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Posts Tagged ‘corruzione’

Una nuova e immensa onda mediatica e manipolatrice invade i pensieri degli italiani e poiché il mantra dei media difficilmente si divulga per migliorare la società, possiamo stare tranquilli che tutto cambierà per non cambiare nulla. Mi riferisco agli impulsi emotivi generati dalla ridondanza degli scandali nella pubblica amministrazione. Non facciamolo sapere in giro ma la corruzione è un fenomeno che riguarda gli individui e non le istituzioni, questa piccola osservazione di carattere culturale ovviamente esprime un linguaggio e una comunicazione di senso molto diversa dal linguaggio dei partiti politici che raccolgono consenso non per merito proprio ma per demerito altrui. I media stessi aumentano i propri introiti pubblicitari e il proprio reddito solo attraverso l’ampliamento e l’enfasi di racconti scandalosi, che parlano alla pancia dei consumatori.

Non fatelo sapere in giro, ma tutta la pubblica amministrazione è stata riformata negli anni ’90 ed il processo di privatizzazione si è completato nei primi anni del nuovo millennio. Non fatelo sapere in giro ma se oggi sembra che ci sia più corruzione è solo una percezione e la rappresentazione di un sistema relazionale presente in tutte le istituzioni pubbliche e private. La corruzione era presente già nel Regno d’Italia, si amplifica col regime fascista e si consolida nel secondo dopo guerra. Fu il regime di Mussolini che coniò il motto: “il fascismo si serve non serve” e fu così che le imprese come Fiat, Ansaldo e molte altre poterono ampliare i propri dividendi occupando direttamente i Ministeri, e dopo la fine della guerra la preoccupazione dei politici era quella di evitare che i nuovi occupanti, le imprese americane, decidessero direttamente del destino degli italiani. I fatti storici raccontano come i gerarchi fascisti agivano nei propri interessi personali, fra i più corrotti ci sono Roberto Farinacci, Giuseppe Volpi, Costanzo Ciano, Leandro Arpinati, Edmondo Rossoni, Edmondo Balbo, Ulisse Igliori, Emilio De Bono. Il regime fascista mostrava come il famoso conflitto di interessi toccava direttamente i vertici delle istituzioni politiche, visto che politici e imprenditori coincidevano, abusando dei propri ruoli per usare i soldi pubblici a fini privati. Lo stesso Mussolini sapeva usare bene il denaro pubblico per mantenere il potere.

La corruzione è stata sfruttata come strumento per chiudere i partiti. In buona sostanza i fascisti rubavano direttamente agli italiani mentre fino all’esistenza dei partiti, i politici rubavano agli italiani per ridistribuire secondo gli interessi dei partiti, oggi rubano per interesse personale e per conto delle multinazionali. Possiamo riassumere secondo tali slogan: “la monarchia e il fascismo si servivano e non servivano al popolo“, “i partiti servivano ai gruppi“, “i politici di oggi sono asserviti alle multinazionali“. Se questa può apparire una semplificazione troppo veloce, in effetti lo è, poiché dal secondo dopo guerra, nonostante tutto, ci sono anche buoni esempi di amministrazione ma l’attenzione vuole essere indirizzata su noi stessi, complici di buone e cattive azioni poiché la nostra apatia ha favorito la trasformazione dei fenomeni corruttivi. L’onda mediatica serve a conservare questa apatia per impedire un risveglio delle coscienze, ed i demagoghi e populisti sono funzionali a processi di trasformazione della società verso i regimi autoritari. Fateci caso, i mass media danno ampia pubblicità proprio ai demagoghi.

Non fatelo sapere in giro, ergo la corruzione è un fenomeno che riguarda gli individui, e tali individui quando ricoprono ruoli istituzionali si comportano di conseguenza, dai sistemi medioevali e feudali, passando per la monarchia ed i sistemi rappresentativi. E’ certo che i sistemi gerarchici: feudi, monarchie e regimi siano sistemi viziosi in quanto tali, poiché le decisioni sono auto referenziali, poiché prive di quel carattere democratico tipico dei sistemi parlamentari ove c’è confronto e dialogo, a meno che non siano governate da uomini illuminati e altruisti, condizioni più uniche che rare. Fateci caso, il nostro Parlamento non decide più niente, si limita a ratificare le proposte del Governo.

Non fatelo sapere in giro, ma le democrazie rappresentative stanno per essere cancellate ed il comportamento di numerose istituzioni, apparentemente democratiche rappresentative, mostrano già il passaggio al neofeudalesimo poiché le decisioni sono prese dagli organi esecutivi (mai elettivi) e le stesse istituzioni portano avanti gli interessi delle multinazionali (“i politici di oggi sono asserviti alle multinazionali“). E’ il tipico caso dei Comuni, ormai organizzazioni feudali ove i cittadini delegano a una sola persona il ruolo di gestire i servizi locali. E’ nei Comuni che si presentano le prime occasioni di clientele. In tutti i livelli istituzionali Comuni, Provincie e Regioni, gli eletti non fanno politica ma si limitano ad approvare scelte preparate da dirigenti e funzionari, e le aziende fornendo le linee guida proprio ai dipendenti pubblici possono facilmente guidare la politica, senza alcun disturbo. Il paradosso è che i dirigenti e i funzionari pubblici ricevono premi monetari proprio sul raggiungimento dei risultati, come in un’azienda privata, e spesso gli obiettivi sono gli interessi delle aziende. Questo processo fu preconizzato e scritto in un testo molto eloquente: Strategia del colpo di Stato; Manuale pratico. Non fatelo sapere in giro ma la corruzione è legale!!!

Non fatelo sapere in giro, ma da quando i processi amministrativi sono stati privatizzati gli organi esecutivi locali deliberano secondo criteri privatistici e di massimizzazione dei profitti, ergo la corruzione è stata legalizzata poiché il finanziamento alle attività politiche provengono da imprese private, spesso imprese che gestiscono i servizi pubblici locali in regime di monopolio di fatto, ergo la corruzione è legale, ma non fatelo sapere in giro.

