L’incantesimo svelato

Ho già commentato sul Grande Fratello orwelliano (facebook), a mio modesto parere le ragioni del perché nasce un altro governo liberista. Intanto, un piccolo ante scriptum sul Grande Fratello: donatevi un favore personale, non mettete la vostra vita personale su facebook perché usano quelle informazioni per chiedere i vostri risparmi, i vostri soldi, peggio delle carte di credito. Studiano la vostra vita come fosse un gusto per consigliarvi acquisti di merci inutili, di cui potete fare a meno. Se volete mettere in crisi il Grande Fratello, usate facebook per esprimere la vostra opinione politica, non le frustrazioni perché non serve a nulla, magari chiedendo un cambio radicale della società.

«Perché è nato il Governo Renzi? L’élite sa bene cosa fare e come fare. L’oligarchia europea teleguidata dagli USA sa bene che il progetto euro, figlio della seconda guerra mondiale è a rischio, e che bisogna riportare il consenso nella soglia di controllo. In Italia i “partiti” tradizionali hanno superato quella soglia di controllo avendo perso troppa credibilità politica, e pertanto bisognava anticipare i tempi di Renzi per consentirgli di mettere a segno qualche obiettivo popolare per riprendersi parte dei voti dispersi. In altri paesi europei l’élite sta operando in maniera analoga, produrre decisioni credibili. Se Renzi, prima del prossimo voto elettorale nazionale, porta a casa alcuni obiettivi già apparecchiati, allora l’élite si riprende quella parte di consensi che serve loro nel solco del disegno geopolitico europeista: feudalesimo».

Mentre un’élite degenerata va avanti coi loro programmi di regime, noi cittadini dovremmo scollegare i nostri pensieri dalle figure istituzionali, dalle autorità, perché abbiamo capacità e poteri per autogovernarci sperimentando progettazioni che ci consentono di eliminare questa dipendenza psicologica legata alle autorità (istituzioni “democratiche”, banche, multinazionali, servizi energetici, etc.). Continuiamo a credere, sbagliando, che i politici servano a risolvere problemi, quando non è affatto vero. E’ altrettanto nota la ragione secondo cui la maggior parte degli individui ripone ancora fiducia nelle istituzioni. E’ stato ripetuto l’esperimento Milgram circa il comportamento degli individui sotto una pressione dell’autorità. L’esperimento dimostra come funziona l’obbedienza, e quanto sia “difficile” ribellarsi di fronte a comandi che recano danni agli altri individui; l’esperimento mostra uno sconcertante aumento del cinismo. E’ altrettanto noto che in Italia la maggior parte degli individui non abbia capacità di interpretare correttamente le informazioni che riceve (La cultura degli italiani). Se uniamo il problema dell’ignoranza di ritorno coi risultati dell’esperimento Milgram possiamo renderci conto del perché sia difficile realizzare un cambiamento in Italia, ma non impossibile. Consci di questa situazione possiamo pianificare un’efficace rinascita delle coscienze addormentate, e pertanto sappiamo bene quanto sia importante svelare le credenze (PIL, monetarismo, crescita, petrolio) di una società immorale, e che l’evoluzione si realizza attraverso l’educazione e l’applicazione di modelli sostenibili utili a mostrare un confronto (felicità, bioeconomia, fotosintesi clorofilliana, scienza della sostenibilità). Il modello realizzato stimola curiosità, attenzione e riflessioni.

Alcuni cittadini che guidano imprese e fondi di investimento hanno deciso di applicare i principi delle ESCo (Energy service company)  al fine di realizzare riqualificazioni energetiche dei condomini esistenti, vi sono esperienze a Genova e Piacenza. Altre esperienze sono sparse in Europa e in Italia con ambizioni più importanti, ad esempio diventare produttori e consumatori (prosumer) di energia attraverso public company che gestiscono direttamente i servizi. Valutando attentamente la realtà italiana, disoccupazione e povertà, credo che la strategia più corretta sia la nascita di cooperative ad hoc che ambiscano a rigenerare quartieri popolari. Non possiamo limitarci alla qualificazione energetica, ma dobbiamo puntare all’auto sufficienza energetica grazie all’impiego di un mix tecnologico, sfruttando le fonti alternative e scambiando  i surplus energetici in una rete intelligente, tutto ciò è alla portata di tutti grazie alla corretta coordinazione delle azioni (cooperative) ed una buona gestione sia del credito che del risparmio. Queste azioni possono diventare un piano industriale, così come possono rappresentare l’azione, lo stimolo di cittadini ben organizzati, ben informati, che avviano dal basso la rigenerazione del proprio edificio, del proprio quartiere e della propria città. Gli esempi virtuosi abbondano, a partire dalle prime garden city fino ad Arcosanti di Paolo Soleri e la rivoluzione dell’energia dei cittadini di Schönau,  da Torraca (SA) la prima city Led al mondo passando per i quartieri autosufficienti fino alle città che stanno scoraggiando l’uso di inutili automobili.

