, ma per ogni arresto “eccellente” ci sono mille nuovi canali illeciti che nascono, crescono e si riproducono alla velocità della luce. Non si tratta di catturare questa o quella persona, qui si tratta di un problema di sistema, “sistema mondo” intendo, che sta appunto minacciando l’equilibrio globale”» . (FERRUCCIO PINOTTI e LUCA TESCAROLI, Colletti Sporchi, BUR 2008, pag. 354)

Un’ultima considerazione molto banale, ma sapete cosa importa al pescatore africano della crisi globale? Il problema è che se fallisse il sistema a pagarne le conseguenze sarebbero quei pochi onesti risparmiatori italiani disinformati e manipolabili dai media.
La cultura ed il buon senso sono le risposte alla crisi. Il sole c’è, il vento e l’acqua pure…  Tuteliamo i nostri semi ed iniziamo a piantare…

I semi e le sequenze di DNA isolate sono diventati soggetti a brevetto industriale. LA protezione delle varietà vegetali secondo il sistema  mondiale Upov (protezione delle nuove varietà vegetali) è anche stato allargato in modo da comprendere i costi per ripiantare i semi e incorporare i diritti di brevetti industriale sugli OGM. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nell’ambito dell’accordo per i diritti di proprietà intellettuali (DPI) inerenti al commercio obbliga gli stati membri ad introdurre generici sistemi di DPI sulle piante.[2]

Rai educational le parole della Costituzione, il risparmio e il credito: Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale Università di Salerno: “[…]La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese.
Si tratta di una norma ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”.
La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa ed il mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.
[…]”

Come può uno Stato sovrano tutelare il credito quando il potere di emettere moneta è stato abdicato – cessione di sovranità – a favore di un ente sovranazionale, la BCE, non controllato dal popolo sovrano? E come può uno Stato tutelare il credito quando chi agisce è una banca, BankItalia, controllata e di proprietà di banche commerciali SpA? Come può lo Stato tutelare il credito quando BankItalia è controllore e controllato (conflitto di interessi)?
Perché la Corte Costituzionale, come la Corte tedesca ha fatto, non interviene contro il trattato di Lisbona?

Una “curiosità” sull‘iter dell’antidemocratico trattato di Lisbona, a parte i ricatti contro gli irlandesi e le tre bocciature tramite referendum popolari (Francia, Olanda, Irlanda), gli unici parlamenti che hanno votato all’unanimità sono due: Malta ed Italia.


[1]Maurice Allais (Parigi, 31 maggio 1911) è un ingegnere, fisico ed economista francese, Premio Nobel per l’economia 1988 per i suoi contributi determinanti per la teoria dei mercati e l’utilizzo efficiente delle risorse.

[2] Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, manifesto sul futuro dei semi, Firenze, 2006

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2. — La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia  nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei  doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Doveri inderogabili di solidarietà: posizioni giuridiche di obbligo a contenuto politico,  economico e sociale alle quali nessuno può sottrarsi. Esempi sono: la difesa della Patria, l’obbligo di contribuzione alle spese pubbliche, la fedeltà alla Repubblica. L’adempimento di tali doveri trasforma l’individuo (volto al mero appagamento dei propri bisogni individuali) in membro effettivo e responsabile di una comunità.

Il racconto della fiction televisiva andata in onda su RAI UNO, Lo scandalo della Banca Romana, dovrebbe far aprire a dubbi e scenari e confronti storici fra oggi e ieri circa il meccanismo di creazione della moneta. Dovrebbe far conoscere una storia italiana basata sull’usurpazione della sovranità monetaria e la truffa. Inseguendo il dubbio e la ricerca della verità dovrebbe aiutare a svegliare le coscienze addormentate sul sistema bancario attuale, che uscito dal sistema del gold standard stabilisce il valore della moneta e la sua ex nihilo e su una mera convenzione forzosa.

Per coprire le perdite, l’istituto di credito della capitale non solo iniziò a emettere nuova moneta senza autorizzazione, ma arrivò addirittura a stampare due serie di biglietti con lo stesso numero di serie, in modo da raddoppiare, senza darlo a vedere, l’emissione di moneta in circolazione.

