Architettura, coscienza e mode

«Nel mese di febbraio del 1981 si è tenuto a Catania il Primo Seminario di Architettura Bioclimatica d’Italia. Erano gli anni di maggior fervore nel mondo accademico per tutto ciò che era Architettura Passiva e Bioclimatica. fisica tecnica ambientaleLo stesso Consiglio Nazionale delle Ricerche aveva avviato un progetto Progetto Finalizzato Energetico che aveva, fra i vari sottoprogetti, quelle per le Energie Rinnovabili (RERE) e per l’energia solare. In sede internazionale nascevano i primi Congressi sull’Architettura Bioclmatica e fra questi si ricorda il PLEA (Passive Low Energy Architecture) ancora oggi stancamente esistente. Nel 1983 vi fu una rassegna organizzata dall’ENEA (Ente Nazionale per le Energie Alternative) e da IN/ARCH (Istituto Nazionale di Architettura). Seguirono alcuni concorsi nazionali e internazionali sull’architettura bioclimatica. Ma la passione e la voglia di ricerca di quel periodo si è spenta, come una moda, nell’arco di pochissimi anni, Lo stesso CNR ha chiuso e non più rinnovato il PFE e i temi bioclimatici sono rimasti ristretti a pochi intimi. Occuparsene non fa più moda! Non fa più cultura! Il numero di pubblicazioni su queste tematiche va sempre più diminuendo. Tutto è rinviato alla prossima crisi energetica». (tratto da Giuliano Cammarata, climatologia dell’ambiente costruito, dispensa del corso parte seconda Facoltà di Architettura Siracusa, 2006)

La testimonianza del prof. Cammarata ci mostra come ben 27 anni fa il mondo della ricerca italiana fosse consapevole ed intellettualmente attrezzato per pianificare una transizione energetica. Ma come ogni cosa anche, e forse soprattutto, il mondo accademico è subordinato alle scelte politiche dei Governi che si alternano, e nel caso italiano, i Governi che si sono alternati hanno trascurato i temi energetici relativi all’uso razionale dell’energia. Il nostro ceto politico è in continuità col petrol-dollaro ed ha evitato di programmare l’auto sufficienza energetica delle nostre comunità.

L’Analisi del ciclo di vita (LCA) è una metodologia che misura tutta l’energia che si impiega per una trasformazione/produzione di una merce, e permette di individuare anche gli sprechi, come ad esempio l’eccesso di energia impiegata o il danno ambientale dovuto a un’estrazione irresponsabile delle risorse non rinnovabili. L’attività edilizia è uno dei settori a più alto impatto ambientale, che si esplica attraverso l’inarrestabile consumo del territorio, l’alto consumo energetico e le emissioni in atmosfera ad esso connesse. L’Analisi del Ciclo di Vita applicata al settore edilizio è uno strumento efficace di conoscenza, che offre al progettista fin dalla fase di progettazione la possibilità di monitorare le proprie scelte, proiettandole nell’intero ciclo di vita all’edificio in quantità d’impatto ambientale, energetico e costo economico. Il metodo può essere uno strumento finalizzato ad una progettazione eco-efficiente che in ogni fase del ciclo di vita assicuri un basso impatto sul sistema ecologico, tramite l’interazione con il calcolo del fabbisogno energetico. Inoltre, il metodo LCA valuta l’impatto ambientale prodotto dai consumi energetici durante la vita dell’edificio e permette di confrontare soluzioni tecnologiche atte ad una progettazione a basso consumo energetico, quindi all’uso razionale dell’energia. M. Chiara Torricelli, Elisabetta Palumbo, Lisa De Cristofaro, Ciclo di vita di edifici in laterizio: analisi integrata ambiente, energia e costi.

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Queste poche note ricercate nella letteratura del mondo accademico mostrano una sensibilità alla tutela della salute, al risparmio energetico, al buon senso. Mentre il Governo in questi giorni “cancella” le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie volte proprio alla riduzione della domanda energetica con effetto retroattivito, si legge dal corriere: più difficile ottenere sgravi fiscali per chi risparmia energia. Il decreto, pubblicato domenica mattina sulla Gazzetta ufficiale e quindi in operativo dal 30 novembre, rende molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni fiscali del 55% delle spese sostenute per installare un pannello solare termico, sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Sembra quasi una barzelletta ma è la realtà. Da Azzero notizie: “Governo impazzito sulle detrazioni fiscali” È questo lo scenario prefigurato dal decreto legge 185/2008, che all’art.29 modifica la procedura per usufruire dell’agevolazione fiscale riservata a chi ha effettuato interventi che migliorano le prestazioni energetiche degli edifici nel 2008, procedura prevista dall’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 296/2006, e prorogata dall’articolo 1, comma 20, della legge 244/2007. La norma infatti ha effetto retroattivo e impone a chi intenda usufruire della detrazione del 55% delle spese già effettuate nel 2008 l’obbligo di prenotare il beneficio fiscale inoltrando una richiesta, esclusivamente per via telematica (anche attraverso gli intermediari abilitati), all’Agenzia delle Entrate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009.

