I galli sulla monnezza. Tifosi degli inceneritori: conflitti d’interesse.

italia-sotto-rifiutiEcco un esempio banale di controllo del consenso politico attraverso i media. Obiettivo: demolire la democrazia – è stato già fatto tanti anni fa – e controllare le menti dei cittadini/sudditi per costruire gli inceneritori. E’ sufficiente assoldare un manipolo di “compiacenti”, poi il martellante, quotidiano assillo dei media farà il resto per sostenere la causa degli amici, Asm Brescia ed Aem Milano, che sono alcune delle società gestrici di inceneritori. E per farlo prendono milioni di euro dallo Stato con “l’illecito” meccanismo dei Cip6. Quando scadrà il contratto, ovviamente, chiuderanno gli impianti poiché senza incentivi non portano alcun profitto economico.

Vespa

In questo periodo di “emergenza” il Mattino sembra essere il primo tifoso degli inceneritori. I proprietari del giornale sono imparentati con Pier Ferdinando Casini. Il Cda del Mattino: Albino Majore, Gaetano Caltagirone, Azzurra Caltagirone, Francesco Caltagirone, Fabio Gera. Direttore responsabile Mario Orfeo.

girone-polveriIl Mattino, quotidiano più letto in Campania, per “l’emergenza” offre un impeccabile servizio per approfondire il tema dei rifiuti. Una squadra di tecnici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che rispondono alle domande dei lettori del giornale, lo spazio è di una pagina interna con al centro sempre un titolo particolare. In collaborazione con la città della scienza di Napoli, aumenta la potenza di fuoco politico-culturale.

Ecco gli ultras:

9 gennaio 2008 (edizione di Salerno). Lo studio (sull’inceneritore), affidato poi all’ingegnere Vincenzo Belgiorno e all’ingegnere Giorgio Donsì, ha valutato le migliori tecnologie disponibili relative all’ipotesi di realizzazione di un impianto termico finalizzato alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Provincia.

10 gennaio 2008, dall’edizione di Salerno, p.35. Giorgio Donsì e Vincenzo Belgiorno, Università degli Studi Salerno, entrambi hanno messo punto lo studio dell’impianto (d’incenerimento). Donsì: bruciare è l’unica strada.

12 gennaio 2008, il Mattino edizione di Salerno, p.33. L’arcivescovo di Salerno Gerardo Pierro: bravo Sindaco avanti così. Si riferisce a Vincenzo De Luca che da anni intende costruire un inceneritore a Salerno. Infatti, nell’articolo, dice Pierro: “[…]la creazione del termovalorizzatore da voi inseguita da tempo, cercherà di risolvere il problema dei rifiuti […]”

Il 14 gennaio 2008 (p.24 edizione di Salerno), a centro pagina c’è scritto: inceneritori più sicuri di tante fabbriche. Pietro Salatino, ordinario di Impianti Chimici, Università Federico II, un cittadino chiede “ […]ho sentito parlare di nanoparticelle emesse molto pericolose per la salute[…]”. Risponde Salatino: “I limiti alle emissioni da un temovalorizzatore sono disciplinati dal decreto 133/2005. Tale normativa ha imposto […] Si può sostenere che l’impatto ambientale di un termovalorizzatore di nuova generazione correttamente esercito sia estremamente contenuto e sicuramente inferiore a quello di operazioni civili ed industriali con le quali conviviamo quotidianamente”.

Dalla risposta si intuisce che Salatino non sappia nulla sulle nanoparticelle, poiché non ha risposto alla domanda del lettore.

Martedì 15 gennaio 2008 (p.35 edizione di Salerno). Un cittadino chiede: vorrei sapere che rischi comporterebbe vivere quotidianamente nei pressi di un inceneritore a norma, cioè di ultima generazione. Risponde Eduardo Marinaro, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Preventive: E’ fondamentale creare un cdr di qualità. Queste valutazioni sono espresse all’unanimità da tutti i tecnici […] Insomma chi dovesse passare accanto ad un termovalizzatore dotato di tutti i requisiti prestabiliti dalla legge, assorbirebbe meno inquinanti di un malcapitato pedone che fa una passeggiata al centro.

16 gennaio 2008. Domanda del lettore: “L’inceneritore che si pensa di costruire a Salerno tratterà 450.000/500.000 tonnellate di rifiuti annui: è vero che sarà meno inquinante delle emissioni dei fornelli delle cucine a gas (professor Donsì, Il Mattino 10/1/08) ed inquinante come il passaggio di venti auto al giorno (sindaco De Luca, Il Mattino 30/12/07)?” Risponde Giorgio Donsì: “Quando si parla dell’impatto ambientale di un impianto termico di grandi dimensioni, ci si riferisce all’incremento della concentrazione al suolo di determinati inquinanti. Ciò non significa quindi che l’impianto produce in totale l’inquinamento di una cucina a gas, ma che l’effetto locale al suolo sul territorio interessato è lo stesso. Da questo punto di vista si può affermare che un termovalorizzatore dotato di un dispositivo di postcombustione e di un impianto di trattamento dei fumi è in grado di produrre una variazione minima dei parametri ambientali. In particolare, è vero che il contributo di un termovalorizzatore in termini di immissioni di ossidi di azoto e di gas acidi è inferiore, in un ambiente domestico, a quello prodotto da una cucina a gas, così come è vero che il fondo di inquinamento atmosferico prodotto dal traffico automobilistico in una strada urbana verrebbe innalzato in modo molto modesto dal contributo di un moderno impianto di combustione dei rifiuti. Da precisare che un termovalorizzatore ecocompatibile non deve essere visto come elemento unico ed onnivoro che ingerisce immondizia tal quale, ma come il punto finale di un ciclo che parte dalla selezione dei rifiuti ed utilizza tecniche di stabilizzazione diverse per le diverse frazioni. Altro punto decisivo è l’esercizio dell’impianto in condizioni controllate e trasparenti, attraverso forme di controllo che andranno sviluppate unitamente al piano di gestione dei rifiuti. Giorgio Donsì Ordinario di Impianti Chimici, Università Salerno

18 gennaio 2008. Domanda della lettrice, Carla Poma: nella fiducia di poter interpretare dubbi e perplessità […] chiedo che uno dei docenti […] potrà essere considerato un termovalorizzatore e non un semplice termodistruttore o inceneritore. Risponde Edoardo Cosenza, Preside di Facoltà di ingegneria: Il termine “termovalorizzatore” rispecchia, rispetto ai termini “termodistruttore” o “inceneneritore”, un modo diverso di intendere lo smaltimento dei rifiuti per combustione. […] Più di recente si è cominciato a guardare al rifiuto come risorsa, sia attraverso la possibilità di praticare il riciclo di materie prime che attraverso la possibilità di produrre energia attraverso il recupero energetico associato alla combustione. Di qui il termine “termovalorizzatore”. […] Tornando alla domanda specifica: l’impianto di Acerra sarà un termovalorizzatore […] naturalmente anche il termovalorizzatore produce ceneri che devono essere conferite, previo opportuno trattamento, a discarica.