Quello che in passato, creazione di moneta dal nulla, era un reato penale oggi è una prassi normalizzata e consentita dalla leggi vigenti. La Costituzione italiana, minacciata dall’antidemocratico Trattato di Lisbona, dice che la Repubblica tutela il credito, ma come potrebbe se il legislatore ha abdicato il potere di farlo, sia svendendo la Banca d’Italia e sia delegando tale potere alla BCE? Ricordiamo che la Banca d’Italia non è più d’Italia, ma poiché la maggioranza del pacchetto azionario è in capo ad SpA  private lo Stato perde il controllo e fa nascere un enorme conflitto di interessi, poiché i controllati comandano i controllori.

La conclusione della vicenda, scandalo della Banca Romana, potrebbe essere la stessa della situazione odierna con la crisi globale innescata dai vertici bancari della BIS. In quella storia erano tutti coinvolti e colpevoli, e la sparizione delle prove consentì un’assoluzione di politici, giornalisti, faccendieri, banchieri. Intanto la truffa del signoraggio continua per consuetudine, si rubava ieri, si ruba oggi e si ruberà domani. Questo sembra essere il teorema se e solo se i cittadini vogliono che sia così. La strada per la libertà passa per una corretta informazione sui principi etici ed i valori costituzionali. La conoscenza e la condivisione dei valori possono unirci e condurci alla libertà.

Il Parlamento, nel luglio 2008, ha tradito la fedeltà alla Repubblica col voto unanime sul Trattato di Lisbona, che nei suoi articoli intende “legalizzare” l’usurpazione della sovranità monetaria, oltre il fatto che il trattato contraddice i principi elementari delle democrazie rappresentative (separazione dei poteri). Alcune implicazioni nella vita quotidiana causate dall’usurpazione della sovranità monetaria: 1) debito pubblico: esiste poiché la moneta non è più di proprietà dello Stato, e l’emissione è generata dallo scambio di Titoli, all’interno del circuito delle borse telematiche, con l’equivalante valore di “moneta debito”, caricata di interessi. Se esiste un debitore esiste anche un creditore: una volta la convenzione del debito era con lo Stato stesso, pertanto non era affatto necessario ripagarlo, oggi, ceduta la sovranità monetaria l’aumento del debito pubblico, sopratutto quello estero, conviene ai creditori esteri; 2) Tassa occulta: inflazione, esiste poiché la funzione matematica “moltiplicatore monetario” non tiene conto della società, ma dell’interesse degli azionisti delle banche private commerciali. Oggi conservando l’inflazione per evitare l’immissione di liquidità creata dalla finanza, accade che contenendo il deficit pubblico si tengono bassi gli stipendi salariati ma si impoveriscono le famiglie e si danneggia la domanda interna. 3) Per restare nei patti dell’UE si continua a ridurre la spesa pubblica e si tiene alta la pressione fiscale, continua la riduzione dei flussi monetari verso gli Enti Territoriali e si mettono a rischio i servizi essenziali: sanità, istruzione, ambiente. 4) Schiavitù: gli individui lavorano per pagare un debito inventato e depositano soldi alle banche. Si vive per lavorare e non si lavora per vivere.

I cittadini italiani sono sempre più frustrati dall’aumento delle tasse, dall’assenza di servizi adeguati, dalle menzogne dei dipendenti eletti e non comprendono da dove possa venire tutto questo male. Eppure la truffa è basata su di uno schema a dir poco elementare: rendita monetaria. La differenza aritmetica fra il valore nominale di una banconota ed il costo di stampa (signoraggio primario), contestato dalla Banca d’Italia. Mentre il sistema della “riserva frazionaria” per prestare danaro “dal nulla” (signoraggio secondario) è materia di studio in macro economia presso tutte le Università. Oltre a ciò la deregolamentazione degli istituti bancari, gli strumenti finanziari e il sistema offshore con le giurisdizioni segrete ha consentito l’accumulo di ingenti liquidità per le imprese senza lavorare. Le nuove economie informatiche hanno superato la cosiddetta old economy e in questo modo il capitalismo si sta sganciando dal lavoro.