Tornando sul piano politico generale, per l’Italia, oltre che l’auto sufficienza energetica, è ovvio che sia determinante finanziare un piano di prevenzione nazionale circa il rischio sismico e intervenire sul patrimonio storico-artistico con interventi di miglioramento e adeguamento, poiché si rende necessario applicare la prassi della manutenzione, presupposto primario della prevenzione. Non penso che la classe dirigente sia all’altezza del compito da svolgere per ragioni abbastanza evidenti, sono tutti coinvolti nell’ideologia della crescita, una religione materialista e nichilista che sta distruggendo l’identità del nostro Paese. Per realizzare il disegno della rigenerazione è necessario risvegliare le coscienze, per farlo dobbiamo puntare sulla bellezza e sulla cultura, non esiste altra via.

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Tutti a scuola

Prima o poi i nodi vengono al pettine, come dice un detto popolare! Eccoci qua, i gruppi élitari sconosciuti ai popoli, ma notissimi a chi segue attentamente la politica stanno portando avanti la propria agenda politica: le tecnocrazia senza legittimità politica come nelle peggiori dittature.

Oggi, un amico mi chiedeva: hai letto l’ultimo libro di Rifkin? R: Quale quello sull’empatia? No, un altro, molto interessante che parla di come internet e la democrazia possano cambiare il mondo. Davvero? Dico io, bhé Rifkin ha fatto ultimo, non c’era bisogno che egli raccontasse l’ovvio. Allora interrompo il racconto interessante del mio amico e gli mostro il “programma politico” che stiamo attuando. Apro un libro di filosofia del terzo anno di liceo, Logos, Einaudi scuola, 2005, e leggo a voce alta a pag. 40:

Tra Oriente e Magna Grecia: le prime indagini filosofiche. La città stato. Nel secolo VIII a.C. il territorio greco è caratterizzato dalla presenza di città-stato (poleis) politicamente indipendenti, dove si affermano forme di governo aristocratico. A differenza di quello che accade nelle monarchie incentrate intorno al palazzo-tempio, il potere non si raccoglie più nelle mani di un solo individuo, il monarca, ma è controllato da un gruppo, sia pure ristretto, di cittadini di ceto elevato. grandi proprietari terrieri. All’interno delle poleis, per la prima volta nella storia degli uomini, si afferma l’idea che gli affari di interesse generale possono essere discussi e le decisioni al riguardo deliberate nell’ambito di un pubblico dibattito, aperto a tutti (ovvero a tutti quelli che godono del diritto di cittadinanza), nel corso del quale le diverse posizioni si confrontano sulla base di ragionamenti argomentati. All’insindacabile giudizio del monarca si sostituisce la molteplicità di pareri, la discussione, la scelta comune tra ipotesi diverse se non opposte. Lo spazio che si apre così al confronto, al libero esercizio della parola, alla riflessione, favorisce lo sviluppo di  nuove forme di sapere. Acquista prestigio chi si dimostra in grande rendere conto delle opinioni, di valutare le alternative in gioco mettendone in luce le implicazioni, di fare riferimento se necessario a situazioni analoghe, già sperimentate. La figura del sapiente, già incarnata dal mago, dall’indovino, dal poeta, si trasforma lentamente in quella del filosofia, cioè di uomo che indaga la realtà usando gli strumento della ragione.