19 gennaio Corriere del Mezzogiorno, inserto del Corriere della Sera.

“tre giorni di traffico inquinano più dell’impianto in un anno”. Vincenzo Belgiorno: “brucerà immondizia a 1.200 gradi senza produrre diossina”

19 gennaio La Città, di Salerno (del gruppo editoriale L’Epresso-La Repubblica)

Un’associazione temporanea di imprese, tra la società A2A – nata dalla fusione tra l’Asm Brescia e l’Aem Milano – e Salerno Energia spa, per l’affidamento in concessione della gara per la costruzione del “termovalorizzatore” per i rifiuti in località Piana di Sardone. […] Salerno Energia spa – di proprietà al 100% del Comune di Salerno – concorrerebbe con il 49% delle azioni mentre A2A avrebbe il 51%.

da Ecceterra, Fondazione Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Repubblica. La Fondazione Veronesi, fondata dal professor Umberto Veronesi, vive grazie al contributo di importantissime aziende sia nazionali che multinazionali impegnate nei più svariati settori. Dal petrolio, alla costruzione di inceneritori, alla distribuzione di acque minerali in bottiglia, alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia italiana.

PAUL CONNETT ha poi attaccato duramente le affermazioni del prof. Veronesi ( “Veronesi dovrebbe chiedere scusa agli italiani”) secondo le quali gli inceneritori non presenterebbero “rischi cancerogeni”. Tale affermazione, ha detto Connett E’ PRIVA DI FONDAMENTO SCIENTIFICO visto che gli inceneritori emettono sostanze come i metalli pesanti, le diossine e i furani e le nanopolveri ORMAI RICONOSCIUTE “SOSTANZE CANCEROGENE” DALLA COMUNITA’ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE. CONNETT ha rincarato: “ O IL PROFESSOR VERONESI E’ IN CONTATTO CON DIO O… CON COLORO CHE COSTRUISCONO GLI INCENERITORI!”.

“Risposta in differita” di Ernesto Burgio, medico e membro ISDE (Medici per l’Ambiente). Tratto dal Bollettino dell’Assise di Napoli, novembre 2007, p.11.

nanopathologyNessuna persona seria e responsabile può affermare che un impianto che brucia migliaia di tonnellate di rifiuti possa non produrre e immettere in atmosfera e nella catena alimentare grandi quantità di diossine, PCB, furani, metalli pesanti, nanoparticelle, che rappresentano i prodotti di reazioni di qualsiasi combustione incompleta. Anche perché sono totalmente destituite di fondamento le rappresentazioni “teoriche” dei processi di combustione dei rifiuti, secondo cui “grazie alle alte temperature raggiunte” si avrebbe la definitiva dissociazione molecolare e l’eliminazione dei principali inquinanti, visto che è assodato che, se anche nelle zone con temperature superiori a 1200° avviene la dissociazione molecolare di molti inquinanti tradizionali, è nelle zone più a valle, in cui le temperature raggiunte sono molto minori, che si formano – attraverso sequenze di aggregazione molecolare – alcune tra le sostanze più tossiche e pericolose mai prodotte dall’uomo: gli idrocarburi poli-aromatici (IPA), cioè contenenti più anelli benzenici, gli idrocarburi clorurati ad alto peso molecolare, gli idrocarburi bromurati, gli idrocarburi misto bromo/clorurati ecc., tutti cancerogeni e/o mutageni e/o perturbatori endocrini […]Gli ioni metallici vaporizzati nella zona di fiamma, inoltre, aderiscono al particolato ultrafine (che li “traghetterà” all’interno dei nuclei cellulari) mentre, per reazione di associazione con i radicali dell’ossigeno, si formano prodotti come la formaldeide, la cloroformaldeide, il fosgene: tutte sostanze estremamente tossiche e/o cancerogene. […]

Non so davvero quanto tempo ci vorrà per convincere taluni esperti: speriamo che non si verifichi quello che è successo con l’amianto o con il fumo da sigaretta. Speriamo che taluni tecnici la smettano di sostenere che dai moderni “termovalorizzatori” l’aria esce addirittura ripulita (li ho sentiti con le mie orecchie!), che le diossine vengono “definitivamente” scisse dalle alte temperature, che le “polveri sottili” (per inciso: sarebbe meglio parlare sempre di particolato (ultra)fine e non di “polveri sottili”, termine che evoca processi di semplice disintegrazione meccanica della materia… perché come abbiamo visto le nanoparticelle sono aggregati molecolari che si formano, grazie anche all’azione catalitica dei metalli, nelle zone post-fiamma e che si trasformano in micidiale veicolo per le molecole tossiche su-elencate) vengono inesorabilmente fermate da sistemi di abbattimento sempre più sofisticati e potenti. È sempre più evidente, invece, che il particolato ultrafine, di fatto selezionato dai filtri che intercettano solo il particolato più grossolano, è quello più pericoloso e responsabile di infarti, ictus cerebrali, neoplasie, malattie neurodegenerative. Insomma: tutta la letteratura scientifica più recente ha dimostrato che in tutti i tipi, vecchi e nuovi, di impianti di incenerimento, nelle zone post-fiamma, si formano molecole tra le più pericolose mai prodotte dall’uomo e particolato ultrafine, che veicola tali micidiali sostanze all’interno delle nostre cellule e del nostro Dna.

Notizie “dal fronte”: chiuso l’inceneritore di Terni, produceva veleni killer

dal forum “amici di Beppe Grillo”

Da ilsole24ore. L’ inceneritore municipale di Terni è stato posto sotto sequestro dalla magistratura che ha anche inviato informazioni di garanzia al sindaco della città, Paolo Raffaelli, ai componenti del consiglio di amministrazione dell’Asm, la società che lo gestisce, e ad alcuni tecnici, in tutto nove persone. Ne ha dato notizia un comunicato del Comune, nel quale è detto che le informazioni di garanzia emesse nell’ambito di un’inchiesta condotta da tempo dal sostituto procuratore Elisabetta Massini riguardano 13 reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore.