Tutti coloro i quali parlano di scandali e tutti i coloro i quali raccolgono consensi dall’indignazione dei cittadini, non solo non hanno interesse nel proporre cambiamenti circa la pubblica amministrazione (nei loro programmi non esiste alcun punto su questo argomento), ma fremono nel sostituire i politici corrotti per accedere a uno stipendio fisso, nella migliore delle ipotesi, mentre nella peggiore saranno i servi degli interessi privati di aziende che si occupano di fare impresa come previsto dal proprio programma elettorale. In tal senso non esiste un politico che sia in grado di fare l’interesse generale poiché la formazione e la selezione del politico, come accade negli USA, è frutto di un processo selettivo mediatico guidato direttamente e indirettamente dagli interessi particolari delle aziende. Ergo, non fatelo sapere in giro la corruzione è già stata legalizzata. Non fatelo sapere in giro ma nessun partito si preoccupa e si occupa di applicare processi selettivi interni attraverso il merito e la cultura, la ragione è banale: a nessuna azienda interessa interloquire con persone libere, e soprattutto con persone capaci di interpretare e applicare valori etici universali poiché questo aspetto non rientra nella logica del fare profitto. Non fatelo sapere in giro!!!

Se gli italiani intendono ridurre la corruzione, soprattutto se il primo partito quello del non voto, intende scendere in campo deve creare un soggetto nuovo: un movimento politico culturale che applica il merito e si liberi dell’invidia sociale e dell’avidità, un soggetto che conosca, valorizzi e sperimenti la democrazia interna, un soggetto che formi leaders e che usa la cultura per creare progetti socialmente utili e soprattutto studiare la bioeconomia. In questo modo gli italiani potranno avviare un cambiamento radicale, scevri dalle derive neofeudali e autoritarie che stanno appestando tutti i partiti politici, sempre più simili ai regimi d’inizio secolo Novecento, basti ascoltare il linguaggio, osservare i comportamenti e soprattutto il vuoto culturale che rappresentano. Non fatelo sapere in giro!!!

Mussolini: soldi, sesso, segreti. La grande storia.

La Grande Storia, programma RAI

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Ritengo che il chiasso dei media circa le argomentazione politiche degli ultimi giorni sia in linea col desiderio di riempire la nostra testa di sciocchezze, amenità al fine di evitare che una maggioranza degli ascoltatori possa capire cosa stia accadendo in Italia. Le ultime vicende testimoniano come al solito che l’élite sa agire adeguatamente e muove i suoi cavalli per riprendersi un minimo di consenso e continuare il proprio disegno politico.

Tanto per esser chiari, l’élite non ha bisogno di comprare un politico per avere una legge a proprio vantaggio. Ogni organizzazione politica, imitando le gerarchie militari, alleva i propri servi attraverso la selezione del più addomesticato e più ubbidiente (yes man), poiché sarà ricompensato dallo stipendio della poltrona e/o attraverso l’assunzione del marito/moglie, del figlio/a, del nipote, amico o conoscente. In Italia senza alcuna selezione democratica e di merito politico (il famigerato porcellum) è ancora più facile garantirsi un servo ed avere un tornaconto personale, non c’è alcun bisogno di usare una mazzetta, poiché i più addomesticati si fanno avanti da soli e mostrano al capo del partito quanto siano servili (galoppini). Dopo la distruzione del sistema partitico, le multinazionali, da circa vent’anni in Italia, stanno sviluppando questo modello gerarchico che è molto peggiore di quello dei partiti tradizionali poi degenerati in gruppi di potere. Così come nel modello anglosassone anche in Italia la corruzione è stata legalizzata tramite la gestione delle multiutilities SpA usate per produrre clientele e voto di scambio. Dal dopo guerra in poi manager, politici e banchieri si scambiano le poltrone fra SpA e istituzioni politiche al fine di perseguire gli interessi del proprio gruppo di riferimento. «La corruzione è più sottile e meno identificabile, i politici vengono ricompensati per il fatto di ricoprire determinate posizioni, il che li spinge a ricoprirle con più determinazione, finché non si convincono di non essere stati comprati» (Paul Krugman, Fuori da questa crisi adesso, Garzanti, 2013, pag.104). Adesso la direzione del legislatore italiano è copiare gli USA per rendere più efficace il controllo delle multinazionali sul potere legislativo europeo e nazionale, anche se questo controllo è già efficace attraverso l’anti democratica struttura dell’UE e il servilismo del Governi europei, sempre pronti a soddisfare gli interessi del WTO. Negli USA chi finanzia i partiti? Secondo Suketu Metha: «Nessun altro paese spende tanto per finanziare gruppi di pressione o sostenere le campagne elettorali. Quelle presidenziali e politiche del 2012 costeranno 5,8 miliardi di dollari. La maggior parte di queste sovvenzioni è costituita da denaro contante che le grandi aziende mettono a disposizione di candidati che si impegnano a rappresentare i loro interessi. […] La corruzione negli Stati Uniti è tanto più pericolosa in quanto è legale. Qui, una grande impresa non ha bisogno di infrangere apertamente una legge. Basta pagare i politici affinché scrivano le leggi che desidera, come dimostrano quelle che regolano le banche, e che riguardano tutti noi.»[1]

Nel 1998 un signore di nome Sandy Weill, sconosciuto ai cittadini italiani, riuscì a far cambiare una legge americana per introdurre il Gramm-Leach-Bliley Act del 1999 sostenuto prima da un senatore repubblicano, Gramm, che ricevette sostanziosi aiuti dal settore finanziario. La legge ebbe sostegni politici anche dal democratico Rubin, già co-chairman di Goldman Sachs. La norma consentì la nascita di Citigroup col fine di estendere le proprie attività finanziarie che precedentemente costituivano illeciti. Questa storia insegna come sia stato facile far nascere le regole che hanno fatto crescere l’industria finanziaria, quell’industria che ha distrutto migliaia di posti di lavoro per l’avidità di pochi individui. La deregolamentazione ha consentito la diffusione di strumenti come le auction rate securities che svolgono la stessa funzione del credito ordinario senza essere assoggettate alle regole tradizionali, sono gli strumenti usati anche dalla Lehman Brothers. La recessione che stiamo vivendo nasce, cresce e si sviluppa per l’effetto di questa deregolamentazione finanziaria che ha consentito di truffare risparmiatori e investitori per accentrare ricchezze nelle mani di pochi. Nel 2007 il “sistema bancario ombra”[2] diventa molto più grande e pesante del sistema tradizionale, e condiziona le scelte politiche globali e nazionali.

L’aspetto più drammatico dei nostri soggetti politici “rappresentativi” è che nessuno si sta occupando di come introdurre l’etica nel proprio ambito di appartenenza, e nessuno pensa di favorire i capaci ed i meritevoli (come prevede la Costituzione) verso ruoli istituzionali e dirigenziali. Sembra che tutti quanti preferiscono i più obbedienti poiché la fedeltà conviene più del merito se devi ingannare, delinquere. Riconoscere valore e meriti altrui fa perdere visibilità ai galoppini che preferiscono l’autoreferenzialità per “posizionarsi” agli occhi dell’élite attraverso la pratica dello yes man (il servilismo volontario).

