Democrazia diretta e partecipazione

Qualsiasi studio sociologico e persino una parte importante delle accademie politiche ed economiche evidenziano un aspetto determinante circa la percezione della democrazia rappresentativa. Negli ultimi decenni si assiste ad una diminuzione del potere democratico rappresentativo e un aumento eccessivo del potere delle SpA che influenza negativamente la qualità delle decisioni politiche che riguardano i diritti dei cittadini, in tal senso si parla di rifeudalizzazione della società poiché oligarchie di pochi gestiscono i destini di tanti.
Quando sappiamo che esiste un network capitalista composto da 147 banche e aziende che controllano il 40% della ricchezza mondiale , dovremmo esser consapevoli che non esiste alcuna democrazia rappresentativa e diretta e che la società occidentale è profondamente malata.
La rifeudalizzazione o la privatizzazione del mondo è nata quando nacque la personalità giuridica delle SpA che divennero “persone” dialoganti con gli Stati, poi divennero soggetti scriventi leggi da far approvare ai parlamentari che le stesse SpA avevano precedentemente corrotto.
La diffusione della televisione e il suo controllo diretto e l’impiego di strumenti di persuasione come la pubblicità e il cinema hanno potuto consolidare il potere delle SpA. Anche le scuole e le università sono state piegate al dogma religioso imposto dall’avidità del capitalismo di rapina, un pensiero criminale, ideato e concepito in alcuni think tank che hanno svuotato di umanità e creatività la maggioranza dei sudditi viventi nel mondo occidentale: i perfetti consumatori. Oggi il virus religioso si espande e cresce in Cina e in India, un domani in Africa.
In diversi Stati, per riequilibrare questo potere negli Enti locali, soprattutto, i comuni hanno deciso di introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa per dare maggiore potere al popolo sovrano e avviare processi deliberativi popolari per aiutare gli amministratori nel prendere decisioni più equilibrate. Si tratta di norme in linea col principio elementare della democrazia, ma soprattutto per introdurre un minimo di equità e giustizia sociale per consentire ai cittadini dove e come destinare risorse proprie, le tasse.
In Svizzera, praticamente, i cittadini tramite l’iniziativa e il referendum hanno l’opportunità di deliberare su ogni cosa senza il rischio di influenze esterne. Da più di un secolo il sistema federale svizzero consente al proprio cittadino di esercitare un diritto elementare, si chiama sovranità. Il tempo e la pratica hanno consentito al popolo svizzero di usare ogni tipo di forma e strumento che consenta ai cittadini di partecipare al processo decisionale della politica, dall’iniziativa al voto postale, fino alle assemblee ed alla modifica dei loro statuti e persino della  Costituzione, aggiornata dai cittadini, che cambia da Cantone a Cantone, la Svizzera è una Confederazione di Stati.
In Brasile, è nata una sperimentazione che si è trasformata in una riforma amministrativa grazie all’introduzione di assemblee popolari deliberative che consentono di individuare le priorità da inserire nei piani pluriennali dei lavori pubblici locali.
I processi democratici svizzeri e brasiliani hanno influenzato numerose comunità, dagli USA fino in Europa e ben 400 amministrazioni locali hanno la consuetudine di usare la vera democrazia per deliberare.
In Italia a livello nazionale, com’è noto, esistono due istituti di democrazia diretta, ma a differenza  della più esperta Svizzera le regole di questi istituti sono inefficaci poiché il Parlamento ha troppi poteri e può contraddire la volontà popolare nonostante sia vietato dall’articolo 1, la sovranità appartiene al popolo.
In ambito locale, le norme (art. 8 supplemento ordinario N.162 del D.Lgs. 267 del 18 agosto 2000) prevedono l’introduzione di strumenti di democrazia diretta, ma raramente gli Statuti degli Enti locali sono stati aggiornati e spesso gli amministratori scoraggiano la partecipazione popolare.

Gli studi affermano che una componente importante della felicità delle comunità passa attraverso la partecipazione popolare diretta, non filtrata dal potere. La democrazia diretta rende le persone più felici poiché possono concorrere concretamente nella gestione della cosa pubblica e questo aumenta il senso di responsabilità dei cittadini.