Da La Repubblica

da Peacelink. A Terni l’inceneritore produce diossina

I tifosi dell’Asm Brescia (Vincenzo De Luca, Donsì, Belgiorno e tutti gli altri) dovrebbero sapere che: a Brescia vi sono inquietanti analogie con la Campania. Ma il Registro tumori dell’Asl, rassicurante, sostiene, senza dati verificabili, che ciò è imputabile all’eccesso di epatiti e di consumi di alcol (Giornale di Brescia, 10 novembre 2007). Va segnalato che l’ing. Renzo Capra, presidente di Asm, fa parte del Comitato scientifico del Registro tumori dell’Asl, di cui è anche finanziatore.

L’indecenza al potere

l'età dei dirittiLo spettacolo offerto in RAI e Mediaset – molto interessata – è scandaloso. Oggi al TG1 (ore 13:30) con punte di disinformazione eccellenti – dati auditel: RAI 1 fra le 12:00 e le 15:00, share del 20,6 – e ieri sera a porta a porta (share del 28,01 con oltre 2 milioni e settecentomila spettatori), con Vespa che fa le trasmissioni su misura, come nelle migliori sartorie, rispecchia pienamente sia il conduttore che i politici italiani presenti: Bassolino e Pecoraro Scanio che si è fatto incalzare da Vespa, mai vista una cosa del genere, cioè Vespa agitato contro il suo ospite inerme, Berlusconi ringrazierà. Oggi è di moda la crisi e l’emergenza rifiuti studiata a tavolino per la pura logica dell’alternanza politica, se non si riescono a convincere le persone in Campania a votare a destra allora ci si aiuta con quel che passa il convento. E poiché non c’è un “giornalista vero” nel TG1, TG2, TG3 – inutile citare Mediaset che fa gli interessi del padrone come ogni SpA che si rispetti – nemmeno a pagargli un extra, visto che si tratta di servizio pubblico, forse i clienti potrebbero anche pensare ad una Class Action contro Vespa e Riotta, o il presidente della RAI, per farsi risarcire del danno e del disservizio continuo e perpetuo: la disinformazione e la pubblicità nemmeno più occulta all’interno dei TG. Almeno una richiesta di rimborso del canone RAI. Non c’è stato un giornalista che abbia citato le alternative all’incenerimento (trattamento meccanico biologico, TMB), che esistono e sono ampiamente applicate, ma solo pubblicità per le aziende private che traggono profitti “illecitamente” dall’incenerimento dei rifiuti solidi urbani. L’Asm Brescia ringrazia. E questo lo chiamano servizio pubblico: meditiamo per la Class Action (azione collettiva risarcitoria), forse è giunta l’ora; da fare contro Gianni Riotta, direttore responsabile del TG1 che ha fatto pubblicità per un’azienda privata l’Asm Brescia appunto, sul primo giornale nazionale, andato in onda alle 13:30 nell’ora di punta del massimo ascolto, a spese dei cittadini italiani. Il TG1 per diritto di cronaca avrebbe dovuto dire che l’Asm Brescia percepisce soldi pubblici, tramite i Cip6 e che senza di essi non avrebbe senso avere l’inceneritore aperto, poiché non conviene: il bilancio energetico e quindi finanziario è al passivo, lo sanno tutti gli imprenditori della “monnezza”. Il TG1 avrebbe dovuto dire che gli inceneritori sono impianti insalubri di prima categoria e che aumentano l’emissione di CO2, aumentano i rischi sanitari dei cittadini (alcuni documenti on-line sui rischi sanitari). Il TG1 avrebbe dovuto aggiungere che i Cip6 nei paesi normali dell’UE, quindi non in Italia, finanziano il mercato delle energie rinnovabili e gli inceneritori sono impianti insalubri di prima categoria che hanno rubato alle fonti rinnovabili ben 35 miliardi di euro dal 1992 fino al 2007. Questa è la ragione principale per cui in Italia il mercato delle energie rinnovabili non è decollato come in Germania, Spagna, Francia. Per questa ragione l’UE multerà l’Italia per questo finanziamento “illecito”. La parola “termovalorizzatore” non esiste, è stata inventata per ragione di marketing dai politici corrotti e l’UE ha anche proibito di usarla, poiché impropria e non lascia capire ai cittadini che trattasi in realtà di inceneritore a recupero energetico. Il TG1 avrebbe dovuto dire che esistono le alternative all’incenerimento: trattamento meccanico biologico. Cioè impianti che separano i rifiuti – il tal quale – e che poi li mandano al riciclo, come previsto dalla legge. Impianti che dall’umido – frazione organica – producono compost per l’agricoltura ed energia elettrica dalla biogestione. Il costo di questi impianti è nettamente inferiore agli inceneritori, e dalla filiera del riciclo si creano molti posti di lavoro.
I cittadini campani, invece devono attivare una Class Action contro Impregilo SpA, Rastrelli, in quota AN, che firmò il contratto con l’azienda stessa e contro Bassolino per aver continuato.

Inoltre ci sono i Comuni che avevano e che hanno la responsabilità di attivare la raccolta differenziata porta a porta, bisogna citare tutti i Sindaci che non hanno adempiuto agli indirizzi dell’UE.

Un piccolo approfondimento sull’aspetto sanitario degli inceneritori a recupero energico, cosa che il TG1 avrebbe dovuto fare. Esiste ormai da anni un’associazione di medici e scienziati: l’ISDE – Medici per l’Ambiente – che ha avuto come “maestro” Lorenzo Tomatis , scomparso da poco.

Tomatis è stato il medico scienziato promotore dell’IARC (Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro di Lione), ha redatto la prima ed unica classificazione delle sostanze cancerogene utilizzata ancora oggi da tutti gli scienziati. Tomatis era fortemente contrario agli inceneritori, di ogni tipo, poiché conosceva bene i rischi sanitari.

L ‘ISDE da anni sostiene una politica della prevenzione dei rifiuti e l’impiego del trattamento meccanico biologico.

Un contributo dal blog di Grillo: scarica, stampa e diffondi.