Partendo da questa analisi piuttosto semplice gli italiani possono ribaltare questa penosa e dolorosa consuetudine attraverso comportamenti virtuosi e di altruismo, con pratiche democratiche proprio per favorire i capaci e i meritevoli. Nella sostanza non abbiamo bisogno di galoppini e finti rivoluzionari come accadde nel periodo delle dittature, ma abbiamo bisogno di persone oneste e con competenze specifiche forti, noi stessi dobbiamo cambiare il nostro modo di approcciare alla vita politica partendo dagli strumenti che abbiamo a disposizione, ma non utilizziamo per nostra ignoranza. Dobbiamo sforzarci di studiare la politica e la pubblica amministrazione, e proporre una visione diversa dalla res pubblica con nuovi paradigmi, ma per fare questo ci vogliono virtù e persone adeguate dotate di abilità e capacità specifiche. Se leggiamo l’ultimo rapporto dell’Istat, NoiItalia2013, possiamo prendere atto di quali siano i problemi generali e pensare come aggiustare l’Italia con nuovi paradigmi e perseguire una politica industriale adeguata.


[1] Suketu Metha, E li chiamano contributi, in L’Espresso N.44 1 novembre 2012, pag. 52

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La più grave crisi di coscienze che la città di Salerno abbia mai vissuto grazie al nichilismo imperante. Il mainstream locale elogia e acclama il potere locale come i servi più fedeli fanno coi padroni sicuri della loro ricompensa e del tozzo di pane. Il sistema feudale si reggeva su rapporti personali frutto di scambi mercantili e interessi di potere, ma per l’assenza di tecnologie i padroni avevano cura della salute dei contadini altrimenti non potevano sopravvivere. Dopo la riforma amministrativa (anni ’90) che introdusse l’uso del diritto privato in ambito pubblico (avvio processo di privatizzazione dei servizi pubblici) e l’accentramento di poteri nelle mani dei Sindaci, il voto di scambio è divenuto “prassi legale” per gestire il consenso (assunzioni clientelari nelle SpA monopoliste locali), come accadeva nel X secolo tramite la violenza. L’immoralità salernitana è peggiore del medioevo, infatti il disprezzo per la vita umana è talmente elevato che oggi si muore a norma di legge e la maggioranza dei sudditi continua a servire un padrone incoscienze e irresponsabile.

I Sindaci italiani sono l’organo responsabile dell’amministrazione e hanno il potere per tutelare l’incolumità dei cittadini ma fanno poco o nulla per la salute umana e nulla per la prevenzione primaria. Oltre i Sindaci anche le strutture sanitarie e soprattutto i medici consigliano ancora poca prevenzione primaria e i cittadini continuano a morire a norma di legge. Nell’ambito medico vi è un dibattito aperto e dopo gli scandali legati alla corruzione morale della professione medica formata anche dalle case farmaceutiche, finalmente vi sono alcuni medici (ISDE) che stanno risvegliando le coscienze e puntano alla prevenzione grazie a uno stile di vita migliore e sulla corretta informazione scientifica.

Il cosiddetto partito dei Sindaci, assimilabile all’ANCI, potremmo anche definirlo come il partito degli utili idioti, perché? Le forze politiche che hanno “sistemato” questi utili idioti sono le stesse forze che fanno le leggi a servizio delle SpA, e queste leggi non tutelano la salute umana ma i soldi delle banche, le stesse che finanziano i “partiti” anche tramite i paradisi fiscali e il sistema delle fondazioni.
Gli utili idioti protestarono in due manifestazioni nazionali, la prima a Milano (8 aprile 2010) e dicevano: “il patto di stabilità ci ostacola” e la seconda a Firenze, sempre contro l’immoralità del patto di stabilità imposto dalla dittatura europea. Com’è possibile che non si fossero accorti prima che le regole contabili non finanziano i diritti? Eppure gli stessi utili idioti hanno firmato contratti con le banche per usare strumenti finanziari, scommesse che non vinceranno mai. Sempre gli stessi utili idioti uniti con gli idioti seduti in Parlamento incostituzionale che nessuno ha eletto.
Spendere parole per cercare alibi a sostegno di questi soggetti socialmente pericolosi è inutile perché hanno costruito nel tempo una vera prigione fingendo di non sapere, evitando di parlare pubblicamente dell’usurpazione dei diritti umani noti a chiunque abbia la capacità di leggere, e mi riferisco all’usurpazione della sovranità monetaria, pensata e preparata con cura per opprimere i popoli privandoli di uno strumento tanto semplice quanto necessario a scambiare merci e beni prodotti. Poi, ogni tanto, c’è qualcuno che si ricorda del problema e pone domande al Governo (interrogazione parlamentare).

In Italia esiste un buco giurisprudenzionale, voluto, nel diritto ambientale perché le pene non sono adeguatamente commisurate ai comportamenti criminali delle SpA e non esiste un’efficace class action appositamente evitata dal Parlamento per tutelare i capitali e negare i diritti umani.
Le attuali norme sul comparto aria non hanno alcun fondamento scientifico utile alla prevenzione della salute poiché l’immissione dell’inquinamento viene misurato col peso mentre la medicina dice chiaramente che le nanopolveri entrano nel corpo umano per mezzo delle loro dimensioni. Se volessimo misurare l’inquinamento atmosferico dovremmo contare le polveri non pesarle.

Nessuno partito di utili idioti ha fatto leggi per punire gli industriali delle automobili che sono una delle cause di morte (nonostante il principio di precauzione e il principio chi inquina paga), omicidi colposi e disastri ambientali evitabili perché da circa un secolo esistono i progetti per motori elettrici che hanno rendimenti energetici migliori e soprattutto non immettono polveri che uccidono. In questi due anni assistiamo ad alcune inversioni di marcia grazie alla Tesla motor ma le resistenze sono ancora forti in attesa di nuove dipendenze, dal petrolio a qualcos’altro.
La scienza è consapevole che una buona parte delle morti è evitabile con un cambio di paradigma culturale mentre il sistema (società, scuola e università) incentiva le persone ad esser nichiliste e competitive perché l’avarizia è il motore di una società immorale.