Come accennato, prima, stampare moneta dal nulla, cioè senza un contro valore, ad esempio l’oro, era considerato un grave reato penale poiché se il mezzo di scambio delle merci, quale strumento di misura del valore (moneta), può essere diffuso in eccesso si crea una falsa ricchezza (truffa) e si alimenta l’inflazione (tassa occulta) poiché la moneta stessa perde di valore. La conseguenza è che, ci riconduce alla realtà di oggi, uno stipendio di 1300 euro non è sufficiente a sostenere una famiglia, ma non perché l’inflazione sia alta ma perché è  troppo basso lo stipendio. Il capitalismo e la teoria neoclassica dell’economia mostrano l’ennesima contraddizione di una vera e propria religione: esiste una gigantesca massa di liquidità creata dalla finanza ma l’inflazione è quasi pari a zero, mentre il capitalismo e l’euro zona hanno favorito il trasferimento di ricchezza dai cosiddetti paesi periferici verso i paesi centrali, grazie a una progressiva delocalizzazione produttiva iniziata circa vent’anni fa.

Gli uomini lavorano per procurarsi questi pezzi di carta stampati dal nulla, mentre i banchieri cliccano un dito sulla testiera di un computer ed inventano ricchezza. Sembra una magia, eppure i Governi misurano la ricchezza in questo modo e con lo stupido PIL. La fiction televisiva di RAI UNO però ha mostrato un’indignazione di un popolo che giustamente associava l’immagine del banchiere al quella dell’usuraio, di certo non una professione nobile e dignitosa.

E’ interessante il ruolo dei media strumenti della manipolazione dell’opinione pubblica a servizio del potere invisibile.

(Fonte: terzaclasse.it) Lo scandalo della Banca Romana (1889-1893) Il primo scandalo politico-finanziario che coinvolse le principali Istituzioni del Regno d’Italia (Parlamento e istituti bancari) investì la società italiana sul finire dell’800 coinvolgendo eminenti politici, banchieri e il mondo economico legato al settore del credito edilizio. Le premesse di questa grave crisi finanziaria affondano le radici nella tumultuosa fase di urbanizzazione che ebbe luogo a Firenze, e soprattutto Roma, dopo il trasferimento da Torino della capitale del nuovo Stato. Le due città furono investite da una travolgente febbre edilizia che alterò in maniera significativa il panorama urbano e incrementare le truffe finanziarie senza che vi fosse un adeguato controllo da parte delle Istituzioni e delle banche che si trovarono coinvolte esse stesse in operazioni assai poco trasparenti.

Le analogie con l’inizio dell’odierna della crisi globale sono impressionanti.

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Le parole sono importanti poiché sono legate ad idee e concetti utili a raccontare la realtà o a manipolarla a piacere dei potenti di turno.

La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda  tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.
Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi.
Nel dicembre del 2008, Correa il Presidente dell’Ecuador dichiarò: il debito estero del suo Paese è “illegittimo” e “immorale”. Thomas Sankara leader del Burkina Faso, fece un discorso sul debito ampio ed analogo per liberare l’Africa dalla schiavitù della Banca mondiale del Fondo monetario internazionale, poi fu assassinato nel 1987; durante la presidenza del Consiglio di Aldo Moro (1974-1976), fu stampata una carta moneta, 500 lire, di proprietà della Repubblica italiana, Moro fu assassinato nel maggio del 1978; JF Kennedy decise di stampare moneta pubblica (ordine esecutivo 11110) e non più di proprietà della FED, fu assassinato nel 1963. Abramo Lincoln decise di chiudere la FED e sostituirla con la Greenback (1863) per stampare moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi, anch’egli fu assassinato nel 1865. Dopo più di cento anni è stato tradotto in lingua italiana il testo di Alexander Del Mar, crimini monetari, il titolo dice molto, egli fu fra i primi a spiegare i trucchi contabili dei banchieri, ed il potere di emettere moneta per sottrarre ricchezza reale ai popoli.

Lo Stato ha l’obbligo costituzionale di creare moneta credito e di consentire ai cittadini di gestire i beni pubblici direttamente con forme di azionariato popolare diffuso. Il lucro per pochi contro il popolo è la forma di controllo più diffusa, cioè il sistema delle SpA e delle banche centrali private. La società di oggi è ri-feudalizzata senza i vantaggi dell’economia reale, poiché le macchine hanno sostituito gli uomini e l’informatica finanziaria controlla la globalizzazione, così come i falsari, grazie all’ingenuità dei bambini, rubavano denari alle famiglie.