Le ragioni per la revoca del mandato ci sono tutte e si fondano sui principi costituzionali ampiamente violati e traditi:

colletti-sporchiUn “potere invisibile” trasversale che coinvolge rappresentanti e magistratura.
Prima di iniziare bisogna riconoscere che il “merito” di questa crisi della democrazia va ascritto al processo di revisione degli Statuti comunali ed alla revisione della Pubblica Amministrazione (PA), iniziato negli anni ’90, senza dimenticare ovviamente il ruolo storico dei partiti, che non rappresentano più le istanze del popolo, ma “forse” solo quelle delle corporation pronte a pagare qualsiasi prezzo pur di continuare a dominare il mercato. Il cancro mafia si è evoluto e come dimostrano Saverio Lodato e Marco Travaglio in Intoccabili si parla di convivenza politica da sempre. Il risultato di quel processo: poteri accentrati al Sindaco, uso del diritto privato e discrezionalità nella PA, è sotto gli occhi di tutti. Le accuse maggiori di tangentopoli erano concussione, voto di scambio, corruzione etc. Oggi non c’è più bisogno del voto di scambio, gli statuti comunali e la legge 241/90 consentono una gestione molto più verticista ed oligarchica rispetto al passato, molto efficace ai fini delle associazioni per delinquere. Le dichiarazioni dell’on. Villone in una vecchia puntata di Report spiegano bene come gestire il consenso politico e distribuire favori agli amici tramite le aziende municipalizzate/partecipate che fanno i milioni con le concessioni pubbliche, mica con concorsi di merito. Questo tipo di sistema vizioso, partito negli anni ’90, ha alimentato la corsa verso le società municipalizzate/partecipate, ha creato una serie di cortigiani al servizio del monarca pronti a “prostituirsi” per un posto di lavoro, ha creato una cooptazione diffusa, molto simile a quella praticata nel mondo universitario, che non guarda al merito ma agli interessi personali di pochi. Sembra quasi che le aziende vengano create per soddisfare i bisogni economici dei sostenitori delle campagne elettorali, e non solo, tutto in barba ai minimi principi di etica e moralità, di trasparenza e meritocrazia.
Tutti ricorderete, spero, del “terremoto politico” del dicembre 2005, allora vi era la Giunta De Biase, seguace di De Luca, dove ci fu uno scossone “forte” da parte della magistratura e vi ricordate come chi indagava ed indaga era controllato dai colleghi, con violazioni nel computer del Pubblico Ministero, per spiare le attività investigative ed avvisare gli amici politici circa le mosse dell’accusa.
C’è da dire che tutti i Tribunali soffrono di problemi gestionali, dovuti a persone “poco zelanti” e che forse dimenticano di tutelare la Costituzione, questa non è una novità, e la puntata di Anno Zero che ha mostrato il caso De Magistris, con la testimonianza della dott.ssa Forleo indicano solo la punta dell’iceberg. Salerno non credo sia immune da questi casi (Csm docet), anzi credo si sia andati oltre, alla “co-gestione del potere fra rappresentanti e magistrati”. La tristezza è che tutti sanno (dagli addetti ai lavori politici sino ai giornalisti) e fanno finta di non sapere, di non vedere, tipico di noi meridionali omertosi, abituati, addomesticati, chinati.
E tornando ai fatti, a mio avviso il mandato va revocato al Sindaco ed a tutti i consiglieri comunali che hanno approvato il Piano Urbanistico Comunale figlio della speculazione edilizia. «Affari e speculazione attireranno la malavita»; «il più grosso attentato perpetrato nei confronti di una città e dei suoi abitanti». Va giù duro il presidente degli architetti salernitani Pasquale Caprio che definisce «fuorilegge» il piano urbanistico comunale approvato ieri a palazzo Guerra. «Uno strumento importante solo per la classe padrona – sottolinea – ignobile per le situazioni equivoche che verrebbe a creare», parole che si leggevano sul Mattino dell’11 novembre 2006.
Antonio Lombardi racconta l’entusiasmo dei costruttori per l’adozione del piano regolatore. Però chiede un intervento deciso dell’amministrazione comunale per evitare che il nuovo strumento urbanistico si impantani nei meandri della burocrazia. Soddisfatti della decisione del consiglio comunale? «Come Ance siamo davvero soddisfatti perché il Puc non è solo edificazione ma anche uno strumento economico e sociale. Infrastrutture e servizi riqualificano la città e la rendono più vivibile. Bisogna elogiare l’amministrazione per la decisione e la determinazione con cui ha portato avanti l’approvazione del piano e per le larghe intese poste in essere». Quali i risvolti economici del Puc? «È uno strumento che vale 10 miliardi di euro, nei prossimi 15-20 anni a Salerno dovendo costruire diecimila alloggi verranno incentivati gli investimenti. Secondo i nostri calcoli, una volta che il Puc sarà a pieno regime, ci saranno 1500 occupati l’anno nel settore più 500 nell’indotto. ADESSO ABBIAMO ANCHE IL VERO PADRONE DEL PUC, Lombardi, così potrà pagare gli stipendi ai calciatori. ( dal Mattino del 18 novembre 2006)

Popolazione residente a Salerno 1981 abitanti 157.243
Popolazione residente a Salerno 1991 abitanti 148.932
Popolazione residente a Salerno 1999 abitanti 142.099
Popolazione residente a Salerno 2001 abitanti 144.078
Popolazione residente a Salerno al 1 gennaio 2002 138093
Popolazione residente a Salerno Marzo 2005 abitanti 135.681
Popolazione residente a Salerno al 1 gennaio 2006 134820 (Fonte: ISTAT, http://demo.istat.it/… )

Dall’andamento demografico dell’ISTAT è palesemente chiaro il calo dei residenti, sembra quasi una fuga, ma allora a chi serve approvare un Piano Regolatore basato sulla crescita urbana? Che fine fanno gli appartamenti lasciati dai residenti in fuga? Sono “scappati” dal 1981 al 1 gennaio 2007 ben 22423 salernitani, una città.

Ma sostanzialmente in questi 15 anni di “feudo” De Luca non si è avvertito un progresso sociale diffuso e nemmeno la tutela del bene comune: la salute e l’ambiente, anzi si sentono solo minacce per la costruzione di impianti inquinanti, come l’inceneritore di rifiuti urbani, realizzati con grossi conflitti d’interesse e grazie ai soldi pubblici percepiti “illecitamente” per mezzo dei CIP6.
La scelta dell’inceneritore è antieconomica, inquinante ed anti storica visto che la linea politica dell’Unione Europea rimane la prevenzione del rifiuto, della riduzione e del riciclo; ed eliminerà il concetto di recupero energetico tramite Combustibile Derivato di Rifiuti (CDR) entro il 2008.