Modificando gli statuti degli Enti è possibile introdurre gli strumenti democratici diretti più avanzati e come avviene in Svizzera i cittadini potranno proporre una delibera redatta correttamente in articoli e votarla. L’iniziativa referendaria analogamente alle altre iniziative abbisogna di raccolta firme ma senza quorum di validità. Il quorum di validità scoraggia la democrazia e contraddice il principio democratico: chi partecipa decide.
Come avviene in Brasile i cittadini potranno individuare delle priorità che saranno inserire nel piano triennale dei lavori pubblici e dei servizi.
Il processo deliberativo popolare tramite il bilancio partecipativo avviene grazie a delle assemblee. Vi sono assemblee tematiche che riguardano l’intera città e assemblee territoriali, di quartiere. Durante un periodo dell’anno i cittadini propongono e discutono, mentre in una altro scelgono, col voto, le proposte emerse (priorità). Una volta raccolte le idee più votate una delegazione popolare insieme ad un Ufficio del Gabinetto del Sindaco valuta l’introduzione delle priorità emerse dal basso e le introduce nel piano dei lavori pubblici e dei servizi. La delegazione popolare ha il compito di controllare il processo, ha accesso a tutti gli atti, e riferisce l’andamento dei lavori nelle assemblee popolari.
E’ ovvio che la democrazia diretta non è la panacea di tutti mali poiché la buona politica si esercita con la cultura, ma è dimostrato che solo in ambiti democratici genuini le idee possono circolare e questo semplice aspetto determina una crescita creativa e culturale delle comunità, poiché ogni cittadino può ascoltare proposte interessanti tenute nascoste dal mainstream.

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L’altro modello

L’altro modello si riferisce ad un nuovo modello di società e tocca ogni aspetto della nostra esistenza. Si tratta di ribaltare l’attuale sistema societario totalmente alienato e fuori da ogni comprensione umana. Accenno solo brevemente ciò che i Governi fanno: usano una moneta di proprietà privata, sostengono la crescita delle merci per la crescita, promuovono guerre, opprimono i popoli ed osteggiano la vera democrazia.

ENI ed ENEL, quelle società governative – nostre – che hanno sedi in paradisi fiscali: Più offerta rispetto alla domanda, più gas di quanto ne serva. Energia: conoscere per deliberare.

Uscire dal sistema virtuale composto dalla moneta debito creata dal nulla e dall’irrazionale indicatore debito/PIL (Prodotto Interno Lordo) è la scelta politica più umana che i popoli dovrebbero fare. Non è  accettabile che la maggioranza degli uomini debbano sudare e lavorare per avere un pezzo di carta senza alcun controvalore mentre pochi banchieri, indipendenti dal controllo democratico dei popoli, ( art 105, 107, 108 trattato di Maastricht, Violazioni costituzionali nell’esercizio della politica monetaria) stampino la stessa carta straccia cliccando su un pulsante di un computer, e gli stessi soldi servano per corrompere e finanziare le guerre. Facendo uso del potere supremo insito nella sovranità popolare sancita in tutte le democrazie rappresentative, i popoli possono, in qualsiasi momento, adottare un nuovo modello di scambio per soddisfare i propri bisogni umani. democrazia-direttaPer vivere in una comunità più giusta è necessario avviare un processo di conoscenza libero da condizionamenti dei sistemi di controllo del potere attuale, avviare sperimentazioni di vera democrazia – referendum, iniziativa popolare, bilanci partecipativi vincolanti – applicando i principi insiti nella nostra Costituzione, trasparenza, decisioni collegiali, pluralismo delle idee, esprimere maggiore creatività e libertà di pensiero. Il controllo del potere opprime l’iniziativa dei cittadini e disinforma quotidianamente circa le decisioni importanti: il silenzio è la loro forma migliore. Il sistema istruttivo è costruito in modo tale da programmare menti obbedienti e totalmente asservite alla volontà di pochi.