Molte comunità stanno ripristinando la sovranità monetaria e stanno favorendo lo sviluppo umano tramite economie responsabili e l’uso razionale delle risorse. Solo la maggioranza degli italiani fa più fatica rispetto agli altri popoli poiché maggiormente psico-programmati al nichilismo e all’apatia politica. Alcuni esempi: “Red de Trueque Solidario” (RTS) in Argentina, il sistema LETS, il progetto SHARE (Self Help Association for a Regional Economy) nel Berkshire, il WIR in Svizzera, il Lewes e gli Stroud e Brixton pound etc. Inoltre il sistema di credito denominato JAK bank. In Italia troviamo l’esperimento virtuoso dell’Arcipelago Scec.

I cittadini hanno il dovere morale di immaginare nuovi modelli e sperimentarli.

 La figura dell’usuraio nella letteratura: Il pensiero della Chiesa, secondo cui l’usura era considerata un peccato, una colpa mortale, espressione degenerata di quel vizio capitale che è l’avarizia, ha sicuramente influenzato il giudizio comunemente sentito nei secoli secondo cui quella di chi avidamente raccoglie denaro, e ancor più chi presta a usura, è condotta disdicevole e l’usuraio, come ancor più dell’avaro, è additato al pubblico disprezzo.

«Lo scambio è un’azione sociale; il denaro è un meccanismo sociale; una misura pubblica del valore, l’unità del quale non è un moneta e neppure un biglietto, ma tutte le monete e i biglietti a corso legale all’interno di una nazione sommati insieme; il denaro, per essere equo, deve essere di quantità stabile; la stabilità può essere assicurata soltanto dalle regole e dall’autorità nazionale; se vuoi la prosperità devi aver fiducia che il governo nazionale conservi la Misura del Valore; se non ti fidi del governo, puoi certamente conservare la misura della moneta nelle tue tasche, ma non potrai guadagnare; e perseverare in questo stato di cose porterà altri, e probabilmente anche te stesso, alla rovina» (tratto da Alexander Del Mar, storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2009, pag. 136)

Cos’è l’espansione? E’ immettere forzatamente in circolazione una massa eccezionalmente grande di denaro, espandendola all’inflazione. Che cos’è la contrazione? E’ ridurre il volume del denaro, portandolo al di sotto della quantità abitualmente circolante.
Una misura di valore gonfiata è altrettanto ingiusta di una ridotta. Nessuna delle due è inevitabile, ma fino a quando una nazione si rifiuterà di regolare per legge il volume della sua valuta, la popolazione sarà sempre in pericolo di essere sottoposta all’una o all’altra di queste ingiuste misure del valore, quella gonfiata e quella ridotta. (tratto da Alexander Del Mar, storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2009, pag. 153)

(tratto da Storia d’Italia, Annali VI Economia naturale, economia monetaria, (a cura di) Ruggero Romano e Ugo Tucci, Giulio Einaudi editore, Torino 1983)

Premessa. Economia naturale, economia monetaria, economia creditizia sono formule introdotte nel dibattito storiografico da Bruno Hildebrand, e da allora gli storici ed economisti hanno dissertato e polemizzato a lungo sulla loro portata e sulla loro applicabilità all’uno o all’altro periodo storico. […] Fu Alfons Dopsch a fissare i termini del problema in un’opera del 1930 che ancora oggi ne costituisce un punto di riferimento obbligato. Egli definiva l’economia naturale come quella in cui «o lo scambio manca del tutto, e allora è economia pura, o le merci vengono barattate direttamente con merci (scambio in natura)»; e teneva in particolare a precisare che tale nozione andava distinta da quella di «economia domestica chiusa», formulata da Karl Bücher (1893) e anch’essa vivacemente contestata come estranea alla realtà storica. Non solo, ma bisognerebbe aggiungere, con Gino Luzzatto, che «sono appunto queste sopravvivenze di una economia di scambio in mezzo ad economie prevalentemente chiuse che preparano fin dal X secolo quella ancora lenta rinascita delle economie cittadine».