Questi cambiamenti si verificano in primo luogo nelle colonie ioniche (nelle città costiere dell’Asia Minore e nelle isole vicine), quindi nelle colonie della Magna Grecia. Perché nelle colonie? Probabilmente perché i fondatori di nuove città, pur facendo riferimento al modello della madrepatria, sono costretti a fare i conti con il “vuoto” che sta loro innanzi, cioè la mancanza di strutture di ogni genere. Essi provengono da città già “costruite”, dove gli edifici, pubblici e privati, sono disposti secondo un ordine nello spazio e dove gli uomini convivono sulla base di regole definite. Qui, nei nuovi territori, bisogna inventare, dare forma visibile a tutto ciò che serve alla vita comune: i confini e la mappa fisica della città, le leggi, la regolamentazione dei rapporti sociali e delle attività economiche. E’ un’esperienza che stimola a ripensare il passato e a guardare in modo creativo il futuro. Anche il contatto con altri popoli e cultura favorisce negli ambienti delle colonie un maggiore dinamismo rispetto alle città di origine, che hanno meno stimoli a mettere in discussione la mentalità e gli usi tradizionali.

Un nuovo modo di sapere. Al tempo stesso, il contatto con comunità “altre”, estranee e diverse, induce ad affrontare il problema della propria identità e della propria collocazione in mondo più vario, ricco e complesso di quello fino allora conosciuto. Accanto alle antiche, inesauribili domande sull’origine e il destino degli uomini, sorgono nuovi interrogativi nel tentativo di comprendere come mai il mondo, nonostante le differenze e le trasformazioni che lo attraversano incessantemente, appare come un tutto unitario. […] Le prime manifestazioni di un nuovo tipo di sapere, che si basa sull’analisi razionale e che ha per oggetto la realtà intera,hanno luogo appunto nelle colonie greche della Ionia e della Magna Grecia tra i secoli VII e VI.

E’ ovvio che ai popoli di oggi non serve il potere dei pochi ma la democrazia, ciò che dobbiamo copiare è l’atteggiamento positivo e sperimentale per riprenderci le vite.

Sembra il programma politico di Anonymous, di Occupy Wall Street, o degli Indignados spagnoli. Comunque è ciò che stiamo facendo da circa 5 anni con ParmainMoVimento. Le analogie sono impressionanti ma è ciò che serve al mondo: ripensare la società e la democrazia migliora le persone.

Abbiamo bisogno del Sanicomio: sospendere il calcio per 24 mesi!

Se l’Italia è un Paese che non funziona come dovrebbe, molto probabilmente, le ragioni si trovano nella condotta e nei pensieri della maggioranza degli italiani. La società è l’espressione di una moltitudine di individui che ha seri problemi di ignoranza funzionale. Una parte consistente di italiani ha problemi cognitivi e costituisce quella massa manipolata dal mondo pubblicitario e politico, in maniera tale da condizionare negativamente la vita di tutti! Per intraprendere la strada della guarigione ci vuole una proposta di buon senso che abbia un’efficacia immediata, forte, quasi uno shock. Se da un lato le scelte politiche neoliberali aumentano le disuguaglianze sociali ed economiche, dall’altro lato i ceti meno abbienti, anziché organizzarsi per liberarsi, obbediscono ai capricci dell’élite. Il capitalismo nichilista ha sostituito la fede religiosa con la psicosi collettiva del calcio. E’ l’avidità la molla che stimola migliaia di genitori nel condurre i propri figli agli allenamenti dei settori giovanili, nella speranza che il proprio figlio entri nel “giro che conta” per firmare contratti milionari. E’ lo schema egoistico-competitivo insito nel capitalismo, che se ne frega della comunità. Sembra un paradosso ma non lo è, quando una società non è più società, ma l’aggregato di individui avidi ed egoisti prevalgono i modelli degenerati, proprio come il calcio non più sport ma strumento di riciclaggio e di controllo sociale.

Bisogna sospendere il calcio professionistico dalla serie A fino alla C almeno per 24 mesi, e usare gli stadi come agorà di dibattito pubblico sullo stato del Paese, sul territorio, sui diritti, sull’uso razionale dell’energia, sulla sovranità e la democrazia. Sospendiamo il mondo dell’immoralità per avviare un percorso pubblico di rigenerazione civile, per fermare il riciclaggio e le speculazioni, e scoprire la bellezza del nostro Paese, il piacere del dialogo democratico e scoprire come raggiungere l’auto sufficienza energetica sfruttando le fonti alternative, la sovranità alimentare, e lo sviluppo della resilienza.