Inoltre si fa spregio delle norme più elementari previste dalle leggi e cioè la partecipazione dei cittadini in materia ambientale. Una sentenza della Corte di Conti dell’87: uno «degli strumenti di prevenzione (dell’ambiente) è proprio quello della responsabilizzante informazione dell’opinione pubblica sulle problematica della tutela del bene ambientale». Ed in questo concetto sono pienamente coinvolti i media locali.
la pubblica amministrazioneRimangono irrisolti i problemi della città semplicemente perché non sono stati mai affrontati, perché non interessa risolverli. Invece, sono stati risolti i problemi economici degli amici ampiamente assunti nelle aziende municipalizzate/partecipate che gravano con i loro stipendi su tutta la comunità salernitana. Attualmente la società Salerno Sistemi SpA al 51% pubblica ed al 49% è privata. Grazie alla legge Galli, Salerno Sistemi gestisce un bene demaniale, cioè nostro, come l’acquedotto, diritto inalienabile, e consente di far guadagnare ad un’azienda privata con le vendita dell’acqua. Un privato, scelto arbitrariamente, guadagna soldi tramite la gestione di un bene demaniale, nella bolletta noi paghiamo i consumi dell’acqua. La Costituzione consente di far guadagnare i privati che hanno in concessione i beni demaniali solo in maniera occasionale, il contrario di quello che succede con la Salerno Sistemi SpA. L’esempio calzante è il gestore del lido, che guadagna, pagando l’affitto della spiaggia pubblica, solo nel periodo estivo, mica tutto l’anno come fa Salerno Sistemi SpA.
democrazia-cittadiniIl mandato va revocato poiché il Sindaco, responsabile della salute pubblica, tramite ordinanza non ha chiuso le fonderie Pisano trovate sprovviste, dagli stessi vigili urbani, di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA). Inoltre non ha previsto, impugnando il principio di precauzione dell’UE, insieme ai medici dell’ASL nessuna indagine epidemiologica e tossicologica per verificare lo stato di salute dei suoi concittadini. Ed invece, contraddicendo il principio dell’Unione Europea: chi inquina paga; ha persino premiato l’azienda Pisano cambiando la destinazione d’uso dei suoi suoli, nel PUC approvato nel 2006, da area industriale ad area edificabile.

Non ci illudiamo che con la revoca del mandato a questo o a quel potente di turno risolva i problemi dei salernitani. Auspico sempre l’introduzione della revoca, meglio di niente. I partiti sono i taxi delle lobby e delle corporation. A mio avviso solo con un vera partecipazione dal basso si potranno cambiare le regole dello Statuto del Comune introducendo sani principi di democrazia diretta. Attualmente il Sindaco è un monarca e la corporation, con una semplice tangente, si compra il personaggio di turno, dobbiamo rendere sconveniente la corruzione distribuendo il potere decisionale al vero sovrano: il popolo. Quale corporation si sognerebbe di comprare una città intera? E’ troppo alto il prezzo da pagare. Sostengo sempre l’introduzione di:

* referendum (propositivo) legislativo;
* referendum abrogativo;
* referendum (propositivo) legislativo e abrogativo
* Bilanci Partecipativi deliberativi (non consultivi);
* Elezione diretta del difensore civico dai cittadini
* Sostituire le aziende municipalizzate/partecipate s.p.a., concessionarie della gestione di beni demaniali, con vere public companies (società pubbliche) noprofit con l?obbligo di reinvestire gli utili in servizi pubblici a tutela della salute e dell’ambiente nel territorio locale;
* Inserire nel regolamento edilizio l’analisi del ciclo vita (LCA) e la certificazione energetica degli edifici;
* proporre di cambiare la legge elettorale per la parte riguardante le circoscrizioni col fine di consentire ad ogni cittadino di candidarsi liberamente, senza l’aiuto dei partiti. (?)

Chi avrà visto la puntata di Report del 14 ottobre 2007 si sarà chiesto sicuramente, ma il Comune ha preso degli Swap (derivati) dalla banche? E chi controlla? Report a sue spese ha pagato dei consulenti finanziari altamente specializzati ed ha fatto calcolare l’indebitamento di alcuni Enti, ed il Comune di Salerno? E’ messo male come il Comune di Napoli? Il fallimento economico del Comune ricade ovviamente sui cittadini, abbiamo tutto il diritto di conoscere la situazione economica dell’Ente e delle sue società municipalizzate/partecipate.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

La “Storia” contro gli inceneritori

dalla-cullaNel XVIII secolo il chimico, naturalista francese Antoine Lavoisier scoprì che in una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti. Questa osservazione venne resa pubblica come Principio di Conservazione della Massa, comunemente conosciuta come Legge della Conservazione della Massa: la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante.

Questo principio viene studiato al quarto anno delle scuole medie superiori, nei Licei.

La Terra, il nostro pianeta, vive in un “sistema chiuso”, per cui qualsiasi combustione che l’uomo produce rimane nel “sistema chiuso“, Terra. A scuola lo sanno tutti!

E già, lo sanno proprio tutti, tranne i nostri politici, o fanno finta di non saperlo per aiutare le lobby che li pagano, ed insistono a bruciare i rifiuti prodotti dall’uomo. Gli impianti di incenerimento rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994 , s.o.n.129) e qualunque sia la tipologia adottata (a griglia, a letto fluido, a tamburo rotante) e qualunque sia il materiale destinato alla combustione (rifiuti urbani, tossici, ospedalieri, industriali, ecc) danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, di cui solo il 10-20% è conosciuto. Le sostanze prodotte sono di diverso genere, quelle conosciute vengono classificate con delle sigle: Policlorodibenzodiossine PCDD e TCDD (Diossina), Policlorodibenzofurani PCDF, Policlorobifenili PCB, Policloroterfenili PCT, Policloronaftaleni PCN, Idrocarburi policiclici aromatici IPA, tutte sostanze cancerogene classificate dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) e proibite dalla Convenzione di Stoccolma. Poi ci sono le sostanze inorganiche che si trasformano, diventano sempre più piccole a seconda della temperatura d’esercizio del forno e vanno a finire ovunque, nel ciclo dell’acqua, nei nostri polmoni e nel cibo che mangiamo, come ha dimostrato la ricerca dell’UE coordinata dalla dott.ssa Gatti, dando il nome di nanopatologie l’effetto di queste sostanze, polveri ultra fini, non compatibili col nostro corpo.girone-polveri Incenerire i rifiuti, di ogni genere, è l’operazione più stupida che si possa fare, una volta bruciato tutto non si può recuperare più niente, e rimangono ceneri altamente tossiche, che diventano rifiuti speciali e vanno in discariche speciali, ed immissioni di gas nell’atmosfera non più gestibili che fanno lievitare la CO2. Tutto ciò in palese contraddizione col Protocollo di Kyoto ratificato anche dall’Italia. Inoltre, producono inquinanti dannosi come il particolato, famoso per la sua incidenza sulla salute, ma gli inceneritori sono famosi anche per produrre sostanze sempre nuove e sconosciute, poiché è inevitabile che quando butti di tutto in un forno escono sostanze tossiche sempre nuove, poco conosciute. Quindi bruciare i rifiuti non risolve niente, anzi produce discariche speciali e sostanze non gestibili che ci ritroviamo nei cibi, sulla nostra tavola. Stefano Montanari, Direttore scientifico della Nanodiagnostics s.r.l., dice: “non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il “termovalorizzatore” produce pochissimo PM10 (la legge sugli inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più errata) e la quantità enorme di micro-particolato non rientra nelle valutazioni: per cui a norma di legge l’aria è pulita…” Quindi bisogna intervenire sulla legge e far rilevare anche le PM0,1, che sono quelle più pericolose. E raccogliere l’appello, del 31 ottobre 2005, di numerosi ricercatori europei per cambiare la direttiva europea sul particolato atmosferico.