A Salerno, la mia famiglia acquistò un appartamento in un condominio di edilizia economica e popolare nel 1983. La prima cosa che facemmo fu quella di dotarci di un impianto di acqua sanitaria scaldata anche da collettori solari, la seconda fu coibentare l’intero condominio (“cappotto termico”) risparmiando soldi sulla bolletta energetica ed inquinare meno. Tutte spese senza alcun aiuto dallo Stato, ma consapevoli degli investimenti fatti.

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A Parma, nel condominio in cui vivo costruito probabilmente negli anni ’70, alto cinque piani con 4 appartamenti per piano, è dotato di un impianto centralizzato di riscaldamento e spendiamo 24.000 euro annui per i consumi energetici poiché l’edificio non essendo coibentato spreca più energia di quanto ne serva realmente. Sarà contenta ENIA SpA che guadagna sugli sprechi altrui. sistemi solari attivi passivi negli edificiMa questo spreco è figlio dell’ignoranza di alcuni cittadini che costringono altri a consumare e sprecare danaro, e questi non fanno nulla per cambiare le scelte politiche sbagliate. Inoltre gli sprechi economici potrebbero finanziare ristrutturazioni edilizie per rivalutare il patrimonio immobiliare esistente, è sufficiente volerlo fare.

In tutte le facoltà d’Architettura nascono corsi per la certificazione energetica, per il risparmio, ed i Governi ignorano la volontà popolare di risparmiare energia e di usarla meglio rispetto al passato costruendo edifici più razionali, meno inquinanti. Il Giappone iniziò a credere nel settore fotovoltaico dal 1975, la Germania è leader in Europa nel settore delle energie rinnovabili grazie ai Cip6 ed al conto energia, seconda è la Spagna. La Scozia adotta la strategia rifiuti zero, prima degli scozzesi ci ha pensato lo Stato della California ponendo l’obiettivo rifiuti zero nel 2020. Giappone e Spagna presentano ciclomotori col motore magnetico, cioè zero combustioni e zero petrolio. Nasce la Tesla motors, un’auto con un motore sviluppato dai brevetti di Nikola Tesla. Insomma nonostante lo spaventoso  peso delle corporations SpA, nel mondo esistono imprese che realizzano progetti sensibili e consapevoli sull’uso razionale dell’energia. Purtroppo questo accade soprattutto nel resto del mondo, mentre il ceto politico italiano ignora queste opportunità limitando la crescita tecnologica del Paese. La generontocrazia e gli attuali dinosauri stanno distruggendo il nostro presente e futuro.

In fine i gestori della globalizzazione – Banca Mondiale, Banca dei regolamenti internazionali (BIS), Fondo Monetario Internazionale, (FMI) Gruppo Bilderberg,  WTO, Commissione Trilaterale, UE ed USA e loro SpA amiche – stanno sviluppando in segreto la Fusione Fredda (Rainews24 rapporto 41), verificata anche dall’ENEA in Italia ma insabbiata per regalare il know how acquisito alle corporations amiche (ST Microelectronics, Pirelli Labs, EDF Electricitè de France, Energetics Inc., ENEL, ENEA, IFNF, Mitsubishi Heavy Industries, eccetera).

Qui sotto un’altra tecnologia “scomoda” al potere: il motore magnetico, sviluppo delle immense intuizioni di Tesla.

La settimana europea sulla riduzione dei rifiuti dal 22 al 30 novembre 2008, SERD 2008, coordinata dall’ACR+

Accolgo con piacere l’iniziata segnalatami da Roberto Cavallo volta ad informare circa la riduzione e prevenzione dei rifiuti, primo passo per tendere ad una società a rifiuti zero.