L’Occidente è in crisi poiché il capitalismo implode su stesso. Sospendiamo il calcio e lo salveremo da se stesso, riportandolo nel mondo dello sport, facendolo uscire dal mondo dell’immoralità.

Pensiamoci, in un sol colpo arrestiamo uno spettacolo che ricicla danaro sporco, usa il doping, è gestito da società con bilanci falsati, è di cattivo esempio per i giovani, ed è economicamente dannoso per lo Stato. Il legislatore ha il dovere di intervenire per restituire trasparenza e dignità allo sport più praticato dagli italiani, ma distrutto dalla pubblicità e da presidenti imbroglioni pronti a sfruttare le falle del sistema per il proprio tornaconto personale. La maggioranza degli individui toglie attenzione alla propria vita per seguire un gioco truccato, dove bipedi lobotomizzati in mutande, senza valori, incassano molti più soldi di tutti i migliori scienziati e ricercatori del mondo, molto più di un insegnate, molto più di un progettista, ditemi se questa non è l’immagine di una società idiota?! E’ tutto alla rovescia! Ignoranti e inutili sono ammirati dalle masse, mentre le persone con qualità morali sono isolate e allontanate dalle istituzioni.

Nello stesso tempo, gli stadi saranno strumento di dialogo per rimuovere questa è altre malattie sociali, e stimolare processi di partecipazione civica al bene comune. verso Pensiamoci, avremmo l’opportunità di conoscere la vera democrazia: il governo del popolo e potremmo ascoltare l’opinione di persone libere per accedere a conoscenze tenute nascoste dall’élite. La domenica, con tutta la famiglia andremo allo stadio per crescere spiritualmente e culturalmente anziché regredire allo stato infantile come avviene oggi, ditemi se questa non è una buona idea?

Nutrire il cervello

Letture estive per nutrire il cervello.

C’è la crisi che incombe su di noi, ma capiamo poco? I Tg annunciano il default ma non capisco il perché? Tutti parlano della crisi del debito ma perché? La cosa più sbagliata che un cittadino possa fare è leggere i giornali passivamente senza l’uso di un dizionario e peggio ancora senza approfondire gli argomenti con l’uso di testi “specializzati”. Negli ultimi mesi è sufficiente entrare in qualsiasi libreria per accorgersi di saggi che parlano della crisi economica e finanziaria, e della sovranità monetaria. In questi libri troviamo tutte le risposte alle nostre domande. Il problema politico e culturale italiano è tutto qui, la maggioranza degli aventi diritto al voto non legge e non approfondisce i temi che riguardano la società facendosi ingannare dal teatro della politica.

Per cambiare il Paese dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e soprattutto il nostro atteggiamento nei confronti della politica, perché noi siamo la polis.

In questi giorni leggiamo titoloni importanti sulla crisi; l’obiettivo è ben chiaro, accelerare le privatizzazioni in Italia, quelle che furono avviate da Prodi, Amato e Ciampi. Il giornale di De Benedetti, La Repubblica, gli dedica un dossier : Trasporti, luce, gas: un tesoro da 30 miliardi che i Comuni dovranno vendere. Ecco che sinistra e destra sono uniti dagli stessi obiettivi, dopo l’usurpazione della sovranità monetaria ora l’élite punta al controllo delle SpA locali per rubare a norma di legge i servizi pubblici locali. Il giochino è stato semplice, prima si infiltrano i Comuni con economisti che propongono contratti derivati, si fanno indebitare, fallire gli Enti, e poi si presenta il conto politico: svendita di altra sovranità popolare.

Tre think tank, serbatoi di pensiero, italiani adepti alla religione neoliberista chiedono pubblicamente di cedere altri pezzi importanti della sovranità popolare così come imposto dai gruppi élitari (CFR, club Bilderberg, Commissione Trilaterale). Linda Lanzillotta (Glocus), Alberto Mingardi (Istituto Bruno Leoni), Francesco Valli (Fondazione Magna Carta), Usiamo gli immobili per ridurre il debito in Corriere della Sera 15 luglio 2011.