Uno strumento che il sistema di potere usa per manipolare l’opinione pubblica è il silenzio. Dunque, è semplice condizionare le persone, è sufficiente tenerle ignoranti sullo stato collettivo di salute e non fornire dati sufficienti per comprendere le condizioni di vita. Nell’ambito dei controlli della qualità di quanto respiriamo, infatti, il Cria, centro regionale per l’inquinamento atmosferico, ha installato tre centraline a Salerno una a Pastena, una in via Vernieri, una a Fratte presso la scuola Osvaldo Conti (Fonte: Il Mattino ediz. Salerno, 8 gennaio 2009). Questo è ciò che accade in Italia, in Campania e in special modo a Salerno dove non esistono sistemi efficienti per monitorare l’aria, l’acqua e i suoli e se non esistono strumenti permanenti allora è impossibile dimostrare il nesso di causa effetto fra l’inquinamento e la morte, nonostante tutti possono intuire che si muore se l’ambiente non è sicuro. L’assenza di dati è l’arma politica per deresponsabilizzare controllori e controllati e assolvere i dipendenti eletti da cause civili e penali.
Chiunque di noi può capire questi aspetti ma la maggioranza dei cittadini non interviene per cambiare le cose e tutelare il diritto alla vita.

A Salerno, il mare è inquinato, i corsi d’acqua sono inquinati, vi sono le fonderie Pisano condannate nel 2007 per inquinamento e tuttora sono oggetto di continue chiusure con i sigilli ma il Comune non chiede il risarcimento del danno ambientale mentre i cittadini tramite una class action dovrebbero chiedere il risarcimento del danno biologico. Vi sono “morti sospette” di cancro nell’area delle fonderie? Perché i residenti non muovono azioni legali dirette?

Il traffico cittadino è causa di enormi disagi e danni biologici e la Carta geomichica ambientale del prof. Benedetto De Vivo ha rilevato il superamento dei limiti soglia dei platinoidi (uscenti dalle marmitte catalitiche)  nei quartieri Pastena e Torrione, la stessa carta mostra il superamento dei limiti soglia nell’area delle fonderie Pisano, copia del testo fu inviato anche al Comune di Salerno e quindi conosce l’inquinamento dei suoli.

A Salerno manca una seria indagine tossicologica e manca la cultura della prevenzione primaria per queste ragioni è impossibile pensare a una qualità della vita proprio dove il valore della vita stessa non è preso in considerazione dalla politica e dai cittadini nichilisti.
Solo il risveglio delle coscienze può cambiare la qualità della vita e i cittadini dovrebbero usare l’arma più potente che hanno: cervello, cuore e consapevolezza.

La qualità della vita misura lo stato psicofisico delle persone, la conoscenza, i rapporti interpersonali e la partecipazione alla vita della società, questi sono solo alcuni dei nuovi indicatori che CNEL e ISTAT inizieranno a valutare, ma questi aspetti sono stati sempre indice di qualità, adesso anche lo Stato li studierà.

La partecipazione alla vita politica, indicatore di qualità, è facilmente rilevabile leggendo gli Statuti degli Enti locali. In Italia la vera democrazia è osteggiata e scoraggiata, infatti non esistono adeguati strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Statuti e il potere nega la trasparenza degli atti pubblici e non condivide adeguatamente i bilanci dei comuni e delle relative SpA locali monopoliste affinché i cittadini non capiscano quanti milioni produce l’usurpazione dei beni pubblici.

La scienza e il buon governo hanno sempre indicato l’approccio olistico quale atteggiamento positivo per creare il vero sviluppo umano, ora i cittadini hanno l’opportunità di cambiare schema mentale e avviare un percorso di crescita reale. Nei Paesi dove c’è questa consapevolezza i cittadini, grazie alla maggiore democrazia, al governo del popolo, hanno potuto condividere le opinioni e sviluppare metodi, conoscenze e pratiche di buona amministrazione. Infatti vi è maggiore prevenzione e tutela del territorio, la vera ricchezza.

Una prova di quanto affermo esiste persino a Salerno: la raccolta differenziata è svolta dai cittadini non dall’immoralità degli amministratori locali. Vincenzo De Luca, che governerà la città più della dittatura di Mussolini, tramite la rete locale televisiva che lo sostiene da 16 anni millantava che sarebbe stato impossibile raggiungere alte percentuali di raccolta in breve termine e che l’inceneritore sarebbe stato la fabbrica più sicura e controllata d’Italia. Quando ha saputo che le banche non avrebbero sostenuto il prestito senza la garanzia di bruciare rifiuti utili a calcolare l’immorale sovvenzione dei Cip6 ha dichiarato che avrebbe cambiato idea. De Luca quale commissario ai rifiuti corse anche il rischio di perdere il mandato se non avesse iniziato un’efficace raccolta. Le priorità sulla gestione dei rifiuti, i principi e i modi più ecologici per trattarli sono noti e la legge risale al 1997. E’ documentato che Comitati cittadini molto più informati dell’Amministrazione sulla corretta gestione avevano chiesto la strategia “Rifiuti Zero”. De Luca ha colpevolmente ritardato la messa in opera della raccolta differenziata “porta a porta” e in ritardo ha realizzato un impianto di compostaggio causando l’aumento della TIA e oggi i salernitani pagano la tassa rifiuti più alta d’Italia. Per la corretta gestione dei rifiuti manca ancora un impianto di riciclo e manca la “squadra di ricerca” del poco “residuato” non riciclabile che sarà reso illegale dalle norme di prevenzione dei rifiuti.
Ci rendiamo conto che quando conviene al potere bisogna fare leva sul razzismo contro i meridionali e additarli di esser incapaci persino di differenziare i rifiuti per poi scoprire il contrario quando i risultati sono maggiori rispetto al Nord.
L’esempio di Salerno è la prova certa che i cittadini sono più avanti dei loro dipendenti e che hanno la capacità di autogestirsi mentre gli amministratori sono un ostacolo concreto alla sviluppo di comunità civili e sostenibili.

La speranza di un cambiamento civile è oggi concreta poiché alla gara elettorale ha partecipato una “lista a 5 stelle” figlia della società civile che ha speso appena € 2500 e svolto azioni pratiche di educazione civica come la pulitura della città mentre gli altri la inquinavano con manifesti affissi ovunque ci fosse spazio per farlo, nell’illegalità totale. Il voto ha detto che esistono almeno 1676 cittadini e non sudditi. Alla gara hanno partecipato ben 19 liste di cui 17 hanno indicato Vincenzo De Luca con tutta la potenza economica e mediatica locale, nel Consiglio comunale non vi sarà alcuna opposizione perché De Luca è sostenuto sia dalla “destra” che dalla “sinistra”, alle precedenti elezioni del 2006, al ballottaggio, ci fu la più grande truffa elettorale perché i componenti della lista di “Centro sinistra”, avversaria di “Progressisti per Salerno” (De Luca), dopo la sconfitta furono nominati nella “Giunta De Luca” con l’evidente tradimento del mandato elettorale. Questo è il livello immorale dell’ambiente politico salernitano ove di solito buona parte dei candidati risponde solo al prezzo del loro ego e, sembra che la maggioranza di essi vada in giro con un cartellino e sia sufficiente pagare quel prezzo per comprare il loro consenso.