Per inciso: Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori sono stati segnalati numerosi effetti avversi sulla salute sia neoplastici che non.valutazione dell'impatto ambientale Fra questi ultimi si annoverano: incremento dei nati femmine e parti gemellari, incremento di malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’ infanzia. Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro: segnalati aumenti di: cancro al fegato, laringe, stomaco, colon-retto, vescica, rene, mammella. Particolarmente significativa risulta l’ associazione per cancro al polmone, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e soprattutto sarcomi, patologia “sentinella” dell’ inquinamento da inceneritori. Studi condotti in Francia ed in Italia hanno evidenziato inoltre conseguenze particolarmente rilevanti nel sesso femminile. I rischi per salute sopra riportati sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti, alternative all’incenerimento, già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi. (Fonte: Patrizia Gentilini, oncoematologa, Associazione del Medici per l’Ambiente, I.S.D.E. Italia)

biologia-credenze-2007Bruce H. Lipton: vent’anni dopo il suggerimento del mio maestro Irv Konigsberg di considerare prima di tutto l’ambiente se le cellule sono malate, avevo finalmente capito. Il DNA non controlla i processi biologici, e il nucleo non è il cervello della cellula. Come voi e me le cellule sono modellate dall’ambiente in cui vivono. In altre parole: è l’ambiente stupido!

Letteratura medica internazionale, U.S. National library of Medicine & National Institutes of Health digitando le parole incinerator waste (inceneritore rifiuti) nel motore di ricerca interno al sito risultano numerose pubblicazioni scientifiche che rilevano i rischi sanitari. L’Ordine dei Medici francesi ha chiesto una moratoria contro gli inceneritori al capo del loro Governo. L’ISDE Italia (Associazione medici per l’ambiente) ha denunciato più i rischi sanitari causati dagli incenetori.

Nel caso degli impianti di incenerimento di “ultima generazione”, applicando il principio di precauzione dell’UE adottato dall’Italia nessun Ente pubblico è autorizzato a deliberare a favore di impianti industriali i cui i rischi sanitari non danno certezze per la popolazione. Anzi dalla letteratura medica si legge: “[…] Recenti risultati di studi tossicologici e studi epidemiologici indicano che il fine e le particelle ultrafini potrebbe rappresentare rischi sanitari e ambientali. […]” (Buonanno G, Ficco G, Stabile L. – DiMSAT – University of Cassino, via Di Biasio 43, 03043 Cassino (FR), Italy.) Le particelle ultrafini e le nanopovoleri (PM1 e Pm 0,1) sono oggetto di studio e, le ricerche intendono comprendere come queste, prodotte anche da precessi industriali ad alte temperature, possano entrare nel nucleo della cellula senza lederla.

italia-sotto-rifiutiIl rifiuto è invenzione dell’uomo, perché la natura ricicla tutto quello che può, tutto ciò che è per definizione naturale. E’ stato l’uomo che ha introdotto sostanze e composti chimici che prima non esistevano, e che ora la natura non riesce a “digerire” a “degradare”: esse non sono compatibili con la natura e si chiamano rifiuti. Il problema è che queste sostanze per l’uomo sono tossiche, patogeniche e causano patologie dalle più leggere alle più gravi, fino alla morte. Per questo motivo una seria e corretta gestione dei rifiuti è auspicabile e doverosa.

rifiuto-riduco-ricicloLa soluzione migliore, più efficace e più rispettosa per la nostra salute, è quella di non produrre più rifiuti, cioè impedire di immettere nel ciclo della natura, oggetti e materiali che non possono essere riciclati, e/o trasformati e/o riutilizzati. Su questo concetto si basa il Piano Rifiuti Zero, sostenuto dal prof. Paul Connett, (documento relazione del piano), e ci dice: i rifiuti non sono un problema tecnologico ma un problema di progettazione industriale. Occorrono tre cose:

  1. responsabilità industriale ( a monte)
  2. responsabilità della comunità (a valle)
  3. una buona leadership politica (per saldare insieme entrambe)

Si prevede, in un arco di tempo predefinito, l’eliminazione di materia non riciclabile, partendo da:

  • Raccolta Differenziata porta a porta “spinta”,
  • l’impiego del trattamento a freddo (tmb),
  • il riuso (riciclo),
  • una discarica per il materiale inertizzato (non più pericoloso),

tutto ciò fino alla conclusione del Piano che appunto prevede la chiusura della discarica e l’eliminazione dei prodotti non riciclabili e non riutilizzabili (eliminandone il commercio), quindi rifiuti zero. Una strategia già applicata al posto dell’incenerimento.

La vicenda degli inceneritori a recupero energetico (spacciati per termovalorizzatori, la parola non esiste, è solo un’operazione di marketing) nasconde una triste storia di truffa che i nostri dipendenti hanno causato a danno di tutti gli italiani: la truffa dei Cip6. “Gli italiani pagano quasi il triplo dei tedeschi per finanziare un sistema di incentivazione che nelle intenzioni doveva stimolare lo sviluppo delle rinnovabili“. Questo attraverso la voce A3 inserita nella bolletta dell’elettricità che tutti pagano ( il 2%), ma si tratta anche di soldi spostati verso i costruttori di inceneritori, inserendo una parolina nella legge, (art.22 legge 9/1991)“…fonti rinnovabili o assimilate”. Soldi stimanti in 60 mila miliardi di lire dati ai petrolieri (fonte: Alex Sorokin, Rilanciare le nuove fonti energetiche rinnovabili, in Ambiente Italia, Edizioni Ambiente, 2006). A causa di questa condotta illecita l’Unione Europea ha multato l’Italia.