Consiglio la lettura di un interessante articolo di Luciano Gallino, Quella miopia politica delle misure di austerità, 14 luglio 2011

  • ALEXANDER DEL MAR, storia dei crimini monetari, Excelsior 1881, 2010
  • ANTONIO MICLAVEZ, euflazione, Arianna Editrice 2009
  • Arcipelago Scec-Centro Fondi, L’economia per l’uomo, e-book, 2011
  • BENJAMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi 2010
  • BRUCE LIPTON, STEVE BHAERMAN, evoluzione spontanea, Macro edizioni 2010
  • DANIEL ESTULIN, Il Club Bilderberg, Arianna Editrice 2009
  • DAVID HOLMGREN, permacultura, Arianna editrice, 2010
  • FERRUCCIO PINOTTI, Fratelli d’Italia, BUR
  • JEAN ZIEGLER, l’impero della vergogna, Marco Tropea editore, 2005
  • JOHN PERKINS, confessioni di un sicario dell’economia, Minimun fax 2010
  • MARCO PIZZUTI, Rivelazioni non autorizzate, Edizioni il punto d’Incontro, 2009
  • MAURIZIO PALLANTE, la decrescita felice, Edizioni per la decrescita felice
  • MAURIZIO PALLANTE,  la felicità sostenibile, Rizzoli, 2009
  • NINO GALLONI, MARCO DELLA LUNA, la moneta copernicana, Nexus 2008
  • ROB HOPKINS, manuale pratico della Transizione, Arianna editrice 2009
  • SALVATORE TAMBURRO, la via del denaro, Nexus, 2010
Brevissime note per capire il sistema:
Una volta la ricchezza (convenzione arbitraria = accordo giuridico) si misurava così, le persone hanno sempre sostenuto che la ricchezza fosse quantificabile in proprietà: terreni, case e capacità produttiva dei terreni e quindi lavoro dell’uomo. L’oro venne imposto ai popoli, così come la carta moneta convertibile in oro, “pagabili a vista” significava che potevi cambiare la carta in oro. Il metro di misura dell’oro è il peso, chilogrammo. L’economia si poggiava su un metro di misura tangibile, quanto oro c’era in circolazione tanta carta moneta poteva essere stampata, un metodo empirico che metteva un freno a facili speculazioni. Gli usurai – banchieri – grazie a trucchi ingannavano i popoli, le monete in oro, pesate, non contenevano l’equivalente indicato, e questa truffa si chiama signoraggio, cioè l’agio del signore che tratteneva a se la differenza di peso in oro nella sua banca, la differenza fra il valore nominale, facciale della carta, e il valore intrinseco era l’equivalente rubato al popolo. Inoltre la pietra angolare della teoria del valore delle monete in oro o in argento era il costo di produzione, ma già all’epoca vi era un’evidente difficoltà per stabilire una misura corretta e onesta del valore di tutto l’oro e l’argento in circolazione. Nessuno sapeva con certezza il quantitativo di oro e argento estraibile, un po’ come accade oggi per il petrolio. Poiché nessuno conosceva la massa che veniva estratta e quante miniere esistessero si dimostrò che la ricchezza, o meglio ancora la misura del valore, era artificialmente stabilita dagli usurai tramite trucchi contabili, sia col signoraggio e, sia rastrellando periodicamente l’oro e l’argento in circolazione per fonderlo nuovamente aumentando artificialmente le riserve minerarie con scritture contabili “certificate”. Tali crimini monetari sono documenti e partano dal 1666.
Poi, dal 1971 tutta la carta moneta in circolazione non viene più stampata rispetto all’oro posseduto dalle banche. Nella realtà la carta moneta stampata in circolazione copre appena il 3% del circolante, cioè il 97% è moneta elettronica, digitata nei computer, le banche non custodiscono carta moneta.
In Italia, la privatizzazione della Banca d’Italia è partita nel 1981 (Governo Andreatta), oggi la maggioranza del pacchetto azionario della Banca d’Italia è in mano ad SpA, e la stessa banca è parte del sistema europeo che al suo vertice ha il Presidente della BCE. Nella sostanza il Governo italiano ha ceduto la sovranità monetaria e il controllo del credito, violando l’articolo 47 della Costituzione, il potere è nelle mani di soggetti non eletti dal popolo e non rappresentativi dell’interesse pubblico. Il controllo monetario è in mano alle SpA che com’è noto a tutti badano alla massimizzazione dei profitti e non alla tutela dei diritti umani.
Il signoraggio è l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta. Il premio Nobel Paul R. Krugman, nel testo di economia internazionale scritto con Maurice Obstfeld, lo definisce come il flusso di «risorse reali che un governo guadagna quando stampa moneta che spende in beni e servizi» (estratto dall’interrogazione parlamentare del 30 maggio 2011 presentata da Antonio Di Pietro). L’aspetto ridicolo di una certa interrogazione scritta è che tutti i partiti italiani hanno votato all’unanimità, solo a Malta ha fatto lo stesso, l’antidemocratico Trattato di Lisbona che certifica la cessione di sovranità monetaria, non presenta la forma minima di democrazia rappresentativa dove i popoli eleggono direttamente il legislatore e santifica il libero mercato obbligando gli Stati a vendere i Titoli alle SpA. L’Unione europea contraddice i principi elementari della Costituzione italiana.