Nonostante tutto sembra che ci siano 1676 persone stanche del nichilismo e che siano pronte a produrre un cambio di paradigma culturale dove finalmente l’etica entra nella politica. Salerno cambia se noi cambiamo.

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“Estratto” da “Qualcosa” che non va, giugno 2010 pag. 84.

Una delle pagine più tristi della società contemporanea è il nichilismo imperante. Le nuove generazioni, come le vecchie credono nel nulla. Le nuove famiglie si fondano sulla moneta e non sull’amore. […] Sono i genitori, ipnotizzati a loro volta dalla società, che ordinano ai figli quali titoli conseguire secondo presunte logiche di profitto. Ci troviamo di fronte ad un regresso diffuso poiché abbiamo confuso il reale sviluppo con l’avarizia. I cittadini stanno subendo, da circa 15 anni, una lenta, persuasiva e martellante violenza psicologica che rappresenta la prostituzione come un normale strumento di scambio per raggiungere incarichi di prestigio in tutti i livelli della società, dalle libere professioni fino alle massime cariche istituzionali. Non è raro incontrare ed ascoltare bambine e giovani donne convinte che sia giusto soddisfare i bisogni biologici di un uomo per avere in cambio dei favori, siano questi, voti positivi a scuola, all’università o ruoli di responsabilità al lavoro. Siamo passati dal sesso di scambio alla materializzazione dello stesso, come contorno per gli uomini di potere e, per questa ragione la bellezza della donna si è trasformata da musa ispiratrice di poesie romantiche a immagine commerciale e di pura rappresentanza. Purtroppo, sono state proprio alcune donne ad accettare il ruolo di prostitute di compagnia riportando le conquiste sociali avute da altre al periodo medioevale. La responsabilità politica e penale di questa violenza psicologica va attribuita agli editori, proprietari dei media ed ai partiti privi di meritocrazia interna. Come dimenticare anni di TV spazzatura con bambine danzanti nel primo pomeriggio? Ancora oggi, la persuasione per le masse continua a mostrare una bellezza plastificata (artificiale) come valore e non l’uso del cervello. E’ evidente a tutte le persone ragionevoli la distinzione fra uso personale del proprio corpo e violazione del principio di uguaglianza.

Apprendiamo come avvengono alcune branche della dominazione (psicologica), la televisione esercita un effetto tranquillante sulle tensioni sociali, e la sua diffusione è effettivamente un mezzo di controllo sociale non solo nei paesi sviluppati, ma anche in quelli arretrati. Nel mondo in cui viviamo l’uso di queste tecniche è pervasivo, pressoché continuo nel tempo e onnipresente nello spazio, multimediale, massmediatico, veicolato dai prodotti per l’intrattenimento, nonché ovviamente dalla scuola popolare; ma si fa inteso, concentrato, tangibile ed esplicito solo in casi specifici; e ancor più raramente si fa violento. Ciò vale soprattutto per la manipolazione mentale, la quale viene condotta perlopiù con mezzi soft, culturali e informativi, massmediatici, influenzanti la cognizione, la rappresentazione del mondo, delle propria identità, oltreché la sfera emotiva e motivazionale. L’efficacia si raggiunge con la pervasività e la protrazione o ripetizione dell’azione nel tempo, per anni e decenni, iniziando a lavorare la persona nell’infanzia, prima che questa abbia sviluppato capacità logico-critiche e autonomia di giudizio[1].

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico[2].


[1] MARCO DELLA LUNA e PAOLO CIONI, neuroschiavi, Macro edizioni, 2009 pag. 67
[2] MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81


(Corriere della Sera)Utilizzare il corpo per costruire o facilitare la propria carriera politica?«È assolutamente legittimo», è la replica del deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, ospite di Klauscondicio, a una domanda di Klaus Davi.

(La Repubblica)Stracquadanio: “Legittimo usare corpo se si vuole fare carriera in politica”

(Rainews24) Per Stracquadanio è lecito usare il corpo in politica

« Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla»
( Mork ad Atreiu nel film)

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di Andrew G. Marshall, tratto da Nexus New Times N. 82 ott-nov 2009, pagg. 11-18

Nexus new Times N.82

Il 16 marzo 2009 la Itar-Tass riportava che “la Russia esprime il parere che il summit del G20 in programma in aprile a Londra dovrebbe iniziare ad approntare un sistema di gestione del processo di globalizzazione e a considerare l’eventualità di creare una valuta di riserva internazionale, ovvero una ‘valuta di super riserva’… che verrà emessa da istituti finanziari internazionali”. La Russia ha affermato che ‘appare opportuno riconsiderare il ruolo dell’FMI nel contesto di tale processo, nonché stabile l’eventualità e la necessità di adottare misure che consentano agli SDR (Diritti di Prelievo Speciali, ndt) di diventare una valuta di super-riserva riconosciuta dalla comunità internazionale”.

Il 23 marzo il Financial Times riportava che la banca centrale cinese “ha proposto di sostituire il dollaro come valuta di riserva internazionale con un nuovo sistema globale controllato dal Fondo Monetario Internazionale”, con l’intento di far si che la valuta di riserva mondiale sia “scollegata dalle singole nazioni” nonché “capace di mantenersi stabile sul lungo periodo, eliminando in tal modo gli inerenti difetti determinati dall’impiego di valute nazionali basate sul credito”. Il principale economista cinese della HSBC ha dichiarato: “Vi è una chiara indicazione che la Cina, principale detentrice dei beni finanziari in dollari statunitensi, è preoccupata del potenziale rischio inflazionistico determinato dal fatto che la Federal Reserve stampi moneta”. […]

Parte finale dell’articolo:

[…] Nelle intenzioni il controllo di tale sistema, secondo un’impronta feudale, doveva essere affidato alle banche centrali del mondo che agivano di concerto, in base ad accordi segreti raggiunti in occasione di frequenti convegni ed incontri privati. Il vertice di tale sistema doveva essere la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, in Svizzera, una banca privata di proprietà e sotto il controllo delle banche centrali mondiali, a loro volta corporazioni private.