Ed è ridicolo come alcune amministrazioni locali pretendano, nonostante tutto, di costruire ancora questi impianti altamente inquinanti e dannosi per la salute di tutti. La responsabilità è soprattutto di chi decide: gli amministratori pubblici. Quindi non facciamoci prendere in giro, informiamoci. Inoltre ricordiamoci che qualcuno avrà la faccia tosta di dire guardate al modello Asm-Brescia come funziona bene, è stato anche premiato. E’ vero è stato premiato dal suo costruttore, un leggero conflitto d’interessi, come tutta la voglia di costruirne altri su e giù per l’Italia.

Bruciare i rifiuti è anche più costoso della Raccolta Differenziata (R.D.), così come documentato da Roberto Cavallo, esperto di ambiente e di gestione dei rifiuti, ed invece la R.D. crea lavoro per più persone, più di quante ne servano per gestire un inceneritore a recupero energetico. Anche l’UIL in un documento, del 2005, evidenzia i costi elevati e l’aumento delle tariffe sulla TARSU (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani) nonostante questa doveva essere abolita, nonostante l’Italia doveva raggiungere l’obiettivo del 35% di R.D., puntualmente mancato, come indicato dall’UE e dal decreto Ronchi, e come si dovesse passare invece alla tariffa puntuale, meccanismo virtuoso che fa pagare di meno a chi differenzia di più e produce meno rifiuti. Basta seguire il buon esempio del Consorzio Priula o del piccolo Comune Mercato San Severino nella Provincia di Salerno.

Anche sul fronte energetico la raccolta differenziata + il trattamento meccanico biologico sono migliori dell’incenerimento, infatti l’energia recuperata dall’inceneritore per produrre elettricità si aggira intorno ad una stima (quindi teorica) al massimo del 15-25% negli impianti a condensazione e nell’ordine del 10-12% nel caso degli impianti a contropressione ed il resto dell’energia è dispersa; in fine non va dimenticato che l’inceneritore ha bisogno continuamente di bruciare materia altrimenti la macchina termica nel “perdere energia lavora male“, e così per assicurasi l’energia necessaria la lobby degli inceneritori si è garantita un contratto con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) e con il COREPLA (Consorzio per il Recupero della Plastica). E dicono pure di fare bene all’ambiente. Quindi per definizione l’incenerimento è antitetico alla raccolta differenziata ed al riuso.

Un’analisi del ciclo vita (LCA), che somma anche l’energia consumata per produrre le merci e per “smaltirle”, mostra chiaramente che la strada migliore è il riuso ed il riciclo. Infatti l’industria del riciclo di materie prime secondarie è in continua espansione. Un pianeta dalla risorse finite non può bruciare le merci, è un’operazione irrazionale.

Non bisogna dimenticare che col Trattamento Meccanico Biologico (tmb), cioè a freddo, dai rifiuti urbani, e specificatamente dal residuo umido si può ugualmente produrre energia elettrica, per mezzo del famoso biogas.

I cittadini, forse per la prima volta, non si trovano di fronte a un giallo dove l’assassino si scopre solo alla fine o non si trova, la vicenda della mala gestione dei rifiuti in Italia ed in Campania è chiarissima, i colpevoli sono famosi, e conosciuti, si chiamano Sindaci, Presidenti e Commissari. Il problema dei rifiuti non esiste, non è mai esistito da un punto di vista tecnico e del corretto smaltimento, poiché i rischi sanitari e gli impatti ambientali sono conosciuti da sempre. Il nodo è esclusivamente politico-commerciale, ed eliminare i rifiuti vuol dire trasformare, cambiare i processi industriali. I rifiuti li producono le corporation e non i cittadini. Poche persone al mondo inquinano e tutti gli altri pagano, con i loro soldi e con la loro vita: è la filosofia del consumo che domina la politica. Fino a quando le decisioni saranno prese da pochi (oligarchie) per le corporation sarà facile pagare tangenti ad una o poche persone. Si possono fare due cose per invertire la tendenza, la prima cambiare gli Statuti degli Enti Territoriali per distribuire potere ai legittimi proprietari: i cittadini ed inserire strumenti di democrazia direttademocrazia-cittadini (copiare il modello svizzero con iniziative e referendum, e copiare Schonau per l’azionariato diffuso sui servizi pubblici locali) come i Bilanci Partecipativi deliberativi negli Statuti comunali, così i cittadini governano e controllano direttamente come vengono spesi i soldi, e la seconda è introdurre la Class Action vera, così se una corporation truffa, ruba o uccide, i cittadini possono colpirla al cuore, togliendo loro i soldi. Alla base di questi cambiamenti molto semplici c’è la Decrescita che poggia la sua filosofia sul concetto di bioeconomia. Non è tollerabile continuare a subire le scelte di pochi, spinti dai “guadagni facili” passando sopra i diritti costituzionali di tutti. Norberto Bobbio nel 1963 al Convegno promosso dall’Institut International de philosophie sul “fondamento dei diritti dell’uomo” disse: “il problema grave del nostro tempo era non già quello di fondarli ma di proteggerli.

Testo consigliato: Marino Ruzzenenti, l’Italia sotto i rifiuti, Jaca Book Milano 2004

Alcuni documenti sul rischio sanitario:

Ancora sui rifiuti INCENERIRE NUOCE Marco Caldiroli
Impatto Ambientale dei Processi di Incenerimento di Rifiuti
Epidemiologie e prevenzione processi incenerimento rifiuti e mortalità
Incenerimento e salute umana Greenpeace
Impatto Ambientale dei processi d’incenerimento dei rifiuti

per il Piano Rifiuti Zero in Italia il sito Ambiente futuro

viaggio nell’inceneritore di Brescia di Alex321 15 maggio 2007

Caso Campania, tredici anni e sette commissari.

  • Umberto Improta è commissario per i rifiuti da febbraio ’94 a marzo ’96. Parte il piano di chiusura delle discariche.
  • Antonio Rastrelli, Presidente della Regione, è commissario per l’emergenza rifiuti nel marzo ’96 fino a gennaio ’99. Rastrelli sigla il contratto con Impregilo per cdr e inceneritori.
  • Andrea Losco, Presidente della Regione, è commissario da gennaio ’99 a maggio 2000. Con Losco il piano è operativo e si passa da cinque inceneritori a due (Acerra e Santa Maria La Fossa).
  • Antonio Bassolino, Presidente della Regione, è commissario dal 2000 a febbraio 2004. Partono sette cdr.
  • Guido Bertolaso, capo della protezione civile, è commissario da ottobre 2006 a luglio 2007.
  • Alessandro Pansa, è commissario da luglio 2007 fino a gennaio 2008.
  • Umberto Cimmino nuovo commissario da gennaio 2008 fino al 30 novembre 2008.