Per cui copio incollo la nota di Sergio Cappelli

Dal 22 al 30 novembre 2008 si terrà la Settimana europea sulla riduzione dei rifiuti, SERD 2008, coordinata dall’ACR+ (Associazione europea delle Città e Regioni per il riciclaggio e la gestione sostenibile delle risorse).
L’Italia si è ufficialmente candidata a partecipare alla Settimana con un gruppo di istituzioni ed associazioni già impegnate sul fronte della gestione sostenibile dei rifiuti: Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Federambiente, Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, Rifiuti 21 Network, Legambiente, Comuni virtuosi.
La campagna informativa, a cura del Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, è basata sulla campagna europea «-kg» dell’ACR+ ed ha come obiettivo quello di far conoscere ad un pubblico più vasto possibile l’importanza delle politiche e delle pratiche di riduzione dei rifiuti nonché fornire una lista di consigli utili per ridurre i rifiuti mostrando la diversità di azioni possibili in diversi luoghi e per diversi soggetti implicati.

Le iniziative possono essere sia di tipo informativo e di comunicazione, per la diffusione dei contenuti della Campagna (kit informativo), che azioni concrete e dimostrative, ad esempio:
• diffusione del kit informativo a mezzo siti web, mailing list, media locali
• allestimento di un punto informativo ad hoc o in occasione di manifestazioni pubbliche già in calendario,
• incontri con la stampa locale sul tema della prevenzione rifiuti
• incontro pubblico sul tema della prevenzione rifiuti (in generale o su di uno specifico flusso di beni),
• distribuzione di borse in tela per la spesa, pannolini riutilizzabili, ecc.
• organizzazione di una giornata di scambio di beni usati tra cittadini
• raccolta straordinaria di beni usati con fini benefici

Intervista di Francesco al prof. Gianni Tamino, biologo al convegno Rifiuto: Riduco Riciclo di Gambettola (FC) 25-26 ottobre

un mio piccolo contributo alla campagna, una presentazione elaborata verso gennaio 2008:

Oggi il CentroRiciclo di Vedelago (TV) dichiara di riciclare anche l’indifferenziato.

letteratura medica internazionale: inceneritori e cancro

La domanda sorge spontanea: in un clima di incertezza come fa la politica a rassicurare i cittadini? Perché ci si ostina a costruire e sovvenzionare impianti che non danno certezze? Eppure metodi e procedure deliberative ispirate ai principi di prevenzione e precauzione dicono chiaramente che bisogna scegliere l’opzione zero (si sceglie di non costruire) in caso di evidenti e grosse incertezze soprattutto quando si parla di salute.

Concorsi di interesse e prevenzione dei rifiuti

italia-sotto-rifiutiChi avrebbe mai immaginato che le persone rappresentative delle istituzioni potessero agire contro l’interesse pubblico? Chi poteva immaginare che le persone deputate alla nostra protezione in realtà ci ingannano? Chi poteva immaginare che chi dovrebbe insegnarci l’educazione civica in realtà non lo fa? Insomma chi? Credo solo i bambini, purtroppo. E credo che ciò accada da molto tempo, da troppo direi.

Oggi solo una persona disinformata dai potenti media tradizionali non conosce la verità circa la l’inganno dei rifiuti.

il filmato del 1939 è un vero schiaffo morale agli inceneritoristi, ai media tifosi, agli ingegneri universitari consulenti delle municipalizzate, ai medici, insomma all’intera lobby trasversale degli inceneritori.

Dopo la visione di questo filmato storico, in un Paese normale, i docenti universitari che tanto hanno sbandierato la loro immensa cultura dicendo: bruciare è l’unica strada; ebbene questi signori, chiedano pubbliche scuse ai cittadini sugli stessi giornali che li hanno pubblicizzati e siano immediatamente licenziati dall’università, cancellati dagli Ordini professionali e che gli alunni chiedano un risarcimento del danno agli stessi per l’ignoranza professata nelle aule.

bruciare è l’unica strada? Strategia Rifiuti Zero: è già in corso d’opera

Rifiuti Zero

  • Paul Connett – chimico – professore emerito St. Lawrence University, NY – strategia rifiuti zero
  • Eric Lombardi – imprenditore – direttore della Rivista Eco-Cycle (USA) – impianti rifiuti zero
  • Jeff Morris economista – Economic/cost valuation of pollutant emission (USA) – analisi ciclo vita
  • Rick Anthony – consulente politiche ZERO WASTE- città di San Diego, California – strategia a SanDiego