Ovviamente, le attuali “soluzioni” proposte per risolvere la crisi finanziaria globale avvantaggiano i soggetti che tale crisi hanno provocato, a scapito di coloro che sono destinati a subirne in massima parte gli effetti: diseredati, poveri e indebitati di tutto il mondo.

Suddette soluzioni proposte rappresentano le dimostrazioni e l’attuazione dei definitivi scopi generazionali dell’élite globale e, di conseguenza, rappresentano le condizioni meno favorevoli per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Di fondamentale importanza è che la popolazione mondiale agisca con incisività contro tali “soluzioni” e inauguri una nuova era dell’ordine mondiale, l’Ordine Mondiale del Popolo; la soluzione risiede nel governo e nelle economie a livello locale, affinché la popolazione rivesta un ruolo di maggior peso nel determinare il futuro e la struttura della propria economia politica e, quindi della propria società.

Grazie a questa alternativa di economie politiche locali, in congiunzione con inedite popolazione globale e democratizzazione internazionale delle comunicazioni tramite internet, in prospettiva disponiamo dei mezzi e della possibilità di plasmare la più diversificata estrinsecazione di culture e società che l’umanità abbia mai conosciuto.

La risposta risiede nell’interiorizzazione del destino e del potere umano di ciascun individuo, nonché un rifiuto dell’esteriorizzazione del destino e del potere umano verso un’autorità globale a cui hanno accesso esclusivo solo alcuni soggetti selezionati.

Interiorizzare il destino e il potere umano significa comprendere il dono della mente umana, la quale ha la facoltà di impegnare il pensiero oltre il mero dato materiale, come cibo e riparo, e di avventurarsi nel regno del concettuale.

Ogni individuo possiede – nel proprio intimo – la capacità di valutare criticamente sé stesso e la propria esistenza. Ora è giunto il momento di utilizzare tale facoltà con l’obiettivo di interiorizzare le nozioni di destino e di potere umani.

Per quale motivo ci troviamo qui? Dove ci stiamo dirigendo? Dove dovremmo dirigerci? In che modo arriveremo in tale luogo?

Le presunte risposte a tali quesiti ci vengono offerte da un ristretta élite globale, la quale paventa le ripercussioni di quanto accadrebbe se la popolazione mondiale iniziasse a trovare da sé una risposta ad essi.

Io non conosco le risposte, tuttavia so che esse risiedono nella mente e nello spirito degli esseri umani che hanno vinto e continueranno a vincere le più importanti sfide poste all’umanità e che senza dubbio trionferanno sul Nuovo Ordine Mondiale.

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato! Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

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Le corporation ci “aiutano” sempre!? Conflitti d’interesse, rifiuti, inquinamento, monopoli ed i disastri scolastici, con la “scomparsa” della chimica e della termodinamica dai libri di scuola.

«Da una condizione di relativa oscurità, nell’arco dell’ultimo secolo e mezzo la corporation è assurta al rango di istituzione economica dominante su scala mondiale. Le corporations al giorno d’oggi controllano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo, cosa indossiamo, dove lavoriamo e cosa facciamo.
Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura, dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e onnipotenti, auto celebrando si attraverso edifici imponenti e raffinati apparati simbolici. Le corporations esercitano un’influenza sempre più estesa sulle decisioni delle autorità preposte alla loro vigilanza e controllano settori della società un tempo saldamente in mano pubblica.
[…]

Ma è proprio il sistema italiano che favorisce tutto ciò e si contraddistingue rispetto ad altri visto che il potere decisionale, nelle università, è in mano a pochi vecchi “baroni” che hanno conquistato il loro ruolo, scelti anche dalla cooptazione, e scalano i livelli di categoria grazie all’invecchiamento senza l’obbligo di sforzi per produrre risultati verso la ricerca e verso la collettività. Non vi è possibilità di licenziare chi non produce risultati di qualità. La ricerca asservita alle corporation ed i suoi risultati hanno prodotto e producono ingenti danni culturali, di formazione e di preparazione, sia verso la classe dei futuri professionisti, che della classe dirigente di questo Paese. Essa anche se a volte in buona fede comunque non sa scegliere, proprio per l’ingente letteratura italiana prodotta a favore di poche aziende che fa pendere la bilancia a favore dei più potenti. Solo lo sviluppo della rete di internet ha consentito di ricercare una letteratura scientifica più libera ed indipendente, che proviene da altri Paesi, alla portata di tutti gli studenti, di tutti i ricercatori, e da pochi anni si riescono a produrre valutazioni migliori proprio perché attingendo direttamente nelle università di tutto il mondo si ha la possibilità di consultare un pluralismo di idee che in Italia è quasi scomparso. Ma nonostante questo, una buona valutazione è sempre difficile a causa del preponderante ruolo e dell’ingombrante peso dei “baroni” che indirizzano gli allievi verso i loro interessi personali ed escludono e puniscono chi prende strade diverse, infatti anche tramite l’esame di stato essi controllano e punisco chi non si allinea. Certamente non tutti i docenti universitari sono al soldo delle corporation ma questi da un lato sono la minoranza assoluta e dall’altro non ricoprono ruoli strategici ed importanti per l’economica del Paese, visto che questo sistema in Italia va avanti da sempre. Non c’è da meravigliarsi se in Italia a volte gli allievi sono più bravi dei professori, essi sono mentalmente ed economicamente indipendenti dai poteri forti. Purtroppo gli aspetti corporativi prevalgono e la maggioranza dei cittadini italiani sono volutamente disinformati dal “potere invisibile”, sono tenuti allo scuro, abbuffati di finte lotte e divisioni fra destra e sinistra, conditi di intrattenimenti televisivi volgari ed ammiccanti alla sensualità. Le corporation controllano media, politica ed università e chi è informato rappresenta un minoranza troppo debole per cambiare le cose, di conseguenza la maggioranza dei cittadini esprime sempre un consenso politico sbagliato poiché i partiti rappresentano i mezzi migliori delle corporation per proporre leggi e norme a loro favore, e per il loro massimo profitto possibile, tutto a scala globale, come in Italia così in Europa e negli USA. Se l’Italia intende cambiare in meglio bisogna iniziare “dal basso”, ed i cittadini devono svegliarsi, dipende solo da loro. Tutti i settori sono intaccati dal malcostume, scuola e ricerca sono i primi da salvare. E’ tempo di democrazia diretta nei Comuni.