Inizio stato di emergenza:1994. Spese complessive 885.985.279 euro.

  • I debiti dei Comuni: 215 milioni dal 2002
  • I crediti della Fibe: 350 milioni
  • I fondi attesi dal Governo: 80 milioni

Testo Unico in materia ambientale

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152

art. 179 (Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti)

1. Le pubbliche amministrazioni perseguono, nell’esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, in particolare mediante:

  • a). lo sviluppo di tecnologie pulite, che permettano un uso più razionale e un maggiore risparmio di risorse naturali;
  • b). la messa a punto tecnica e l’immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i rischi di inquinamento
  • c). lo sviluppo di tecniche appropriate per l’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il recupero.

2. Nel rispetto delle misure prioritarie di cui al comma 1, le pubbliche amministrazioni adottano, inoltre, misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, nonché all’uso di rifiuti come fonte di energia.

art. 180 (Prevenzione della produzione di rifiuti)

1. Al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, le iniziative di cui all’articolo 179 riguardano in particolare:

  • a). la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e di sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto medesimo;
  • b). la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
  • c). la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
  • d). l’attuazione del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, e degli altri decreti di recepimento della direttiva 96/61/CE in materia di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento.
  • le alternative agli inceneritori

Lo spreco del danaro pubblico: il finto sviluppo del Monarca

Salerno

Oggi è di moda sui media parlare di sviluppo poichè sono stati sbloccati alcuni fondi, come i contratti di Quartieri II, ed altre promesse per contenere il consenso politico della Monarchia assoluta vigente nel feudo salernitano.

In realtà di sviluppo del meridione se ne parla dal 1860, e se si continua a parlare di sviluppo in questo teatro un motivo ci sarà?!

A mio avviso sono quasi tutti soldi sprecati, buttati dal balcone, cioè donati dallo Stato ai soliti noti. Non ricordo che mai un Presidente di un albo professionale abbia mai parlato apertamente di “attentato perpetrato nei confronti di una città e dei suoi abitanti”. E’ noto che la Camorra è cosa nostra, è noto che uno dei primi proventi delle associazioni a delinquere siano gli appalti pubblici, ma allora se sono note tutte queste cose, perchè si continua a perder tempo?
Ma soprattutto perchè si parla di sviluppo della città, quando in realtà si tratta dello sviluppo economico di poche persone.

Il problema come al solito è il nostro, poveri cittadini, poveri in tutti i sensi, che subiscono le aggressioni economiche di chi gestisce i nostri soldi, cioè i partiti.
Siamo ostaggio di queste oligarchie partitiche totalmente anacronostiche, siamo ostaggio della nostra apatia e riluttanza alla vera informazione, facciamo come gli struzzi, sappiamo e la notte non ci pensiamo. Ci basta un raggio di sole ogni tanto, il bagno nel mare inquinato e respirare la “sana” aria da particolato emesso dalla fonderie condannate, poichè trovate senza V.I.A., che fa se si muore fra vent’anni di tumore, a causa del dell’inquinamento crescente, l’importante è prendere quel misero stipendio da schiavo che ti passano oggi, tanto tutti dobbiamo morire di qualcosa.

Inoltre un appunto su di un aspetto ELEMENTARE, sempre di ORDINARIA AMMINISTRAZIONE, ma è così difficile programmare la manutenzione delle opere pubbliche, come il LUNGOMARE, il CORSO VITTORIO EMANUELE, cioè far controllare lo stato di salute del più importante verde pubblico che abbiamo a Salerno, le piante del Lungomare, e la salvaguardia dell’arredo urbano e la pavimentazione del Corso?!
E’ così difficile monitorare lo stato di salute, che non c’è più da anni, dei corsi d’acqua salernitani?
Invece di sparare cazzate su opere stratosferiche, costosissime e che nessuno ha chiesto, se non gli amici degli amici, e parlare come Mussolini ai tempi del fascio, basterebbe cominciare a pensare sull’ordinario, e spostare risorse umane ed economiche per la tutela della salute e dell’ambiente cittadino, ecco solo per iniziare questo è il BENE COMUNE.

Ritengo sia inutile accennare dell’urlo che si fa alle sirene in Tv: “perchè non si può fare il termovolarizzatore a Salerno, noi siamo pronti”
Ma perchè non te lo fai con i soldi tuoi, sotto casa tua?
L’inganno dei CIP6

Ricordo che la parola termovalorizzatore non esiste, è una propaganda dei diossini, esiste l’inceneritore a recupero energetico, e parliamo di un recupero stimato (quindi teorico) al max del 15-25% negli impianti a condensazione e nell’ordine del 10-12% nel caso degli impianti a contropressione. Fonte: Alberto Clò (a cura di), Energia e Tecnologia, Editrice Compositori 2004 L’inceneritore uccide le persone.

Manifestazione nazionale contro gli inceneritori

Sabato 2 dicembre i meetuppers, persone libere iscritte a gruppi organizzati in rete, col nome Amici di Beppe Grillo, hanno manifestato in tante città e piazze d’Italia contro la “truffa” del finanziamento pubblico degli inceneritori. In maniera illecita i nostri dipendenti hanno spostato 3,1 miliardi di euro destinati alle fonti rinnovabili, verso imprenditori e società che detengono impianti che sfruttando fonti energetiche fossili, non rinnovabili, ed altamente inquinanti.
Per questo motivo da anni Beppe Grillo con numerosi cittadini, i meetup, stanno portando avanti una lotta ecologista, contro le “mafie”, contro le “truffe”, contro le prese in giro a danno della nostra salute.
L’Unione Europea comminerà una multa al Governo italiano per la truffa dei CIP6, e saranno i cittadini a dover pagare.
Firma la petizione per abolire questa vergogna tutta italiana.
Ovviamente i dipendenti locali, a Salerno, non ci fanno mancare nulla ed intendono costruire un mostro anche qui. Gli Amici di Beppe Grillo di Salerno hanno ampiamente discusso ed informato della cosa con Grillo e Montanari il 16 giugno in piazza Flavio Gioia.