(Storia d’Italia, Premessa, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. XXIII)

Concretamente, nel contesto storico italiano, che cosa ha significato (che cosa significa ancora oggi) la compresenza della dimensione naturale di economia naturale ed economia monetaria? Sappiamo benissimo che l’Italia – da Bernardo Davanzati a Galiani, da Serra a Pompeo Neri, da Montanari a Gian Rinaldo Carli, passando per i Muratori, i Fabrini e gli Argelati – è stato paese fertilissimo delle monete. […] Da un magistrale lavoro del compianto Alfonso Silvestri apprendiamo che su 102 «obbligazioni» di mercanti alla fiera di Salerno del 1478, nove non erano stipulate in denaro. Riprendendo questi dati in un suo saggio, Armando Sapori argomenta: «Ultimo modo di pagamento era lo scambio di beni; non uso il termine baratto perché almeno nei casi che ho sott’occhio (cinque compravendite di diversa grandezza)  non si tratta mai di passaggio simultaneo dei beni stessi del compratore al venditore».

(Storia d’Italia, Monete e lotte sociali, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. 120)

Un vivace quadro delle categorie sociali nel comune è fornito dalle compagnie di Siena, Firenze, e di altre città evolute d’Italia, il cui sostentamento era rappresentato dai fondi monetari e dalle operazioni monetarie. Nei secoli XIII-XIV le compagnie della Toscana diventarono i nuclei principali dell’attività economica e della stratificazione sociale del comune. L’esercizio su scala europea delle operazioni monetarie dei banchieri-usurai di Siena, Piacenza, Asti, Pistoia, Firenze, le somme dei prestiti e dei giri d’affari che raggiungevano diversi milioni di fiorini d’oro, erano testimoni non soltanto dell’ampiezza delle operazioni che superavano di molto la cornice dei bilanci di comuni ordinari, ma anche della loro nuova specificità sociale. Nell’ambiente dell’Europa feudale e dell’Italia, pure feudale nel suo insieme, i capi di queste compagnie e i loro membri dirigenti più ricchi, di regola parenti o rappresentanti di famiglie imparentate o amiche dei capi della compagnia, non erano certo i Rothschild del medioevo, ma per il proprio tempo ne svolgevano il ruolo.

(Storia d’Italia, Il ritorno della coniazione locale e la ripresa dell’influenza occidentale seconda metà del secolo XI, Le zecche di Salerno e di Amalfi, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, pag. 204)

Nel 1056, alcuni testi salernitani menzionarono per la prima volta un tarì coniato nella città. Seguono, regolarmente, menzioni simili, fino agli ultimi atti del Codex Diplomaticus Cavensis. E’ il principe Gisulfo II (1052-77) a rimettere attività la zecca di Salerno, chiusa all’inizio secolo X; e il suo esempio viene seguito da Roberto il Guiscardo, il quale si impadronisce della città nel 1077. Questa nuovo officina, oltre al tarì, conia dei folles. I tarì di buona qualità, imitano quelli di al-Mu’izz. Alcuni folles di Gisulfo II sono di tipo occidentale e si ispirano alle monete dell’arcivescovo Anno di Colonia (1056-75) che rappresentano le mura di una città; sono presenti anche i modelli bizantini.

Fonte Zeitgeist addendum: […] nel 1969 ci fu una causa nel tribunale del Minnesota che coinvolse un uomo, Jerome Daly, che fece opposizione al rifiuto della cancellazione dell’ipoteca sulla sua casa da parte della banca che gli aveva concesso il mutuo per comprarla. La sua difesa verteva sul fatto che il contratto di mutuo richiedeva da ambo le parti, cioè da lui e la banca, l’uso di proprietà legittime per lo scambio. Giuridicamente questa viene chiamata la ‘causale’ del contratto [CAUSALE: elemento fondamentale che si fonda sullo scambio di una prestazione di una parte in cambio di un corri spetto dall’altra.] Il signor Daly, spiegò che il danaro non era in realtà di proprietà della banca, in quanto era stato creato dal nulla nel momento in cui il contratto venne sottoscritto. Ricordate cosa diceva “Il funzionamento moderno della moneta” sui prestiti? Quello che fanno quando concedono un prestito è di accettare della cambiali in cambio del credito concesso. Le riserve non vengono modificate direttamente dalle operazioni di prestito. Ma i prestiti che vengono depositati incrementano l’ammontare dei depositi bancari. In altre parole, il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”. Nel prosieguo del processo il Presidente della banca, il sig. Morgan si presentò al banco dei testimoni e dalle memorie personali di un giudice egli ricordò che Plaintiff (un presidente della banca) ammise che, congiuntamente con la FED, aveva creato denaro e il credito dei suoi impieghi attraverso un’iscrizione contabile; cioè che il denaro e il credito iniziarono ad esistere nel momento in cui loro li avevano creati. Il sig. Morgan ammise che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati Uniti che gli dava il diritto di farlo. Per legge deve esistere una forma di corrispettivo legittima che viene offerta in pagamento a sostegno della banconota.