Torniamo alla teoria del costo di produzione. Per secoli, l’economia ha avuto un lenta crescita perché tutti gli uomini, comprese le istituzioni inventate dall’uomo hanno ritenuto che il lavoro umano costituisse una fonte di ricchezza e che le risorse della Terra fossero altrettanto una fonte importante. La società odierna ha demolito questa convenzione arbitraria poiché le macchine hanno sostituito l’uomo nelle catene produttive e l’informatica governa le borse telematiche che controllano i mercati finanziari, che a loro volta ricattano gli Stati (agenzie di rating) e quindi impoveriscono i popoli.
Oggi, il lavoro umano vale meno di zero perché una scommessa vinta tramite uno strumento derivato consente di comprare un’isola intera. Si stima che il valore delle scommesse è circa 12,5 volte il PIL globale, cioè il valore inventato dal nulla di 12 pianeti che misurano la ricchezza col sistema odierno: PIL, espansione monetarie e petrolio.
Breve accenno al sistema del prestito. L’aspetto più immorale degli usurai non è solo l’uso della matematica finanziaria per truffare gli Enti pubblici, invenzione degli anni ’90 strumenti derivati, ma è il sistema del prestito in quanto tale ad essere immorale. Le banche non producono ricchezza, anzi non producono proprie niente, e questo concetto era ben saldo nella testa dei popoli, una testimonianza viene anche dalla storia delle fiere d’Italia, i cittadini si rifiutavano di usare banconote per gli scambi perché non si fidavano di quella carta, i contabili delle fiere avevano un doppio registro, uno per gli scambi con le monete e uno per gli scambi col baratto. Secondo le norme attuali le banche prestano soldi grazie al nostro lavoro, cioè grazie ai nostri depositi (riserva frazionaria; ad esempio si deposita 100 e si presta 88 “dal nulla” più gli interessi da dare all’usuraio, i contabili registrano un aumento della ricchezza bancaria: 100 + 88 + interesse), bhé fin qui, quale novità, vero? Quando un usuraio vi chiede di firmare sul contratto di mutuo in una nota compare l’ipoteca sulla casa, vero? Ma per quale motivo, la banca, una SpA privata, quando vi presta dei soldi nel contratto di mutuo non mette una nota dove c’è un’ipoteca della banca? Cosa significa? Perché in un contratto fra privati non c’è l’equo scambio? Perché se la banca privata che trae profitto col mio lavoro mi chiede degli interessi (usura) e rischio la mia casa mentre la controparte non rischia nulla? Un contratto fra privati che non prevede l’equo scambio è un contratto da invalidare poiché una delle parti sta truffando l’altra.
La soluzione è banale, è giuridica. Lo Stato stampa moneta e così non esiste debito pubblico e non esiste usura. Per tutti i diritti umani lo Stato deve usare una moneta sovrana, come stabilisce la Costituzione italiana, vi ricordate la 500 lire di carta? C’era scritto Repubblica italiana e non Banca d’Italia, quel pezzo di carta non costituiva debito pubblico.
Il Governo dell’Ecuador non pagherà il debito pubblico poiché dichiarato illegittimo e il popolo islandese, modello di consapevolezza e di vera democrazia sta scrivendo la Costituzione, processando il Governo corrotto ed ha messo in fuga gli usurai banchieri, tutto con estrema lucidità, fermezza e senza scatenare una rivolta civile armata. Nei decenni passati altri leader hanno insegnato che la radice del male è nelle mani degli usurai oggi chiamati impropriamente: banchieri, basti ricordare JK Kennedy, Thomas Sankara e Aldo Moro. Il tema è abbastanza noto, molto approfondito all’estero, ma non troppo da creare una rivoluzione culturale anche in Italia. Ora ci staremo chiedendo per l’ennesima volta, esiste un sistema migliore? SI! Perché non viene praticato? Perché l’attuale sistema paga tutti i leader mondiali e i leader politici tramite il sistema dei paradisi fiscali, ecco perché esiste, non serve solo all’industria delle SpA per occultare ricchezze rubate, ma anche per pagare i leader politici che partecipano agli incontri élitari. Il sistema è noto anche ai piccoli leader locali (Sindaci e amministratori) che ambiscono ad entrare nei club e procurare i soldi necessari a sostegno della propria “corrente politica”.