Dopo un percorso di auto-apprendimento volto a liberare le persone dal sistema virtuale creato dall’elite politica i cittadini sapranno scegliere un sistema basato sui valori umani.

Il raffronto è facile, il programma mentale che ci hanno indotto stabilisce come prioritarie queste cose: 1. Fare soldi. 2. Trovare un lavoro per fare sempre più soldi. 3. Avere successo nel lavoro. 4. Fare sempre più soldi per comprare la macchina dei miei sogni. 5. Avere sempre un auto nuova. 6. Cercare moglie/marito e fare una famiglia. 7. Vivere bene.

Il programma dell’elite ci racconta che la ricchezza economica coincide col benessere, insomma prima possedere e poi essere. Bisogna rivalutare il concetto di ricchezza.

L’altro modello ribalta le priorità e chiede di vivere secondo le reali aspirazioni umane che non sono materialiste come invece ci insegna il sistema moneta debito – debito/PIL. depiliamociPer uscire da questa gabbia mentale è necessario usare una moneta di proprietà del popolo e calcolare il Benessere Interno Lordo (BIL) o la Felicità Nazionale Lorda (FNL) che ad esempio non tiene conto della vendita di armi.

Come tutti sanno il PIL calcola la produzione totale di merci e servizi immateriali, ma molte di queste merci non servono al benessere umano ma alla sua distruzione e per questa ragione la crescita del PIL non deve interessarci per capire dove stia andando il nostro Paese, esso è un banale indicatore economico. Ma l’economia classica appunto non tiene conto dei danni causati dall’attuale sistema di produzione industriale globale, quindi dovremmo uscire dall’economica classica per entrare nella bioeconomia che tiene conto delle leggi della fisica, come il concetto di entropia, e ragionare secondo logiche umane e non più materialistiche. Restituendo la sovranità monetaria, conditio sine qua non per ripristinare la vera democrazia, i popoli potranno da subito rientrare nell’economia reale, quella dello scambio delle merci che contano, della qualità degli alimenti, del dono, dei rapporti sociali e della cultura. Tutti noi possiamo immaginare che l’errore di accettare una moneta debito come l’euro e come la lira di prima – di proprietà di banche private – si alimenta la truffa del signoraggio bancario e della riserva frazionaria, schiavizzandoci da soli a vantaggio di quelle poche famiglie che corrompendo i rappresentanti eletti alimentano i finanziamenti illeciti alle loro corporations SpA, euroschiavi-2007le stesse che rubano risorse naturali ai Paesi stranieri, le stesse che immettono sostanze chimiche inquinanti e dannose per la salute umana negli alimenti, le stesse che hanno occultato le scoperte di Nikola Tesla e che tengono il mondo in ostaggio con l’ignoranza pianificata e la vendita di petrolio e gas.

Per sostenere la propria economia reale i popoli possono stampare una moneta di loro proprietà e distribuirne in quantità proporzionata alle merci ed ai servizi prodotti, in questo modo non ci sarà inflazione e ne aumento dei prezzi poiché tutti avranno la quantità di moneta necessaria per soddisfare i propri bisogni: istruzione, cibo, sanità, cultura, tempo libero, lavoro.

Ovviamente, seguendo l’esempio dei “rifiuti” le merci prodotte devono diminuire – bisogna ridurre i consumi – adottando sistemi come l’analisi del ciclo vita, regole di ecodesign e rispettando la salute umana. L’energia di cui abbiamo bisogno può essere prodotta con numerose tecnologie non inquinanti e/o molto meno dannose rispetto all’uso di petrolio, gas e carbone. Ogni cittadino dovrebbe autoprodursi l’energia per la propria casa.

La leggi attuali sul monitoraggio ambientale e sanitario purtroppo non prevengono e non tutelano la nostra salute poiché si consente ancora alle corporations SpA di produrre nanopolveri altamente tossiche. Con l’introduzione della vera class action i cittadini potrebbero iniziare a farsi risarcire circa i danni biologici creati dall’attuale sistema produttivo.