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italia-sotto-rifiutiEcco un esempio banale di controllo del consenso politico attraverso i media. Obiettivo: demolire la democrazia – è stato già fatto tanti anni fa – e controllare le menti dei cittadini/sudditi per costruire gli inceneritori. E’ sufficiente assoldare un manipolo di “compiacenti”, poi il martellante, quotidiano assillo dei media farà il resto per sostenere la causa degli amici, Asm Brescia ed Aem Milano, che sono alcune delle società gestrici di inceneritori. E per farlo prendono milioni di euro dallo Stato con “l’illecito” meccanismo dei Cip6. Quando scadrà il contratto, ovviamente, chiuderanno gli impianti poiché senza incentivi non portano alcun profitto economico.

Vespa

In questo periodo di “emergenza” il Mattino sembra essere il primo tifoso degli inceneritori. I proprietari del giornale sono imparentati con Pier Ferdinando Casini. Il Cda del Mattino: Albino Majore, Gaetano Caltagirone, Azzurra Caltagirone, Francesco Caltagirone, Fabio Gera. Direttore responsabile Mario Orfeo.

girone-polveriIl Mattino, quotidiano più letto in Campania, per “l’emergenza” offre un impeccabile servizio per approfondire il tema dei rifiuti. Una squadra di tecnici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che rispondono alle domande dei lettori del giornale, lo spazio è di una pagina interna con al centro sempre un titolo particolare. In collaborazione con la città della scienza di Napoli, aumenta la potenza di fuoco politico-culturale.

Ecco gli ultras:

9 gennaio 2008 (edizione di Salerno). Lo studio (sull’inceneritore), affidato poi all’ingegnere Vincenzo Belgiorno e all’ingegnere Giorgio Donsì, ha valutato le migliori tecnologie disponibili relative all’ipotesi di realizzazione di un impianto termico finalizzato alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Provincia.

10 gennaio 2008, dall’edizione di Salerno, p.35. Giorgio Donsì e Vincenzo Belgiorno, Università degli Studi Salerno, entrambi hanno messo punto lo studio dell’impianto (d’incenerimento). Donsì: bruciare è l’unica strada.

12 gennaio 2008, il Mattino edizione di Salerno, p.33. L’arcivescovo di Salerno Gerardo Pierro: bravo Sindaco avanti così. Si riferisce a Vincenzo De Luca che da anni intende costruire un inceneritore a Salerno. Infatti, nell’articolo, dice Pierro: “[…]la creazione del termovalorizzatore da voi inseguita da tempo, cercherà di risolvere il problema dei rifiuti […]”

Il 14 gennaio 2008 (p.24 edizione di Salerno), a centro pagina c’è scritto: inceneritori più sicuri di tante fabbriche. Pietro Salatino, ordinario di Impianti Chimici, Università Federico II, un cittadino chiede “ […]ho sentito parlare di nanoparticelle emesse molto pericolose per la salute[…]”. Risponde Salatino: “I limiti alle emissioni da un temovalorizzatore sono disciplinati dal decreto 133/2005. Tale normativa ha imposto […] Si può sostenere che l’impatto ambientale di un termovalorizzatore di nuova generazione correttamente esercito sia estremamente contenuto e sicuramente inferiore a quello di operazioni civili ed industriali con le quali conviviamo quotidianamente”.

Dalla risposta si intuisce che Salatino non sappia nulla sulle nanoparticelle, poiché non ha risposto alla domanda del lettore.

Martedì 15 gennaio 2008 (p.35 edizione di Salerno). Un cittadino chiede: vorrei sapere che rischi comporterebbe vivere quotidianamente nei pressi di un inceneritore a norma, cioè di ultima generazione. Risponde Eduardo Marinaro, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Preventive: E’ fondamentale creare un cdr di qualità. Queste valutazioni sono espresse all’unanimità da tutti i tecnici […] Insomma chi dovesse passare accanto ad un termovalizzatore dotato di tutti i requisiti prestabiliti dalla legge, assorbirebbe meno inquinanti di un malcapitato pedone che fa una passeggiata al centro.

16 gennaio 2008. Domanda del lettore: “L’inceneritore che si pensa di costruire a Salerno tratterà 450.000/500.000 tonnellate di rifiuti annui: è vero che sarà meno inquinante delle emissioni dei fornelli delle cucine a gas (professor Donsì, Il Mattino 10/1/08) ed inquinante come il passaggio di venti auto al giorno (sindaco De Luca, Il Mattino 30/12/07)?” Risponde Giorgio Donsì: “Quando si parla dell’impatto ambientale di un impianto termico di grandi dimensioni, ci si riferisce all’incremento della concentrazione al suolo di determinati inquinanti. Ciò non significa quindi che l’impianto produce in totale l’inquinamento di una cucina a gas, ma che l’effetto locale al suolo sul territorio interessato è lo stesso. Da questo punto di vista si può affermare che un termovalorizzatore dotato di un dispositivo di postcombustione e di un impianto di trattamento dei fumi è in grado di produrre una variazione minima dei parametri ambientali. In particolare, è vero che il contributo di un termovalorizzatore in termini di immissioni di ossidi di azoto e di gas acidi è inferiore, in un ambiente domestico, a quello prodotto da una cucina a gas, così come è vero che il fondo di inquinamento atmosferico prodotto dal traffico automobilistico in una strada urbana verrebbe innalzato in modo molto modesto dal contributo di un moderno impianto di combustione dei rifiuti. Da precisare che un termovalorizzatore ecocompatibile non deve essere visto come elemento unico ed onnivoro che ingerisce immondizia tal quale, ma come il punto finale di un ciclo che parte dalla selezione dei rifiuti ed utilizza tecniche di stabilizzazione diverse per le diverse frazioni. Altro punto decisivo è l’esercizio dell’impianto in condizioni controllate e trasparenti, attraverso forme di controllo che andranno sviluppate unitamente al piano di gestione dei rifiuti. Giorgio Donsì Ordinario di Impianti Chimici, Università Salerno

18 gennaio 2008. Domanda della lettrice, Carla Poma: nella fiducia di poter interpretare dubbi e perplessità […] chiedo che uno dei docenti […] potrà essere considerato un termovalorizzatore e non un semplice termodistruttore o inceneritore. Risponde Edoardo Cosenza, Preside di Facoltà di ingegneria: Il termine “termovalorizzatore” rispecchia, rispetto ai termini “termodistruttore” o “inceneneritore”, un modo diverso di intendere lo smaltimento dei rifiuti per combustione. […] Più di recente si è cominciato a guardare al rifiuto come risorsa, sia attraverso la possibilità di praticare il riciclo di materie prime che attraverso la possibilità di produrre energia attraverso il recupero energetico associato alla combustione. Di qui il termine “termovalorizzatore”. […] Tornando alla domanda specifica: l’impianto di Acerra sarà un termovalorizzatore […] naturalmente anche il termovalorizzatore produce ceneri che devono essere conferite, previo opportuno trattamento, a discarica.