«la moneta è un bene immateriale di valore convenzionale e, allo stato attuale dei regimi monetari, gravata di debito. La moneta ha valore perché misura il valore dei beni. Poiché ogni unità di misura è convenzionalmente stabilita, la fonte dello strumento monetario è la convenzione.»

(Giacinto Auriti)

«Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi

(Capo dei Pellirossa Caprilo Zoppo, 1854, al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce)

«L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto»

(Maurice Allais, premio nobel per l’economia)

«il denaro non esce dal loro patrimonio esistente. La banca lo sta semplicemente inventando non mettendoci niente di proprio, eccetto che una solvibilità teorica, “sulla carta”»

(dal film documentario “Zeitgeist addendum”)

«Un giorno si dovrà fare il bilancio di quanto è costato alla comunità mondiale questo capitalismo finanziario che ha generato questa plutocrazia irresponsabile.»

(Giorgio Ruffolo)

«L’attuale forma di produzione della “ricchezza”  sta conducendo la Terra verso la distruzione e questo pensiero sta avendo considerazioni anche fra chi ha strategie economico-politiche del sistema capitalistico»

(Emanuele Severino)

«il Parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove»

(Norberto Bobbio)

«Senza regole morali siamo tutti potenziali mercenari del miglior offerente, ovvero servi obbedienti e compiacenti della cupola di banchieri che controlla sia l’informazione (in primis quella scientifica) che la ricchezza globale»

(Marco Pizzuti)

«Il più potente mezzo di dominio del Nord sul Sud è oggi il servizio del debito»

(Jean Ziegler)

No, no la IBBC è una banca, il loro obiettivo , non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il conflitto produce. Vedete il grande valore del conflitto, il vero valore sta nel debito che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto.

(dal film “The International” di Tom Tykwer, 2009)

Educazione civica

L’ultima puntata di Report consumatori difettosi”, di Michele Buono e Piero Riccardi, è stata straordinaria per analisi e proposte alternative all’obsoleto ed immorale pensiero dominante. La puntata dovrebbe far riflettere tutti circa la crisi perché essa non è temporanea ma strutturale cioè è solo l’effetto di un sistema di misura errato, perché la ricchezza non è la moneta creata dal nulla e prestata a debito, e non è misurabile col PIL. Queste perplessità erano già note, ed i cittadini dovrebbero chiedersi perché i dipendenti eletti non facciano nulla per introdurre criteri etici ed indicatori diversi – già noti – per tentare di misurare veramente la qualità della vita e sostenere la vera crescita creativa degli esseri umani.

Le scuole e l’università non perdano tempo, quella puntata è un ottimo strumento di studio per approfondire gli innumerevoli concetti espressi: moneta, debito, ricchezza, qualità della vita, crescita, decrescita felice, transition town, etica, democrazia, orti sinergici, autoproduzioni, consumi e stili di vita.

In “Qualcosa” che non va ci sono tutti gli argomenti trattati in “consumatori difettosi”, vi sono esempi e proposte progettuali per una società responsabile e consapevole.

Il signoraggio al cubo. Se abbiamo compreso il potere che risiede nel controllare la moneta, cioè controllare il valore delle “cose”, perché i cittadini non si indignano sul valore che le banche attribuisco a loro stesse attraverso gli strumenti finanziari? (il club dei derivati) Perché i cittadini si lasciano ammazzare e sfruttare col loro lavoro mentre i banchieri (BIS, FMI e BM) scommettono sulla morte e sulle vite di cittadini e stati? Ci rendiamo conto che formule matematiche valgono più della creatività umana? Il mondo virtuale vale più della capacità umana? Cos’è il valore?