Finanza pubblica: tecniche di oppressione: In buona sostanza tutte queste norme, leggi e procedure di finanza pubblica vanno nella direzione opposta indicata dalla Costituzione e cioè obbligare gli Enti pubblici ad usare una moneta privata ed aumentarne la crescita nel suo utilizzo anche con mezzi tecnici finanziari incomprensibili ai più.

Oggi la percezione dell’usuraio è talmente mutata che i media e soprattutto i partiti elevano l’immagine dei banchieri manipolando la realtà dei fatti su documentati. I banchieri governano la politica (Banche centrali) attraverso lo strumento usuraio del moltiplicatore monetario, piccola formula matematica, che  regola la domanda ed offerta di moneta nel sistema a riserva frazionaria usato da tutte le banche commerciali. Mentre i cittadini perdono anche la vita lavorando, altri seduti dietro un computer digitano cifre e creano “ricchezza” dal nulla. In questo periodo di crisi innescata dai banchieri circolano parole tossiche come “finanza etica o solidale”, ma tutto ciò è altrettanto paradossale ed ingannevole come il sistema finanziario inventato ad hoc per creare disuguaglianze sociali e concentrare “ricchezze” nelle mani dell’élite, come può esserci giustizia in un sistema truffaldino? Per definizione, all’interno di regole non etiche, scritte e controllate dalle banche centrali non potrà mai esserci nessuna banca etica. Solo ripristinando la giustizia cioè la sovranità monetaria potranno esserci regole etiche e quindi istituti di credito giusti poiché sotto il controllo e la gestione diretta dello Stato, dei cittadini e non più di SpA. La moneta deve tornare ad esser vista per quello che è: un mezzo e non il fine, per cui il concetto di utilità sociale è in netto contrasto l’idea di banca SpA, con la reale natura di una banca (tipografia). La manipolazione dei banchieri è stata attua nel tempo infiltrando le università per propagandare concetti finanziari che nulla hanno a che vedere con l’economia. Oggi le persone credono alla favola che le banche SpA e le borse siano cose utili dove si crea ricchezza. Siamo l’unica specie sulla Terra che usa pezzi di carta stampati dal nulla in cambio di cibo o di un riparo, siamo essenzialmente ridicoli.

Il linguaggio dei politici è volto solo a mascherare la radice del problema con proposte inconcludenti e fuorvianti. Qualunque cittadino, con un po’ pazienza, ricerca del significato delle parole e lettura di testi indipendenti arriva a cogliere l’aspetto più immorale e degenerato della crisi economica figlia dell’usurpazione della sovranità monetaria. E’ a questo punto che cresce l’indignazione poiché svela l’essenza del teatrino politico che va in scena sui media nazionali. Non esiste né destra e né sinistra ma una pletora di attori, anche penosi, che hanno la stessa idea di società degenerata basata sul nichilismo, sull’avidità e sulla crescita per la crescita e, gli attori politici si passano il testimone (alternanza delle maggioranze) col fine di approvare leggi indicate dalle SpA loro amiche.

Come dicono in molti ormai, gli attori politici non discutono più di tutelare i diritti umani o di allargarne il bacino ma, al contrario, discutono solo della percentuale di riduzione di tali diritti. L’emissione di moneta è stata consegnata ai privati e si discute solo su come gestirla, l’acqua è stata rubata ai popoli e si discute su come gestirla. Gli attori politici non discutono per niente dell’usurpazione dei diritti naturali e non rappresentano gli interessi pubblici ma quelli esclusivi di chi li ha corrotti.

Nel frattempo il “potere invisibile” va avanti: Il primo presidente della Ue, Herman Van Rompuy, ha dichiarato: “Il 2009 è anche il primo anno di governo globale, con la creazione del G20 nel bel mezzo della crisi finanziaria globale. La Conferenza sul Clima di Copenaghen sarà un altro passo avanti verso il governo globale del nostro pianeta“.

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato! Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

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