19 gennaio Corriere del Mezzogiorno, inserto del Corriere della Sera.

“tre giorni di traffico inquinano più dell’impianto in un anno”. Vincenzo Belgiorno: “brucerà immondizia a 1.200 gradi senza produrre diossina”

19 gennaio La Città, di Salerno (del gruppo editoriale L’Epresso-La Repubblica)

Un’associazione temporanea di imprese, tra la società A2A – nata dalla fusione tra l’Asm Brescia e l’Aem Milano – e Salerno Energia spa, per l’affidamento in concessione della gara per la costruzione del “termovalorizzatore” per i rifiuti in località Piana di Sardone. […] Salerno Energia spa – di proprietà al 100% del Comune di Salerno – concorrerebbe con il 49% delle azioni mentre A2A avrebbe il 51%.

da Ecceterra, Fondazione Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Repubblica. La Fondazione Veronesi, fondata dal professor Umberto Veronesi, vive grazie al contributo di importantissime aziende sia nazionali che multinazionali impegnate nei più svariati settori. Dal petrolio, alla costruzione di inceneritori, alla distribuzione di acque minerali in bottiglia, alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia italiana.

PAUL CONNETT ha poi attaccato duramente le affermazioni del prof. Veronesi ( “Veronesi dovrebbe chiedere scusa agli italiani”) secondo le quali gli inceneritori non presenterebbero “rischi cancerogeni”. Tale affermazione, ha detto Connett E’ PRIVA DI FONDAMENTO SCIENTIFICO visto che gli inceneritori emettono sostanze come i metalli pesanti, le diossine e i furani e le nanopolveri ORMAI RICONOSCIUTE “SOSTANZE CANCEROGENE” DALLA COMUNITA’ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE. CONNETT ha rincarato: “ O IL PROFESSOR VERONESI E’ IN CONTATTO CON DIO O… CON COLORO CHE COSTRUISCONO GLI INCENERITORI!”.

“Risposta in differita” di Ernesto Burgio, medico e membro ISDE (Medici per l’Ambiente). Tratto dal Bollettino dell’Assise di Napoli, novembre 2007, p.11.

nanopathologyNessuna persona seria e responsabile può affermare che un impianto che brucia migliaia di tonnellate di rifiuti possa non produrre e immettere in atmosfera e nella catena alimentare grandi quantità di diossine, PCB, furani, metalli pesanti, nanoparticelle, che rappresentano i prodotti di reazioni di qualsiasi combustione incompleta. Anche perché sono totalmente destituite di fondamento le rappresentazioni “teoriche” dei processi di combustione dei rifiuti, secondo cui “grazie alle alte temperature raggiunte” si avrebbe la definitiva dissociazione molecolare e l’eliminazione dei principali inquinanti, visto che è assodato che, se anche nelle zone con temperature superiori a 1200° avviene la dissociazione molecolare di molti inquinanti tradizionali, è nelle zone più a valle, in cui le temperature raggiunte sono molto minori, che si formano – attraverso sequenze di aggregazione molecolare – alcune tra le sostanze più tossiche e pericolose mai prodotte dall’uomo: gli idrocarburi poli-aromatici (IPA), cioè contenenti più anelli benzenici, gli idrocarburi clorurati ad alto peso molecolare, gli idrocarburi bromurati, gli idrocarburi misto bromo/clorurati ecc., tutti cancerogeni e/o mutageni e/o perturbatori endocrini […]Gli ioni metallici vaporizzati nella zona di fiamma, inoltre, aderiscono al particolato ultrafine (che li “traghetterà” all’interno dei nuclei cellulari) mentre, per reazione di associazione con i radicali dell’ossigeno, si formano prodotti come la formaldeide, la cloroformaldeide, il fosgene: tutte sostanze estremamente tossiche e/o cancerogene. […]

Non so davvero quanto tempo ci vorrà per convincere taluni esperti: speriamo che non si verifichi quello che è successo con l’amianto o con il fumo da sigaretta. Speriamo che taluni tecnici la smettano di sostenere che dai moderni “termovalorizzatori” l’aria esce addirittura ripulita (li ho sentiti con le mie orecchie!), che le diossine vengono “definitivamente” scisse dalle alte temperature, che le “polveri sottili” (per inciso: sarebbe meglio parlare sempre di particolato (ultra)fine e non di “polveri sottili”, termine che evoca processi di semplice disintegrazione meccanica della materia… perché come abbiamo visto le nanoparticelle sono aggregati molecolari che si formano, grazie anche all’azione catalitica dei metalli, nelle zone post-fiamma e che si trasformano in micidiale veicolo per le molecole tossiche su-elencate) vengono inesorabilmente fermate da sistemi di abbattimento sempre più sofisticati e potenti. È sempre più evidente, invece, che il particolato ultrafine, di fatto selezionato dai filtri che intercettano solo il particolato più grossolano, è quello più pericoloso e responsabile di infarti, ictus cerebrali, neoplasie, malattie neurodegenerative. Insomma: tutta la letteratura scientifica più recente ha dimostrato che in tutti i tipi, vecchi e nuovi, di impianti di incenerimento, nelle zone post-fiamma, si formano molecole tra le più pericolose mai prodotte dall’uomo e particolato ultrafine, che veicola tali micidiali sostanze all’interno delle nostre cellule e del nostro Dna.

Notizie “dal fronte”: chiuso l’inceneritore di Terni, produceva veleni killer

dal forum “amici di Beppe Grillo”

Da ilsole24ore. L’ inceneritore municipale di Terni è stato posto sotto sequestro dalla magistratura che ha anche inviato informazioni di garanzia al sindaco della città, Paolo Raffaelli, ai componenti del consiglio di amministrazione dell’Asm, la società che lo gestisce, e ad alcuni tecnici, in tutto nove persone. Ne ha dato notizia un comunicato del Comune, nel quale è detto che le informazioni di garanzia emesse nell’ambito di un’inchiesta condotta da tempo dal sostituto procuratore Elisabetta Massini riguardano 13 reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore.

Da La Repubblica

da Peacelink. A Terni l’inceneritore produce diossina

I tifosi dell’Asm Brescia (Vincenzo De Luca, Donsì, Belgiorno e tutti gli altri) dovrebbero sapere che: a Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania. Ma il Registro tumori dell’Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell’Asl, di cui è anche finanziatore.

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